Paestum: il MIBAC promuove un tavolo di coordinamento sui Beni Culturali

Accogliendo l’istanza avanzata dal Parco Archeologico di Paestum e dalla Soprintendenza di Salerno, Avellino e Benevento, nella quale si chiedeva un coordinamento e uno specifico supporto per una più incisiva azione per la tutela archeologica e paesaggistica,in un quadro rafforzato di rispetto della legalità nel territorio di riferimento, il MIBAC ha promosso un apposito tavolo di coordinamento riunitosi l’11 luglio a Paestum.

Oltre al Segretario Generale del Ministero, Giovanni Panebianco, erano presenti all’incontro: il prefetto di Salerno, Francesco Russo, il sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri, il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, la Soprintendente di Salerno, Francesca Casule, la Segretaria Regionale per la Campania del Mibac, Mariella Utili, nonché il maggiore Brasili in rappresentanza del Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri.

Dopo la presentazione curata dal dott. Zuchtriegel, si è svolta un’approfondita discussione, nel corso della quale tutti i partecipanti hanno manifestato piena disponibilità per un coordinamento più intenso e sistematico delle azioni di propria competenza, nel contesto di una tempestiva tabella di marcia. Tra le priorità individuate, quella di realizzare un monitoraggio dei procedimenti e delle attività in capo alle diverse istituzioni, a cominciare dall’ente locale, nonché l’ipotesi di uno specifico accordo di collaborazione, attraverso cui potenziare il ruolo di tutti gli attori coinvolti, specie la Prefettura, coinvolgendo eventualmente ulteriori partner, quali la Regione.

Dopo l’incontro, il Segretario Generale Panebianco e il Direttore Zuchtriegel hanno partecipato all’inaugurazione dell’opera “Cavallo di sabbia” di Mimmo Paladino, in coincidenza con l’ingresso gratuito al Parco Archeologico nell’ambito dell’iniziativa #IovadoalMuseo e con la prima apertura serale di “Campania by night” promossa da Scabec – Regione Campania.




Presentato all’ospedale San Camillo Forlanin il “Kit Care con Amore” di Salvamamme: il necessario diventa indispensabile per chi non ha programmato il ricovero ospedaliero

Presentato oggi, all’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma, il “Kit Care con Amore” di Salvamamme: il necessario diventa indispensabile per chi non ha programmato il ricovero ospedaliero.
Il Direttore Generale dell’ospedale, Fabrizio d’Alba: “Il progetto del kit conferma la possibilità, aggiungerei “l’obbligo morale”, di una collaborazione volontariato-istituzioni volta a sostenere la
sanità pubblica”.

L’Associazione Salvamamme, insieme all’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, grazie al contributo della Regione Lazio per la divulgazione del progetto, hanno presentato oggi “Kit Care con Amore”, nato per aiutare con attenzione chi si trova in una temporanea condizione di fragilità a causa di un ricovero che rappresenta un momento particolarmente delicato nella vita di ogni persona, per cui, oltre alle cure mediche, il luogo di cura deve assicurare tutta l’attenzione e sensibilità necessarie alle complessità del suo insieme psicofisico. Perché la temporanea condizione di fragilità del paziente non è imputabile ad una disfunzione della struttura ospedaliera, ma alla sua condizione sociale.
Sono intervenuti Fabrizio d’Alba, Direttore Generale Ospedale San Camillo Forlanini, che ha spiegato: “la collaborazione con Salvamamme ci riempie di orgoglio. Il San Camillo è stato uno dei primi ospedali ad ospitare e sostenere le iniziative dedicate alle mamme prima, e dei pazienti in generale oggi. Il progetto del kit conferma la possibilità, aggiungerei “l’obbligo morale”, di una collaborazione volontariato-istituzioni volta a sostenere la sanità pubblica”. Alessio D’Amato,
Assessore alla Sanità della Regione Lazio, ha dichiarato: “abbiamo accolto con favore questa iniziativa perchè è un passo significativo verso l’umanizzazione delle cure e la presa in carico dei pazienti, per stare vicino anche quelli più bisognosi che a volte accedono ai nostri servizi e non hanno parenti. Sono senza fissa dimora, persone fragili, deboli, a volte persone anziane che vengono lasciate anche senza un minimo di sussistenza”, Grazia Passeri, Presidente Salvamamme ha poi sottolineato che “il progetto è pensato per il momento di accoglienza nei confronti di persone che versano in una condizione di difficoltà. E allora la cosa, l’oggetto, il sorriso… acquistano un immenso valore immateriale, diventano solidarietà”. Gli ha fatto eco Paolo Masini, coordinatore nazionale dell’associazione: “un gesto semplice ma estremamente concreto, che consente di restituire un momento di dignità, in un momento delicato ed inaspettato. La nostra idea di città comunità passa anche da qui. Ci auguriamo che altre istituzioni regionali e non, insieme ad aziende illuminate, possano unirsi a noi in questo progetto”. Sono intervenuti, inoltre Marta Bonafoni, Consigliera Regione Lazio, Carlo V. Resti, Comunicazioni Istituzionali Rapporto con le Associazioni del San Camillo, e due testimonial d’eccezione, l’attrice Cinzia Leone ed il conduttore de “La Vita in Diretta Estate”, Beppe Convertini, entrambi hanno voluto sottolineare che: “sicuramente i kit potrebbero alleviare alcune necessità impreviste e primarie, quindi diventano indispensabili per
tutti. Questa iniziativa va nella giusta direzione di vicinanza alle persone in un particolare momento di fragilità con un piccolo ma meraviglioso gesto d’amore”.
Il progetto nasce dall’esperienza ventennale di Salvamamme ed è concepito e strutturato per affrontare un problema di particolare rilevanza che si presenta in ogni struttura ospedaliera, specialmente in quelle di notevoli dimensioni e che investe soprattutto il “Pronto Soccorso”, ma è presente anche nei diversi reparti.
I casi di cui parliamo sono le richieste che in tutti questi anni arrivano all’associazione direttamente da molti ospedali che sollecitano una soluzione legata alla carenza di quanto necessario al , già pronti divisi per tipologie e funzioni:

– KIT CARE 24: pensata specialmente per le persone anziane che si ricoverano e non hanno la fornitura di prodotti necessaria, soprattutto se sono in estrema difficoltà socioeconomica. Conterrà generi essenziali per il primo periodo del ricovero (trousse, pettine, specchietto, cuffia, saponetta, bagno schiuma – rasoietto e anche gel per gli
uomini) oltre a generi utili nell’immediato, che verranno sostituiti per chi è privo di parenti o indigente, se il ricovero dovesse prolungarsi, con prodotti non a perdere. Nel “kit care 24” sono contemplati ulteriori due tipologie

– KIT CARE CICOGNA e KIT CARE BIMBI che sono forniture predisposte per bambini appena nati e per i bambini che saranno ricoverati per diverse patologie.

– KIT CARE VALIGIA DI SALVATAGGIO – Per le donne vittime di violenza: sono kit mirati che conterranno pantofole, camicia da notte, igiene personale. Inoltre, per quante ne hanno bisogno, ci sarà un buono per ricevere gratuitamente una “Valigia di Salvataggio” con un piccolo completo guardaroba e tutte le informazioni utili. In questo caso si provvederà
con estrema urgenza.

– KIT CARE BACK HOME – per una dignitosa dimissione. Molte persone, in particolare gli anziani, all’atto della dimissione non possono rientrare in possesso del proprio vestiario che, per i motivi più vari, risulta inutilizzabile ed anche insicuro. Salvamamme, in caso di effettiva necessità, fornirà un “Kit dimissioni” senza che si debba provvedere al necessario per l’acquisizione di un outfit improvvisato.

Nell’immediato saranno consegnati circa 390 kit care estivi, divisi per tipologia e funzionalità a disposizione del Pronto Soccorso, la cui gestione sarà affidata in particolar modo all’URP a cui è stato inoltre consegnato vestiario estivo per un sicuro ritorno a casa. In totale saranno 1000 kit care 24, 250 kit care valigia di salvataggio e 600 tra kit care back home e beni non a perdere perle diverse necessità dei degenti dei reparti, compresa la nursery, con l’intenzione di innescare un
moltiplicatore di beni in modo che si raggiunga un’ingente quantità di beni donati, com’è consuetudine dell’associazione.
L’iniziativa di Salvamamme è stata possibile grazie al sostegno dei suoi partners Angeli in Moto, sempre partecipi al fianco dell’Associazione, Soroptimist, accanto da tempo per la “Valigia di Salvataggio” e Unilever, che da anni in modo costante dona prodotti indispensabili per neonati ed anziani.

Al termine della conferenza per l’occasione lo Chef Bruno Brunori amorevolmente offrirà un assaggio di un suo primo piatto, mentre Tiziana Sirna e Elia Grillotti di Corte Catering Rieti e Cristiano Catapano di Achille Caffè di Via Settembrini, amici dell’Associazione Doc Italy, offriranno assaggi di dolci eccellenti. Il tutto annaffiato con un buon vino gentilmente offerto da Rossana Ponziani dell’omonima Tenuta e da Enosis di Carlo Dugo.




All’ospedale San Camillo Forlanini domani presentazione del progetto “Kit Care Con Amore” Il necessario quando diventa indispensabile

Il ricovero ospedaliero rappresenta un momento particolarmente delicato nella vita di ogni persona, al quale – oltre alle cure mediche – il luogo di cura deve assicurare tutta l’attenzione e sensibilità necessarie alle complessità del suo insieme psicofisico.

Il progetto “Kit Care Con amore”, concepito per affrontare una problematica che si evidenzia nei Pronto Soccorso e nei reparti di medicina di strutture ospedaliere, nasce da una sinergia di Salvamamme con le istituzioni, in particolare con alcune Aziende ospedaliere dove, come nell’Ospedale San Camillo- Forlanini, l’Associazione è presente da più di venti anni.

Il Progetto sarà presentato domani 15 luglio ore 12 presso l’Aula A della Piastra dell’Ospedale San Camillo – Forlanini.

Saranno presenti: Fabrizio d’Alba, Direttore generale Ospedale San Camillo – Forlanini, Alessio D’Amato Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Marta Bonafoni Consigliera Regione Lazio, Grazia Passeri Presidente Salvamamme onlus, Paolo Masini Coordinatore nazionale progetti Salvamamme. Parteciperanno, inoltre due testimonial d’eccezione, l’attrice Cinzia Leone ed il conduttore de “La Vita in Diretta Estate”, Beppe Convertini.




Oggi, giovedì 11 luglio, il Presidente FIASO Ripa di Meana ha aderito alla carta dei 9 diritti per garantire, oltre alle cure mediche, il rispetto della dignità del malato in fase terminale

Roma, anche la FIASO, la Federazione Italiana Aziende e Strutture Ospedaliere ha aderito al “Manifesto Interreligioso dei Diritti nei Percorsi di Fine Vita”. Un atto importante la firma apposta oggi, giovedì 11 luglio, da parte del Presidente FIASO, dottor Francesco Ripa di Meana, che sancisce il sostegno della Federazione che riunisce le Aziende Sanitarie e Ospedaliere italiane al Manifesto di 9 diritti che ha l’obiettivo di garantire, oltre alle cure mediche, il rispetto della dignità e il supporto religioso e spirituale per chi si trova nella fase finale della vita all’interno delle strutture sanitarie. Alla Cerimonia della Firma, che si è svolta a Roma presso la sede del CNEL, in occasione dell’Assemblea annuale dei Soci FIASO, sono intervenuti il dottor Angelo Tanese, la professoressa Maria Angela Falà e il dottor Paolo Favari in rappresentanza dei tre enti promotori del Manifesto: ASL Roma 1, Tavolo Interreligioso di Roma e GMC Università Cattolica – Hospice Villa Speranza.

Il Manifesto è frutto di una particolare sensibilità nei confronti del dialogo interreligioso in ambito sanitario e rappresenta il punto di arrivo di un percorso pienamente condiviso con le confessioni religiose per trasformare i nove diritti enunciati in procedure operative.

Il Manifesto Interreligioso dei Diritti nei Percorsi di Fine Vita è stato presentato pubblicamente e sottoscritto il 5 febbraio 2019 nel Salone del Commendatore del Complesso Monumentale del Santo Spirito, all’interno della Settimana Mondiale dell’Armonia Interreligiosa promossa dall’Assemblea Generale dell’ONU, alla presenza del Ministro della Salute Giulia Grillo e dell’Assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato.

Nel mese di aprile al Manifesto è stato attribuito un prestigioso Riconoscimento internazionale: il Second Prize della “World Interfaith Harmony Week”, evento annuale istituito con risoluzione delle Nazioni Unite nel 20IO su proposta del Re Abdullah di Giordania, per promuovere il dialogo interreligioso e la reciproca comprensione tra le diverse tradizioni di fede o di pensiero, fondamentali per una cultura della pace.

Primi firmatari del Manifesto, accanto al Comitato Promotore composto da ASL Roma 1, GMC Università Cattolica – Hospice Villa Speranza e Tavolo Interreligioso di Roma, sono stati: Centro Islamico Culturale d’Italia, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Unione Buddhista Italiana, Unione Comunità Ebraiche Italiane, Unione Induista Italiana, Unione Italiana Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno, Vicariato di Roma, AVO (Associazione Volontari Ospedalieri), CSV Lazio (Centro Servizio per il Volontariato), Cittadinanzattiva — Tribunale per i Diritti del Malato.

Sempre lo scorso aprile il Manifesto è stato sottoscritto dalla FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche).

“Il fatto che il Manifesto venga oggi siglato anche da FIASO – sottolinea il Presidente della Federazione, Francesco Ripa di Meana- è la testimonianza dell’impegno che le Aziende sanitarie hanno profuso e ancor più vogliono assicurare in futuro per promuovere l’alfabetizzazione al pluralismo religioso anche nei nostri ospedali e nelle nostre ASL. Consapevoli del fatto che il diritto alle cure e all’assistenza possano e debbano andare di pari passo con una umanizzazione dei servizi che non può prescindere dal rispetto delle diversità culturali e religiose”.

“Il Manifesto – commenta Angelo Tanese, Dg della ASL Roma 1- è un progetto che parte da lontano, con un Laboratorio che da alcuni anni si propone di realizzare un’accoglienza interculturale e multireligiosa nell’Ospedale Santo Spirito e nelle strutture sanitarie della nostra ASL. Con la firma di oggi contiamo di diffondere, anche attraverso FIASO, questa cultura del rispetto per la diversità culturale e religiosa, essenziale per fare buona sanità in una società che è sempre più aperta, e la particolare attenzione che dobbiamo alle persone nei percorsi di fine vita.”

“Quella che si è aggiunta oggi è una ulteriore e importante tessera di un mosaico che si sta completando perché i diritti contenuti nel Manifesto vengano sempre più conosciuti e soprattutto attuati – concludono la Presidentessa del Tavolo interreligioso Falà e il Dg di GMC Università Cattolica Favari -. L’obiettivo che dall’inizio ci siamo posti è di dare concretezza ai 9 diritti del Manifesto in tutte le strutture sanitarie italiane. Stiamo perciò lavorando per completare l’elaborazione e diffondere le linee guida che saranno messe a disposizione di tutti gli operatori sanitari. Un Manifesto che vuole includere tutte le persone di ogni fede nel rispetto del proprio credo nella fase finale della vita all’interno delle strutture sanitarie e ospedaliere”.

Questi nel dettaglio i diritti sanciti da Manifesto:

· Diritto di disporre del tempo residuo

Ogni persona ha il diritto di conoscere ed essere reso consapevole del suo percorso di cura e del possibile esito, secondo i protocolli terapeutici più aggiornati, affinché possa gestire la propria vita in modo qualitativamente soddisfacente, anche in relazione alla propria spiritualità e fede religiosa.

· Diritto al rispetto della propria religione

Ogni persona ha il diritto di comunicare la propria fede religiosa alla struttura sanitaria affinché possa essere rispettata, in conformità alla normativa sulla privacy.

· Diritto a servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale

Ogni persona ha il diritto di usufruire di servizi rispettosi della sua sfera religiosa, spirituale e culturale, compatibilmente con le possibilità organizzative. A tal fine la struttura sanitaria deve promuovere adeguati percorsi informativi e formativi per gli operatori.

· Diritto alla presenza del Referente religioso o Assistente spirituale

Ogni persona ha diritto di avere accanto il proprio Referente religioso o Assistente spirituale cui sia garantito l’accesso, compatibilmente con l’organizzazione dei servizi sanitari.

· Diritto all’assistenza di un mediatore interculturale

Ogni persona ha il diritto nel percorso di fine vita di potersi avvalere di un mediatore interculturale o altra persona competente autorizzata, il cui intervento viene favorito dalla struttura sanitaria.

· Diritto a ricevere assistenza spirituale anche da parte di Referenti di altre fedi

Ogni persona ha il diritto di chiedere, qualora l’Assistente spirituale della propria fede non fosse disponibile, l’assistenza da parte di un Referente di altra fede.

· Diritto al sostegno spirituale e al supporto relazionale per sé e per i propri familiari

Ogni persona ha il diritto di ricevere all’interno della struttura sanitaria il sostegno spirituale e il supporto relazionale per sé e per i propri familiari.

· Diritto al rispetto delle pratiche pre e post-mortem

Ogni persona ha diritto al rispetto delle pratiche pre e post mortem previste dalla religione di appartenenza. La struttura sanitaria è tenuta a conoscere tali pratiche, a formare adeguatamente il proprio personale e a creare le condizioni perché queste pratiche possano essere realizzate, in conformità con la normativa vigente.

· Diritto al rispetto reciproco

Ogni diritto porta come conseguenza il dovere di ognuno di rispettare il credo religioso degli altri, siano essi pazienti, familiari o personale di cura.




American Moon, Il film documentario di Massimo Mazzucco che le reti nazionali non manderanno mai in onda – Il 15 luglio al Piccolo Eliseo!

Il 20 luglio 2019 ricorre il cinquantesimo anniversario dell’allunaggio
… e sono cinquant’anni che si discute sulla veridicità dei viaggi lunari. Durante questi decenni in tanti si sono interrogati su particolari fotografici o ambientali che risultano incongruenti nelle immagini diffuse in tutto il mondo. La teoria alternativa non è frutto di mero “complottismo”, ma nasce da una accurata analisi, da parte dei professionisti del settore, che porta a concludere che in realtà le storiche immagini dell’uomo sulla luna siano state riprese sulla terra, in uno studio segreto della NASA.

Il 15 luglio al Piccolo Eliseo ospiteremo Massimo Mazzucco e la proiezione del suo documentario American Moon, un film che finalmente riunisce in un’opera unica tutte le migliori argomentazioni a favore degli allunaggi e tutte le argomentazioni contrarie, comprese alcune prove mai presentate prima.

Le Missioni Apollo furono vere, o furono solo una versione più sofisticata della stessa fantasia realizzata da George Méliès nel suo famosissimo film del 1902, Viaggio sulla Luna?

Mentre la storiografia ufficiale ci racconta di un presidente Kennedy lanciato a testa bassa nella conquista del nostro pianeta, alcuni documenti storici, resi pubblici di recente, ci mostrano invece un Kennedy molto più dubbioso e meno entusiasta nel perseguire quello che lui stesso, in privato, definiva “un rischioso numero da circo, che non vale tutti quei milioni di dollari”.

Se a questo si aggiungono le crescenti difficoltà tecniche che la NASA andava incontrando, man mano che la fatidica scadenza del decennio si avvicinava, diventa plausibile ipotizzare che ad un certo punto abbiano scelto la strada della messinscena, non tanto per una maliziosa volontà di ingannare il mondo, quanto piuttosto per la loro impossibilità di ammettere un fallimento di tale portata davanti al mondo intero.

Una volta lanciata la sfida, gli americani non avrebbero mai potuto tirarsi indietro.

Al film partecipano anche diversi fotografi professionisti di livello mondiale, quali Aldo Fallai, Peter Lindbergh e Oliviero Toscani, che ci offrono la loro analisi tecnica sulle fotografie delle missioni Apollo. Vengono così spiegati, anche per i meno esperti, quali siano i problemi reali che emergono da queste fotografie, e che portano tutti a concludere che per realizzare quelle immagini siano state usate delle fonti luminose artificiali, e non la luce del sole. E che fossimo quindi sulla terra, e non sulla luna.

Segue dibatto alla presenza del regista Massimo Mazzucco.




Conferenza sulla Consapevolezza dei propri diritti di elettori e tutela degli stessi presso le Istituzioni – Presiede l’Avvocato Giorgio Aldo Maccaroni.

Giovedì 27 giugno 2019 alle ore 15.00 l’Auditorium del Centro Congressi dell’Oly Hotel, al civico 36 di via Santuario Regina degli Apostoli a Roma, sarà teatro del primo convegno del Movimento degli Elettori, un nuovo, autorevole soggetto che si propone quale mediatore tra i diritti degli elettori italiani e le Istituzioni, promuovendo una attiva partecipazione dei cittadini iscritti nelle liste di voto, alla vita politica del Paese, rendendoli protagonisti della vita politica italiana e non semplici spettatori come accade oggi, e aiutando a far valere i loro diritti in ogni sede politica ed istituzionale. “Abbiamo intercettato la necessità di rappresentare le legittime istanze dei nostri elettori, residenti in Italia o all’Estero – afferma il fondatore e presidente del Movimento, l’Avvocato Giorgio Aldo Maccaroni, Patrocinante in Cassazione e Presidente dell’Avvocatura Italiana per i Diritti delle Famiglie, scrittore e docente di diritto di famiglia e minorile, già ospite di trasmissioni radiofoniche e televisive – e, attraverso il lavoro di validi professionisti del diritto, attivi all’interno del nostro movimento, ci proponiamo di svolgere quelle funzioni di rappresentanza ed intermediazione in favore degli elettori nei confronti di Enti, Partiti Politici, Istituzioni ed Organi dello Stato, elaborando altresì proposte di legge e regolamenti in favore degli elettori italiani. La mia lunga esperienza professionale mi ha portato a rappresentare questo scollamento tra i Cittadini e la Politica, notando che i partiti italiani sono, purtroppo, molto distanti dagli elettori. La nascita del Movimento risponde proprio all’assenza di un valido interlocutore che possa adeguatamente rappresentare le istanze degli elettori e che sia capace di formulare ed elaborazione proposte di legge condivise, promuovere attivamente la semplificazione del sistema di voto, assistere i cittadini attraverso l’istituzione di sportelli per l’ascolto e per la tutela dei loro diritti di elettori. Solo attraverso l’attivazione di questo tipo di tutele, operando attraverso un qualificato pool di professionisti del diritto, si può ridurre l’astensionismo, sintomo evidente di una disaffezione del corpo elettorale che non vede mai il concretizzarsi in maggiore benessere la manifestazione delle proprie intenzioni di voto”.

Insieme all’Avv. Giorgio Aldo Maccaroni interverranno Ermenegildo Rossi, medaglia d’oro al valor civile e segretario generale di Roma Ugl, Presidente della Commissione Lavoro del M.D.E., Mary Petrillo, criminologa e docente universitaria, Presidente della Commissione Sicurezza e Legalità del M.D.E., Simona Lunazzi Gorizza, imprenditrice e coordinatrice delle Commissioni del Movimento.

L’incontro costituirà l’occasione per comprendere al meglio le modalità di partecipazione agli sportelli d’ascolto, prezioso strumento attraverso il quale individuare le principali necessità e le reali istanze dell’elettorato italiano, da rappresentare autorevolmente presso le Istituzioni politiche, al fine di attivare le necessarie iniziative legislative e avviare rapidamente gli iter per raggiungere gli obiettivi preposti.

Informazioni e prenotazioni sul sito www.movimentoelettori.it




L’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato e del Direttore Generale ASL Roma 1 Angelo Tanese inaugurano il Reparto di Medicina Riabilitativadell’Ospedale San Filippo Neri

L’Assessore alla Sanità e l’integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato e del Direttore Generale ASL Roma 1 Angelo Tanese hanno inaugurato questa mattina il Reparto di Medicina Riabilitativa e la nuova Sala Angiografica dell’Ospedale San Filippo Neri.

Dedicato alla riabilitazione neuromotoria e cardiorespiratoria è dotato di ampi spazi per un totale di 1200 mq, dispone di tre palestre e 27 posti di degenza ordinaria e 3 posti di Day Hospital.

Con questo reparto l’Azienda si dota per la prima volta di un servizio all’interno dell’ospedale interamente adibito alla post-acuzie riabilitativa, con un percorso completo e articolato ai fini del conseguimento del massimo recupero funzionale possibile, e rafforza la rete di riabilitazione della ASL Roma 1 già integrata con le strutture private accreditate Villa Betania e Salus Infirmorum.

L’equipe del reparto è composta da un team multidisciplinare di professionisti, composto da fisiatri, geriatri, fisioterapisti, infermieri, cardiologi, pneumologi, neurologi, ortopedici e personale di supporto.

Per l’acquisto delle nuove attrezzature elettromedicali – tra cui magnetoterapia, elettrocardiografi, ecocardiografi – sono stati investiti circa 200 mila euro, mentre l’impegno relativo a ristrutturazione edile, sismica e impiantistica ammonta a circa 900 mila euro.

La nuova sala angiografica.
La sala è adibita alla radiologia vascolare interventistica, con tecnologie innovative interamente digitali, che permettono procedure mini-invasive di altissima qualità e una netta riduzione dei tempi di recupero e di degenza. L’investimento complessivo per la sala è stato di 650.000 euro. La sala angiografica, già attiva sulle 12 ore per sette giorni su sette, è stata dedicata al Dott. Marco Castrucci, già primario di Radiologia scomparso prematuramente.




Presentata a Roma iniziativa “Ospedale amico delle donne migranti – la salute non ha etnia”

Realizzare modelli e strumenti di inclusione sociale ed economica. Questo è l’obiettivo del progetto “Ospedale amico delle donne migranti – la salute non ha etnia” realizzato in collaborazione dalla ASL Roma 1 e da Fondazione TIM, che sostiene progetti che valorizzano il ruolo delle nuove tecnologie insieme a capacità di gestione ed efficienza, per realizzare modelli e strumenti di inclusione economica e sociale.

Questa mattina, presso il Salone del Commendatore del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, sono state ripercorse le tappe di questo viaggio, raccontate dalla viva voce degli operatori e delle pazienti che hanno partecipato al lavoro, alla presenza del Direttore Generale di ASL Roma 1, Angelo Tanese, e del Direttore Generale di Fondazione TIM, Loredana Grimaldi.

Questa iniziativa, partita a settembre 2017 e conclusasi ad aprile di quest’anno, ha visto coinvolti i reparti e il personale di Ginecologia e Ostetricia degli ospedali San Filippo Neri e Santo Spirito in Sassia e di due consultori presenti sul territorio di competenza dell’azienda sanitaria. Sono loro i protagonisti del lavoro volto a potenziare il modello di accoglienza e assistenza alle donne migranti attraverso la promozione delle nuove tecnologie, in particolare con l’utilizzo di tablet, e con il supporto dell’attività di mediazione culturale attuata dal Programma Integra, partner del progetto, grazie al lavoro di 3 operatrici che hanno prestato servizio a chiamata per: bangla, russo, albanese, urdu, cinese, farsi, indi, amarico, tigrino, wolof, bambarà, mandinke, pular.

Alla ASL Roma 1 afferisce circa il 43% della popolazione straniera presente nella Capitale che corrisponde al 15% della popolazione residente di cui il 55,5% sono donne e il 44,6% uomini. Per quanto riguarda l’etnia viene registrata una prevalenza di persone provenienti dall’Asia e dall’Est Europa, che vede al primo posto romeni e filippini.

Fondazione TIM nasce nel 2008 come espressione dei principi etici, del forte impegno di responsabilità verso la comunità e dello spirito di innovazione di TIM. L’impegno è lavorare per un’Italia sempre più digitale, innovativa e competitiva collaborando con gli enti alla realizzazione dei progetti e mettendo a disposizione risorse economiche e competenze proprie del Gruppo.

ASL Roma 1 è una azienda sanitaria pubblica della Regione Lazio, nata il 1° gennaio 2016 a seguito della fusione di due aziende sanitarie con una azienda ospedaliera. Il suo bacino di utenza è di oltre un milione di cittadini e il territorio è pari a tre volte il comune di Milano. La mission dell’azienda è la promozione e la tutela della salute, sia individuale che collettiva, della popolazione residente e comunque presente a qualsiasi titolo nel proprio ambito territoriale, per consentire la migliore qualità di vita possibile, garantendo ai cittadini i livelli essenziali di assistenza, definiti dal Servizio Sanitario Nazionale e Regionale.




Partono i lavori Pon al Parco Archeologico di Paestum Zuchtriegel: non chiuderemo mai

Al via i lavori di riqualificazione, restauro e adeguamento che interesseranno il Parco Archeologico di Paestum nei prossimi mesi. Oggi, il direttore Gabriel Zuchtriegel ha presentato i due importanti progetti per il museo e l’area archeologica, finanziati dal programma operativo “Cultura e Sviluppo” 2014 – 2020, con fondi comunitari (FESR) e nazionali e che vede il MiBAC nel ruolo di amministrazione proponente e Autorità di gestione, per un importo di 13,2 milioni di Euro.

“L’intervento comprende aspetti variegati – spiega il direttore – i temi sono ricerca, restauro, tutela, inclusione, accessibilità e sostenibilità. Il filo rosso è l’attenzione per il dettaglio, il rispetto per il patrimonio archeologico ma anche architettonico, paesaggistico e artistico. Niente grandi opere, ma una specie di ritorno ai valori fondanti della cura della bellezza, della technē, parola con la quale i greci indicavano sia l’arte sia l’artigianato e la tecnica”.

I lavori nel museo trovano giustificazione nelle gravi carenze strutturali dell’edificio e nell’inadeguatezza del percorso espositivo. Inaugurato nel 1952, dopo il susseguirsi di ripetuti interventi di ampliamento e le continue trasformazioni dell’allestimento, l’obiettivo dei lavori è quello di risanare i deficit strutturali ed elaborare una concezione espositiva uniforme in tutte le sale per dare al museo quel senso di coerenza e omogeneità che attualmente manca, con particolare attenzione al contenimento del fabbisogno energetico.

Parallelamente, nell’area archeologica, più obiettivi si intrecciano tra loro e puntano al restauro della lunga cinta muraria di Paestum, alla ricerca e allo scavo archeologico delle insulae e a un miglioramento della fruizione e dell’accessibilità con nuovi percorsi e impianti.

Dagli interventi, non sarà escluso il Museo di Hera Argiva alla Foce del Sele, anch’esso oggetto di operazioni strutturali di riqualificazione, in vista di un rilancio e di un’apertura stabile.

“Sarà una sfida per tutta la squadra del Parco – continua il direttore Zuchtriegel – ma sono certo che, grazie alla forte motivazione e professionalità dei funzionari e degli assistenti, ci riusciremo!”.

I lavori saranno svolti con l’ausilio di grandi professionalità tecniche, interne ed esterne, rivolgendo sempre una particolare attenzione al pubblico del Parco che sarà costantemente coinvolto con la possibilità di visitare i cantieri e dialogare con gli addetti ai lavori.

“Da cronoprogramma saremo impegnati per circa 18 mesi – fa sapere la portavoce del Parco, Rossella Tedesco – il nostro impegno è garantire in tutto il periodo l’apertura quotidiana di scavi e musei. Faremo in modo che l’offerta culturale non subirà variazioni. Il pubblico costituirà sempre la nostra priorità e ci impegneremo a continuare a soddisfare le sue esigenze, anche con una capillare campagna di informazione e comunicazione attraverso i nostri canali web”.

In questi ultimi anni, è emerso un nuovo ruolo sociale dei luoghi della cultura che li vede soggetti attivi capaci di costruire nuovi significati per l’intera comunità.

“Il Parco è chiamato all’azione, al cambiamento, attraverso un utilizzo mirato, consapevole e personalizzato delle reti di relazioni di cui dispone e che tende a costruire – dichiara il Funzionario alla Comunicazione, Maria Boffa – In questa ottica, la prospettiva che si apre per Paestum, dopo i lavori, è di poter acquisire maggiormente la centralità che gli compete. Scenario attivo, spazio attrattore, realtà partecipata ed inclusiva. Non strumento statico per celebrare collezioni archeologiche, ma ben altro. Una piazza. Una vera e propria agorà di incontri e confronti costruttivi dal forte valore culturale e sociale”.




L’Architettura Gassosa – Un manifesto grafico di Emmanuele Lo Giudice – Convegno 28-31 Maggio 2019 // workshop 4-9 di Giugno 2019 – Macro Asilo, Roma

Il convegno e il workshop ARCHITETTURA GASSOSA, diretto da Emmanuele Lo Giudice, si presenta come evento di analisi ed approfondimento interdisciplinare del manifesto Architettura Gassosa, per un nuovo realismo critico, all’interno dello spazio del MACRO, Museo di Arte Contemporanea di Roma, in via Nizza 138.che, partendo dai vari cambiamenti in atto evidenti a tutti, illustra una proposta concettuale, operativa, interpretativa e metodologica per l’architettura prossima e futura. In particolare viene presentata una proposta di museo gassoso, molto interessante nell’ottica di uno stretto rapporto tra arte e architettura.

Questa proposta è stata presentata per la prima volta nell’Aprile 2018 in Messico in un congresso internazionale presso Università FAUV, e a Novembre 2018 presso il Padiglione Spagnolo della Biennale di Venezia 2018 con un workshop ed un convegno internazionale. In questi ultimi mesi il dibattito si è spostato da Venezia a Roma e Firenze, con una serie di conferenze ed incontri sul tema.

L’Architettura Gassosa non segue un progetto predefinito, ma prevede l’idea di un’architettura immanente, non più legata ad una ricerca puramente formale, ma alle proprietà che la caratterizzano. Punto focale del progetto non è più l’edificio in se, ma il sistema di relazione tra spazi e funzioni che si possono aggregare e disgregare per la “costruzione” di una vitale essenza processuale attraverso cui raccontare, fare e pensare l’architettura contemporanea. Per rendere più chiara la proposta si è scelto di prendere in esame il tema del museo: un museo gassoso.

Il museo gassoso è uno spazio architettonico interattivo, aperto, che si adatta a qualsiasi situazione, che costruisce un sistema di relazioni privo di gerarchia, cosmopolita, narrativo, indipendente, sociale, ludico, atmosferico, sostenibile, in rete, critico, politico, ecc. Il museo gassoso è il risultato del dialogo tra artisti, architetti, studenti e professionisti che lavoreranno insieme alla definizione di questo tipo di museo, la cui proprietà principale è data dalla relazione che esiste tra l’opera d’arte che si espone e lo spazio che la accoglie. Gli spazi che espongono le opere, nel Museo Gassoso diventano il contesto stesso cui nasce l’opera, o il contesto in viene riletta l’opera. Quindi non “macchine” espositive, ma la luoghi dell’esperienza, dove opera d’arte e spazio diventano un’unica cosa. Si vuole porre l’attenzione allo stretto rapporto che l’opera d’arte ha con lo spazio con cui si relazione, e del rapporto che le persone hanno con l’opera d’arte

Dal 28 al 31 maggio si terrà un convegno aperto a tutti, in cui si analizzeranno le tematiche del manifesto grazie al contributo di illustri architetti, artisti, docenti ed intellettuali provenienti da varie parti del mondo.

Dal 4 al 9 giugno si terrà un workshop con iscrizione obbligatoria, durante il quale si progetterà e realizzerà un museo gassoso, in collaborazione con la ditta SEKKEI, che sponsorizza l’evento.

I partecipanti saranno suddivisi in gruppi, ognuno dei quali avrà un artista di riferimento con cui progettere un dispositivo espositivo pensato appositamente per una o più opere dell’artista designato.

L’obiettivo del workshop è di creare l’hardware necessario a una nuova visione di sviluppo urbano dove le forze creative del territorio messe a sistema possano dare vita ad un innovativo progetto culturale.

L’evento è patrocinato da: Ordine degli Architetti di Roma; Università di Architettura della Sapienza di Roma; Istituto ISIA di Roma; Accademia di Belle Arti di Roma; Università FAUV, Facultad de Arquitectura Universidad Veracruzana Xalapa; Amate l’Architettura; Fondazione Antonio Presti.

Gli sponsor dell’evento sono:

SEKKEI Sustainable Design, una giovane e dinamica start up che progetta e realizza arredi e complementi in cartone (https://www.sekkeidesignsostenibile.it/).

Salcheto Soc. Agr. s.r.l è un’azienda vitivinicola biologica e biodinamica con sede a Montepulciano (SI), che ha fatto della territorialità, eco-sostenibilità e qualità dei vini prodotti i suoi punti di forza (http://www.salcheto.it/).

Sep t-shirt è una giovane start up che produce “le magliette più belle del mondo”, interamente e orgogliosamente made in Italy (https://www.sept-shirt.com).

Angela Ferraro Home textile, un designer pugliese che realizza dal 2015 dei prodotti tessili tagliati e ricamati a mano dal design unico e minimale (https://www.facebook.com/angelaferrarotextile/).

Ospiti del workshop e del convegno

Matteo Aimini – architetto, docente presso la Università di Architettura dello IUAV di Venezia

Carmelo Baglivo – artista ed architetto, docente presso Università di Ferrara

Eclario Barone – pittore e docente dell’Accademia delle Belle Arti di Roma

Renato Bocchi– architetto, docente presso la Università di Architettura dello IUAV di Venezia

Franco Bunčuga – attivista e autore di diversi libri sul rapporto tra arte e architettura

Orazio Carpenzano – architetto, docente presso la Università di Architettura della Sapienza di Roma

Vincenzo Di Siena – architetto, docente presso lo IED di Roma

Filippo Florian – architetto e studioso dell’Architettura Gassosa

Matteo Giovannone – designer e direttore della ditta SEKKEI

Gisella Giudice – architetto e membro di p.r.o.g. arch_design

Clemencia Labin – artista visuale venezuelana

Emmanuele Lo Giudice – architetto e autore dell’Architettura Gassosa

Santo Marra – architetto, membro di Amate l’Architettura

Massimo Mazzone – scultore, attivista e docente all’Accademia di Brera di Milano

Tiziana Migliore – docente di semiotica all’Università di Roma Tor Vergata

Antonello Monaco – architetto, docente presso la Università di Architettura della Sapienza di Roma

Floriana Orlandino – architetto e membro di p.r.o.g. arch_design

Elena Padovani – architetto e studiosa dell’Architettura Gassosa

Massimo Pica Ciamarra – architetto, docente e vicepresidente della Fondazione Italiana di Bioarchitettura

Antonio Presti – artista e presidente della Fondazione Fiumara d’Arte

Franco Purini / Laura Thermes – architetti, docenti universitari

Barbara Renzi – architetto e membro di p.r.o.g. arch_design

Diego Repetto – architetto, autore del Quinto Paesaggio

Francesco Ventura – architetto, docente presso la Università di Architettura di Firenze

Organizzazione del Workshop e del Convegno

Workshop 4-9 di giugno // convegno 28-31 di maggio

Coordinatore scientifico del Convegno e del Workshop

Emmanuele Lo Giudice – architetto, autore dell’Architettura Gassosa

Programma del workshop

Il workshop si svolgerà da martedì 4 a domenica 9 giugno

L’Università la Sapienza CdL Magistrale in Architettura riconosce 4 CFU agli studenti che parteciperanno al workshop.

Luogo, date e ore del workshop

Il workshop, con iscrizione obbligatoria, avrà una durata complessiva di 48 ore divise nell’arco di 6 giorni, a partire da martedì 4 a domenica 9 di Giugno, dalle 10.00 del mattino fino alle 18.00 di sera, a Roma presso il Museo Macro di via Nizza 138. Il workshop sarà dedicato esclusivamente al lavoro di laboratorio, durante il quale si progetterà e realizzerà un museo gassoso all’interno degli spazi del Museo Macro. Il numero massimo dei partecipanti al workshop è di 40.

Iscrizione

Il workshop è aperto a studenti di lauree magistrali in architettura, arte, design ed ingegneria civile, di varie nazionalità, a liberi professionisti e a studiosi interessati al progetto.

L’Università la Sapienza CdL Magistrale in Architettura riconosce 4 CFU agli studenti che parteciperanno al workshop.

L’iscrizione alla partecipazione al workshop è gratuita.

Per le iscrizioni inviare una email a architetturagassosa@gmail.com entro e non oltre il 2 Giugno

Calendario delle giornate del workshop

Martedì 4 Giugno

10:00 – 13:00 Presentazione del workshop, dei tutor, degli artisti e dei docenti, formazione dei gruppi di lavoro e inizio del laboratorio.

Conferenze di Massimo Mazzone; Clemencia Labin; Eclario Barone; Carmelo Baglivo; Elena Padovani; Filippo Florian; dello studio p.r.o.g. arch_design

13:00-14:00 pausa pranzo

14:00-15:00 Conferenza di Matteo Giovannone (SEKKEI) – Come costruire con il cartone

15:00-18:00 Primi studi di progetto

Mercoledì 5 Giugno

10:00-13:00 laboratorio studio del progetto

13:30-14:30 pausa pranzo

14:30-18:00 laboratorio definizione del progetto

Giovedì 6 Giugno

10:00-13:30 laboratorio – definizione finale del progetto

13:30-14:30 pausa pranzo

14:30-18:00 laboratorio – inizio realizzazione del progetto

Venerdì 7 Giugno

10:00-13:30 laboratorio realizzazione del progetto

13:30-14:30 pausa pranzo

14:30-18:00 laboratorio – realizzazione del progetto

Sabato 8 Giugno

10:00-13:30 laboratorio – realizzazione del progetto

13:30-14:30 pausa pranzo

14:30-18:00 laboratorio – conclusione della realizzazione del progetto

Domenica 9 Giugno

10:00-13:30 realizzazione allestimento

13:30-14:30 pausa pranzo

14:30-18:00 presentazione finale dei lavori e consegna degli attestati di partecipazione

Programma del convegno

Il convegno si svolgerà da martedì 28 a domenica 31 Maggio

Luogo, date e ore del convegno

Le conferenze sono tutte gratuite e aperte al pubblico. Il convegno si svolgerà a Roma dal 28 e al 31 Maggio nella Sala Cinema del Museo Macro di Roma in via Nizza 138. Avrà una durata complessiva di 26 ore divise nell’arco di 4 giorni.

Il 28 e il 29 dalle 11.00 del mattino fino alle 20.00 di sera, mentre il 30 e il 31 dalle 11:00 del mattino fino alle 13:00.

28 -  dalle 11:00 alle 20:00

29 -  dalle 11:00 alle 20:00

30 -  dalle 11:00 alle 13:00

31 -  dalle 11:00 alle 13:00

Calendario del convegno

Prima giornata del convegno

Martedì 28 Maggio

11:00 Inizio della prima giornata di convegno

conferenze con dibattito finale

11:00 -12:00

Emmanuele Lo Giudice – saluti e presentazione dell’Architettura Gassosa

Antonello Monaco – Riflessioni sul manifesto dell’Architettura Gassosa

12:00 -13:00

Massimo Mazzone –  Arquitectura gaseosa versus barbuja inmoibiliaria

Franco Bunčuga – Arte, architettura e anarchia

13:00-14:00 pausa pranzo

conferenze con dibattito finale

14.00-15.00

Orazio Carpenzano – Reversibilità. L’architettura come spazio dell’esperienza

15.00 -16.00

Massimo Canevacci – Società e Architettura Gassosa

Emmanuele Lo Giudice, Orazio Carpenzano, Vincenzo Di Siena

16. 00 -17.00

Massimo Pica Ciamarra – Capzioso e Captante

17.00 -18.00

Franco Purini / Laura Thermes – La mia idea di immateriale in cinque disegni

18.00 -20.00

Santo Marra – Architettura come strategia

Elena Padovani –  L’immateriale in architettura

Seconda giornata del convegno

Mercoledì 29 Maggio

11:00 Inizio della seconda giornata di convegno

conferenze con dibattito finale

11:00 -12:00

Emmanuele Lo Giudice – saluti e presentazione

Diego Repetto – Architettura Gassosa ed il paesaggio contemporaneo

12:00 -13:00

Emmanuele Lo Giudice – Un’anticipazione del workshop

Matteo Giovannone – Come costruire con il cartone,

13:00-14:00 pausa pranzo

conferenze con dibattito finale

14.00-15.00

Tiziana Migliore – Accordi e Disaccordi – Consensi e Dissensi

15.00 -16.00

Francesco Ventura – Il luogo

16.00 -17.00

Antonio Presti – La politica della Bellezza (il caso urbanistico di Librino)

17.00 -18.00

Renato Bocchi – Architettura Evanescente e Immateriale

18.00 -20.00

Matteo Aimini – Il progetto, tra materia e cambi di stato

Vincenzo Di Siena – Architettura effimera

Terza giornata del convegno

Giovedì 30 Maggio

11:00 Inizio della terza giornata di convegno

conferenze con dibattito finale

11:00-12:00

Emmanuele Lo Giudice – Dalla capanna all’ombrello

12:00 -13:00

Università FAUV del Messico – Alcuni casi studio sull’Architettura Gassosa

Emmanuele Lo Giudice, Elena Padovani

Quarta giornata del convegno

Venerdì 31 Maggio

11:00 Inizio della quarta giornata del convegno: tavola rotonda aperta al pubblico con dibattito finale

11:00-13:00:

Emmanuele Lo Giudice, Elena Padovani, Massimo Mazzone, Diego Repetto, Vincenzo Di Siena: considerazioni finali del convegno

Enti patrocinatori dell’evento

L’evento è patrocinato da: Ordine degli Architetti di Roma; Università di Architettura della Sapienza di Roma; Istituto ISIA di Roma; Accademia di Belle Arti di Roma; Università FAUV, Facultad de Arquitectura Universidad Veracruzana Xalapa; Amate l’Architettura; Fondazione Antonio Presti.

Sponsororizzato da:

SEKKEI Sustainable Design è una giovane e dinamica start up composta da progettisti, designer e creativi che progettano e realizzano arredi e complementi di arredo dalle forme originali, ideati attraverso la sperimentazione e la combinazione di materiali eco-sostenibili la cui lavorazione prevede un basso impatto ambientale. https://www.sekkeidesignsostenibile.it/

Salcheto Soc. Agr. s.r.l è un’azienda vitivinicola biologica e biodinamica con sede a Montepulciano (SI). Nata nel 1984 nella zona di Montepulciano, ha fatto della territorialità, eco-sostenibilità e qualità dei vini prodotti i suoi punti di forza. http://www.salcheto.it/

Sep t-shirt è una giovane start up nata a Parma nel 2015 che produce le magliette più belle del mondo. I prodotti magliette e felpe sono interamente e orgogliosamente made in italy. L’art direction è interamente a cura del fondatore. https://www.sept-shirt.com

Angela Ferraro Home textile è un desiner pugliese che realizza dal 2015 dei prodotti tessili tagliati e ricamati a mano, dal design unico e minimale.

https://www.facebook.com/angelaferrarotextile/

Media partener

Amate l’Architettura, blog italiano d’architettura con oltre 150 mila follower nella propria pagina FB.