Gran Galà al Rome Cavalieri Waldorf Astoria – Dopo il successo del 2018, appuntamento il 29 giugno 2019 per la seconda edizione della Gaynor Fairweather Cup

Riflettori accesi a Roma su Gaynor Fairweather MBE, star assoluta nel mondo delle danze latino americane, 14 volte campionessa del Mondo e suo marito Mirko Saccani, il più grande coreografo della disciplina. La coppia torna a far danzare la Capitale con l’attesissimo appuntamento della seconda edizione della Gaynor Fairweather Cup che, dopo il successo riscosso lo scorso anno, ha attirato l’interesse della stampa e di un pubblico sempre più vasto, grazie anche alla grande attenzione verso il ballo creata in Italia dal programma “Ballando con le Stelle”.

“Vogliamo replicare e superare il successo della prima edizione, portando anche quest’anno a Roma le più importanti coppie della categoria amatori di danze latino americane che si sfideranno in un appassionante contest per la seconda edizione della Gaynor Fairweather Cup – affermano Gaynor e Mirko – confermando il matrimonio d’amore con l’incantevole Rome Cavalieri Waldorf Astoria, la struttura più prestigiosa della Capitale che sarà teatro anche di questa nuova edizione. Siamo onorati di avere anche quest’anno al nostro fianco il noto coreografo e ballerino Stefano Oradei nell’ideazione e nell’organizzazione di questo evento che sta destando una crescente attenzione in tutto il panorama mondiale di danze latino americane”. Un contest di livello assoluto che, anche quest’anno, si arricchisce di un attesissimo PRO-AM Show Case che coinvolgerà diverse coppie formate da business women provenienti da tutto il mondo, che si esibiranno danzando in coppia con grandi professionisti, al cospetto di una giuria internazionale di grandissimo prestigio che, presieduta dalla stessa Gaynor, vede anche quest’anno la presenza di importanti personaggi del mondo delle danze latino americane come Caterina Arzenton, Paulina Kazachenko, Veera Kinnunen, Nancy Berti, Andrei Mosachuk e Debby Posti.

Chi si aggiudicherà la seconda edizione della Gaynor Fairweather Cup, succedendo alla coppia slovena Klemen Prasnikar & Alexandra Averkieva che ha trionfato nel 2018? La gara è già partita e l’interesse per questa nuova sfida ha acceso anche l’attenzione di partner di grande prestigio, prima fra tutte la stilista Paola Tienforti, titolare del marchio Paola T. che realizzerà alcuni dei premi personalizzati, affiancandosi all’organizzazione nelle premiazioni di questo secondo appuntamento che avrà luogo nel corso di un esclusivo gala dinner, all’interno del quale i prestigiosi ospiti della serata potranno ammirare da vicino le evoluzioni dei più grandi ballerini del mondo, gustando, anche quest’anno, le prelibatezze preparate per l’occasione degli chef del Rome Cavalieri servito nel Salone dei Cavalieri elegantemente allestito grazie al magistrale coordinamento di tutti i prestigiosi partner da parte della Event Manager Tiziana Amorosi d’Adda.

Per la realizzazione dell’evento si ringrazia:

Francesca Neri Event
My Boutonneire
Festa LTL
Antonio Maria Arbues
Walter Karuc

Pres Office

Excelsum Publisher:info@maxpiccinno.com




Mercoledì 26 giugno 2019 – ore 19.00 al Teatro Piccolo Eliseo – Antonio Monda Nel territorio del diavolo

Nel territorio del diavolo, Antonio Monda si conferma come uno degli autori italiani più internazionali, e continua la sua esplorazione letteraria degli Stati Uniti e di New York con un libro profondo, appassionante e di clamorosa attualità, ricostruendo la storia di una delle figure politiche più controverse degli ultimi cinquant’anni.
Vince chi racconta la storia migliore, e soprattutto chi la racconta meglio. E la gente crede a quello che vuole credere.
Alexander Sarris è un giovane newyorkese che si trova a dover decidere se cedere al fascino seduttivo e intelligente del male. Ha trent’anni, origini greche e lavora in politica; più precisamente è l’assistente di Lee Atwater, il famigerato “Boogie Man”, lo spin doctor più temuto d’America, l’uomo che governa la comunicazione del Partito repubblicano. È il 1988 e tutti gli Stati Uniti sono convinti che il prossimo presidente sarà un altro uomo politico di origini greche, il democratico Michael Dukakis. Nessuno pensa che lo sfidante, il texano George Bush, possa davvero sconfiggerlo. I sondaggi, all’inizio della campagna elettorale, sono inequivocabili. Finché non entra in scena Lee Atwater, che imposta una campagna elettorale cinica e spietata, spregiudicata e violenta, volta a screditare Dukakis a colpi di insinuazioni, maldicenze, colpi bassi, falsità. E grazie a quelle che oggi verrebbero chiamate “fake news”, Bush recupera in pochi mesi un distacco di diciassette punti percentuali e vince le elezioni.

Antonio Monda vive a New York con la moglie Jacqueline, giamaicana, e i figli Caterina, Marilù e Ignazio. Insegna alla New York University ed è il direttore artistico del festival letterario “Le Conversazioni” e della Festa del Cinema di Roma. Ha pubblicato otto romanzi e cinque testi di saggistica. I suoi libri sono tradotti in undici lingue.

“Vince chi racconta la storia migliore, e soprattutto chi la racconta meglio…
E la gente crede a quello che vuole credere”

Con l’autore interviene Paolo Gentiloni

PICCOLO ELISEO

Mercoledì 26 giugno 2019 ore 19.00

Via Nazionale 183 – 00184 Roma

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Prenotazione obbligatoria a cultura@teatroeliseo.com




Si inaugura oggi “VogliAMO tutto di Nanni Balestrini” alla Sala del Mosaico della Biblioteca Classense di Ravenna

VogliAMO tutto di NANNI BALESTRINI
a cura di Davide Di Maggio e Paolo Trioschi
presentazione di Manuela Gandini
Ravenna, Sala del Mosaico della Biblioteca Classense

22 giugno / 3 settembre 2019
inaugurazione venerdì 21 giugno, ore 18

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna / Istituzione Biblioteca Classense in collaborazione con Ravenna Festival e la Fondazione Mudima di Milano, hanno il piacere di presentare, venerdì 21 giugno alle ore 18 presso la Sala del Mosaico della Biblioteca Classense di Ravenna, la mostra di Nanni Balestrini VogliAMO tutto, il secondo e nuovo capitolo del ciclo Ascoltare Bellezza 2019.

La Sala del Mosaico della Biblioteca Classense, caratterizzata da un pavimento musivo del VI secolo, ospiterà la grande tela di Nanni Balestrini “Anni ’70, Anni ’80” (cm 700 x 500) accompagnata dalla omonima serie di collage e dalla celeberrima tela dal titolo “POTERE OPERAIO” del 1972, uno dei lavori più significativi della ricerca poetica di Balestrini sulle condizioni espressive del linguaggio e dei contesti sociali e politici della sua enunciazione.

La produzione visiva di Nanni Balestrini degli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso si dipana a partire da una cupa successione di parole pesanti, piene di petrolio e inquietudine, ai più colorati e apparentemente leggeri collage e gouache degli anni Ottanta. Il primo è il decennio dei movimenti antagonisti, del femminismo, della psichedelia, del terrorismo e degli scontri. Con il 1979 si inaugura la pesante ondata di repressione per la quale Balestrini e altri intellettuali si trasferiscono in Francia. Lo sconvolgimento balestriniano della linearità narrativa fa si che il contesto giornalistico di allora disveli la minaccia della fine dei sogni e l’immaginazione al potere si frantumi sotto il peso di parole sospese come maledizioni, come mantra pronunciati al contrario.

Nanni Balestrini, nato a Milano nel 1935, scrittore, poeta, artista visivo, fin dagli anni Sessanta è stato al centro dei cambiamenti culturali nazionali: tra gli animatori della stagione della neoavanguardia, ha fatto parte dei poeti “Novissimi” e del “Gruppo 63” con Umberto Eco, Angelo Guglielmi, Renato Barilli, Alberto Arbasino, Amelia Rosselli, Furio Colombo, Giorgio Manganelli, Edoardo Sanguineti ed altri ancora.

Molti e autorevoli i suoi compagni di strada anche nell’esperienza di “Alfabeta”, giornale che ha animato insieme a Umberto Eco, Gillo Dorfles, Edoardo Sanguineti, Gino Di Maggio e Achille Bonito Oliva.

Nel contempo, l’artista ha maturato una straordinaria attività nel campo delle arti visive con moltissime occasioni espositive che l’hanno visto coinvolto, al Mart di Rovereto nel 2007, al Museo Pecci a Prato e Palazzo Grassi a Venezia nel 2008, al Louvre a Parigi nel 2009, al Macro di Roma nel 2016, alla dOCUMENTA 13 a Kassel nel 2012, senza dimenticare la presenza del 1993 alla Biennale di Venezia. Del resto, come dichiarò lo stesso Balestrini nel 2017: “Ho l’abitudine di vedere i livelli verbale e visivo come una cosa sola (…) Ho iniziato la mia attività artistica scrivendo poesie, ma sono sempre stato interessato alle trasformazioni delle arti di avanguardia”.

Foto LaPresse Torino/Archivio storicoStoricoanni ’90Nanni BalestriniNanni Balestrini (Milano, 2 luglio 1935) è un poeta, scrittore e saggista italiano, attivo anche nel campo dell’arte visiva.nella foto: Nanni BalestriniPhoto LaPresse Turin/Archives historicalHystory90’sNanni Balestriniin the photo: Nanni Balestrini


La mostra ravennate riprende la visione di Vogliamo Tutto – titolo espropriato dal libro cult di Nanni Balestrini
(1971) che ispirò intere generazioni con la storia dell’operaio Alfonso – ovvero la sintesi delle illusioni umane
e dell’incontrastato potere della rappresentazione mediatica. Le frasi e le lettere sminuzzate sono apocalittiche
e leggere a un tempo. Con una buona dose di veggenza, questi lavori hanno anticipato l’avvento della virtualità
e delle sue insidie, il manifestarsi di quel tecno-mondo antropofago fatto di video e parole che si mangiano il reale.

Questa particolare giornata di “Ascoltare Bellezza” prevista il 21 giugno, voluta degli amici e delle persone a lui più vicine, sarà occasione di un ricordo affettuoso e partecipe dell’artista scomparso lo scorso 19 maggio con la lettura di alcune tra le sue poesie più significative da parte di Franco Costantini e la testimonianza di Manuela Gandini sotto la cura di Davide Di Maggio e Paolo Trioschi.

La scelta della data per inaugurare questo importante evento, è legata al solstizio d’estate, un fenomeno che si vuole rappresentare come momento di raccoglimento, con un omaggio alla natura attraverso l’arte di ogni giorno.

ASCOLTARE BELLEZZA è un progetto promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna/
Istituzione Biblioteca Classense in collaborazione con Ravenna Festival e Fondazione Mudima .
Orari mostra (Ingresso Libero)
Nel mese di luglio: h.10-18 (giorni feriali) / h.14-18 (domenica e lunedì)
Nel mese di agosto: sino al 14 agosto h.9-14 (chiusura domenicale) / dal 15 al 31 h.14-18.




Al via un week end all’insegna della musica – “Festa della Musica di Roma” a Palazzo delle Esposizioni, Mattatoio e Macro Asilo

In occasione della Festa della Musica di Roma 2019 il 21 giugno l’Azienda Speciale Palaexpo presenta tre eventi gratuiti uno a Palazzo delle Esposizioni, un altro al Mattatoio.
e un altro al Macro Asilo. Nello spazio della rotonda del Palazzo delle Esposizioni alle 20.00, alle 21 e alle 22 è in programma ALEAtology, una performance musicale che nasce da una riflessione sul valore che ha avuto la lunga e appassionata ricerca musicale e vocale di Demetrio Stratos e Cathy Barberian. I due musicisti in scena, Marco Sinopoli alla chitarra e alla tastiera e Daphne Nisi, alla voce e agli effetti, rivisiteranno alcuni brani con l’ausilio di strumenti ed effettistica dalle sonorità moderne e inusuali. Alla performance prenderanno parte alcuni dei migliori studenti del conservatorio di Santa Cecilia che si cimenteranno nell’esecuzione di composizioni estemporanee e nell’improvvisazione vocale in un cerchio esteso e interattivo con il pubblico. L’esibizione esplorerà generi musicali diversi, dalla la micropolifonia di Ligeti all’improvvisazione jazz, passando per Cage, Maderna e Berio.

L’intento è quello di esplorare e mettere in evidenza l’importanza dell’improvvisazione e della ricerca in musica e quanto questo contribuisca alla crescita espressiva e all’evoluzione artistica e non solo. Attraverso l’utilizzo di varie tecniche e vari stili ispirati da pensieri e citazioni di personaggi che lungo la storia si sono confrontati con l’argomento, il pubblico si immergerà in un flusso sonoro che andrà da un brano all’altro, passando per varie epoche e vari generi musicali, in un viaggio all’insegna della sperimentazione.

Sempre venerdì 21 giugno al Teatro 1, de La Pelanda del Mattatoio sarà possibile partecipare allo spettacolo “Racconti Americani” un progetto della compagnia Muta Imago che unisce tre “racconti per suoni e immagini” ispirati ad altrettante opere letterarie, che saranno presentati uno di seguito all’ altro, per offrire una esperienza immersiva originale.

Lo spettacolo intende restituire a una dimensione orale e visiva immersiva lo spirito di tre grandi storie di autori nordamericani, scritte a metà del XIX e del XX secolo. Le tre storie sono legate dal tema del conflitto. “Fare un fuoco” di Jack London, nel presentare la vicenda di un uomo che cerca di sopravvivere al freddo dell’Alaska, parla del conflitto tra l’uomo e la natura. “Bartleby” di Herman Melville, che ha per protagonista un giovane scrivano che da un certo momento in poi rifiuta di fare alcunché, ci racconta del conflitto tra l’uomo e la società. “The River”, liberamente tratto dal racconto “Il nuotatore” di John Cheever è un salto improvviso nella contemporaneità, che affronta la questione del conflitto tra l’uomo e se stesso, nel racconto del viaggio attraverso una calda giornata d’estate suburbana. Ognuno di questi “racconti per suoni e immagini” è presentato all’interno di una installazione scenografica particolare costruita in relazione al tema specifico. Li accomuna la stessa modalità di restituzione: una voce narrante, una colonna sonora e un video originali. La volontà è quella di creare esperienze immersive che puntino a suscitare una piena immedesimazione tra gli spettatori e i protagonisti dei racconti e a riscoprire la bellezza della dimensione orale, della semplice narrazione di una storia.

Muta Imago è una compagnia teatrale e un progetto di ricerca artistica nato a Roma nel 2006 e che lavora tra la Capitale e Bruxelles. È guidata dalla regista Claudia Sorace e da Riccardo Fazi, drammaturgo e sound designer. È composta da tutte le persone che sono state, sono e saranno coinvolte nella realizzazione dei lavori.

È alla continua ricerca di forme e storie che mettano in relazione la sfera dell’immaginazione con quella della realtà presente, umana, politica e sociale. Per questo realizza spettacoli, performance,

installazioni, dove lo spazio è quello del rapporto e del conflitto tra l’essere umano e il suo tempo.

Al Macro Asilo è in programma nel Foyer dalle 19 alle 20 “B(L)(E)(E)(N)DINGS” la performance musicale di Luca Forcucci, un evento realizzato con il supporto di Pro Helvetia, Fondazione Svizzera per la cultura e Fondazione Nicati-de Luze. Un incontro tra la musica elettroacustica e gli strumenti indigeni del Sud Africa e di Lesotho, risultato di tre anni di collaborazioni e ricerche musicali in Mozambico, Eswatini, Limpopo, Johannesburg, Pretoria, Cape Town, Durban e East Coast.

Durante il concerto saranno proiettati dei video inediti in 16mm girati negli anni ’70 in Sud Africa e Lesotho, a

cura di Phill Niblock.

INFORMAZIONI
21 giugno –

Festa della Musica di Roma 2019
WWW.FESTADELLAMUSICAROMA.IT

Palazzo delle Esposizioni – Rotonda

Ingresso libero

via Nazionale 194

www.palazzoesposizioni.it

ore 20:00, 21:00 e 22:00

ALEAtology – esperimenti sonori

Demetrio e Cathy ai tempi della loop station

a cura del Dipartimento di Canto jazz del Conservatorio di Santa Cecilia

Laboratorio di Canto diretto dal M* Carla Marcotulli

Performance con:

Daphne Nisi – Voce, effetti

Marco Sinopoli – Chitarra, tastiera

e la partecipazione di: Paola Bivona, Tiziana Cavone, Giordana Gorla, Anna Incontro, Veronica Marini, Federica Mazzagatti, Beatrice Patricola, Chiara Piccione, Veronica Santonaso, Katia Valente

Special Guest: Carla Marcotulli

MATTATOIO

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Roma, Piazza Orazio Giustiniani 4

www.mattatoioroma.it

MUTA IMAGO “Racconti Americani”

19:30 Fare un fuoco

20:30 Bartleby

21:30 The River

Ideazione Muta Imago

regia Claudia Sorace

drammaturgia e voce narrante Riccardo Fazi

video Maria Elena Fusacchia

musiche originali V. L. Wildpanner

Macro Asilo
Ingresso Gratuito
Roma, Via Nizza 138
www.museomacro.it

Dalle 19 alle 20
“B(L)(E)(E)(N)DINGS”

di Luca Forcucci

con il supporto di Pro Helvetia, Fondazione Svizzera per la cultura e Fondazione Nicati-de Luze

AZIENDA SPECIALE PALAEXPO

www.palaexpo.it




Festival del Tango di Trani. Presentata la VII edizione del prestigioso festival presso l’ufficio culturale dell’Ambasciata argentina a Roma

Sempre più forte il legame tra Trani e l’Argentina nel segno del tango e di Astor Piazzolla. Presentata in pieno centro a Roma, nella prestigiosa sede dell’Ufficio culturale dell’Ambasciata Argentina in Italia di Palazzo Coppedè in via Veneto, la VII edizione del Festival del Tango di Trani. La cittadina del nord barese, denominata Perla dell’Adriatico, fu culla fervida e prolifica di uno dei maggiori compositori contemporanei, Astor Piazzolla, che ha rivoluzionato e innovato la musica da tango. Suo nonno pescatore, Pantaleone, partì proprio dalle sponde tranesi alla volta dell’Argentina in cerca di fortuna e futuro. È di qui, dalle ascendenze tranesi del polistrumentista e compositore Piazzolla, che è partita l’idea degli organizzatori del festival, Claudia Vernice e Giuseppe Ragno dell’associazione culturale Inmovimento, per attrarre a Trani appassionati e professionisti del mondo tanguero. A sugellare il crescendo del successo del Festival quest’anno, oltre al patrocinio dell’Ambasciata argentina in Italia, si è sommato un importante riconoscimento della Fundacion Astor Piazzolla, attribuito direttamente da Laura Escalada Piazzolla, vedova del compianto musicista, nonché presidente della stessa fondazione, che lo ha accreditato come uno dei migliori festival di tango al mondo. Trani, infatti, si prepara a divenire capitale del tango dall’11 al 14 luglio grazie ai grandi numeri con cui la settima edizione si prospetta.

Alla conferenza stampa, moderata da Annamaria Natalicchio, sono intervenuti il Cav. Irma Rizzuti, responsabile culturale dell’Ambasciata Argentina, Amedeo Bottaro, sindaco della città di Trani (BT), e la star Miguel Angel Zotto, direttore artistico del Festival del tango di Trani. Zotto, leggenda vivente del tango, riconosciuto da pubblico e critica come il miglior ballerino al mondo, è anch’egli “figlio” di emigrati – il nonno Michele Arcangelo Zotta partì da Campomaggiore in Basilicata alla fine dell’Ottocento alla volta dell’Argentina (il cognome mutò in Zotto per un errore di trascrizione sul registro argentino degli immigrati). Presenti a Roma anche Felice di Lernia, Assessore alla cultura della città di Trani e l’omonimo cerimoniere del Comune di Trani, non potevano mancare Claudia Vernice e Giuseppe Ragno, responsabili dell’associazione culturale Inmovimento.

La presentazione ha avuto una copertina di assoluto fascino, un video proiettato che raccontava le bellezze storiche architettoniche della città, assieme alla maestosa cattedrale di Trani, animate dalla danza sensuale e appassionata di migliaia di tangheri. In rappresentanza dell’ambasciatore S.E. Tomàs Ferrari, il cav. Irma Rizzuti ha ringraziato le istituzioni pugliesi per aver scelto “Casa Argentina”, contribuendo così a diffondere la cultura del suo Paese in Italia.

“Bisogna dare ampio merito all’associazione Inmovimento – questo l’incipit dell’intervento del primo cittadino di Trani Amedeo Bottaro – per aver così tanto creduto in questa manifestazione, entrata di diritto come uno degli eventi di punta del cartellone estivo della città. Sarebbe interessante – ha continuato il sindaco – rendere il legame con l’Argentina ancora più forte. Grazie alla grande kermesse che porta qui le star internazionali del tango, siamo entrati in contatto con l’indiscussa stella Miguel Angel Zotto, anche direttore artistico del festival, a cui presto conferiremo la cittadinanza onoraria tranese, dopo quella che daremo alla vedova di Piazzolla, Laura Escalada. Ieri abbiamo già pianificato il prossimo futuro: aprire la nostra città non solo al tango ma a tutto ciò che ruota intorno alla cultura argentina. Piazzolla è sentito dalla cittadina come figlio della nostra terra, e non c’è dubbio che egli rappresenti qualcosa di veramente importante per Trani. Questo sodalizio va oltre il festival – così ha concluso Bottaro – la bellezza del ballo ai piedi della cattedrale sul mare non è replicabile in nessun altro luogo”.

La parola poi è passata al più grande ballerino di tango al mondo, Miguel Angel Zotto, curatore del Festival. Assieme alla sua compagna nella vita e in scena, Daiana Guspero, anch’ella presente in conferenza, sono le punte di diamante, attese in Puglia. “Il tango è più di un ballo, rappresenta la cultura e la storia di un Paese. L’Argentina senza il tango non ha un’identità. Gli argentini sono figli dell’Italia. 25 anni fa quando sono venuto a Roma per la prima volta – ha raccontato Zotto – la gente non capiva e non apprezzava il tango e io non potevo crederci, oggi, invece, sono contento che l’Italia sia il Paese numero uno in Europa a ballare questa danza”.

Infine, gli ideatori del festival hanno sottolineato come la più grande soddisfazione per loro sia quella di vedere tornare a Trani gli appassionati di tango, che giungono da Paesi anche molto lontani come Russia, America, Inghilterra, Francia, Grecia, Belgio. “Il nostro compito è quello di farli sentire a casa, accolti dalla nostra ospitalità tipica pugliese”.

Sono stati elencati, infine, i numeri di questa settima edizione per la quale sono attese circa 2000 persone che creano un indotto anche turistico non indifferente. La grande kermesse si dipanerà per quattro giorni (dall’11 al 14 luglio) in una delle città più belle d’Italia, otto coppie di maestri della scena mondiale del tango, due orchestre dal vivo, Hyperion ensemble (venerdì 12 luglio) e Tango Spleen Orquesta (sabato 13 luglio 2019), quattro TJ, e poi ancora milonghe ed esibizioni in uno scenario d’incanto in Piazza Duomo (a partire dalle ore 22,00). E poi ancora stage, masterclass, corsi di tecnica maschile e femminile presso un tempio della cultura la “Biblioteca Giovanni Bovio” di Trani, a caccia di tutti i segreti per entrare in contatto intimo con il noumeno dell’arte e dell’anima tanghera.

L’appuntamento quindi è per il prossimo luglio a Trani per vedere ballare e studiare con Roberta Beccarini e Pablo Moyano presenti anche loro in conferenza e protagonisti del programma tv della rete ammiraglia Rai “Ballando con le stelle”, e Vanesa Villalba e Facundo Piñero, Liza e Juan Manuel, i “Los Rosales”, Valentina Romano e Mariano Palazon, Laila Rezk e Leandro Oliver, Giorgia Rossello e Vito Raffanelli e Valentina Guglielmi e Miky Padovano e immancabili Miguel Angel Zotto e la sua splendida compagna Daiana Guspero. Con i patrocini della Regione Puglia, Comune di Trani, Assessorato Cultura di Trani, Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia, Ufficio Culturale Casa Argentina, Fundacion Astor Piazzolla e PiiiL Cultura Puglia 365, si realizza così il gemellaggio tra Mar del Plata, cittadina di Piazzolla, e Trani, culla del compositore che ha portato la musica tanghera alla vastissima platea popolare internazionale.

www.festivaldeltangotrani.it; segreteriainformativa@festivaldeltangotrani.it;

www.facebook.com/FestivalDelTangoTrani/

www.instagram.com/festivaltangotrani/




“Trazos Familiares” – Un film di Josè Pedro Charlo all’AAMOD, Sala Zavattini – Un evento realizzato con il patrocinio dell’Ambasciata dell’Uruguay

Venerdì 21 giugno 2019 alle ore 18 presso la Sala Zavattini dell’Archivio Audiovisivo Del Movimento Operaio Democratico sarà proiettato Trazos Familiares, un documentario del regista uruguaiano Josè Pedro Charlo.
Due nomi in uno striscione sono l’origine di una storia che intreccia la vita di tre famiglie e le sue diverse generazioni in questi ultimi quarant’anni. I conflitti sociali sono vissuti all’interno dello spazio familiare.
Corre l’anno 1983. Dal 1973 in Uruguay c’è una feroce dittatura, che ha fatto migliaia di prigionieri, esiliati, desaparecidos. Nel 1983 mobilitazioni importantissime, animate dall’entusiasmo popolare, annunciano la fine della dittatura. In questo contesto, nel Natale di quell’anno, si organizza, grazie alla solidarietà internazionalista, il viaggio dei figli degli esiliati che non possono raggiungere il proprio paese, per dare loro l’opportunità di conoscere la terra dei propri genitori.
Un’altra storia, quella di chi fu vittima del Plan Condor. Sequestrata insieme ai suoi genitori, Mariana viene presa da un aguzzino della Inteligencia, mentre i suoi genitori sono desaparecidos.
“Due immagini, una su uno striscione e un’altra in una cartolina – dichiara il regista – mi hanno spinto a sviluppare una storia comune. Lo ritengo un viaggio più emozionale che fisico, di incontri ripetuti, nei quali i vincoli tra le diverse generazioni emergono fra cambiamenti e continuità.”
Il processo sociale in Uruguay e nella regione è lo sfondo di un racconto costruito nel presente in diversi posti (Montevideo, Buenos Aires, Vienna e Barcellona), i posti in cui gli avvenimenti hanno portato i protagonisti. Lo sguardo tra le generazioni contribuisce in diverse maniere ad una storia concentrata sulle ricerche e sulla presa di coscienza della generazione più giovane.
Alla proiezione del documentario seguirà un dibattito al quale, insieme a Josè Pedro Charlo, parteciperanno Nadia Angelucci, Blanca Clemente, Monica Maurer e Vincenzo Vita. Saranno presenti in sala, per un saluto, rappresentanti dell’Ambasciata dell’Uruguay.
L’incontro sarà anche l’occasione per informare sulla fase d’appello del processo Plan Cóndor in corso a Roma, la cui sentenza è prevista per l’8 luglio 2019.

José Pedro Charlo Filipovich
Nato a Montevideo, Uruguay, nel 1953, è regista, produttore e docente. Ha prodotto i lungometraggi “La Espera” (dir. Aldo Garay) e “Alma Mater” (dir. Alvaro Buela). Ha diretto i lungometraggi e documentari “A las cinco en punto” (2004), “El Círculo” (2008), “El Almanaque” (2012), “Los de siempre” (2016) e “Trazos familiares” (2017). “El Círculo” ha ricevuto diversi premi, come Miglior documentario nel Festival de Málaga e Miglior film nel Festival di Trieste, tra gli altri. “El Almanaque” ha ottenuto diversi premi, tra cui quelli al Festival de la Memoria in Messico e al Festival di Trieste in Italia. “Los de siempre” ha vinto la V edizione del DocTv Latinoamérica.
In Uruguay, sono stati condotti laboratori con i giovani delle scuole usando un libro di disegni che accompagna il film come strumento di lavoro.
“Trazos familiares” è stato scelto per essere proiettato nel “Giorno del Patrimonio” a Montevideo, a ottobre 2018. La giornata aveva come tema centrale i diritti umani.

SCHEDA TECNICA
TRAZOS FAMILIARES
Regia di Josè Pedro Carlo
Uruguay 2017
Una Coproduzione Germania-Spagna
Durata: 72 minuti
Una producione Guazú Media in collaborazione con con SUR Films y Toca Sons Produccions
Con il supporto di: ICAU Programa Ibermedia MVD Filma MVD Socio Audiovisual Programa Media de la EU




“Non hai bisogno più di me” – Esce il nuovo singolo di Derek

“Non hai bisogno più di me” è il nuovo singolo di Derek disponibile su Spotify e su Youtube. Quante volte un addio si trasforma in un semplice “arrivederci”? Quante volte un posto diventa protagonista dei ricordi più difficili? Quante volte un profumo s’incastra sulla lingua, prosciugandoci l’aria? Il brano parla di tutti questi pericoli. Il retrogusto amaro di una storia d’amore che non finisce davvero, incastrando così in un circolo vizioso in cui l’unica certezza è una ferita che ogni volta si riapre non appena ha cominciato a cicatrizzarsi.

La canzone è nata dalla collaborazione con Nicco Verrienti e Francesco Lo Cascio (che ha mixato il brano). Inoltre è stata realizzata grazie ad una borsa di studio SIAE “migliri autori under 35”, vinta grazie al contest “Cantoitaliano 2018”, promosso su Radio Lattemiele. Il brano è stato anche presentato ad Area Sanremo 2018, riuscendo ad arrivare alla finalissima nazionale.

https://youtu.be/rCWmlJJCR_I

Il videoclip ufficiale è stato girato in Puglia per valorizzare il territorio, con la produzione e regia dallo stesso Domenico (questo il vero nome dell’artista): nelle immagini viene raccontata l’invenzione di una piccola pillola. Una vera e propria rivoluzione nel campo della medicina, in grado di cancellare una volta per tutte una persona dai propri ricordi. La protagonista del video (Cecilia Soloperto) decide di assumerla, riscontrando però solo effetti collaterali, finendo per viaggiare da un ricordo all’altro e vivendo tutti i migliori momenti condivisi.

http://www.facebook.com/derek.domenicocaringella

http://www.instagram.com/derekufficiale/

Domenico Caringella nasce a Bari il 7 luglio 1993 ed inizia a studiare musica nel 2010. L’anno successivo viene ammesso nel Campus dello Spettacolo, un’accademia di formazione artistica a Napoli. Nel frattempo studia anche recitazione ed acquisisce il primo livello di Voicecraft, metodo innovativo del canto, tramite Gabriella Scalise.

Nel 2012 si unisce ad un gruppo vocale, i KMO, con cui pubblica il disco “Devi crederci” su etichetta Music creative. Nel 2013 apre il canale Youtube DEREKhouse in cui ancora oggi pubblica video di cover riadattate e prodotte con l’aiuto di Nicco Verrienti.

Rilascia i singoli “Stupidi ricordi” (2014), “A che serve” (2014), Pesa le parole (2015) e “Sognatore” (2015). Nel 2015 collabora con il duo rap Klevici, nello stesso anno inizia a studiare con il vocal coach Tony Frassanito e nel 2016 entra nel cast di The Voice of Italy nel team di Dolcenera. Pubblica i singoli “Nonostante la tempesta” (2016) e “Mai più col cuore” (2016), quest’ultimo selezionato per il concorso Deejay on Stage di Radio Deejay.

Nel 2017 inizia la distribuzione di “#Playlist”, una serie di inediti collegati l’uno all’altro: “Mi vergogno”, “Il tuo eroe”, “Pessimo bugiardo” fino ad arrivare a “Non hai bisogno più di me”. Negli ultimi anni ha preso parte anche al progetto #WarnerSquad, avendo la possibilità di esibirsi negli uffici Warner di fronte ad una commissione presieduta da Shade, inoltre ha anche fatto da opening act ad un concerto di Thomas Bocchimpani.




Vino, i rossi toscani Dop leader nelle esportazioni – Il presidente del Consorzio Vino Chianti, Busi: “Progetti strategici in mercati importanti”

*in foto sulla dx , il brindisi con il Direttore Consorzio Vino Chianti, Marco Alessandro Bani

Lara Ferrara

Crescono le esportazioni di vini rossi Dop della Toscana, soprattutto nei paesi extra Ue. Un aumento in molti casi superiore alla media nazionale: dal 2013 al 2018 l’export ha fatto registrare un più 17% negli Usa (più 12% il dato nazionale) e ben +47% in Svizzera (è del 16% la crescita italiana). Bene anche il Canada, con un aumento del 16% contro il 10% della media nazionale. È quanto emerge dalla ricerca Wine Monitor Nomisma per Consorzio Vino Chianti. La Toscana conquista la vetta della classifica per valore dei vini rossi esportati rispetto a quelli veneti e piemontesi nei principali mercati, compresi Giappone e Cina, con un valore nel 2018 pari rispettivamente a 14,2 milioni di euro e 10 milioni di euro.

“Il Chianti – ha detto il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi – ha superato la crisi di prezzo e di produzione del 2010 e del 2011.
Da quel momento il percorso di rilancio della nostra grande denominazione ha visto togliere gli impianti obsoleti con il rinnovamento – ha sottolineato Busi, al Mipaaft – del 70% del vigneto, che porterà ad un aumento della produzione, oggi attestata a circa 100 milioni di bottiglie. A questi punti dobbiamo cercare nuovi mercati dove dovremmo insegnare cosa è la nostra storia e la nostra denominazione che vale 400 milioni di euro.
Da qui l’importanza del Chianti Academy, la prima scuola dedicata a professionisti del settore per diventare esperti del vino Chianti Docg già avviata in Cina e ora anche in America Latina. “Di dove venite?” ci chiedevano dieci anni fa in Cina e non avevano idea né dell’Italia e neanche della Toscana. In nove anni che andiamo oltre la Grande Muraglia il mondo del vino in Cina è cambiato di molto: le differenze tra i diversi vini vengono ora apprezzate, e vengono apprezzate la produzioni più leggere”.

* in foto il Presidente del Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi

Secondo il dirigente Mipaaft Luigi Polizzi, “Il settore mostra vivacità d’impresa nella consapevolezza delle future sfide. Prima fra tutte il cambiamento climatico da affrontare con l’innovazione tecnologica. Importante la protezione della denominazioni e gli accordi commerciali: in arrivo – ha annunciato Polizzi – quello con Singapore con una ventina di denominazioni in via di registrazione”.

Ci rilascia invece nuovamente Busi: “Fondamentali sono gli accordi bilaterali. Alla politica, a Roma e a Bruxelles, chiediamo anche la sburocratizzazione del sistema. Molte aziende associate sono Pmi, e lamentano oneri e un costo diretto troppo alti. Il registro telematico non ci aiuta perché manca la banda larda. Occorre dare infrastrutture nelle campagne prima di chiedere servizi innovativi agli imprenditori” ha concluso Busi nella prima di un ciclo itinerante di conferenze stampa che porterà il Consorzio a Milano e a Firenze questa settimana.

“Una fotografia che ci dà la misura e l’importanza che i vini Dop toscani hanno sul mercato internazionale – ha detto Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti – e su cui costruire un programma di promozione e valorizzazione lungimirante e strategico. Proprio per consolidare la posizione acquisita e dare nuovo slancio ai progetti in corso in paesi dalle potenzialità interessanti, come la Cina, abbiamo avviato percorsi di formazione per aumentare le competenze di professionisti del settore e rafforzare la consapevolezza dell’alta qualità dei nostri prodotti”.

La Chianti Academy è la prima scuola dedicata a professionisti del settore per diventare esperti del vino Chianti docg già avviata in Cina e ora anche in America Latina. I partecipanti avranno l’opportunità di conoscere la storia e la cultura legata alla denominazione, la catena di produzione e le politiche di tutela del prodotto e naturalmente gli abbinamenti con il cibo, oltre che le strategie di marketing e di comunicazione del prodotto. Le lezioni sono abbinate a degustazioni specifiche delle 30 diverse etichette del Consorzio rappresentative di tutte le tipologie esistenti. Dopo gli esami finali i partecipanti all’Academy riceveranno la qualifica di Chianti Wine Expert rilasciata dal Consorzio Vino Chianti. Alla prima edizione in Cina sono stati 240 gli studenti iscritti nelle quattro città coinvolte: Shenzhen, Guangzhou, Shanghai e Beijing.

*In foto da sx
Luigi Polizzi, dirigente MIPAAFT
Manuela Savardi, esperta mercati internazionali
Giovanni Busi, Presidente Consorzio Vino Chianti




La prestigiosa sala del Carroccio in Campidoglio ha ospitato la conferenza stampa di presentazione dell’Ariano International Film Festival.

La prestigiosa sala del Carroccio in Campidoglio ha ospitato il 14 giugno, la conferenza stampa di presentazione dell’Ariano International Film Festival.

Apertura con i saluti istituzionali dell’on. Giulio Pelonzi, sempre attento alla divulgazione dell’arte e della cultura a tutti i livelli.

Mille opere da oltre 65 Nazioni sono state selezionate da una giuria qualificata. Circa 80 opere saranno proiettate durante le giornate del festival, dal 29 luglio al 4 agosto, e selezionate nuovamente dalla giuria tecnica presentata da Annarita Cocca, direttrice artistica dell’AIFF che, insieme agli altri organizzatori e ai “volontari del festival”, riesce ogni anno a garantire una kermesse dai toni sempre più internazionali. L’evento è sostenuto grazie al contributo di sponsor privati, E-PLAY24 è lo Sponsor ufficiale di questa nuova edizione.

Uno scoppiettante Franco Oppini presiederà la giuria tecnica composta quest’anno da:

-Angelo Bassi Produttore “Mediterranea Production”

-Alfio Bastiancich Produttore “showLab”

-Andrea Canali funzionario Anica

-Sergio Giussani produttore “Ocean production”

-Pietro Innocenzi Produttore “Globe Film”

-Emanuela Rei attrice

-Emily Shah, attrice

-Prashant Shah, produttore “Bollywood Hollywood”

Presenti partner quali il Forum di cultura austriaca, Francesco Colangelo e Salvatore Marino con il Vertical Movie Festival e Eleonora Vallone con l’Acqua film festival, che ritroveremo ad Ariano Irpino tra le numerose iniziative e workshop previsti.

Non è mancato il saluto dell’assessore Pamela Cavotta di Montecalvo Irpino e del neo eletto sindaco di Ariano Irpino Enrico Franza che ha auspicato maggiore attenzione della politica nei confronti della cultura.

La moderazione dell’incontro è stata curata da Franco Mariotti, giornalista e vicepresidente del Sindacato Giornalisti Cinematografici Italiani. L’organizzazione e l’ufficio stampa sono stati coordinati da Clara Surro.




Una rara visione di Monet, Renoir, Rodin e Degas di Sacha Guitry

di Lara Ferrara

Nel 1915, con la nuova macchina da presa, un giovane attore francese di origine russa, Sacha Guitry, catturò alcuni dei più grandi artisti e autori francesi. Conferenziere, romanziere, poeta, caricaturista, giornalista, Sacha Guitry realizza questa chicca per gli appassionati di belle arti che sicuramente apprezzeranno questi affascinanti filmati ,di oltre 100 anni fa, di quattro dei più famosi artisti della storia; Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Auguste Rodin e Edgar Degas.

Chi è Alexandre Guitry?
Nato a Pietroburgo nel 1885 , fu un figlio d’arte: suo padre era Lucien Germain Guitry (1860–1925), un attore teatrale parigino che lavorò per nove anni al Teatro Michel di San Pietroburgo prima di tornare in Francia.Anche lui fu attore e autore di teatro. Imprigionato dopo la liberazione, scrisse un libro di ricordi: Quattro anni di occupazione (1947). Fu anche attore cinematografico, portando sullo schermo diverse sue commedie.
Per il teatro ha scritto circa 130 testi. Di molti di questi fu anche l’interprete. La sua produzione è fondamentalmente legata alla commedia boulevardière: situazioni brillanti, battute.
Si ricordano: La conquista di Berg-op-Zoom (1913), La gelosia (1915), L’illusionista (1917), Il marito, la moglie e l’amante (1919), Mio padre aveva ragione (1920), L’attore (1921), Desiré (1927), Castello di Spagna (1933), Il nuovo testamento (1933), Signore, non ascoltate (1951).
Esponente in vista della società parigina, nel 1919 Guitry sposò la cantante Yvonne Printemps. Con lei recitò in un buon numero di opere, portando la popolarissima Mozart in città del Nord America come New York, Montréal e Boston. Sette delle sue opere sono state scritte a quattro mani con Albert Willemetz, il suo miglior amico.
All’interno della produzione di questo fecondissimo autore, le cose migliori appartengono probabilmente a due filoni principali: quello dedicato ai rapporti di coppia, con commedie supportate da dialoghi frizzanti e da un benevolo scetticismo; e quelle dedicate al mondo del teatro, con il suo amore totale per il palcoscenico, e in cui trascrive riferimenti autobiografici (L’illusionista, L’attore). Morì a Parigi nel 1957.


*Grazie a
Chonday per la fonte e la gentile concessione del raro video.

Due note su (cliccate suo titolo per la visione del film completo) Ceux de Chez Nous
film completo Ceux de Chez Nous

Si tratta di un cortometraggio di due rulli, un gioiello di girato incorniciato in una serie di illustre apparizioni di personalità del mondo dell’arte dei primi del novecento: lo scultore Rodin in giardino e poi in giardino e poi nel suo studio mentre scolpisce il marmo; maître Henri-Robert, avvocato penalista, che improvvisa un’arringa; Claude Monet nel suo giardino di Giverny e poi davanti a una tela; André Antoine mentre dirige due attori (Jane Faber e Desfontaines) durante le prove di un’opera di Molière; Camille Saint-Saëns al piano e quindi intento a dirigere un’orchestra; Degas mentre passeggia lungo il Boulevard de Clichy; Edmond Rostand mentre scrive; Renoir, menomato dall’artrite, mentre dipinge con l’aiuto del figlio Jean; lo scrittore Octave Mirbeau; Sarah Bernhardt che chiacchiera con Sacha Guitry e poi declama dei versi; Anatole France nella sua biblioteca e quindi nel suo studio…

Buona visione