È stato presentato a Roma a Palazzo Brancaccio – The Destiny of Wedding – Con un elegante public talk e un numeroso pubblico di giornalisti e di professionisti

Il percorso formativo The Destiny of Wedding è stato presentato a Roma a Palazzo Brancaccio, durante un elegante public talk, alla presenza di un numeroso pubblico di giornalisti e di professionisti di ogni settore del mondo del wedding.

The Destiny of Wedding, ideato da Veronica Amati, è un innovativo progetto di formazione specialistica di altissimo profilo, svolto da esperti che, da anni, organizzano e gestiscono matrimoni di sposi stranieri in Italia. L’obiettivo è quello di formare e certificare professionisti del wedding, italiano ed internazionale.

Nel corso del public talk di presentazione, moderato da Erika Gottardi ed aperto da Veronica Amati, ideatrice ed organizzatrice di The Destiny of Wedding, si sono alternate diverse figure professionali in rappresentanza delle prestigiose Istituzioni che collaborano al progetto.

“Dopo un anno di lavoro finalmente si parte – ha affermato con emozione Veronica Amati – questo è un progetto in cui credo moltissimo, ritengo opportuno qualificare il nostro settore che deve avvalersi di grandi professionalità che ci proponiamo di specializzare senza paura che possano entrare in concorrenza con chi già opera in questo settore da anni. È necessario che la proposta di Destination Wedding in Italia venga espressa attraverso una formula con caratteristiche turistiche, prevedendo “pacchetti” che illustrino al meglio ed in maniera sintetica l’offerta nel nostro paese. La nostra è una professione in cui non ci si può improvvisare, per questo abbiamo voluto coinvolgere la LUISS per conferire un taglio universitario al nostro progetto formativo. Un programma teorico ma anche estremamente pratico, con sessioni on stage tenute da grandi professionisti attivi in matrimoni internazionali di grandissimo prestigio. È fondamentale coinvolgere tutta la filiera per in un approccio globale al Destination Wedding. Partiremo dalla fase progettuale, analizzando tutti i passaggi necessari (fotografia, floral design, cake design) per arrivare alla realizzazione dell’evento.

Per quanto riguarda la provenienza degli sposi stranieri il trend conferma il mondo anglosassone al vertice delle richieste per l’Italia, seguito da coppie russe, mentre cinesi e libanesi hanno iniziato da poco ad affermare la loro presenza.”

La necessità di figure di riferimento per ogni singolo mercato, dotate di una formazione specifica nella gestione di prestigiosi Destination Wedding, è stata evidenziata dalla co-producer Natalia Kulikova, direttore direttrice del Magazine Just Married destination wedding planner e Presidente di Wedding Academy, che opera da anni nel nostro Paese.

“La professione di wedding planner non ha una giusta collocazione nell’immaginario collettivo, in Italia come nel resto del mondo – spiega Natalia Kulikova – È fondamentale formare professionisti in grado di gestire questo settore così vasto, che prevede competenze estremamente ampie e diversificate per ogni Paese di provenienza. Lavorando dal 2005 ho compreso che lo sviluppo del business mondiale nel settore richiede sempre di più la specializzazione per approcciare la professione ai livelli più elevati, garantire ai clienti internazionali uno standard altissimo di competenza, riconosciuto e certificato. Lavorare in Italia per noi stranieri significa spesso confrontarci con pseudo professionisti, che non hanno maturato nessuna preparazione e gestiscono questo lavoro con superficialità. Questo danneggia tutto il settore e chi vi opera con serietà.”

A confermare l’alto profilo della formazione che verrà erogata, l’intervento della dr.ssa Susanna Mensitieri, coordinatrice del master universitario in turismo e territorio dell’Università Luiss Guido Carli che, da tempo, monitora il fenomeno del turismo cinese cogliendo il nascere di un certo interesse per i matrimoni di destinazione in Italia, entrando in contatto con Veronica Amati e ospitandola per alcune lezioni che facessero comprendere l’importanza dell’idoneità di luoghi e dei territori per gestire Destination Wedding dal punto di vista turistico, attraverso la gestione di tutti i servizi principali ed accessori nei tempi e nei modi attesi dall’organizzazione. I nostri corsi – prosegue la Dr. Ssa Mensitieri – spiegano il lavoro duro che c’è dietro questa professione che non è “archetti e fiocchetti” come molti pensano. Abbiamo iniziato a stimolare le attitudini trasformandole in competenze ed ospiteremo ancora Veronica nella nostra Università, per proseguire con un programma di formazione strutturato in questo specifico settore.

È importante evidenziare, come ha fatto nel suo intervento Bianca Trusiani, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di Buy Wedding in Italy, quanto questo settore abbia una rilevante ricaduta di carattere economico e turistico sia sui territori coinvolti che sull’intera filiera del matrimonio, costituita da una serie di professionisti che debbono essere in grado di rispondere, con prontezza e competenza, alle specifiche esigenze dei singoli progetti matrimoniali ideati dalla Destination Wedding Planner. Riaffermando l’intimo legame tra turismo e wedding, ha evidenziato la nuova figura del Wedding Travel Coordinator, un mediatore culturale e accompagnatore turistico, dotato di spiccate competenze nel settore del wedding. Nel condividere la necessità di operare sui territori per fare in modo che possano essere idonei ad accogliere turisti e matrimoni stranieri, Bianca Trusiani ha riaffermato l’importanza di valorizzare le peculiarità del nostro territorio che si sono affermate nel tempo in nazioni che scelgono l’Italia per le sue caratteristiche. Occorre verificare sul campo le tipicità dei territori – afferma Bianca Trusiani – per articolare proposte indirizzate ai diversi mercati sui quali altri interlocutori internazionali operano da tempo, pacchettizzando le proposte, integrando territori turistici per il Destination Wedding, coinvolgendo l’intera filiera produttiva, quella rete di professionisti che operano a fianco dei destination wedding planner per la riuscita del matrimonio internazionale. Questa è un’opportunità anche per le location per destagionalizzare la proposta, coprendo con i matrimoni stranieri le fasi stagionali meno attive. Grazie a Veronica che ha realizzato un mio sogno, quello di vedere tutta la filiera coinvolta, con professionisti ed artigiani che possono far emergere la loro opera nella coralità di un progetto globale che esalta l’Italia, i suoi territori e la sua creatività. Ho sempre avuto chiaro il bisogno di fondere turismo e wedding, creando la professione del Wedding Travel Coordinator, una figura di mediatore culturale e accompagnatore turistico dotato di spiccate competenze nel settore del wedding.

A fianco della formazione, emerge quindi l’importanza della certificazione delle figure professionali, esposta da Clara Trama, Presidente dell’Associazione Italiana Wedding Planner, che ha costituito un tavolo tecnico in UNI per rispondere al bisogno di creare un riconoscimento ed una certificazione per le professioni di Wedding Planner e Destination Wedding Planner. Abbiamo creato un tavolo tecnico in UNI per la creazione della prassi di riferimento 61/2019 – afferma Clara Trama – come unica risposta plausibile alla necessità di certificare le professioni di Wedding Planner e Destination Wedding Planner. Siamo stati i primi, in Italia e in Europa a cogliere l’evoluzione di una professione certificandola sul registro di Accredia, dove si possono trovare come uniche figure riconosciute quelle accreditate da Associazione Italiana Wedding Planner. Questo passaggio era indispensabile per consentire ai veri professionisti di operare con un riconoscimento ufficiale, distinguendosi da una platea di interlocutori che non hanno competenze e che screditano un mercato composto da grandi esperti. L’aggiornamento formativo è fondamentale per fare in modo che la professione si affermi, con una prassi certificata, a livello europeo. Ma siamo solo all’inizio nel percorso di riconoscimento professionale di queste particolari figure. Il nostro sogno è giungere alla costituzione di un albo professionale che tuteli professionisti e mercato.

L’importanza di partire sempre dalla progettualità anche per i matrimoni è stata evidenziata da Andrea Francisi di Filmmaster che ha dichiarato come dalla cerimonia delle olimpiadi all’evento privato, in Italia come all’estero, bisogna operare attraverso un metodo che preveda la figura del project manager, professionista che gestisce e coordina tutte le fasi, il portafoglio e le risorse umane del progetto. Questo metodo – spiega Andrea Francisi – consente di operare con la medesima professionalità in ogni tipologia di manifestazione, applicandolo in forme diverse a seconda dei vari parametri che definiscono il singolo evento. Collaboriamo con Veronica da tempo e lei ci sceglie per questo tipo di risposta, per l’approccio che si basa su un metodo strutturato che, a maggior ragione, va utilizzato per i matrimoni di destinazione dove l’attesa da parte degli sposi è molto alta.

La cronaca recente ha evidenziato poi la necessità di tutelare il mercato dei matrimoni non solo attraverso l’istituzione di una certificazione professionale ma anche con specifiche coperture assicurative come ha spiegato il broker Sara Sciarretta, illustrando un progetto di polizza che tuteli gli sposi ed i professionisti da tutti gli eventuali problemi che lo svolgimento di un’attività così complessa può comportare. Nell’epoca dei social non si può prescindere da un adeguata comunicazione che tenga conto di questi canali, approcciandoli con un metodo professionale basato su un progetto comunicativo. Insegneremo come comunicare correttamente a livello social un evento particolare come il matrimonio e come utilizzare i social più idonei al mondo del wedding. – afferma la blogger e social media manager Anthea Sanna di Contentera sostenendo l’imprescindibile utilizzo di Instagram e Pinterest. Il primo perché consente una ampia divulgazione dei contenuti ad una vasta platea con l’utilizzo di opportuni strumenti di tracciatura, il secondo perché costituisce un prezioso strumento che consente di cogliere tendenze, utilizzare ampie palette di colori, abiti e allestimenti a livello professionale.

The Destiny of Wedding si svolgerà a Palazzo Brancaccio dal 4 al 7 novembre 2019, prevede il riconoscimento di 32 crediti formativi necessari per l’accesso alla certificazione della professione di Wedding Planner e Destination Wedding Planner e sarà articolato in tre intense giornate di formazione che saranno suggellate il quarto giorno dalla celebrazione di un vero matrimonio straniero che, per la prima volta, coinvolgerà tutti gli attori della filiera lunga e corta del Destination Wedding. L’ideatrice Veronica Amati, durante questo percorso verrà affiancata dal wedding planner londinese Bruce Russell, più volte premiato come miglior wedding planner dell’anno, dal floral designer Robert Chaar, autore delle scenografie floreali dei matrimoni reali in medio oriente, dalle italiane wedding designer Barbara Vissani e floral designer Sonia Luongo.

Foto e video saranno affidati a Whitelife Studio, già esperti in destination wedding; mentre per il cake design, le decorazioni saranno curate da Lucia Simeone.

Producer:

Veronica Amati Destination Wedding Planner e Sinologa

Co – Producer:

Natalia Kulikova direttrice del Magazine Just Married destination wedding planner e Presidente di Wedding Academy

Institutional Partners:

Palazzo Brancaccio

Università Luiss Guido Carli

Buy Wedding in Italy

Special Guest:

Bruce Russell

Robert Chaar (Casa del Flora)

Clara Trama

Partners:

Filmmaster Events

Barbara Vissani

Sonia Luongo

Lucia Simeone

Whitelife Studio

Wedding and Travel

I.W.P.A. – International Wedding Planner Association

A.I.W.P. – Associazione Italiana Wedding Planner

Educational Partners:

Wedding Academy

Media Partners:

JM Just Married

Zankyou

Progress Viaggi

Woman & Bride

Tutors:

– Veronica Amati: Destination Wedding Planner in Italy

Website www.veronicaamati.com

Instagram veronica_amati_wp

Facebook Veronica Amati Wedding Planner, party designer and more

Bruce Russell: Destination Wedding Planner from London

Website www.bybrucerussell.com

Instagram bybrucerussell

Facebook Bruce Russell- Weddings Experiences Destinations

Natalia Kulikova: Destination Wedding Planner from Russia

Website www.wedding-academy.ru
Instagram Nata_kulikova

Facebook Natalia Kulikova Weddings

Robert Chaar: Floral and Event Designer from Lebanon

Website www.casadelflora.info

Instagram casadelflora

Facebook Casa Del Flora

Bianca Trusiani: Destination Wedding Consultant and Strategist

Website www.weddingandtravel.it

Instagram biancatrusiani

Facebook Bianca Trusiani

Barbara Vissani: Event and Wedding Designer

Website www.barbaravissani.it

Instagram Barbara Vissani Official

Facebook Barbara Vissani Design

Clara Trama: Wedding Planner

Website www.claratramaweddingplanner.it

Instagram Clara Trama Wedding Planner

Facebook Clara Trama

Sonia Luongo: Events & Flower Designer

Website www.sonialuongo.it

Instagram sonialuongosl

Facebook Sonia Luongo

White Life Studio: Destination Wedding Photo & Video

Website www.whitelifestudio.com

Instagram whitelifestudio

Facebook Whitelife Studio

Emanuele Usai: Creative Director and Digital Strategist

Instagram Emanuele Elo Usai

Facebook Emanuele Elo Usai

Anthea Sanna: Architect, Travel and Lifestyle Italian Blogger, Beauty reporter x Glamour.it

Website www.antheafashion.com

Instagram Anthea’s Fashion

Facebook Anthea Sanna

Lucia Simeone: Cake Designer

Website www.luciasimeone.com
Instagram Luciasimeone

Facebook Lucia Simeone

Foto articolo Alessandro Meoli




A Roma i segreti del mare raccontati nei piatti del nuovo Ristorante “Seacret – I segreti del mare”

DA PANAMA ALLA FRANCIA, DAL MEDITERRANEO AI CARAIBI. LA CONTINUA RICERCA E LA GRANDE ESPERIENZA DEI TITOLARI, PROMETTONO UN VIAGGIO ENOGRASTRONOMICO UNICO CON UNA PARTICOLARE ATTENZIONE ALL’ECOSOSTENIBILE.

Domenica 29 settembre apre a Roma il nuovo Ristorante Seacret. Dopo la loro prima vincente esperienza, Paolo Onorato e Fabrizio Zonnini hanno deciso di portare il loro format di ristorazione a Roma in via Marcantonio Bragadin 13/15, zona Cipro, creando un moderno ristorante dai colori caldi e dall’atmosfera rilassante in cui godere dei piaceri di una cucina gourmet, frutto di ricerca e di professionalità a livelli assoluti. Un binomio vincente quello creato da Paolo e Fabrizio che si dividono la cucina e la sala con la stessa maniacale attenzione alla qualità e al livello del servizio. Un impegno che troviamo nella selezione delle materie prime, con un pescato locale e stagionale che affianca pesci provenienti dai mari di tutto il mondo. Immaginate una grotta sottomarina all’interno della quale scoprire un tesoro unico nel panorama della ristorazione di mare, un menù all’interno del quale, accanto alle rassicuranti specialità di mare della tradizione e a gustose elaborazioni, emergono piatti realizzati con pesci straordinari, sconosciuti o mai proposti in Italia.

Alzi la mano chi ha mai sentito parlare del Cobia, un pesce che proviene da riserve specifiche a Panama. Sano, privo di ormoni, coloranti e pesticidi, sostenibile ed allevato in un ambiente privo di stress, dalle carni morbide frutto di una frollatura lenta che lo rende estremamente gustoso al palato. Probabilmente il pesce del futuro in una cucina che si evolve anche nel rispetto dell’ambiente. E chi ha assaggiato, se non in qualche viaggio esotico, il Barracuda, pesce predatore dalla forma allungata e dalle muscolose carni bianche e con pochissime spine o il Centrolofo Viola, un pesce di profondità dalla grande stazza, dal caratteristico colore viola scuro, dalla polpa bianchissima simile alla cernia e dal gusto straordinariamente delicato? O ancora, chi sapeva che il pesce bianco più apprezzato in Giappone è il Carbonaro, noto al pubblico come Black Code, dalla gustosissima polpa chiara, ricca di omega 3? Altro pesce assolutamente sostenibile, perché pescato prevalentemente con le nasse.

Le cotture lente e a basse temperature, frutto della lunga esperienza di Paolo, consentono di servire piatti di straordinario gusto che conservano una delicata consistenza. Fondamentale poi è l’apporto in sala di Fabrizio, grande sommelier che ha realizzato una cantina straordinaria, con una selezione di etichette di nicchia dal giusto rapporto qualità prezzo, che sposano perfettamente i sapori dei piatti. Affidarsi a lui è la scelta più saggia, facendosi guidare con fiducia in un panorama in cui la sua ricerca è l’autentico valore aggiunto per degustare un ottimo vino, servito alla giusta temperatura e gustosamente abbinato al piatto, spendendo il giusto, in un conto sempre eticamente corretto. I crudi sono proposti secondo la stagione e le ostriche sono selezionate dalla collaborazione con Oyster Oasis, azienda formata da un gruppo di professionisti italo francesi, che condividono con Paolo e Fabrizio la grande passione e la profonda conoscenza del prodotto.

Un suggerimento? Da non perdere il polpo arrosto servito con una gustosissima crema di castagne, abbinato ad uno straordinario Franciacorta Satèn DOCG. Non rimane che attendere l’opening per degustare le straordinarie specialità di Seacret, una nuova straordinaria realtà golosa pronta a raggiungere importanti traguardi e riconoscimenti stellati.

A PROPOSITO DI SEACRET

SEACRET è il risultato evolutivo di un percorso e di uno studio, fatto di ricerca e sperimentazione, nell’ambito della ristorazione chiamato “Il Segreto del Mare”. L’etimologia del nuovo nome nasce dalla crasi delle parole anglosassoni Sea (Mare) e Secret (Segreto) in ricordo del passato. Il Segreto del Mare, infatti, nasce ufficialmente nel 2011, forte dei tanti anni di esperienza dei due titolari, con l’obiettivo di portare ad un livello di definitiva maturazione la grande professionalità e le vaste competenze da loro conseguite. SEACRET è un nuovo ristorante con un concept basato essenzialmente sulla cucina di mare, sullo sviluppo della ricerca delle materie prime, sulle nuove tecniche di cottura, sulla puntualità nei tempi di servizio, sulla cordiale e professionale accoglienza degli ospiti in sala. L’idea di base di SEACRET è quella di rispettare la cucina tradizionale italiana esaltandola con le migliori materie prime selezionate, utilizzando però moderne tecniche di esecuzione, aggiungendo ingredienti in perfetta armonia tra di loro, conferendo ai piatti un elevato valore aggiunto organolettico. La cucina di SEACRET propone la semplicità e la naturalezza del mangiare sano e genuino. Per questo il team si avvale anche della presenza di un medico nutrizionista, che vaglia le proposte culinarie dello chef e che permette di proporre agli ospiti una selezione di piatti equilibrati e ben digeribili, oltre che estremamente gustosi. La ristorazione non è semplicemente cucinare e servire piatti gustosi. SEACRET è consapevole del fatto che oggi, per essere al passo in questo settore, bisogna saper gestire un’azienda complessa ed articolata, che sappia curare con attenzione tutti i rapporti ed i settori della professione. Dal marketing agli acquisti, dalle risorse umane alla comunicazione. Bisogna essere strutturati e presenti, applicando la stessa maniacale attenzione che si pone in cucina ed in sala, per raccogliere sempre i migliori risultati e far vivere ai propri clienti un piacevole momento edonistico, un’esperienza ispirata all’enogastronomia. Il sommelier di SEACRET cura la cantina e coadiuva in sala i clienti nelle loro scelte sul vino. Le etichette selezionate con cura, non necessariamente blasonate, sono di grande qualità, proposte a prezzi accessibili, con delle punte di diamante, idonee per accompagnare grandi esperienze. Il benessere del cliente è il punto cardine del lavoro di SEACRET, la vera autentica mission dei due appassionati titolari Paolo e Fabrizio che offrono un coinvolgente percorso enogastronomico e un servizio al tavolo attento, cortese, discreto e professionale. La filosofia di SEACRET si fonda su una scrupolosa ricerca e cura di quei particolari che fanno la differenza tra una buona cena ed un’esperienza golosa. In poche parole: qualità, sostanza, semplicità, immagine e cordialità.

Quindi…Benvenuti al SEACRET!
Buon appetito.




Grande degustazione del Consorzio di Tutela Roma Capitale che lunedì 30 settembre incontra il Primitivo di Manduria

Le aziende del Primitivo di Manduria fanno squadra e si danno appuntamento a Roma per una grande degustazione promossa dal Consorzio di Tutela e curata dal Gambero Rosso. Sarà infatti la Città del gusto ad ospitare, lunedì 30 settembre ,l’evento dal titolo “Roma incontra il Primitivo di Manduria”.

In via Ottavio Gasparri, a pochi passi da Villa Pamphili, la Puglia presenterà l’eccellenza del proprio territorio vinicolo. Circa 30 le cantine coinvolte che offriranno al pubblico le proprie etichette di Primitivo di Manduria, con le DOP Primitivo di Manduria e Primitivo di Manduria Riserva e la DOCG Primitivo di Manduria Dolce Naturale. Un totale di circa 70 etichette in degustazione.

Durante la serata due aziende pugliesi – Salumi Martina Franca e il Caseificio Masseria Madonna dell’Arco – proporranno le loro specialità in abbinamento con i vini presentati dai produttori. Ci sarà anche un momento di spettacolo gastronomico per gli ospiti con il corner dedicato alla produzione di mozzarella live. A completare l’offerta gastronomica, gli sfizi ideati dalla cucina dell’Academy di Gambero Rosso.

In contemporanea, dalle 19 alle 20, Marco Sabellico, curatore della guida Vini d’Italia, guiderà il seminario di degustazione e approfondimento insieme ai produttori delle cantine presenti.

“Il Primitivo di Manduria – spiega Mauro di Maggio, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria – ha conosciuto in questi anni un successo crescente, frutto del lavoro delle singole cantine; ora è importante lavorare insieme per comunicare un’idea di qualità unitaria. Ecco perché occasioni d’incontro come la degustazione alla Città del gusto sono fondamentali: ci danno l’opportunità di arrivare a un pubblico ampio e qualificato, e trasmettergli il nostro messaggio”.

La realtà del Primitivo di Manduria, attualmente, comprende una superficie totale di 3.140 ettari distribuita tra 18 comuni delle province di Taranto e Brindisi (mentre Il Consorzio conta oltre 50 soci e circa 1000 viticoltori).

“Abbiamo la necessità di semplificare il messaggio – conclude di Maggio – il nostro vitigno ha ormai acquisito una buona notorietà, ora è importante comunicare il Primitivo di Manduria come top della piramide nella gerarchia della famiglia del Primitivo, promuovendo assaggi diffusi, rafforzando il marchio nei mercati internazionali che già ci conoscono (Sudamerica, Germania…) e spingendo sulla comunicazione dove ancora c’è poca conoscenza dei nostri vini. Penso per esempio a Stati Uniti e Canada. Stiamo lavorando bene, c’è molta voglia di crescere insieme”.

Le aziende del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria partecipanti:

Mottura vini del Salento

Pirro Varone

Soloperto Vini

Vigne Monache

Cantine Paolo Leo

Masseria Altemura

Agricola Erario

Cantine Lizzano

Vespa Vignaioli per passione

Cantina Pliniana

Masseria Borgo dei trulli

Cantine San Marzano

Trullo di Pezza

Cantolio

Attanasio

Varvaglione

Claudio Quarta Vignaiolo

Produttori di Manduria

Vinicola Cicella

Cantine Due Palme

Terracalò

Masseria Surani

Masca del Tacco

Vinicola Savese Pichierri

Bosco Società Cooperativa Agricola

Vigneti del Salento

Il wine tasting sarà in programma dalle 20 alle 23, al costo di 15 euro (è già possibile acquistare l’ingresso sullo store online di Gambero Rosso https://store.gamberorosso.it/it/eventi/586-2132-roma-incontra-il-primitivo-di-manduria-degustazione.html#/25-sede-roma/651-data-30_09_19)




Il presidente del Consorzio Vino Chianti, Busi: “Progetti strategici in mercati importanti”

*in foto sulla dx , il brindisi con il Direttore Consorzio Vino Chianti, Marco Alessandro Bani

Lara Ferrara

Crescono le esportazioni di vini rossi Dop della Toscana, soprattutto nei paesi extra Ue. Un aumento in molti casi superiore alla media nazionale: dal 2013 al 2018 l’export ha fatto registrare un più 17% negli Usa (più 12% il dato nazionale) e ben +47% in Svizzera (è del 16% la crescita italiana). Bene anche il Canada, con un aumento del 16% contro il 10% della media nazionale. È quanto emerge dalla ricerca Wine Monitor Nomisma per Consorzio Vino Chianti. La Toscana conquista la vetta della classifica per valore dei vini rossi esportati rispetto a quelli veneti e piemontesi nei principali mercati, compresi Giappone e Cina, con un valore nel 2018 pari rispettivamente a 14,2 milioni di euro e 10 milioni di euro.

“Il Chianti – ha detto il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi – ha superato la crisi di prezzo e di produzione del 2010 e del 2011.
Da quel momento il percorso di rilancio della nostra grande denominazione ha visto togliere gli impianti obsoleti con il rinnovamento – ha sottolineato Busi, al Mipaaft – del 70% del vigneto, che porterà ad un aumento della produzione, oggi attestata a circa 100 milioni di bottiglie. A questi punti dobbiamo cercare nuovi mercati dove dovremmo insegnare cosa è la nostra storia e la nostra denominazione che vale 400 milioni di euro.
Da qui l’importanza del Chianti Academy, la prima scuola dedicata a professionisti del settore per diventare esperti del vino Chianti Docg già avviata in Cina e ora anche in America Latina. “Di dove venite?” ci chiedevano dieci anni fa in Cina e non avevano idea né dell’Italia e neanche della Toscana. In nove anni che andiamo oltre la Grande Muraglia il mondo del vino in Cina è cambiato di molto: le differenze tra i diversi vini vengono ora apprezzate, e vengono apprezzate la produzioni più leggere”.

* in foto il Presidente del Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi

Secondo il dirigente Mipaaft Luigi Polizzi, “Il settore mostra vivacità d’impresa nella consapevolezza delle future sfide. Prima fra tutte il cambiamento climatico da affrontare con l’innovazione tecnologica. Importante la protezione della denominazioni e gli accordi commerciali: in arrivo – ha annunciato Polizzi – quello con Singapore con una ventina di denominazioni in via di registrazione”.

Ci rilascia invece nuovamente Busi: “Fondamentali sono gli accordi bilaterali. Alla politica, a Roma e a Bruxelles, chiediamo anche la sburocratizzazione del sistema. Molte aziende associate sono Pmi, e lamentano oneri e un costo diretto troppo alti. Il registro telematico non ci aiuta perché manca la banda larda. Occorre dare infrastrutture nelle campagne prima di chiedere servizi innovativi agli imprenditori” ha concluso Busi nella prima di un ciclo itinerante di conferenze stampa che porterà il Consorzio a Milano e a Firenze questa settimana.

“Una fotografia che ci dà la misura e l’importanza che i vini Dop toscani hanno sul mercato internazionale – ha detto Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti – e su cui costruire un programma di promozione e valorizzazione lungimirante e strategico. Proprio per consolidare la posizione acquisita e dare nuovo slancio ai progetti in corso in paesi dalle potenzialità interessanti, come la Cina, abbiamo avviato percorsi di formazione per aumentare le competenze di professionisti del settore e rafforzare la consapevolezza dell’alta qualità dei nostri prodotti”.

La Chianti Academy è la prima scuola dedicata a professionisti del settore per diventare esperti del vino Chianti docg già avviata in Cina e ora anche in America Latina. I partecipanti avranno l’opportunità di conoscere la storia e la cultura legata alla denominazione, la catena di produzione e le politiche di tutela del prodotto e naturalmente gli abbinamenti con il cibo, oltre che le strategie di marketing e di comunicazione del prodotto. Le lezioni sono abbinate a degustazioni specifiche delle 30 diverse etichette del Consorzio rappresentative di tutte le tipologie esistenti. Dopo gli esami finali i partecipanti all’Academy riceveranno la qualifica di Chianti Wine Expert rilasciata dal Consorzio Vino Chianti. Alla prima edizione in Cina sono stati 240 gli studenti iscritti nelle quattro città coinvolte: Shenzhen, Guangzhou, Shanghai e Beijing.

*In foto da sx
Luigi Polizzi, dirigente MIPAAFT
Manuela Savardi, esperta mercati internazionali
Giovanni Busi, Presidente Consorzio Vino Chianti




Mastercard, Aeroporti di Roma (AdR) e Areas Italia – MyChef sorprendono i passeggeri dell’aeroporto di Fiumicino combinando qualità culinaria italiana e tecnologie all’avanguardia

Lara Ferrara

Mastercard, Aeroporti di Roma (AdR) e MyChef presentano Bistro by Mastercard, il primo ristorante cashless pensato per offrire una food experience all’insegna della tradizione culinaria italiana con particolare attenzione a quella romana e, allo stesso tempo, sperimentare le più innovative tecnologie che rivoluzioneranno l’esperienza dei viaggiatori italiani e internazionali.

Situato nella Italian Food Street dell’area di imbarco E del Leonardo da Vinci, Bistro by Mastercard nasce con lo scopo di trasformare l’attesa del volo in un’esperienza unica. Infatti, secondo l’osservatorio di Mastercard sugli acquisti effettuati dai possessori di carte durante i viaggi internazionali con destinazione Roma nell’ultimo anno*, il food rappresenta una delle principali voci di spesa dei viaggiatori in transito nell’aeroporto di Fiumicino. Tra i più appassionati di questa categoria ci sono i turisti inglesi (43%) e gli olandesi (52%). Anche gli italiani sono degli appassionati di food, tuttavia a pari merito con le categorie di abbigliamento e elettronica.

L’esperienza di acquisto dei turisti in aeroporto non si limita però all’offerta food. Seguono ulteriori categorie di spesa interessanti come l’abbigliamento, l’elettronica e i gift: i turisti russi e coreani spendono soprattutto in abbigliamento, proporzionalmente il doppio rispetto agli altri turisti con il ticket medio più alto, intorno ai 100€.

Le spese dei viaggiatori internazionali rappresentano infine il 69% della spesa totale in aeroporto, che raggiunge fino al 75% nei mesi di maggior affluenza, quelli estivi, e il 54% solo intorno a Natale.

“Per Mastercard innovazione tecnologica e nuove esperienze di acquisto, sono strettamente legate alle passioni dei consumatori, e tra queste il cibo ha un ruolo fondamentale soprattutto nel nostro Paese. Da anni soprattutto nelle grandi città italiane, come Roma, lavoriamo per rendere le esperienze per i cittadini e i traveller davvero uniche. – spiega Michele Centemero, Country Manager Italia di Mastercard – “Grazie alla tecnologia di pagamento contactless e alle nuove soluzioni tecnologiche, e a programmi di marketing territoriale dedicati, vogliamo creare esperienze semplici, veloci e sicure in grado di trasformare il proprio viaggio in un momento piacevole e gratificante, sia all’arrivo che alla partenza.”


“Siamo lieti di essere oggi insieme a Mastercard e Areas Italia – MyChef per annunciare questa novità all’aeroporto di Fiumicino  – ha dichiarato Ugo de Carolis Amministratore delegato di Aeroporti di Roma –, che coniuga la qualità di un’offerta food all’insegna della tradizione e dell’innovazione.  Da oggi i nostri passeggeri potranno gustare le creazioni dello Chef Michelangelo Citino in un ambiente confortevole e totalmente tecnologico.  A questo si aggiunge il restyling tecnologico di un’area dei parcheggi easy Parking che è stata brandizzata e riservata ai titolari di carta Mastercard. E’ la prima volta che dedichiamo un parcheggio ad un brand e i passeggeri avranno ulteriori vantaggi usufruendo di uno speciale sconto sulla sosta oltre a beneficiare gratuitamente di uno dei servizi più utilizzati in aeroporto, il Fast Track ai varchi sicurezza. E’ un’ulteriore conferma della continua attenzione nei confronti dei passeggeri da parte di ADR, che hanno recentemente premiato questo impegno conferendo al Leonardo da Vinci l’Airport Service Quality Award per il 2018”.

“Per noi è una grande soddisfazione poter dar vita, grazie alla collaborazione con ADR ed alla pluriennale partnership con Mastercard, ad un progetto così innovativo.

Da oggi i viaggiatori che transitano dall’Aeroporto di Fiumicino potranno vivere una experience in grado di trasmette loro il sapore della tradizione del territorio unito all’innovazione dei servizi di self ordering e cashless fast payment. Il Bistro by Mastercard – spiega Sergio Castelli Amministratore Delegato di Areas Italia – Mychef – offre un servizio al tavolo con un menu studiato dall’executive chef Michelangelo Citino capace di valorizzare le ricette della tradizione romana e i prodotti stagionali e un area “roman gastronomy to go” con materie prime ricercate e prodotti facili da consumare in modalità d’asporto.”

Per rispondere a queste esigenze, il Bistro offre un’atmosfera accogliente che permette ai traveller di anticipare l’esperienza che stanno per vivere, quella della partenza per il viaggio dei propri sogni o quella dell’atteso ritorno a casa, con una priceless experience a cavallo tra buon cibo e tecnologia.

La prima anima del ristorante, infatti, è quella dell’innovazione e della tecnologia, da sempre focus per Mastercard. Il Bistro è il risultato della continua ricerca dell’azienda su nuovi modi di usare la tecnologia, nei pagamenti (attraverso il contactless e le nuove shopping experience) e non solo, offrendo un’esperienza d’acquisto sempre più sicura, semplice e veloce. All’ingresso del ristorante gli ospiti vengono accolti da Pepper, un robot semi-umanoide ottimizzato per l’interazione umana, per poi immergersi in un’esperienza intereattiva ad alto livello. Più precisamente, il Bistro è arricchito di uno speciale Priceless Touch Table, una soluzione pensata per trasformare l’esperienza dell’attesa per l’imbarco successivo non solo più veloce, grazie alla tecnologia di pagamento contactless direttamente integrata nel tavolo, ma anche più divertente, grazie allo schermo interattivo a disposizione dei commensali. Navigando tra molteplici contenuti del tavolo, l’ospite potrà così ordinare i piatti del menù interattivo, approfondire la filosofia dello chef imparando tutti i suoi segreti e avere aggiornamenti in tempo reale sul proprio volo, il gate di imbarco, il meteo della città di destinazione e alla fine del pasto gli ospiti potranno infine pagare il conto direttamente al tavolo evitando inutili file in cassa.

Insieme alla tecnologia, la seconda anima del Bistro è quella della tradizione. I piatti che sono serviti, infatti, rappresentano il meglio della tradizione culinaria romana e sono una selezione di Michelangelo Citino, Chef emergente sulla scena gastronomica nazionale premiato nel 2018 con un cappello nella Guida dell’Espresso, citato nella Guida Michelin e che ha esordito nelle cucine di Gualtiero Marchesi e di Davide Oldani, per poi approdare nel Gruppo Areas – MyChef dove ancor oggi presta servizio. La cucina dello Chef Michelangelo si distingue per semplicità e un’attenta ricerca della qualità degli ingredienti, cercando di coniugare tecnica, passione e leggerezza.

La proposta di Mastercard dedicata ai traveller si arricchisce inoltre del nuovo “Mastercard Reserved Parking”, un’area di posteggio dedicata ai clienti Mastercard situata al 3° piano del parcheggio “P Terminal C” di easy Parking, il brand del gruppo ADR che gestisce i parcheggi dell’aeroporto di Fiumicino e Ciampino. L’iniziativa prevede un’esperienza innovativa per il passeggero, l’ingresso è infatti completamente automatizzato grazie all’installazione di tecnologia di ultima generazione che garantisce l’accesso, l’uscita ed il pagamento tramite carta di credito, completamente in modalità ticketless. Inoltre coloro che usufruiscono del “Mastercard Reserved Parking” beneficiano di uno sconto esclusivo pari al 5% rispetto alle tariffe standard.

Come ulteriore servizio per i possessori di carta di credito Mastercard, all’interno del parcheggio sono stati installati dei monitor con gli aggiornamenti dello stato dei voli in partenza e le informazioni sul traffico delle principali arterie di collegamento con il centro della città di Roma. Gli utilizzatori del “Mastercard Reserved Parking” potranno infine beneficiare dell’accesso gratuito al Fast Track del Terminal 3 e di un caffè omaggio presso il nuovo ristorante Bistrot by Mastercard.




Tindora – Sceglie l’oro rosso di Navelli per la sua ricerca sullo sviluppo di cosmesi biotecnologica di alta gamma 100% Made in Italy

di Lara Ferrara

La pelle è il nostro primo vestito e la parte più sensibile del nostro essere che più risente delle sensazioni e delle emozioni ed è quindi la prima difesa naturale del nostro corpo.

Oggi vi voglio narrare di una esclusiva linea viso biotecnologica formulata con i migliori ritrovati in campo cosmetico, tra cui il prezioso estratto degli stimmi dello Zafferano.
Lo zafferano o “Crocus Sativus” noto per le sue proprietà rivitalizzanti e antiossidanti con un’azione purificante e anti infiammatoria che favorisce il mantenimento delle caratteristiche strutturali e funzionali della pelle.
La varietà usata in questo caso viene coltivata in Italia esattamente sull’altopiano abruzzese di Navelli ed è conosciuta ed apprezzata per la sua biodiversità.

La storia dello zafferano.

Sono stati ritrovate rappresentazioni di raccolti di zafferano risalenti al 1600 – 1500 a.C. ,ad esempio il famoso affresco nel palazzo di Cnosso sull’isola di Creta.

Lo zafferano era già conosciuto anche nell’antico Egitto. I faraoni erano soliti utilizzarlo come insaporitore o come afrodisiaco, nonché come essenza profumata per i loro bagni, per le case e i templi. Nell’Egitto del tardo periodo greco, Cleopatra usava lo zafferano nei suoi bagni per rendere l’atto d’amore più piacevole.

Nell’antica Persia la coltivazione di zafferano si intensificò notevolmente. Veniva colivato a Derbena e ad Isfahan già dal X secolo A.C. Proprio là sono stati ritrovati pistilli intrecciati in antichi tappeti reali e nei sudari funebri. Dario I di Persia (500 a.C.) diede ordine ai suoi governatori di assicurarsi che lo zafferano venisse piantato nella remota regione settentrionale dell’Impero Persiano ( nel Caucaso)

Lo zafferano per via della sua preziosità, è stato sempre simbolo di ricchezza ed eleganza. Le classi dirigenti degli antichi Imperi lo usavano per aromatizzare le loro pietanze, per tingere le vesti e per profumare le sale per banchetti. Lo zafferano è stato utilizzato dagli antichi adoratori persiani come offerta rituale per le loro divinità e come una medicina.

Gli europei introdussero lo zafferano nelle Americhe durante l’immigrazione dei membri della Chiesa Schwenkfelder, ottimi coltivatori, che portarono dall’Europa un tronco contenente bulbi.

Nella zona dell’altopiano di Navelli vicino alla città dell’Aquila viene prodotto lo zafferano migliore al mondo, per la sua qualità e valore viene anche definito l’oro rosso di Navelli.

Lo zafferano utilizzato dai prodotti Tindora ha quindi una storia antica…Originario dall’isola di Creta si è diffuso in Abruzzo grazie ha un chè di casuale e miracoloso. Nel XIV secolo il monaco abruzzese Santucci, esperto ed appassionato di agricoltura, partecipò a Toledo (Spagna) al tribunale della Santa Inquisizione (di cui era membro) di ritorno a Navelli portò con se, nascosti in un ombrello, dei bulbi di questa pregiata pianta.

I bulbi seminati nell’altopiano aquilano trovarono le condizioni ideali, in termini di clima e di terreno, ed abbinato all’elaborato processo di lavorazione si tradussero nella “Ferrari” dello zafferano. Un gusto delicato al palato e all’olfatto, un equilibrio unico di profumi che ne fanno la spezia più ricercata dai grandi chef.

La consacrazione dell’oro di Navelli si è avuta nel 2005 anno in cui la Comunità Europea ha riconosciuto la Denominazione di Origine Protetta “Zafferano dell’Aquila” e la categorizzazione dello stesso come di categoria superiore.

Tindora, pertanto, si configura come un’azienda specializzata in ricerca e sviluppo di cosmesi biotecnologica di alta gamma, 100% Made in Italy, caratterizzata da ingredienti naturali e biologicamente certificati, in grado di ripristinare idratazione, elasticità, compattezza e luminosità naturali della nostra pelle. L’azienda suggerisce quindi il potere di astrarsi verso qualità di perfezione e preziosità, verso il completamento e la realizzazione di tutte le potenzialità e, in un’accezione alchemica si pone come “pietra filosofale” in grado di fornire l’elisir di lunga vita e risplendere di eterna giovinezza. Vedersi giovani vuole dire anche sentirsi più giovani e rimanerlo più a lungo, questa è la mission dei cosmetici Tindora: indorare la tua pelle e renderla il gioiello più bello e prezioso da indossare.

http://https://youtu.be/387hK19zS1A




Francesca Ossani – Una donna e il suo coraggio fatto di intraprendenza e umanità – Storia della rinascita del brand Crik Crok

di Lara Ferrara

Lo storico marchio di patatine della romana Ica Foods, guidato da Francesca Ossani che ha acquisito il gruppo dopo due anni di trattative. La Ossani e Sandro Scagnoli, rispettivamente presidente e direttore generale, al fine di permettere la continuità aziendale dell’impresa, durante la lunga procedura concordataria. Il piano prevede “la progressiva e decisa riduzione delle perdite di bilancio sino a conseguire, entro il prossimo esercizio finanziario (nel 2020, ndr), il pareggio del risultato industriale e la ripresa della produzione di flussi finanziari positivi essenzialmente tramite l’ampliamento della quota di mercato”.

Una donna e il suo coraggio, fatto di intraprendenza, caparbietà e passione. Francesca Ossani è questo e molto di più. Una vita non sempre facile per incomprensioni con la famiglia ed eventi spesso in salita. Poi la svolta “desideravo dimostrare ai miei figli che il lavoro è un valore imprescindibile”.

Così dopo la cessione nel 2016, concordata con il fratello, di alcuni importanti beni di famiglia, Francesca decide di affrontare una nuova sfida: acquisire un’azienda in difficoltà per rilanciarla. Il sogno diventa presto una corsa ad ostacoli perché la situazione che si trova ad affrontare è molto più pesante di quello che sembrava.

Francesca lotta, non solo per sé, ma anche per quei collaboratori che già sente come la sua squadra, un team di persone che lavorano con professionalità e passione. Deve tutelare il gruppo, il know-how dell’azienda e sé stessa. Vuole acquisire con trasparenza e al contempo garantire un nuovo modello industriale capace di competere in un mercato, quello della grande distribuzione, che non fa sconti a nessuno.

Dopo 2 anni di delusioni, vertenze e immissioni di denaro, l’azienda – uno dei principali player nazionali nella produzione e distribuzione di snacks salati – è sostanzialmente sua; l’acquisizione – dal punto di vista legale – sarà formalizzata all’ormai prossimo epilogo del percorso concorsuale intrapreso dalla precedente proprietà. Lo storico marchio Crik Crok ha un futuro. I numeri: 154 dipendenti diretti.Fatturato 2018: Circa € 41.000.000.

Mercato Estero: agenti e distributori locali presenti in Spagna; Portogallo; Francia; Croazia; Malta; Brasile; Algeria; Emirati Arabi, 500 agenti fra Italia ed Estero.
La strategia di risanamento e rilancio, già progettata ed in fase di implementazione, si evolve nella progressiva e decisa riduzione delle perdite di bilancio sino a conseguire entro il prossimo esercizio finanziario il pareggio del risultato industriale e la ripresa della produzione di flussi finanziari positivi essenzialmente tramite l’ampliamento della quota di mercato.

Donne e uomini sulle quali costruire una nuova fase di sviluppo, perché ognuno ha un compito che svolge al meglio, perché alla base della crescita di un’Azienda ci deve essere la partecipazione attiva di persone che sentono l’appartenenza ad un gruppo.

http://https://youtu.be/9vFIlIkDjpo

Il lavoro come voglia di fare, con impegno e interesse. Il suo valore primario risiede nella condivisione degli obiettivi e nell’assunzione di responsabilità connesse ai diversi ruoli.
Produrre snacks significa prima di tutto produrre buone idee. Alla base c’è un know-how consolidato nel tempo che garantisce qualità e sapore. Parallelamente esiste una ricerca che fornisce una nuova visione, una degustazione a 360°. Dal palato fino alla soddisfazione visiva (packaging) e olfattiva.

Insomma, una storia aziendale quella di Crik Crok che ha ancora molto da dire e che sta rinascendo sotto nuovo splendore sul mercato nazionale ed internazionale. Un esempio di buona imprenditorialità tutta italiana con nuovi stimoli rinnovati e grandi novità.




Oggi nella splendida location dell’Elizabeth Unique Hotel un incontro esclusivo riservato a professionisti del settore wedding ed alla stampa – Una full immersion nel mondo progettuale del wedding

Oggi sempre nella splendida location del Elizabeth Unique Hotel un incontro esclusivo riservato a professionisti del settore wedding ed alla stampa: wedding planner, event planner, agenti di viaggio, tour operator che già operano o vorrebbero entrare nel destination wedding.

Il mercato del Destination Wedding è in continua crescita ed è importante acquisire le giuste competenze per trasformarlo in un business vincente.

In un ambiente unico come quello del salotto privato dell’ELIZABETH’S MANSION saranno affrontate le tecniche per creare lo strumento, fondamentale, per presentarsi al mercato straniero: “DESTINATION WEDDING CATALOGUE”.

Partendo dal presupposto che tutti i target hanno bisogno di questo strumento per fare il salto di qualità ed entrare, in modo continuativo, nel mercato internazionale.
In seguito vi documenteremo una inspection guidata dalla responsabile Marketing dell’Elisabeth Unique Hotel, Flavia Fontanesi, e l’aiuto della sinologa e wedding planner Veronica Amati dove andremo ad allestire una suite per il mercato cinese.

Insomma una full immersion nel mondo progettuale del wedding business… A presto la documentazione.




Quando una scarpa si anima magicamente è una “Isabel Q”.

Un brand nostrano che nasce dalla creatività della designer Isabella Tancredi De Acutis.

Fashion designer che vanta importanti collaborazioni con AltaRoma e Stefano Dominella,Maison Gattinoni, che ha deciso di creare una sua linea, un suo marchio: Isabel Q Fashion Shoes,dove “Q” è l’abbreviazione di Queen (Regina), perché è così che si sentono le donne che indossano le creazioni di Isabella.

Oltre ad un corpo le IsabelQ danno un’anima alle scarpe, una passione per l’eleganza ed il buon gusto,la giocosità degli accessori intercambiabili che permettono a chi possiede una
creazione IsabelQ di personalizzare e rendere unico ogni pezzo.

Questa è IsabelQ:

” Traggo l’ispirazione da tutto ciò che mi circonda,le forme della natura, gli oggetti domestici, le emozioni.
La mia è una ricerca che mi permettere di passare da uno stile romantico e classic chic ad uno più accattivante, sexy con l’uso di vari materiali come camoscio, raso o velluto, fiocchi e soprattutto di decorazioni fatte a mano, borchie e inserti di metallo.Mi piace rendere le mie creazioni incantesimi da calzare.”

Originale e fuori dagli standard comuni, la donna che calza le Isabel Q è unica, fuori dagli schemi, ma sempre chic e trendy, con una nota magica.

Insomma una donna che ama indossare i tacchi non solo nelle occasioni speciali ma tutti i giorni, in ufficio, mentre fa spesa al mercato, con i jeans… É perché no? Mentre fa Yoga!
Stay tuned.

IsabelQ è su Facebook (Isabel Q Fashion Shoes); Instagram: isabelq.fashionshoes. Isabella effettua vendita su appuntamento (isabelladeacutis@libero.it) nel suo Showroom a Roma in zona Vaticano (per fine settembre è prevista l’apertura di un corner vicino Piazza di Spagna).





Cosa facciamo stasera? L’app di una start-up sarda che ti organizza la serata

Oggi diamo spazio ad un giovane cagliaritano che ha scelto di rischiare e di realizzare la sua idea di impresa nel campo dell’innovazione.

LetsDoEat, una start up che permette agli utenti di organizzare la serata (dall’aperitivo alla discoteca, passando per la cena, il pub, il cinema ecc.) in base a quanto vogliono spendere, tutto da un’unica app.

L’idea è di Stefano Scotto, che dopo essersi laureato in Scienze Economiche a Cagliari e aver avuto la proposta di un contratto a tempo indeterminato per una multinazionale ha invece deciso di rischiare e di sviluppare la sua idea nel campo dell’innovazione.

L’unicità di letsDoEat sta in 3 concetti molto chiari:

letsdoeat, startup, serate, uscire, ragazzi, Italia, impresa, imprenditorialità, applicazione, app, divertimento

  1. Possibilità di prenotare tutti i servizi presenti.
  2. I servizi sono esclusivi, sono tutte attività dedicate per gli utenti, che quindi possono risparmiare, avere possibilità extra o in diversi casi prenotare cose che altrimenti non potrebbero prenotare in altri modi o con altri servizi.
  3. La ricerca si basa sul budget che l’utente ha a disposizione, i prezzi sono garantiti, quindi gli utenti non spenderanno mai un euro in più di quanto potrebbero o vorrebbero spendere.

Un esempio: Sono a Milano ho 30€ cosa posso fare stasera? Con l’app letsDoEat in 3 semplici step scopri e prenoti il meglio della tua città, con servizi dedicati esclusivamente agli utenti letsDoEat.

L’idea nata all’interno di InnovActionLab, è stata scelta da TheNetValue. Un anno fa Google l’ha selezionata per un percorso di accelerazione di 3 mesi negli USA, tra Chicago e San Francisco, così il team di letsDoEat  è entrato in Facebook Start, il programma di accelerazione di Facebook riservato alle startup più interessanti in Europa ed ha recentemente chiuso un seed di investimento con dei Business Angels che hanno deciso di investire in quest’idea.

Il team di letsDoEat: Stefano Scotto -Ceo & Co-Fonder, Andrea Car -Project Manager & Co-Founder, Daniele Corda -Back-end Developer, Giovanni Baldus -Back-end Developer, Antonino D’Alberti -Mobile Developer, Matteo Martin -UX/UI Designer, Valeria Pinna -Communication Specialist.