‘Bombe intelligenti’: alternativa alla chemioterapia

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ricercadi Vanessa Mannino

Aumentano i casi di tumore nella popolazione: individui le cui cellule “impazziscono” rendendo la riproduzione delle stesse incontrollabile. Il tumore, chiamato anche neoplasia, può presentarsi sotto due forme: maligna, assumendo in questo caso il nome di cancro, e benigna, suddividendosi invece in tal caso in fibroma, adenoma, angioma e pamilloma polipo.  Differentemente dal primo, il tumore benigno tende a restare nella zona in cui ha avuto origine, senza espandersi e senza creare metastasi, ma tuttavia non è da sottovalutare, in quanto può ingrandirsi fino a rovinare per intero l’organo. La prevenzione può essere un rimedio estremamente importante e non sottovalutabile: l’attuazione di piccoli accorgimenti quotidiani potrebbe davvero mantenere il corretto funzionamento delle nostre laboriose cellule. Per fare solo alcuni esempi, l’alimentazione è stata considerata una tra le cause principali che influenza la formazione di cellule tumorali: essere in sovrappeso equivale ad essere più predisposti a certi tipi di tumori come quelli al pancreas, all’intestino, al rene o alla mammella.

Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro poi ha recentemente stilato uno studio in cui si evidenzia la relazione tra alimentazione e tumore: anche lo sport sembra essere estremamente importante, uno sport all’aria aperta, fatto non in dosi eccessive, ma in base alla capacità cardio-respiratoria del soggetto. Insomma, un’attività fisica che non affatichi troppo e che deve essere accompagnata ad una salutare dieta dalla quale vengono omessi cibi ad alto contenuto calorico, bevande gassate, alcoliche e zuccherate, nella quale viene limitato il consumo di carni rosse, di cibi salati e nella quale vengono consumate abbondanti porzioni di frutta e verdura di stagione. Ovviamente gli studiosi ci ricordano di non fumare, e questa non sembra di certo essere una novità, d’altronde il tabacco viene considerato uno tra le prime cause nello sviluppo di cellule tumorali.

Negli ultimi anni la ricerca, volta alla cura della neoplasia, ha apportato dei grandi risultati scoprendo medicine meno dannose, ma ugualmente efficenti. La chemioterapia, formata dalla somministrazione di farmaci antiblastici o citotossici, e utilizzata usualmente per il trattamento di malattie neoplastiche, rimane ancora un evento drammatico e un percorso al quanto ricco di dubbi per tutti coloro che si preparano ad affrontarlo. Gli effetti tossici apportati dalla chemio riguardano il suo colpire indescriminatamente tutte le cellule, sia quelle buone sia quelle cattive con effetti collaterali palesemente visibili come la totale perdita dei capelli nel paziente. Fortunatamente l’evoluzione della ricerca ha consentito, negli ultimi periodi, forme di terapia alternativa. Molti l’hanno chiamate “bombe intelligenti” proprio per il loro agire in modo selettivo sulle cellule malate e per la scarsa insorgenza di effetti indesiderati durante la terapia. Questi nuovi farmaci, spesso detti anche “a bersaglio” (target), da soli o in combinazione con le terapie tradizionali (chemio-, radio-, ormonoterapia), permetteranno di combattere direttamente il tumore, risparmiando le cellule normali dell’organismo, con minore tossicità. Una grande novità che permette a molti malati di sperare e di mantenere alto il loro livello di ottimismo nei confronti di una scienza in continua evoluzione.

Tuttavia, molti di questi farmaci intelligenti non sono ancora commerciabili in Italia, ma nonostante ciò un’ampia gamma è già a disposizione. Il Trastuzumab, per esempio, conosciuto più propiamente come Herceptin si somministra per via endovenosa con cadenza settimanale e blocca la prolificazione delle cellule tumorali umane dimostrando la sua ampia efficacia anche dopo l’intervento chirurgico. L’Imatinib, o Glivec, viene invece utilizzato soprattutto per il trattamento di tumori localizzati allo stomaco, all’intestino tenue, crasso e all’esofago e anche per il trattamento della leucemia cronica. Si somministra in compresse. Diversamente, il Gefitinib, impiegato per il trattamento del tumore polmonare in stato avanzato, è una piccola molecola somministrata al paziente una volta al dì, non commercializzata in molti Stati Europei, è molto utilizzata come terapia in Usa, Giappone e Australia. Ad essere sperimentati sono ancora un alto numero di farmaci attualmente utilizzati per la cura di altre malattie. Un esempio è l’Anti-Cox-2, insieme di farmaci generalmente utilizzati come antinfiammatori, di cui è stato studiato un possibile impiego per la trattazione dei tumori del colon e del polmone. Un ottimo spiraglio di luce quindi che consente a molti di continuare a sperare, di essere ottimisti e di aver fede nelle “bombe intelligenti” della medicina.

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I dati pubblicati in questo articolo hanno solamente una finalitá informativa e non intendono sostituire il consiglio di un medico, che va consultato prima di assumere qualsiasi farmaco.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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