L’Architettura Gassosa – Un manifesto grafico di Emmanuele Lo Giudice – Convegno 28-31 Maggio 2019 // workshop 4-9 di Giugno 2019 – Macro Asilo, Roma

Il convegno e il workshop ARCHITETTURA GASSOSA, diretto da Emmanuele Lo Giudice, si presenta come evento di analisi ed approfondimento interdisciplinare del manifesto Architettura Gassosa, per un nuovo realismo critico, all’interno dello spazio del MACRO, Museo di Arte Contemporanea di Roma, in via Nizza 138.che, partendo dai vari cambiamenti in atto evidenti a tutti, illustra una proposta concettuale, operativa, interpretativa e metodologica per l’architettura prossima e futura. In particolare viene presentata una proposta di museo gassoso, molto interessante nell’ottica di uno stretto rapporto tra arte e architettura.

Questa proposta è stata presentata per la prima volta nell’Aprile 2018 in Messico in un congresso internazionale presso Università FAUV, e a Novembre 2018 presso il Padiglione Spagnolo della Biennale di Venezia 2018 con un workshop ed un convegno internazionale. In questi ultimi mesi il dibattito si è spostato da Venezia a Roma e Firenze, con una serie di conferenze ed incontri sul tema.

L’Architettura Gassosa non segue un progetto predefinito, ma prevede l’idea di un’architettura immanente, non più legata ad una ricerca puramente formale, ma alle proprietà che la caratterizzano. Punto focale del progetto non è più l’edificio in se, ma il sistema di relazione tra spazi e funzioni che si possono aggregare e disgregare per la “costruzione” di una vitale essenza processuale attraverso cui raccontare, fare e pensare l’architettura contemporanea. Per rendere più chiara la proposta si è scelto di prendere in esame il tema del museo: un museo gassoso.

Il museo gassoso è uno spazio architettonico interattivo, aperto, che si adatta a qualsiasi situazione, che costruisce un sistema di relazioni privo di gerarchia, cosmopolita, narrativo, indipendente, sociale, ludico, atmosferico, sostenibile, in rete, critico, politico, ecc. Il museo gassoso è il risultato del dialogo tra artisti, architetti, studenti e professionisti che lavoreranno insieme alla definizione di questo tipo di museo, la cui proprietà principale è data dalla relazione che esiste tra l’opera d’arte che si espone e lo spazio che la accoglie. Gli spazi che espongono le opere, nel Museo Gassoso diventano il contesto stesso cui nasce l’opera, o il contesto in viene riletta l’opera. Quindi non “macchine” espositive, ma la luoghi dell’esperienza, dove opera d’arte e spazio diventano un’unica cosa. Si vuole porre l’attenzione allo stretto rapporto che l’opera d’arte ha con lo spazio con cui si relazione, e del rapporto che le persone hanno con l’opera d’arte

Dal 28 al 31 maggio si terrà un convegno aperto a tutti, in cui si analizzeranno le tematiche del manifesto grazie al contributo di illustri architetti, artisti, docenti ed intellettuali provenienti da varie parti del mondo.

Dal 4 al 9 giugno si terrà un workshop con iscrizione obbligatoria, durante il quale si progetterà e realizzerà un museo gassoso, in collaborazione con la ditta SEKKEI, che sponsorizza l’evento.

I partecipanti saranno suddivisi in gruppi, ognuno dei quali avrà un artista di riferimento con cui progettere un dispositivo espositivo pensato appositamente per una o più opere dell’artista designato.

L’obiettivo del workshop è di creare l’hardware necessario a una nuova visione di sviluppo urbano dove le forze creative del territorio messe a sistema possano dare vita ad un innovativo progetto culturale.

L’evento è patrocinato da: Ordine degli Architetti di Roma; Università di Architettura della Sapienza di Roma; Istituto ISIA di Roma; Accademia di Belle Arti di Roma; Università FAUV, Facultad de Arquitectura Universidad Veracruzana Xalapa; Amate l’Architettura; Fondazione Antonio Presti.

Gli sponsor dell’evento sono:

SEKKEI Sustainable Design, una giovane e dinamica start up che progetta e realizza arredi e complementi in cartone (https://www.sekkeidesignsostenibile.it/).

Salcheto Soc. Agr. s.r.l è un’azienda vitivinicola biologica e biodinamica con sede a Montepulciano (SI), che ha fatto della territorialità, eco-sostenibilità e qualità dei vini prodotti i suoi punti di forza (http://www.salcheto.it/).

Sep t-shirt è una giovane start up che produce “le magliette più belle del mondo”, interamente e orgogliosamente made in Italy (https://www.sept-shirt.com).

Angela Ferraro Home textile, un designer pugliese che realizza dal 2015 dei prodotti tessili tagliati e ricamati a mano dal design unico e minimale (https://www.facebook.com/angelaferrarotextile/).

Ospiti del workshop e del convegno

Matteo Aimini – architetto, docente presso la Università di Architettura dello IUAV di Venezia

Carmelo Baglivo – artista ed architetto, docente presso Università di Ferrara

Eclario Barone – pittore e docente dell’Accademia delle Belle Arti di Roma

Renato Bocchi– architetto, docente presso la Università di Architettura dello IUAV di Venezia

Franco Bunčuga – attivista e autore di diversi libri sul rapporto tra arte e architettura

Orazio Carpenzano – architetto, docente presso la Università di Architettura della Sapienza di Roma

Vincenzo Di Siena – architetto, docente presso lo IED di Roma

Filippo Florian – architetto e studioso dell’Architettura Gassosa

Matteo Giovannone – designer e direttore della ditta SEKKEI

Gisella Giudice – architetto e membro di p.r.o.g. arch_design

Clemencia Labin – artista visuale venezuelana

Emmanuele Lo Giudice – architetto e autore dell’Architettura Gassosa

Santo Marra – architetto, membro di Amate l’Architettura

Massimo Mazzone – scultore, attivista e docente all’Accademia di Brera di Milano

Tiziana Migliore – docente di semiotica all’Università di Roma Tor Vergata

Antonello Monaco – architetto, docente presso la Università di Architettura della Sapienza di Roma

Floriana Orlandino – architetto e membro di p.r.o.g. arch_design

Elena Padovani – architetto e studiosa dell’Architettura Gassosa

Massimo Pica Ciamarra – architetto, docente e vicepresidente della Fondazione Italiana di Bioarchitettura

Antonio Presti – artista e presidente della Fondazione Fiumara d’Arte

Franco Purini / Laura Thermes – architetti, docenti universitari

Barbara Renzi – architetto e membro di p.r.o.g. arch_design

Diego Repetto – architetto, autore del Quinto Paesaggio

Francesco Ventura – architetto, docente presso la Università di Architettura di Firenze

Organizzazione del Workshop e del Convegno

Workshop 4-9 di giugno // convegno 28-31 di maggio

Coordinatore scientifico del Convegno e del Workshop

Emmanuele Lo Giudice – architetto, autore dell’Architettura Gassosa

Programma del workshop

Il workshop si svolgerà da martedì 4 a domenica 9 giugno

L’Università la Sapienza CdL Magistrale in Architettura riconosce 4 CFU agli studenti che parteciperanno al workshop.

Luogo, date e ore del workshop

Il workshop, con iscrizione obbligatoria, avrà una durata complessiva di 48 ore divise nell’arco di 6 giorni, a partire da martedì 4 a domenica 9 di Giugno, dalle 10.00 del mattino fino alle 18.00 di sera, a Roma presso il Museo Macro di via Nizza 138. Il workshop sarà dedicato esclusivamente al lavoro di laboratorio, durante il quale si progetterà e realizzerà un museo gassoso all’interno degli spazi del Museo Macro. Il numero massimo dei partecipanti al workshop è di 40.

Iscrizione

Il workshop è aperto a studenti di lauree magistrali in architettura, arte, design ed ingegneria civile, di varie nazionalità, a liberi professionisti e a studiosi interessati al progetto.

L’Università la Sapienza CdL Magistrale in Architettura riconosce 4 CFU agli studenti che parteciperanno al workshop.

L’iscrizione alla partecipazione al workshop è gratuita.

Per le iscrizioni inviare una email a architetturagassosa@gmail.com entro e non oltre il 2 Giugno

Calendario delle giornate del workshop

Martedì 4 Giugno

10:00 – 13:00 Presentazione del workshop, dei tutor, degli artisti e dei docenti, formazione dei gruppi di lavoro e inizio del laboratorio.

Conferenze di Massimo Mazzone; Clemencia Labin; Eclario Barone; Carmelo Baglivo; Elena Padovani; Filippo Florian; dello studio p.r.o.g. arch_design

13:00-14:00 pausa pranzo

14:00-15:00 Conferenza di Matteo Giovannone (SEKKEI) – Come costruire con il cartone

15:00-18:00 Primi studi di progetto

Mercoledì 5 Giugno

10:00-13:00 laboratorio studio del progetto

13:30-14:30 pausa pranzo

14:30-18:00 laboratorio definizione del progetto

Giovedì 6 Giugno

10:00-13:30 laboratorio – definizione finale del progetto

13:30-14:30 pausa pranzo

14:30-18:00 laboratorio – inizio realizzazione del progetto

Venerdì 7 Giugno

10:00-13:30 laboratorio realizzazione del progetto

13:30-14:30 pausa pranzo

14:30-18:00 laboratorio – realizzazione del progetto

Sabato 8 Giugno

10:00-13:30 laboratorio – realizzazione del progetto

13:30-14:30 pausa pranzo

14:30-18:00 laboratorio – conclusione della realizzazione del progetto

Domenica 9 Giugno

10:00-13:30 realizzazione allestimento

13:30-14:30 pausa pranzo

14:30-18:00 presentazione finale dei lavori e consegna degli attestati di partecipazione

Programma del convegno

Il convegno si svolgerà da martedì 28 a domenica 31 Maggio

Luogo, date e ore del convegno

Le conferenze sono tutte gratuite e aperte al pubblico. Il convegno si svolgerà a Roma dal 28 e al 31 Maggio nella Sala Cinema del Museo Macro di Roma in via Nizza 138. Avrà una durata complessiva di 26 ore divise nell’arco di 4 giorni.

Il 28 e il 29 dalle 11.00 del mattino fino alle 20.00 di sera, mentre il 30 e il 31 dalle 11:00 del mattino fino alle 13:00.

28 -  dalle 11:00 alle 20:00

29 -  dalle 11:00 alle 20:00

30 -  dalle 11:00 alle 13:00

31 -  dalle 11:00 alle 13:00

Calendario del convegno

Prima giornata del convegno

Martedì 28 Maggio

11:00 Inizio della prima giornata di convegno

conferenze con dibattito finale

11:00 -12:00

Emmanuele Lo Giudice – saluti e presentazione dell’Architettura Gassosa

Antonello Monaco – Riflessioni sul manifesto dell’Architettura Gassosa

12:00 -13:00

Massimo Mazzone –  Arquitectura gaseosa versus barbuja inmoibiliaria

Franco Bunčuga – Arte, architettura e anarchia

13:00-14:00 pausa pranzo

conferenze con dibattito finale

14.00-15.00

Orazio Carpenzano – Reversibilità. L’architettura come spazio dell’esperienza

15.00 -16.00

Massimo Canevacci – Società e Architettura Gassosa

Emmanuele Lo Giudice, Orazio Carpenzano, Vincenzo Di Siena

16. 00 -17.00

Massimo Pica Ciamarra – Capzioso e Captante

17.00 -18.00

Franco Purini / Laura Thermes – La mia idea di immateriale in cinque disegni

18.00 -20.00

Santo Marra – Architettura come strategia

Elena Padovani –  L’immateriale in architettura

Seconda giornata del convegno

Mercoledì 29 Maggio

11:00 Inizio della seconda giornata di convegno

conferenze con dibattito finale

11:00 -12:00

Emmanuele Lo Giudice – saluti e presentazione

Diego Repetto – Architettura Gassosa ed il paesaggio contemporaneo

12:00 -13:00

Emmanuele Lo Giudice – Un’anticipazione del workshop

Matteo Giovannone – Come costruire con il cartone,

13:00-14:00 pausa pranzo

conferenze con dibattito finale

14.00-15.00

Tiziana Migliore – Accordi e Disaccordi – Consensi e Dissensi

15.00 -16.00

Francesco Ventura – Il luogo

16.00 -17.00

Antonio Presti – La politica della Bellezza (il caso urbanistico di Librino)

17.00 -18.00

Renato Bocchi – Architettura Evanescente e Immateriale

18.00 -20.00

Matteo Aimini – Il progetto, tra materia e cambi di stato

Vincenzo Di Siena – Architettura effimera

Terza giornata del convegno

Giovedì 30 Maggio

11:00 Inizio della terza giornata di convegno

conferenze con dibattito finale

11:00-12:00

Emmanuele Lo Giudice – Dalla capanna all’ombrello

12:00 -13:00

Università FAUV del Messico – Alcuni casi studio sull’Architettura Gassosa

Emmanuele Lo Giudice, Elena Padovani

Quarta giornata del convegno

Venerdì 31 Maggio

11:00 Inizio della quarta giornata del convegno: tavola rotonda aperta al pubblico con dibattito finale

11:00-13:00:

Emmanuele Lo Giudice, Elena Padovani, Massimo Mazzone, Diego Repetto, Vincenzo Di Siena: considerazioni finali del convegno

Enti patrocinatori dell’evento

L’evento è patrocinato da: Ordine degli Architetti di Roma; Università di Architettura della Sapienza di Roma; Istituto ISIA di Roma; Accademia di Belle Arti di Roma; Università FAUV, Facultad de Arquitectura Universidad Veracruzana Xalapa; Amate l’Architettura; Fondazione Antonio Presti.

Sponsororizzato da:

SEKKEI Sustainable Design è una giovane e dinamica start up composta da progettisti, designer e creativi che progettano e realizzano arredi e complementi di arredo dalle forme originali, ideati attraverso la sperimentazione e la combinazione di materiali eco-sostenibili la cui lavorazione prevede un basso impatto ambientale. https://www.sekkeidesignsostenibile.it/

Salcheto Soc. Agr. s.r.l è un’azienda vitivinicola biologica e biodinamica con sede a Montepulciano (SI). Nata nel 1984 nella zona di Montepulciano, ha fatto della territorialità, eco-sostenibilità e qualità dei vini prodotti i suoi punti di forza. http://www.salcheto.it/

Sep t-shirt è una giovane start up nata a Parma nel 2015 che produce le magliette più belle del mondo. I prodotti magliette e felpe sono interamente e orgogliosamente made in italy. L’art direction è interamente a cura del fondatore. https://www.sept-shirt.com

Angela Ferraro Home textile è un desiner pugliese che realizza dal 2015 dei prodotti tessili tagliati e ricamati a mano, dal design unico e minimale.

https://www.facebook.com/angelaferrarotextile/

Media partener

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A Paestum il convegno “Abitare in Magna Grecia” per discutere delle forme dell’abitare in età classica

Al museo Archeologico di Paestum si torna a discutere di abitati e architetture domestiche nelle colonie greche d’Occidente con il convegno “Abitare in Magna Grecia”; l’appuntamento è giovedì 9 maggio 2019, a Napoli, nella sala conferenza di Palazzo Corigliano e venerdì 10 maggio 2019, nella sala cella del museo di Paestum.

Il convegno si configura come il secondo capitolo di un progetto di studio comune al Parco Archeologico di Paestum e al Dipartimento di Asia, Africa e Mediterraneo dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, già iniziato nel 2018 con la prima edizione dedicata al periodo arcaico. Quest’anno si discuterà dell’epoca classica ovvero dell’architettura e delle forme dell’abitare in Italia meridionale fra il V e IV secolo a.C. A fare il punto sulle attuali conoscenze in questo campo saranno studiosi italiani e stranieri che illustreranno i risultati delle ricerche condotte negli ultimi anni nelle colonie greche di Cuma, Crotone, Velia, Locri Epizefiri, Caulonia, Poseidonia e nei territori ad esse pertinenti; la discussione coinvolgerà anche i centri indigeni di Tricarico, Caselle in Pittari, Moio della Civitella e Pompei per offrire una casistica di studio più completa e, quindi, un’argomentazione del problema più critica.

L’obiettivo è, infatti, quello di stimolare un dibattito metodologico e teorico di ampio respiro sul legame tra tecniche costruttive per l’edilizia privata, architettura domestica e interazioni socio-culturali tra siti coloniali e contesti indigeni.

Il convegno è aperto a studiosi, studenti e a chiunque fosse interessato a conoscere come si viveva in Magna Grecia in epoca classica, quando oramai quasi tutte le colonie greche erano state fondate, presentandosi ben strutturate sotto il profilo politico, economico e sociale, e avevano intrapreso relazioni complesse di scambi reciproci con le popolazioni locali.

Programma completo:




C’era una volta e c’è il regno di Eugenio Rattà

di Lara Ferrara
Da sempre studioso della Pop Art americana, inglese, francese ed italiana (Johns Warhol, Rauchenberg, Hamilton, Blake, Rosenquaiest, Lichtenstein, Schifano…..)

La sua un’ispirazione dedicata agli artisti della Pop Art perchè nessuno come loro è mai riuscito ad avvicinare l’arte alla gente senza creare barriere ma liberandone la percezione.
L’arte è presente sempre, anche in un imballaggio di cartone o nello studio di altrettanti elementi: foto, rielaborazione di immagini pubblicitarie, fumetti, performances ed addirittura improvvisazioni dove l’opera d’arte si crea davanti ai suoi spettatori, rendendola incredibile.

La società odierna da lui trasformata in un mondo di elementi multicolor sudditi della sua visione, unione e fusione di colori acidi in un mondo rarefatto in cui la realtà si osserva attraverso un caleidoscopio.
Regale nella scelta degli elementi arcani che creano una forma di espressività tutta “rattàniana”…
Quindi benvenuti nel regno di Eugenio Rattà.

http://https://youtu.be/-rMKJ0jCW0c




L’Architettura Gassosa di Emmanuele Lo Giudice in un dibattito internazionale presso l’Ambasciata Messicana di Roma

Lara Ferrara

“Architettura Gassosa, per un nuovo realismo critico” è un manifesto grafico di Emmanuele Lo Giudice che propone una risposta operativa per una possibile interpretazione architettonica delle varie trasformazioni che la società contemporanea sta vivendo in questi ultimi anni. Il programma dell’architettura gassosa non segue un progetto predefinito, ma prevede l’idea di un’architettura immanente, non più legata ad una ricerca puramente formale, ma alle proprietà che la caratterizzano. Punto focale del progetto è la “costruzione” di una vitale essenza processuale attraverso cui raccontare, fare e pensare l’architettura contemporanea.

L’Architettura Gassosa sarà tema di dibattito a Roma martedì 12 Marzo alle ore 18.30 presso l’Ambasciata Messicana, in via Lazzaro Spallanzani 13. L’evento vede la partecipazione dello stesso Emmanuele Lo Giudice insieme al docente di filosofia Stefano Oliva, che discuteranno di alcuni aspetti sociologici e filosofici dell’interessante proposta. In video conferenza dal Messico ci saranno i contributi di quattro professori dell’università di Xalapa (Veracruz): Ma Guadalupe Noemí Uehara Guerrero (direttore dell’Università di Architettura di Xalapa, Veracruz) insieme a Maria C. Chong, Eva Acosta Pérez e al professore Alfonso Rodríguez Pulido. In questa occasione verranno presenti alcuni progetti di un gruppo di studenti che hanno studiato delle possibili applicazioni dell’architettura gassosa (Jesùs Eduardo Romero Méndez; Alexa Adriana Méndez Pale; Maritza Figueroa Ortega; Luna de Lendesma Katia Jazmìn; Mario Herrera Martinez)

L’Architettura Gassosa è stata presentata per la prima volta ad Aprile 2018 in Messico, in un congresso internazionale, e pochi mesi dopo a Novembre in Italia con un seminario ed un workshop alla 16 Biennale di Architettura di Venezia nel padiglione spagnolo di Axtu Amann, coinvolgendo una quindicina di architetti, docenti, intellettuali del mondo culturale internazionale. Successivamente il dibattito sull’architettura Gassosa si è spostato da Venezia Roma, prima alla Galleria Sinestetitca e poi al Museo Macro. Nei prossimi mesi è previsto un nuovo seminario all’Accademia delle Belle arti di Roma, il 12 Aprile, per ritornare al Museo Macro di Roma, con un seminario internazionale il 28 e il 29 Maggio, e con un workshop dal 4 al 9 Giugno.

Come suggerisce il titolo stesso del libro-manifesto quello che si propone è un’architettura che ricorda le proprietà tipiche di un gas, capace di invadere gli spazi, creando sempre nuove relazioni che si modificano e si adattano al luogo e ai visitatori stessi. Secondo questa proposta l’architettura viene destrutturata e ridotta concettualmente nelle sue parti essenziali. Uno spazio architettonico interattivo, aperto, che si adatta a qualsiasi situazione, che costruisce un sistema di relazioni privo di gerarchia, cosmopolita, narrativo, indipendente, sociale, ludico, atmosferico, sostenibile, in rete, critico, politico, ecc.

Come ci fa notare Lo Giudice “La nostra società ed il suo sistema economico oggi si stanno sviluppando intorno a reti gassose d’interazione, mentre il modello spaziale delle città con le sue architetture risultano ancora imbrigliati a determinate realtà territoriali che stanno perdendo sempre più valore politico e strategico. Quello a cui assistiamo oggi è l’emergere di una mobilità totale che sta prevalendo sulla società stanziale dei luoghi.”

Ad una società “gassosa” deve quindi corrispondere “un’architettura gassosa” che sia interattiva e mobile, basata sul dialogo e sullo scambio. L’Architettura Gassosa vuole dare una risposta operativa e teorica a questa condizione attuale.




Dal dal 2021 il Corridoio Vasariano, 760 metri ‘sospesi’ che collegano Palazzo Pitti agli Uffizi e poi a Palazzo Vecchio, sarà aperto al pubblico

di Lara Ferrara

Il Corridoio Vasariano è un percorso di circa 1 km che collega la Galleria degli Uffizi con Palazzo Pitti. Ad oggi il Corridoio ha perso la sua funzione originaria di passaggio interno trai due edifici ed è un piccolo museo a parte rispetto alla celebre Galleria.

L’ingresso al passaggio si trova al primo piano della Galleria degli Uffizi, dietro ad un portone quasi anonimo. Probabilmente la maggior parte dei visitatori che affollano ogni giorno le sale degli Uffizi ignora del tutto che dietro ad un accesso così anonimo si nasconda invece un grande tesoro.

Fu realizzato dal Vasari nel 1565 su richiesta di Cosimo I de’ Medici, in occasione del matrimonio del figlio Francesco I con Giovanna d’ Austria. Il passaggio, iniziato nel Marzo del 1565 fu terminato in soli 5 mesi, in tempo per le nozze che furono celebrate il 16 Dicembre dello stesso anno.

Grazie a questo percorso sopraelevato i Medici si garantirono la possibilità di spostarsi liberamente ed in tutta sicurezza tra la loro residenza in Palazzo Pitti e la sede del Governo in Palazzo Vecchio.

Già il progetto originale del Vasari, il Corridoio prevedeva delle piccole finestre ed affacci sulle strade sottostanti il passaggio e sull’ Arno. A questo proposito furono tempestivamente spostate dal Ponte Vecchio le botteghe dei macellai, che non offrivano uno spettacolo ed odori certamente piacevoli per i Granduchi e dei loro ospiti. Al loro posto furono collocate le botteghe degli orafi, che ancora oggi caratterizzano il ponte più famoso di Firenze.
L’ idea di entrare in un luogo non accessibile a tutti e quindi in qualche modo privilegiato e quasi misterioso, rende senza dubbio la visita al Corridoio ancora più emozionante ed affascinante.

La notizia è che dal 2021 il Corridoio Vasariano, quei 760 metri ‘sospesi’,sarà aperto al pubblico, anche se su prenotazione e con limitazioni legate alla sicurezza (massimo 125 persone alla volta). Ogni anno 500mila turisti avranno la possibilità di visitare quello che è considerato il corridoio più bello del mondo che porterà nelle casse delle Gallerie degli Uffizi oltre 10 milioni di euro l’anno. I lavori di messa in sicurezza e riallestimento partiranno non appena Invitalia avrà assegnato il bando di gara a chi dovrà realizzare le opere. Poi si stimano 18 mesi di lavori prima del taglio del nastro. Per questo, nei giorni scorsi, alla presentazione del progetto esecutivo il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, ha cautamente indicato come anno di inaugurazione il 2021, sperando di non essere smentito dai tradizionali ritardi italiani.

I lavori, che costeranno 10 milioni di euro, già finanziati dal ministero (anche con fondi europei) serviranno per offrire completa accessibilità ai disabili, un impianto di climatizzazione, cinque uscite di sicurezza (tra cui una ricavata all’interno di un vano di un pilone del Ponte Vecchio risalente al dopoguerra), un’illuminazione a led a basso consumo energetico e un sistema di video sorveglianza. Previsti anche interventi di consolidamento strutturale e di restauro degli interni: dagli intonaci al pavimento…
L’idea di entrare in un luogo non accessibile a tutti e quindi in qualche modo privilegiato e quasi misterioso, rende senza dubbio la visita al Corridoio ancora più emozionante ed affascinante. Bellissimo.

* Visuale di un punto del percorso del corridoio Vasariano




Paestum: ricostruire una casa greca del 500 a.C. si può? Workshop con università e associazioni al Museo il 15 febbraio


Che i famosi templi di Paestum in antico stessero in mezzo a una città fiorente, non è facile da spiegare ai tanti visitatori che oggi vengono da tutto il mondo a vedere il sito magno-greco meglio preservato: perché, mentre i templi sono meravigliosamente conservati, le case di chi li costruì sono ridotte a tratti di muretti di difficile lettura. La risposta elaborata dal Parco Archeologico di Paestum insieme all’Istituto Universitario “L’Orientale” e alla Federico II di Napoli è di ricostruire una casa greca del V sec. a.C. con le tecniche e i materiali dell’epoca. Un progetto di “archeologia sperimentale” dunque, come sono molto diffusi nell’ambito dell’archeologia preistorica e medievale, ma pressoché totalmente assenti nell’archeologica classica della Magna Grecia. “Non si tratta solo di un modo per far capire ai visitatori cosa significava vivere in una colonia greca di V sec. a.C. – afferma il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – è anche un percorso di ricerca, che ci darà delle risposte a molti interrogativi, per esempio quante risorse erano necessarie per costruire una casa e per manutenerla a quei tempi. Il progetto sarà un’integrazione significativa dell’offerta di visita ma anche della ricerca sull’antica Magna Grecia. Per realizzarlo, abbiamo bisogno della partecipazione di cittadini e associazioni che siano coinvolte attivamente in questo percorso”.

Per discutere del progetto e per coinvolgere la cittadinanza, il Parco Archeologico ha organizzato un workshop pubblico che si terrà il 15 febbraio nel Museo Archeologico Nazionale di Paestum. Tra gli ospiti il prof. Marco Valenti dell’Università di Siena e il prof. Giuliano Volpe dell’Ateneo barese, due esperti del Medioevo con importanti esperienze nell’ambito dell’archeologia sperimentale.

“La collaborazione fra il Parco Archeologico di Paestum e l’Università “L’Orientale” continua con questa importante iniziativa, finalizzata a rendere più chiaro ai visitatori il modo di vivere in una colonia magno-greca – afferma il professore Fabrizio Pesando – La scoperta e lo scavo della casa arcaica detta di Mnastor, oggetto della ricerca dell’Orientale, potrà infatti fornire importanti informazioni sulla struttura e sulla funzione delle stanze di un’abitazione di VI secolo a. C., rappresentando un punto di riferimento per il progetto di ricostruzione che si andrà a discutere nel corso del workshop”.

Con il progetto, che si elaborerà proprio nel corso del workshop, si porrà in essere un metodo di lavoro rigoroso, dove il risultato finale non sarà solo il manufatto in sé, ma anche l’insieme delle conoscenze che si ricaveranno durante tutto il lavoro di ricerca.




VIRTUS La connessione tra il reale e il virtuale – Dal 7 al 12 febbraio 2019 Fabbrica del Vapore di Milano

Giovedì 7 febbraio 2019 alle ore 18.00, dopo il MACRO di Roma si inaugura, presso la Fabbrica del Vapore – Spazio The Art Land - lotto 10 a Milano, la mostra dal titolo: Virtus | La connessione tra il reale e il virtuale. Virtus.

Con la direzione artistica di Antonietta Campilongo, è promossa dall’Associazione Neworld,Nwart, con il patrocinio del Comune di Milano nell’ambito del progetto Spazi al Talento.

Con la collaborazione degli artisti invitati a partecipare, per 6 giorni saranno esposti gli sviluppi del mondo del web nella visione odierna e ciò che produce oggi in campo artistico. Gli artisti, ognuno con il proprio linguaggio espressivo interpreterà il mondo virtuale attraverso l’arte e la creatività.

Aree multidisciplinari: Arti visive, video, performance.

Artisti:

Marco Billeri, Antonella Bosio, Juna Cappilli, Isabel Carafì, Vincenza Costantini, Pino de’ Notariis, Schirin Fatemi, Lucia Ferrara, Ignazio Fresu, Valeria La Torre, Marco Loddo, Fabrizio Loiacono, Maria Carla Mancinelli, Tina Milazzo, Flaviana Pesce, Adriana Pignataro, Simonetta Pizzarotti, Loredana Raciti, Consuelo Rodriguez, Gerardo Rosato, Giovanna Silvestri, Renata Solimini, Anna Tonelli, Flora Torrisi, Jack Tuand, Angela Valentini, Lisa Yachia, Grace Zanotto

Anteprima video:

Raptus

Ideazione video e interpretazione: Lara Ferrara

Per la regia di: Juan Diego Puerta Lopez
Direttore della fotografia e montaggio: Andrès Arce Maldonado

Interamente girato nella struttura del ex manicomio Santa Maria della Pietà – Si ringrazia la ASL Roma 1 per la gentile concessione.

Changing Together : Nanotech Burka VS Climate change

Super Burka Girl project di Grace Zanotto. Live A/V set by Katatonic Silentio.

Se le soluzioni all’interno del sistema sono così difficili da trovare, allora dobbiamo cambiare il sistema stesso. Nanotech Burka è una cellula abitativa mobile in simbiosi con la natura, grazie all’applicazione delle nanotecnologie può affrontare gli elementi rimanendo impermutabile. Fuoco e Ghiaccio, Aria e Acqua, Neve e Lava, tutto scorre e nulla è troppo piccolo per non poter fare la differenza. Come un’arca che attraversa il tempo, trasportando l’umanità verso la comprensione dell’ineluttabile simbiosi con il Pianeta.

Presentazione di Katatonic che collabora alla performance:

Katatonic Silentio è un’artista multimediale, sound designer e dj di base a Milano, co-fondatrice del collettivo Cyberspeak Music.  Tra le espressioni musicali e culturali che la spingono ed alimentano troviamo le arti digitali, la sound art, la musica elettronica, ambient e sperimentale. Musicalmente, i suoi set spaziano da atmosfere dense e profonde a veloci passaggi cinematici. 

Intervento:

Heritage BIM (H – BIM ) 
La visione olistica nel restauro sostenibile della metodologia BIM applicata agli edifici storici. Casi studio di palazzo Gulineli – Canonici Mattei. Architetto Cristiano Ferrari

VIDEO

Third Eye Flying di Maria Korporal

In questo video, l’artista agisce con quello che chiama il suo “terzo occhio”: una piccola videocamera collegata alla fronte. Sulla pista dell’aeroporto storico Tempelhof di Berlino decolla e vola nello spazio. Vediamo ciò che vede attraverso il suo terzo occhio, quando raggiunge l’area di cui Man Ray ha parlato nel suo “Pepys Diary” (1959): “In qualche parte dello spazio le immagini di tutta la storia passata dell’umanità viaggiano sulle onde dell’etere”. Musiche: “The Geometry of Time” di Michael J. Stewart – Sceneggiatura originale: Maria Korporal

Writing on the Moon di Daniela de Paulis

Commissionato per il programma radiofonico ‘Ether Snuiven’, Writing on the Moon è ispirato al romanzo di Italo Calvino ‘Cosmicomiche’ e in particolare al primo capitolo, ‘La Distanza della Luna’. Il video mostra le parole mentre ‘cadono’ dalla superficie della Luna, come suggerito dal romanzo, che utilizza concetti scientifici, costruendo storie fantasiose intorno a loro. Le parole, convertite in suono e trasmesse verso la Luna come onde radio da una stazione in Brasile, sono riflesse dalla superficie lunare, ricevute dal radiotelescopio di Dwingeloo nei Paesi Bassi e visualizzate mentre tornano dal lungo viaggio, creando una poetica cascata visiva, in un atto giocoso di libere associazioni. La distorsione delle lettere è causata dalla lunga distanza percorsa dalle onde radio (circa 800.000 Km) e dalle irregolarità rocciose della superficie lunare, che disperde i segnali radio in tutto lo spazio circostante, dopo che essi ne hanno toccato il suolo. Le

parole, che possono essere lette verticalmente, riecheggiano simbolicamente la condizione speciale della Luna descritta nel romanzo, per cui gli oggetti semplicemente cadono dalla sua superficie, verso la Terra.…

PROGRAMMA 7/12 febbraio 2019

GIOVEDÌ 7 FEBBRAIO

ore 18.00 – 21.00 – opening

ore 18.30 Intervento dell’architetto Cristiano Ferrari – Heritage BIM (H – BIM ) 

ore 19.30 Performance Raptus in Lapsus di Lara Ferrara – Regia Juan Diego Puerta Lopez – Direttore della fotografia: Andrès Arce Maldonado

VENERDÌ 8 FEBBRAIO

ore 11.00 – 19.30 Opening

ore 17.00 – Proiezione video Writing on the Moon di Daniela de Paulis

SABATO 9 FEBBRAIO

ore 11.00 – 20.00 Opening

ore 17.30 Proiezione video Third Eye Flying di Maria Korporal

DOMENICA 10 FEBBRAIO

ore 11.00 – 20.00 – Opening

ore 18 .00 Changing Together : Nanotech Burka VS Climate change Super Burka Girl project di Grace Zanotto. Live A/V set by Katatonic Silentio.

LUNEDÌ/MARTEDÌ Opening dalle 14.30 fino alle 18.30

INFO

Titolo: VIRTUS La connessione tra il reale e il virtuale

A cura di: Antonietta Campilongo

Luogo: Fabbrica del Vapore – spazio The Art Land - lotto 10 – Via G.C. Procaccini 4 – 20154 Milano

Ingresso libero

Durata: Dal 7 al 12 febbraio 2019

Inaugurazione: giovedì 7 febbraio ore 18.00 – 21.00

Orari di apertura:

Venerdì 11.00 – 19.30 – Sabato 11.00 – 20.00 – Domenica ore 11.00 – 20.00 – Lunedì /martedì 14.30 – 18.30

Progetto: Associazione Neworld

Organizzazione: Associazione Neworld – ecologia e sociale – NWart

Patrocinio: Nell’ambito del progetto Spazi al Talento Fabbrica del Vapore – Comune di Milano

Press Office: Lara Ferrara Comunicazione – T. 347 8812239

laraferrara@outlook.it

Neworld – Nwart
www.antoniettacampilongo.it

http://www.antoniettacampilongo.it/
anto.camp@fastwebnet.it
T. 339 4394399




Beverly Pepper celebra la sua arte a Todi

di Lara Ferrara

“La presenza a Todi di Beverly Pepper,sin dagli anni ’70, ha rappresentato l’incontro tra una città medievale e l’arte contemporanea. Un’esperienza di straordinario interesse e importanza e per questo siamo orgogliosi, come Regione, di contribuire alla realizzazione di un progetto che darà alla città di Todi un parco di Beverly Pepper, consacrandone per il futuro la presenza e la produzione artistica nella nostra regione”.

Questo ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenuta a Roma alla conferenza stampa di presentazione delle iniziative che il Comune di Todi e la Fondazione Beverly Pepper dedicheranno all’artista per tutto il 2019.

Beverly Pepper

Nata a New York, Beverly Pepper si è dedicata alla scultura dopo aver passato i primi 10 anni della sua carriera artistica come pittrice, articolando la convinzione personale che il suo lavoro sia molto femminile, sensuale e geologico,piuttosto che geometrico nella sua forme.

Scultura di Beverly Pepper – Todi

Il suo concetto di arte? E’un concetto di coinvolgimento dove la principale funzione è coinvolgere le persone.

Così la fondazione Progetti Beverly Pepper, in collaborazione con il Comune di Todi, presenta la mostra “Beverly Pepper tra Todi e il mondo”. Curata da Massimo Mattioli.
Una mostra che da la possibilità di conoscere da vicino il rapporto pluridecennale tra la scultrice newyorkese e la cittadina umbra, insieme alle motivazioni che hanno portato l’artista americana a scegliere Todi come luogo ideale per vivere e creare le sue opere, esposte nei più importanti musei e collezioni del mondo.

Qui giovane, Beverly Pepper

Dal 8 dicembre 2018 fino al 5 maggio 2019; ad aprile 2019 ci sarà una riedizione delle celeberrime Todi Columns e il 14 settembre 2019 l’inaugurazione del Parco di Beverly Pepper, primo parco monotematico di scultura contemporanea in Umbria e il primo dell’artista nel mondo.

Un’esposizione unica ed imperdibile assolutamente da vedere.




ParKorman – A passeggio nel cuore della foresta, in mezzo agli alberi, attraverso sentieri nascosti tra i cespugli.

di Lara Ferrara

Un’esperienza difficile da dimenticare. Si chiama Parkorman lo straordinario parco progettato dagli architetti dello studio Dror a due passi da Istanbul, in Turchia.

Parkorman – Istanbul

Di recente, i tecnici hanno presentato il piano per la realizzazione di questo bellissimo parco pubblico, pensato come “una rete di possibilità”, un cammino immerso nella natura ma nel pieno rispetto della biodiversità e della foresta.

Il masterplan reso noto comprende cinque zone diverse, ognuna con caratteristiche distinte: la Piazza, uno spazio aperto all’entrata del parco, il Loop, una serie di amache che oscillano sopra il bosco, la Piscina, con giganteschi palcoscenici ispirati ai mercati turchi; i Chords, dei sentieri pedonali caratterizzato da forme tortuose che si intrecciano dando vita a grandi trampolini, e infine il Boschetto, un labirinto popolato da sculture che si riferiscono al paesaggio. Una fontana fatta di piccoli cubi invia l’acqua su tutti e quattro i suoi lati.
Invece di creare un sentiero che attraversasse il parco, in questo modo, sono i visitatori a scegliere il tipo di esperienza da intraprendere. E di cose da fare ce ne sarebbero tante: camminare sospesi tra gli alberi, sulle lunghe passerelle che attraversano questo grande parco, o ancora oscillare su amache e rimbalzare su trampolini giganti.

Una sorta di parco giochi oversize dove immergersi nella natura.

Tree top Parkorman – Istanbul