Cnr: progressi nello studio del Dna

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di Marco Milano

Arriva dall’Isa – Cnr (Istituto di Scienze dell’Alimentazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche) uno studio che apre nuove frontiere nella comprensione del Dna, individuando nella forma, e non solo nella sequenza, i meccanismi che ne presiedono le funzioni. I ricercatori dell’istituto di Avellino: Giuseppe Iacomino, Gianluca Picariello e Luciano D’Agostino in collaborazione con l’Università degli Studi di Foggia e Genova hanno proposto un lavoro di ricerca focalizzato sui meccanismi di protezione e folding – ripiegamento – del Dna, pubblicato sulla prestigiosa rivista americana Biomacromolecules: ontogenesi, omeostasi cellulare e lo sviluppo di condizioni patodnalogiche, sono tra le funzioni cellulari che risultano influenzate da forma e struttura del dna.

L’attuale stato dell’arte della ricerca in questo settore ha consentito finora di stabilire che una classe di molecole, le poliammide, regola diverse funzioni cellulari come la crescita, la risposta immunitaria, la trascrizione dell’Rna e la sintesi proteica. La ricerca coordinata da Giuseppe Iacomino dell’Isa-Cnr spiega quale sia l’interazione di questi meccanismi con il dna. “Abbiamo dapprima dimostrato che le poliammide nel nucleo si trovano sotto forma di aggregati molecolari dalle strutture ben definite” – ha dichiarato Iacomino – “In seguito, simulando le condizioni chimiche del nucleo cellulare, abbiamo riprodotto in vitro gli aggregati nucleari di poliammide (Nap), osservando che si assemblano in base a un processo chimico di ‘auto-riconoscimento’, producendo strutture discoidali analoghe a quelle identificate nelle cellule.”

Sono questi elementi che, secondo un processo di accrescimento progressivo, generano dei filamenti tubolari, veri e propri nano tubi. Estrema flessibilità e plasticità di questi aggregati fanno sì che possano rigenerarsi dinamicamente, assecondando le modificazioni strutturali del dna. In condizioni di disidratazione, inoltre, queste molecole sono in grado di produrre particolari cristalli con la proprietà di ‘autoripararsi’. La conferma sperimentale arriva dall’osservazione diretta, tramite microscopia a forza atomica, del fenomeno di avvolgimento e strutturazione del dna genomico da parte di questi aggregati.

 

Le proprietà delle poliammide forniscono  informazioni mancanti nella comprensione di funzione e struttura del dna, offrendo una nuova chiave di lettura al suo assetto spaziale, ma aprono inevitabilmente dei nuovi interrogativi. Nanomateriali, nanotools o sviluppo di materiali biomedici sono le applicazioni biotecnologiche prevedibili in tempi più immediati.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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