(S)valutazione del rischio

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di Dario Ripamonti

 

Supponiamo di voler giocare alla lotteria e di poter scegliere tra due opzioni. Per la prima lotteria sono messi in vendita due milioni di biglietti del costo di un euro, per la seconda duemila biglietti del costo di mille euro. Il primo premio della prima lotteria è di un milione di euro, quello della seconda è di un milione e mezzo di euro.
La seconda lotteria offre un montepremi più alto e maggiori probabilità di vittoria, ma probabilmente tutti preferirebbero giocare alla prima, senza pensare troppo. Un conto veloce ci spiega infatti che nel primo caso c’è il 99,9995% di probabilità di perdere un euro, nell’altro si ha il 99,9% di probabilità di perderne 1000. Per valutare quale delle due scommesse sia più rischiosa non è sufficiente citare la generica probabilità di perdere, ma anche tener presente che cosa si rischia di perdere. 

Ecco perchè tutte le argomentazioni “nucleariste” basate sulla “sicurezza” delle centrali o sul “non esiste il rischio zero” sono da rigettare completamente: inventando dei numeri, è meno pericolosa una centrale a vapore “sicura all’80%” di una centrale nucleare “sicura al 99,7%”, perchè l’eventuale danno sarebbe incommensurabilmente più alto.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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