American Moon, Il film documentario di Massimo Mazzucco che le reti nazionali non manderanno mai in onda – Il 15 luglio al Piccolo Eliseo!

Il 20 luglio 2019 ricorre il cinquantesimo anniversario dell’allunaggio
… e sono cinquant’anni che si discute sulla veridicità dei viaggi lunari. Durante questi decenni in tanti si sono interrogati su particolari fotografici o ambientali che risultano incongruenti nelle immagini diffuse in tutto il mondo. La teoria alternativa non è frutto di mero “complottismo”, ma nasce da una accurata analisi, da parte dei professionisti del settore, che porta a concludere che in realtà le storiche immagini dell’uomo sulla luna siano state riprese sulla terra, in uno studio segreto della NASA.

Il 15 luglio al Piccolo Eliseo ospiteremo Massimo Mazzucco e la proiezione del suo documentario American Moon, un film che finalmente riunisce in un’opera unica tutte le migliori argomentazioni a favore degli allunaggi e tutte le argomentazioni contrarie, comprese alcune prove mai presentate prima.

Le Missioni Apollo furono vere, o furono solo una versione più sofisticata della stessa fantasia realizzata da George Méliès nel suo famosissimo film del 1902, Viaggio sulla Luna?

Mentre la storiografia ufficiale ci racconta di un presidente Kennedy lanciato a testa bassa nella conquista del nostro pianeta, alcuni documenti storici, resi pubblici di recente, ci mostrano invece un Kennedy molto più dubbioso e meno entusiasta nel perseguire quello che lui stesso, in privato, definiva “un rischioso numero da circo, che non vale tutti quei milioni di dollari”.

Se a questo si aggiungono le crescenti difficoltà tecniche che la NASA andava incontrando, man mano che la fatidica scadenza del decennio si avvicinava, diventa plausibile ipotizzare che ad un certo punto abbiano scelto la strada della messinscena, non tanto per una maliziosa volontà di ingannare il mondo, quanto piuttosto per la loro impossibilità di ammettere un fallimento di tale portata davanti al mondo intero.

Una volta lanciata la sfida, gli americani non avrebbero mai potuto tirarsi indietro.

Al film partecipano anche diversi fotografi professionisti di livello mondiale, quali Aldo Fallai, Peter Lindbergh e Oliviero Toscani, che ci offrono la loro analisi tecnica sulle fotografie delle missioni Apollo. Vengono così spiegati, anche per i meno esperti, quali siano i problemi reali che emergono da queste fotografie, e che portano tutti a concludere che per realizzare quelle immagini siano state usate delle fonti luminose artificiali, e non la luce del sole. E che fossimo quindi sulla terra, e non sulla luna.

Segue dibatto alla presenza del regista Massimo Mazzucco.




Il ritorno di Francis Ford Coppola con il suo progetto personale più ambizioso:la saga Megalopolis

di Lara Ferrara

Il ritorno di Francis Ford Coppola con il suo progetto personale più ambizioso:la saga Megalopolis che, in cantiere da decenni, è in attesa di coinvolgere nuovi “pionieri” del cinema, attori e finanziatori capaci di affidarsi al rischio e alla scoperta di orizzonti inattesi e imprevisti.
A ben otto anni dalla sua ultima pellicola, Twixt del 2011, Francis Ford Coppola, regista icona del cinema mondiale, prepara finalmente il suo ritorno nelle sale, e si tratta forse di uno dei progetti più ambiziosi della sua carriera. Il regista che presto presenterà al Tribeca Film Festival una nuova versione in 4K ed estesa del suo cult Apocalypse Now, inizia la produzione di un suo progetto, di fatto, scritto nel 1983.

La sceneggiatura di Coppola comprende numerosi personaggi, e diversi decenni fa il film prevedeva il coinvolgimento di numerosi interpreti di spicco come Warren Beatty, Parker Posey, Robert De Niro, Russell Crowe, Nicolas Cage, Paul Newman, James Gandolfini, Edie Falco, Claire Danes, Kevin Spacey, e Meryl Streep. Il regista aveva iniziato delle riprese preliminari, ma l’11 settembre bloccò definitivamente il progetto, considerando che il film prevedeva una sequenza di disastro ambientata proprio a New York City.

“Ho in programma quest’anno di iniziare un lavoro importante utilizzando tutto ciò che ho imparato durante la mia lunga carriera, fin da quando a 16 anni ho iniziato facendo teatro. Sarà epico su larga scala, intitolato Megalopolis”, ha rivelato Coppola,”È insolito; sarà una produzione su larga scala con un cast di grandi dimensioni. Farò uso di tutti i diversi stili provati per i miei film che culminano in quella che penso sia la mia voce e le mie aspirazioni. Non è nella corrente principale di ciò che viene prodotto ora, ma io intendo, desidero e, di fatto, ho incoraggiato a iniziare la produzione quest’anno”.

Secondo le prime indiscrezioni anche Jude Law potrebbe essere coinvolto nel progetto. Il regista sta preparando un nuovo progetto che va contro la corrente hollywoodiana del momento, le voci vogliono che la pellicola sia un misto tra Metropolis di Fritz Lang e La fonte meravigliosa di Ayn Rand.

Da tempo assente dal grande schermo, Coppola ci tornerà dunque con un film che aveva scritto nei primi anni Ottanta, ma quando finalmente era pronto a realizzarlo avvennero gli attentati dell’11 settembre 2001 e il progetti venne abbandonato.La storia è infatti ambientata a New York, dove un architetto cerca di ricostruire una versione utopistica della città dopo una catastrofe.

“Nel cinema come nella vita cerco tutte le avventure possibili senza necessariamente sapere se ci sarà un ‘happy ending’, anche se la speranza è che alla fine l”happy ending’ arrivi”

Coppola definisce il cinema moderno “molto industriale” al pari di altre industrie,come quella alimentare, punta a far soldi con film di scarsa qualità distribuiti in tutte le salse, con i soliti supereroi a vincere il nemico.
Un’arte che il maestro definisce “malata”. Sintomo di quella spinta a cercare la felicità nella ricchezza che contagia anche la società, in particolare quella americana dove c’è “un governo assurdo” e dove oltre ad avere grossi problemi con le armi c’è un problema più latente, la “salute mentale”.

Il futuro però è dei giovani, “Sono loro -dice il regista- capaci di vedere oltre”. Un po’ come fece Xerox con Ibm diventando pioniere delle fotocopiatrici e poi surclassata a sua volta da Apple che con un rampante Steve Jobs scommise sul pc con interfaccia a icone e mouse. La scommessa moderna per il cinema è puntare sulle produzioni indipendenti.

“E se non si consente ai giovani di sviluppare dei piccoli film indipendenti, che siano da un milione di dollari o molto meno costosi, magari girati con un iPhone, non riusciremo ad avere qualcosa di davvero significativo”…

In tanto aspettiamo con ansia l’ultimo capolavoro del Maestro




Gran Galà al Rome Cavalieri Waldorf Astoria, appuntamento per la seconda edizione della Gaynor Fairweather Cup

Riflettori accesi a Roma su Gaynor Fairweather MBE, star assoluta nel mondo delle danze latino americane, 14 volte campionessa del Mondo e suo marito Mirko Saccani, il più grande coreografo della disciplina. La coppia torna a far danzare la Capitale con l’attesissimo appuntamento della seconda edizione della Gaynor Fairweather Cup che, dopo il successo riscosso lo scorso anno, ha attirato l’interesse della stampa e di un pubblico sempre più vasto, grazie anche alla grande attenzione verso il ballo creata in Italia dal programma “Ballando con le Stelle”.

“Vogliamo replicare e superare il successo della prima edizione, portando anche quest’anno a Roma le più importanti coppie della categoria amatori di danze latino americane che si sfideranno in un appassionante contest per la seconda edizione della Gaynor Fairweather Cup – affermano Gaynor e Mirko – confermando il matrimonio d’amore con l’incantevole Rome Cavalieri Waldorf Astoria, la struttura più prestigiosa della Capitale che sarà teatro anche di questa nuova edizione. Siamo onorati di avere anche quest’anno al nostro fianco il noto coreografo e ballerino Stefano Oradei nell’ideazione e nell’organizzazione di questo evento che sta destando una crescente attenzione in tutto il panorama mondiale di danze latino americane”. Un contest di livello assoluto che, anche quest’anno, si arricchisce di un attesissimo PRO-AM Show Case che coinvolgerà diverse coppie formate da business women provenienti da tutto il mondo, che si esibiranno danzando in coppia con grandi professionisti, al cospetto di una giuria internazionale di grandissimo prestigio che, presieduta dalla stessa Gaynor, vede anche quest’anno la presenza di importanti personaggi del mondo delle danze latino americane come Caterina Arzenton, Paulina Kazachenko, Veera Kinnunen, Nancy Berti, Andrei Mosachuk e Debby Posti.

Chi si aggiudicherà la seconda edizione della Gaynor Fairweather Cup, succedendo alla coppia slovena Klemen Prasnikar & Alexandra Averkieva che ha trionfato nel 2018? La gara è già partita e l’interesse per questa nuova sfida ha acceso anche l’attenzione di partner di grande prestigio, prima fra tutte la stilista Paola Tienforti, titolare del marchio Paola T. che realizzerà alcuni dei premi personalizzati, affiancandosi all’organizzazione nelle premiazioni di questo secondo appuntamento che avrà luogo nel corso di un esclusivo gala dinner, all’interno del quale i prestigiosi ospiti della serata potranno ammirare da vicino le evoluzioni dei più grandi ballerini del mondo, gustando, anche quest’anno, le prelibatezze preparate per l’occasione degli chef del Rome Cavalieri servito nel Salone dei Cavalieri elegantemente allestito grazie al magistrale coordinamento di tutti i prestigiosi partner da parte della Event Manager Tiziana Amorosi d’Adda.

Per la realizzazione dell’evento si ringrazia:

Francesca Neri Event
My Boutonneire
Festa LTL
Antonio Maria Arbues
Walter Karuc

Pres Office

Excelsum Publisher:info@maxpiccinno.com




Al via un week end all’insegna della musica – “Festa della Musica di Roma” a Palazzo delle Esposizioni, Mattatoio e Macro Asilo

In occasione della Festa della Musica di Roma 2019 il 21 giugno l’Azienda Speciale Palaexpo presenta tre eventi gratuiti uno a Palazzo delle Esposizioni, un altro al Mattatoio.
e un altro al Macro Asilo. Nello spazio della rotonda del Palazzo delle Esposizioni alle 20.00, alle 21 e alle 22 è in programma ALEAtology, una performance musicale che nasce da una riflessione sul valore che ha avuto la lunga e appassionata ricerca musicale e vocale di Demetrio Stratos e Cathy Barberian. I due musicisti in scena, Marco Sinopoli alla chitarra e alla tastiera e Daphne Nisi, alla voce e agli effetti, rivisiteranno alcuni brani con l’ausilio di strumenti ed effettistica dalle sonorità moderne e inusuali. Alla performance prenderanno parte alcuni dei migliori studenti del conservatorio di Santa Cecilia che si cimenteranno nell’esecuzione di composizioni estemporanee e nell’improvvisazione vocale in un cerchio esteso e interattivo con il pubblico. L’esibizione esplorerà generi musicali diversi, dalla la micropolifonia di Ligeti all’improvvisazione jazz, passando per Cage, Maderna e Berio.

L’intento è quello di esplorare e mettere in evidenza l’importanza dell’improvvisazione e della ricerca in musica e quanto questo contribuisca alla crescita espressiva e all’evoluzione artistica e non solo. Attraverso l’utilizzo di varie tecniche e vari stili ispirati da pensieri e citazioni di personaggi che lungo la storia si sono confrontati con l’argomento, il pubblico si immergerà in un flusso sonoro che andrà da un brano all’altro, passando per varie epoche e vari generi musicali, in un viaggio all’insegna della sperimentazione.

Sempre venerdì 21 giugno al Teatro 1, de La Pelanda del Mattatoio sarà possibile partecipare allo spettacolo “Racconti Americani” un progetto della compagnia Muta Imago che unisce tre “racconti per suoni e immagini” ispirati ad altrettante opere letterarie, che saranno presentati uno di seguito all’ altro, per offrire una esperienza immersiva originale.

Lo spettacolo intende restituire a una dimensione orale e visiva immersiva lo spirito di tre grandi storie di autori nordamericani, scritte a metà del XIX e del XX secolo. Le tre storie sono legate dal tema del conflitto. “Fare un fuoco” di Jack London, nel presentare la vicenda di un uomo che cerca di sopravvivere al freddo dell’Alaska, parla del conflitto tra l’uomo e la natura. “Bartleby” di Herman Melville, che ha per protagonista un giovane scrivano che da un certo momento in poi rifiuta di fare alcunché, ci racconta del conflitto tra l’uomo e la società. “The River”, liberamente tratto dal racconto “Il nuotatore” di John Cheever è un salto improvviso nella contemporaneità, che affronta la questione del conflitto tra l’uomo e se stesso, nel racconto del viaggio attraverso una calda giornata d’estate suburbana. Ognuno di questi “racconti per suoni e immagini” è presentato all’interno di una installazione scenografica particolare costruita in relazione al tema specifico. Li accomuna la stessa modalità di restituzione: una voce narrante, una colonna sonora e un video originali. La volontà è quella di creare esperienze immersive che puntino a suscitare una piena immedesimazione tra gli spettatori e i protagonisti dei racconti e a riscoprire la bellezza della dimensione orale, della semplice narrazione di una storia.

Muta Imago è una compagnia teatrale e un progetto di ricerca artistica nato a Roma nel 2006 e che lavora tra la Capitale e Bruxelles. È guidata dalla regista Claudia Sorace e da Riccardo Fazi, drammaturgo e sound designer. È composta da tutte le persone che sono state, sono e saranno coinvolte nella realizzazione dei lavori.

È alla continua ricerca di forme e storie che mettano in relazione la sfera dell’immaginazione con quella della realtà presente, umana, politica e sociale. Per questo realizza spettacoli, performance,

installazioni, dove lo spazio è quello del rapporto e del conflitto tra l’essere umano e il suo tempo.

Al Macro Asilo è in programma nel Foyer dalle 19 alle 20 “B(L)(E)(E)(N)DINGS” la performance musicale di Luca Forcucci, un evento realizzato con il supporto di Pro Helvetia, Fondazione Svizzera per la cultura e Fondazione Nicati-de Luze. Un incontro tra la musica elettroacustica e gli strumenti indigeni del Sud Africa e di Lesotho, risultato di tre anni di collaborazioni e ricerche musicali in Mozambico, Eswatini, Limpopo, Johannesburg, Pretoria, Cape Town, Durban e East Coast.

Durante il concerto saranno proiettati dei video inediti in 16mm girati negli anni ’70 in Sud Africa e Lesotho, a

cura di Phill Niblock.

INFORMAZIONI
21 giugno –

Festa della Musica di Roma 2019
WWW.FESTADELLAMUSICAROMA.IT

Palazzo delle Esposizioni – Rotonda

Ingresso libero

via Nazionale 194

www.palazzoesposizioni.it

ore 20:00, 21:00 e 22:00

ALEAtology – esperimenti sonori

Demetrio e Cathy ai tempi della loop station

a cura del Dipartimento di Canto jazz del Conservatorio di Santa Cecilia

Laboratorio di Canto diretto dal M* Carla Marcotulli

Performance con:

Daphne Nisi – Voce, effetti

Marco Sinopoli – Chitarra, tastiera

e la partecipazione di: Paola Bivona, Tiziana Cavone, Giordana Gorla, Anna Incontro, Veronica Marini, Federica Mazzagatti, Beatrice Patricola, Chiara Piccione, Veronica Santonaso, Katia Valente

Special Guest: Carla Marcotulli

MATTATOIO

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Roma, Piazza Orazio Giustiniani 4

www.mattatoioroma.it

MUTA IMAGO “Racconti Americani”

19:30 Fare un fuoco

20:30 Bartleby

21:30 The River

Ideazione Muta Imago

regia Claudia Sorace

drammaturgia e voce narrante Riccardo Fazi

video Maria Elena Fusacchia

musiche originali V. L. Wildpanner

Macro Asilo
Ingresso Gratuito
Roma, Via Nizza 138
www.museomacro.it

Dalle 19 alle 20
“B(L)(E)(E)(N)DINGS”

di Luca Forcucci

con il supporto di Pro Helvetia, Fondazione Svizzera per la cultura e Fondazione Nicati-de Luze

AZIENDA SPECIALE PALAEXPO

www.palaexpo.it




Festival del Tango di Trani. Presentata la VII edizione del prestigioso festival presso l’ufficio culturale dell’Ambasciata argentina a Roma

Sempre più forte il legame tra Trani e l’Argentina nel segno del tango e di Astor Piazzolla. Presentata in pieno centro a Roma, nella prestigiosa sede dell’Ufficio culturale dell’Ambasciata Argentina in Italia di Palazzo Coppedè in via Veneto, la VII edizione del Festival del Tango di Trani. La cittadina del nord barese, denominata Perla dell’Adriatico, fu culla fervida e prolifica di uno dei maggiori compositori contemporanei, Astor Piazzolla, che ha rivoluzionato e innovato la musica da tango. Suo nonno pescatore, Pantaleone, partì proprio dalle sponde tranesi alla volta dell’Argentina in cerca di fortuna e futuro. È di qui, dalle ascendenze tranesi del polistrumentista e compositore Piazzolla, che è partita l’idea degli organizzatori del festival, Claudia Vernice e Giuseppe Ragno dell’associazione culturale Inmovimento, per attrarre a Trani appassionati e professionisti del mondo tanguero. A sugellare il crescendo del successo del Festival quest’anno, oltre al patrocinio dell’Ambasciata argentina in Italia, si è sommato un importante riconoscimento della Fundacion Astor Piazzolla, attribuito direttamente da Laura Escalada Piazzolla, vedova del compianto musicista, nonché presidente della stessa fondazione, che lo ha accreditato come uno dei migliori festival di tango al mondo. Trani, infatti, si prepara a divenire capitale del tango dall’11 al 14 luglio grazie ai grandi numeri con cui la settima edizione si prospetta.

Alla conferenza stampa, moderata da Annamaria Natalicchio, sono intervenuti il Cav. Irma Rizzuti, responsabile culturale dell’Ambasciata Argentina, Amedeo Bottaro, sindaco della città di Trani (BT), e la star Miguel Angel Zotto, direttore artistico del Festival del tango di Trani. Zotto, leggenda vivente del tango, riconosciuto da pubblico e critica come il miglior ballerino al mondo, è anch’egli “figlio” di emigrati – il nonno Michele Arcangelo Zotta partì da Campomaggiore in Basilicata alla fine dell’Ottocento alla volta dell’Argentina (il cognome mutò in Zotto per un errore di trascrizione sul registro argentino degli immigrati). Presenti a Roma anche Felice di Lernia, Assessore alla cultura della città di Trani e l’omonimo cerimoniere del Comune di Trani, non potevano mancare Claudia Vernice e Giuseppe Ragno, responsabili dell’associazione culturale Inmovimento.

La presentazione ha avuto una copertina di assoluto fascino, un video proiettato che raccontava le bellezze storiche architettoniche della città, assieme alla maestosa cattedrale di Trani, animate dalla danza sensuale e appassionata di migliaia di tangheri. In rappresentanza dell’ambasciatore S.E. Tomàs Ferrari, il cav. Irma Rizzuti ha ringraziato le istituzioni pugliesi per aver scelto “Casa Argentina”, contribuendo così a diffondere la cultura del suo Paese in Italia.

“Bisogna dare ampio merito all’associazione Inmovimento – questo l’incipit dell’intervento del primo cittadino di Trani Amedeo Bottaro – per aver così tanto creduto in questa manifestazione, entrata di diritto come uno degli eventi di punta del cartellone estivo della città. Sarebbe interessante – ha continuato il sindaco – rendere il legame con l’Argentina ancora più forte. Grazie alla grande kermesse che porta qui le star internazionali del tango, siamo entrati in contatto con l’indiscussa stella Miguel Angel Zotto, anche direttore artistico del festival, a cui presto conferiremo la cittadinanza onoraria tranese, dopo quella che daremo alla vedova di Piazzolla, Laura Escalada. Ieri abbiamo già pianificato il prossimo futuro: aprire la nostra città non solo al tango ma a tutto ciò che ruota intorno alla cultura argentina. Piazzolla è sentito dalla cittadina come figlio della nostra terra, e non c’è dubbio che egli rappresenti qualcosa di veramente importante per Trani. Questo sodalizio va oltre il festival – così ha concluso Bottaro – la bellezza del ballo ai piedi della cattedrale sul mare non è replicabile in nessun altro luogo”.

La parola poi è passata al più grande ballerino di tango al mondo, Miguel Angel Zotto, curatore del Festival. Assieme alla sua compagna nella vita e in scena, Daiana Guspero, anch’ella presente in conferenza, sono le punte di diamante, attese in Puglia. “Il tango è più di un ballo, rappresenta la cultura e la storia di un Paese. L’Argentina senza il tango non ha un’identità. Gli argentini sono figli dell’Italia. 25 anni fa quando sono venuto a Roma per la prima volta – ha raccontato Zotto – la gente non capiva e non apprezzava il tango e io non potevo crederci, oggi, invece, sono contento che l’Italia sia il Paese numero uno in Europa a ballare questa danza”.

Infine, gli ideatori del festival hanno sottolineato come la più grande soddisfazione per loro sia quella di vedere tornare a Trani gli appassionati di tango, che giungono da Paesi anche molto lontani come Russia, America, Inghilterra, Francia, Grecia, Belgio. “Il nostro compito è quello di farli sentire a casa, accolti dalla nostra ospitalità tipica pugliese”.

Sono stati elencati, infine, i numeri di questa settima edizione per la quale sono attese circa 2000 persone che creano un indotto anche turistico non indifferente. La grande kermesse si dipanerà per quattro giorni (dall’11 al 14 luglio) in una delle città più belle d’Italia, otto coppie di maestri della scena mondiale del tango, due orchestre dal vivo, Hyperion ensemble (venerdì 12 luglio) e Tango Spleen Orquesta (sabato 13 luglio 2019), quattro TJ, e poi ancora milonghe ed esibizioni in uno scenario d’incanto in Piazza Duomo (a partire dalle ore 22,00). E poi ancora stage, masterclass, corsi di tecnica maschile e femminile presso un tempio della cultura la “Biblioteca Giovanni Bovio” di Trani, a caccia di tutti i segreti per entrare in contatto intimo con il noumeno dell’arte e dell’anima tanghera.

L’appuntamento quindi è per il prossimo luglio a Trani per vedere ballare e studiare con Roberta Beccarini e Pablo Moyano presenti anche loro in conferenza e protagonisti del programma tv della rete ammiraglia Rai “Ballando con le stelle”, e Vanesa Villalba e Facundo Piñero, Liza e Juan Manuel, i “Los Rosales”, Valentina Romano e Mariano Palazon, Laila Rezk e Leandro Oliver, Giorgia Rossello e Vito Raffanelli e Valentina Guglielmi e Miky Padovano e immancabili Miguel Angel Zotto e la sua splendida compagna Daiana Guspero. Con i patrocini della Regione Puglia, Comune di Trani, Assessorato Cultura di Trani, Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia, Ufficio Culturale Casa Argentina, Fundacion Astor Piazzolla e PiiiL Cultura Puglia 365, si realizza così il gemellaggio tra Mar del Plata, cittadina di Piazzolla, e Trani, culla del compositore che ha portato la musica tanghera alla vastissima platea popolare internazionale.

www.festivaldeltangotrani.it; segreteriainformativa@festivaldeltangotrani.it;

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“Trazos Familiares” – Un film di Josè Pedro Charlo all’AAMOD, Sala Zavattini – Realizzato con il patrocinio dell’Ambasciata dell’Uruguay

Trazos Familiares, un documentario del regista uruguaiano Josè Pedro Charlo.
Due nomi in uno striscione sono l’origine di una storia che intreccia la vita di tre famiglie e le sue diverse generazioni in questi ultimi quarant’anni. I conflitti sociali sono vissuti all’interno dello spazio familiare.
Corre l’anno 1983. Dal 1973 in Uruguay c’è una feroce dittatura, che ha fatto migliaia di prigionieri, esiliati, desaparecidos. Nel 1983 mobilitazioni importantissime, animate dall’entusiasmo popolare, annunciano la fine della dittatura. In questo contesto, nel Natale di quell’anno, si organizza, grazie alla solidarietà internazionalista, il viaggio dei figli degli esiliati che non possono raggiungere il proprio paese, per dare loro l’opportunità di conoscere la terra dei propri genitori.
Un’altra storia, quella di chi fu vittima del Plan Condor. Sequestrata insieme ai suoi genitori, Mariana viene presa da un aguzzino della Inteligencia, mentre i suoi genitori sono desaparecidos.
“Due immagini, una su uno striscione e un’altra in una cartolina – dichiara il regista – mi hanno spinto a sviluppare una storia comune. Lo ritengo un viaggio più emozionale che fisico, di incontri ripetuti, nei quali i vincoli tra le diverse generazioni emergono fra cambiamenti e continuità.”
Il processo sociale in Uruguay e nella regione è lo sfondo di un racconto costruito nel presente in diversi posti (Montevideo, Buenos Aires, Vienna e Barcellona), i posti in cui gli avvenimenti hanno portato i protagonisti. Lo sguardo tra le generazioni contribuisce in diverse maniere ad una storia concentrata sulle ricerche e sulla presa di coscienza della generazione più giovane.
Alla proiezione del documentario seguirà un dibattito al quale, insieme a Josè Pedro Charlo, parteciperanno Nadia Angelucci, Blanca Clemente, Monica Maurer e Vincenzo Vita. Saranno presenti in sala, per un saluto, rappresentanti dell’Ambasciata dell’Uruguay.
L’incontro sarà anche l’occasione per informare sulla fase d’appello del processo Plan Cóndor in corso a Roma, la cui sentenza è prevista per l’8 luglio 2019.

José Pedro Charlo Filipovich
Nato a Montevideo, Uruguay, nel 1953, è regista, produttore e docente. Ha prodotto i lungometraggi “La Espera” (dir. Aldo Garay) e “Alma Mater” (dir. Alvaro Buela). Ha diretto i lungometraggi e documentari “A las cinco en punto” (2004), “El Círculo” (2008), “El Almanaque” (2012), “Los de siempre” (2016) e “Trazos familiares” (2017). “El Círculo” ha ricevuto diversi premi, come Miglior documentario nel Festival de Málaga e Miglior film nel Festival di Trieste, tra gli altri. “El Almanaque” ha ottenuto diversi premi, tra cui quelli al Festival de la Memoria in Messico e al Festival di Trieste in Italia. “Los de siempre” ha vinto la V edizione del DocTv Latinoamérica.
In Uruguay, sono stati condotti laboratori con i giovani delle scuole usando un libro di disegni che accompagna il film come strumento di lavoro.
“Trazos familiares” è stato scelto per essere proiettato nel “Giorno del Patrimonio” a Montevideo, a ottobre 2018. La giornata aveva come tema centrale i diritti umani.

SCHEDA TECNICA
TRAZOS FAMILIARES
Regia di Josè Pedro Carlo
Uruguay 2017
Una Coproduzione Germania-Spagna
Durata: 72 minuti
Una producione Guazú Media in collaborazione con con SUR Films y Toca Sons Produccions
Con il supporto di: ICAU Programa Ibermedia MVD Filma MVD Socio Audiovisual Programa Media de la EU




“Non hai bisogno più di me” – Esce il nuovo singolo di Derek

“Non hai bisogno più di me” è il nuovo singolo di Derek disponibile su Spotify e su Youtube. Quante volte un addio si trasforma in un semplice “arrivederci”? Quante volte un posto diventa protagonista dei ricordi più difficili? Quante volte un profumo s’incastra sulla lingua, prosciugandoci l’aria? Il brano parla di tutti questi pericoli. Il retrogusto amaro di una storia d’amore che non finisce davvero, incastrando così in un circolo vizioso in cui l’unica certezza è una ferita che ogni volta si riapre non appena ha cominciato a cicatrizzarsi.

La canzone è nata dalla collaborazione con Nicco Verrienti e Francesco Lo Cascio (che ha mixato il brano). Inoltre è stata realizzata grazie ad una borsa di studio SIAE “migliri autori under 35”, vinta grazie al contest “Cantoitaliano 2018”, promosso su Radio Lattemiele. Il brano è stato anche presentato ad Area Sanremo 2018, riuscendo ad arrivare alla finalissima nazionale.

https://youtu.be/rCWmlJJCR_I

Il videoclip ufficiale è stato girato in Puglia per valorizzare il territorio, con la produzione e regia dallo stesso Domenico (questo il vero nome dell’artista): nelle immagini viene raccontata l’invenzione di una piccola pillola. Una vera e propria rivoluzione nel campo della medicina, in grado di cancellare una volta per tutte una persona dai propri ricordi. La protagonista del video (Cecilia Soloperto) decide di assumerla, riscontrando però solo effetti collaterali, finendo per viaggiare da un ricordo all’altro e vivendo tutti i migliori momenti condivisi.

http://www.facebook.com/derek.domenicocaringella

http://www.instagram.com/derekufficiale/

Domenico Caringella nasce a Bari il 7 luglio 1993 ed inizia a studiare musica nel 2010. L’anno successivo viene ammesso nel Campus dello Spettacolo, un’accademia di formazione artistica a Napoli. Nel frattempo studia anche recitazione ed acquisisce il primo livello di Voicecraft, metodo innovativo del canto, tramite Gabriella Scalise.

Nel 2012 si unisce ad un gruppo vocale, i KMO, con cui pubblica il disco “Devi crederci” su etichetta Music creative. Nel 2013 apre il canale Youtube DEREKhouse in cui ancora oggi pubblica video di cover riadattate e prodotte con l’aiuto di Nicco Verrienti.

Rilascia i singoli “Stupidi ricordi” (2014), “A che serve” (2014), Pesa le parole (2015) e “Sognatore” (2015). Nel 2015 collabora con il duo rap Klevici, nello stesso anno inizia a studiare con il vocal coach Tony Frassanito e nel 2016 entra nel cast di The Voice of Italy nel team di Dolcenera. Pubblica i singoli “Nonostante la tempesta” (2016) e “Mai più col cuore” (2016), quest’ultimo selezionato per il concorso Deejay on Stage di Radio Deejay.

Nel 2017 inizia la distribuzione di “#Playlist”, una serie di inediti collegati l’uno all’altro: “Mi vergogno”, “Il tuo eroe”, “Pessimo bugiardo” fino ad arrivare a “Non hai bisogno più di me”. Negli ultimi anni ha preso parte anche al progetto #WarnerSquad, avendo la possibilità di esibirsi negli uffici Warner di fronte ad una commissione presieduta da Shade, inoltre ha anche fatto da opening act ad un concerto di Thomas Bocchimpani.




Il presidente del Consorzio Vino Chianti, Busi: “Progetti strategici in mercati importanti”

*in foto sulla dx , il brindisi con il Direttore Consorzio Vino Chianti, Marco Alessandro Bani

Lara Ferrara

Crescono le esportazioni di vini rossi Dop della Toscana, soprattutto nei paesi extra Ue. Un aumento in molti casi superiore alla media nazionale: dal 2013 al 2018 l’export ha fatto registrare un più 17% negli Usa (più 12% il dato nazionale) e ben +47% in Svizzera (è del 16% la crescita italiana). Bene anche il Canada, con un aumento del 16% contro il 10% della media nazionale. È quanto emerge dalla ricerca Wine Monitor Nomisma per Consorzio Vino Chianti. La Toscana conquista la vetta della classifica per valore dei vini rossi esportati rispetto a quelli veneti e piemontesi nei principali mercati, compresi Giappone e Cina, con un valore nel 2018 pari rispettivamente a 14,2 milioni di euro e 10 milioni di euro.

“Il Chianti – ha detto il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi – ha superato la crisi di prezzo e di produzione del 2010 e del 2011.
Da quel momento il percorso di rilancio della nostra grande denominazione ha visto togliere gli impianti obsoleti con il rinnovamento – ha sottolineato Busi, al Mipaaft – del 70% del vigneto, che porterà ad un aumento della produzione, oggi attestata a circa 100 milioni di bottiglie. A questi punti dobbiamo cercare nuovi mercati dove dovremmo insegnare cosa è la nostra storia e la nostra denominazione che vale 400 milioni di euro.
Da qui l’importanza del Chianti Academy, la prima scuola dedicata a professionisti del settore per diventare esperti del vino Chianti Docg già avviata in Cina e ora anche in America Latina. “Di dove venite?” ci chiedevano dieci anni fa in Cina e non avevano idea né dell’Italia e neanche della Toscana. In nove anni che andiamo oltre la Grande Muraglia il mondo del vino in Cina è cambiato di molto: le differenze tra i diversi vini vengono ora apprezzate, e vengono apprezzate la produzioni più leggere”.

* in foto il Presidente del Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi

Secondo il dirigente Mipaaft Luigi Polizzi, “Il settore mostra vivacità d’impresa nella consapevolezza delle future sfide. Prima fra tutte il cambiamento climatico da affrontare con l’innovazione tecnologica. Importante la protezione della denominazioni e gli accordi commerciali: in arrivo – ha annunciato Polizzi – quello con Singapore con una ventina di denominazioni in via di registrazione”.

Ci rilascia invece nuovamente Busi: “Fondamentali sono gli accordi bilaterali. Alla politica, a Roma e a Bruxelles, chiediamo anche la sburocratizzazione del sistema. Molte aziende associate sono Pmi, e lamentano oneri e un costo diretto troppo alti. Il registro telematico non ci aiuta perché manca la banda larda. Occorre dare infrastrutture nelle campagne prima di chiedere servizi innovativi agli imprenditori” ha concluso Busi nella prima di un ciclo itinerante di conferenze stampa che porterà il Consorzio a Milano e a Firenze questa settimana.

“Una fotografia che ci dà la misura e l’importanza che i vini Dop toscani hanno sul mercato internazionale – ha detto Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti – e su cui costruire un programma di promozione e valorizzazione lungimirante e strategico. Proprio per consolidare la posizione acquisita e dare nuovo slancio ai progetti in corso in paesi dalle potenzialità interessanti, come la Cina, abbiamo avviato percorsi di formazione per aumentare le competenze di professionisti del settore e rafforzare la consapevolezza dell’alta qualità dei nostri prodotti”.

La Chianti Academy è la prima scuola dedicata a professionisti del settore per diventare esperti del vino Chianti docg già avviata in Cina e ora anche in America Latina. I partecipanti avranno l’opportunità di conoscere la storia e la cultura legata alla denominazione, la catena di produzione e le politiche di tutela del prodotto e naturalmente gli abbinamenti con il cibo, oltre che le strategie di marketing e di comunicazione del prodotto. Le lezioni sono abbinate a degustazioni specifiche delle 30 diverse etichette del Consorzio rappresentative di tutte le tipologie esistenti. Dopo gli esami finali i partecipanti all’Academy riceveranno la qualifica di Chianti Wine Expert rilasciata dal Consorzio Vino Chianti. Alla prima edizione in Cina sono stati 240 gli studenti iscritti nelle quattro città coinvolte: Shenzhen, Guangzhou, Shanghai e Beijing.

*In foto da sx
Luigi Polizzi, dirigente MIPAAFT
Manuela Savardi, esperta mercati internazionali
Giovanni Busi, Presidente Consorzio Vino Chianti




La prestigiosa sala del Carroccio in Campidoglio ha ospitato la conferenza stampa di presentazione dell’Ariano International Film Festival.

La prestigiosa sala del Carroccio in Campidoglio ha ospitato il 14 giugno, la conferenza stampa di presentazione dell’Ariano International Film Festival.

Apertura con i saluti istituzionali dell’on. Giulio Pelonzi, sempre attento alla divulgazione dell’arte e della cultura a tutti i livelli.

Mille opere da oltre 65 Nazioni sono state selezionate da una giuria qualificata. Circa 80 opere saranno proiettate durante le giornate del festival, dal 29 luglio al 4 agosto, e selezionate nuovamente dalla giuria tecnica presentata da Annarita Cocca, direttrice artistica dell’AIFF che, insieme agli altri organizzatori e ai “volontari del festival”, riesce ogni anno a garantire una kermesse dai toni sempre più internazionali. L’evento è sostenuto grazie al contributo di sponsor privati, E-PLAY24 è lo Sponsor ufficiale di questa nuova edizione.

Uno scoppiettante Franco Oppini presiederà la giuria tecnica composta quest’anno da:

-Angelo Bassi Produttore “Mediterranea Production”

-Alfio Bastiancich Produttore “showLab”

-Andrea Canali funzionario Anica

-Sergio Giussani produttore “Ocean production”

-Pietro Innocenzi Produttore “Globe Film”

-Emanuela Rei attrice

-Emily Shah, attrice

-Prashant Shah, produttore “Bollywood Hollywood”

Presenti partner quali il Forum di cultura austriaca, Francesco Colangelo e Salvatore Marino con il Vertical Movie Festival e Eleonora Vallone con l’Acqua film festival, che ritroveremo ad Ariano Irpino tra le numerose iniziative e workshop previsti.

Non è mancato il saluto dell’assessore Pamela Cavotta di Montecalvo Irpino e del neo eletto sindaco di Ariano Irpino Enrico Franza che ha auspicato maggiore attenzione della politica nei confronti della cultura.

La moderazione dell’incontro è stata curata da Franco Mariotti, giornalista e vicepresidente del Sindacato Giornalisti Cinematografici Italiani. L’organizzazione e l’ufficio stampa sono stati coordinati da Clara Surro.




Una rara visione di Monet, Renoir, Rodin e Degas di Sacha Guitry

di Lara Ferrara

Nel 1915, con la nuova macchina da presa, un giovane attore francese di origine russa, Sacha Guitry, catturò alcuni dei più grandi artisti e autori francesi. Conferenziere, romanziere, poeta, caricaturista, giornalista, Sacha Guitry realizza questa chicca per gli appassionati di belle arti che sicuramente apprezzeranno questi affascinanti filmati ,di oltre 100 anni fa, di quattro dei più famosi artisti della storia; Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Auguste Rodin e Edgar Degas.

Chi è Alexandre Guitry?
Nato a Pietroburgo nel 1885 , fu un figlio d’arte: suo padre era Lucien Germain Guitry (1860–1925), un attore teatrale parigino che lavorò per nove anni al Teatro Michel di San Pietroburgo prima di tornare in Francia.Anche lui fu attore e autore di teatro. Imprigionato dopo la liberazione, scrisse un libro di ricordi: Quattro anni di occupazione (1947). Fu anche attore cinematografico, portando sullo schermo diverse sue commedie.
Per il teatro ha scritto circa 130 testi. Di molti di questi fu anche l’interprete. La sua produzione è fondamentalmente legata alla commedia boulevardière: situazioni brillanti, battute.
Si ricordano: La conquista di Berg-op-Zoom (1913), La gelosia (1915), L’illusionista (1917), Il marito, la moglie e l’amante (1919), Mio padre aveva ragione (1920), L’attore (1921), Desiré (1927), Castello di Spagna (1933), Il nuovo testamento (1933), Signore, non ascoltate (1951).
Esponente in vista della società parigina, nel 1919 Guitry sposò la cantante Yvonne Printemps. Con lei recitò in un buon numero di opere, portando la popolarissima Mozart in città del Nord America come New York, Montréal e Boston. Sette delle sue opere sono state scritte a quattro mani con Albert Willemetz, il suo miglior amico.
All’interno della produzione di questo fecondissimo autore, le cose migliori appartengono probabilmente a due filoni principali: quello dedicato ai rapporti di coppia, con commedie supportate da dialoghi frizzanti e da un benevolo scetticismo; e quelle dedicate al mondo del teatro, con il suo amore totale per il palcoscenico, e in cui trascrive riferimenti autobiografici (L’illusionista, L’attore). Morì a Parigi nel 1957.


*Grazie a
Chonday per la fonte e la gentile concessione del raro video.

Due note su (cliccate suo titolo per la visione del film completo) Ceux de Chez Nous
film completo Ceux de Chez Nous

Si tratta di un cortometraggio di due rulli, un gioiello di girato incorniciato in una serie di illustre apparizioni di personalità del mondo dell’arte dei primi del novecento: lo scultore Rodin in giardino e poi in giardino e poi nel suo studio mentre scolpisce il marmo; maître Henri-Robert, avvocato penalista, che improvvisa un’arringa; Claude Monet nel suo giardino di Giverny e poi davanti a una tela; André Antoine mentre dirige due attori (Jane Faber e Desfontaines) durante le prove di un’opera di Molière; Camille Saint-Saëns al piano e quindi intento a dirigere un’orchestra; Degas mentre passeggia lungo il Boulevard de Clichy; Edmond Rostand mentre scrive; Renoir, menomato dall’artrite, mentre dipinge con l’aiuto del figlio Jean; lo scrittore Octave Mirbeau; Sarah Bernhardt che chiacchiera con Sacha Guitry e poi declama dei versi; Anatole France nella sua biblioteca e quindi nel suo studio…

Buona visione