Borg McEnroe: una sfida che colpisce al cuore

di Alessia Gregoletto

Finale di Wimbledon 1980, Borg v McEroe,  competizione alla stato puro in uno dei match più epici della storia del tennis raccontato alla perfezione nel film diretto da Janus Metz Pedersen

La pellicola, presentata alla Festa del Cinema di Roma, ricostruisce nel dettaglio non solo la partita, ma anche i giorni che lo procedono, entrando nella vita privata dei più grandi tennisti della storia: Borg, lo svedese soprannominato “Ice man”, quattro volte vincitore del torneo di Wimbledon, è un perfezionista, ogni sua mossa è studiata, in campo non lascia trasparire nessuna emozione, al contrario del suo storico rivale americano McEroe, detto “the Brat” (il monello),  famoso per  la totale mancanza di autocontrollo della rabbia piuttosto che per la sua bravura. Non è solo un film sul tennis, è un film sul comportamento umano.

La pellicola analizza la psiche dei due sportivi, e per capire le motivazioni che hanno portato questi due campioni a competere, scava nel loro passato, giungendo all’infanzia. Borg veniva da un famiglia che ha sempre dovuto fare i conti con la sua irascibilità nel campo da gioco, fu il suo Coach a insegnargli a incanalare le emozioni. McEnroe  era sottoposto a una costante pressione dai genitori, ma aveva già le idee chiare: battere “Ice man”.

Provengono da mondi diversi, hanno tecniche opposte, ma sono uomini soli sia nel campo da gioco sia nella vita . Condividono un dolore esistenziale che li porta a vedere la vittoria come bisogno primario, ma il prezzo da pagare per un tale punto di vista è una forte pressione mentale e mediatica. Il percorso per giungere alla vittoria mette  in pericolo ogni loro relazione sociale. Nei panni dei protagonisti troviamo Sverrir Gudnason e Shia LaBeouf, che interpretano magistralmente i due re del tennis. Il film è destinato a colpire al cuore, entrando nella categoria degli “imperdibili”. Trasmette una tensione tale da permettere allo spettatore di osservare a 360 gradi uno dei mach  che  ha cambiato completamente il mondo dello sport. La pellicola sarà disponibile nelle sale italiane da giovedì 9 novembre.




Babylon Berlin in anteprima alla Festa del Cinema di Roma

di Alessia Gregoletto

Babylon Berlin è stata presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, con la proiezione delle prime puntate. È una serie tv  ambientata a Berlino durante la grande depressione del’29.

La storia è tratta da “Der nasse Fisch” primo di sei libri dell’autore tedesco V. Kutscher, pubblicato nel 2008, il romanzo divenne subito best seller. Il protagonista è Gereon Rath, un commissario di polizia con problemi di shell-shock causati dai combattimenti durante la prima guerra mondiale.

Rath è sulle tracce di un filmato scomparso, più le ricerche diventeranno approfondite più la vita del protagonista sarà in pericolo. Accanto al commissario vi sono personaggi con varie storylines che si vanno a intrecciare tra di loro. Berlino fa da coreografia, è una metropoli che nonostante la grande guerra e la crisi economica reagisce e sorprende, mostrandosi più affascinante  agli occhi del pubblico che non potrà non apprezzare questa produzione tedesca.

La serie in Italia sarà distribuita da Sky Atlantic dal 28 novembre. 




Logan Lucky: l’ultimo irriverente Steven Soderbergh

di Alessia Gregoletto

Steven  Soderbergh torna sul grande schermo con una commedia irreverente che vede come protagonisti i fratelli Logan del West Virginia, famosi per la sfortuna da cui è perseguitata la loro famiglia.

Il fratello maggiore Jimmy, interpretato da Channing Tatum, già utilizzato dal regista in pellicole precedenti,  è un ex promessa del football rovinato da un infortunio al ginocchio, che  stanco della sua  pessime condizioni economiche decide di rapinare nel Memorali Day il caveau di una pista da corsa durante la Coca-Cola 600. Nell’architettare l’impresa coinvolge il fratello Clyde, Adam Driver, un veterano della guerra di Iraq che perse una mano su una mina anti-uomo poco prima di tornare negli States. 

Alla rapina prenderanno parte anche  la sorella minore Millie, e i pittoreschi fratelli Bang. Soderbergh non lascia nessun dettaglio al caso,  per l’ambientazione country, l’uso delle macchine, e per i caratteri coloriti dei personaggi, va ad omaggiare con ironia la serie tv degli anni ’80 Hazzard. Nonstante la trama non sia una novità per le pellicole del regista, basti ricordare Ocean’s Eleven, Soderbergh riesce comunque a realizzare un film nuovo che intrattiene e  coinvolge lo spettatore in maniera tale da rendere impossibile qualsiasi distrazione.




Ian Meckellen si racconta alla Festa del Cinema di Roma

di Alessia Gregoletto

Ian Meckellen, attore teatrale e cinematografico  pluripremiato, è protagonista del documentario  diretto da Joe Stephenson “McKellen: Playing the Part”. L’attore ospite alla 12° edizione della Festa del Cinema di Roma racconta di come fosse sbalordito all’idea di un documentario sulla sua vita << Mi ritengo la persona meno interessante al mondo, parlare di me mi imbarazza…>>.

Mckellen parlando delle sue esperienze recitative in Italia, racconta di avere un grande ammirazione per il lavoro di Edoardo De Filippo, che dalla giovane età divenne per lui un punto di riferimento <<… Se avessi potuto avrei voluto recitare nella sua compagnia teatrale… In passato pensavo che recitare era mascherarsi, in realtà è rivelare, e io rivelo l’unica verità, ovvero che tutti noi siamo capaci di fare qualsiasi cosa… Basta usare l’immaginazione… Quando lavoro non ho paura di nulla… Nella recitazione tutto è possibile, non ci sono pericoli>>.

Sono  molti anni che l’attore è sulla scena, motivo per il quale sottolinea le differenze recitative tra teatro e cinema  << Nel teatro il pubblico osserva da più punti di vista, mentre nel cinema la cinepresa è un personaggio e prende quello che vuole…>>.

Mckellen facendo riferimento agli eventi degli scorsi giorni che hanno coinvolto il mondo Hollywood, parla della propria esperienza e afferma  che non bisogna avare paura di fare coming out <<… Dopo che feci coming out, molti  hanno notato un miglioramento della mia recitazione… Purtroppo alcuni non lo fanno per paura di perdere credibilità…>>.  

Il documentario, come afferma lo stesso regista, darà l’opportunità e alle nuove generazioni  che conoscono questo magnifico attore principalmente  per ruoli come Gandalf e Magneto, di apprendere, ispirarsi e imparare a pieno dalla vita di un uomo straordinario.




Stronger: arrendersi è la sconfitta più grande

di Alessia Gregoletto

Il film, presentato oggi alla Festa del Cinema di Roma, è ispirato alla vera storia di Jeff  Bauman, un ragazzo che nell’attentato della maratona di Boston del 2013 perse entrambe le gambe. Questa condizione lo porterà a essere  identificato come il “Boston stronger“, una sorte di eroe nazionale simbolo di un’Americana che non si arrende.

Jeff non si identifica come “stronger”, è semplicemente un ragazzo che era nel posto sbagliato al momento sbagliato, e lotta psicologicamente per superare un trauma che sta distruggendo ogni suo rapporto personale, lo stesso Bauman ne parla nella conferenza stampa  «... Non mi piace il termine eroe, eroi sono coloro che mi hanno salvato… Lo scopo del film è quello di tendere la mano a chi ne ha bisogno… Per me la cosa più importante è essere connessi agli altri…». L’attore che interpreta il protagonista, Jake Gillegan, ha raccontato del suo primo incontro con Bauman « Mi sono sentito intimidito… Jeff ha qualità differenti dagli altri… Non pensavo di avere le caratteristiche ( per interpretarlo), poi incontrandolo ho capito che potevo… L’ America sta passando un momento difficile. Queste storie sono molto importanti… Jeff lotta e vive una sofferenza, e ci sono persone che non comprendono il suo dolore a causa di un atteggiamento sbagliato…».

Stronger approfondisce il delicato tema della disabilità in tutte le sue sfaccettature, percorrendo le varie tappe di Bauman per l’accettazione della condizione . Il messaggio è semplice: arrendersi è la sconfitta più grande. 




Festa del Cinema di Roma: Hostiles metafora dell’America moderna

di Alessia Gregoletto

Hostiles non è un semplice film Western, come dichiara lo stesso regista Scott Cooper, è una metafora dell’America moderna, costantemente divisa dall’odio di coloro che dovrebbero proteggerla. Tra i protagonisti del film che ha aperto la Festa del Cinema di Roma troviamo un Capitano americano interpretato da Christian Bale, e Rosalie, Rosamund Pike,  una vedova. Entrambi condividono un odio viscerale verso i nativi americani, ed insieme intraprenderanno un viaggio alla riscoperta dei valori umani. In questo cammino i protagonisti si evolveranno, e come afferma Rosamund Pike: «La metamorfosi è come qualcosa di organico… Il mio approccio al personaggio è basato sull’esperienza. Rosalie fa un cammino terribile, ritengo interessante il modo in cui lei riesce ad andare avanti, e per farlo utilizza la fede e lo stesso dolore che la accomuna al Capitano… La mia controparte femminile fa capire al personaggio di Bale di essere un uomo buono, all’inizio vede i nativi come i nemici, poi capisce che sono uguali…L’odio è nutrito dai soldati per necessità» .
Il regista spiega che la scelta dell’ambientazione, non è casuale. Il paesaggio si evolve insieme alle personalità dei protagonisti, all’inizio è arido, ma durante il percorso la scenografia diviene sempre più boschiva. Cooper ha realizzato un film  impegnato in un sorta di umanesimo, il cui scopo è quello di diffondere una messaggio di speranza per aumentare la curiosità nell’ascoltare  il prossimo, e probabilmente se ognuno di noi facesse questo semplice sforzo, tanta diffidenza e tanto odio non esisterebbero. 




La meravigliosa Meryl Streep protagonista alla Festa del Cinema di Roma

Meryl Streep è l’artista più attesa al Festival del Cinema di Roma, per la presentazione del nuovo film che la vede protagonista Florence Foster Jenkins, una biografia sull’omonima soprana statunitense famosa per non possedere nessuna dote canora. È un film sulle illusioni, ed è questo a spingere la protagonista a non abbandonare mai i suoi sogni nonostante la malattia che porta con sé dalla giovane età.

La Streep racconta che non farà mai la regista “Non ne sento alcuna necessità ”, la sua vera passione è la recitazione e nonostante tutto questo tempo, tre premi Oscar, otto Golden Globe e due Emmy Awards, non ha mai perso quell’entusiasmo che la accompagna dai primi anni della sua carriera. Per lei questo non è un lavoro ma un piacere, ed è la curiosità a spingerla a conoscere e a immedesimarsi nei nuovi personaggi. Ci tiene a sottolineare che la sua esperienza ha dato la possibilità alle attrici di oggi di poter lavorare oltre i quarant’anni, cosa che nelle vecchia Hollywood non era possibile.

Parlando di attualità, ha ribadito di sostenere Fuocoammare, documentario italiano candidato agli Oscar come migliore film straniero e di ammirare l’attrice italiana Alba Rohrwacher . Alla domanda di cosa ne pensasse delle presidenziali americane e delle dichiarazioni sessiste del candidato repubblicano Donald Trump, ha commentato dicendo “Tra venti giorni il presidente degli Stati Uniti sarà Hillary Clinton, e Trump non sarà più un problema”.

di Alessia Gregoletto

Foto di Serena De Angelis




Sole Cuore Amore di Daniele Vicari alla Festa del Cinema di Roma

Di Alessia Gregoletto, foto di Serena De Angelis

Daniele Vicari nel nuovo film Sole Cuore Amore, ritrae alla perfezione la società odierna, tramite la protagonista, Eli, madre di quattro figli, con un marito che fatica a trovare lavoro e una amica, Vale, ballerina professionista. Ogni giorno Eli si sveglia prima dell’alba nella sua casa a Ostia per andare a lavorare in un bar di Roma. Con sguardo superficiale la donna conduce una vita che rispecchia l’esistenza di molti lavoratori, ma sarà questa stessa superficialità a rovinare la sua vita.

Il regista è riuscito a creare un parallelismo tra le vicende della protagonista e la danza di Vale, questo perché l’arte del ballo dà l’illusione allo spettatore che ogni movimento sia privo di sforzo, formando così una perfetta metafora della vita di Eli, vista da occhi esterni. Gli spettacoli dell’amica sono sempre più studiati e elaborati, a pari passo con i problemi di una madre e moglie sempre più inevitabili.

I film mostra la realtà nuda e cruda, non vi sono né buoni né cattivi, tutti sono incastrati nei meccanismo di una sopravvivenza che non lascia scampo. Come afferma lo stesso Vicari “È una tendenza contemporanea far finta che la quotidianità non esista, ma ci tocca e ci travolge… Può sembrare banale il titolo, ma la rima facile del cinema è la quotidianità… Il film non parla degli “ultimi”, ma della maggioranza.” Sottolinea che troppo spesso la vita degli “ultimi” viene mostrata superficialmente o da un punto di vista esterno. Eli è un’eroina moderna, e con lei, il regista fa immedesimare e riflettere il pubblico all’interno di una storia estrema ma non rara.

Cast: Isabella Ragonese,Eva Grieco, Francesco Montanari, Francesco Acquaroli, Domenico Procacci, Samanta Antonnicola




Al via il Festival del Cinema di Roma con Tom Hanks

Al via l’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma che si svolgerà fino a domenica 23 con la direzione artistica di Antonio Monda, prodotta dalla Fondazione Cinema per Roma, presieduta da Piera Detassis. L’Auditorium Parco della Musica sarà il fulcro dell’evento, con le sue sale di proiezione e il red carpet. Come ogni anno, la Festa coinvolgerà numerosi altri luoghi della Capitale, dal centro alla periferia.

Oggi grande ospite l’attore statunitense Tom Hanks, che dopo un incontro con il pubblico, ha ricevuto il premio alla carriera.

Tom Hanks, alla fine del tour fiorentino per la promozione di Inferno, nuovo film che lo vede protagonista, giunge finalmente al Festival del Cinema di Roma.  L’incontro con la stampa si è trasformato in evento animato dalla simpatia e dalla disinvoltura dell’attore due volte premio Oscar.

Hanks parlando del cinema italiano, ha espresso il desiderio di lavorare con Benigni, e la forte ammirazione verso Fellini. Passa poi al cinema americano, raccontando l’esperienza vissuta durante le riprese di Sully, prima collaborazione dell’attore con Clint Eastwood, raccontando apertamente della stima verso il regista, talmente sicuro nella scelta degli attori da non fare alcuna prova sul set.

Sottolineando che non è un artista impegnato politicamente, non poteva non esserci alcuna riflessione sulle elezioni presidenziali americane,  Hanks ha espresso la propria opinione paragonandole a un evento simile a un circo e definendo Trump come “un candidato pieno di se e di idee assurde”.
Testo: Alessia Gregoletto – Foto: Serena De Angelis

 

Claudia Cardinale consegna il premio alla carriera a Tom Hanks

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Foto: Pool/Massimiliano Rocchi