Presentata a Roma iniziativa “Ospedale amico delle donne migranti – la salute non ha etnia”

Realizzare modelli e strumenti di inclusione sociale ed economica. Questo è l’obiettivo del progetto “Ospedale amico delle donne migranti – la salute non ha etnia” realizzato in collaborazione dalla ASL Roma 1 e da Fondazione TIM, che sostiene progetti che valorizzano il ruolo delle nuove tecnologie insieme a capacità di gestione ed efficienza, per realizzare modelli e strumenti di inclusione economica e sociale.

Questa mattina, presso il Salone del Commendatore del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, sono state ripercorse le tappe di questo viaggio, raccontate dalla viva voce degli operatori e delle pazienti che hanno partecipato al lavoro, alla presenza del Direttore Generale di ASL Roma 1, Angelo Tanese, e del Direttore Generale di Fondazione TIM, Loredana Grimaldi.

Questa iniziativa, partita a settembre 2017 e conclusasi ad aprile di quest’anno, ha visto coinvolti i reparti e il personale di Ginecologia e Ostetricia degli ospedali San Filippo Neri e Santo Spirito in Sassia e di due consultori presenti sul territorio di competenza dell’azienda sanitaria. Sono loro i protagonisti del lavoro volto a potenziare il modello di accoglienza e assistenza alle donne migranti attraverso la promozione delle nuove tecnologie, in particolare con l’utilizzo di tablet, e con il supporto dell’attività di mediazione culturale attuata dal Programma Integra, partner del progetto, grazie al lavoro di 3 operatrici che hanno prestato servizio a chiamata per: bangla, russo, albanese, urdu, cinese, farsi, indi, amarico, tigrino, wolof, bambarà, mandinke, pular.

Alla ASL Roma 1 afferisce circa il 43% della popolazione straniera presente nella Capitale che corrisponde al 15% della popolazione residente di cui il 55,5% sono donne e il 44,6% uomini. Per quanto riguarda l’etnia viene registrata una prevalenza di persone provenienti dall’Asia e dall’Est Europa, che vede al primo posto romeni e filippini.

Fondazione TIM nasce nel 2008 come espressione dei principi etici, del forte impegno di responsabilità verso la comunità e dello spirito di innovazione di TIM. L’impegno è lavorare per un’Italia sempre più digitale, innovativa e competitiva collaborando con gli enti alla realizzazione dei progetti e mettendo a disposizione risorse economiche e competenze proprie del Gruppo.

ASL Roma 1 è una azienda sanitaria pubblica della Regione Lazio, nata il 1° gennaio 2016 a seguito della fusione di due aziende sanitarie con una azienda ospedaliera. Il suo bacino di utenza è di oltre un milione di cittadini e il territorio è pari a tre volte il comune di Milano. La mission dell’azienda è la promozione e la tutela della salute, sia individuale che collettiva, della popolazione residente e comunque presente a qualsiasi titolo nel proprio ambito territoriale, per consentire la migliore qualità di vita possibile, garantendo ai cittadini i livelli essenziali di assistenza, definiti dal Servizio Sanitario Nazionale e Regionale.




Partono i lavori Pon al Parco Archeologico di Paestum Zuchtriegel: non chiuderemo mai

Al via i lavori di riqualificazione, restauro e adeguamento che interesseranno il Parco Archeologico di Paestum nei prossimi mesi. Oggi, il direttore Gabriel Zuchtriegel ha presentato i due importanti progetti per il museo e l’area archeologica, finanziati dal programma operativo “Cultura e Sviluppo” 2014 – 2020, con fondi comunitari (FESR) e nazionali e che vede il MiBAC nel ruolo di amministrazione proponente e Autorità di gestione, per un importo di 13,2 milioni di Euro.

“L’intervento comprende aspetti variegati – spiega il direttore – i temi sono ricerca, restauro, tutela, inclusione, accessibilità e sostenibilità. Il filo rosso è l’attenzione per il dettaglio, il rispetto per il patrimonio archeologico ma anche architettonico, paesaggistico e artistico. Niente grandi opere, ma una specie di ritorno ai valori fondanti della cura della bellezza, della technē, parola con la quale i greci indicavano sia l’arte sia l’artigianato e la tecnica”.

I lavori nel museo trovano giustificazione nelle gravi carenze strutturali dell’edificio e nell’inadeguatezza del percorso espositivo. Inaugurato nel 1952, dopo il susseguirsi di ripetuti interventi di ampliamento e le continue trasformazioni dell’allestimento, l’obiettivo dei lavori è quello di risanare i deficit strutturali ed elaborare una concezione espositiva uniforme in tutte le sale per dare al museo quel senso di coerenza e omogeneità che attualmente manca, con particolare attenzione al contenimento del fabbisogno energetico.

Parallelamente, nell’area archeologica, più obiettivi si intrecciano tra loro e puntano al restauro della lunga cinta muraria di Paestum, alla ricerca e allo scavo archeologico delle insulae e a un miglioramento della fruizione e dell’accessibilità con nuovi percorsi e impianti.

Dagli interventi, non sarà escluso il Museo di Hera Argiva alla Foce del Sele, anch’esso oggetto di operazioni strutturali di riqualificazione, in vista di un rilancio e di un’apertura stabile.

“Sarà una sfida per tutta la squadra del Parco – continua il direttore Zuchtriegel – ma sono certo che, grazie alla forte motivazione e professionalità dei funzionari e degli assistenti, ci riusciremo!”.

I lavori saranno svolti con l’ausilio di grandi professionalità tecniche, interne ed esterne, rivolgendo sempre una particolare attenzione al pubblico del Parco che sarà costantemente coinvolto con la possibilità di visitare i cantieri e dialogare con gli addetti ai lavori.

“Da cronoprogramma saremo impegnati per circa 18 mesi – fa sapere la portavoce del Parco, Rossella Tedesco – il nostro impegno è garantire in tutto il periodo l’apertura quotidiana di scavi e musei. Faremo in modo che l’offerta culturale non subirà variazioni. Il pubblico costituirà sempre la nostra priorità e ci impegneremo a continuare a soddisfare le sue esigenze, anche con una capillare campagna di informazione e comunicazione attraverso i nostri canali web”.

In questi ultimi anni, è emerso un nuovo ruolo sociale dei luoghi della cultura che li vede soggetti attivi capaci di costruire nuovi significati per l’intera comunità.

“Il Parco è chiamato all’azione, al cambiamento, attraverso un utilizzo mirato, consapevole e personalizzato delle reti di relazioni di cui dispone e che tende a costruire – dichiara il Funzionario alla Comunicazione, Maria Boffa – In questa ottica, la prospettiva che si apre per Paestum, dopo i lavori, è di poter acquisire maggiormente la centralità che gli compete. Scenario attivo, spazio attrattore, realtà partecipata ed inclusiva. Non strumento statico per celebrare collezioni archeologiche, ma ben altro. Una piazza. Una vera e propria agorà di incontri e confronti costruttivi dal forte valore culturale e sociale”.




L’Architettura Gassosa – Un manifesto grafico di Emmanuele Lo Giudice – Convegno 28-31 Maggio 2019 // workshop 4-9 di Giugno 2019 – Macro Asilo, Roma

Il convegno e il workshop ARCHITETTURA GASSOSA, diretto da Emmanuele Lo Giudice, si presenta come evento di analisi ed approfondimento interdisciplinare del manifesto Architettura Gassosa, per un nuovo realismo critico, all’interno dello spazio del MACRO, Museo di Arte Contemporanea di Roma, in via Nizza 138.che, partendo dai vari cambiamenti in atto evidenti a tutti, illustra una proposta concettuale, operativa, interpretativa e metodologica per l’architettura prossima e futura. In particolare viene presentata una proposta di museo gassoso, molto interessante nell’ottica di uno stretto rapporto tra arte e architettura.

Questa proposta è stata presentata per la prima volta nell’Aprile 2018 in Messico in un congresso internazionale presso Università FAUV, e a Novembre 2018 presso il Padiglione Spagnolo della Biennale di Venezia 2018 con un workshop ed un convegno internazionale. In questi ultimi mesi il dibattito si è spostato da Venezia a Roma e Firenze, con una serie di conferenze ed incontri sul tema.

L’Architettura Gassosa non segue un progetto predefinito, ma prevede l’idea di un’architettura immanente, non più legata ad una ricerca puramente formale, ma alle proprietà che la caratterizzano. Punto focale del progetto non è più l’edificio in se, ma il sistema di relazione tra spazi e funzioni che si possono aggregare e disgregare per la “costruzione” di una vitale essenza processuale attraverso cui raccontare, fare e pensare l’architettura contemporanea. Per rendere più chiara la proposta si è scelto di prendere in esame il tema del museo: un museo gassoso.

Il museo gassoso è uno spazio architettonico interattivo, aperto, che si adatta a qualsiasi situazione, che costruisce un sistema di relazioni privo di gerarchia, cosmopolita, narrativo, indipendente, sociale, ludico, atmosferico, sostenibile, in rete, critico, politico, ecc. Il museo gassoso è il risultato del dialogo tra artisti, architetti, studenti e professionisti che lavoreranno insieme alla definizione di questo tipo di museo, la cui proprietà principale è data dalla relazione che esiste tra l’opera d’arte che si espone e lo spazio che la accoglie. Gli spazi che espongono le opere, nel Museo Gassoso diventano il contesto stesso cui nasce l’opera, o il contesto in viene riletta l’opera. Quindi non “macchine” espositive, ma la luoghi dell’esperienza, dove opera d’arte e spazio diventano un’unica cosa. Si vuole porre l’attenzione allo stretto rapporto che l’opera d’arte ha con lo spazio con cui si relazione, e del rapporto che le persone hanno con l’opera d’arte

Dal 28 al 31 maggio si terrà un convegno aperto a tutti, in cui si analizzeranno le tematiche del manifesto grazie al contributo di illustri architetti, artisti, docenti ed intellettuali provenienti da varie parti del mondo.

Dal 4 al 9 giugno si terrà un workshop con iscrizione obbligatoria, durante il quale si progetterà e realizzerà un museo gassoso, in collaborazione con la ditta SEKKEI, che sponsorizza l’evento.

I partecipanti saranno suddivisi in gruppi, ognuno dei quali avrà un artista di riferimento con cui progettere un dispositivo espositivo pensato appositamente per una o più opere dell’artista designato.

L’obiettivo del workshop è di creare l’hardware necessario a una nuova visione di sviluppo urbano dove le forze creative del territorio messe a sistema possano dare vita ad un innovativo progetto culturale.

L’evento è patrocinato da: Ordine degli Architetti di Roma; Università di Architettura della Sapienza di Roma; Istituto ISIA di Roma; Accademia di Belle Arti di Roma; Università FAUV, Facultad de Arquitectura Universidad Veracruzana Xalapa; Amate l’Architettura; Fondazione Antonio Presti.

Gli sponsor dell’evento sono:

SEKKEI Sustainable Design, una giovane e dinamica start up che progetta e realizza arredi e complementi in cartone (https://www.sekkeidesignsostenibile.it/).

Salcheto Soc. Agr. s.r.l è un’azienda vitivinicola biologica e biodinamica con sede a Montepulciano (SI), che ha fatto della territorialità, eco-sostenibilità e qualità dei vini prodotti i suoi punti di forza (http://www.salcheto.it/).

Sep t-shirt è una giovane start up che produce “le magliette più belle del mondo”, interamente e orgogliosamente made in Italy (https://www.sept-shirt.com).

Angela Ferraro Home textile, un designer pugliese che realizza dal 2015 dei prodotti tessili tagliati e ricamati a mano dal design unico e minimale (https://www.facebook.com/angelaferrarotextile/).

Ospiti del workshop e del convegno

Matteo Aimini – architetto, docente presso la Università di Architettura dello IUAV di Venezia

Carmelo Baglivo – artista ed architetto, docente presso Università di Ferrara

Eclario Barone – pittore e docente dell’Accademia delle Belle Arti di Roma

Renato Bocchi– architetto, docente presso la Università di Architettura dello IUAV di Venezia

Franco Bunčuga – attivista e autore di diversi libri sul rapporto tra arte e architettura

Orazio Carpenzano – architetto, docente presso la Università di Architettura della Sapienza di Roma

Vincenzo Di Siena – architetto, docente presso lo IED di Roma

Filippo Florian – architetto e studioso dell’Architettura Gassosa

Matteo Giovannone – designer e direttore della ditta SEKKEI

Gisella Giudice – architetto e membro di p.r.o.g. arch_design

Clemencia Labin – artista visuale venezuelana

Emmanuele Lo Giudice – architetto e autore dell’Architettura Gassosa

Santo Marra – architetto, membro di Amate l’Architettura

Massimo Mazzone – scultore, attivista e docente all’Accademia di Brera di Milano

Tiziana Migliore – docente di semiotica all’Università di Roma Tor Vergata

Antonello Monaco – architetto, docente presso la Università di Architettura della Sapienza di Roma

Floriana Orlandino – architetto e membro di p.r.o.g. arch_design

Elena Padovani – architetto e studiosa dell’Architettura Gassosa

Massimo Pica Ciamarra – architetto, docente e vicepresidente della Fondazione Italiana di Bioarchitettura

Antonio Presti – artista e presidente della Fondazione Fiumara d’Arte

Franco Purini / Laura Thermes – architetti, docenti universitari

Barbara Renzi – architetto e membro di p.r.o.g. arch_design

Diego Repetto – architetto, autore del Quinto Paesaggio

Francesco Ventura – architetto, docente presso la Università di Architettura di Firenze

Organizzazione del Workshop e del Convegno

Workshop 4-9 di giugno // convegno 28-31 di maggio

Coordinatore scientifico del Convegno e del Workshop

Emmanuele Lo Giudice – architetto, autore dell’Architettura Gassosa

Programma del workshop

Il workshop si svolgerà da martedì 4 a domenica 9 giugno

L’Università la Sapienza CdL Magistrale in Architettura riconosce 4 CFU agli studenti che parteciperanno al workshop.

Luogo, date e ore del workshop

Il workshop, con iscrizione obbligatoria, avrà una durata complessiva di 48 ore divise nell’arco di 6 giorni, a partire da martedì 4 a domenica 9 di Giugno, dalle 10.00 del mattino fino alle 18.00 di sera, a Roma presso il Museo Macro di via Nizza 138. Il workshop sarà dedicato esclusivamente al lavoro di laboratorio, durante il quale si progetterà e realizzerà un museo gassoso all’interno degli spazi del Museo Macro. Il numero massimo dei partecipanti al workshop è di 40.

Iscrizione

Il workshop è aperto a studenti di lauree magistrali in architettura, arte, design ed ingegneria civile, di varie nazionalità, a liberi professionisti e a studiosi interessati al progetto.

L’Università la Sapienza CdL Magistrale in Architettura riconosce 4 CFU agli studenti che parteciperanno al workshop.

L’iscrizione alla partecipazione al workshop è gratuita.

Per le iscrizioni inviare una email a architetturagassosa@gmail.com entro e non oltre il 2 Giugno

Calendario delle giornate del workshop

Martedì 4 Giugno

10:00 – 13:00 Presentazione del workshop, dei tutor, degli artisti e dei docenti, formazione dei gruppi di lavoro e inizio del laboratorio.

Conferenze di Massimo Mazzone; Clemencia Labin; Eclario Barone; Carmelo Baglivo; Elena Padovani; Filippo Florian; dello studio p.r.o.g. arch_design

13:00-14:00 pausa pranzo

14:00-15:00 Conferenza di Matteo Giovannone (SEKKEI) – Come costruire con il cartone

15:00-18:00 Primi studi di progetto

Mercoledì 5 Giugno

10:00-13:00 laboratorio studio del progetto

13:30-14:30 pausa pranzo

14:30-18:00 laboratorio definizione del progetto

Giovedì 6 Giugno

10:00-13:30 laboratorio – definizione finale del progetto

13:30-14:30 pausa pranzo

14:30-18:00 laboratorio – inizio realizzazione del progetto

Venerdì 7 Giugno

10:00-13:30 laboratorio realizzazione del progetto

13:30-14:30 pausa pranzo

14:30-18:00 laboratorio – realizzazione del progetto

Sabato 8 Giugno

10:00-13:30 laboratorio – realizzazione del progetto

13:30-14:30 pausa pranzo

14:30-18:00 laboratorio – conclusione della realizzazione del progetto

Domenica 9 Giugno

10:00-13:30 realizzazione allestimento

13:30-14:30 pausa pranzo

14:30-18:00 presentazione finale dei lavori e consegna degli attestati di partecipazione

Programma del convegno

Il convegno si svolgerà da martedì 28 a domenica 31 Maggio

Luogo, date e ore del convegno

Le conferenze sono tutte gratuite e aperte al pubblico. Il convegno si svolgerà a Roma dal 28 e al 31 Maggio nella Sala Cinema del Museo Macro di Roma in via Nizza 138. Avrà una durata complessiva di 26 ore divise nell’arco di 4 giorni.

Il 28 e il 29 dalle 11.00 del mattino fino alle 20.00 di sera, mentre il 30 e il 31 dalle 11:00 del mattino fino alle 13:00.

28 -  dalle 11:00 alle 20:00

29 -  dalle 11:00 alle 20:00

30 -  dalle 11:00 alle 13:00

31 -  dalle 11:00 alle 13:00

Calendario del convegno

Prima giornata del convegno

Martedì 28 Maggio

11:00 Inizio della prima giornata di convegno

conferenze con dibattito finale

11:00 -12:00

Emmanuele Lo Giudice – saluti e presentazione dell’Architettura Gassosa

Antonello Monaco – Riflessioni sul manifesto dell’Architettura Gassosa

12:00 -13:00

Massimo Mazzone –  Arquitectura gaseosa versus barbuja inmoibiliaria

Franco Bunčuga – Arte, architettura e anarchia

13:00-14:00 pausa pranzo

conferenze con dibattito finale

14.00-15.00

Orazio Carpenzano – Reversibilità. L’architettura come spazio dell’esperienza

15.00 -16.00

Massimo Canevacci – Società e Architettura Gassosa

Emmanuele Lo Giudice, Orazio Carpenzano, Vincenzo Di Siena

16. 00 -17.00

Massimo Pica Ciamarra – Capzioso e Captante

17.00 -18.00

Franco Purini / Laura Thermes – La mia idea di immateriale in cinque disegni

18.00 -20.00

Santo Marra – Architettura come strategia

Elena Padovani –  L’immateriale in architettura

Seconda giornata del convegno

Mercoledì 29 Maggio

11:00 Inizio della seconda giornata di convegno

conferenze con dibattito finale

11:00 -12:00

Emmanuele Lo Giudice – saluti e presentazione

Diego Repetto – Architettura Gassosa ed il paesaggio contemporaneo

12:00 -13:00

Emmanuele Lo Giudice – Un’anticipazione del workshop

Matteo Giovannone – Come costruire con il cartone,

13:00-14:00 pausa pranzo

conferenze con dibattito finale

14.00-15.00

Tiziana Migliore – Accordi e Disaccordi – Consensi e Dissensi

15.00 -16.00

Francesco Ventura – Il luogo

16.00 -17.00

Antonio Presti – La politica della Bellezza (il caso urbanistico di Librino)

17.00 -18.00

Renato Bocchi – Architettura Evanescente e Immateriale

18.00 -20.00

Matteo Aimini – Il progetto, tra materia e cambi di stato

Vincenzo Di Siena – Architettura effimera

Terza giornata del convegno

Giovedì 30 Maggio

11:00 Inizio della terza giornata di convegno

conferenze con dibattito finale

11:00-12:00

Emmanuele Lo Giudice – Dalla capanna all’ombrello

12:00 -13:00

Università FAUV del Messico – Alcuni casi studio sull’Architettura Gassosa

Emmanuele Lo Giudice, Elena Padovani

Quarta giornata del convegno

Venerdì 31 Maggio

11:00 Inizio della quarta giornata del convegno: tavola rotonda aperta al pubblico con dibattito finale

11:00-13:00:

Emmanuele Lo Giudice, Elena Padovani, Massimo Mazzone, Diego Repetto, Vincenzo Di Siena: considerazioni finali del convegno

Enti patrocinatori dell’evento

L’evento è patrocinato da: Ordine degli Architetti di Roma; Università di Architettura della Sapienza di Roma; Istituto ISIA di Roma; Accademia di Belle Arti di Roma; Università FAUV, Facultad de Arquitectura Universidad Veracruzana Xalapa; Amate l’Architettura; Fondazione Antonio Presti.

Sponsororizzato da:

SEKKEI Sustainable Design è una giovane e dinamica start up composta da progettisti, designer e creativi che progettano e realizzano arredi e complementi di arredo dalle forme originali, ideati attraverso la sperimentazione e la combinazione di materiali eco-sostenibili la cui lavorazione prevede un basso impatto ambientale. https://www.sekkeidesignsostenibile.it/

Salcheto Soc. Agr. s.r.l è un’azienda vitivinicola biologica e biodinamica con sede a Montepulciano (SI). Nata nel 1984 nella zona di Montepulciano, ha fatto della territorialità, eco-sostenibilità e qualità dei vini prodotti i suoi punti di forza. http://www.salcheto.it/

Sep t-shirt è una giovane start up nata a Parma nel 2015 che produce le magliette più belle del mondo. I prodotti magliette e felpe sono interamente e orgogliosamente made in italy. L’art direction è interamente a cura del fondatore. https://www.sept-shirt.com

Angela Ferraro Home textile è un desiner pugliese che realizza dal 2015 dei prodotti tessili tagliati e ricamati a mano, dal design unico e minimale.

https://www.facebook.com/angelaferrarotextile/

Media partener

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L’educazione fa bene alla salute. Al Santa Maria della Pietà c’è “Educata-Mente” il primo meeting delle scuole della ASL Roma 1


Oltre 100 iniziative popoleranno il Parco di Santa Maria della Pietà il prossimo 10, 11 e 12 maggio. È questa la tre giorni organizzata dalla ASL Roma 1 per ribadire lo stretto legame esistente tra Scuola e Salute, con la partecipazione attiva delle istituzioni scolastiche del territorio.

Molti gli appuntamenti in programma dalle iniziative espositive, espressive e seminariali – cui parteciperanno allievi, insegnanti, genitori, operatori sanitari e del sociale – alla musica, dallo sport ai laboratori creativi, dalle visite presso il Museo Laboratorio della Mente all’antica e terapeutica arte della pasticceria, e non mancheranno focus sulla prevenzione, anche in merito al fenomeno del cyberbullismo. Due gli importanti eventi conclusivi: “Piantiamo un albero: un bambino e un albero da custodire” e la premiazione de “Il Parco che vorrei”, momento in cui verranno raccolte e valutate tutte le proposte dei ragazzi per migliorare il parco.

L’iniziativa è frutto del Protocollo Interistituzionale per l’Inclusività e la Promozione della Salute in ambito scolastico siglato nel 2018 dalla ASL Roma 1 con gli Ambiti Territoriali Scolastici/Scuola Polo per l’Inclusione 1, 2, 8, 9, il MIUR, il Dipartimento Politiche Sociali Sussidiarietà e Salute e Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici, Politiche della Famiglia e dell’Infanzia di Roma Capitale, i Municipi Roma I, Roma II, Roma III, Roma XIII, Roma XIV, Roma XV e ben si colloca all’interno del Comprensorio dove è stato recentemente istituito il Centro Internazionale di Promozione della Salute e del Benessere, una grande officina di idee e di strategie finalizzate al miglioramento dello stato di salute e di benessere di tutti i cittadini.

Per il programma completo: www.aslroma1.it




Taglio del nastro per il Centro di Oftalmologia Pediatrica dell’ospedale Oftalmico alla presenza del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti,

AL VIA IL CENTRO DI OFTALMOLOGIA PEDIATRICA ALL’OSPEDALE OFTALMICO, UNO SPAZIO A MISURA DI BAMBINO

Taglio del nastro per il Centro di Oftalmologia Pediatrica dell’ospedale Oftalmico alla presenza del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, dell’Assessore Sanità e integrazione Socio-Sanitaria Alessio D’Amato e del Direttore Generale della ASL Roma 1 Angelo Tanese, insieme al Presidente del Municipio Roma 1 Centro Sabrina Alfonsi.

IL CENTRO – Un ambulatorio a misura di bambino, con un investimento complessivo tra ristrutturazione impiantistica, edile e strumentazione di circa 140.000 euro. Si tratta di un servizio di secondo livello, che consentirà di effettuare un’importante attività di diagnostica oltre che di prevenzione e trattamento delle miopie con nuove tecniche farmacologiche. Nel Centro, oltre a visite oculistiche e ortottiche pediatriche, saranno trattati astigmatismi, strabismi e somministrato test del riflesso rosso, screening effettuato alla nascita essenziale per il precoce riconoscimento di patologie che possono compromettere la vista dei bambini. Di prossimo avvio anche un servizio dedicato alle scuole, volto alla prevenzione dell’occhio pigro.

L’ambulatorio, che si rivolge a bambini da 0 a 14 anni, viene assicurato il martedì, mercoledì e giovedì dalle 8 alle 13, con la prenotazione della prima visita oculistica o ortottica tramite ReCUP, e i successivi controlli gestiti direttamente dal Centro.

AMBIENTI ACCOGLIENTI – Sulle pareti dell’ambulatorio sono stati realizzati dal giovane scenografo Giorgio Brizielli alcuni personaggi a fumetti con nomi ispirati all’universo degli occhi. L’obiettivo delle decorazioni è quello di trasformare la sala d’attesa in un ambiente particolarmente accogliente per i bambini. Stesso concept anche per lo spazio esterno, con un giardino – chiamato “giardinocchio” – a disposizione dei piccoli pazienti, in cui giocare in sicurezza.

L’OSPEDALE OFTALMICO – Con i suoi 60.000 accessi annui al Pronto Soccorso Oculistico, i circa 7000 interventi chirurgici, di cui 1000 per distacco di retina, e gli oltre 2800 trattamenti intravitreali per le maculopatie è una realtà di eccellenza nel panorama nazionale. Da alcuni anni è in corso un processo di crescita continua delle attività, con professionisti altamente qualificati e di consolidata esperienza, affiancati dall’ingresso significativo di molti giovani medici.




Vele Rosa per il Centro di Senologia dell’Ospedale San Filippo Neri ASL Roma 1

Dal 19 al 22 aprile sport e prevenzione si incontrano allo Shilling di Ostia per una grande iniziativa di beneficienza.
Sensibilizzare sull’importanza della prevenzione del tumore del seno e raccogliere fondi destinati all’acquisizione di tecnologie a favore delle Donne in Rosa, è questo l’obiettivo della manifestazione Vele Rosa, questo il titolo dell’evento, organizzata dalla Classe Windsurfer che si svolgerà ad Ostia nei giorni 19-22 aprile presso lo stabilimento Shilling, P.le Cristoforo Colombo, 25/35, sul lungomare dello storico Belvedere della Rotonda.

Si partirà venerdì 19 aprile alle ore 17 presso lo Stabilimento Balneare Shilling con la Tavola Rotonda sulla prevenzione dei tumori e il ruolo della breast unit nella prevenzione e nell’informazione, alla quale seguirà la serata di gala destinata a raccogliere fondi per la Breast Unit della ASL Roma 1 presso l’Ospedale San Filippo Neri. Aziende sia pubbliche che private potranno infatti devolvere una quota all’Associazione Onlus “Il Rosa che Osa” (Via Liberiana, 17 – 00185 Roma – CF 97850810587 – www.ilrosacheosa.it) che si è da subito impegnata ad utilizzare i fondi per l’acquisto di nuove tecnologie per terapie oncologiche.

L’iniziativa, coordinata dal chirurgo senologo Leonardo Leone, sarà incorniciata da un evento sportivo a carattere internazionale, la Spring Cup Windsurfer – valida come Campionato Europeo Classe Windsurfer – regata in cui gareggeranno personaggi sportivi provenienti dai più prestigiosi campionati del mondo, tra cui Fabio Balini, ex campione mondiale di tavola a vela e patron dello Shilling.

In occasione di questa maratona della prevenzione la LILT (Lega Italiana Tumori) allestirà sul Belvedere della Rotonda un centro diagnostico senologico di primo livello, dove sarà possibile effettuare un esame ecografico ed una visita clinica con medici specialisti senologi dell’Ospedale San Filippo Neri.

L’evento è patrocinato tra gli altri da: ASL Roma 1, ASL Roma 3, LILT, Marina Militare, Capitaneria di Porto, Municipio Roma X.




A Roma la cerimonia di sottoscrizione alla presenza di Barbara Mangiacavalli, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche, Angelo Tanese, Direttore generale della ASL Roma 1 e Maria Angela Falà, Presidente Tavolo Interreligioso di Roma

Nove diritti per garantire, oltre alle cure, il rispetto della dignità e il supporto religioso e spirituale per chi si trova nella fase finale della vita in strutture sanitarie. È il Manifesto Interreligioso dei Diritti nei Percorsi di Fine Vita che la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie, di cui fanno parte gli oltre 450mila infermieri che operano in Italia, oltre il 40% di tutti gli operatori sanitari, il maggior Ordine professionale del Paese, ha ufficialmente sottoscritto – primo Ordine delle professioni sanitarie – alla presenza del presidenti di tutti gli Ordini Provinciali riuniti a Roma per l’ultima verifica del loro nuovo Codice deontologico, nato per la prima volta da un lavoro che ha convolto in oltre un anno di attività i professionisti attraverso una consultazioni on line, gli Ordini, bioetici, giuristi, associazione delle persone portatrici di patologie e, appunto, i rappresentanti di tutte le religioni. Definire i diritti e garantire, oltre alle cure, il rispetto della dignità e il supporto religioso e spirituale per chi si trova nella fase finale della vita in strutture sanitarie è il fulcro del Manifesto. Diritti da garantire non solo nei centri di cure palliative ma anche negli ospedali, nei pronto soccorso; un lavoro delicato quanto importante, un traguardo che è frutto di una particolare sensibilità nei confronti del dialogo interreligioso in ambito sanitario. Creare un percorso che porti a impegni concreti è l’obiettivo del documento che rappresenta un importante punto di arrivo di un percorso pienamente condiviso con le confessioni religiose che rende possibile la trasformazione dei nove diritti sottoscritti in procedure operative.

“La nostra professione si realizza nell’incontro con l’assistito indipendentemente dal credo religioso, politico e dalle questioni di genere – ha dichiarato Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche – e nel momento del fine vita gli infermieri sono i più presenti accanto alle persone, di qualunque estrazione religiosa, culturale o etnica esse siano, assolutamente senza alcuna distinzione e, anzi, sempre con maggiore qualificazione, formazione e appropriatezza. Per dare applicazione a questo importante Manifesto, bisogna dotarsi di concreti strumenti di lavoro e noi infermieri stiamo già facendo la nostra parte, ad esempio, sul fronte delle cure palliative, il cui accesso deve essere un diritto imprescindibile da tutelare in ogni sede”.

“La morte non è un atto che accade e finisce lì, spesso è un percorso” commenta Maria Angela Falà, Presidente Tavolo Interreligioso di Roma, tra gli esperti che hanno partecipato alla revisione del nuovo Codice degli infermieri. “Ora – ha aggiunto – i diritti devono diventare azioni con la formazione negli ospedali di persone che siano capaci di farli rispettare”.

“Questo Manifesto è il risultato di un lavoro condiviso – ha spiegato il direttore generale dell’ASL Roma 1, Angelo Tanese, tra i promotori dell’iniziativa insieme all’Università Cattolica del Sacro Cuore e al Tavolo interreligioso di Roma – che mette al centro il rispetto della persona e che si pone come punto di riferimento per realizzare e sostenere nuove iniziative volte a promuovere un percorso che sia modello di accoglienza, sostegno e rispetto del credo religioso di ciascuno, replicabile in altre realtà sanitarie”.

Il Manifesto è composto di nove punti:

Diritto di disporre del tempo residuo
Ogni persona ha il diritto di conoscere ed essere reso consapevole del suo percorso di cura e del possibile esito, secondo i protocolli terapeutici più aggiornati, affinché possa gestire la propria vita in modo qualitativamente soddisfacente, anche in relazione alla propria spiritualità e fede religiosa.

Diritto al rispetto della propria religione
Ogni persona ha il diritto di comunicare la propria fede religiosa alla struttura sanitaria affinché possa essere rispettata, in conformità alla normativa sulla privacy.

Diritto a servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale
Ogni persona ha il diritto di usufruire di servizi rispettosi della sua sfera religiosa, spirituale e culturale, compatibilmente con le possibilità organizzative. A tal fine la struttura sanitaria deve promuovere adeguati percorsi informativi e formativi per gli operatori.

Diritto alla presenza del Referente religioso o Assistente spirituale
Ogni persona ha diritto di avere accanto il proprio Referente religioso o Assistente spirituale cui sia garantito l’accesso, compatibilmente con l’organizzazione dei servizi sanitari.

Diritto all’assistenza di un mediatore interculturale
Ogni persona ha il diritto nel percorso di fine vita di potersi avvalere di un mediatore interculturale o altra persona competente autorizzata, il cui intervento viene favorito dalla struttura sanitaria.

Diritto a ricevere assistenza spirituale anche da parte di Referenti di altre fedi
Ogni persona ha il diritto di chiedere, qualora l’Assistente spirituale della propria fede non fosse disponibile, l’assistenza da parte di un Referente di altra fede.

Diritto al sostegno spirituale e al supporto relazionale per sé e per i propri familiari
Ogni persona ha il diritto di ricevere all’interno della struttura sanitaria il sostegno spirituale e il supporto relazionale per sé e per i propri familiari.

Diritto al rispetto delle pratiche pre e post-mortem
Ogni persona ha diritto al rispetto delle pratiche pre e post mortem previste dalla religione di appartenenza. La struttura sanitaria è tenuta a conoscere tali pratiche, a formare adeguatamente il proprio personale e a creare le condizioni perché queste pratiche possano essere realizzate, in conformità con la normativa vigente.

Diritto al rispetto reciproco
Ogni diritto porta come conseguenza il dovere di ognuno di rispettare il credo religioso degli altri, siano essi pazienti, familiari o personale di cura.

Il manifesto è stato sottoscritto anche dal Centro Islamico Culturale d’Italia, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, l’Hospice Villa Speranza – Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, l’Unione Buddhista Italiana, l’Unione Comunità Ebraiche Italiane, l’Unione Induista Italiana, l’Unione Italiana Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno, il Vicariato di Roma, l’AVO (Associazione Volontari Ospedalieri), il CSV Lazio (Centro Servizio per il Volontariato), Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato, un Operatore Socio Sanitario in rappresentanza della categoria.

Nella foto da sinistra: Paolo Favari, Direttore Generale Gemelli Medical Center, Barbara Mangiacavalli, Presidente FNOPI, Angelo Tanese, Direttore Generale ASL Roma 1.




A Paestum il convegno “Lo Spettro artistico” per la XII giornata mondiale sulla consapevolezza dell’autismo

Lara Ferrara

Dopo l’avvio del progetto “Un tuffo nel blu”, il Parco Archeologico di Paestum celebra la XII giornata mondiale sulla consapevolezza dell’autismo con il convegno “Lo Spettro Artistico – Il museo come luogo della cultura Autism Friendly”, martedì 2 aprile 2019. L’incontro apre un dialogo sulle tematiche dell’autismo, dell’inclusione e dell’accessibilità nei musei per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’autismo e per promuovere la ricerca di nuove forme di comunicazione e di espressione attraverso i beni culturali.

“Il museo di Paestum è “Autism Friendly” – afferma il direttore Gabriel Zuchtriegel – Luogo della cultura per eccellenza, rappresenta il contesto ideale per favorire la fruizione dell’arte da parte di queste persone, divenendo così uno spazio di incontro, di apprendimento e di socializzazione che permette di superare le numerose barriere architettoniche, sociali e culturali che purtroppo spesso si riscontrano nella quotidianità. A Paestum, ci piace parlare di uno spettro artistico e non autistico, perché cerchiamo di valorizzare tutte le forme di espressione, anche le più intime, che possono emergere attraverso la cultura”.

l Parco Archeologico di Paestum sta lavorando da diverso tempo al coinvolgimento delle persone con disturbi dello spettro autistico garantendo una serie di servizi e di laboratori a loro dedicati e la disponibilità di spazi museali adatti ad accoglierli. Da quest’anno è attivo il percorso di visita “Un tuffo nel blu”, realizzato in collaborazione con l’associazione Cilento4all, e dedicato a bambini e ragazzi speciali ovvero alle loro famiglie e a un pubblico
più adulto.
I relatori chiamati a intervenire al convegno rappresentano un gruppo eterogeneo di professionisti del mondo scientifico e culturale nonché esponenti delle istituzioni regionali e locali capaci di offrire punti di vista differenti sull’esperienza museo-autismo, nella consapevolezza che promuovere e diffondere una cultura “Autism Friendly” è possibile soprattutto grazie alla creazione di una rete efficace tra attori che, a più livelli, agiscono sul
territorio. Oltre al direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel, saranno presenti Rosanna Romano della Direzione Generale per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania e Tommaso Pellegrino Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni. Gli altri interventi saranno a cura di Laura Valente
del Museo Madre di Napoli, Luisa Varriale dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, Giovanni Minucci, rappresentante dell’Associazione Cilento4all, Paolo Maietta del Centro Europeo per l’Autismo di Cicerale e Paolo Sarra per l’associazione di genitori “Autismo Fuori dal Silenzio” di Eboli. Paestum aderisce alla campagna internazionale “Light it up the blue”, illuminando di blu il tempio di Athena, la sera del 2 aprile, a partire dalle ore 19:30. Il blu è il colore simbolo dell’autismo, scelto dalle Nazioni Unite nel 2007 quando è stata istituita la giornata sulla
consapevolezza dell’autismo e che, ogni anno, tinge i principali monumenti del mondo.

INFO: Martedì 2 aprile 2019, ore 10:00 presso la “Sala Cella” del museo di Paestum.
L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso al Parco, nel biglietto annuale Paestum Mia e nella card Adotta un blocco.




Allevamenti intensivi:la migliore azione che possiamo fare già da oggi per salvare il pianeta è abbandonare un’alimentazione basata sul consumo di animali.

di Lara Ferrara

Giudicati dalla maggioranza in modo negativo, perché considerati poco rispettosi del benessere degli animali. Descritti spesso come dei “lager” in cui gli animali sono sottoposti alle peggiori sofferenze.

Ma cosa si intende con il termine “intensivo”? E sono davvero il male che tutti pensano?

Decine di miliardi di animali allevati e uccisi ogni hanno negli allevamenti a scopo alimentare.
Non ci limitiamo a farli nascere, crescere e morire. Anni di incroci e selezioni genetiche ci hanno permesso di adattare le loro caratteristiche fisiche alle nostre esigenze, a discapito del loro benessere e della loro stessa sopravvivenza. In pratica, li abbiamo trasformati in macchine.

E non sono solo gli animali a soffrire a causa degli allevamenti intensivi; anche la nostra salute viene messa a rischio. Gli allevamenti intensivi favoriscono la trasmissione di malattie e le mutazioni degli agenti patogeni in ceppi più pericolosi.

Il Parlamento europeo ha votato oggi una normativa che vieta l’abuso degli antibiotici negli allevamenti. Secondo CIWF, membro dell’Alleanza per Salvare i Nostri Antibiotici (The Alliance to Save our Antibiotics[i]), si tratta di una importante vittoria per il benessere degli animali e la salute dei cittadini europei, che arriva dopo anni di campagne di sensibilizzazione sull’argomento.

Questo storico voto[ii], che dovrà essere confermato dal Consiglio dell’Unione europea, vieta l’uso di massa e su gruppi di animali a partire dal 2022.

L’abuso degli antibiotici è stato dilagante negli ultimi decenni negli allevamenti per compensare le scarse condizioni di benessere degli animali. Questo, insieme con il sovraffollamento, favorisce lo sviluppo di batteri resistenti che possono infettare anche le persone.

Le condizioni d’allevamento nei sistemi intensivi, in cui gli animali vivono ammassati in spazi ristretti, favoriscono la trasmissione di malattie e le mutazioni degli agenti patogeni in ceppi più pericolosi. Uno studio recente effettuato nel Regno Unito ha constatato che gli allevamenti di galline in batteria sono sei volte più suscettibili degli altri tipi di allevamento di essere infettati dal ceppo di Salmonella più spesso associato alle intossicazioni alimentari. Le malattie di origine alimentare come quelle veicolate da E. coli e Salmonella provocano delle gastroenteriti e possono, nei casi estremi, portare alla morte.
«Più del 75 % dei polli in Europa soffrono di infezioni da Campylobacter, una causa comune di intossicazione alimentare. (Fonte: Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, 2010)»

Con migliaia di animali ammassati in luoghi chiusi, questi allevamenti intensivi sono suscettibili di creare tutta una gamma di agenti inquinanti. Queste sostanze inquinanti possono danneggiare al tempo stesso l’ambiente naturale, gli animali e le piante.

Nel 2006, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) ha descritto l’allevamento intensivo come uno dei fattori che maggiormente contribuiscono ai più gravi problemi ambientali attuali.

I metodi di allevamento più tradizionali sono spesso efficaci per trasformare l’erba e certe deiezioni in alimenti utili per il bestiame. Il modello di allevamento “crescita rapida, rendimento elevato” è invece molto meno efficace, perché utilizza delle quantità considerevoli di cereali e di soia ricca di proteine per rispondere alle necessità alimentari degli animali. Le colture di cereali ricevono quantità massicce di pesticidi e di fertilizzanti ricchi d’azoto e fosforo per stimolarne la crescita, ma una gran parte di questi prodotti può diffondersi nei terreni e nelle falde freatiche.
Problematica ambientale dell’allevamento intensivo che riguarda il rischio di inquinamento delle acque superficiali e di falda da parte degli spargimenti dei reflui, soprattutto azoto/nitrati e fosforo, con i conseguenti fenomeni di eutrofizzazione.

I nitrati sono presenti anche nei fertilizzanti utilizzati nelle coltivazioni intensive che richiedono alti tassi di azoto. Se la concentrazione di nitrati nel terreno raggiunge livelli elevati, questi non vengono trattenuti dal terreno e possono essere facilmente dilavati e inquinare le falde (lisciviazione dei nitrati). Guardando i grafici estrapolati dalla ricerca dell’ISPRA uscita nel 2015 riguardo “La contaminazione da nitrati nelle acque” si nota che i valori più alti di nitrato presenti nelle falde sono di origine zootecnica.

Quindi per la salvaguardare di tutti gli esseri viventi è urgente attivarsi subito. Lo dicono i massimi esperti ambientali: dal riscaldamento climatico all’acidificazione dei terreni il nostro pianeta è in pericolo. E se i governi o le aziende coinvolte in questo ecocidio non prendono provvedimenti seri nei prossimi anni, avremo grosse ripercussioni ambientali e sociali.

Come documentato dai dati anche in Italia l’inquinamento prodotto dagli allevamenti è rilevante e la migliore azione che possiamo fare già da oggi per salvare il pianeta è abbandonare un’alimentazione basata sul consumo di animali.




Sabato 16 marzo 2019, Roma: Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla contro i Disturbi del Comportamento Alimentare

In occasione dell’ottava Edizione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, la Società Italiana di Educazione Terapeutica (SIET) e la Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare (SISDCA-sezione Lazio)
promuoveranno l’evento di sensibilizzazione contro i Disturbi del Comportamento Alimentare, presso l’associazione culturale RomArt Factory, a Roma via Stanislao Carcereri 7.

Alle ore 15.30 di sabato 16 marzo, il presidente della SIET e della SISDCA sez. Lazio dott. Enrico Prosperi, medico chirurgo specialista in psicologia clinica, aprirà l’incontro, insieme al prof. Giovanni Spera, presidente eletto SISDCA. “I disturbi alimentari, oggi definiti Disturbi della Nutrizione e Alimentazione,colpiscono circa 3 milioni di persone e sono la principale causa di morte tra i giovani dopo gli incidenti stradali – ci ricorda il dott. Enrico Prosperi – ma per fortuna è possibile curarli se interveniamo tempestivamente con terapie giuste
e scientificamente verificate. È importante sensibilizzare la popolazione e gli operatori sanitari contro la facile stigmatizzazione cui vanno incontro le persone con disturbi alimentari”.

Interverrà il presidente della Fenice Lazio Onlus, per parlare dell’importanza della famiglia e delle associazioni familiari.
Seguirà un intervento sul “ruolo dei social network nell’immagine corporea e nello sviluppo dei disturbi alimentari” condotto dal dott. Enrico Prosperi.Durante la giornata interverrà Patrizia Caldonazzo che presenterà il suo primo
libro “Le ho provate tutte. Storie di diete ed insuccessi”. Sarà un’occasione per
riflettere, come ricorda l’autrice, che “il cambiamento vero, autentico ed efficace, è solo quello che nasce dentro di te”.
La giornata si concluderà con la presentazione dei laboratori di Educazione Terapeutica e arte e la premiazione delle migliori foto del concorso fotografico “La Vita è… Meravigliosa”, organizzato per il quarto anno dalla SIET.
L’evento è GRATUITO Per prenotarsi è necessario compilare il modulo:

https://goo.gl/forms/hulqunPIBvaaoeY03
Per info: educazioneterapeutica@gmail.com oppure 347/5465091