La vedova Anna Procaccini Foà istituisce il “Premio Arnoldo Foà. Teatro e Visioni” e chiede un teatro intitolato all’attore

La vedova Anna Procaccini Foà istituisce il “Premio Arnoldo Foà. Teatro e Visioni” e chiede un teatro intitolato all’attore, regista e commediografo, volto del Novecento italiano

L’11 gennaio 2014 scompariva Arnoldo Foà, uno dei più grandi attori italiani del ‘900.

Grande protagonista della cultura italiana del ‘900, attore di teatro, di cinema, tv, regista e doppiatore, ma anche scultore, pittore e poeta, era nato a Ferrara il 24 gennaio del 1916.

Nel ricordarlo a 5 anni dalla scomparsa, la vedova Anna Procaccini Foà torna ad esprimere il desiderio di vedere un teatro intitolato ad Arnoldo Foà, per onorare un grande artista molto amato ancora oggi, anche dai giovani che grazie alla sua inconfondibile voce riscoprono la poesia.

Nel 2019 sarà istituito il Premio Arnoldo Foà. Teatro e Visioni, e sarà possibile visitare in diverse città la mostra Arnoldo Foà. Una vita lunga un secolo che ha già raccolto grande successo a Roma e Firenze

Per conoscere meglio la figura di questo grande Artista, da poco in circolazione il libro Io il teatro. Arnoldo Foà racconta se stesso di Anna Procaccini (Rubbettino Editore), e Autobiografia di un artista burbero di Arnoldo Foà (Sellerio).

ARNOLDO FOÀ. Attore, regista e commediografo, tra i più importanti in Italia.
Ha interpretato più di 100 films, e ha lavorato con famosi registi italiani e internazionali (Pietro Germi, Alessandro Blasetti, Giuliano Montaldo, Orson Welles, Joseph Losey, Edward Dmytryk, Christian Jacques, Alessandro D’Alatri, Ettore Scola). Nastro d’Aargento 2004 per “Gente di Roma” di Ettore Scola.
Intensa e prestigiosa la sua attività teatrale. Ha portato sulle scene spettacoli di autori sia classici che contemporanei, con registi come Visconti, Strelher, Menotti, Ronconi, e con regie sue.
Oltre a opere di Shakespeare, Pirandello, Aristofane, Checov, Plauto, Caldwell, O’Neill, ha rappresentato anche commedie e drammi suoi. E’ anche regista di opere liriche.
Celebri le sue dizioni di poesia, delle quali sono state realizzate registrazioni su vinile negli anni ’60 (Disco d’oro per il disco di poesie di Garcia Lorca), e recentemente su cd.

Il suo nome è legato ad alcune delle più importanti e famose produzioni della Televisione Italiana, tra cui “La freccia nera”, “Il giornalino di Gianburrasca”, “Nostromo”, “Il Papa Buono”.
Arnoldo Foà è inoltre pittore, scultore e giornalista, e ha pubblicato per Gremese Recitare. I miei primi 60 anni di teatro, per Pellicanolibri due romanzi, La costituzione di Prinz, e Le pompe di Satana, e una raccolta di poesie, La formica; per Corbo Editore Joanna. Luzmarina, e per Sellerio Autobiografia di un artista burbero (2010).




Si inaugura sabato 12 gennaio 2019 un nuovo appuntamento, il XXII, di OpenARTmarket

Si inaugura sabato 12 gennaio 2019 un nuovo appuntamento, il XXII, di OpenARTmarket, progetto a cura di Antonietta Campilongo, fino al 19 gennaio, presso lo Studio Iardino – Via degli Zingari, 21 – 00184 Roma
Openartmarket.

Dare all’arte la capacità di aprire nuovi spazi di dialogo e far sì che l’arte contemporanea sia sempre meno un discorso per pochi, con meno timore reverenziale e più voglia di partecipazione: è questa è la mission di OpenARTmarket. Di fronte alla prospettiva di cambiamenti in cui si intrecciano nuove forme di committenza e un collezionismo in grado di esercitare la sua influenza sul sistema dell’arte a livello globale, diventa ancora più importante e più stimolante per gli artisti riuscire a raggiungere nuovi spettatori.

OpenARTmarket vuole essere un progetto innovativo nel mondo dell’arte contemporanea.

Si potranno trovare i lavori di artisti emergenti a livello nazionale ed internazionale con cataloghi e materiali di presentazione. Inoltre saranno realizzate periodicamente rassegne in cui saranno presentati al pubblico nuovi talenti.

L’idea di OpenARTmarket nasce dall’esperienza, dalla passione di Antonietta Campilongo, architetto e curatrice di eventi, che da anni è attiva nel settore organizzativo dell’arte contemporanea in Italia e all’estero; insieme a lei a dar vita a questo progetto troviamo partners di consolidata competenza nell’area dell’art-marketing.

Il team di openARTmarket promuoverà efficacemente gli artisti con la definizione di un programma mirato al loro inserimento e valorizzazione nel panorama artistico contemporaneo. Agli artisti si chiede in cambio di produrre opere accettando un auto-regolamentazione delle quotazioni in linea con la filosofia che sottende l’iniziativa. Prezzi esposti per consentire la valutazione e la scelta dei pezzi in tutta tranquillità costituiscono una vera opportunità. L’acquisto d’arte è un atto di felicità, di gioia e ispirazione che nessuno dovrebbe perdere nella vita

XXII edizione OpenARTmarket – L’arte contemporanea tra promozione culturale e mercato
Concept a cura di: Antonietta Campilongo
Organizzazione: NWart




Con l’operetta “Scugnizza” prende il via la seconda parte della stagione al Teatro Comunale di Cagli con tante sorprese e novità

Scugnizza la celebre operetta di Mario Costa dal gusto popolare, ispirata ai costumi e alle tradizioni partenopee arriva al Teatro di Cagli per aprire il cartellone 2019. L’appuntamento è per domenica 20 gennaio alle ore 17.00, con la storica Compagnia Italiana di Operette che rilegge con gusto e professionalità questa operetta messa in scena la prima volta a Torino nel 1922. La regia è affidata a Gian Paolo Mai e le coreografie a Monica Emmi, con la direzione musicale di Maurizio Bogliolo e la direzione artistica di Maria Teresa Nania, produttrice per la Compagnia.

La vicenda, ricca di intrecci, romanticismo e incantevoli melodie, porterà il pubblico nella Napoli del primo Novecento dove gli spensierati e allegri scugnizzi Salomé e Totò rendono l’atmosfera festosa malgrado la povertà. I due innamorati creano buffe situazioni grazie all’ignara vittima dei loro scherzi: Maria Grazia, zia di Salomé. A Napoli arriva il ricco e annoiato vedovo Toby Gutter che si imbatte nella bella e vivace Salomé, la quale risveglia in lui l’amore per la vita e ad affascinarlo al punto da volerla sposare e portarla con sé in America. Con Toby in vacanza arrivano anche la figlia Gaby e il fidato Chic, di lei segretamente innamorato. Nel contempo, anche lo scugnizzo Totò è innamorato di Salomè e cercherà di ostacolare la sua partenza. Maria Grazia però vede nell’unione tra il miliardario Toby e Salomè la possibilità di una buona sistemazione per sé e per la nipote e farà di tutto affinché il matrimonio vada a buon fine. Un inaspettato lieto fine dipanerà il contrasto amoroso.

L’operetta Scugnizza apre una ricca programmazione che arriverà fino ad Aprile con diversi nuovi spettacoli. A febbraio un doppio appuntamento per gli appassionati di danza. Domenica 10 la compagnia di Micha Van Hoecke e Luciana Savignano presentano “Pierino e il lupo Qualche anno dopo … variazione sul tema” assieme a un gruppo di giovani e talentuosi ballerini. Il 16 febbraio arriva l’apprezzata compagnia Ballet Flamenco Español di Madrid, diretta da Tito Osuna, che porta in scena un trio di balletti “Bolero de Ravel”, “Zapateado de Mozart” e “Flamenco Live” esaltati dall’accompagnamento live di un gruppo di musicisti spagnoli.
Giovedì 14 marzo arriva a Cagli per la prima volta Ascanio Celestini con il suo spettacolo “Pueblo”, un racconto affascinante che ha ottenuto grande riscontro da parte del pubblico, accompagnato dal vivo dalla fisarmonica di Gianluca Casadei. Venerdì 22 marzo è la volta della Compagnia Kepler 452 con il suo personalissimo spettacolo “Il giardino dei ciliegi – 30 anni in comodato d’uso” con la regia di Nicola Borghesi. Ospite straordinario Lodovico Guenzi de Lo Stato Sociale. Venerdì 29 marzo ripassa per Cagli la carovana comica del San Costanzo Show con un riallestimento dello spettacolo “La Mezza Notte degli Oscar”, uno dei più fortunati del loro repertorio recente. Uno spettacolo teatrale cinematocomico.

In aprile chiusura di stagione dal tono internazionale con la compagnia Aller – Retour Théâtre di Parigi. Un triplo appuntamento con i “I Tre Moschettieri” divertentissimo spettacolo tratto dal celebre romanzo di Alexandre Dumas con la regia di Carlo Boso, premiato come preferito dal pubblico al Festival du Mois Molière de Versailles 2017. Spettacoli in programma venerdì 26 con replica sabato 27 aprile, nella mattinata di sabato ci sarà una lezione aperta per le scuole del territorio.

Con questa nuova programmazione prosegue il lavoro dell’Istituzione Teatro Comunale di Cagli, piccola grande città delle arti di spettacolo, con la direzione di Sandro Pascucci che ricorda «Sono lieto di proseguire nella nostra esperienza di gestione teatrale, che amo definire plurale. Il nostro teatro vuole unire le persone, sia gli artisti che il pubblico, per formare una comunità allargata, unita dalla bellezza. Il nostro vuole essere un servizio culturale di grande valore per tutto il territorio.»




Arriva nelle sale il 21, 22 e 23 gennaio il documentario Mathera, terzo appuntamento della stagione de “L’Arte al cinema”

Lara Ferrara

Nelle sale il 21, 22 e 23 gennaio il documentario Mathera, terzo appuntamento della stagione de “L’Arte al cinema”

“Mettetevi in ascolto e i muri vi racconteranno la storia”
Antonio Acito, architetto

“Matera è un messaggio per tutto il Mediterraneo, per tutti i paesi del mondo, per tutti i villaggi, per il recupero di tutti i luoghi abbandonati. È un messaggio per l’Europa intera”
Pietro Laureano, storico dell’arte

Diretto da Francesco Invernizzi e prodotto da MAGNITUDO FILM, racconta del riscatto e della rinascita di Matera, dalle sue origini ad oggi. Un viaggio attraverso ricordi e aneddoti, da quando la città venne definita “vergogna d’Italia” sino ai giorni nostri che vedono questo centro abitato una delle mete turistiche più desiderate d’Italia. La città si trova al centro di un territorio estremamente dinamico dove tradizione, scienza e tecnologia consentono un viaggio tra il passato, il presente e il futuro dell’intera umanità. Il documentario propone una riflessione sulle bellezze e sulle potenzialità di Matera rivelate dalle voci e dai volti dei suoi abitanti, in un affresco corale unico nel suo genere reso possibile dalla tecnologia delle immagini in 8k e dal drone che accompagnano lo spettatore in un viaggio indimenticabile tra cultura, arte e storia. Un’esperienza che porta alla riflessione di quanto il passato sia un’esperienza di cui fare tesoro per incoraggiare a guardare il futuro in un’ottica di rispetto e sostenibilità.

Un’avventura cinematografica dalla storia dall’alba lucana fino ad arrivare alle luci del tramonto che trasformano la città in un presepe vivente.
“Mathera” un film documentario dedicato alla Capitale della Cultura 2019. Voci autorevoli del mondo della storia dell’arte e dell’architettura si alternano alle testimonianze di chi ha scelto di vivere nei Sassi o di lavorarci. Ne emerge un quadro struggente, di una città che è una delle più antiche del mondo ancora abitate e che oggi più che mai continua a incantare e attrarre turisti da tutto il mondo.




“Salute e sport Emiliano Morelli”, organizzato dalla Ssd “Il Signorino” in sinergia con l’Unione sportiva Acli.

di Lara Ferrara

Venerdì 18 gennaio alle ore 15:00 va in scena il convegno “Salute e sport Emiliano Morelli”, organizzato dalla Ssd “Il Signorino” in sinergia con l’Unione sportiva Acli.

“I Cantieri del Signorino” è innanzitutto un circolo sportivo-culturale che punta sull’esercizio della pratica sportiva. Il discorso però è più ampio. Infatti oltre alla gestione di attività sportive, didattiche e promozionali nell’ambito dello sport dilettantistico, è alla promozione della cultura in ogni sua forma che si indirizza lo spirito del circolo..
Un circolo (con 5 euro di tessera soci si ha diritto di ingresso tutto l’anno), nel quale lo sport viene vissuto a 360 gradi;Convegni sull’alimentazione, corsi di preparazione, serate a tema, proiezioni, interviste. Tutto questo durante la settimana. Nel weekend ,invece, si da spazio libero alle note suonate, alla musica di qualità, rigorosamente dal vivo. Conduce la presidenza del circolo Maria Lourdes Forteza. Per chi non la conoscesse: laureata in Affari internazionali all’università delle Filippine, diploma in Scienze linguistiche e phonetiche alla Sorbonne nouvelle di Parigi. Impiegata nelle istituzioni europee (Commissione, Consiglio parlamento) e al Governo nel Gabinetto del ministro del Commercio internazionale e degli Affari europei. Consulente Fao.

Programma della serata:

Il convegno si aprirà con il saluto del presidente nazionale dell’Unione sportiva Acli Damiano Lembo.

A seguire gli interventi, si parte con “Educazione permanente alla salute, il progetto Borgosalus dell’Us Acli, presentato dal dottor Massimino De Girolamo.

A seguire “Doping, un pericolo nascosto”, a cura del professor Ernesto Alicicco e “Traumatologia dello sport nell’adolescente”, che vedrà il professor Carlo Gigli come relatore.

A seguire il dottor Tarricone parlerà di “Lesioni muscolari nello sport: trattamento fisioterapico e recupero agonistico”, mentre le “Ginnasiche mediche cinesi e gestione dello stress” saranno sviluppate dallo psicologo Lanfranco Godeas.

Infine “il gesto atletico sportivo: dimostrazione pratica nel Kung-Fu”, con gli istruttori Ippoliti, Artemi e Durante e il maestro e responsabile Us Acli della provincia di Viterbo Pietro Cipriani.

“…si perché la Ginnastica e la Musica costituiscono il fondamento di ogni buona educazione. Mi pare infatti che un dio ha fatto dono agli uomini di queste due arti, a sostegno di due parti dell’anima, allo scopo di accordarle fra di loro…”

Platone




“Semplicemente Godard” a gennaio e febbraio al MIC di Milano

di Lara Ferrara

Dal 17 gennaio al 2 febbraio, presso il MIC, Museo Interattivo del Cinema a Milano, Fondazione Cineteca Italiana proporrà la retrospettiva “Semplicemente Godard”, rassegna dedicata al grande regista francese Jean-Luc Godard con tredici suoi capolavori degli anni’60, decennio in cui rivoluzionò il linguaggio cinematografico: tutte le pellicole in programmazione.

Insuperabile nell’illustrare le parole con immagini e luci, critico ancor prima che regista, Jean-Luc Godard è uno dei grandi maestri del cinema francese. Storia della sua lunga carriera, dalla militanza nei “Cahiers du Cinema” ai suoi ultimi lungometraggi

Nato il 3 dicembre del 1930 a Parigi, Jean-Luc Godard proviene da una famiglia protestante molto ricca, appartenente all’alta borghesia svizzera: la madre è figlia di banchieri, mentre il padre è medico. Dopo aver compiuto i primi studi in un collegio elvetico, durante l’adolescenza torna nella città natale, dove frequenta il liceo e la Sorbona: nel 1949 ottiene il diploma in Etnologia.

Poco dopo, inizia a scrivere critiche cinematografiche su riviste specializzate come “Cahiers du cinéma” e “Arts”. Il primo articolo risale al 1950, si intitola “Joseph Mankiewicz” e compare sulla “Gazette su cinéma”. L’approdo ai “Cahiers du cinéma”, invece, avviene due anni più tardi, quando, utilizzando lo pseudonimo di Hans Lucas, si occupa della recensione de “L’altro uomo”, opera di Alfred Hitchcock, e propone un saggio chiamato “Difesa e illustrazione del decoupage classico” nel quale manifesta la propria visione delle arti totalizzante.

Godard è prima di tutto un critico che un cineasta. Nel 1950 fonda con Rivette e Rohmer il mensile “La revue du cinéma”, di cui però vedranno la luce solo 5 numeri, nei quali egli realizzerà una manciata di scritti con lo pseudonimo di Hans Lucas.
Frequenta costantemente i piccoli cineclub e la Cinémathèque, preferendo questi a un’istruzione specifica alla Sorbona, nell’istituto di filmologia.
E’ in questo periodo che si avvia il suo vero e proprio processo cinematografico attivo, con la concezione di Cinema come continuazione della realtà e della vita, con la militanza nei Cahiers du Cinema e con i suoi primi cortometraggi quali “Une femme coquette”, “Charlotte et Véronique”, “Charlotte et son Jules” (con un già brillantissimo Jean-Paul Belmondo) e “Une histoire d’eau” dove la Lei dice “Di solito me ne frego dell’immagine, è il testo che conta. Ma questa volta ho torto perché qui tutto è bello”. Il racconto si snoda sopra le inquadrature, non come commento o al loro servizio, ma come materia cinematografica autonoma, colonna sonora dichiaratamente sovrapposta. Il rapporto fra parole e immagini trascina con sé il problema del rapporto fra le parole e le cose, che per Godard è il problema stesso della regia.

La rassegna Semplicemente Godard propone dunque una selezione dei film più incisivi di Godard, capace di rivoluzionare il linguaggio cinematografico realizzando opere di forte valore innovativo come Vivre sa vie, À bout de souffle, Le Mépris. Le Livre d’image in particolare rappresenta un film sperimentale, un lavoro di montaggio di storia del cinema e Storia recente, tra Olocausto e orrore contemporaneo, tra mondo arabo e mondo occidentale.

Milano – Ecco la programmazione dei film proiettati nella rassegna Semplicemente Godard:

Giovedì 17 gennaio, ore 17.00 – Le Mépris (Il disprezzo). Ore 20.30 – Le Livre d’image – in escusiva
Sabato 19 gennaio, ore 17.00 – Deux ou trois choses que je sais d’elle (Due o tre cose che so di lei). Ore 20.30 – Le Livre d’image
Mercoledì 23 gennaio, ore 17.00 – À bout de souffle (Fino all’ultimo respiro). Ore 20.30 – Le Livre d’image.
Giovedì 24 gennaio, ore 15.00 – Une femme est une femme (La donna è donna).
Venerdì 25 gennaio, ore 17.15 – La Chinoise (La cinese).
Sabato 26 gennaio, ore 17.00 – Masculin féminin (Il maschio e la femmina). Ore 20.30 – Le Livre d’image.
Martedì 29 gennaio, ore 15.00 – Made in U.S.A (Una storia americana). Ore 17.00 – Une femme mariée (Una donna sposata).
Mercoledì 30 gennaio, ore 20.30 – Le Livre d’image.
Giovedì 31 gennaio, ore 17.00 – Il bandito delle 11.
Venerdì 1 febbraio, ore 15.00 – Le petit soldat. Ore 17.00 – Vivre sa vie (Questa è la mia vita).
Sabato 2 febbraio, ore 15.00 – Bande à part. Ore 17.00 – Agente Lemmy Caution: Missione Alphaville.
I biglietti per i film costano 6,50 euro (intero) o 5 euro (ridotto con cinetessera). Ingresso adulto + bambino 7 euro. Gratuito dai 16 ai 19 anni. Per informazioni contattare la Cineteca di Milano via telefono 02 87242114 o via email.


MIC




Arriva al cinema “Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità (At Eternity’s Gate)” – Un film di Julian Schnabel

di Lara Ferrara

Ventidue anni dopo Basquiat, l’acclamato regista di “Prima che sia notte e Lo scafandro e la farfalla”, torna a parlarci della grande arte e lo fa portando sul grande schermo gli ultimi, tormentati anni di Vincent Van Gogh. Ad interpretare l’irrequieto pittore olandese un sorprendente Willem Dafoe, candidato ai Golden Globe come miglior attore in un film drammatico e premiato alla Mostra d’arte Cinematografica di Venezia con la Coppa Volpi.

“At Eternity’s Gate” è l’ultimo film dell’artista e regista Julian Schnabel, presentato alla 75ma mostra del cinema di Venezia, racconta la storia degli ultimi anni della vita del tormentato pittore olandese Vincent Van Gogh, mettendo in scena un aspetto della sua personalità sul quale si è scritto e raccontato molto ma che qui assume vesti nuove.

“Questo è un film sulla pittura e un pittore e la loro relazione rispetto all’infinito” ha affermato Schnabel a Venezia. “Contiene quelli che sono i momenti che considero essenziali nella sua vita; non è una biografia, ma la mia versione della storia. Una versione che spero possa avvicinarvi maggiormente all’artista”. Un film sulla creatività e sui sacrifici del genio olandese, sull’intensità febbrile della sua arte, sulla sua visione del mondo e della realtà.

La storia di un pittore estremamente sensibile e dall’equilibrio mentale instabile che desiderava con forza l’amicizia e, avendo un temperamento altruista, soffriva maggiormente la propria solitudine.
Il suo era un bisogno di essere amato che esprimeva giorno dopo giorno nella sua passione per l’arte.
Tuttavia, la solitudine di questo fervido genio creatore, non possedeva quel buio dell’anima riscontrabile nella sue opera. Molte saranno infatti le creazioni luminose e dai colori vivaci che rispecchieranno il suo stato d’animo altalenante e pervaso da sprazzi di serenità.In vita riuscì a vendere un solo quadro e la sua esistenza fu segnata dalla povertà e dalla follia, tanto che alcuni lo ricordano come “il pazzo”. Vincent van Gogh è oggi uno degli artisti più celebrati in tutto il mondo,

Nelle sale italiane il 3 gennaio, distribuito da Lucky Red, il genio “maledetto” di Vincent Van Gogh raccontato attraverso gli occhi di un’artista contemporaneo come Schnabel e con un cast a dir poco stellare con prestigiosa firma di Jean-Claude Carriere per la sceneggiatura.

Il grande artista viene descritto quasi come un bambino e il suo disturbo prende i tratti di un capriccio infantile, che emerge sia in solitudine che nei rapporti interpersonali, da quello simbiotico con il fratello Theo, interpretato da Rupert Friend, a quello turbolento e ambiguo con Paul Gauguin, impersonato da Oscar Isaac.In un’atmosfera dalle luci e penombre calde, cullate da un silenzio ripetuto e una psicosi mai esasperata.
Dal burrascoso rapporto con Gauguin a quello viscerale con il fratello, fino al misterioso colpo di pistola che gli ha tolto la vita a soli 37 anni. Tra conflitti esterni e solitudine, un periodo frenetico e molto produttivo che ha portato alla creazione di capolavori che hanno fatto la storia dell’arte e che continuano ad incantare il mondo intero

Vincent Van Gogh, simbolo di quell’umanità dolente incapace di adattarsi ad una società violenta che opprime le sensibilità più acute.

“Più ci penso, più mi rendo conto che non c’è nulla di più veramente artistico che amare gli altri.”
Vincent Van Gogh




Gli scienziati delle Hawaii hanno trovato la reliquia del Big Bang

di Lara Ferrara

Gli astronomi hawaiani hanno scoperto una nuvola di gas solitaria nelle profondità dello spazio che molto probabilmente è rimasta invariata dal Big Bang.
La scoperta di questo “fossile” straordinario fornisce informazioni su come si siano formate le prime galassie nell’universo.
Secondo i ricercatori dell’Osservatorio Keck delle Hawaii, è la terza importante reliquia del Big Bang mai vista nel cosmo. Subito dopo il Big Bang c’erano solo idrogeno ed elio nello spazio, tutti gli altri elementi chimici sono stati prima cotti dalla fusione stellare e gettati nello spazio quando sono esplosi.

“Ovunque volgiamo lo sguardo, il gas nell’universo è contaminata da elementi pesanti, prodotti di scarto di stelle che esplodono,” spiega Frédéric Robert dalla Swinburne University in Australia Hawthorn in un comunicato dall’Osservatorio. “Ma quella particolare nuvola sembra intatta, non inquinata dalle stelle.

I ricercatori hanno esaminato la luce di galassie ancora più distanti e luminose, i cosiddetti quasar che trasparono da dietro questa originale nube di gas, consentono un’analisi della composizione chimica: alcune molecole e alcuni elementi in particolare inghiottiscono la luce di specifiche lunghezze d’onda.

“Se ha elementi pesanti, deve essere inferiore a un decimillesimo della sua quota al sole”, affermano i ricercatori. “Questo è estremamente piccolo, la spiegazione più convincente è che sia una vera reliquia del big bang”.

Questa nuova scoperta, d’altra parte, è il risultato di una ricerca mirata. Il cielo è ora sistematicamente proiettato per questi fossili dal Big Bang e questo ci dirà quanto sono rari e ci aiutino a capire come alcuni gas nell’universo primordiale abbiano formato stelle e galassie.




Insegnare ad evolversi ai bambini attraverso l’arte

di Lara Ferrara

Per il bambino il disegno ha diverse funzioni ed è un’attività spontanea che contribuisce all’evoluzione psicomotoria, intellettiva ed affettiva, sviluppando aspetti fondamentali per la crescita della personalità.

Bisogna dare ad ogni bambino la possibilità di utilizzare i mezzi comunicativi dell’arte, che fondono l’attività intellettuale con quella manuale, impegnarlo in un aspetto creativo che coinvolga la sua totalità attraverso una serie di processi umani ed artistici che sviluppino le sue capacità di vedere e capire le cose, se stesso e gli altri.

Utilizzare l’arte come risorsa educativa significa cercare di immettere nei processi intellettuali, immaginativi e creativi dei giovanissimi idee, paradigmi, metafore e repertori simbolici desunti e suggeriti dall’esperienza artistica. Gli educatori, insegnanti ma anche genitori, operatori museali,possono utilizzare le risorse simboliche dell’arte per costruire insieme un pensiero di sensibilità e conoscenza.

E’ fondamentale per la crescita e lo sviluppo di ogni individuo vivere, sperimentare, ma soprattutto emozionarsi in un’esperienza o attività. Le esplorazioni permettono al bambino di assimilare ed elaborare delle informazioni che lo portano ad acquisire una maggiore sicurezza di sé, affinando la vista, imparando a discriminare, riconoscere e verbalizzare correttamente le cose che percepisce.

L’arte, o meglio, le arti sono esperienze allo stato puro che coinvolgono la mente, il corpo e il cuore. Per questo “spiegare” l’arte in senso letterale, e quindi dirla solamente a parole e a date da imparare a memoria, è una modalità tanto diffusa quanto controproducente. L’arte va raccontata come una storia appassionante e soprattutto va fatta toccare con mano.Come spesso viene ricordato, “se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”.




Leonardo e Warhol -The genius experience – Dal 1 marzo al 30 giugno 2019 -Milano

Lara Ferrara

Un itinerario di sei secoli accompagnati da Leonardo da Vinci e Andy Warhol, due protagonisti delle loro rispettive epoche che hanno avuto in Milano un loro punto di incontro, seppur a quattro secoli di distanza.
In occasione delle celebrazioni per il V centenario della morte di Leonardo, dal 1 marzo al 30 giugno 2019, la Cripta di San Sepolcro a Milano, ospita LEONARDO & WARHOL IN MILANO. The genius experience, un’iniziativa, curata da Giuseppe Frangi, nata dall’idea del Gruppo MilanoCard, gestore della Cripta di San Sepolcro, in co-produzione con la Veneranda Pinacoteca e Biblioteca Ambrosiana e la Fondazione del Credito Valtellinese.

“Leonardo & Warhol in Milano. The genius experience” e sarà un viaggio nel tempo, dalla Milano del Quattrocento a quella dei nostri giorni. Seicento anni nello spazio di una mostra, traghettati nella Milano di ieri e di oggi da Leonardo da Vinci e Andy Warhol, due protagonisti delle loro rispettive epoche che hanno avuto in Milano un loro punto di incontro, seppur a quattro secoli di distanza.

Il percorso espositivo prende avvio dalla sala Sottofedericiana della Pinacoteca Ambrosiana e si apre con un’installazione multimediale che, attraverso immagini di grande suggestione, guiderà il visitatore nella Milano vissuta, disegnata e immaginata da Leonardo da Vinci per condurlo alla visione di The Last Supper di Andy Warhol, l’opera con cui nel 1986 il padre della Pop Art reinterpretò il capolavoro leonardesco.

Sarà un viaggio scandito per temi che la mente visionaria di Leonardo aveva anticipato e che hanno segnato la storia e lo sviluppo di Milano. Il percorso narrerà l’uso delle acque, il rapporto con la terra e con la natura, l’innovazione tecnologica e quella architettonica che ha portato alla Milano dei grattacieli e del Bosco verticale. A Milano Leonardo inventa un nuovo modo di guardare il mondo con la sua pittura, con una capacità di osservazione che ha aperto strade allo sviluppo della scienza. Ma ci sarà anche la Milano della musica e quella solidale prefigurata dalla tavola dell’Ultima Cena, che approda alla tavola del Refettorio Ambrosiano e allo svelamento dell’opera di Warhol.

Quindi, passando lungo il corridoio leonardiano, il percorso si chiuderà nella cripta della chiesa del Santo Sepolcro, un luogo a cui Leonardo era molto legato e che in una mappa del Codex Atlanticus, indicava come il vero centro di Milano. La cripta, i cui restauri saranno a breve completati, è uno straordinario monumento artistico e archeologico nel cuore dell’antica Milano.

LEONARDO & WARHOL IN MILANO. The genius experience

Milano, Cripta di San Sepolcro (ingresso da piazza Santo Sepolcro)

1 marzo – 30 giugno 2019

Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 20.00

Sito:Cripta di San Sepolcro