Il presidente del Consorzio Vino Chianti, Busi: “Progetti strategici in mercati importanti”

*in foto sulla dx , il brindisi con il Direttore Consorzio Vino Chianti, Marco Alessandro Bani

Lara Ferrara

Crescono le esportazioni di vini rossi Dop della Toscana, soprattutto nei paesi extra Ue. Un aumento in molti casi superiore alla media nazionale: dal 2013 al 2018 l’export ha fatto registrare un più 17% negli Usa (più 12% il dato nazionale) e ben +47% in Svizzera (è del 16% la crescita italiana). Bene anche il Canada, con un aumento del 16% contro il 10% della media nazionale. È quanto emerge dalla ricerca Wine Monitor Nomisma per Consorzio Vino Chianti. La Toscana conquista la vetta della classifica per valore dei vini rossi esportati rispetto a quelli veneti e piemontesi nei principali mercati, compresi Giappone e Cina, con un valore nel 2018 pari rispettivamente a 14,2 milioni di euro e 10 milioni di euro.

“Il Chianti – ha detto il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi – ha superato la crisi di prezzo e di produzione del 2010 e del 2011.
Da quel momento il percorso di rilancio della nostra grande denominazione ha visto togliere gli impianti obsoleti con il rinnovamento – ha sottolineato Busi, al Mipaaft – del 70% del vigneto, che porterà ad un aumento della produzione, oggi attestata a circa 100 milioni di bottiglie. A questi punti dobbiamo cercare nuovi mercati dove dovremmo insegnare cosa è la nostra storia e la nostra denominazione che vale 400 milioni di euro.
Da qui l’importanza del Chianti Academy, la prima scuola dedicata a professionisti del settore per diventare esperti del vino Chianti Docg già avviata in Cina e ora anche in America Latina. “Di dove venite?” ci chiedevano dieci anni fa in Cina e non avevano idea né dell’Italia e neanche della Toscana. In nove anni che andiamo oltre la Grande Muraglia il mondo del vino in Cina è cambiato di molto: le differenze tra i diversi vini vengono ora apprezzate, e vengono apprezzate la produzioni più leggere”.

* in foto il Presidente del Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi

Secondo il dirigente Mipaaft Luigi Polizzi, “Il settore mostra vivacità d’impresa nella consapevolezza delle future sfide. Prima fra tutte il cambiamento climatico da affrontare con l’innovazione tecnologica. Importante la protezione della denominazioni e gli accordi commerciali: in arrivo – ha annunciato Polizzi – quello con Singapore con una ventina di denominazioni in via di registrazione”.

Ci rilascia invece nuovamente Busi: “Fondamentali sono gli accordi bilaterali. Alla politica, a Roma e a Bruxelles, chiediamo anche la sburocratizzazione del sistema. Molte aziende associate sono Pmi, e lamentano oneri e un costo diretto troppo alti. Il registro telematico non ci aiuta perché manca la banda larda. Occorre dare infrastrutture nelle campagne prima di chiedere servizi innovativi agli imprenditori” ha concluso Busi nella prima di un ciclo itinerante di conferenze stampa che porterà il Consorzio a Milano e a Firenze questa settimana.

“Una fotografia che ci dà la misura e l’importanza che i vini Dop toscani hanno sul mercato internazionale – ha detto Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti – e su cui costruire un programma di promozione e valorizzazione lungimirante e strategico. Proprio per consolidare la posizione acquisita e dare nuovo slancio ai progetti in corso in paesi dalle potenzialità interessanti, come la Cina, abbiamo avviato percorsi di formazione per aumentare le competenze di professionisti del settore e rafforzare la consapevolezza dell’alta qualità dei nostri prodotti”.

La Chianti Academy è la prima scuola dedicata a professionisti del settore per diventare esperti del vino Chianti docg già avviata in Cina e ora anche in America Latina. I partecipanti avranno l’opportunità di conoscere la storia e la cultura legata alla denominazione, la catena di produzione e le politiche di tutela del prodotto e naturalmente gli abbinamenti con il cibo, oltre che le strategie di marketing e di comunicazione del prodotto. Le lezioni sono abbinate a degustazioni specifiche delle 30 diverse etichette del Consorzio rappresentative di tutte le tipologie esistenti. Dopo gli esami finali i partecipanti all’Academy riceveranno la qualifica di Chianti Wine Expert rilasciata dal Consorzio Vino Chianti. Alla prima edizione in Cina sono stati 240 gli studenti iscritti nelle quattro città coinvolte: Shenzhen, Guangzhou, Shanghai e Beijing.

*In foto da sx
Luigi Polizzi, dirigente MIPAAFT
Manuela Savardi, esperta mercati internazionali
Giovanni Busi, Presidente Consorzio Vino Chianti




Mastercard, Aeroporti di Roma (AdR) e Areas Italia – MyChef sorprendono i passeggeri dell’aeroporto di Fiumicino combinando qualità culinaria italiana e tecnologie all’avanguardia

Lara Ferrara

Mastercard, Aeroporti di Roma (AdR) e MyChef presentano Bistro by Mastercard, il primo ristorante cashless pensato per offrire una food experience all’insegna della tradizione culinaria italiana con particolare attenzione a quella romana e, allo stesso tempo, sperimentare le più innovative tecnologie che rivoluzioneranno l’esperienza dei viaggiatori italiani e internazionali.

Situato nella Italian Food Street dell’area di imbarco E del Leonardo da Vinci, Bistro by Mastercard nasce con lo scopo di trasformare l’attesa del volo in un’esperienza unica. Infatti, secondo l’osservatorio di Mastercard sugli acquisti effettuati dai possessori di carte durante i viaggi internazionali con destinazione Roma nell’ultimo anno*, il food rappresenta una delle principali voci di spesa dei viaggiatori in transito nell’aeroporto di Fiumicino. Tra i più appassionati di questa categoria ci sono i turisti inglesi (43%) e gli olandesi (52%). Anche gli italiani sono degli appassionati di food, tuttavia a pari merito con le categorie di abbigliamento e elettronica.

L’esperienza di acquisto dei turisti in aeroporto non si limita però all’offerta food. Seguono ulteriori categorie di spesa interessanti come l’abbigliamento, l’elettronica e i gift: i turisti russi e coreani spendono soprattutto in abbigliamento, proporzionalmente il doppio rispetto agli altri turisti con il ticket medio più alto, intorno ai 100€.

Le spese dei viaggiatori internazionali rappresentano infine il 69% della spesa totale in aeroporto, che raggiunge fino al 75% nei mesi di maggior affluenza, quelli estivi, e il 54% solo intorno a Natale.

“Per Mastercard innovazione tecnologica e nuove esperienze di acquisto, sono strettamente legate alle passioni dei consumatori, e tra queste il cibo ha un ruolo fondamentale soprattutto nel nostro Paese. Da anni soprattutto nelle grandi città italiane, come Roma, lavoriamo per rendere le esperienze per i cittadini e i traveller davvero uniche. – spiega Michele Centemero, Country Manager Italia di Mastercard – “Grazie alla tecnologia di pagamento contactless e alle nuove soluzioni tecnologiche, e a programmi di marketing territoriale dedicati, vogliamo creare esperienze semplici, veloci e sicure in grado di trasformare il proprio viaggio in un momento piacevole e gratificante, sia all’arrivo che alla partenza.”


“Siamo lieti di essere oggi insieme a Mastercard e Areas Italia – MyChef per annunciare questa novità all’aeroporto di Fiumicino  – ha dichiarato Ugo de Carolis Amministratore delegato di Aeroporti di Roma –, che coniuga la qualità di un’offerta food all’insegna della tradizione e dell’innovazione.  Da oggi i nostri passeggeri potranno gustare le creazioni dello Chef Michelangelo Citino in un ambiente confortevole e totalmente tecnologico.  A questo si aggiunge il restyling tecnologico di un’area dei parcheggi easy Parking che è stata brandizzata e riservata ai titolari di carta Mastercard. E’ la prima volta che dedichiamo un parcheggio ad un brand e i passeggeri avranno ulteriori vantaggi usufruendo di uno speciale sconto sulla sosta oltre a beneficiare gratuitamente di uno dei servizi più utilizzati in aeroporto, il Fast Track ai varchi sicurezza. E’ un’ulteriore conferma della continua attenzione nei confronti dei passeggeri da parte di ADR, che hanno recentemente premiato questo impegno conferendo al Leonardo da Vinci l’Airport Service Quality Award per il 2018”.

“Per noi è una grande soddisfazione poter dar vita, grazie alla collaborazione con ADR ed alla pluriennale partnership con Mastercard, ad un progetto così innovativo.

Da oggi i viaggiatori che transitano dall’Aeroporto di Fiumicino potranno vivere una experience in grado di trasmette loro il sapore della tradizione del territorio unito all’innovazione dei servizi di self ordering e cashless fast payment. Il Bistro by Mastercard – spiega Sergio Castelli Amministratore Delegato di Areas Italia – Mychef – offre un servizio al tavolo con un menu studiato dall’executive chef Michelangelo Citino capace di valorizzare le ricette della tradizione romana e i prodotti stagionali e un area “roman gastronomy to go” con materie prime ricercate e prodotti facili da consumare in modalità d’asporto.”

Per rispondere a queste esigenze, il Bistro offre un’atmosfera accogliente che permette ai traveller di anticipare l’esperienza che stanno per vivere, quella della partenza per il viaggio dei propri sogni o quella dell’atteso ritorno a casa, con una priceless experience a cavallo tra buon cibo e tecnologia.

La prima anima del ristorante, infatti, è quella dell’innovazione e della tecnologia, da sempre focus per Mastercard. Il Bistro è il risultato della continua ricerca dell’azienda su nuovi modi di usare la tecnologia, nei pagamenti (attraverso il contactless e le nuove shopping experience) e non solo, offrendo un’esperienza d’acquisto sempre più sicura, semplice e veloce. All’ingresso del ristorante gli ospiti vengono accolti da Pepper, un robot semi-umanoide ottimizzato per l’interazione umana, per poi immergersi in un’esperienza intereattiva ad alto livello. Più precisamente, il Bistro è arricchito di uno speciale Priceless Touch Table, una soluzione pensata per trasformare l’esperienza dell’attesa per l’imbarco successivo non solo più veloce, grazie alla tecnologia di pagamento contactless direttamente integrata nel tavolo, ma anche più divertente, grazie allo schermo interattivo a disposizione dei commensali. Navigando tra molteplici contenuti del tavolo, l’ospite potrà così ordinare i piatti del menù interattivo, approfondire la filosofia dello chef imparando tutti i suoi segreti e avere aggiornamenti in tempo reale sul proprio volo, il gate di imbarco, il meteo della città di destinazione e alla fine del pasto gli ospiti potranno infine pagare il conto direttamente al tavolo evitando inutili file in cassa.

Insieme alla tecnologia, la seconda anima del Bistro è quella della tradizione. I piatti che sono serviti, infatti, rappresentano il meglio della tradizione culinaria romana e sono una selezione di Michelangelo Citino, Chef emergente sulla scena gastronomica nazionale premiato nel 2018 con un cappello nella Guida dell’Espresso, citato nella Guida Michelin e che ha esordito nelle cucine di Gualtiero Marchesi e di Davide Oldani, per poi approdare nel Gruppo Areas – MyChef dove ancor oggi presta servizio. La cucina dello Chef Michelangelo si distingue per semplicità e un’attenta ricerca della qualità degli ingredienti, cercando di coniugare tecnica, passione e leggerezza.

La proposta di Mastercard dedicata ai traveller si arricchisce inoltre del nuovo “Mastercard Reserved Parking”, un’area di posteggio dedicata ai clienti Mastercard situata al 3° piano del parcheggio “P Terminal C” di easy Parking, il brand del gruppo ADR che gestisce i parcheggi dell’aeroporto di Fiumicino e Ciampino. L’iniziativa prevede un’esperienza innovativa per il passeggero, l’ingresso è infatti completamente automatizzato grazie all’installazione di tecnologia di ultima generazione che garantisce l’accesso, l’uscita ed il pagamento tramite carta di credito, completamente in modalità ticketless. Inoltre coloro che usufruiscono del “Mastercard Reserved Parking” beneficiano di uno sconto esclusivo pari al 5% rispetto alle tariffe standard.

Come ulteriore servizio per i possessori di carta di credito Mastercard, all’interno del parcheggio sono stati installati dei monitor con gli aggiornamenti dello stato dei voli in partenza e le informazioni sul traffico delle principali arterie di collegamento con il centro della città di Roma. Gli utilizzatori del “Mastercard Reserved Parking” potranno infine beneficiare dell’accesso gratuito al Fast Track del Terminal 3 e di un caffè omaggio presso il nuovo ristorante Bistrot by Mastercard.




Tindora – Sceglie l’oro rosso di Navelli per la sua ricerca sullo sviluppo di cosmesi biotecnologica di alta gamma 100% Made in Italy

di Lara Ferrara

La pelle è il nostro primo vestito e la parte più sensibile del nostro essere che più risente delle sensazioni e delle emozioni ed è quindi la prima difesa naturale del nostro corpo.

Oggi vi voglio narrare di una esclusiva linea viso biotecnologica formulata con i migliori ritrovati in campo cosmetico, tra cui il prezioso estratto degli stimmi dello Zafferano.
Lo zafferano o “Crocus Sativus” noto per le sue proprietà rivitalizzanti e antiossidanti con un’azione purificante e anti infiammatoria che favorisce il mantenimento delle caratteristiche strutturali e funzionali della pelle.
La varietà usata in questo caso viene coltivata in Italia esattamente sull’altopiano abruzzese di Navelli ed è conosciuta ed apprezzata per la sua biodiversità.

La storia dello zafferano.

Sono stati ritrovate rappresentazioni di raccolti di zafferano risalenti al 1600 – 1500 a.C. ,ad esempio il famoso affresco nel palazzo di Cnosso sull’isola di Creta.

Lo zafferano era già conosciuto anche nell’antico Egitto. I faraoni erano soliti utilizzarlo come insaporitore o come afrodisiaco, nonché come essenza profumata per i loro bagni, per le case e i templi. Nell’Egitto del tardo periodo greco, Cleopatra usava lo zafferano nei suoi bagni per rendere l’atto d’amore più piacevole.

Nell’antica Persia la coltivazione di zafferano si intensificò notevolmente. Veniva colivato a Derbena e ad Isfahan già dal X secolo A.C. Proprio là sono stati ritrovati pistilli intrecciati in antichi tappeti reali e nei sudari funebri. Dario I di Persia (500 a.C.) diede ordine ai suoi governatori di assicurarsi che lo zafferano venisse piantato nella remota regione settentrionale dell’Impero Persiano ( nel Caucaso)

Lo zafferano per via della sua preziosità, è stato sempre simbolo di ricchezza ed eleganza. Le classi dirigenti degli antichi Imperi lo usavano per aromatizzare le loro pietanze, per tingere le vesti e per profumare le sale per banchetti. Lo zafferano è stato utilizzato dagli antichi adoratori persiani come offerta rituale per le loro divinità e come una medicina.

Gli europei introdussero lo zafferano nelle Americhe durante l’immigrazione dei membri della Chiesa Schwenkfelder, ottimi coltivatori, che portarono dall’Europa un tronco contenente bulbi.

Nella zona dell’altopiano di Navelli vicino alla città dell’Aquila viene prodotto lo zafferano migliore al mondo, per la sua qualità e valore viene anche definito l’oro rosso di Navelli.

Lo zafferano utilizzato dai prodotti Tindora ha quindi una storia antica…Originario dall’isola di Creta si è diffuso in Abruzzo grazie ha un chè di casuale e miracoloso. Nel XIV secolo il monaco abruzzese Santucci, esperto ed appassionato di agricoltura, partecipò a Toledo (Spagna) al tribunale della Santa Inquisizione (di cui era membro) di ritorno a Navelli portò con se, nascosti in un ombrello, dei bulbi di questa pregiata pianta.

I bulbi seminati nell’altopiano aquilano trovarono le condizioni ideali, in termini di clima e di terreno, ed abbinato all’elaborato processo di lavorazione si tradussero nella “Ferrari” dello zafferano. Un gusto delicato al palato e all’olfatto, un equilibrio unico di profumi che ne fanno la spezia più ricercata dai grandi chef.

La consacrazione dell’oro di Navelli si è avuta nel 2005 anno in cui la Comunità Europea ha riconosciuto la Denominazione di Origine Protetta “Zafferano dell’Aquila” e la categorizzazione dello stesso come di categoria superiore.

Tindora, pertanto, si configura come un’azienda specializzata in ricerca e sviluppo di cosmesi biotecnologica di alta gamma, 100% Made in Italy, caratterizzata da ingredienti naturali e biologicamente certificati, in grado di ripristinare idratazione, elasticità, compattezza e luminosità naturali della nostra pelle. L’azienda suggerisce quindi il potere di astrarsi verso qualità di perfezione e preziosità, verso il completamento e la realizzazione di tutte le potenzialità e, in un’accezione alchemica si pone come “pietra filosofale” in grado di fornire l’elisir di lunga vita e risplendere di eterna giovinezza. Vedersi giovani vuole dire anche sentirsi più giovani e rimanerlo più a lungo, questa è la mission dei cosmetici Tindora: indorare la tua pelle e renderla il gioiello più bello e prezioso da indossare.

http://https://youtu.be/387hK19zS1A




Francesca Ossani – Una donna e il suo coraggio fatto di intraprendenza e umanità – Storia della rinascita del brand Crik Crok

di Lara Ferrara

Lo storico marchio di patatine della romana Ica Foods, guidato da Francesca Ossani che ha acquisito il gruppo dopo due anni di trattative. La Ossani e Sandro Scagnoli, rispettivamente presidente e direttore generale, al fine di permettere la continuità aziendale dell’impresa, durante la lunga procedura concordataria. Il piano prevede “la progressiva e decisa riduzione delle perdite di bilancio sino a conseguire, entro il prossimo esercizio finanziario (nel 2020, ndr), il pareggio del risultato industriale e la ripresa della produzione di flussi finanziari positivi essenzialmente tramite l’ampliamento della quota di mercato”.

Una donna e il suo coraggio, fatto di intraprendenza, caparbietà e passione. Francesca Ossani è questo e molto di più. Una vita non sempre facile per incomprensioni con la famiglia ed eventi spesso in salita. Poi la svolta “desideravo dimostrare ai miei figli che il lavoro è un valore imprescindibile”.

Così dopo la cessione nel 2016, concordata con il fratello, di alcuni importanti beni di famiglia, Francesca decide di affrontare una nuova sfida: acquisire un’azienda in difficoltà per rilanciarla. Il sogno diventa presto una corsa ad ostacoli perché la situazione che si trova ad affrontare è molto più pesante di quello che sembrava.

Francesca lotta, non solo per sé, ma anche per quei collaboratori che già sente come la sua squadra, un team di persone che lavorano con professionalità e passione. Deve tutelare il gruppo, il know-how dell’azienda e sé stessa. Vuole acquisire con trasparenza e al contempo garantire un nuovo modello industriale capace di competere in un mercato, quello della grande distribuzione, che non fa sconti a nessuno.

Dopo 2 anni di delusioni, vertenze e immissioni di denaro, l’azienda – uno dei principali player nazionali nella produzione e distribuzione di snacks salati – è sostanzialmente sua; l’acquisizione – dal punto di vista legale – sarà formalizzata all’ormai prossimo epilogo del percorso concorsuale intrapreso dalla precedente proprietà. Lo storico marchio Crik Crok ha un futuro. I numeri: 154 dipendenti diretti.Fatturato 2018: Circa € 41.000.000.

Mercato Estero: agenti e distributori locali presenti in Spagna; Portogallo; Francia; Croazia; Malta; Brasile; Algeria; Emirati Arabi, 500 agenti fra Italia ed Estero.
La strategia di risanamento e rilancio, già progettata ed in fase di implementazione, si evolve nella progressiva e decisa riduzione delle perdite di bilancio sino a conseguire entro il prossimo esercizio finanziario il pareggio del risultato industriale e la ripresa della produzione di flussi finanziari positivi essenzialmente tramite l’ampliamento della quota di mercato.

Donne e uomini sulle quali costruire una nuova fase di sviluppo, perché ognuno ha un compito che svolge al meglio, perché alla base della crescita di un’Azienda ci deve essere la partecipazione attiva di persone che sentono l’appartenenza ad un gruppo.

http://https://youtu.be/9vFIlIkDjpo

Il lavoro come voglia di fare, con impegno e interesse. Il suo valore primario risiede nella condivisione degli obiettivi e nell’assunzione di responsabilità connesse ai diversi ruoli.
Produrre snacks significa prima di tutto produrre buone idee. Alla base c’è un know-how consolidato nel tempo che garantisce qualità e sapore. Parallelamente esiste una ricerca che fornisce una nuova visione, una degustazione a 360°. Dal palato fino alla soddisfazione visiva (packaging) e olfattiva.

Insomma, una storia aziendale quella di Crik Crok che ha ancora molto da dire e che sta rinascendo sotto nuovo splendore sul mercato nazionale ed internazionale. Un esempio di buona imprenditorialità tutta italiana con nuovi stimoli rinnovati e grandi novità.




Oggi nella splendida location dell’Elizabeth Unique Hotel un incontro esclusivo riservato a professionisti del settore wedding ed alla stampa – Una full immersion nel mondo progettuale del wedding

Oggi sempre nella splendida location del Elizabeth Unique Hotel un incontro esclusivo riservato a professionisti del settore wedding ed alla stampa: wedding planner, event planner, agenti di viaggio, tour operator che già operano o vorrebbero entrare nel destination wedding.

Il mercato del Destination Wedding è in continua crescita ed è importante acquisire le giuste competenze per trasformarlo in un business vincente.

In un ambiente unico come quello del salotto privato dell’ELIZABETH’S MANSION saranno affrontate le tecniche per creare lo strumento, fondamentale, per presentarsi al mercato straniero: “DESTINATION WEDDING CATALOGUE”.

Partendo dal presupposto che tutti i target hanno bisogno di questo strumento per fare il salto di qualità ed entrare, in modo continuativo, nel mercato internazionale.
In seguito vi documenteremo una inspection guidata dalla responsabile Marketing dell’Elisabeth Unique Hotel, Flavia Fontanesi, e l’aiuto della sinologa e wedding planner Veronica Amati dove andremo ad allestire una suite per il mercato cinese.

Insomma una full immersion nel mondo progettuale del wedding business… A presto la documentazione.




Quando una scarpa si anima magicamente è una “Isabel Q”.

Un brand nostrano che nasce dalla creatività della designer Isabella Tancredi De Acutis.

Fashion designer che vanta importanti collaborazioni con AltaRoma e Stefano Dominella,Maison Gattinoni, che ha deciso di creare una sua linea, un suo marchio: Isabel Q Fashion Shoes,dove “Q” è l’abbreviazione di Queen (Regina), perché è così che si sentono le donne che indossano le creazioni di Isabella.

Oltre ad un corpo le IsabelQ danno un’anima alle scarpe, una passione per l’eleganza ed il buon gusto,la giocosità degli accessori intercambiabili che permettono a chi possiede una
creazione IsabelQ di personalizzare e rendere unico ogni pezzo.

Questa è IsabelQ:

” Traggo l’ispirazione da tutto ciò che mi circonda,le forme della natura, gli oggetti domestici, le emozioni.
La mia è una ricerca che mi permettere di passare da uno stile romantico e classic chic ad uno più accattivante, sexy con l’uso di vari materiali come camoscio, raso o velluto, fiocchi e soprattutto di decorazioni fatte a mano, borchie e inserti di metallo.Mi piace rendere le mie creazioni incantesimi da calzare.”

Originale e fuori dagli standard comuni, la donna che calza le Isabel Q è unica, fuori dagli schemi, ma sempre chic e trendy, con una nota magica.

Insomma una donna che ama indossare i tacchi non solo nelle occasioni speciali ma tutti i giorni, in ufficio, mentre fa spesa al mercato, con i jeans… É perché no? Mentre fa Yoga!
Stay tuned.

IsabelQ è su Facebook (Isabel Q Fashion Shoes); Instagram: isabelq.fashionshoes. Isabella effettua vendita su appuntamento (isabelladeacutis@libero.it) nel suo Showroom a Roma in zona Vaticano (per fine settembre è prevista l’apertura di un corner vicino Piazza di Spagna).





Cosa facciamo stasera? L’app di una start-up sarda che ti organizza la serata

Oggi diamo spazio ad un giovane cagliaritano che ha scelto di rischiare e di realizzare la sua idea di impresa nel campo dell’innovazione.

LetsDoEat, una start up che permette agli utenti di organizzare la serata (dall’aperitivo alla discoteca, passando per la cena, il pub, il cinema ecc.) in base a quanto vogliono spendere, tutto da un’unica app.

L’idea è di Stefano Scotto, che dopo essersi laureato in Scienze Economiche a Cagliari e aver avuto la proposta di un contratto a tempo indeterminato per una multinazionale ha invece deciso di rischiare e di sviluppare la sua idea nel campo dell’innovazione.

L’unicità di letsDoEat sta in 3 concetti molto chiari:

letsdoeat, startup, serate, uscire, ragazzi, Italia, impresa, imprenditorialità, applicazione, app, divertimento

  1. Possibilità di prenotare tutti i servizi presenti.
  2. I servizi sono esclusivi, sono tutte attività dedicate per gli utenti, che quindi possono risparmiare, avere possibilità extra o in diversi casi prenotare cose che altrimenti non potrebbero prenotare in altri modi o con altri servizi.
  3. La ricerca si basa sul budget che l’utente ha a disposizione, i prezzi sono garantiti, quindi gli utenti non spenderanno mai un euro in più di quanto potrebbero o vorrebbero spendere.

Un esempio: Sono a Milano ho 30€ cosa posso fare stasera? Con l’app letsDoEat in 3 semplici step scopri e prenoti il meglio della tua città, con servizi dedicati esclusivamente agli utenti letsDoEat.

L’idea nata all’interno di InnovActionLab, è stata scelta da TheNetValue. Un anno fa Google l’ha selezionata per un percorso di accelerazione di 3 mesi negli USA, tra Chicago e San Francisco, così il team di letsDoEat  è entrato in Facebook Start, il programma di accelerazione di Facebook riservato alle startup più interessanti in Europa ed ha recentemente chiuso un seed di investimento con dei Business Angels che hanno deciso di investire in quest’idea.

Il team di letsDoEat: Stefano Scotto -Ceo & Co-Fonder, Andrea Car -Project Manager & Co-Founder, Daniele Corda -Back-end Developer, Giovanni Baldus -Back-end Developer, Antonino D’Alberti -Mobile Developer, Matteo Martin -UX/UI Designer, Valeria Pinna -Communication Specialist.




#FareImpresa Eddie Rude, il cool hunter di un e-commerce originale

Carolina Franceschini, 39 anni, Ceo di SamsoLT un’azienda attiva nel campo del Biogas, con la passione per la moda e per i viaggi e Giacomo Destro, 23 anni, laureato in Web Marketing & Digital Communication, sono le anime di un progetto di comunicazione sul web e di vendita online: www.eddierude.com

Il sito di e-commerce e il blog parlano attraverso la voce di Eddie Rude, che è un personaggio di fantasia, un cittadino del mondo e liberamente ispirato.

Carolina si è resa conto che nel mondo della moda mancava qualcosa di divertente, quindi non potendo andare in giro per il mondo e fare quello che fa Eddie oggi, ha pensato di creare un personaggio che fa tutto quello che vorrebbe fare lei. Allora è nato Eddie Rude.

Un giorno mentre era a Londra, accanto a lei è passato un ragazzo in bicicletta e stava ascoltando i Pearl Jam e proprio al nome del loro cantante si ispira Eddie Rude, il cool hunter che va in giro per il mondo e vive la città a 360 gradi. Eddie non ti porta un prodotto, ti racconta la sua storia.

Così se vede qualcosa di interessante, che sarà sempre qualcosa di originale fatto da un artigiano,  parla con il negoziante, si mette d’accordo e lo mette in vendita sul sito. Sono tutti prodotti originali, stravaganti.

“Quello che speriamo di ottenere da questo progetto– ci spiega Giacomo- è arrivare a creare qualcosa di mai visto, non solo un e-commerce innovativo, ma un vero e proprio canale di marketing dove aziende di piccole-medie dimensioni straniere e non, possano trovare spazio qui in Italia e siano alla portata di tutti.”




#FareImpresa. Dal sogno all’impresa: giovani dalla Puglia in cerca di successo

Ormai in Italia si parla solo di “cervelli in fuga”, ma non è così. Ci sono ancora tanti bei cervelli di giovani felici e contenti di essere qui. Parliamo di tre ragazzi: Marco Di Marco, Raffaele Di Pierdomenico e Dario Martelli. “Io, Raffaele e Dario ci siamo conosciuti all’università Luiss tra corsi, esami, caffè ed eventi vari: insomma vivendo intensamente la vita universitaria e sin da sempre dedicandoci tanto alle relazioni ed alla vita sociale. Una volta finita l’università siamo entrati nel mondo del lavoro, in diverse realtà ma tutte comunque nel mondo della comunicazione e marketing.” spiega Di Marco “siamo rimasti amici ed abbiamo continuato a frequentarci, tanto da decidere di voler realizzare qualcosa che ci permettesse di condividere anche la vita professionale”.

L’idea? Prendere qualcosa di innovativo e “fare business insieme”. Continua Di Marco “Dopo circa un anno di brainstorming, finalmente decidiamo di investire ed impegnarci nel settore del food e Raffaele, il pugliese tra i 3, propone l’idea di fondare una catena di panzerotterie pugliesi, lui si sarebbe occupato della ricetta e del prodotto sfruttando le sue origini”. Per quanto riguarda il nome “facilmente si arriva a ‘Nonna Lia’: Lia era il nome della nonnina di Raffaele tanto dolce quanto brava a cucinare. I miei primi panzerotti pugliesi li ho assaggiati da lei a Fasano”.

In questo periodo di grande crisi è sorprendente il coraggio, l’intraprendenza e la praticità di questi ragazzi cha a Gennaio 2015 cominciano a muoversi ignari di ciò che li aspettava. Districandosi tra mille pratiche burocratiche, il logo, il nome, il locale, il personale. L’8 ottobre 2015 alzano per la prima volta la serranda di un modesto locale, appena 35mq, che però al suo interno racchiude un grande tesoro. Non solo quei bellissimi panzerotti dorati, ma la soddisfazione che pochi purtroppo possono dire di aver provato al giorno d’oggi.

A sei mesi dall’apertura del primo, continua la corsa verso il successo: l’apertura del secondo locale, che realizzerà, anche se solo in piccola parte, il sogno di renderla una catena. Sono ragazzi, sono giovani, sono coloro che ancora credono nel loro paese, che sanno come sfruttare ciò che ha di più bello, come una nonnina pugliese con i capelli legati e dei grandi occhiali che prepara i panzerotti ai propri nipoti. Non c’è nulla più bello che mantenere vive le nostre più grandi e belle tradizioni, portando a Roma un piccolo angolo di Puglia.