Progetto SCIPIO: le staminali che riparano il cuore

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di Marco Milano

Cellule del muscolo cardiaco ottenute da staminali

Sono italiani, a capo di un progetto di ricerca che promette risultati rivoluzionari in cardiologia sfruttando le potenzialità delle staminali. Ma non è in Italia che stanno alimentando questa speranza. Roberto Bolli, responsabile della Division of Cardiovascular Medicine dell’Università di Louiseville negli Stati Uniti, con la collaborazione di Piero Anversa del Brigham and Women’s Hospital di Boston ha presentato i risultati del suo studio con il Walter B. Cannon Memorial Lecture al meeting Experimental Biology di Whashington. Il progetto “Cardiac Stem Cell Infusion in Patients with Ischemic CardiOmyopathy”SCIPIO – ha così ricevuto, in quel contesto, un riconoscimento importante, dedicato a settori di ricerca che contribuiscono in modo determinante nel campo della biologia a livello internazionale. Il motivo di tale attenzione e la chiave di un atteso successo, sta nella possibilità di rigenerare il tessuto del cuore malato utilizzando le proprie cellule.

Le cellule staminali, capaci di trasformarsi in diversi altri tipi di cellule del corpo, del paziente vengono prima prelevate dalla zona superiore del cuore (raccolte durante un intervento chirurgico di bypass coronarico) e poi ‘coltivate’ in laboratorio, evitando così problemi legati al rigetto – fenomeno legato, nelle normali procedure di trapianto, alla risposta di attacco al nuovo organo del sistema immunitario del paziente. La fase di ‘coltivazione’ consiste in una crescita in vitro delle staminali, che vengono così sottoposte ad un trattamento rinvigorente a base di due enzimi (eme ossigenasi e sintasi ossido nitrica) che hanno come sottoprodotti due gas, monossido di carbonio e ossido nitrico, capaci di aiutare le cellule a sopportare lo stress dovuto ad ossidazione e carenza di ossigeno. Quando si verifica un infarto, infatti, sono questi due gas a svolgere un ruolo protettivo e aiutare il tessuto a sopravvivere.

I primi risultati registrati mostrano una risposta dei pazienti complessivamente positiva, con miglioramenti clinici a livello globale che hanno permesso un’autonomia dei pazienti, quasi del tutto inabili prima del trattamento. Il sogno di creare un cuore nuovo è iniziato nei primi anni duemila, quando Piero Anversa si è imbattuto nelle staminali cardiache, in particolare quelle presenti negli atri e all’apice, mentre studiava le cellule del midollo osseo, fino a quel momento le uniche utilizzate per sperimentare la rigenerazione del cuore. Tuttavia, accasare le cellule del midollo nel cuore ha un effetto benefico modesto, dovuto alla sola capacità di liberare fattori di crescita che stimolano la formazione di nuovi vasi e il miglioramento dell’irrorazione sanguigna.

SCIPIO è ancora una sperimentazione di fase 1, cioè ad una prima tornata di test sugli esseri umani. Attualmente il suo scopo principale è valutare inizialmente sicurezza e fattibilità, piuttosto che efficacia. Le cure classiche per gli infartuati prevedono l’inserimento di dispositivi meccanici che assistono il cuore, che possono sì prolungare la vita di un paziente, ma non risolvono definitivamente il problema.

Un nuovo cuore con le staminali potrebbe diventare la soluzione, non più un sogno.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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