UN ELEGANTE PIGIAMA PARTY PER FESTEGGIARE LE 30 MERAVIGLIOSE PRIMAVERE DI MICHELA QUATTROCIOCCHE

La bellissima attrice festeggia il compleanno con un blindatissimo party privato curato dalla nota event planner Erika Morgera.

“Che tu possa esaudire tutti i tuoi desideri.Tranne uno… Perché nella vita bisogna sempre desiderare qualcosa”

Partendo da questo bellissimo augurio, che racchiude in sé il senso della vita, è stata pensata questa insolita ed intrigante festa di compleanno dedicata ad una donna bellissima, baciata dal successo professionale, circondata dall’amore della sua meravigliosa famiglia che aggiunge al suo grande fascino, la dote preziosa di un’eleganza innata. Alberto Aquilani, famoso calciatore e marito della bellissima Michela, le ha recentemente tributato un omaggio prezioso e insolito, facendosi tatuare sul braccio l’immagine dello splendido viso della moglie che ha raggiunto, lunedì 3 dicembre, un traguardo speciale, una cifra tonda da celebrare in maniera particolare, con una settimana di festeggiamenti che culmineranno venerdì 7 dicembre con un mega party per 250 selezionatissimi ospiti tra cui moltissimi vip e personaggi del mondo dello spettacolo.

Michela Quattrociocche e Erika Morgera

La bella e talentuosa attrice, ha voluto però concedersi un momento lontano dal clamore del gossip, riunendo intorno a sé, per il giorno del suo 30mo compleanno, solo le amiche più care ed ha pensato di regalarsi e regalare un momento di festa intima e divertente. Erika Morgera ha ideato per lei un evento unico, rielaborando il format del pigiama party che rimanda alla spensieratezza dell’adolescenza femminile, da celebrare in casa con le amiche di sempre, tra confidenze, giochi e piccole follie, indossando dei meravigliosi pigiami in preziosa seta, in nero, blu e rosa, ideati dalla stessa Erika Morgera in collaborazione con La Vie en Blanc Atelier e personalizzati con l’hasthag della festa #MIKY30 e con i nomi di ognuna delle partecipanti che li hanno ricevuti, come ulteriore chicca, in una preziosa confezione rotonda personalizzata che ricorda le cappelliere di inizio secolo.

Il party pensato per lei da Erika Morgera è stato quindi un susseguirsi di sorprese, per la festeggiata e per le ospiti, tutte declinate nelle tonalità del rosa, dai fiori ai cuscini ai milioni di palloncini, con momenti di gioco, divertimento, emozioni e piccole trasgressioni, tra brindisi, prelibatezze e uno sweet corner in tema, con dolci personalizzati con i nomi degli ospiti, da scoprire e gustare nel relax assoluto, lontano dai flash dei paparazzi con un piacevole sottofondo musicale dal vivo. A completare le attenzioni per le amiche, un corner dedicato al loro benessere con make up, massaggi, coccole per le mani e i piedi delle ospiti e i piccanti spunti di conversazione forniti da una sessuologa, che renderanno intima e coinvolgente l’atmosfera di questo momento unico di festa.

Erika Morgera

Forse saranno solo le pagine social dell’attrice a raccontare pochi momenti di questo party, attraverso rari e selezionati selfie che verranno pubblicati per condividerne il sapore unico, da seguire sui social con l’hasthag #MIKY30.

Un format, questo creato dalla più brillante event planner della Capitale, che può essere adattato ad ogni tipologia di ricorrenza, da seguire anche questo sulle piattaforme social con l’hasthag #MYPIGIAMAPARTY.

I pigiami indossati dalla festeggiata e dai suoi ospiti sono stati realizzati in esclusiva da La Vie en Blanc Atelier e si possono acquistare al seguente link: https://www.erikamorgera.it/prodotto/pigiama/

Credits:

Ph. Antonio Carneroli, Dolci: Isabella conti, Palloni: Portobello, Flower: Alice Bonifazi, Luci: Welight, MediaPartner: Zankyou

Press Office: Max Piccinno Press Office




Simone Graziano Trio alla casa del Jazz

                                                              ©_ANGELO_TRANI

Simone Graziano trio

in concerto a Casa del Jazz

presenta “Snailspace”

Roma, giovedì 6 dicembre 2018 ore 21.00

Giovedì 6 dicembre, alle 21.00, Simone Graziano in concerto alla Casa del Jazz di Roma, per presentare in trio il progetto “Snailspace”. Con lui sul palco il contrabbassista Francesco Ponticelli e il batterista Enrico Morello.

“Snailspace” è apologia della lentezza, intesa come forma di ribellione. La quarta fatica discografica di Simone Graziano deve il titolo a un racconto di Luis Sepúlveda, Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza, in cui una lumaca di nome Ribelle, dopo essere stata cacciata dal suo gruppo, viaggia alla ricerca del significato della lentezza. In questo modo, scopre che proprio grazie al suo muoversi a un tempo diverso da tutti gli altri animali, riesce a vedere un mondo nascosto, più ricco e denso, solitario e silenzioso.

Scrittura iniziata nel 2015, “Snailspace” è un album dalla lunga gestazione. La lentezza – afferma Simone Graziano – non è riferita alla velocità dei brani, bensì al tempo necessario per crearli. La lumaca aderisce alla terra e, grazie alla lentezza dei suoi movimenti, ne scopre ogni dettaglio. Allo stesso modo, la lentezza creativa fa sì che la musica aderisca a noi stessi, svelandoci una parte che prima non conoscevamo.

Quella di Simone Graziano, è una scrittura ricca, capace di alternare il minimalismo alla complessità. Tutte le tracce di “Snailspace” godono di una struttura compositiva in continua evoluzione: tanto i cambiamenti progressivi, che richiamano la musica elettronica, quanto quelli più bruschi e senza preavviso, permettono di attraversare un ampio spettro di emozioni.

Se il tour di “Snailspace” vede Simone Graziano in trio con i connazionali Ponticelli e Morello, il percorso discografico è stato frutto, invece, del lavoro di una formazione internazionale con la partecipazione del batterista Tommy Crane, giovane rising star, a fianco di Simone Graziano e dello stesso Ponticelli.

Docente presso Siena Jazz, co-direttore artistico della rassegna “A jazz supreme” del Musicus Concentus, nonché presidente del MIDJ, con quattro album da band leader all’attivo, di cui due con la formazione “Frontal” (l’omonimo del 2013 e “Trentacinque” del 2015, entrambi editi da Auand Records e con ospite il sassofonista newyorkese David Binney, spesso in tour con Graziano), il pianista fiorentino Simone Graziano, con un tour in continuo aggiornamento da sette anni, è riuscito a creare uno spazio sonoro proprio e originale, diventando una realtà musicale unica e apprezzata in Europa.

Formazione:

Simone Graziano, pianoforte

Francesco Ponticelli, contrabbasso, synth

Enrico Morello, batteria

Giovedì 6 dicembre 2018, ore 21.00

Casa del Jazz, Viale Pietro de Coubertin, Roma

Ingresso: € 10.00

Riduzione I Love Auditorium: € 7.50

Info: tel. 0680241281, info@musicaperroma.it

 

Orari biglietteria Casa del Jazz

La biglietteria è aperta al pubblico nei giorni di spettacolo dalle ore 19 fino a 30 minuti dopo l’inizio degli eventi.

 

Biglietteria on linewww.ticketone.it


Call Center Zètema (Comune di Roma)

Tel. 06.06.08

(servizio con tariffa urbana del Comune di Roma, attivo tutti i giorni dalle ore 9:00 alle ore 19:00)

 

Call Center TicketOne
Tel. 892101 (servizio a pagamento).
Dal lun al ven 8:00-21:00; sab: 9:00-17:30; dom chiuso. 

 

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Guido Gaito info@gaito.it

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“Camminando a vista”. BANDA IKONA al Teatro del Lido di Roma

ROMA | 23 ottobre/9 dicembre

FLAUTISSIMO 2018 – 20a edizione

“Camminando a vista”

Direzione artistica STEFANO CIOFFI

 

TEATRO DEL LIDO – ROMA

7 dicembre 2018 ore 21

BANDA IKONA

in

“CAMMINANDO A VISTA”

Stefano Saletti: bouzouki, oud, chitarra e voce

Barbara Eramo: voce

Gabriele Coen: sax, clarinetto e flauto

Mario Rivera: basso acustico

Giovanni Locascio: drum set e percussioni

 

«Il Mediterraneo… sono delle strade. Strade per mare e per terra. Collegate. Strade e città. Grandi, piccole. Si tengono tutte per mano. Il Cairo e Marsiglia, Genova e Beirut, Istanbul e Tangeri, Tunisi e Napoli, Barcellona e Alessandria, Palermo e… ». Jean-Claude Izzo, Marinai perduti.

Un concerto che diventa un cammino tra le strade del Mediterraneo. Questo è quello che presentano Stefano Saletti e la Banda Ikona.

Un racconto in musica cantato in Sabir, la lingua del mare, dei porti, dei pescatori e dei marinai del Mediterraneo, la lingua del possibile dialogo, che unisce italiano, francese, spagnolo e arabo in un unico flusso sonoro.

Il risultato è un affascinante folk world-mediterraneo, meticciato, una miscela ricca di ritmi e melodie, suggestioni e colori.

Un affresco sonoro che racconta il difficile dialogo tra la sponda nord e sud, i drammi dei migranti, la ricchezza, le speranze, il dolore che attraversano le strade del Mediterraneo.

Verranno eseguiti brani, oltre a quelli del precedente cd FOLKPOLITIK, quelli contenuti nel cd “Soundcity: suoni dalle città di frontiera” (Finisterre/distr. Felmay) che ha avuto grandi riconoscimenti in Italia e all’estero: è stato tre mesi ai primi posti della WMCE la World Music Charts Europe la classifica internazionale della world music, nella Top ten della Transglobal Music Charts, disco del mese sia per la rivista inglese FRoots che per la rivista web specializzataBlogfolk e finalista del Premio Tenco nella sezione dialetto e lingue minoritarie.

Prodotto come i due precedenti lavori da Finisterre, Soundcity si snoda come un concept album: parte e ritorna a Lampedusa, simbolo delle contraddizioni della nostra epoca divisa tra accoglienza, integrazione e la creazione di nuovi muri. Si apre con una preghiera cantata in Swahili, la lingua dell’Africa Orientale, poi arriva in Turchia, dove il canto di una donna a Istanbul il 29 aprile 2013 viene interrotto dalla voce di un passante americano che sembra preannunciare una profezia: “Ci sarà del caos il 1° di maggio”… che si avvera con gli scontri di Gezi Park e la tragica morte del quattordicenne Berkin Elvan.

Una tammurriata notturna a Ventotene, isola di confino e di frontiera, diventa un Padre nostro (cantato in sabir) alla maniera dei pescatori nei porti del Mediterraneo. A Jaffa una protesta di rabbini blocca la città. Sul porto di Tangeri a fine agosto centinaia di auto di migranti aspettano di imbarcarsi per tornare in Spagna. Il testo è ispirato a un brano tradizionale che dice: “Tu che parti, dove vai? Finirai per ritornare”.

La vita diventa musica, i rumori della realtà si trasformano in melodie e ritmi. Le strade del Mediterraneo risuonano di echi lontani e presenti e ci ricordano che da sempre sono tutte collegate: per mare e per terra.
La Banda Ikona, capitanata dal suo fondatore Stefano Saletti, polistrumentista che suona oud, bouzouki, saz baglama, chitarra, piano, percussioni, comprende i musicisti: Mario Rivera (bassista potente e creativo, leader degli Agricantus), Barbara Eramo (cantante tarantina impegnata in tanti progetti internazionali di world music e musica popolare), Gabriele Coen (fiati, leader dei Klezroym e di altre formazioni a cavallo tra jazz e musica ebraica) e Giovanni Locascio (percussionista e batterista, virtuoso dei ritmi mediterranei e world).

Saletti e gli altri componenti della Banda Ikona effettuano da anni in Italia e all’estero anche workshop e seminari sulla lingua Sabir, sulle tecniche esecutive degli strumenti a corda e percussione, sulle tecniche vocali, sulle contaminazioni, influenze e specificità dei tanti stili musicali dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

teatro del lido: via delle sirene, 22, 00121 lido di ostia rm – tel. 06 564 6962

biglietti € 10 / € 8

 

FLAUTISSIMO 2018- “Camminando a vista”. 20ma edizione

Info: Accademia Italiana del Flauto – tel: 06 44 70 32 90

www.flautissimo.itwww.facebook.com/flautissimofestival/

Ufficio stampa : Fabiana Manuelli – stampa@fabianamanuelli.it

 




Pranzo a Casa dei Miei – Prima nazionale 4 dicembre 2018 Teatro Lo Spazio, Roma

L’ironia noir di Laura Girolami, regista del film “Surroundend” (Minerva) e autrice di “Stupidi Pesci” (Castelvecchi Editore) torna a Roma con “Pranzo a Casa dei Miei”, black comedy dal sapore nordico, in scena dal 4 all’8 dicembre al Teatro lo Spazio.

Tra tagliente ironia e macabri svelamenti inaspettati, “Pranzo a Casa dei Miei” si svolge in un interno borghese come tanti.

Quella che doveva essere una piacevole domenica in famiglia diventa una vera e propria guerra, combattuta a colpi di parole, in cui nessuno pare essere come sembra e dove nessuno è davvero innocente.

Il pranzo si svolge in un’apparente tranquillità, ma qualcosa sembra da subito non andare per il verso giusto e, con il passare delle ore, emergono verità insospettabili.

Fabio Galadini allievo di Alessandro Fersen si diploma in recitazione alla Scuola Internazionale dell’attore e in Regia all’Accademia Nazionale di Cinematografia. Ha al suo attivo oltre trenta spettacoli che vanno dalla tradizione alla sperimentazione contemporanea.

Eleonora Vanni la tradizione familiare, la porta a studiare presso l’Accademia D’Arte “Silvio D’Amico” dove si diploma nel ’92, studiando con: Mario Ferrero, Claudia Giannotti, Massimo Foschi, Gianna Piaz, Luca Ronconi, Pino Passalacqua, Angelo Corti, Marisa Fabbri e per 2 anni con Orazio Costa.

Dal 4 al 8 dicembre 2018

Pranzo a Casa dei Miei
di Laura Girolami
Regia di Fabio Galadini
con Fabio Galadini, Eleonora Vanni, Jacopo Fassini, Robera Aiolfi
assistente alla regia Raffaele Balzano
scene e costumi Lorenzo Rossi

TEATRO LO SPAZIO – Via Locri 42/44 – Metro San Giovanni

Biglietto intero 12 euro, Biglietto ridotto 9 euro, Tessera semestrale 3 euro




“Bastogi in Salute”, oltre 150 prestazioni per il pomeriggio di prevenzione nel campo sportivo del quartiere romano

Si è conclusa alle 19 del 29 novembre, l’iniziativa promossa da ASL Roma 1, Municipio XIII di Roma Capitale, Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà (INMP) e Sapienza Università di Roma allo scopo di offrire gratuitamente visite, consulenze ed informazioni per l’accesso ai servizi socio-sanitari alle persone che vivono a Bastogi di Roma.

A disposizione dei cittadini una serie di prestazioni gratuite, nel dettaglio sono state 90 persone ad accedere al counseling nutrizionale, decine di residenti hanno potuto effettuare la vaccinazione antinfluenzale, visite dermatologiche e cardiologiche, ma anche fissare gli appuntamenti per lo screening mammografico, collo dell’utero e colon retto. Spazio anche per i bambini, per oltre venti di loro visite pediatriche e odontoiatriche.

Il progetto si inserisce all’interno di una collaborazione interistituzionale più ampia, partito lo scorso anno che ha come obiettivo quello di promuovere il benessere psico-sociale della popolazione residente attraverso il coinvolgimento attivo della comunità. La ASL Roma 1 insieme alla Sapienza Università di Roma ha avviato una serie di focus group attraverso cui raccogliere testimonianze utili a reperire alcune delle informazioni necessarie alla costruzione di un profilo di salute che servirà ad evidenziare le necessità di salute di chi vive a Bastogi. La ASL Roma 1, infatti, sta documentando, tramite il Questionario di Sorveglianza Nazionale PASSI, il profilo di salute dell’area per poi elaborare insieme agli altri enti un’analisi che evidenzi le differenze di salute tra Bastogi e le aree limitrofe. Prossima tappa, l’apertura per due giorni al mese per 90 giorni di un PUA (Punto Unico di Accesso). Inoltre, nell’area sarà garantita la presenza di infermieri di comunità.

Il nostro obiettivo è quello di semplificare l’accesso ai servizi sanitari, restituire un ruolo centrale alle persone e recuperare un rapporto di fiducia con i cittadini. È importante che ciò si sperimenti, in quest’area, attraverso una forte collaborazione tra più istituzioni, proprio per rendere più efficace e credibile la presenza del servizio pubblico – Angelo Tanese, Direttore Generale della ASL Roma 1, in un commento all’iniziativa.

La manifestazione ha potuto godere della collaborazione di “QuestoNonÈAmore”, campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne della Polizia di Stato e di “Amici dei Bimbi onlus”, usufruendo degli spazi riqualificati grazie alla Fondazione Prosolidar Onlus.




#RGB18 – BACK TO THE FUTURE – ROMA SI ILLUMINA CON RGB LIGHT EXPERIENCE: IL PRIMO FESTIVAL DI LIGHT ART DELLA CAPITALE

ROTOR di VOLNA

“Back to the future”: un viaggio nel passato per modificare un futuro insoddisfacente, mettendo in
pratica oggi nuove azioni che inevitabilmente determineranno nuovi futuri. L’arte può avere questo
potere? Questo è la sfida di RGB Light Experience – Roma Glocal Brightness, il Festival urbano di
light art, pronto a tornare con la terza edizione dal 7 al 9 dicembre 2018, forte delsuccesso riscosso
nelle passate edizioni e le partnership con i più importanti Festival della luce europei.
Il Festivalsi svolgerà a Roma nel triangolo di territorio che ha per vertici l’isola pedonale del Pigneto,
l’Acquedotto Alessandrino di Parco Sangalli e Piazza Malatesta, un percorso di circa quattro
chilometri che si snoda lungo le vie storiche, le bellezze architettoniche e archeologiche del V
Municipio. Tre giorni, dal tramonto a notte fonda, per mostrare la città sotto una luce nuova
attraverso 21 opere site specific di light art, urban light e video mapping, proposte da artisti
nazionali e internazionali, celebri ed emergenti.
Protagonista la light art, nuova corrente dell’arte urbana contemporanea legata alle arti visive e alle
varie applicazioni della “luce”, grazie a cui la città diventa un museo a cielo aperto, fruibile da tutti.
L’esperienza di RGB Light Experience permette al pubblico di immergersi nei crepacci urbani,
creando un percorso artistico dedicato alla condivisione di esperienze e all’esplorazione del
patrimonio materiale ed immateriale della città.
Territorio, realtà locali e cittadini sono al centro di questo progetto, che propone l’illuminazione
artistica urbana come un linguaggio alternativo che unisce arte e sociale, favorendo la coesione
sociale e la crescita territoriale.

Una sezione dell’esposizione (11 opere) è parte del programma di Contemporaneamente Roma
2018 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione
con SIAE. Potrete sbriciare le scene di vita in un ipotetico futuro che si rispecchia con il presente con
il video mapping I am you di Alice Felloni – aka VJ ALIS, presente per la seconda volta a RGB; o
percepire la sottile linea che separa presente e futuro con No79 41°53’01.2″N 12°32’30.1″E di
Robert Sochacki, docente dell’Accademia di Belle Arti di Danzica. Ancora, immergervi nella “polvere
di diamante” grazie all’installazione Myrkviðr di Yasuhiro Chida, primo artista asiatico ad aver
partecipato ai più importanti Festival di Light Art europei; mentre potrete interagire con l’opera del
duo russo Tonoptik, Yury Tolstoguzov e Alexander Inkov, Leuchtkraft. L’italiana Vj Janus si esibirà
in una performance itinerante Itertime; mentre Diego Labonia ha progettato per il festival Near
Death, un ambiente multisensoriale che cerca di decostruire l’immaginario della morte. Il light
designer italiano Federico Baruzzi VAJ propone Altalene un intervento che rivaluta uno spazio
abbandonato, colmando con la luce un vuoto. Si prosegue con l’opera d’arte cinetica 1-11,5 Hz
dell’architetto finandese Kai van der Puij. Infine, il giovane artista belga Willem Mertens che
propone Ctrl + alt + esc, un’opera che riflettere sul rapporto tra uomo e spazio. Presso il Centro
Culturale Spazio Impero – partner ufficiale del Festival – saranno esposte 0.04 di Yasuhiro Chida,
l’installazione laser Rotor del collettivo russo Volna che consente ai visitatori di perdersi nel tempo
e nello spazio, osservando la rotazione immaginaria del cilindro luminoso ispirato alla macchina del
tempo di Tipler e, un progetto extra, l’opera partecipata di Metadiapason Memory XII realizzata da
nastri VHS.
In mostra cisaranno altri 9 progetti inediti e site specific ideati da artisti italiani, vincitori della nostra
campagna crowdfunding lanciata sulla piattaforma Eppela e parzialmente finanziata da Nastro
Azzurro Crowd. Sarà presente Tommaso Rinaldi (aka High Files), affermato visual artist torinese,
con l’opera di denuncia ambientale Clorophylla PRJ; mentre il trio Crono composto da Federico
Cecchi, Andrea Daly (già ospiti di RGB 2017) e Roberto Sassoli propone un’installazione dal grande
impatto socio-pedagogico Hope in a bottle. Il collettivo VJIT (Dalila D’Amico e Francesco Iezzi) feat
Alexia Robbio presenta l’installazione Omaggio a Nico D’Alessandria, celebrazione del film
L’imperatore di Roma (1987). Ancora, Federico Baruzzi VAJ interviene sul mercato di Largo
Perestrello con Fantasmi Urbani; mentre il trio Mediamash Studio (Luca Mauceri, Jacopo Rachlik e
Emilano Renzini) propone l’installazione auto-costruita La Racine (esposta presso il Teatro Studio
Uno), il giovane duo Niccolò Forcella e Martina Mele riflette sul problema dell’emarginazione
sociale con l’opera Urban Captivity. Saranno presenti Fabrizio Cicero con ilsuo Ricordo Semi-solido,
Raffaele Settembre con la scultura Finestra Dimensionale installata presso Parco Giordano Sangalli
e Luca Cataldo, affermato artista multimediale, con l’opera interattiva Real Back – Il passato è il
risultato.

Saranno inoltre presentati 3 progetti speciali. Presso Arena Aurora, ex arena cinematografica sita
in Via di Torpignattara 78, gli spettatori potranno vivere un’esperienza giornalistica unica, che li
catapulterà in una cella di isolamento insieme a Kenny Moore, il protagonista del racconto, frutto
dell’incontro tra giornalismo, teatro e realtà virtuale, After solitary prodotto dal team statunitense
Emblematic. Ancora ad arena Aurora RGB presenterà Analog 3d, proiezioni olografiche provenienti
dal passato. Infine, il gruppo Sync che, in via Carlo della Rocca, proporrà una mappatura audio del
quartiere con I colori sonori di Tor Pignattara.
RGB è un progetto artistico dalla grande connotazione sociale, che punta ad ampliare il
coinvolgimento dei cittadini, collaborando con le molteplici realtà presenti sul territorio. Ne sono
un esempio i laboratori per bambini sostenuti da Leonardo Zaccone ed Emanuela Amadio presso
la Scuola primaria Carlo Pisacane (via Acqua Bullicante) e presso la Casa della Cultura di Villa de
Sanctis sita in via Casilina, pensati per sensibilizzare ed educare le nuove generazioni ai nuovi
fenomeni estetici, stimolando l’interesse nei confronti della light art.
Sempre presso la Casa della Cultura di Villa de Sanctis, per gli amatori e gli esperti del settore, sarà
possibile partecipare agli incontri e workshop sulle più recenti tecnologie digitali legate alla cultura
della luce, grazie alla partecipazione attiva di partner, artisti, docenti ed esperti del settore: Gisella
Gellini, Carlo Infante, Anna Maria Monteverdi, Marco Frascarolo, Paola Lagonigro, Simona Noera
e Maria Saggese.

RGB ha vinto il bando “Contemporaneamente Roma – Autunno 2018” indetto dal Roma Capitale,
dedicato alla produzione culturale contemporanea; la restante parte dell’esposizione è stata
finanziata grazie alla campagna crowdfunding lanciata sulla piattaforma Eppela e parzialmente
finanziata da Nastro Azzurro Crowd. Sponsor tecnici: ArtSound81, Power Truck e MABJ audio,
video group. Partner: gruppo Avana S.p.a proprietaria del nuovo Centro Culturale Spazio Impero,
centro di arti performative e più in generale un nuovo polo di aggregazione, cultura e socialità e
dell’Arena Aurora, l’ex arena cinematografica di Torpignattara. Collaborazioni: Lazio Innova –
FabLab Lazio; Emblematic team statunitense specializzato in realtà virtuale; Urban Experience,
associazione di promozione sociale e culturale della città con sede nel Municipio V Roma; Sync
associazione culturale nata a Tor Pignattara per promuovere l’ascolto consapevole e la
valorizzazione del media radio sul territorio; SonoFrankie, associazione di promozione culturale;
associazione culturale La Cattiva Strada (Teatro Studio Uno), associazione attiva nel mondo dello
spettacolo dal vivo; Chirale S.r.l. promotrice della rete FabLab Roma, laboratori sulle discipline
STEAM (Science, Technology Engineering Art and Mathematics) indirizzati a bambini; Alice nel
Paese della Marranella associazione culturale; Ristorante Cocotte.
RGB Light Experience è ideato e realizzato da Luci Ombre, società specializzata in eventi culturali,
grazie alla passione e competenza di un team composto da: Diego Labonia per la direzione artistica
e progettazione; Sara Lamanna alla produzione e amministrazione; Federica Amendola, con la
collaborazione di Federica Iannaccone e Giulia Formicola, per l’organizzazione e logistica; Sabrina
Zorzan alla promozione e comunicazione; Giovanna Badami e Giulia De Rosa per la grafica e web
design; Aron Greco per video e foto; al coordinamento tecnico audio-luci Matteo Rubagotti, a
quello video Simone Palma e per la cura degli allestimenti artistici Claudio Petrucci.

Info e contatti:
Sito: www.rgblightfest.com
Facebook: www.facebook.com/rgblightexperience
Instagram: www.instagram.com/rgblightexperience
Twitter: www.twitter.com/rgblightfest
Flickr: www.flickr.com/photos/rgblightexperience

Diego Labonia – mob: +393381182870; mail: diego@luciombreventi.com
Sara Lamanna – mob: +393294922413; mail: sara@luciombreventi.com




Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano, presenta dal 30 novembre 2018 al 13 gennaio 2019 il monumentale dipinto di Antonio Campi

Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano, presenta dal 30 novembre 2018 al 13 gennaio 2019 il monumentale dipinto di Antonio Campi (1524- 1587) raffigurante Santa Caterina visitata in carcere dall’imperatrice Faustina.

Un’occasione unica per ammirare la tela di enormi dimensioni (400×500 cm) del maestro cremonese, prima del suo ricollocamento nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Milano, da cui originariamente proviene.

Mentre saranno presenti giovedì 29 novembre per la presentazione alla stamapa;

Nadia RIGHI, direttrice del Museo Diocesano Carlo Maria Martini

Paola STRADA, Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano

Delfina FAGNANI, restauratrice – Sesti Restauri

Angelo PIAZZOLI, segretario generale Fondazione Creberg e ideatore del progetto

L’opera giunge al Museo Diocesano di Milano, dopo essere stata riportata al suo antico splendore dalla Fondazione Credito Bergamasco, in cinque mesi di accurato lavoro svolto a Palazzo Creberg (Banco BPM Bergamo) dalla restauratrice Delfina Fagnani-Sesti Restauri e poi esposta al pubblico nella medesima sede nell’ambito del proprio pluriennale progetto “Grandi Restauri”.

La restauratrice spiega come, nei cinque mesi di lavoro, “sono state eseguite, come di prassi, le preliminari indagini scientifiche, dalle quali sono subito emersi dati molto interessanti riguardo la tecnica pittorica che Antonio Campi utilizza per realizzare questa grande opera: il tessuto di supporto con armatura a losanghe, il puntuale disegno d’impostazione, la tavolozza sorprendentemente ricca e varia. Dati che in seguito, durante le lunghe e ripetute fasi di pulitura del manto pittorico (l’ultimo restauro risale ad un secolo fa), hanno trovato riscontro diretto sia nel recupero generale di una cromia ancora fortemente cinquecentesca, che nella notevole modernità delle rese pittoriche di ogni singolo e preciso dettaglio che Antonio Campi ricerca ed esalta con determinata attenzione e un gioco divertito”.

Fondamentale per la conoscenza tecnica pittorica di Antonio Campi, la Santa Caterina visitata in carcere dall’imperatrice Faustina faceva parte di un pittorico eseguito nel 1584 che, insieme al suo pendant raffigurante il Martirio della santa, costituiva la decorazione della cappella della famiglia della contessa Porzia Landi Gallarati – la prima a destra chiesa milanese – nella quale si trovavano altre opere tra le quali la pala teatrale di Gaudenzio Ferrari, oggi alla Pinacoteca di Brera.

La scena ritrae contemporaneamente due diversi episodi tratti dalla Legenda aurea di Jacopo da Varazze: la visita dell’imperatrice Faustina a santa Caterina d’Alessandria in carcere e quella degli angeli.

Si narra che la giovane Caterina affrontò l’imperatore Massenzio nel tentativo di convertirlo. Costui, non riuscendo da solo a replicare alle argomentazioni della santa, fece giungere ad Alessandria quindici filosofi, ma Caterina riuscì a convertirli. L’imperatore, adirato, la rinchiuse in carcere dove venne curata miracolosamente da figure angeliche. Un notte Faustina, moglie di Massenzio, accompagnata da Porfirio, capitano della guardia e dal suo seguito, andò a visitare la giovane in carcere. Qui, folgorati dalla visione degli angeli circondati da una luce sovrannaturale, tutti gli astanti si convertirono al cristianesimo.

Il dipinto si contraddistingue per uno straordinario e innovativo uso della luce. L’ambientazione notturna della scena favorisce, come già aveva suggerito Raffaello nella Liberazione di San Pietro affrescata nelle stanze Vaticane, l’introduzione di tre luci differenti: quella naturale (della luna), quella artificiale (della lampada e della torcia) e quella soprannaturale (degli angeli e della santa).

L’unificazione di due episodi diversi (la visita dell’imperatrice e, contemporaneamente, l’arrivo degli angeli) favorisce il gioco luministico, che permette il lento svelarsi della complessa struttura architettonica sapientemente impostata anche dal punto di vista prospettico. I bagliori di luce infatti inducono lo sguardo a proseguire dal primo piano sino al lontano loggiato che si intravvede sullo sfondo.

L’opera suscitò grande scalpore tra i contemporanei, tanto che Paolo Lomazzo (Rime, 1587) la criticò aspramente, dedicandole un sonetto dal titolo “Contro un pittor moderno”.

Di tutt’altro parere fu, all’inizio del Novecento, Roberto Longhi: “Naturalizzare, fenomenizzare quelle luci e i loro contrasti era l’unica via di posare, quanto si voglia grossamente, le basi di un nuovo stupore pittorico, le fondamenta dello stile di macchia….. Al Campi pare ormai più meritorio saper rovesciare al suolo, nello spiazzo luminoso, la proiezione ombrosa dell’inferriata di prigione, che non produrre in ‘lume universale’ qualche nuovo carico di muscoli accademici…..moltiplica le illusioni del lume e del controlume; del lume dall’alto e dal basso, ma sempre vicino, obliquo, tagliente che modella sempre più arditamente le forme fino al sottinsù del volto del giovane portatore iniziandovi quell’annegamento dei contorni che verrà a torto rimproverato a Caravaggio” (Quesiti caravaggeschi: I precedenti, 1928-29).

Secondo Longhi questo dipinto rappresentò infatti un imprescindibile modello per Caravaggio il quale, proprio nel 1584 entrava nella bottega milanese di Simone Peterzano: “non troveresti una composizione, una macchina luminosa dalla quale Caravaggio mostri di aver tratto suo pro più che da questa del Campi, e per due volte: prima, giovanissimo, nella Vocazione di San Matteo, più tardi, anzi da ultimo, nella Decollazione del Battista a Malta”.

Informazioni:

LUOGO: Museo Diocesano Carlo Maria Martini

COSTO DEL BIGLIETTO: Intero: € 8, Ridotto e gruppi: € 6, Scuole e oratori: € 4

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 02.89420019

E-MAIL INFO: info.biglietteria@museodiocesano.it

Si ringrazia:




“Un cuore di vetro in inverno”. Filippo Timi al Teatro Ambra Jovinelli di Roma

28 novembre – 9 dicembre 2018

Teatro AMBRA  JOVINELLI

Filippo Timi

in

UN CUORE DI VETRO IN INVERNO

 

Scritto nel personalissimo e inconfondibile stile che lo contraddistingue, a tratti anche dialettale, il nuovo testo di Filippo Timi è un testo fortemente poetico.

Come in un romanzo cortese, racconta la storia di un cavaliere che deve lasciare il proprio amore ad aspettarlo, andare in battaglia e affrontare il drago delle sue paure.

Uno scudiero e un menestrello, una prostituta e l’angelo custode compongono la piccola corte di personaggi che fa da contorno alla figura di Timi/cavaliere in questo carosello tragicomico.

Raccontato per stazioni come in una sorta di via crucis o di sacra rappresentazione, lo spettacolo semplice e giullaresco a guisa di rappresentazione medievale,

è anche in parte un omaggio a un certo cinema di Pasolini e alle sue atmosfere, ma soprattutto una nuova linea di ricerca del teatro di Filippo Timi.

 

Presentato da Teatro Franco Parenti diretto da Andrée Ruth Shammah e Fondazione Teatro della Toscana
Di e con Filippo Timi
E con Marina Rocco, Elena Lietti, Andrea Soffiantini, Michele Capuano
Collaborazione artistica Fabio Cherstich
Luci Camilla Piccioni

 

Orari spettacolo Dal martedì al sabato ore 21:00 – domenica ore 17:00 – sabato 1 dicembre doppia replica ore 16:30 e ore 21:00
Durata spettacolo 1 ora e 15 minuti



“Gli alti e bassi di Biancaneve”. Emma Dante al Palladium di Roma

ROMA | 23 ottobre/9 dicembre
FLAUTISSIMO 2018 – 20a edizione
“Camminando a vista”
Direzione artistica STEFANO CIOFFI

TEATRO PALLADIUM
sabato 1 dicembre 2018 h 17,30
e domenica 2 dicembre 2018 h 17,30

 GLI ALTI E BASSI DI BIANCANEVE

testo e regia Emma Dante

scene e costumi Emma Dante

con Italia Carroccio, Davide Celona, Daniela Macaluso

luci Gabriele Gugliara

Biancaneve è una bambina e grazie all’incontro con i sette nani, sette minatori che hanno perso le gambe, scopre i veri valori della vita. I nani la costringeranno, abbassando lo sguardo sino a loro, a essere umile. Il basso rappresenta la bontà e l’accoglienza, l’altro, l’alto, l’invidia e la malvagità.

Gli alti e bassi di Biancaneve, è lo spettacolo pensato per i ragazzi e per gli adulti, dell’artista palermitana Emma Dante che ne firma la drammaturgia, la regia, le scene e i costumi e che fa parte della trilogia “Le Principesse di Emma” (con Anastasia, Genoveffa e Cenerentola e La bella Rosaspina addormentata), un volume edito da Baldini e Castoldi e scritto dalla stessa Dante.

La piece al Palladium per il festival FLAUTISSIMO affronta una fiaba crudele, nella quale si porta in scena una realtà forte, non edulcorata, perché «è dagli alti e bassi della vita, dalle sproporzioni delle cose, che Biancaneve fa esperienza e trova la sua verità».

Note di regia: C’è l’alto che si fa basso e il basso che si fa alto nel mondo di Biancaneve. Al contrario di Alice nel paese delle meraviglie che cresce e rimpicciolisce continuamente, Biancaneve vede alzarsi ed abbassarsi il mondo intorno a lei circondato da creature buone e cattive che l’aiutano a diventare grande. Biancaneve fa esperienza, nello stesso tempo, della vigilia e dell’indomani, del più e del meno, del troppo e del non abbastanza, della causa e dell’effetto. Viene punita dalla matrigna prima di essere colpevole, ancora bambina inconsapevole viene accusata di vanità e fuggendo nel bosco scopre nella statura dei nani e nelle sproporzioni delle cose i veri valori della vita. I nani le insegnano ad abbassare lo sguardo e ad essere umile mentre la regina madre le insinua nell’anima il pericolo di uno sguardo diritto verso l’esaltazione del proprio io.  C’è uno specchio che riflette tutto, sogni e paure, azioni malvagie e fughe verso la libertà.
La regina madre interroga lo specchio, Biancaneve il suo cuore. L’invidia tormenta la regina al punto che desidera uccidere la rivale e divorargli il cuore. È una favola crudele dove i mostri si avvicinano ai bambini spinti dalla necessità di guidarli verso il percorso della conoscenza. I nani sono piccoli minatori dalle pance gonfie che parlano un siciliano medievale. Durante un’esplosione in miniera tutti e sette hanno perso le gambe.
La matrigna che offre a Biancaneve il frutto proibito per incantesimo si trasforma in una vecchia magra e altissima. Tutto è sproporzionato come all’inizio sono le cose che vedono i bambini. I loro occhi, sgombri da forme convenzionali, vedono grande e spaziosa una stanza dove da tempo noi ci sentiamo prigionieri.

GLI ALTI E BASSI DI BIANCANEVE di Emma Dante. 1 e 2 dicembre ore 17.30

teatro palladiumpiazza b. romano, 8, 00154 roma – tel. 06 5733 2772 biglietti € 18 / € 12

FLAUTISSIMO 2018- 
“Camminando a vista”. 20ma edizione
Info: Accademia Italiana del Flauto – tel: 06 44 70 32 90
www.flautissimo.itwww.facebook.com/flautissimofestival/
Ufficio stampa : Fabiana Manuelli – stampa@fabianamanuelli.it




Annunciate due date Italiane per i Tears for Fears

9 luglio Roma, Auditorium Parco della Musica
10 luglio Lucca, Piazza Napoleone – Lucca Summer Festival

Biglietti in vendita dalle ore 12.00 di martedì 27 novembre.

Roland Orzabal e Curt Smith saranno in concerto il 9 luglio a Roma, sul palco del Rome Fest, all’Auditorium Parco della Musica. Il 10 luglio, invece, il duo si esibirà sul palco del Lucca Summer Festival, a Lucca. Le due date fanno parte del calendario del tour che tra giugno e luglio vedrà i Tears for Fears esibirsi sui palchi di alcuni festival europei.

I biglietti saranno in vendita dalle ore 12 di martedì 27 novembre su TicketOne.

I Tears For Fears si sono visti obbligati a rimandare il loro imminente tour già sold out a causa di impreviste ragioni di salute e sotto ordine del medico. Il tour, che avrebbe dovuto partire ad aprile, è stato riprogrammato per l’inizio del 2019.

I Tears For Fears si scusano con i loro fan e sono estremamente dispiaciuti per ogni inconveniente creato. Non vedono l’ora di mettersi al lavoro per completare il materiale per il loro primo nuovo album in quattordici anni, con la speranza di pubblicarlo questo autunno.

Il gruppo fu inizialmente associato ai movimenti new wave e new romantic ma presto irruppe nel mainstream delle grandi hit parade internazionali.

Il nome del duo deriva da un trattamento psicoterapeutico sviluppato dallo psicologo Arthur Janov, nel corso del quale il paziente riprova le primissime sensazioni dell’età perinatale, da cui il nome “Tears for Fears” (lacrime di paura).