Festa del cinema di Roma, in programma dal 17 al 27 ottobre 2019.

Dieci giorni di performance e proiezioni all’Auditorium Parco della Musica per un red carpet ricchissimo che parte il 17 ottobre e si conclude il 27 ottobre. In questi giorni arriveranno a Roma Martin Scorsese, Downton Abbey,Edward Norton, Ron Howard,Bill Murrey e Wes Anderson, Benicio Del Toro…

Per tutto il periodo della Festa del cinema di Roma, le sale progettate da Renzo Piano verranno affiancate dall’adiancente Villaggio del cinema costruito per l’occasione, e il Maxxi, come sempre, diventerà un prolungamento ideale del Villaggio del cinema.

Mentre al Teatro dell’Opera, la Casa del jazz, la Casa del cinema, Palazzo Altemps, il Carcere di Rebibbia, il Policlinico Gemelli, Piazza di Pietra, via Condotti, ponte Sant’Angelo, l’isola Tiberina, la multisala Barberini e il My Cityplex Savoy ospiteranno performance, proiezioni, red carpet, incontri e mostre per una festa che non vede confini nella città di Roma, già grande set cinematografico teatro di numerosi film premiati con gli Oscar.

Quest’edizione 2019 della Festa del cinema di Roma sposa l’iniziativa go plastic-free, grazie al supporto di Marevivo e Acquachiara. Si ridurrà la plastica durante la manifestazione anche con la distribuzione di piccole borracce per l’acqua e si parlerà molto di questi temi. Registi di fama internazionale saranno presenti con i loro cortometraggi sul tema dell’ambiente.
Elenchiamo le sezioni della Festa del cinema di Roma che hanno in programma alcune novità: Selezione ufficiale | Tutti ne parlano, Eventi speciali, Incontri ravvicinati, Duel – Fedeltà / Tradimenti, Preaperture, Retrospettive, Omaggi e restauri, Riflessi, Film della nostra vita.

Per Fedeltà / Tradimenti sono state coinvolte per la prima volta ben 45 tra le personalità più interessanti del panorama intellettuale italiano, tra cui 15 scrittori o giornalisti che sceglieranno un libro e racconteranno il film tratto. Tra questi 15 ricordiamo i quattro premi Strega Edoardo Albinati, Melania Gaia Mazzucco, Francesco Piccolo e Sandro Veronesi. Un viaggio per immagini all’interno della letteratura.

L’altro format Duel vedrà due personalità del mondo artistico, della cultura e dello spettacolo sfidarsi davanti al pubblico, confrontando opinioni divergenti su temi legati al cinema, ai suoi protagonisti, alle sue storie. Si parlerà delle grandi rivalità nel cinema, una fra tutte quella Fellini/Visconti, e qui due personalità della cultura prenderanno le difese di uno e dell’altro, sostenendo la loro idea sempre attraverso il susseguirsi delle immagini tratte dai film.

Le mostre in programma, come sempre, animeranno la festa dal Maxxi a Palazzo Merulana per passare alla Casa del cinema.

Iniziamo con Martin Scorsese, che presenta il film The Irishman. Passiamo ai premi alla carriera, con Bill Murray premiato da Wes Anderson. Il secondo premio alla carriera sarà Viola Davis. Lo scrittore Bret Easton Ellis dialogherà con Antonio Monda sui grandi film degli anni Settanta. Fanny Ardant salirà sul palco dell’Auditorium Parco della Musica per uno degli Incontri ravvicinati.

Arriverà Ethan Coen, fratello di Joel, che con lui ha firmato successi quali Fargo, L’uomo che non c’era e Il grande Lebowski, per incontrare il pubblico. Benicio del Toro approderà sul red carpet per poi incontrare il pubblico sempre negli Incontri ravvicinati, dove uno dei protagonisti sarà il regista Ron Howard.

Il regista giapponese Kore-eda Hirokazu sarà protagonista di una delle Retrospettive. Edward Norton, che accompagnerà Motherless Brooklyn – I segreti di una città, film d’apertura di cui è regista e interprete, sarà il protagonista di un Incontro ravvicinato con il pubblico, durante il quale ripercorrerà la sua brillante carriera.

Il regista e sceneggiatore Bertrand Tavernier sul palco dell’Auditorium Parco della Musica approfondirà il cosiddetto cinéma de papa, quella straordinaria forma tradizionale di racconto cinematografico cara al regista, a suo tempo provocatoriamente derisa dai critici dei Cahiérs negli anni della Nouvelle Vague.

Arriviamo poi a John Travolta, che sarà protagonista di un Incontro con il pubblico dove ripercorrerà la sua carriera piena di successi e presenterà il thriller The Fanatic di Fred Durst, da lui interpretato.

Regista e scrittore tra i più affermati a livello internazionale lui, ballerina e interprete cinese tra le più apprezzate lei, Jia Zhangke e Zhao Tao saranno protagonisti di un Incontro ravvicinato durante il quale ripercorreranno la loro carriera e il loro sodalizio artistico.

Una piccola anticipazione, la Festa del Cinema di Roma 2019 comincia in realtà con un giorno d’anticipo. Il 16 viene presentato The Jesus Rolls di John Turturro. Ricordate Il Grande Lebowski, il mitico film dei fratelli Coen? Turturro torna nei panni del giocatore di bowling, con un film tutto suo. Nel cast anche Audrey Tautou, Jon Hamm e Susan Sarandon. Di super culto.
Gli altri italiani? Alessandro Piva con il suo Santa subito, docu sul femminicidio. E Il ladro di giorni con Riccardo Scamarcio: la storia di un padre e un figlio, quando il primo esce di prigione. Aggiungete Elio Germano e il suo L’uomo senza gravità.

Per gli amanti della musica, una chicca. “I Wish I Was Like You “,imperdibile docu film sui Nirvana e il 20 ottobre i giovani incontrano la “vecchia” più giovane dello spettacolo e della cultura italiana. Franca Valeri a 99 anni arriva a Roma per incontrare appunto le giovani generazioni. Nella sezione Alice nella città, l’omaggio si intitola Le donne del cinema raccontano Franca.
Da non perdere La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti, disegnatore/artista N 1. Dopo il trionfo (veramente!) al Festival di Cannes, sarà lo stesso autore a raccontarlo.

Programma completo su https://www.romacinemafest.it




DENTRO – Un film di Alexander Nelson

Foto di Massimiliano Rocchi

di Lara Ferrara

Un giovane uomo che galleggia nelle acque di un lago, un uomo adulto che si perde nelle proprie memorie per ritrovarsi…
“Dentro” un film diretto da Alexander Nelson, liberamente ispirato al racconto “Il giorno in cui mio padre mi ha insegnato ad andare in bicicletta” di Sandro Bonvissuto, tratto da “Dentro”, Giulio Einaudi Editore.
La prima volta che ho aperto il libro di Sandro Bonvissuto, “Dentro”, ne è uscito un profumo di vita vera. Come l’odore del pane appena sfornato tra i vicoli di notte. Ogni frase scritta da Sandro vive di vita propria, riattivando un’emozione. Leggere per? Leggere per sentirsi vivi,con Sandro è possibile.
Questo uomo che è uno scrigno prezioso pieno di Vita e che ogni tanto umilmente decide di regalarci le sue emozioni. Libere.
Quando mi ha detto : “Mi hanno fatto un corto su Dentro, lo proiettano alla Festa del Cinema di Roma. Vieni a vederlo?”
Ho pensato con minuziosa diffidenza che solo un capolavoro potesse essere in grado di rendere visive le parole, le filosofie delicatamente celate di Sandro.

Festa del Cinema di Roma, la proiezione.

Si sono spente le luci e mi sono ritrovata io a galleggiare in quel lago. L’intensità, mi ha colpito l’intensità con la quale le immagini e le scene sono state concepite per far riaffiorare le memorie in un’atmosfera onirica ma allo stesso tempo molto reale che ti fa entrare, che ti fa guardare DENTRO l’animo, senza troppi effetti scenici e manfrine, con classe.
Commozione, applauso. Silenzio. Un silenzio interiore piacevole, di appagante sazietà.

Mi sono fermata poi a fare due chiacchiere con il giovane produttore Valerio Orzi, direttore esecutivo – Azimuth Film Company e Alexander Nelson,regia-sceneggiatura-montaggio film DENTRO.
Partiamo da Alexander.

-Parlami delle scelte utilizzate per girare questo film

Alexander: “La scelta fondamentale è stata quella di andare a prendere uno dei capitoli del libro che ci sembrava più rappresentativo o per lo meno che a me è arrivato rispetto alle parole di Sandro. E’ stata una tipologia di lavoro molto strutturata in pre-produzione, abbiamo lavorato tantissimo sulla carta per arrivare a girare delle situazioni quasi matematiche, dove in tre giorni sapevamo esattamente dove, come e quando girare. Tutte le scelte che sono state fatte poi in post produzione ed in fase di montaggio, sono state studiate e prese in pre-produzione. Quindi è stata una regia molto studiata, quasi matematica, nonostante il look che abbiamo cercato di dare al corto un pò voyeuristico, documentaristico, con questa telecamera che racconta con ritmi dilatati e molto lenti la storia, proprio perché volevamo che lo spettatore entrasse nel ricordo. Ci sono vari spunti che abbiamo sviluppato durante il corto per rendere più o meno evidente che si trattasse di un ricordo, quindi ci sono dei momenti in qui la narrazione sembra essere meno oggettiva, più forzata, perché il pensiero è che il ricordo di un adulto rispetto ad un momento d’infanzia sia un ricordo non oggettivo fatto di momenti iperbolici, pensieri che probabilmente non sono reali ,non è il racconto della verità e le cose più piccole possono sembrare più drammatiche di quello che sono.

– Valerio ovviamente non potevo non chiederti come sei arrivato a Sandro Bonvissuto

Valerio.”Ho conosciuto Sandro una sera, quando ero a cena alla “Sagra del Vino” dove lui lavora. Un personaggio molto particolare, chi lo conosce sa che Sandro ha una visione della vita molto profonda è un filosofo di un’umanità incredibile. Una sera del duemiladodici (data di uscita del libro DENTRO) il collega amico di Sandro, Valentino, mi ha letteralmente sbattuto sul tavolo il libro. Inutile dire che me lo sono divorato in due giorni. Con la AZIMUTH FILM COMPANY volevamo produrre qualcosa di nostro in modo di far vedere le qualità della nostra società con qualcosa scelto da noi non commissionato. E come biglietto da visita abbiamo scelto il racconto di Sandro.”

– Come vi muoverete per la distribuzione?

Valerio:”Abbiamo firmato a settembre un contratto con la PREMIERE DISTRIBUTION per una anno, siamo in attesa di un riscontro e per adesso verremo distribuiti tramite i principali festival nazionali ed internazionali. il cortometraggio DENTRO sarà visibile al pubblico tra un anno circa.”

Ricordiamo che il cortometraggio DENTRO è stato proiettato presso il Teatro Studio Gianni Borgna -SALA SIAE- Auditorium Parco della Musica, all’interno della Festa del Cinema di Roma.
Il cortometraggio realizzato dall’ AZIMUTH FILM COMPANY è stato selezionato per essere proiettato all’interno dell’iniziativa Rassegna Corti NUOVOIMAIE2018.
La selezione è avvenuta ad opera del Sindacato Nazionale Giornalisti Italiani Cinematografici (SNGCI) e del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici (SNCCI).
Sono stati selezionati, per la proiezione in sala, solo 5 cortometraggi su 154.

Grazie Ragazzi.

Foto di Massimiliano Rocchi

foto di Massimiliano Rocchi




Notte magiche: l’ultimo film di Paolo Virzì chiude la Festa del cinema di Roma

di Alessia Gregoletto
La pellicola racconta di tre giovanissimi partecipanti che diventano amici per caso ad un concorso di sceneggiatura . È l’estate dei mondiali del ‘90, mentre tutta i cittadini romani hanno gli occhi puntati sulle partite, i tre protagonisti  iniziano delle “peripezie” che li portano a infilarsi in avventure alquanto amare.

Apprezzabile è la descrizione dell’ambiente decadente del cinema di quel periodo che risentiva della produzione dei film scadenti che hanno fatto da protagonista negli anni precedenti. 

Le esperienze mostrate sono vere, come la violenza, truffa, false speranze, sfruttamento, ma non sono state fatte maturare in maniera adeguata da far sì che il pubblico possa immergersi nel film.

Virzì ammette che quell’ambiente lo ha vissuto, con situazione tragicomiche che lui stesso ha dovuto passare per arrivare dove è adesso, ma questo non è bastato per far “decollare” la trama. 

Il regista ha provato a fare un film per giovani, ricalcando i film americani, senza però ottenere il risultato sperato. I personaggi dei tre ragazzi risultano caricature di se stessi, l’ambiente romano è una parodia della capitale con gruppi di suore e preti immancabili sullo sfondo. 

Il film non è all’altezza dei suoi lavori precedenti come La pazza gioia, o la Prima cosa bella. La pellicola è un esperimento, che purtroppo sembra non aver avuto il risultato sperato.

 



Stanlio & Ollio: applausi e emozione alla Festa del Cinema di Roma

di Alessia Gregoletto

La pellicola proiettata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, narra il periodo più problematico per il duo comico Stanlio & Ollio, nome originale Laurel & Hardy.

Il regista Jon S. Baird in conferenza stampa racconta che questi ultimi mesi delle loro carriere aveva il potenziale narrativo << … Il film parla delle persone fuori dal grande schermo, delle loro personalità… abbiamo lavorato con i nipoti, sfogliato il materiale di archivio, parlato con chi ha lavorato con loro… Non è una sorpresa che la loro amicizia si sia consolidata a fine carriera>>. Relazione che si è solidificata più che mai a causa dei problemi di salute e economici a cui entrambi dovevano far fronte.

Steve Coogan, che riveste i panni di Stanlio, racconta che fin da giovane vedeva quel personaggio come un punto di riferimento: << Mi esercitavo davanti allo specchio per migliorare l’imitazione… La costruzione del carattere parte dall’alto fino alle radici delle sua personalità, l’aspetto fisico se pur identico è inutile se la personalità è vuota>>

John C. Reilly interprete di Ollio, racconta di uomo sensibile: << Era un inguaribile romantico… è stato bello considerare questa sua personalità, i due personaggi si completano a vicenda>>. Reilly parlando del costume di Ollio: << E’ stato come recitare dentro una maschera, ho provato grande empatia…>>.

La pellicola è stata accolta con grande con entusiasmo dal pubblico e dalla stampa, è commovente, mostra la vera vita dei due comici oltre il cinema in bianco in nero. Le interpretazioni sono perfette, il trucco, specialmente quello di Ollio, è studiato nei minimi dettagli tanto da avere una somiglianza impeccabile. 

La pellicola sarà distribuita nelle sale da Lucky Red in Italia dal 31 gennaio. 

 



Sigourney Weaver: ero troppo alta per fare la “fidanzatina”

di Alessia Gregoletto

Sigourney Weaver, attrice icona del genere fantascientifico, ha preso parte alla settima giornata di Festival del Cinema di Roma. La Weaver che deve la sua fama alla saga di Alien di Ridley Scott, passando a Ghostbusters e a blockbuster come Avatar

È figlia d’arte, il padre lavorata in televisione, la madre era attrice << Mio padre mi ha fatto innamorare del mondo dello spettacolo, tornava a casa la sera entusiasta e raccontava del suo lavoro, ciò mi ha fatto sentire una inclinazione alla recitazione… mia madre invece aveva una visione più pessimistica>>.

Sigourney Weaver non ha mai rivestito ruoli stereotipati tipici di Hollywood: << Fisicamente  non sono mai stata adatta per quel genere di ruoli, dovevi essere bionda con gli occhi azzurri, ero troppo alta per fare la “fidanzatina”>>

Alien è stato e rimarrà il punto cruciale della sua carriera: <<La fantascienza è una parte molto importante della letteratura in America… non ho mai avuto il progetto di divenire un’icona di questo genere cinematografico… per quanto riguarda il film Alien, Ridley Scott era al suo secondo lavoro, non gli piaceva fare molte prove… c’era molta improvvisazione… fu una grossa sfida, mi mancava il teatro, ma vedendo la pellicola capii che non c’era mai stato nulla di questo genere, era  innovativo>>.

Parlando del suo amore nei confronti del cinema italiano: << Guadagnino mi ha chiesto di far parte di un paio dei suoi film… i film italiani sono stati essenziali nel panorama cinematografico degli ultimi sessant’anni…>>.

 

 



Jan Palach: pubblico commosso alla Festa del Cinema di Roma

di Alessia Gregoletto

Jan  Palach, film cecoslovacco del regista  Robert Sedlácek,  presentato alla Festa del cinema di Roma, è stato acclamata dal pubblico in sala con grande commozione.

E’ una pellicola biografica, narra l’ultimo anno di vita di un giovane che si trasferì dalla provincia a Praga per frequentare l’università. Durante i suoi studi di filosofia  avvenne  l’invasione della capitale da parte dei Sovietici.

 Jan sviluppa un forte sentimento di delusione nei confronti di ciò che prima gli era tanto caro, amici, compagni di studi, la madre, il professore universitario per il qual nutriva ammirazione, tutti punti di riferimento che incominciarono a piegare la testa alla attuale situazione politica, persone che a lui amava avevano incominciato ad assecondare tutto ciò per cui lui lottava. La vita di Jan tra il 1968 e 1969 cambiò completamente.

Incominciò a prendere parte alle proteste, venne minacciato per le sue idee e anche percosso. Per lui la situazione era divenuta insostenibile, e fu in quel momento che decise di fare la protesta definitiva per attirare l’attenzione sui problemi che nessuno riusciva ad affrontare, prese ad esempio il monaco buddhista vietnamita che si diede fuoco a Saigon nel 1963. Il 19 gennaio 1969 Jan Palach nella piazza di San Venceslao si cosparse di benzina e si lasciò avvolgere dalle fiamme,  lasciando una lettera nella quale invitava tutto il popolo a fare uno sciopero contro la dominazione sovietica e l’abolizione della censura.  L’interpretazione dei giovani attori ha colto nel segno  adattandosi perfettamente al contesto.

Palach viene tutt’oggi considerato eroe nazionale dal popolo cieco, il suo gesto passò alla storia, e fu il preludio della  Primavera di Praga, il periodo di liberalizzazione politica avvenuto in Cecoslovacchia per liberarsi dal controllo dell’Unione Sovietica. Il film è toccante e essenziale, ed è grazie a questi elementi che si riesce ad apprezzare la storia di un giovane che combattendo per il proprio paese divenne a suo malgrado un eroe.




Alla Festa del Cinema di Roma il cortometraggio di “Dentro”, libro di Sandro Bonvissuto

Lunedì 22 ottobre 2018 all’interno della Festa del Cinema di Roma sarà trasmesso il cortometraggio del libro dello scrittore Sandro Bonvissuto, “Dentro”.
Sono tre i racconti che compongono Dentro, libro di esordio di Sandro Bonvissuto,laureato in filosofia alla Sapienza.
Molto più che una raccolta:un protagonista, una voce,legati in una struttura narrativa al tempo stesso rigorosa e originale, che driblano tra le tre diverse stagioni dell’esistenza.
La proiezione avverrà dalle ore 13.30 presso il Teatro Studio Gianni Borgna -SALA SIAE- Auditorium Parco della Musica, Roma.
Il cortometraggio “Dentro” è stato realizzato dall’ @azimuthfilmcompany ed è stato selezionato per essere proiettato all’interno dell’iniziativa Rassegna Corti NUOVOIMAIE2018.
La selezione è avvenuta ad opera del Sindacato Nazionale Giornalisti Italiani Cinematografici (SNGCI) e del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici (SNCCI).
Sono stati selezionati, per la proiezione in sala, solo 5 cortometraggi su 154.

“Mi presero le impronte delle dita. Dopo aver raccolto tutte le mie generalità e fatto le fotografie, mi presero anche le impronte delle dita delle mani. E ora stavano su un foglio, sopra il tavolo, proprio davanti a me; sembravano un segreto svelato, una cosa che, fino a poco prima, era intima e privata, e che invece d’ora in avanti tutti avrebbero potuto vedere. Senza dovermi chiedere niente (…) Da quel momento in poi avrebbero continuato a vivere ma senza di me. E io senza di loro.”

Sandro Bonvissuto, Dentro

Vi aspettiamo.

ROME, ITALY – MAY 21: (EDITOR’S NOTE: Image has been desaturated) Author Sandro Bonvissuto poses at Lungotevere Testaccio on May 21, 2012 in Rome, Italy. The first book by Italian writer Sandro Bonvissuto ‘Dentro’ (Inside), will be out in the bookshops tomorrow and many critics are already talking about an announced success. (Photo by Franco Origlia/Getty Images)




Fahrenheit 11/9: perchè gli americani hanno votato Trump

di Alessia Gregoletto

Il nuovo documentario di Micheal Moore, Fahrenheit 11/9, indaga sulle cause che hanno spinto milioni di americani a votare Donald Trump. 

Il regista non risparmia nessuno e lo fa esprimendo tutto il rammarico che gli americani hanno iniziato ad accumulare già durante il mandato di Bill Clinton, con il iniziò il declino della politica americana, declino che secondo Moore è stato scaturito dagli innumerevoli compromessi che il partito democratico ha fatto con il partito repubblicano. Tra questi la tragica situazione di Flint, città del Michigan, i cui abitanti combattono contro l’avvelenamento dell’acqua, una tragedia sembrerebbe causata da uno dei protetti dello stesso Trump, Snyder, che per arricchirsi e arricchire i sui colleghi avrebbe fatto costruire un nuovo acquedotto, che non preleva più l’acqua non contaminata dal lago Huron, bensì dal fiume Flint, all’interno del quale vanno a finire tutti gli scarti industriali.  Le proteste dei cittadini sono state vane. Persone che fino al giorno prima usufruivano della migliore acqua del Michigan, si sono ritrovati con bambini la cui percentuale di piombo nel sangue presentava dati che andavano dal 5 fino al 14 percento (il massimo consentito dalla legge è il 3%), e come se ciò non bastasse, tali risultati vennero fatti insabbiare e modificare in maniera tale da far credere ai genitori che i propri figli fossero sani.

Nel 2016 Obama andò nella città di Flint per occuparsi di persona del gravissimo problema, ma tutto quello che ricevettero gli abitanti, come dice lo stesso regista,  fu “una pugnala al cuore”, Barack non fece nulla, non prese provvedimenti. Gli abitanti di questa città tutt’oggi pur trovandosi nello stato con la più alta presenza di bacini idrici di tutti gli Stati Uniti, hanno ancora acqua marrone che esce dai rubinetti, persone che muoiono di legionella, percentuali pericolosissime di piombo nel sangue, e il continuo dover scegliere tra acqua in bottiglia costosa o medicinali anche più cari. E proprio questa delusione fatta dal precedente Presidente nei confronti dei suoi stessi elettori, ha fatto sì che questi ultimi, ormai traditi da chi doveva a occuparsi di loro, non avessero più nessuno al governo che li rappresentasse, portandoli allo smarrimento delle elezioni del  2016, favorendo inconsapevolmente la vincita di Trump, uomo che gli stessi media avevano sottovalutato, tanto da soprannominarlo  “TheDonald”.

Per Moore dunque le colpe ricadono non solo nel partito democratico che aveva abbandonato la classe operaia, ma anche sui media, lo stesso regista afferma: <<non hanno prestato attenzione, lo hanno sostenuto e amato… questo perché ( i media) non vanno per strada o cercano di capire ciò che pensa la gente… per decenni Donald Trump è stato intrattenimento da tabloid… tutti risero quando propose di candidarsi>>. 

Moore fa riflettere su tutte le sfaccettature mettendoci in guardia, perché coime ciò è accaduto in America, Paese che per anni ha rappresentato l’emblema della democrazia, potrebbe accadere anche in altre parti in parti del mondo in cui tutto ciò sembrerebbe assurdo.

 



FESTA DEL CINEMA DI ROMA 18 | 28 ottobre 2018

Si apre la tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma 2018. Sempre più ricca di film e anteprime, tanti ospiti ed incontri con i grandi del cinema internazionale e nostrano.
La Festa del Cinema di Roma, che si svolgerà dal 18 al 28 ottobre 2018, arriva al pubblico con un programma ricco di proiezioni e novità, di omaggi e di inediti pronti a sbarcare nella cornice capitolina dell’Auditorium. Cosa ci aspetta alla Festa del Cinema di Roma 2018?

Ecco una guida completa, con news e informazioni utili sui film, sugli ospiti, i red carpet e su tutto quello che dobbiamo sapere su questo fondamentale evento dell’autunno cinematografico romano.

Programma Ufficiale:

Lo scandalo del Watergate alla Festa del Cinema: in arrivo tutti gli episodi della nuova serie firmata dal premio Oscar® Charles Ferguson

Due nuovi Incontri Ravvicinati nel programma della tredicesima edizione: sul palco dell’Auditorium si alterneranno Jonathan Safran Foer, talento della narrativa mondiale, e Thierry Frémaux, Delegato Generale del Festival di Cannes

Per non dimenticare: a settantacinque anni dal rastrellamento del ghetto di Roma e a ottanta dalle leggi razziali, una serie di proiezioni racconta le persecuzioni e l’Olocausto sul grande schermo

La serie Watergate, diretta e prodotta da Charles Ferguson, sarà presentata alla tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, che si svolgerà dal 18 al 28 ottobre 2018 presso l’Auditorium Parco della Musica. Lo annuncia il Direttore Artistico Antonio Monda in accordo con Laura Delli Colli, alla guida della Fondazione Cinema per Roma, e Francesca Via, Direttore Generale.

Basata su uno dei più grandi scandali politici della storia statunitense, la nuova serie targata History Channel ripercorre i fatti che, fra il 1972 e il 1974, hanno portato il presidente Richard Nixon alle dimissioni. Il regista Charles Ferguson, Oscar® al miglior documentario per Inside Job, candidato allo stesso premio per No End in Sight, ricostruisce l’intera vicenda con una narrazione coinvolgente e accattivante, supportata da un ventaglio di immagini e materiali inediti, alcuni recuperati grazie alle più recenti tecnologie informatiche. Watergate si avvale inoltre di registrazioni d’archivio, trascrizioni di processi, testimonianze e nuove interviste realizzate con i membri del Congresso, lo staff dell’amministrazione Nixon, i pubblici ministeri e i giornalisti. Sullo sfondo, la guerra del Vietnam, i cambiamenti socioculturali innescati negli anni sessanta e la comparsa di un nuovo soggetto globale rappresentato dalla Cina.

Il romanziere e saggista Jonathan Safran Foer, considerato uno dei maggiori talenti della narrativa mondiale, sarà protagonista di un Incontro Ravvicinato durante la prossima Festa del Cinema. Autore di bestseller venduti in tutto il mondo, Safran Foer ha investigato nelle memorie e nell’attualità della società contemporanea con “Ogni cosa è illuminata” e “Molto forte, incredibilmente vicino” (da cui sono stati tratti due film), ha approfondito questioni etiche e ambientali di straordinario rilievo nelle pagine di “Se niente importa”, e ha affrontato successivamente, con “Eccomi”, il tema della famiglia e dell’identità ai nostri giorni. Sul palco dell’Auditorium Parco della Musica, Safran Foer parlerà della sua opera approfondendo il rapporto fra letteratura e cinema.

Il programma degli Incontri Ravvicinati si arricchirà inoltre della presenza di Thierry Frémaux: il noto critico cinematografico francese, Delegato Generale del Festival di Cannes, Direttore dell’Istituto Lumière di Lione, incontrerà il pubblico della Festa del Cinema per discutere l’attuale significato dei festival cinematografici e la loro possibile evoluzione.

Fra i protagonisti, già annunciati, degli Incontri Ravvicinati della tredicesima edizione ci saranno – oltre ai due Premi alla Carriera Isabelle Huppert e Martin Scorsese – Sigourney Weaver, Giuseppe Tornatore, Pierre Bismuth e, in merito ai mestieri del cinema, Luca Bigazzi e Arnaldo Catinari, Giogiò Franchini e Esmeralda Calabria.

Il 16 ottobre del 1943, le truppe tedesche della Gestapo effettuarono il rastrellamento del ghetto di Roma: a settantacinque anni da quei drammatici eventi, il “sabato nero” sarà ricordato attraverso due proiezioni inserite fra le preaperture della Festa del Cinema, in collaborazione con Roma Capitale, Fondazione Museo della Shoah e Istituto Luce Cinecittà. In programma, La retata. Roma, 16 ottobre 1943 di Ruggero Gabbai, docufilm che ricostruisce, attraverso dichiarazioni di testimoni e documenti, le tappe di questo doloroso capitolo, il primo grande arresto di massa degli ebrei nel nostro Paese, sfociato poi nella deportazione nel campo di concentramento di Auschwitz. A ottanta anni dalla promulgazione delle leggi razziali, 1938 – Quando scoprimmo di non essere più italiani di Pietro Suber affronta le vicende di italiani, ebrei e non, durante il periodo che va dalla pubblicazione dei provvedimenti emanati dal regime fascista (1938) alla fase delle deportazioni dall’Italia (1943-1945).

Durante la Festa del Cinema, sarà poi presentato Who Will Write Our History di Roberta Grossman, prodotto da Nancy Spielberg e basato sull’omonimo libro di Samuel Kassow: il documentario racconta le vicende dello storico Emanuel Ringelblum che realizzò, in segreto, all’interno del ghetto di Varsavia, un archivio che si è poi rivelato uno dei più importanti relativi all’Olocausto. Si terrà, infine, un omaggio al cinema di Claude Lanzmann con la proiezione di Sobibor – 14 ottobre 1943, ore 16.00. Noto per il suo impegno nel racconto dell’Olocausto, autore del film Shoah, Lanzmann firma un documentario sull’unica vittoriosa rivolta di ebrei internati nei campi di concentramento. A Sobibor, dove i prigionieri venivano sterminati appena dopo il loro arrivo, un piccolo gruppo di detenuti, sotto la guida di un capitano ebreo dell’Armata Rossa, decise di uccidere i pochi tedeschi che presidiavano il campo.

“Il cinema è anche memoria, rispetto, testimonianza – ha detto Antonio Monda – Sono particolarmente orgoglioso di ricordare uno dei momenti più tragici del novecento in un programma speciale della Festa del Cinema. Oltre a tre nuovi documentari celebreremo il grande Claude Lanzmann con una delle sue opere più vibranti”.




“Cocktail Bar”. Storie di Jazz per La Festa del Cinema di Roma

In occasione dell’apertura della 13a Festa del Cinema di Roma, la Casa del Jazz, ha ospitato un interessante progetto aprendo le sue porte a immagini e musica.

L’idea della rassegna Magico Accordo, ideata da Mario Sesti e patrocinata da Musica per Roma, è, infatti, quella di enfatizzare il connubio di due mondi artistici da sempre in estrema relazione, attraverso un abile intreccio di suggestioni e messaggi. 

Per il primo incontro del 12 ottobre, Stefano Landini e Tony Lama, hanno presentato in anteprima il loro film documentario Cocktail bar, Storie jazz di Roma, di note, di amori, ricostruzione di uno spaccato di vita di uno dei locali storici di una Roma che ha visto nascere molti dei talenti del jazz italiano. Obiettivo del documentario è raccontare quella parentesi storica, i personaggi che l’hanno contraddistinta e le loro influenze, ma soprattutto lasciare una testimonianza di un mondo che probabilmente non esisterà più.

Il club musicale in questione è il Music Inn, fondato negli anni Settanta dal principe Pepito Pignatelli e dalla moglie Picchi, che divenne presto un ritrovo internazionale di musicisti che scrissero uno scorcio importante della storia del jazz. Passarono da qui i più grandi maestri, da Chet Baker a Bill Evans, da Charlie Mingus a Dexter Gordon, ma anche quelle che sarebbero diventate le nuove leve del panorama musicale italiano.

Attraverso la voce di artisti come Pupi Avati, Tommaso, Renzo Arbore, Franco D’AndreaRoberto Gatto, Biriaco, Antonello Salis, Adriano Mazzoletti, il documentario ci racconta la nascita e l’evoluzione del club e i suggestivi aneddoti ad esso legati, ricostruendo il clima di quei giorni, le dinamiche e gli incontri che animarono quelle notti romane.

 

La colonna sonora, caratterizzata da una vena nostalgica, è firmata da Massimo Fedeli, che per l’occasione si è esibito subito dopo la proiezione insieme a Bruno Biriaco alla batteria, Luca Pirozzi al contrabbasso, Aldo Bassi alla tromba, Gianni Savelli al sax tenore e Massimo Fedeli al pianoforte.

La rassegna continuerà con altri due incontri con due autorevoli musicisti, il primo il 22 ottobre con Enrico Pieranunzi, dedicato alla figura di Herbie Hancock e alle sue colonne sonore: Blow Up, Death Wish, Round Midnight,  e il secondo il 27 ottobre con Lino Patruno, dedicato a Woody Allen, che proveranno a raccontare l’affascinante connubio tra musica e cinema.