Le Aziende Sanitarie della Regione Lazio si confrontano sulla sicurezza delle strutture

Avere un ambiente di lavoro sicuro e sano è un obiettivo fondamentale per la sicurezza dei nostri lavoratori. Ritengo sia importante, in occasione della Settimana europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, puntare i riflettori sulle iniziative da mettere in campo per la prevenzione”. Lo dichiara l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato nel corso della giornata di lavoro che si è tenuta presso la Sala Folchi dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata sui temi della salute e sicurezza nelle strutture sanitarie organizzata da Azienda Ospedaliera San Giovanni, ASL Roma 1, ASL Roma 2, ASL Roma 3, con la presenza di INAIL e Ispettorato Nazionale del Lavoro.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare sull’importanza della prevenzione dei rischi per il comparto sanitario, per avere degli ambienti di lavoro sani e sicuri. Nel corso della giornata è stata avanzata la proposta di una check – list condivisa per le verifiche di sorveglianza, ma si è parlato anche di rischio chimico e cancerogeno, oltre che delle caratteristiche imprescindibili dei vari attori in campo, dal Risk Manager all’ispettorato Territoriale del lavoro (ITL). Spazio anche all’attualissimo tema delle aggressioni al personale sanitario e alla presentazione dei dati INAIL sulle denunce di infortunio sul lavoro nel comparto sanità della Regione Lazio, dove nel 2017 l’86% proviene da Roma e Provincia e il 14% dal resto della Regione su un totale di circa 6.500 casi, con una maggiore incidenza delle donne.

Per l’Assessore al Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola e diritto allo studio universitario, Claudio Di Berardino “nell’ambito della commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni il Lazio si sta facendo promotore della richiesta al governo per la definizione di un piano strategico nazionale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro così come predisposto da altri paesi europei. Nei prossimi giorni – ha aggiunto l’assessore regionale – sono stati organizzati molti precorsi di sensibilizzazione e diffusione della cultura della prevenzione e del rispetto delle normative. Lo abbiamo fatto in tutti i territori, coinvolgendo sia i lavoratori che i ragazzi delle scuole, affinché quello della sicurezza diventi un elemento radicato nel bagaglio culturale dei cittadini di domani”.

L’evento è stato organizzato con la collaborazione dell’OPRAS Organismo paritetico regionale ambiente sicurezza e del CEFMECTP, Organismo Paritetico per la formazione e sicurezza in edilizia di Roma e provincia.




Undiscovered Italy Tours racconta una Puglia tutta da sposare

È di certo un territorio di grandi tradizioni, di storia di cultura ed arte, la Puglia.
Fiore all’occhiello dei siti Unesco per castelli, masserie, torri e borghi in cui spiccano semplicità e stile romanico in una maestosità dai ricami barocco.
Tante le meraviglie che si sposano ad una grande tradizione popolare di musica e danza in una fusione ricca di sapori e colori, che fanno di questa regione un territorio unico, con una incredibile vocazione all’accoglienza di matrimoni di eccezionale fascino.

Daniela Corti, titolare di Madreperla Wedding & Event Planning ed ideatrice di “The Italian Wedding Stars”, innamorata di questa terra, ha voluto accanto a sé Kevin Lee per esaltare il settore del wedding turistico di questo territorio.
Kevin Lee ovvero il più grande trend-setter del settore, un’autentica star del wedding mondiale, noto come la mente più innovativa nel campo dell’organizzazione dei matrimoni e degli eventi. Dalle grandi premiazioni come gli Oscars, i Grammys e gli Emmys, fino ad arrivare ai matrimoni top, agli eventi privati, alle premiers di Hollywood. Kevin Lee ha realizzato matrimoni ed eventi per una lunga lista di top celebritie tra cui Quentin Tarantino, Bill Clinton, Barack Obama, Brad Pitt, Oprah Winfrey, Tom Cruise, Kim Kardashian, Jennifer Anniston, Drew Barrymore, Kate Hudson, Lisa Vanderpump, Nicolas Cage, Ryan Serhant, solo per citarne alcune.

Una presenza straordinaria che ha conferito ulteriore autorevolezza e prestigio al programma del Wedding & Press Tour che si è tenuto con il patrocinio dell’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, il sostegno di Puglia Promozione – Agenzia Regionale del Turismo ed il supporto comunicativo di Zankyou Weddings e Woman & Bride, in collaborazione con il Gruppo Lavoro Service. Un’incredibile esperienza multisensoriale ha coinvolto i fortunati partecipanti a questo tour capace di realizzare una mirabile sintesi tra molteplici elementi. Quelli paesaggistici, che emergono negli emozionanti scatti della fotografa Melissa Fusari, si coniugano mirabilmente a quelli rappresentati dalle tipiche architetture locali e rapiscono lo sguardo con il fascino misterioso dei Trulli e del candore abbacinante delle masserie.

Il Tour ha avuto come base operativa e sede della masterclass di Kevin Lee, la meravigliosa Tenuta Monacelle, con il suo incredibile borgo di trulli storici in cui si realizzano matrimoni dal sapore locale, autentiche feste pugliesi che coinvolgono sposi ed ospiti in un’atmosfera unica. Da questo luogo incantevole, dopo una notte nei trulli, i giornalisti sono partiti alla scoperta della bellezza mozzafiato di Polignano a Mare, il candore delle case di Ostuni, la città bianca, il sito Unesco dei trulli di Alberobello, Martinafranca. Hanno degustato i confetti di Antonio Maria Arbues, realizzato con le loro mani orecchiette e mozzarelle alla Masseria Cappella, cenato a lume di candela in riva al mare al Ristorante La Sirenetta di Savelletri, visitato alcune tra le più belle masserie della zona: a Locorotondo la Masseria Il Palmento, a Monopoli le Masserie Torrepietra e Il Melograno, tutti luoghi incantevoli, ognuno con una propria spiccata personalità, mete ideali per rilassanti soggiorni e per realizzare straordinari matrimoni dal sapore unico. Hanno apprezzato le prelibatezze della cucina locale, la semplicità dei sapori e il calore della gente, l’accoglienza e l’eleganza di strutture che, recuperando costruzioni tradizionali, hanno saputo valorizzarne le antiche caratteristiche, esaltandone la bellezza in chiave attuale e moderna, regalando un’esperienza unica ed indimenticabile. Rimarranno nella memoria dei protagonisti di questo Tour l’affascinante mistero dei trulli, l’assordante silenzio dei cortili, il candore dei borghi, il buio che protegge i capolavori delle chiese, l’instancabile canto delle cicale nelle pinete, il vento che soffiava tra gli ulivi e i muretti a secco o lo sciabordio delle onde che si infrangevano sulle scogliere a picco sul mare, soavi suoni in sintonia con l’instancabile opera dei frantoi, che generano un olio di raro pregio, come quello prodotto da Lamantea, autentica delizia per il palato, capace di valorizzare la cucina regionale, esaltata da vitigni autoctoni che regalano vini di straordinaria personalità, abbinamenti ideali ai sapori di una tradizione culinaria semplice ma estremamente gustosa, importante elemento di un’esperienza memorabile ed appagante che ha consentito di scoprire una Puglia straordinaria, rivelata alla stampa e al mondo del wedding grazie a Undiscovered Italy Tours.




William Nonnis, scenari liquidi ed rivoluzioni democratiche

William Nonnis, classe 1982, da oltre vent’anni si occupa di sviluppo software, siti web e web application. Full Stack & Blockchain Developer presso Ministero della Difesa, Membro del Consiglio Nazionale di Italia4Blockchain e tra i 10 Top Influncer Blockchain per MondoCrypto. Si definisce un purista della blockchain, ma la sua più grande ambizione è quella di divulgare questo protocollo in modo da fornire vantaggi orizzontali alla portata di tutti.

Divulgatore di Blockchain, perché? 

Chiarisco subito che ho una naturale propensione e inclinazione allo studio pragmatico della tecnologia. Dall’essere un giovane nerd ad un professionista del settore, il passo è stato molto breve. A mio parere il vero ruolo di un tecnico dell’’innovazione è proprio quello di sviluppare e realizzare progetti che abbiamo una vision a lungo termine, basata sulla creatività ma anche sull’etica e l’interesse pubblico.

La tecnologia, nello scenario liquido in cui ci muoviamo, deve essere intesa come un facilitatore per l’uomo; questo perché una sua applicazione svincolata da un vantaggio pubblico ha ben poca ragione di essere. E proprio da qui nasce la mia necessità di uscire dall’ambito chiuso e settoriale del “tecnicismo” per far comprendere a tutti le potenzialità e i diversi campi di applicabilità della Blockchain, il nuovo, rivoluzionario e “democratico” protocollo informatico. Il mio impegno di divulgatore nasce da qui, colmare il vuoto di informazioni in modo che le resistenze nei confronti del digitale siano costrette a cadere. La Blockchain sta mettendo in atto una rivoluzione che dobbiamo essere in grado di cavalcare per migliorare la nostra qualità di vita. Non solo economia e marketing quindi ma un cambio di paradigma socio-culturale.

La blockchain è un protocollo di comunicazione, in cosa consiste? 

La precisione semantica vuole che la Blockchain si definisca protocollo e tecnologia. Nasce nel 2008, nella White Paper del suo builder Satoshi Nakamoto, come forma di economia circolare pubblica e trasparente, con il nome di Timechain. Partendo proprio da questo documento ufficiale, i puristi della Blockchain – tra cui io – considerano unica forma di blockchain quella permissionless (ovvero pubblica).

Per entrare nel dettaglio si tratta di un registro distribuito delle transazioni, liberamente accessibile e basato sul consenso tra i partecipanti alla rete stessa, attraverso crittografia e firma digitale. Non esiste alcuna logica di centralizzazione, al contrario una forma distribuita e orizzontale di informazioni. Caratteristica fondamentale è l’immutabilità del dato, quando non si faccia riferimento a catene composte da pochi nodi che restano invece costose e hakerabili. Nella Blochchain non esistono intermediari che supervisionano o garantiscono la correttezza dei dati, che è invece affidata ad un consenso molto più ampio e trasparente (51% dei nodi).

Quali sono secondo lei i settori di maggiore permeabilità e quelli invece il cui impatto potrebbe davvero fare la differenza?

Ovviamente il settore finanziario, che la blockchain ha fortemente innovato con la messa in campo del Bitcoin e di Ethereum, cryptovalute che hanno innestato un processo di disintermediazione tra aziende, cittadino, sportello e banca. Il vero cambiamento consiste però nel fatto che a breve non avremo più bisogno di stampare moneta, ma ci muoveremo attraverso asset digitali. Il segno tangibile della rivoluzione in atto lo abbiamo avuto il 22 settembre, quando Bitcoin ha fatto ufficialmente il suo ingresso a Wall Street, venendo quindi equiparato a prodotti fisici, come il petrolio e l’oro; di qui la necessità di uno svecchiamento dell’economia che sia finalmente al passo coi tempi.

I settori di maggior impatto sono di sicuro la pubblica amministrazione, dove il cittadino/utente potrebbe avere dei servizi celeri e sicuri, dati non più ridondanti, pagamenti on line, ma anche le amministrazioni potranno procedere a controlli più efficaci – penso all’evasione fiscale e alla criminalità – e verificare la correttezza delle procedure, migliorando quindi il rapporto di fiducia tra Aziende erogatrici di servizi pubblici e cittadini stessi, che sta venendo sempre più a mancare.

Anche il P2P Energetico, sistema basato sulla condivisione locale di fonti rinnovabili, grazie alla blockchain, potrebbe migliorare la gestione dell’energia, con una maggiore attenzione all’ambiente e un buon risparmio per l’esborso della bolletta. Agrifood è un altro settore molto interessante per la filiera e la garanzia della tracciabilità degli alimenti, penso all’utilizzo di infrastrutture come droni, dispositivi IoT (Internet delle cose) o AI (intelligenza artificiale). Ma i settori sono davvero i più diversi dalla logistica all’immobiliare, dal campo assicurativo a quello dei trasporti.

Lei è fermamente convinto della straordinaria importanza della blockchain nel processo di innovazione delle imprese, delle organizzazioni e delle Pubbliche Amministrazioni; recentemente il sottosegretario Liuzzi al MED7 ha dichiarato che questa tecnologia può essere il volano per promuovere le specificità dei nostri territori e tutelare i nostri prodotti da frodi e contraffazioni. Anche la Bellanova sembra dello stesso avviso. In molti hanno iniziato a parlare del nostro come un Paese avanguardistico, è davvero così?

Sicuramente sì, essendo stata l’Italia il primo Paese in Europa a regolamentare la Blockchaim con l’Art. 8-ter, convertito in Legge il 12 febbraio 2019. Questa Legge segna un passo importantissimo per l’avvio ufficiale del protocollo nelle produzioni, nei mercati e nella finanza Italiana. Tuttavia a mio avviso la norma può e deve essere migliorata, in quanto ancora lacunosa, con linee guida dettate da organi e persone competenti, come il Team AGID. In questo momento giocare un ruolo fondamentale per il Sistema Paese, abbiamo la grande occasione di essere il punto di riferimento in Europa per queste nuove tecnologie/protocolli.

A che punto siamo in Italia?

Per non subire la tecnologia che i grandi colossi GAFA (Google, Amazon, Facebook, Apple) stanno imponendo – parliamo di un utilizzo giornaliero pari al 90% – abbiamo la necessità di un cambio di passo repentino. Gli italiani non sono ancora pronti a sfruttare tutte le straordinarie potenzialità del digitale. Questo vale per molti altri Paesi, non solo il nostro, è basilare una formazione della popolazione prima ancora della messa a disposizione degli strumenti.

Trasparenza, consenso, responsabilità e fiducia. Più volte afferma che la Blockchain è amica dell’uomo, il concetto stesso sembra quasi un ossimoro. Ce lo vuole spiegare?

Io la vedo di più come un assioma. La blockchain supporta l’essere umano coadiuvandolo nel diminuire il margine di errore. Il sistema è sempre antropocentrico. La tecnologia senza l’input umano e senza dati, semplicemente non funziona.

La trasparenza della blockchain sintetizza l’immutabilità di un qualsiasi dato immesso, impedendone la manipolazione. Da qui i termini fiducia – di integrità del dato – e responsabilità del dato immesso.

Questo è un grande argine per le truffe cibernetiche, poiché l’interlocuzione tra due parti di acquisto e vendita di servizi o beni, avviene, giocoforza, in una modalità assolutamente cristallina.

A me piace definire questa tecnologia democratica, perché non si basa su un sistema apicale, con dei vertici accentratori, come grandi colossi finanziari e banche, ma è decentrata, ogni nodo del network ha voce, diritti-doveri e responsabilità pari a quelli degli altri nodi che ne fanno parte.

Abbiamo detto che la Blockchain può essere applicata a svariati settori. Parliamo di sanità,

quali possono essere i vantaggi e gli eventuali svantaggi?

Se fino ad oggi la storia clinica di un paziente è stata affidata ad archivi cartacei frammentati e deteriorabili, con la conseguente discontinuità di diagnosi e terapie e difficoltà di trasporto, possiamo immaginare con facilità una chiave di accesso digitale che in tempo reale ci restituisca tutto il percorso del paziente.

Dalle piccole cose come il cambio del medico di medicina generale a ricerche più complesse sullo stato di salute, fino ad arrivare a complessi studi epidemiologici, flussi sanitari, mappature della distribuzione di malattie croniche o infettive.

La rivoluzione digitale che stiamo attraversando può e deve essere il volano di una semplificazione e una umanizzazione – non solo delle cure – e anche un percorso di sviluppo e di distribuzione equo delle possibilità. Forse sono un visionario, ma quello che vedo è un buon futuro per tutti.




Nuova edizione del Photolux Festival, in programma a Lucca dal 16 novembre all’8 dicembre 2019

Un mese all’apertura della nuova edizione di Photolux Festival, in programma a Lucca dal 16 novembre all’8 dicembre 2019.
Photolux Award, giunto alla terza edizione, è un riconoscimento internazionale dedicato alla fotografia emergente. I curatori e i direttori delle più importanti istituzioni e riviste internazionali dedicate alla fotografia sono stati invitati a proporre progetti di giovani autori emergenti che avessero declinato il tema del Festival: Mondi.
La giuria, composta da Tobia Bezzola, direttore del MASI di Lugano, Nanda van der Berg, direttore di Huis Marseille di Amsterdam e Matteo Balduzzi, curatore del MUFOCO di Cinisello Balsamo (MI), ha decretato come vincitore del Photolux Award, Valentyn Odnoviun, con l’opera Surveillance.
“Basato su un impianto seriale – recita la motivazione – e su una rigorosa e controllata struttura concettuale, il progetto Surveillance di Valentyn Odnoviun rivela diversi e complementari livelli di lettura: un immediato, apparente, rimando a fotografie di astronomia, uno dei temi del festival; una grande varietà formale e cromatica che caratterizza la singola immagine; un profondo significato politico tanto nella scelta dei soggetti specifici – le pareti di carceri dell’ex blocco sovietico – quanto nella capacità di visualizzare i concetti universali di potere, controllo e sorveglianza”.
Il progetto di Valentyn Odnoviun sarà prodotto ed esposto in una delle sedi ufficiali del Festival e inserito all’interno del catalogo.
Le due menzioni d’onore sono andate a Mohamed Keita per l’opera La Renaissance e a Drew Nikonowicz per This World and Others Like It.

Photolux e AFIP International, in collaborazione con 6Mois e Internazionale, hanno promosso un concorso internazionale dedicato al fotogiornalismo e intitolato a Romano Cagnoni, scomparso lo scorso anno, riconosciuto come uno dei fotografi più rappresentativi del XX secolo.
La giuria della prima edizione del Romano Cagnoni Photolux Award, composta da Patricia Franceschetti, Lars Boering, Giovanna Calvenzi, Francesco Cito e Andrei Polikanov, ha dapprima selezionato una shortlist di dieci finalisti (Alain Schroeder, Alberto Masetti, Alessandro Cinque, Alfredo Bosco, Ciro Battiloro, Gianluca Panella, Emiliano Pinnizzotto, Federico Scoppa, Gabriele Cecconi, Heleen Peeters, Javier Fergo, Ranita Roy, Stefano Morelli), quindi ha premiato Gianluca Panella per Bijanibiha, progetto a lungo termine iniziato nel 2012, sulla resistenza palestinese delle donne nella striscia di Gaza. La parola Bijanibiha in arabo significa “dalla sua parte”.
“Questo – racconta la motivazione – è un lavoro di un fotoreporter maschio che documenta le condizioni delle donne nella Striscia di Gaza in tempi di cambiamento nel gioco politico dei partiti nella questione israeliana palestinese. Una resistenza che dalla prima linea si è estesa al tessuto sociale e che ora fa parte della vita quotidiana, per combattere l’annientamento sociale e proteggere la loro dignità”.

Il Festival propone inoltre Intarget Photolux Award 2019, il contest promosso da Photolux e inTarget, agenzia di digital marketing, rivolta ai fotografi e collettivi fotografici, professionisti e non, di qualsiasi genere e nazionalità, che hanno proposto una lettura inedita e originale del tema del Festival.
Il premio, assegnato dalla giuria composta da Nicola Tanzini, fondatore e amministratore delegato di inTarget, Jim Casper, fondatore ed editor-in-chief LensCulture, Moshe Rosenzveig, direttore Head On Photo Festival di Sidney, è andato a Valery Melnikov per Gray zone, un reportage svolto nella regione del Donbass, in Ucraina, poco prima dello scoppio del conflitto.
Diretto da Enrico Stefanelli, in programma dal 16 novembre all’8 dicembre 2019, propone un ricco programma che ruota attorno al tema Mondi | New Worlds, con oltre 20 mostre, diffuse in sei sedi espositive del centro della città, conferenze, workshop, letture portfolio, incontri con i protagonisti della fotografia internazionale.

Le iniziative di Photolux Festival 2019 hanno un elemento comune che le contraddistingue, documentare il desiderio umano di spingersi al di là dei propri limiti, grazie a un programma che varia dalla scoperta di nuovi pianeti attraverso l’esplorazione spaziale fino a un’approfondita analisi delle rivoluzioni sociali e politiche del Novecento, in particolare di questi ultimi cinquant’anni – dall’Iran alla Cina, dall’Est Europa a Cuba –, avvenimenti che hanno consegnato alla storia luoghi diversi da quelli fino ad allora conosciuti, superando confini e convenzioni.

La Biennale Internazionale di Fotografia di Lucca è organizzata con il sostegno del Main partner Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Città di Lucca; partner istituzionali: Provincia di Lucca, Fondazione Banca del Monte di Lucca, IMT Scuola Alti Studi Lucca; sponsor: intarget flowing digital, Leica, Pictet Asset Management, Azimut; sponsor tecnici: Sony, Unicoop Firenze.




Luca Lo Pinto è stato nominato nuovo direttore artistico del Macro di Roma

Dopo una lunga e accurata selezione di candidature avvenuta con bando pubblico e partita a luglio 2019, Luca Lo Pinto è stato nominato nuovo direttore artistico del Macro.

Il progetto “Museo per l’immaginazione preventiva” è risultato vincitore tra quelli presentati per essere in grado, secondo la commissione, di “contribuire a una ancora maggior coinvolgimento di pubblici diversificati e contemporaneamente assicurare un alto livello di qualità dell’offerta”.

Luca Lo Pinto, classe 1981, vive tra Vienna e Roma. Attualmente è curatore alla Kunsthalle di Vienna. È co-fondatore della rivista e casa editrice NERO. Alla Kunsthalle Wien ha organizzato le personali di Camille Henrot, Pierre Bismuth, Nathalie du Pasquier, Babette Mangolte, Charlemagne Palestine, Olaf Nicolai e le collettive Time is Thirsty, More than just words, Individual Stories e Function Follows Vision, Vision Follows Reality. Tra le altre mostre da lui curate si segnalano XVI Quadriennale d’Arte (Palazzo delle Esposizioni); Le Regole del gioco (Fondazione Achille Castiglioni); Trapped in the Closet (Carnegie Library/FRAC Champagne Ardenne); Antigrazioso (Palais de Toyko); Luigi Ontani-AnderSennoSogno (Museo H.C. Andersen); D’après Giorgio (Fondazione Giorgio e Isa de Chirico). I suoi scritti sono apparsi su numerosi cataloghi e riviste internazionali.

Dichiara Cesare Pietroiusti Presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo:

“A seguito di un bando che ha previsto l’analisi di ogni progetto, colloqui con una rosa di candidati che avevano presentato i progetti ritenuti migliori dalla commissione, e accurate valutazioni su tutte le documentazioni presentate, si è deciso di nominare vincitore del bando Luca Lo Pinto, una personalità

di comprovata esperienza nel settore della curatela di mostre e organizzazione di attività culturali con numerose e qualificate collaborazioni con istituzioni e organizzazioni in Italia e all’estero, che ha presentato un progetto culturale che corrisponde pienamente alle linee di indirizzo richieste dal bando. Contestualmente alla nomina di Lo Pinto, non posso esimermi dal rivolgere un grande ringraziamento a Giorgio De Finis, per lo straordinario lavoro che, insieme a tutto lo staff di Macro Asilo, ha svolto e sta svolgendo.”

L’intento è quello di valorizzare l’apertura, la pluralità, le pratiche discorsive, valorizzando la figura del visitatore quale attivo proponente di contenuti, incoraggiando la presenza di studenti e promuovendo la ricerca e la sperimentazione artistica nazionale e internazionale con particolare importanza data alla collaborazione con le Accademie e gli Istituti di cultura presenti a Roma. Grande importanza sarà data a forme di collaborazione con la Soprintendenza Capitolina nell’obiettivo di valorizzare la collezione, la biblioteca, gli archivi del Macro.




Presentata la “Rete assistenziale del tumore del polmone” nel territorio della ASL Roma 1

È stato sottoscritto un importante accordo di collaborazione tra grandi strutture ospedaliere della Capitale per garantire un approccio interdisciplinare e multiprofessionale per i pazienti affetti da neoplasia polmonare. II progetto consolida e amplia il lavoro di integrazione già avviato sulla base della programmazione regionale, che dal 2015 ha disposto l’attivazione di una “Rete assistenziale tumore del polmone nel Lazio”.

Un lavoro frutto della collaborazione tra la ASL Roma 1, le Aziende Ospedaliere e i Policlinici Universitari inseriti nella “Rete assistenziale tumore del polmone nel Lazio” nel territorio di competenza della ASL.

L’obiettivo è quello di garantire una presa in carico omogenea per il paziente affetto da neoplasia polmonare, ottimizzando così i tempi di diagnosi e di trattamento, semplificando le procedure, operando in modo multidisciplinare nella gestione del paziente e coordinato tra operatori ospedalieri, territoriali e medici di medicina generale, in modo da assicurare una migliore assistenza in tutte le fasi della malattia.

Il Piano nasce da un team di professionisti, coordinato della ASL Roma 1, che ha coinvolto le Aziende Ospedaliere Universitarie “Policlinico Umberto I” e “Sant’Andrea”, l’Azienda Ospedaliera “San Giovanni Addolorata”, il Policlinico “Agostino Gemelli”, gli Ospedali San Pietro e San Giovanni Calibita Fatebenefratelli, oltre al presidio ospedaliero San Filippo Neri. La rete assistenziale è dedicata ai pazienti del territorio della ASL Roma 1 con sospetta patologia neoplastica del polmone che si rivolgono al proprio MMG, a strutture ambulatoriali o ospedaliere.

Questo accordo, ha commentato il Direttore Generale della ASL Roma 1 Angelo Tanese, rappresenta un modo bello e innovativo di fare rete tra strutture di eccellenza, perché lavorando insieme garantiamo alle persone con un tumore polmonare sia la qualità dell’assistenza dal punto di vista clinico che un contesto più protetto. Ringrazio per questo tutti gli specialisti coinvolti per il grande impegno e l’entusiasmo con cui hanno elaborato il documento e tutte le strutture pubbliche e private che oggi lo hanno pienamente condiviso e sottoscritto.




Roberto di Costanzo Atelier, nella storica Via Giulia risorge la Belle Époque dell’arte italiana

Si inaugura il prossimo 18 ottobre, dalle ore 18.30, Roberto di Costanzo Atelier, nel cuore della storica Via Giulia, al numero 111, una serata tra cocktail, musica & arte, in un connubio perfetto, per un best opening irrinunciabile ai cultori dell’arte.

Roberto Di Costanzo Atelier nasce dall’idea del maestro Roberto Di Costanzo, pittore, illustratore, ritrattista, maestro di nudo artistico e disegno dell’architettura, di restituire valore alla maestria italiana del disegno, nella prestigiosa via Giulia, emblema del Rinascimento italiano.

Dopo gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia in costume, scenografia e arredamento per il cinema, da un decennio si propone al pubblico italiano ed internazionale, attraverso una costante ricerca artistica ed accademica sul Bello in tutte le sue declinazioni.

Le sue opere a china danno vita ad un itinerario la cui intensità espressiva è da rintracciarsi nel fecondo percorso di studi artistici e nella formazione al fianco di grandi maestri del cinema italiano come il Premio Oscar Piero Tosi, suo mentore, da poco scomparso, in memoria del quale l’artista ha deciso di dedicare questa inaugurazione, ed il celebre truccatore delle dive Francesco Freda.

Nell’ultimo anno la sua maestria nel “live drawing” ad inchiostro di china ha impreziosito eventi di prestigiosi luxury brand, quali Aurora e Dolce & Gabbana, ed eventi charity organizzati dalla maison Fendi.

Nel suo studio, immerso in una atmosfera nostalgica che riporta ai salotti ottocenteschi, l’artista ritrae dal vivo su commissione ad inchiostro di china ed altre tecniche, restituendo valore alla pregevolezza italiana del disegno. Di Costanzo, legatosi nei suoi studi ai maestri del Rinascimento italiano, propone nel suo Atelier corsi di disegno dal vivo, disegno del nudo, pittura ad olio, attualizzando e rinnovando l’interesse internazionale per l’arte figurativa in forte crescita. Lo spazio artistico ambisce ad essere sede di incontro e confronto tra appassionati di arte, collezionisti ed estimatori del bello, e dell’armonia attraverso salotti culturali, presentazioni di libri ed eventi su temi di attualità.

L’arpista Brian Meloni Lebano, artista poliedrico, affascinerà i presenti con le sfumature musicali che solo l’arpa può donare, spaziando da brani di Zabel, Glinka, Hasselmans ad un genere più contemporaneo, regalando alla serata un tocco di nostalgico romanticismo.

Una carriera artistica quella del Di Costanzo che lo ha portato ad esporre le sue opere in prestigiose gallerie e luoghi istituzionali italiani ed esteri, quali l’Espace Cardin di Parigi, su invito del Maestro Pierre Cardin (Patrocinio dell’Ambasciata Italiana), l’esposizione presso la Casa dell’Architettura di Roma (Patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Roma), l’esposizione presso l’Istituto di Cultura Francese Centre Saint-Louis (con l’autorevole Patrocinio sia dell’Ambasciata Italiana presso la Santa Sede sia del maestro Pierre Cardin), e alla 71sima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia durante la quale rende omaggio a Federico Fellini con una serie di illustrazioni a china ispirate ai suoi film.

Ha presentato i suoi numerosi libri illustrati al Salon du livre di Le Mans, al Salon du livre di Parigi, alla Fiera dell’editoria di Roma e al Salone del libro di Torino, collabora come illustratore per numerose case editrici italiane ed estere, tra le quali Editions Nomades.

Le sue opere figurano in collezioni private e nelle gallerie Galerie de La Sabliere (Parigi), 28 Piazza di Pietra (Roma), Maiocchi 15 (Milano).

Ad oggi, inoltre, è docente presso l’Accademia Italiana di Roma di “Iconografia e disegno anatomico” e “Disegno dell’architettura”, presso l’Accademia del Lusso di Roma di “Storia del costume”, presso la RUFA di “nudo artistico”. Conduce workshop e seminari di landscapes drawings in Italia e all’estero.

Official web site: http://www.robertodicostanzo.it/

Tra le sue ultime mostre personali ricordiamo:

2019“Arcadia – Storie di trionfi a corte” SpazioCima (Roma, Italia)

2018 “Discours d’Amour” presso Galleria 28 Piazza di Pietra (Roma, Italia)

2018 “Rome rencontre Paris” presso Galerie de la Sablière (Parigi, Francia)

2018 “Tributo a Milano” presso Galleria Maiocchi15 (Milano, Italia)

2017 “Doppio Senso” con il maestro Ettore Greco presso SpazioCima (Roma, Italia)

2017 “Tributo a Roma” presso Teatro Sala Umberto (Roma, Italia)

2017 “Human Landscape” presso Galleria 28 Piazza di Pietra (Roma, Italia)

2017 “La mia isola” presso le Terrazze di Eolo (Stromboli, Italia)

2017 “Gatsby in Rome” presso Gatsby Cafe (Roma, Italia)

2017 “Roma Amor” presso P&G Events Via Margutta (Roma, Italia)




Milano, Palazzo Reale – Il Cenacolo, ispirazione senza tempo – 8 ottobre – 17 novembre 2019

In occasione delle celebrazioni in corso per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, attraverso il claim “Il Cenacolo, ispirazione senza tempo”, Palazzo Reale intende raccontare con due importanti opere distanti 500 anni l’una dall’altra, un arazzo e un film, la fascinazione che il capolavoro di Leonardo ha avuto e continua ad avere sul lavoro e la creatività degli artisti.

Dopo la grande mostra “Leonardo da Vinci 1452-1519. Il disegno del mondo”, allestita in occasione dell’Esposizione Universale del 2015 che raccoglieva circa 250 opere di musei e istituzioni da tutto il mondo, Palazzo Reale ospita nella prestigiosa Sala delle Cariatidi, nell’ambito del palinsesto Milano Leonardo 500 e con la curatela di Pietro C. Marani, un’opera straordinaria, poco conosciuta e di grande importanza per la diffusione dell’arte di Leonardo: l’arazzo dei Musei Vaticani riproducente l’Ultima Cena di Leonardo commissionato, come provano gli stemmi in esso contenuti, da Francesco I re di Francia e da sua madre, Luisa di Savoia.

Per la prima volta dopo il suo restauro, sarà possibile vedere la copia del Cenacolo di Leonardo realizzata ad arazzo fra il 1516 e il 1525, su commissione di Luisa di Savoia e di Francesco I re di Francia. L’arazzo, custodito nei Musei Vaticani, fu tessuto probabilmente in Fiandra su cartone di un artista lombardo (si è ipotizzato che fosse di Bramantino) e rappresenta pertanto una delle primissime copie del capolavoro di Leonardo, destinate a soddisfare le esigenze della corte francese. Con le altre pochissime copie eseguite nei primissimi anni del Cinquecento per la committenza francese, l’arazzo con le insegne di Luisa di Savoia e di Francesco I re di Francia ha svolto un ruolo importante nella diffusione della conoscenza dell’arte di Leonardo in Francia. La nuova datazione che si propone dopo il suo restauro, fa coincidere parzialmente l’esecuzione dell’arazzo con gli anni della presenza di Leonardo ad Amboise ( 1516-1519 ) così che si può ipotizzare che almeno il cartone fosse stato eseguito sotto la sorveglianza del maestro. Donato nel 1533 a Papa Clemente VII, l’arazzo fece ritorno in Italia e da allora non è mai uscito dai Musei Vaticani. In mostra saranno presenti due arazzi dei Mesi di Bramantino, già nella Collezione Trivulzio del Castello Sforzesco di Milano, che rivelano anch’essi, grazie alla loro impostazione prospettica centralizzata, la rimeditazione sul Cenacolo ma anche per contestualizzare la copia della Cena di Leonardo nel quadro del lusso e del gusto raffinato della corte francese e per consentire confronti e nuove riflessioni attributive. Sono inoltre esposti, attraverso medaglie, bassorilievi e dipinti i ritratti dei re di Francia, da Carlo VIII a Francesco I, committente quest’ultimo dell’arazzo vaticano, insieme con sua madre Luisa di Savoia. Una serie di incisioni cinquecentesche, di Jacques Androuet du Cerceau ( 1576-1579 ) mostra inoltre i castelli di Blois, Amboise e Chambord dove è possibile che l’arazzo del Cenacolo fosse esposto prima del 1533 quando fu donato da Francesco I a papa Clemente VII. La sua presenza a Milano accanto alla pittura murale da cui deriva, acquista pertanto una grande valenza simbolica.

Accolta dai Musei Vaticani la richiesta per avere il prezioso arazzo a Milano a condizione che esso fosse restaurato, grazie ad una prima generosa disponibilità dell’allora Direttore dei Musei Vaticani, professor Antonio Paolucci, favorevole al prestito, per impulso del nuovo Direttore dei Musei Vaticani, frattanto subentrato a Paolucci, dott.ssa Barbara Jatta, fu deciso che l’esposizione dell’arazzo, prima ad Amboise e poi a Milano, si sarebbe rivelata occasione di manutenzione e restauro ma anche occasione di studio e di verifica di precedenti ipotesi circa la manifattura dell’arazzo, la sua storia e la sua cronologia.

L’opportunità fu subito accolta dal Comune di Milano che, insieme con il Castello di Clos Lucé ad Amboise, decise dunque di finanziarne il restauro, durato quasi due anni. L’arazzo, mai uscito dai Musei Vaticani, dopo essere stato restaurato e finalmente studiato nelle sue particolarità esecutive e stilistiche da Alessandra Rodolfo e dall’équipe di restauratori dei Musei Vaticani dal giugno a settembre del 2019, ha così potuto essere presentato per la prima volta nel Castello di Clos Lucé ad Amboise, dove Leonardo aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita – e dove sarebbe morto il 2 maggio del 1519 – , per venire adesso esposto nel Palazzo Reale di Milano, nella città che ospita l’originale a poche centinaia di metri da piazza Duomo, e cioè nel Refettorio di Santa Maria delle Grazie .

La presenza in mostra di due arazzi della serie dei Mesi Trivulzio prestati dalle Civiche Collezioni d’arte del Castello Sforzesco, si rivela utile a mostrare come gli echi del Cenacolo potessero venir propagati anche attraverso un ciclo profano ma, soprattutto, in considerazione del fatto che questa serie, tessuta a Vigevano tra il 1503 e il 1509, doveva molto probabilmente essere nota a Luigi XII, a Luisa di Savoia e poi a Francesco I, dato che, nel 1507, Luigi XII era stato ospite in casa del Maresciallo Trivulzio alla presenza del fratellastro di Luisa di Savoia, nota estimatrice di arazzi ( come prova l’arazzo con le sue insegne conservato nel Museum of Fine Arts di Boston ) e appunto committente, con suo figlio, della copia ad arazzo del Cenacolo di Leonardo. Il confronto dell’arazzo vaticano con la serie dei Mesi, collocata a Vigevano ma di cui è ben probabile che si parlasse nel fastoso ricevimento del 1507 ( presenti Gaston de Foix, Georges d’Amboise e tutta la nobiltà francese ), potrà anche fornire altri utili elementi sia per ciò che riguarda la tecnica esecutiva e la sua manifattura, sia per ciò che riguarda il suo stile, soprattutto alla luce della nuova cronologia assegnata all’arazzo vaticano, 1516-1525 circa, in un momento che comprende gli anni del soggiorno di Leonardo ad Amboise. Il catalogo della mostra è edito da SKIRA.

Il percorso espositivo offre inoltre un confronto con un evocativo tableau vivant di nove minuti “L’Ultima Cena: Tableau Vivant”, proiettato in anteprima per l’Italia, creato e filmato con meticolosa ed eccellente qualità nei dettagli da Armondo Linus Acosta, con i Premi Oscar, Vittorio Storaro, Dante Ferretti e con Francesca Lo Schiavo.

Nel cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo Da Vinci è dunque significativo che questi leggendari artisti del cinema si siano uniti per ricreare, in un vero e proprio tour de force, la grandezza e lo spirito del dipinto originale. In onore del capolavoro di Leonardo hanno realizzato un’opera di squisita bellezza da esibire in musei, chiese, gallerie e piazze in tutto il mondo con un’installazione così bella da togliere il fiato.

Il quadro vivente “renderà l’esperienza diretta con tutta la passione e l’ispirazione divina possibili”, dice Acosta. Ciascun elemento è stato realizzato con profondo rispetto per Leonardo e per questa sua opera innovativa (1495-1497), in particolare per i parametri inediti della sua prospettiva. Un metodo che consentí a Leonardo di cambiare per sempre la percezione artistica. Il quadro vivente di Acosta è un lavoro che unisce l’arte più pura al teatro grazie ad una tecnica affascinante che consente una visione inedita ed inspirata de L’Ultima Cena; “Ho volutamente ripreso l’opera in un rallentamento estremo perché non considero questo lavoro come un film in sé, quanto piuttosto un quadro. Un Tableau Vivant meticolosamente accurato che possa offrire la possibilità di meditare sui dettagli divini di questo straordinario capolavoro mistico di Leonardo da Vinci.”

La scena si apre poeticamente in un paesaggio senza tempo segnato dalle prime profonde note dello Stabat Mater di Rossini: da questa visione suggestiva, la stanza e la tavola iconica vengono lentamente rivelate in un denso e struggente momento di riflessione: I Dodici Apostoli attendono con impazienza l’arrivo di Gesù.

Mentre gli uomini sussurrano l’un l’altro e si chiedono perché siano stati radunati, Gesù entra, e prende la sua posizione centrale. Dopo aver benedetto sia il pasto che i discepoli, l’annuncio di un tradimento imminente da parte di uno di loro è sentito da tutti.

Il grande classico di Leonardo, pietra miliare della cultura italiana, rappresenta nell’immaginario popolare la rappresentazione definitiva dell’Ultima Cena. Catturata ora in questa ripresa, consentirà agli appassionati d’arte in tutto il mondo di esplorare in modo quasi viscerale la scena, sentendone la profondità ed il valore monumentale. Il quadro vivente rende possibile l’esperienza del dipinto di Leonardo non solo ai visitatori del Refettorio in Santa Maria delle Grazie ma anche a quelli che ora potranno accedervi in una miriade di luoghi nel mondo, dal più intimo al più scenografico.

L’interpretazione che Acosta ha reso de L’Ultima Cena di Leonardo è il culmine del suo impegno personale e di una vita impegnata e spesa alla ricerca d’integrità artistica, comprensione spirituale, passione per la bellezza e di ammirazione profonda per Leonardo Da Vinci. Questa installazione è un’interpretazione d’eccellenza di un momento storico fondamentale e di un capolavoro che continua a risuonare nel tempo come una delle più riverite e celebrate opere d’arte mai create dall’uomo.




Nasce la Biblioteca Condivisa di Quartiere -Teatro Studio Uno / LaRocca Fortezza Culturale più di 2000 volumi donati dai cittadini al territorio

Inaugurazione 9 ottobre 2019, ore 18.00 Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca 6, Roma.

Al suo terzo anno di attività “LaRocca Fortezza Culturale”, libreria, oasi artistica, luogo di incontro e condivisione di Tor Pignattara, inaugura mercoledì 9 ottobre dalle 18.00 la prima Biblioteca Condivisa di Quartiere, creata grazie alla partecipazione e alle donazioni dei libri da parte dei cittadini. Una raccolta preziosa svolta nell’arco dei tre anni di attività de LaRocca in collaborazione con il Teatro Studio Uno che ospiterà la Biblioteca, composta da più di 2000 volumi che potranno essere consultati o presi in prestito.

L’inaugurazione della Biblioteca Condivisa vuole essere una festa con e per il quartiere, in cui si potranno donare altri libri per accrescere la proposta culturale dei volumi in condivisione. In contemporanea sarà inaugurata la stagione 2019-20 “Direzioni Ostinate Percorsi nel Contemporaneo” del Teatro Studio Uno con cui La Rocca Fortezza Culturale lavora e collabora da sempre per creare una rete solida di relazioni sociali e culturali necessarie per rendere la nostra città un luogo più accogliente ed inclusivo.

Letture e musica dal vivo animeranno l’evento mercoledì 9 ottobre dalle 18:00 realizzato nei luoghi simbolo della resilienza culturale di Tor Pignattara, Teatro Studio Uno e LaRocca Fortezza Culturale, due presidi resistenti della periferia est di Roma che nonostante le difficoltà cercano di essere una realtà artistica vitale, colorata e partecipata dove la comunità si riunisce grazie alla cultura. Oltre 400 spettacoli, 50 residenze, 10 produzioni: 10 anni di fortezza culturale in una delle periferie più complesse di Roma. 10 anni di sperimentazioni, contemporaneità e nuove drammaturgie che con una direzione artistica “partita dal basso” è riuscita a coinvolgere l’intero quartiere, chiamando nomi poi “eletti” nel teatro istituzionale e pluripremiati.

Fino ad arrivare alla fondazione 3 anni fa di LaRocca Fortezza Culturale, una libreria condivisa aperta al quartiere che, insieme al teatro, ha dato vita in Via Carlo della Rocca a un vero e proprio virtuoso polo culturale in periferia. Un percorso e un progetto in grado di raccontare una fetta di città, la sua rinascita e la possibile convivenza tra arte e periferia, contemporaneo e popolare.

Il Teatro Studio Uno, diretto da Alessandro Di Somma ed Eleonora Turco, che nell’arco di dieci anni di attività hanno trasformato un piccolo spazio nel cuore di Tor Pignattara in un presidio culturale vivo e attivo, è un luogo d’incontro, condivisione e scambio, punto di riferimento delle compagnie emergenti romane e non solo, dove sperimentare e confrontarsi ricercando un linguaggio nuovo per la scena e per l’arte che possa essere fruibile e condivisibile.

Anche per questo nuovo ciclo il Teatro Studio Uno cerca di essere una casa dell’arte dove coltivare rapporti, collaborazioni e partnership che si trasformano in veri e propri sodalizi per un viaggio condiviso verso un unico fine: la valorizzazione della cultura. Relazioni che si estendono in ogni stagione dando vita ad importanti sinergie con altri spazi e realtà del territorio come quella con il Teatro Biblioteca Quarticciolo nata con il progetto “Associazioni in comune” e consolidata con il sostegno alla rassegna “Pillole #Tuttoin12minuti” da cui è stato selezionato “Cervus” produzione TS1 e Lumik Teatro.

“Direzioni Ostinate: percorsi nel contemporaneo” è un viaggio coraggioso intrapreso passo dopo passo, curva dopo curva insieme agli artisti che nel Teatro Studio Uno ritrovano un rifugio protetto ed ospitale dove fermarsi per far nascere le proprie idee: sperimentare intuizioni con lavori embrionali, piantare semi di spettacolo, trovare l’humus adatto per sviluppare progetti. Tutto attraverso percorsi di Ricerca Permanente, Residenze e Laboratori, affiancati da un’offerta formativa per adulti e bambini del territorio capace di animare anche quest’anno la stagione culturale del teatro, Casa Romana Indipendente nel cuore di Tor Pignattara.

Info: http://www.teatrostudiouno.com




Women for Women against Violence – Premio Camomilla -Storie di cicatrici indelebili nei corpi e nelle anime delle donne

Si è svolta venerdí 4 ottobre al A.Roma Lifestyle Hotel, “Women for Women against violence – PREMIO Camomilla”. Un’idea che nasce dall’esperienza di vita della collega e giornalista Donatella Gimigliano sia come paziente oncologica, sia dal suo impegno con Salvamamme per il progetto “Valigia di Salvataggio” (per le donne in fuga vittime di violenza).

Una serata all’insegna delle emozioni e dei sorrisi che hanno trascinato il pubblico della V edizione di “Women for Women against violence – PREMIO Camomilla”. Un evento che unisce due grandi temi del mondo femminile, la violenza di genere e quella del tumore al seno, partendo dalle cicatrici e dai segni indelebili che lasciano nel corpo e nell’anima di una donna.

Ideata e organizzata da Donatella Gimigliano, Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas la kermesse, patrocinata dalla Rai, Regione Lazio, Comune di Roma Capitale, Unicef, Croce Rossa Italiana, LILT (Lega Italiana Lotta contro i Tumori), FERPi e magistralmente presentata da Arianna Ciampoli e Livio Beshir, ha avuto l’obiettivo anche di sostenere il progetto “Valigia di Salvataggio” dell’associazione Salvamamme, pensato per rispondere alle richieste delle tante donne in fuga vittime di violenza. “Da paziente oncologica ho pensato che violenza sul corpo di una donna non fosse solo quella di un uomo, ma anche quella di un tumore, che genera gli stessi effetti devastanti e che, comunque, finisce col segnarti in maniera indelebile, dentro e fuori “, spiega Donatella Gimigliano, che ha voluto intitolare il suo Premio col nome Camomilla, una creazione appositamente realizzata dal maestro orafo Michele Affidato, ispirandosi al fiore che in fitoterapia viene utilizzato per rinvigorire piante malate e che rappresenta quindi la solidarietà, la forza e il coraggio nei momenti difficili. Donne unite per le donne, quindi, anche per ricordare che il tumore al seno, nel nostro Paese, è il big killer più letale e più frequente del genere femminile e principale causa di mortalità oncologica. E per ricordare che ogni anno, in Italia, oltre 100 donne vengono uccise da uomini, quasi sempre quelli che sostengono di amarle. Violenza che, per una donna, non è soltanto una minaccia di morte, ma anche una ferita all’immagine di sé, alla sua femminilità, sessualità e maternità. Dopo un welcome drink dedicato alle eccellenze di Calabria, l’evento, diretto da Antonio Centomani e aperto dal violino elettronico del magico Andrea Casta, ha raccontato storie di donne in rinascita che hanno saputo esorcizzare la terribile esperienza con la violenza mettendosi a disposizione delle altre donne e assegnato il prestigioso riconoscimento anche a personalità che si sono distinte per il loro impegno sui due temi. I premiati dell’edizione 2019 sono stati Francesco Samengo (Presidente Unicef), l’attivista mondiale Leyla Hussein (che ha ricevuto il riconoscimento da Carmen Pisano owner Acaia Medical Center), Amministratore delegato di Hawa’s Haven e Ambasciatrice globale di The Girl Generation, attualmente impegnata in 10 paesi africani contro le mutilazioni genitali femminili, Benedetta Rinaldi (membro della consulta nazionale femminile LILT), Valter D’Errico, per il corto “Il Giorno più Bello”, sul palco affiancato dai due interpreti Caterina Milicchio e Gianclaudio Carretta, Manuel Finotti, autore della canzone “Ti ho creduto” di Giordana Angi, finalista ad Amici, che verrà interpretata con un passo di danza di Romina Carancini, Francesco Spizzirri e la piccola Chiara Pietrangeli, e Valeria Marini (testimonial di campagne contro la Violenza sulle Donne).

Con il contributo di interpreti straordinari sono state raccontate le storie Barbara Bartolotti (introdotta da una favolosa Maria Rosaria Omaggio), vittima di una brutale aggressione durante la quale ha perso il figlio che portava in grembo; di Elena Sorrentino (che è stata premiata da Paola Ferrari), autrice del libro “Io, il Cancro e la Maggica” introdotto da Anna Vinci; di Valeria Grasso, la cui storia è stata interpretata da Euridice Axen. Testimone di giustizia, ma “donna dello Stato” come ama definirsi, la Grasso con la sua coraggiosa denuncia ha fatto arrestare 25 persone del clan Madonia e ora si occupa di Beni Confiscati alla Mafia, ed è stata premiata dal Gen. B. Marco Minicucci, Comandante Legione Carabinieri Lazio. Grandi emozioni ha regalato il giovane Carmine Ammirati (premiato da Enrica Bonaccorti), orfano del Femminicidio, che ha dedicato alla mamma scomparsa, per voce di Vincenzo Bocciarelli, una toccante poesia e, affiancato da Antonio Balsamo e Alina Camisano, un passo di danza con le coreografie di Andrè de la Roche. Assieme a Carmine il riconoscimento, consegnato da Barbara Bouchet, è andato alla Presidente dell’Associazione Edela, Roberta Beolchi, impegnata ad assistere gli orfani del femminicidio. Non sono mancati momenti di intrattenimento con uno straordinario Antonio Mezzancella (vincitore di Tale e Quale Show 2018), e un esilarante Antonio Giuliani. Al termine dell’evento per tutti gli ospiti un dinner buffet con eccellenze a kilometro zero, un menù a base di antipasti con salumi e formaggi e composte, lasagna con ragù di chianina, bocconcini di chianina con Funghi di bosco, curato da Coldiretti e Federcuochi Lazio, capitanati da Alessandro Circiello e coordinati da Bruno Brunori e uno staff di 4 straordinari chef, Orietta Di Lieto, Emanuela Nanni, Daniele Priori, Carlo Finucci, coordinati dagli chef dell’A.Roma Giuseppe Redaelli, Emanuele Novelli, e dal manager F&B, Christian Barbarossa. Nel ricco parterre il produttore Nicola Vizzini, Patrizia Mirigliani, Beatrice Luzzi, Fabrizio Apolloni, Giovanna Rei, Marco Brandizi (Paradiso delle Signore), le sorelle Cristina e Maria Teresa Buccino, Claudia Conte, Francesco Leone, Maria Grazia Nazzari, Alma Manera, Francesca Ceci, Luca Forlani (inviato Vita in diretta), Barbara Bonanni, Giada Somenzari. Ed ancora i manager, Carmen, Mara e Michele Pisano, owner di Acaia Medical Center, Angela Margherita Bellomo, Deals Partner PwC Advisory Spa, Barbara Casillo, Direttore Generale, Associazione Confindustria Alberghi, Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto, Ruggero Alcanterini, Presidente Comitato Nazionale Italiano Fair Play del CONI, Alfredo Magrini e Andrea Petrangeli di Banca Generali, Sandro Luzi, Presidente PSIPOL (Associazione Psicologi Polizia di Stato), Fausto Lamparelli, Direttore del Servizio Centrale Operativo Direzione Centrale Anticrimine Polizia di Stato, Marco Grasselli, vicepresidente Softlab.

Charity Partners: Bulgari, A. Roma Lifestyle Hotel, LDC Luxury Dream Culture, Collistar, Bionike, Carpisa, John Paull Mitchell System, Enosis, Simone Belli, Land Rover, Acqua di Sperlonga Profumo, L.G.R., Industrie Grafiche Imprinting, Volocom Technology, Carlsberg, Casale del Giglio, Cioccolateria Origine, Ferrarelle, Vecchio Amaro del Capo, Borgo dei Vinci, L’Artefiori Fiori a Roma, Nduja San Donato, Caffè Gioia, Aran-c.

Partners Tecnici: Eco Comunicazione e Marketing, ATWC, Move, Roma Virtuale, Cooperativa Pronto Taxi 6645, Top Secret, Top Marketing Agency, Cavallucci Creative Design, Stefano Crialesi Celebrity Chef, Bruno Brunori. DONORS: Talarico Cravatte Sartoriali, Sala da Feltre, Open Art, Contacta, MARC, Metropolitan Architecture, Iembo Leccese.