Modena- Premio Davide Vignali al Mata – Ex Manifattura Tabacchi -12 ottobre – 17 novembre 2019

Dal 12 ottobre al 17 novembre 2019, il MATA – Ex Manifattura Tabacchi di Modena ospita la mostra dei vincitori dell’ottava edizione del Premio Davide Vignali 2018/2019, dedicato al ricordo del giovane ex-alunno dell’Istituto d’Arte Venturi di Modena, prematuramente scomparso.
Il concorso seleziona ogni anno le più significative opere fotografiche e video realizzate dagli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori dell’Emilia-Romagna.
La cerimonia di premiazione dei giovani artisti e l’inaugurazione della mostra si terranno, alla presenza del noto fotografo Olivo Barbieri, sabato 12 ottobre 2019, alle ore 11 al MATA – Ex Manifattura Tabacchi di Modena.

Promosso da Fondazione Modena Arti Visive, dalla Famiglia Vignali e dall’Istituto d’Arte Venturi di Modena, il concorso seleziona ogni anno le più significative opere fotografiche e video realizzate dagli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori dell’Emilia-Romagna.
La cerimonia di premiazione e l’inaugurazione della mostra, che vedranno la partecipazione straordinaria del noto fotografo Olivo Barbieri, sono in programma sabato 12 ottobre 2019 alle ore 11, al MATA – Ex Manifattura Tabacchi a Modena.

La giuria sarà composta dal fotografo Olivo Barbieri, dalla Famiglia Vignali, da Paola Micich, da Antonella Battilani e Maria Menziani dell’Istituto d’Arte Venturi e da Daniele Pittèri, Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi di Fondazione Modena Arti Visive – ha attribuito il primo premio a Clara Grilanda e Gianmarco Onofri, studenti del Liceo Artistico e Musicale Statale di Forlì e autori del video Essere Maschi.

Il secondo riconoscimento è andato a Luz Angelica Moccia, una studentessa del Liceo Chierici di Reggio Emilia, per la serie Incontri onirici, mentre il terzo classificato è risultato Mamoudou Cisse dell’Istituto d’Arte Venturi di Modena, per la serie Viaggi.
I vincitori riceveranno un premio di € 1.000; il secondo classificato parteciperà a un workshop di Fondazione Modena Arti Visive; al terzo, verrà donata una selezione di libri editi dalla Fondazione.

“Anche quest’anno le immagini presentate al concorso ci hanno messo in contatto con mondi giovanili diversi, introspettivi, di grande intensità emotiva – affermano Marisa Spallanzani e Doriano Vignali, genitori di Davide e co-promotori del Premio. Ci hanno mostrato diversi stili espressivi e comunicativi, invitato a scoprire percorsi culturali molto diversi tra loro, e fatto nascere ricordi intimi, personali, profondi. È un riaffiorare di visioni, che emergendo dal mondo giovanile di oggi, ci ricordano Davide, la sua giovinezza, la sua energia scalciante e ribelle, la sua fantasia, la sua creatività”.

Il Premio Davide Vignali nasce nel 2011 dall’urgenza di reagire alla tragica e prematura scomparsa di Davide Vignali. Accogliendo un desiderio espresso dalle sue ex insegnanti (le professoresse Antonella Battilani e Maria Menziani dell’Istituto Venturi di Modena), la famiglia Vignali ha ideato il concorso con l’intento di dare vita all’energia di Davide ed evocare la sua umanità, la sua vivacità, il suo desiderio di realizzare qualcosa di importante. Fin da subito si è aggiunta la collaborazione di Fondazione Fotografia Modena, da anni impegnata nel sostegno dei giovani artisti e della loro formazione e oggi parte di Fondazione Modena Arti Visive. Esso costituisce per la Fondazione Modena Arti Visive un’importante occasione di collaborazione e scambio con le realtà più vicine alle nuove generazioni, riflettendo l’attenzione da sempre rivolta verso la formazione di giovani artisti.

Oltre alle opere dei vincitori, la mostra raccoglie i progetti di Zita Alberti (Liceo Artistico Toschi, Parma), Carlotta Borghi (Istituto d’Arte Venturi di Modena), Rares Stefan Burnea (Liceo Ulivi, Parma), Tommaso Cardia (Istituto Persolino Strocchi, Faenza), Alberto Ferrari (Liceo Artistico Chierici, Reggio Emilia), Elena Guizzardi (Istituto d’Arte Venturi, Modena), Andrea Landi (Istituto Persolino Strocchi, Faenza), Viola Manfrini (Liceo Artistico Arcangeli, Bologna), Nicole Marchetti (Istituto Persolino Strocchi, Faenza), Niccolò Milanesi (Istituto d’Arte Venturi, Modena), Filippo Poppi (Liceo Corni, Modena), Chiara Rossi (Liceo Artistico Cassinari, Piacenza), Serena Zanasi (Istituto d’Arte Venturi, Modena).

Parallelamente alla mostra, prende avvio la nuova edizione 2019/2020 del Premio: il bando, riservato a tutti gli studenti di quinta delle scuole superiori dell’Emilia-Romagna, rimarrà aperto fino al 10 aprile 2020.

Maggiori informazioni sul sito di Fondazione Modena Arti Visive www.fmav.org




Dieci anni di MIA Photo Fair! La prima fiera italiana dedicata alla fotografia d’arte

La prima fiera italiana dedicata alla fotografia d’arte, ideata e diretta da Fabio Castelli e Lorenza Castelli, si appresta a tagliare il traguardo della decima edizione.
Definite le date: da giovedì 19 a domenica 22 marzo 2020; confermata la location, a The Mall nel quartiere di Porta Nuova a Milano.

Tra le anticipazioni si segnala la mostra Beyond Photography Italia / Anni settanta, curata da Elio Grazioli, che si articolerà in una serie di stand monografici in cui alcune gallerie esporranno le fotografie dei protagonisti italiani di quel passaggio determinante, avvenuto a partire dalla fine degli anni ’60 del secolo scorso, dalla fotografia tradizionale di tipo documentario, di reportage, neorealistica o ‘bressoniana’, a quella definita sperimentale o estetica, tutta interna alle avanguardie artistiche, utilizzata da quegli “artisti che usavano la fotografia” come linguaggio d’arte contemporanea.

Il comitato scientifico sta già vagliando le proposte e i progetti curatoriali ricevuti al quartier generale di MIA Photo Fair da gallerie italiane e internazionali, per garantire la qualità e il prestigio dell’esposizione che lo scorso anno è stata premiata da oltre 25.000 presenze e da un eccellente risultato di vendite con oltre l’80% degli espositori che hanno concluso affari.

La deadline delle candidature è il 15 novembre 2019.




In arrivo il #benvenutoalmondotour di PIERO PELù

Piero Pelù #BenvenutoAlMondoTour 🔥

A novembre la voce più rappresentativa del rock italiano torna livecon la sua travolgente energia per una serie di concerti in tutta Italia!

13 novembre ROMA ATLANTICO LIVE!
15 novembre BOLOGNA Palaestragon
16 novembre SAN BIAGIO DI CALLALTA (TV) Supersonic Music Arena
19 novembre MILANO Alcatraz – Milano
20 novembre VENARIA REALE (TO) Teatro della Concordia
22 novembre FIRENZE Tuscany Hall Teatro Di Firenze

🎫 Biglietti dal 24 aprile, alle ore 16:00 qui http://bit.ly/BIGLIETTIDISPONIBILI




Still Fotografia cambia casa – Lo spazio, appena rinnovato, presenterà diverse aree polifunzionali dedicate all’attività didattica, alle mostre e a eventi.

Dopo cinque anni d’intensa attività all’interno dello show-room di via Balilla, STILL si trasferisce nella sua nuova sede in via Zamenhof 11 a Milano.

Lo spazio, appena rinnovato, presenterà diverse aree polifunzionali dedicate all’attività didattica, alle mostre e a eventi.
A inaugurare il nuovo spazio sarà Ladies, la personale di Lady Tarin, in programma dall’11 ottobre al 10 novembre 2019.

L’esposizione, curata da Denis Curti, propone 25 scatti, tra cui molti inediti, provenienti dai nuovi progetti ‘Untitled (The Fight)’ e ‘Girls Love Bar Basso’.
“Ladies è il titolo della mia mostra – afferma l’autrice – dove attraverso le mie immagini voglio esorcizzare la sensazione della colpa che accompagna troppo spesso la vita di una donna e vorrei anche lo spettatore si astenesse dal giudizio, non attribuisse colpe, per riuscire a vedere una figura femminile sensuale e libera”.

La volontà di Lady Tarin è quella di liberare la donna da una bellezza costruita per compiacere l’uomo e quasi mai se stessa, di restituire all’eros femminile la spontaneità e la consapevolezza troppo spesso negata.

Le ragazze che Lady Tarin immortala sembrano raggiungere l’obiettivo, forse proprio perché accompagnate da uno sguardo femminile e quindi complice, in grado di coglierne e interpretare i desideri più intimi.

Il progetto Untitled (The Fight)’è stato prodotto dal SI Fest di Savignano Sul Rubicone, in collaborazione con STILL.

In questi scatti, in particolare, ho cercato di catturare la massima espressione di libertà anche grazie alla sinergia con le “Ladies”.
Consapevolezza e spontaneità sono elementi necessari nel mio lavoro, uniti alla forte energia che si crea sul set.

Tra le iniziative che si terranno nella nuova sede, STILL ha attivato un progetto didattico formativo – STILL Masterclass, sotto la direzione di Denis Curti – dedicato al mondo della fotografia e alla cultura dell’immagine: da ottobre 2019 prenderanno il via quattro masterclass, della durata di due mesi ciascuna, che offriranno un’innovativa proposta didattica, capace di offrire una panoramica completa su importanti tematiche come il collezionismo e il mercato dell’arte contemporanea, la fotografia 2.0, l’exhibition management e il futuro dell’editoria.

L’appuntamento con STILL Masterclass è per martedì 17 settembre, con l’open day nella nuova sede: sarà un’occasione per visitare la scuola, approfondire l’offerta formativa, conoscere personalmente il team dei docenti, richiedere informazioni e iscriversi.

Informazioni: tel. 02.36720115; info@stillfotografia.it; www.stillfotografia.it




Gran premio d’Italia – Monza,dal 5 al 22 settembre 2019, la mostra Campioni nel cuore – 60 immagini di Ercole Colombo,

In occasione del Gran Premio d’Italia, in programma domenica 8 settembre 2019, al Monza Eni Circuit, l’Arengario di Monza ospita, dal 5 al 22 settembre 2019, la mostra Campioni nel cuore che presenta 60 immagini di Ercole Colombo, realizzate dal “Fotografo della Formula 1”, in oltre 700 Gran Premi.

L’esposizione, curata da Giorgio Terruzzi, promossa e organizzata dal Comune di Monza, in collaborazione con ViDi – Visit Different e con Motorsport images, è una sorta di storia minima dello sport motoristico, vista attraverso i suoi campioni e i suoi eroi più celebrati, da Enzo Ferrari a Michael Schumacher, da Niki Lauda a James Hunt, da Fernando Alonso a Gilles Villeneuve, da Nigel Mansell ad Ayrton Senna a molti altri ancora.

“Attraverso gli occhi di Ercole – sottolinea Dario Allevi, Sindaco di Monza – i suoi scatti e le sue inquadrature ho conosciuto – quando ero bambino – la potenza e l’energia del mondo del motorsport. Sì, perché la fotografia è quella magia che cattura l’attimo imprevisto, lo sguardo sorpreso, il sorpasso improvviso e fissa per sempre le immagini “icone” che hanno fatto la storia della Formula 1”.

La rassegna testimonia anche il legame che l’artista ha con la città in cui è nato e con il suo Autodromo che ha visto nascere la sua passione per il motorismo quando, giovanissimo all’età di sei anni, veniva portato dal padre ad assistere alle gare dove duellavano campioni del calibro di Giuseppe Farina, Alberto Ascari e Juan Manuel Fangio.

Ercole Colombo, reporter di sport tra i più apprezzati a livello internazionale, mette in scena un racconto per immagini degli eroi del volante, sia negli intensi momenti della gara che in quelli della vita privata.

Scatti che rimandano momenti di grande tenerezza, come il bacio di Enzo Ferrari a Gilles Villeneuve, uno dei piloti che il Drake ha più amato, ma anche di enorme malinconia, come il ritratto di Colombo ad Ayrton Senna, raccolto nei test di Imola nel 1994, la settimana precedente la sua tragica scomparsa.

C’è molto ‘Rosso’ in questa rassegna, che documenta il rapporto privilegiato che Colombo ha da sempre intrattenuto con l’universo Ferrari. Ecco allora gli scatti che ripercorrono 90 anni di storia del Cavallino attraverso i piloti che più hanno saputo accrescerne il mito, da Niki Lauda che vinse due mondiali con l’auto di Maranello, a Michael Schumacher, che ne vinse cinque consecutivamente, ad altri interpreti quali Clay Regazzoni, Fernando Alonso, Jody Scheckter, Michele Alboreto.

Il percorso espositivo si conclude idealmente con una sezione che raccoglie una serie di testimonianze di piloti che raccontano il loro rapporto con Ercole Colombo.

Ercole Colombo è nato a Monza il 18 Novembre 1944. La passione per le corse automobilistiche e la fotografia lo hanno portato dal 1970 ad oggi a diventare uno dei più assidui e stimati professionisti del settore. Nella sua lunga carriera ha raccolto un archivio con oltre 5 milioni di immagini ed ha pubblicato le sue foto sulle maggiori testate giornalistiche italiane e straniere (Gazzetta dello Sport, Corriere della Sera, La Stampa, Repubblica, Autosprint, Quattroruote, Sport Week, Tv Sorrisi e Canzoni, Specchio, Autobild, Auto Forum, l’Auto Journal, Autosport).

Dal 1980 al 1992 ha fotografato la Coppa del Mondo di Sci, le Olimpiadi di Sarajevo (1984) e Calgary (1988), i Campionati del Mondo a Schladming (1982), Bormio (1985), Crans-Montana (1987) e Saalbach (1991).

Ercole Colombo può essere definito una delle memorie storiche della F.1 e nel corso degli anni ha firmato una trentina di libri sul mondo dei motori. Da “Ferrari Campione del Mondo” (1975) fino a “I Love Ferrari” (2009), “Wrooom 20th” (2010) e “Wrooom 2011”, “Ayrton Senna l’ultima notte” (2016) e “Wow Gilles” (2017).

Nel 1983 è stato l’unico fotografo italiano invitato dai Musei di Arte Moderna di Long Beach e di San Francisco per partecipare alla mostra “Passione e precisione”, che ha toccato i più importanti musei delle città americane allo scopo di illustrare “Cento anni di corse automobilistiche”. In tre edizioni (1993, 2004, 2012) è stato invitato a presentare i suoi lavori a “Dia Sotto le Stelle”, Festival Internazionale di Audiovisivi. Le sue immagini hanno animato una quantità di mostre in Italia, Cina, Russia, Stati Uniti e Argentina. Nel 2011 a Tokyo, con la mostra dal titolo “RossoXRosso”, le sue foto sono state vendute in una asta benefica per raccogliere fondi a favore delle popolazioni colpite dal grave disastro di Fukushima. La manifestazione è stata ripetuta nel 2012 al Museo Nazionale di Kyoto.

Nel corso della sua attività ha ricevuto significativi riconoscimenti tra i quali, direttamente dalle mani di Enzo Ferrari, il prestigioso Premio Dino Ferrari nel 1979. Nel 1984 ha ottenuto il titolo di “Fotografo dell’Anno di F1”.

Nel 2016 ha realizzato la Mostra “Ayrton Senna l’ultima notte” presso il Museo della Velocità all’Autodromo di Monza e successivamente al Museo Lamborghini dove ha registrato oltre 100.000 visitatori. Nel 2017 la Mostra “Wow Gilles” è stata esposta allo Spazio Oberdan di Milano, quindi al Museo della Velocità all’Autodromo di Monza e all’Arengario di Monza.

Nel 2018 è entrato a far parte del “Paddock Hall of Fame” che raggruppa i personaggi più illustri della F1. Nel 2018 a Monza, in occasione del GP d’Italia, ha tagliato il traguardo del 700° Gran Premio di Formula 1 mentre quest’anno fotograferà il suo 50° Gran Premio d’Italia.

“Il protagonista di questa mostra è il Gran Premio d’Italia – spiega l’Assessore alla Cultura del Comune di Monza Massimiliano Longo – che compie novant’anni. Una storia lunga quasi un secolo che sarà raccontata per immagini in questa straordinaria mostra fotografica allestita che ripercorre l’ultimo mezzo secolo di corse. Il #MonzaFuoriGP ribadisce così il suo legame, sempre più forte, con il mondo dei motori”.

Per consentire al maggior numero possibile di appassionati di motorismo, venuti a Monza per il Gran Premio, di ammirare le immagini di Ercole Colombo, la mostra, nel weekend tra giovedì 5 e sabato 7 settembre, rimarrà aperta con orario continuato dalle 10.00 alle 23.00.




A Palazzo Morando in mostra la Milano Anni 60 – Storia di un decennio irripetibile, dal miracolo economico a piazza Fontana

Dal 6 novembre 2019 al 9 febbraio 2020, Palazzo Morando,Costume Moda Immagine di Milano (via Sant’Andrea 6) ospita la mostra Milano Anni 60 che ripercorre la storia di un decennio irripetibile che ha consacrato il capoluogo lombardo come una delle capitali mondiali della creatività in grado di assumere il ruolo di guida morale ed economica del Paese.

Spinta dal boom economico, Milano si trovò improvvisamente a vivere un irrefrenabile fermento culturale, caratterizzato da una forza progettuale senza precedenti e dalla voglia di lasciarsi alle spalle in maniera definitiva gli orrori della guerra.
L’esposizione ripercorre quella stagione di grande splendore, vissuta dal capoluogo lombardo, caratterizzata da un irrefrenabile fermento creativo, da una forza progettuale senza precedenti e dalla voglia di lasciarsi alle spalle in maniera definitiva gli orrori della guerra, che prese avvio con la costruzione dei primi grattacieli e si arrestò bruscamente il 12 dicembre 1969 con l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura.
In mostra, fotografie, manifesti, riviste, arredi, oggetti di design e molto altro ancora, che faranno rivivere l’atmosfera di quell’epoca. Alla mostra, con il patrocinio della Polizia di Stato e della Regione Lombardia, hanno collaborato il Comune di Milano | Cultura, Direzione Musei Storici e la Questura di Milano.

La grande stagione della musica a Milano si inaugura con il concerto di Billie Holiday del 1958 allo Smeraldo e proseguirà felicemente con tutti i grandi del Jazz da Duke Ellington a Thelonius Monk fino a Chet Baker e Gerry Mulligan che a Milano erano di casa. Anche la musica leggera conosce un periodo d’oro con il concerto dei Beatles al Vigorelli del 1965 e dei Rolling Stones al Palalido del 1967, che suggellano il ruolo di Milano come città moderna e pronta ad accogliere i più grandi protagonisti della musica pop e rock d’oltremanica e d’oltreoceano.

Sono anni di grande fervore artistico con l’opera di Lucio Fontana e Piero Manzoni, di pietre miliari del design italiano quali Marco Zanuso, Bruno Munari, Vico Magistretti, Achille Castiglioni, Bob Noorda e di grandi esponenti della fotografia quali Roberto Polillo, Carlo Orsi, Uliano Lucas, Gianni Greguoli, Fedele Toscani, Fabrizio Garghetti, Giorgio Lotti, Emilio Frisia, Cesare Colombo, Ernesto Fantozzi, Paolo Monti, Silvestre Loconsolo, Piero Raffaelli, di intensa vita notturna dei locali del jazz con Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci. Questi sono solo alcuni dei protagonisti della scena milanese che contribuirono all’incanto di quel decennio.

Un sogno da cui la città si svegliò bruscamente, il 12 dicembre 1969, con l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana.

Curata da Stefano Galli, realizzata in collaborazione con il Comune di Milano | Cultura, Direzione Musei Storici e con la Questura di Milano, organizzata da MilanoinMostra con il patrocinio della Polizia di Stato e della Regione Lombardia, la rassegna presenta fotografie, manifesti, riviste, arredi, oggetti di design e molto altro ancora, che faranno rivivere l’atmosfera di quell’epoca.

Il percorso espositivo, diviso in sezioni, si apre con le immagini della nuova Milano, il cui volto si modifica grazie alle nuove costruzioni, come il Pirellone, la Torre Velasca, la Torre dei servizi tecnici comunali, il Centro direzionale, la Torre Galfa ma anche la nascita dei quartieri periferici, tra i quali spiccano Quarto Oggiaro, Olmi, Gallaratese, Gratosoglio, Comasina, quest’ultimo iniziato nel 1953 e ultimato nel 1960, il più importante intervento edilizio in quegli anni in Italia con i suoi 11.000 vani e 83 palazzi.

Fotografie e riviste dell’epoca documentano il boom economico, con la realizzazione delle tangenziali milanesi, del tratto Milano-Piacenza dell’autostrada A1, infrastrutture che portarono una più rapida circolazione delle merci con una maggiore crescita delle aziende; celebri nomi della grafica pubblicitaria furono chiamati a ripensare i brand delle nuove e rinnovate realtà aziendali, a partire dal fondamentale progetto di Franco Albini e Bob Noorda per la Metropolitana Milanese.

Numerosi sono gli oggetti che aiutano a rievocare la grande stagione del design, con maestri del calibro di Bruno Munari, Marco Zanuso, Vico Magistretti, Enzo Mari, Achille Castiglioni, Sambonet, Joe Colombo, Gio Ponti. Si racconta la storia delle aziende milanesi coinvolte in questa clamorosa stagione. Tra tutte Brionvega, Cassina, Zanotta, Kartell, Tecno, Fontana Arte, Artemide, Flos, Arflex e Danese.

Anche il mondo della cultura, delle gallerie d’arte e del cabaret visse un periodo di grande spolvero. E naturalmente la musica, in particolare il jazz, che trovò casa in numerosi club sparsi per la città, come la Taverna Mexico, dove si esibirono i migliori esponenti di questo genere.

Già alla fine degli anni Cinquanta, Milano divenne anche un luogo apprezzato dove organizzare concerti memorabili, come quelli di Billie Holiday allo Smeraldo, dei Beatles al Vigorelli, dei Rolling Stones al Palalido, di Jimi Hendrix al Piper, ma fu anche il palcoscenico che vide affermarsi artisti quali Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Adriano Celentano, Patty Pravo.

La fine degli anni 60 segnò poi la nascita della contestazione, dalle rivolte studentesche negli atenei, sfociate nelle occupazioni della Statale e della Cattolica, ai picchetti nelle fabbriche e agli scioperi.

Chiude la mostra la sezione dedicata a piazza Fontana e alla fine del sogno, con le fotografie della strage e dei funerali, accompagnate da documenti e alcuni oggetti legati a questo tragico avvenimento alla cui ricerca e selezione, presso gli archivi della Polizia di Stato e non solo, ha collaborato la Questura di Milano.

“MILANO ANNI 60” a Palazzo Morando, Costume Moda Immagine è il nuovo appuntamento espositivo di un percorso iniziato con Milano tra le due guerre. Alla scoperta della città dei Navigli attraverso le fotografie di Arnaldo Chierichetti (2013) e proseguito con Milano, città d’acqua (2015) e Milano, storia di una rinascita. 1943-1953 dai bombardamenti alla ricostruzione (2016), Milano e la mala (2017) e Milano e il Cinema (2018).

Un viaggio a tappe nella storia di una città, attraverso le sue specificità, le vicende sociali, le tante iniziative culturali e imprenditoriali che ne hanno cambiato radicalmente il volto.




“R-Nord” del fotografo Tommaso Mori – In mostra dal 13 settembre al 17 novembre 2019, Chiesa di San Nicolò ad AGO Modena Fabbriche Culturali

Anche quest’anno, Fondazione Modena Arti Visive rinsalda la collaborazione con il festivalfilosofia, con la proposta di una serie di mostre realizzate ad hoc sul tema dell’edizione 2019, Persona. Tra queste, dal 13 settembre al 17 novembre 2019, nello spazio rinnovato della Chiesa di San Nicolò ad AGO Modena Fabbriche Culturali, la mostra R-Nord del fotografo Tommaso Mori (Modena, 1988), uno dei vincitori della Call for Projects ABITARE, committenza pubblica rivolta a fotografi under 35, realizzata dal Museo di Fotografia Contemporanea e dalla Triennale di Milano, con il sostegno della Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

L’esposizione, curata da Matteo Balduzzi, in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea di Milano – Cinisello Balsamo, mostra gli esiti dell’indagine che Tommaso Mori ha realizzato sul complesso residenziale R-Nord di Modena. Nel corso di un’intera giornata, Mori ha scattato un ritratto a oltre 200 abitanti del quartiere, che lo hanno personalizzato sovrapponendo a esso immagini e documenti d’archivio (articoli, documenti, progetti architettonici e urbanistici originali), proposti dall’artista.

La tecnica utilizzata per stampare i ritratti rappresenta un anello di congiunzione tra un antico processo fotografico (cianotipia) e un metodo di stampa di disegni architettonici (blueprint).
Di questi ritratti sono state realizzate due serie di stampe, entrambe in copia unica. Una di queste fu esposta in tempo reale nel quartiere, dando vita a una mostra collettiva e, successivamente, restituita a ogni persona. L’altra fu utilizzata per un’installazione alla Triennale di Milano e poi consegnata al Museo di Fotografia Contemporanea per la sua collezione.

La Fondazione Modena Arti Visive ripropone l’intera installazione composta da 209 immagini cianotipiche (20×20 cm) incorniciate, accompagnata da un video che testimonia lo svolgimento dell’evento e da materiale documentario stampato su lucidi e proiettato mediante due lavagne luminose.

Tommaso Mori (1988, Modena) si è laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Modena e Reggio Emilia e diplomato in fotografia al C.F.P. Bauer di Milano. La sua ricerca fonde pratiche di arte partecipata, esistenzialismo e approcci relazionali.
Ha partecipato a esposizioni in Italia e all’estero, tra cui Abitanti. Sette sguardi sull’Italia di oggi, La Triennale, Milano (2018); Premio Francesco Fabbri per la Fotografia Contemporanea, Pieve di Soligo (2018); Onward Compé 16, Project Basho Gallery, Philadelphia (2016); Festival Circulation(s), Centquatre, Parigi (2015); BJCEM Mediterranea 17, Fabbrica del Vapore, Milano (2015); UNSEEN Photo Fair, Amsterdam (2014); Giovane Fotografia Italiana #03, Fotografia Europea Reggio Emilia (2014)
Sue opere sono conservate presso il Museo di Fotografia Contemporanea di Milano -Cinisello Balsamo.

FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE è un’istituzione dedicata alla presentazione e alla promozione dell’arte e delle culture visive contemporanee e comprende Galleria Civica di Modena, Fondazione Fotografia Modena e Museo della Figurina.
Durante festivalfilosofia, la mostra osserverà un orario di apertura prolungato: venerdì dalle 9.00 alle 23.00, sabato dalle 9.00 alle 24.00, domenica dalle 9.00 alle 21.00




Successo per Barbara Vissani che Lancia Villa Baldacchini Nel Mondo Del Wedding con un Trionfale Opening Party

La grande Wedding Planner stupisce i suoi ospiti con un evento ad effetto, in un luogo incantato che svela al pubblico la bellezza di luoghi sospesi tra sogno e realtà.

La Pattuglia acrobatica disegna cuori nel cielo di Torrita Tiberina, tra lo stupore degli ospiti, le note di un quartetto d’archi e i passi fieri di pavoni bianchi nell’ampio giardino che apre la sua vista sulla valle dove il Tevere, pacifico protagonista di questi luoghi, disegna capricciose curve nel suo morbido percorso verso il mare. Sotto un arco adornato da rinascimentali composizioni floreali, gli sposi si dichiarano eterno amore, in questi luoghi in cui la storia è silente testimone di secoli passati velocemente e di attimi eterni. Testimone di vita. Testimone d’Amore.

La famiglia Careri, proprietaria della Villa, non poteva immaginare niente di più affascinante per mostrare il tesoro prezioso di questa straordinaria dimora, schiudendo lentamente, alla curiosa attenzione del pubblico, lo scrigno che ne custodisce l’inestimabile valore. Villa Baldacchini, che sorge sulle antiche vestigia della dimora che ospitò Agrippina nel primo secolo d.C., si apre al mondo del wedding svelando gradualmente le proprie meraviglie, grazie alla sapiente regia di Barbara Vissani che orchestra un crescendo di emozioni scandito da momenti chiave che regalano brividi.

Elegantissime ninfe dei boschi – in abiti realizzati con tessuti leggeri e fiori, frutto della collaborazione tra l’Atelier di abiti da sposa e il team dei floral designer – accolgono il folto pubblico giunto in quest’angolo di paradiso.

La sposa, in un romantico abito firmato da La Vie En Blanc Atelier e con un’eterea immagine curata dalla makeup artist e hair stylist Marianna Zambenedetti, giunge a bordo di un elicottero che atterra leggero e sicuro sul prato della Villa. Ad attenderla, indossando un elegantissimo abito di Carosi Uomo, l’uomo che la prenderà in sposa. Tra due ali di incantati ospiti, raggiungono il celebrante e, sulle romantiche note degli archi del Quartetto d’archi femminile Sharareh, il rito del matrimonio raggiunge il culmine.

Gli scatti fotografici di Antonio Carneroli e Diego Montano di Photostudio DM immortalano il momento del “sì”, scandito dal volo della Pattuglia Acrobatica che traccia una lunga scia bianca nel cielo azzurro, a rendere eterno questo attimo. Dopo le emozioni del rito, sicura e sorridente, Barbara Vissani, alla presenza di Rita Colafigli, Sindaco di Torrita Tiberina, ha aperto il cocktail che ha deliziato gli ospiti con le prelibatezze proposte dagli chef, abbinate ad una selezioni di vini e gustose bollicine, accompagnandoli a prendere posto nell’elegante Sala delle Volte, caratterizzata dai mattoncini dell’originaria struttura del 1600 e dalle tracce degli antichi focolai, riemersi grazie agli importanti lavori di ristrutturazione, eseguiti con scrupoloso rispetto delle origini. Gli eleganti allestimenti dei tavoli – sui quali troneggiavano scenografici candelabri dominati dalle romantiche decorazioni floreali realizzate dai professionisti de I Fiori di Donatella e Giuliano e Fabiola Gentilucci di Floralinn in collaborazione con Roberta Farris Art- hanno ospitato un’elegante cena placée, servita sulle coinvolgenti note del sax di Antonio D’Avolio che hanno poi accompagnato il pubblico di stampa ed esperti del settore wedding fino al momento del caffè, in un dopocena tranquillo e rilassato, degustando distillati e sigari sulla terrazza al primo piano della Villa. Ma le sorprese pensate da Barbara non erano ancora finite.

Con un timing perfetto Michela Careri, l’elegante padrona di casa e Barbara Vissani hanno invitato gli ospiti a raggiungerle nel giardino dove stava iniziando il coinvolgente show di Britney Aerial Sphere che ha illuminato la notte con l’incanto e la grazia delle sue eleganti coreografie, fino all’emozionante spettacolo pirotecnico che ha chiuso la serata tra gli applausi dei tanti estasiati ospiti, testimoni di un evento decisamente unico.

http://https://www.facebook.com/weddingstream/videos/1610352569097696/




Al Margutta – Prosegue sino all’11 maggio la mostra “Frammenti – Omaggio a Pina Bausch”, a 10 anni dalla scomparsa della grande artista tedesca

Lara Ferrara

È visitabile fino a sabato 11 maggio, presso Il Margutta Vegetarian Food & Art, la mostra “Frammenti – Omaggio a Pina Bausch” con le fotografie di Ninni Romeo: un viaggio temporale, a dieci anni dalla scomparsa della grande artista tedesca, alla scoperta del suo cammino, personale e professionale. L’esposizione, voluta dalla Daniele Cipriani, Arte sostenuta da Tina Vannini e ospitata presso il ristorante vegetariano, a Roma, in via Margutta 118, è curata dalla giornalista e photo editor Frédérique Deschamps, con testo di presentazione firmato dalla giornalista e scrittrice Leonetta Bentivoglio. Sono esposte  44  fotografie  bianco e nero e colore,  in diversi formati di stampa,  di cui due ritratti di Pina Bausch e  immagini di diversi  spettacoli. Ingresso libero. Per il finissage, invece, l’appuntamento con l’artista e con gli organizzatori è per mercoledì 8 maggio, ore 19.

LE OPERE IN MOSTRA – Un viaggio temporale, a dieci anni dalla sua morte, avvenuta il 30 giugno 2009, lungo trentacinque anni alla scoperta del suo cammino, personale e professionale. Dal Sacre du Printemps del 1975 al Cafè Müller del 1978, da Palermo Palermo del 1989 al Vollmond del 2006. Senza tralasciare il Bamboo Blues del 2007, ispirato all’India, e la sua ultima creazione, …como el musguito en la piedra, ay sì, sì, sì… del 2009, ispirata al Cile. Protagonista della mostra non solo lei, ma tutta la sua arte, fatta di espressione e drammaticità, provocazione ed eleganza. Nonché di “disordine”, il “suo” caos, che trae spunto dalla tradizione, rispettandola e onorandola, per scardinarne la prevedibilità. Puntando non solo alla bellezza dei movimenti, quanto alla loro forza ed essenza.

“LA PECULIARE BELLEZZA BAUSCHIANA” – “Ninni non punta mai all’effetto – dichiara la giornalista Leonetta Bentivoglio - evita la visione levigata o patinata. Piuttosto insegue il battito d’ala, il respiro irregolare della vita. I suoi “racconti” a volte sono sghembi, obliqui e trasversali, come quelli delle nostre giornate. Spesso sono drammatici. Sono sempre molto umani. Non ci sono mai “pose” nel suo lavoro. C’è un’aria lisa e autentica, nelle fotografie di Ninni Romeo, che si addice bene alla peculiare bellezza “bauschiana”. Non hanno mai compiacimenti estetici. Sanno dirci la rarefazione della memoria e la delicata poesia dell’attimo. Non sono “foto di spettacoli”, ma momenti d’essere”.

Ninni Romeo racconta della familiarità che, sin da bambina, Pina Bausch aveva con i ristoranti, dato che i genitori ne gestivano uno nella sua città natale. Quindi aggiunge: “Credo che le piacerebbe sapere che frammenti del suo lavoro sono esposti nello spazio dello storico ristorante vegetariano di via Margutta – racconta la fotografa – e penso che amerebbe anche sapere che le immagini dei suoi spettacoli rivivono nella stessa strada in cui, pochi metri più in alto, abitava il suo amico e appassionato estimatore Federico Fellini, frequentatore assiduo del Margutta. Ora, è come se piccole parti di storie e personaggi del Tanztheater Wuppertal fossero affettuosamente sorvegliate dallo sguardo del regista di E la nave va, film in cui Fellini fece debuttare come attrice cinematografica la sua adorata Pina”.

BREVI BIOGRAFIE

NINNI ROMEO – Con Pina Bausch Ninni Romeo ha avuto una lunga relazione artistica, professionale e di amicizia. Iniziata con la creazione italiana dello spettacolo Palermo Palermo del 1989 , proseguita per il montaggio dell’altro pezzo di teatrodanza, O Dido, del 1999, la collaborazione ed amicizia è continuata fino alla morte dell’Artista. Il suo lavoro fotografico sull’opera di Pina Bausch ha dato luogo a diverse mostre, in Italia e all’estero. E’ stato anche ripreso in molte pubblicazioni consacrate alla coreografa. Nel 2017 da EuropaInDanza ha ricevuto il premio speciale alla fotografia, per la mostra töi, töi, töi in omaggio a Pina Bausch. Siciliana, impegnata nella promozione e diffusione della fotografia d’autore come strumento di ricerca identitaria anche al servizio dei territori, vive e lavora a Roma.

PINA BAUSCH – Philippine Bausch nasce a Solingen il 27 luglio 1940, ed è stata una coreografa, ballerina e insegnante tedesca. Coreografa e danzatrice, inizia la carriera artistica da adolescente, esibendosi in piccoli ruoli di attrice nel teatro della sua città, sino a diventare tra le più importanti e note coreografe mondiali. La Bausch ha diretto dal 1973 il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch. Muore il 30 giugno 2009.

DANIELE CIPRIANI – Organizzatore e produttore di eventi e spettacoli, specializzato nel settore danza, direttore artistico di festival, rassegne e gala in cui danzano i maggiori ballerini internazionali, nonché del “Corpo di ballo Daniele Cipriani Entertainment”, con “Daniele Cipriani, Arte” estende ora la sua attività al settore arte e mostre.

ALTRE INFO – Si ringraziano per le stampe Matteo Alessandri/Luce/Roma e Vladimir Vasilev/Francia, per la post produzione Paolo Lecca/ImageColorCorrection e Anna Faragona/Luce/Roma. Per le cornici Claudio Martinelli/Roma.




“Photos for Life”, “La Galleria Russo” presenta la raccolta di fotografie realizzate dallo sceneggiatore e scrittore Enrico Vanzina.

Lara Ferrara

Si è tenuta giovedì 11 aprile 2019 al Bar Bacharach & Bistrot dell’Elizabeth Unique Hotel, raffinato e prestigioso boutique hotel nel centro di Roma, il vernissage di presentazione di Photos for Life”, importante appuntamento con il quale “La Galleria Russo” ha presentato la raccolta di fotografie realizzate dallo sceneggiatore e scrittore Enrico Vanzina.

Un evento che conferma e rafforza lo stretto legame di collaborazione tra la Galleria d’Arte e l’Elizabeth Unique Hotel che espone nei suoi eleganti spazi dal moderno design, una importante selezione di opere d’arte curata proprio dalla Galleria Russo.

Moltissimi gli ospiti hanno presenziato all’evento, personaggi della stampa e del mondo dello spettacolo erano presenti per testimoniare e condividere questo importante progetto di concreta solidarietà, che renderà migliore la vita di molti piccoli pazienti. I proventi della vendita delle opere in tiratura limitata verranno, infatti, interamente devoluti all’acquisto di un manometro ad alta risoluzione per l’Unità Complessa di Gastroenterologia Pediatrica del Policlinico Universitario Umberto I – Università La Sapienza, Roma diretta dal prof. Salvatore Cucchiara.

Enrico Vanzina fotografo è una vera rivelazione, afferma il noto scenografo Gaetano Castelli che prosegue, Enrico cammina in bilico sul margine del mondo, fra un cielo intenso come l’azzurro di Yves Klein e il giallo dorato del deserto egiziano che presto si trasformerà nella polvere di stelle della fantasia.

Due note su Enrico Vanzina…
Classe 1949, uno sceneggiatore, produttore cinematografico, giornalista e scrittore italiano. Vive e cresce a stretto contatto con il mondo del cinema, sin dalla nascita. Si laurea nel 1970 in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma. Nel 1972 il padre lo vuole al suo fianco come aiuto regista e, a partire dal 1976, inizia a scrivere sceneggiature, collaborando con i maggiori esponenti del cinema italiano. In quarant’anni nel cinema, è stato autore di oltre cento sceneggiature. Nel corso degli ultimi trent’anni ha firmato, insieme al fratello Carlo, alcuni dei più grandi successi al botteghino italiano, ha realizzato anche molte fiction televisive di successo. Ha vinto molti premi tra i quali una Grolla D’oro, il premio De Sica, il premio Flaiano, il Nastro d’argento, il premio Charlot, il Telegatto e il Premio America della Fondazione Italia USA. Ha inoltre prodotto molti programmi televisivi, autore anche di commedie teatrali. Oggi è considerato uno dei massimi esponenti della commedia all’italiana, autore di film di enorme successo di pubblico.

“Ho fatto, per tutta la vita, lo scrittore di cinema. Scrivere per il cinema significa leggere la realtà, per poi riscriverla, a forma di storia, usando la fantasia. Tutto sommato la fotografia utilizza lo stesso procedimento di interpretazione del reale. Inizia con uno sguardo, poi si trasforma in scelta, si attua con accorgimenti tecnici e finisce per diventare un frammento di pura fantasia.
Non esistono fotografie vere. Ogni immagine, amatoriale o professionale, è sempre e soltanto un punto di vista. Come la scrittura”.

(Enrico Vanzina)