Quel sottile filo che lega i fatti di Bibiano alla Riforma dell’Affidamento Condiviso

I fatti di Bibiano hanno reso pubblico ciò che tante associazioni denunciano da anni: il pericolo rappresentato dalla possibilità che si creino relazioni di interesse fra i giudici e le case famiglia. In alcuni distretti giudiziari non a caso il  tasso di collocamenti extrafamiliari induce a qualche riflessione. Ma cosa lega questi fatti alla riforma dell’affidamento condiviso? Ne parliamo con Vittorio Vezzetti, fondatore dell’International Council on Shared Parenting-

Dott. Vezzetti,  come si spiega che possano accadere fatti come quelli oggetto dell’indagine giudiziaria sugli affidi della Val d’Enza?

Fatti di questo genere possono verificarsi e perpetuarsi solo in assenza di chiare linee guida e di validi meccanismi, anche statistici, di controllo. Mi spiego meglio:  già nel 2012 pubblicai una importante ricerca che evidenziava come in Italia, nel campo dell’affido di minori a comunità, esistesse una situazione a macchia di leopardo. In pratica evidenziai fra Regione e Regione delle variazioni percentuali di minori affidati a comunità così evidenti e statisticamente significative che non potevano dipendere da realtà sociali locali ma solo da scuole di pensiero e procedure molto diverse. Portai questo studio in audizione presso la Commissione Infanzia e Adolescenza ma, come spesso accade, non successe nulla.

L’introduzione di linee guida chiare può essere d’aiuto?

Certamente perché le linee guida evitano che il destino dei minori possa soggiacere all’arbitrio degli operatori. Non dimentichiamo lo scandalo di qualche anno fa quando vennero messe in risalto le relazioni di interesse fra molti giudici e numerose case famiglia.   Inoltre un’analisi statistica può evidenziare facilmente se in una certa area c’è un tasso di collocamenti extrafamiliari abnorme e indurre il sospetto che qualcosa non funzioni a dovere, innescando così tempestivamente una doverosa attività di verifica. Sulla base dei dati che raccolsi, io potei solo confrontare il comportamento di Regioni e Province Autonome ma sicuramente esistevano ed esistono tuttora aree all’interno della stessa Regione con tassi di affido extrafamiliare significativamente diversi fra loro. Insomma, una specie di anarchia dove il più forte può fare i propri interessi, non necessariamente economici ma anche solo ideologici.

La situazione è comparabile con quella dell’affidamento condiviso in caso di separazione e divorzio?

Direi proprio di sì. Anche qui la legge attuale è piuttosto vaga in quanto definisce solo la necessità di tempi equilibrati e continuativi da trascorrere con ciascuno dei genitori ma, di fatto, se uno si trova nel Distretto di Brindisi vede tradotta questa locuzione in termini di equipollenza temporale mentre se si trova del Distretto giudiziario della quasi totalità degli altri Tribunali deve soggiacere a distribuzioni temporali del 20% versus 80 con notevoli varietà da Tribunale a Tribunale ed anche da giudice a giudice e da perito a perito  nell’ambito del medesimo Tribunale. In pratica si avverte anche qua la necessità di linee guida ponderate e da aggiornare costantemente da cui derogare solo in presenza di validi e obiettivi motivi. Troppo spesso, come stiamo vedendo, l’autonomia professionale viene confusa con l’arbitrio e l’anarchia. E’ invece vero il contrario: la professionalità degli operatori, quelli validi, verrebbe valorizzata dall’introduzione di precise linee guida. Funziona ormai così in tantissimi settori: dalla Medicina all’Aeronautica e i risultati sono tangibili. (https://it.wikipedia.org/wiki/Linea_guida)

Quindi secondo lei esiste un sottile filo ideologico che collega i fatti di Bibiano (ma anche quelli del Forteto o dei Diavoli della Bassa Modenese e chissà quant’altri) alle resistenze alla riforma dell’affidamento condiviso?

Certamente e non è un caso che le forze e le associazioni che cercano di minimizzare i fatti di Bibiano o che addirittura li hanno favoriti  creando il giusto clima politico coincidono in larga parte o facciano rete con i movimenti contrari alla riforma dell’affidamento condiviso. Questa è ormai l’Italia degli slogan e delle ideologie.  Lo studio e la ricerca vengono dopo e spesso danno fastidio.

Ma esiste una letteratura scientifica di riferimento in questo specifico settore dell’affidamento dei figli?

Certo. Ormai negli ultimi lustri è stato possibile, grazie alla diffusione dell’affido materialmente condiviso (shared parenting), effettuare molteplici studi comparativi su larga scala e le conclusioni sono sostanzialmente univoche. A tempi di frequentazione equivalenti corrispondono bambini e adulti in media più sani. Poiché la giurisprudenza prevalente ignora questo aspetto, è giusto che il Contratto di Governo abbia focalizzato questo obiettivo.

di Mario Masi




Loreena McKennitt Tour – Roma 25 luglio – Teatro Romano Ostia Antica

Con un nuovo album di inediti dal titolo Lost Souls (Quinlan Road), il 20 luglio, torna in Italia la cantautrice canadese Loreena McKennitt, con un tour estivo di sei date, lungo tutta la nostra penisola: Firenze, Milano, Udine, Macerata, Roma e Molfetta

Giovedì 25 luglio sarà a Roma, al Teatro Romano di Ostia Antica per la rassegna “Ostia antica Festival – Il Mito e il Sogno”

A circa dieci anni di distanza dalla pubblicazione del suo ultimo album di inediti, Loreena McKennitt sta presentando questo nuovo lavoro in giro per l’Europa, con un totale di 25 concerti attraverso dieci paesi tra cui Spagna, Germania e, appunto, Italia. Descrivendo lo spettacolo come “una delle migliori performance che la McKennitt abbia mai fatto”, la pubblicazione musicale canadese Spill magazine ha scritto: “La sua voce è più forte che mai e l’emozione che suscita mentre canta è oltre le parole… Semplicemente, uno dei migliori spettacoli dell’anno.”

La cantautrice ha origini irlandesi e scozzesi e sono state queste ad aver influenzato la sua musica, che trae ispirazione dalle canzoni celtiche popolari a cui lei aggiunge un tocco internazionale, con un risultato sorprendente ed apprezzato in tutto il mondo.

La sua musica è una miscela di sound celtico eclettico, pop, folk e world music che negli anni ha conquistato critica e pubblico. L’artista ha venduto infatti 14 milioni di album, vincendo dischi d’oro, di platino e multi-platino. Nominata due volte ai Grammy Awards, ha vinto due Juno, il premio alla carriera della Billboard International e si è esibita in alcuni dei teatri e luoghi storici più prestigiosi del mondo, dalla Carnegie Hall di New York al famoso Palazzo dell’Alhambra a Granada in Spagna.

Oltre alla sua carriera musicale, McKennitt si è impegnata per una serie di iniziative filantropiche, tra cui “The Cook-Rees Memorial Fund for Water Search and Safety”; è stata insignita nel 2004 dell’ “Order of Canada” e nel 2013 è stata nominata “Knight of the National Order of Arts and Letters” dalla Repubblica Francese ed è Colonnello onorario della Royal Canadian Air Force

In previsione di questo nuovo tour estivo Loreena ha affermato: “Sono entusiasta di tornare in alcuni dei posti già visitati negli anni passati e di rivedere persone incontrate durante i miei precedenti tour, ma anche di esibirmi in luoghi splendidi mai visti prima.”

La cantautrice sarà accompagnata dai musicisti Brian Hughes (chitarra, oud e bouzouki celtico), Caroline Lavelle (violoncello), Hugh Marsh (violino), Dudley Philips (contrabasso) e Robert Brian (batteria).




Imaginarium – la scatola delle meraviglie dei fratelli Forman, in mostra a Trani per l’unica tappa in Italia a Palazzo delle Arti Beltrani sino a settembre

“Ho sempre pensato che il Teatro fosse l’arte più moderna che esiste: l’evento artistico si verifica davanti ai nostri occhi come un miracolo. È un’arte tridimensionale e oggi, massacrati dalla virtualità delle immagini del piccolo schermo, dà emozioni nuove e inedite rispetto al passato”. Vincenzo Cerami Evidentemente il DNA ha importanza nell’arte. Avallare i diritti della genetica con un ventennale percorso teatrale di alto lignaggio è quello che fanno i gemelli Petr e Matěj Forman. Il loro cognome nel mondo dello spettacolo evoca straordinari successi. Nel firmamento del cinema mondiale del
dopoguerra, la stella di Miloš Forman è stata una delle più luminose. Lo straordinario regista ceco di nazionalità americana, scomparso nel 2018, ha donato al mondo alcuni indimenticabili capolavori come “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, “Amadeus”, “Taking Off”, “Larry Flint”, “Man on the moon”, conquistando, in una carriera di trionfali successi, numerosi riconoscimenti tra cui tanti premi Oscar e Golden globe. Miloš Forman è stato anche attore, sceneggiatore e regista teatrale di spicco. Il suo grande lascito artistico ed intellettuale è stato custodito dal mestiere e dall’arte dei figli Petr e Matěj. Regista uno e scenografo l’altro, dal padre devono aver ereditato l’amore per le storie, la capacità di immaginare e fabbricare emozioni e l’Arte. Sono protagonisti dal ’92 di un teatro che è luogo fisico, ma anche immaginifico, uno spettacolo che rende reale l’irreale, intreccio sapiente di animazione, cinema, circo, teatro e cabaret, applaudito in mezza Europa. Il compendio di questo lungo percorso ventennale, creativo e stilistico, è racchiuso nel dedalo della poetica mostra itinerante con stupefacenti scatole delle meraviglie e incredibili macchine teatrali.
Dal 16 luglio al 6 settembre 2019 a Trani, per la prima volta in Italia, Palazzo delle Arti Beltrani avrà il privilegio di ospitare “Imaginarium”, l’iconica mostra-labirinto che celebra, da “Obludárium” a “Dead Town”, la storia e la straordinaria carriera dell’ultimo esempio di artigianato teatrale al mondo, quello dei fratelli Forman e della loro compagnia “Čeští umělci ve spolupráci s Divadlem bratří Formanů”.

Noti al pubblico pugliese per essere stati protagonisti di due edizioni del Festival internazionale Castel dei Mondi di Andria (BT), tornano per farci immergere in questo viaggio onirico nel mondo della fantasia e della poesia, dell’emozione e della bellezza con questa mostra che è una straordinaria installazione interattiva, con ardite soluzioni scenografiche, affascinanti macchine teatrali ed animali fantastici, a cavallo tra gioco e magia. Un’estensione di circa 300 mq, un percorso non lineare, fruibile liberamente da più punti, che non mortifica la grandiosità scenica e il complesso apparato artigianale che ne costituisce il tessuto espositivo. La narrazione della dimensione del sogno è elevata a cifra artistica unica ed irripetibile. L’esposizione esce dai soliti canoni museali, unendo l’abilità ebanistica e l’estro virtuoso nella creazione di giocattoli e burattini, nati dalle mani di quindici maestri della Repubblica Ceca, guidati dalla regia ammaliantedell’“orchestratore” Matej Forman.
In questi venti anni di ricerca, i due grandi eredi di una leggenda del cinema internazionale hanno generato una filosofia, che è la rotta più autentica di IMAGINARIUM: il teatro inteso come sogno e speranza, libertà e curiosa ricerca di un mondo felice, per evadere dai veli bui che adombrano i nostri giorni e dalle nostre paure. La retrospettiva antologica ci prende per mano e ci conduce in una dimensione di pace e dolcezza, che ci restituisce la parte più autentica ed innocente della nostra vita.
Dopo il grande favore ottenuto in Francia, ora questo emozionante allestimento teatrale, che unisce nello stupore bambini e adulti, dai 4 ai 99 anni, è accolto dalla Puglia, unica tappa in Italia, negli spazi ampi e superbi del piano nobiliare di Palazzo delle Arti Beltrani.
L’attesa e prestigiosa mostra-labirinto nel mondo fantastico del “teatro artigianale” dei fratelli Forman sarà visitabile da martedì 16 luglio a venerdì 6 settembre 2019, dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 16:00 alle 21:00. Essa è voluta e sostenuta da Regione Puglia e Teatro Pubblico Pugliese, con i patrocini di Città di Trani, Ambasciata della Repubblica Ceca, Ufficio culturale Centro Studi Ceco, Festival Internazionale Castel dei Mondi, Palazzo delle Arti Beltrani, in collaborazione conAssociazione Delle Arti e l’Associazione culturale MaleArti.




Vi presento l’homo social

di Miriam Terzanota

Il tipo social è la versione 2.0 dell’uomo che si aggira per i giardinetti con l’impermeabile. Non sai mai cosa possa nascondersi sotto o, almeno, speri di non scoprirlo mai.
Indossa la sua pic migliore (una foto risalente a un decennio prima, nella migliore delle ipotesi; nella peggiore si avvale della foto di Brad Pitt, scaricata da google immagini, nella speranza che nessuno se ne accorga).

Foto in primo piano se ha il panzone; con la testa “tagliata” (che manco Maria Antonietta) se è calvo; con l’amico figo di fianco (creando quella speranza, puntualmente disattesa, che dopo 4999 richieste di amicizia finalmente ha iniziato a seguirti un uomo che non ha lo stesso sex appeal del ragionier Ugo Fantozzi) se il chirurgo estetico gli ha consigliato di andare a Lourdes.
Non esiste però un solo tipo. Abbiamo così tante specie di homo social che Alberto Angela ne farebbe un’intera stagione di “Ulisse-Il dispiacere della scoperta”.

Ma studiamoli più da vicino.
1. Il portinaio: quello che saluta sempre. “Buongiornissimo” al mattino, “buonanottissima” la sera. Ogni volta che entri o esci da Facebook, lui sarà sempre lì pronto a salutarti.
2. Il pescatore: quello che pratica pesca a strascico. Non importa se tu sia bella o brutta, stupida o intelligente, simpatica o antipatica…l’unica cosa che per lui conta è il respiro. Se ancora non è stata dichiarata l’ora del tuo decesso, hai la speranza di imbatterti in lui. Scrive messaggi in cui esalta le tue doti, soprattutto quelle che non hai, ti riempie di complimenti, facendoti sentire l’unica donna al mondo e poi…invia a tutte.
3. L’amico: quello che non hai mai visto né sentito, quello a cui hai accettato la richiesta di amicizia perché stavi cercando di togliere la nutella scivolata sul display del tuo smartphone. Quello che esordisce con fare talmente confidenziale da insinuare in te il dubbio che sia un ex compagno delle elementari che ha subito un trapianto facciale.
4. Il commentatore seriale: colui che non è riuscito a far parte del pubblico della De Filippi e prova la scalata verso il successo, fatta di codici sconto e pubblicità a fitvia, facendo gavetta sulla tua bacheca. Non si fa mai trovare impreparato sull’argomento del giorno perché lui, se in difficoltà, risolve tutto con un emoji, con un commento fuori luogo come un congiuntivo a “uomini e donne” e non manca mai di farti sentire la sua presenza.
5. Lo psicologo: quello che sulla base dei tuoi post riesce a stabilire il tuo umore, capisce i tuoi problemi, vuole aiutarti a risolverli…e magari tu hai postato una frase di Marquez prima e una di Luca Giurato, poi.
6. Il cicerone: colui che esce di casa solo per fare la spesa, quello il cui viaggio più avventuroso è consistito nel trasferimento dal divano al bagno, quello il cui unico ristorante che conosce è la cucina di sua mamma…ti invita a visitare la sua città, offrendosi di fare da Cicerone…per attraversare la strada.
7. Il risorto di figa: colui che scredita tutti gli altri, appellandoli come defunti dell’apparato sessuale femminile, mettendone in mostra i difetti e prendendone le distanze mentre nel frattempo ci sta provando anche con lo scaldabagno. Il suo iter è un calvario; sembra morire mentre cerca di dissimulare il suo vero interesse attraverso: poesie, citazioni colte, ricercata ironia…per poi risorgere al primo accenno di tette. Cosa non si fa per la figa?!
8. Il polemico: è il Vittorio Sgarbi dei social. Se tu sostieni A, lui sostiene B, se tu sei vegana, lui è carnivoro, se tu sostieni la pace nel mondo, lui ti fa la guerra, se tu gli dai ragione, lui cambia versione…è quello che non è riuscito ad avere attenzione nemmeno il giorno del suo compleanno e cerca rivalsa sui social.
9. Il social venditore: è il Giorgio Mastrota di internet; quello che ti contatta per mettere un like alla sua pagina, ascoltare un suo pezzo, leggere un suo libro, vedere un suo film, comprare un set di pentole, un materasso e una bici con cambio shimano.
10. Lo gne gne gne: quello che ti lascia il suo numero, ti chiede il tuo, ottiene un due di picche e, piuttosto che darsi al solitario, rilancia con un maturo “gne gne gne” e insulti a raffica, fino alla frase finale a effetto, con la quale vorrebbe ferirti o dichiarare la sua integerrimità, asessualità…”ma io sono felicemente sposato”, una volta uscito dal programma “non sapevo di avere una moglie”.
11. Il selfatore: quello che passa il tempo a corteggiare se stesso e a farsi più foto di quante ne scattino alla Gioconda.
12. Il prostatore: quello che ti scambia per un andrologo, allegandoti la foto del suo cervello basso.
13. Il pensionato: quello che ti segue, post dopo post, così come si seguono i lavori di un cantiere.
14. L’ufficio di collocamento: quello che esalta le tue doti fisiche, intellettive, morali… e ti propone di lavorare per lui che sono anni che è in cassa integrazione.
15. L’uomo pagine bianche: quello che nel vano tentativo di raccogliere numeri di telefono di donne avvenenti (ma anche non avvenenti; basta che respirino), ti lascia il suo, ovviamente non richiesto, come se fossi un cesso dell’autogrill.
16. Il giocatore di poker: quello che reagisce a un due di picche con la stessa pacatezza e calma con la quale Enrico Varriale reagisce alle parole di Walter Zenga. Ai suoi occhi, ti trasformi da Cindy Crawford a Gegia in una frazione di secondo, senza l’impiego di filtri ma grazie al potere taumaturgico di un “no”.

Le tipologie non sono solamente queste ma spesso tutte sono accomunate da un unico denominatore: dimenticano che ciò che gli viene data è un’amicizia virtuale, non la confidenza.




“Sono un artigiano, non chiamatemi ‘Maestro’…” – Ciao Andrea Camilleri

Stamattina il bollettino medico rilasciato della ASL Roma 1 ci ha comunicato ,con profondo cordoglio, che alle ore 08.20 presso l’Ospedale Santo Spirito è deceduto lo scrittore Andrea Camilleri dopo che sue condizioni,sempre critiche di questi giorni, si erano aggravate compromettendo le funzioni vitali. Per volontà di Andrea e della sua famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto poi dove portare un ultimo omaggio. Noi della redazione volevamo salutarlo cosí…

“Mettiamola così: il tempo è una giostra sempre in funzione. Tu sali su un cavalluccio o un’automobilina, fai un bel po’ di giri, poi, con le buone o con le cattive, ti fanno scendere”
…da Segnali di fumo di Andrea Cammilleri




Presentato all’ospedale San Camillo Forlanin il “Kit Care con Amore” di Salvamamme: il necessario diventa indispensabile per chi non ha programmato il ricovero ospedaliero

Presentato oggi, all’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma, il “Kit Care con Amore” di Salvamamme: il necessario diventa indispensabile per chi non ha programmato il ricovero ospedaliero.
Il Direttore Generale dell’ospedale, Fabrizio d’Alba: “Il progetto del kit conferma la possibilità, aggiungerei “l’obbligo morale”, di una collaborazione volontariato-istituzioni volta a sostenere la
sanità pubblica”.

L’Associazione Salvamamme, insieme all’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, grazie al contributo della Regione Lazio per la divulgazione del progetto, hanno presentato oggi “Kit Care con Amore”, nato per aiutare con attenzione chi si trova in una temporanea condizione di fragilità a causa di un ricovero che rappresenta un momento particolarmente delicato nella vita di ogni persona, per cui, oltre alle cure mediche, il luogo di cura deve assicurare tutta l’attenzione e sensibilità necessarie alle complessità del suo insieme psicofisico. Perché la temporanea condizione di fragilità del paziente non è imputabile ad una disfunzione della struttura ospedaliera, ma alla sua condizione sociale.
Sono intervenuti Fabrizio d’Alba, Direttore Generale Ospedale San Camillo Forlanini, che ha spiegato: “la collaborazione con Salvamamme ci riempie di orgoglio. Il San Camillo è stato uno dei primi ospedali ad ospitare e sostenere le iniziative dedicate alle mamme prima, e dei pazienti in generale oggi. Il progetto del kit conferma la possibilità, aggiungerei “l’obbligo morale”, di una collaborazione volontariato-istituzioni volta a sostenere la sanità pubblica”. Alessio D’Amato,
Assessore alla Sanità della Regione Lazio, ha dichiarato: “abbiamo accolto con favore questa iniziativa perchè è un passo significativo verso l’umanizzazione delle cure e la presa in carico dei pazienti, per stare vicino anche quelli più bisognosi che a volte accedono ai nostri servizi e non hanno parenti. Sono senza fissa dimora, persone fragili, deboli, a volte persone anziane che vengono lasciate anche senza un minimo di sussistenza”, Grazia Passeri, Presidente Salvamamme ha poi sottolineato che “il progetto è pensato per il momento di accoglienza nei confronti di persone che versano in una condizione di difficoltà. E allora la cosa, l’oggetto, il sorriso… acquistano un immenso valore immateriale, diventano solidarietà”. Gli ha fatto eco Paolo Masini, coordinatore nazionale dell’associazione: “un gesto semplice ma estremamente concreto, che consente di restituire un momento di dignità, in un momento delicato ed inaspettato. La nostra idea di città comunità passa anche da qui. Ci auguriamo che altre istituzioni regionali e non, insieme ad aziende illuminate, possano unirsi a noi in questo progetto”. Sono intervenuti, inoltre Marta Bonafoni, Consigliera Regione Lazio, Carlo V. Resti, Comunicazioni Istituzionali Rapporto con le Associazioni del San Camillo, e due testimonial d’eccezione, l’attrice Cinzia Leone ed il conduttore de “La Vita in Diretta Estate”, Beppe Convertini, entrambi hanno voluto sottolineare che: “sicuramente i kit potrebbero alleviare alcune necessità impreviste e primarie, quindi diventano indispensabili per
tutti. Questa iniziativa va nella giusta direzione di vicinanza alle persone in un particolare momento di fragilità con un piccolo ma meraviglioso gesto d’amore”.
Il progetto nasce dall’esperienza ventennale di Salvamamme ed è concepito e strutturato per affrontare un problema di particolare rilevanza che si presenta in ogni struttura ospedaliera, specialmente in quelle di notevoli dimensioni e che investe soprattutto il “Pronto Soccorso”, ma è presente anche nei diversi reparti.
I casi di cui parliamo sono le richieste che in tutti questi anni arrivano all’associazione direttamente da molti ospedali che sollecitano una soluzione legata alla carenza di quanto necessario al , già pronti divisi per tipologie e funzioni:

– KIT CARE 24: pensata specialmente per le persone anziane che si ricoverano e non hanno la fornitura di prodotti necessaria, soprattutto se sono in estrema difficoltà socioeconomica. Conterrà generi essenziali per il primo periodo del ricovero (trousse, pettine, specchietto, cuffia, saponetta, bagno schiuma – rasoietto e anche gel per gli
uomini) oltre a generi utili nell’immediato, che verranno sostituiti per chi è privo di parenti o indigente, se il ricovero dovesse prolungarsi, con prodotti non a perdere. Nel “kit care 24” sono contemplati ulteriori due tipologie

– KIT CARE CICOGNA e KIT CARE BIMBI che sono forniture predisposte per bambini appena nati e per i bambini che saranno ricoverati per diverse patologie.

– KIT CARE VALIGIA DI SALVATAGGIO – Per le donne vittime di violenza: sono kit mirati che conterranno pantofole, camicia da notte, igiene personale. Inoltre, per quante ne hanno bisogno, ci sarà un buono per ricevere gratuitamente una “Valigia di Salvataggio” con un piccolo completo guardaroba e tutte le informazioni utili. In questo caso si provvederà
con estrema urgenza.

– KIT CARE BACK HOME – per una dignitosa dimissione. Molte persone, in particolare gli anziani, all’atto della dimissione non possono rientrare in possesso del proprio vestiario che, per i motivi più vari, risulta inutilizzabile ed anche insicuro. Salvamamme, in caso di effettiva necessità, fornirà un “Kit dimissioni” senza che si debba provvedere al necessario per l’acquisizione di un outfit improvvisato.

Nell’immediato saranno consegnati circa 390 kit care estivi, divisi per tipologia e funzionalità a disposizione del Pronto Soccorso, la cui gestione sarà affidata in particolar modo all’URP a cui è stato inoltre consegnato vestiario estivo per un sicuro ritorno a casa. In totale saranno 1000 kit care 24, 250 kit care valigia di salvataggio e 600 tra kit care back home e beni non a perdere perle diverse necessità dei degenti dei reparti, compresa la nursery, con l’intenzione di innescare un
moltiplicatore di beni in modo che si raggiunga un’ingente quantità di beni donati, com’è consuetudine dell’associazione.
L’iniziativa di Salvamamme è stata possibile grazie al sostegno dei suoi partners Angeli in Moto, sempre partecipi al fianco dell’Associazione, Soroptimist, accanto da tempo per la “Valigia di Salvataggio” e Unilever, che da anni in modo costante dona prodotti indispensabili per neonati ed anziani.

Al termine della conferenza per l’occasione lo Chef Bruno Brunori amorevolmente offrirà un assaggio di un suo primo piatto, mentre Tiziana Sirna e Elia Grillotti di Corte Catering Rieti e Cristiano Catapano di Achille Caffè di Via Settembrini, amici dell’Associazione Doc Italy, offriranno assaggi di dolci eccellenti. Il tutto annaffiato con un buon vino gentilmente offerto da Rossana Ponziani dell’omonima Tenuta e da Enosis di Carlo Dugo.




Trovate tre sceneggiature sconosciute e inedite del grande maestro Stanley Kubrick

di Lara Ferrara
Per la gioia dei suoi estimatori, sono venute alla luce idee per tre sceneggiature precedentemente sconosciute a cui ha lavorato Stanley Kubrick, maestro cineasta e stilista visivo. Matrimonio,gelosia e adulterio i temi ricorrenti.

Il periodo della loro realizzazione è a cavallo tra il 1954 e il 1956, quando Kubrick aveva problemi matrimoniali con la seconda moglie, l’attrice ballerina,, Ruth Sobotka.

Sotto il titolo “Married Man” ci sono 35 pagine di script dattiloscritti con annotazioni a biro e altre pagine di note scritte a mano, alcune scarabocchiate disordinatamente anche a matita.
Un altro, intitolato “The Perfect Marriage”, ha note scritte a mano e sette pagine di scene. Un terzo, chiamato “Gelosia”, ha 13 pagine di materiale scritto e riscritto a mano per una storia di risentimento tra una coppia sposata.

Alcune curiosità…

Nelle battute iniziali di “Married Man”, Kubrick ha scritto: “Il matrimonio è come un lungo pasto con dessert servito all’inizio… Riesci a immaginare gli orrori di vivere con una donna che si fissa su di te come una ventosa di gomma la cui intera vita ruota intorno a te mattina, mezzogiorno e sera? È come affogare in un mare di piume. Affondare sempre più in profondità nelle soffici e soffocanti profondità dell’abitudine e della familiarità. Se solo avesse contrattaccato. Diventerei matto o geloso, anche solo una volta. Guarda, ieri sera sono uscito a fare una passeggiata. Subito dopo cena. Sono tornato a casa alle due del mattino. Non chiedetemi dove fossi. ”

Le tre sceneggiature sono state recentemente trasferite all’archivio di Kubrick presso l’University of the Arts di Londra.
Nathan Abrams,professore di studi cinematografici alla Bangor University e un esperto di Kubrick, ha espresso entusiasmo per il materiale. Ha detto: “Ci sono masse di nuovo materiale che non sapevamo avesse fatto. Questi sono progetti che Kubrick voleva fare ma non ha fatto.”

Al loro interno ci sono idee che sono finite in “Eyes Wide Shut” quattro decenni dopo, in particolare in”Gelosia”, una discussione tra moglie e marito tornato a casa ubriaco, ci sono diverse annotazioni di Kubrick a riguardo.

L’affascinante scoperta del materiale fa luce sugli interessi di Kubrick e su ciò che lo ha motivato in quei anni. “Gli anni 50′ -dice Abrams – sono probabilmente il periodo meno compreso della carriera di Kubrick. Ha lavorato in quel periodo molto più di quanto sapevamo in precedenza. Stava provando a fare lo scrittore. Ma, dopo “Killer’s Kiss”,suo film del 1955, non si è più basato su del suo materiale originale per le sceneggiature.”

“C’è una ragione per cui Kubrick ha lavorato con altri scrittori nei suoi film ed è perchè Kubrick per sua stessa ammissione non era uno scrittore ma solo un regista” – rilascia sempre Abrams – “Kirk Douglas una volta disse: “Stanley … ha sempre funzionato meglio con un buon scrittore al suo fianco … Ho una copia di “Paths of Glory” che aveva riscritto per renderlo più commerciale. Se avessimo girato quella sceneggiatura, Stanley potrebbe ancora vivere in un appartamento a Brooklyn invece che in un castello in Inghilterra.”




Tre giorni consecutivi di festa gratuita – da venerdì 19 a domenica 21 luglio – Tolfa Jazz Festival X edizione – partner della “Susan G. Komen Italia”, associazione onlus che opera nella lotta ai tumori al seno

Musica, parate, arte ed enogastronomia, tutto immerso in un paesaggio unico e incontaminato. Parte da questi elementi il Tolfa Jazz Festival, ancora una volta e ancora più in grande, per celebrare il traguardo della X edizione. Tre giorni consecutivi di festa gratuita e aperta a tutti, da venerdì 19 a domenica 21 luglio, rigorosamente nel segno dello “Spirit of New Orleans” che invaderà Tolfa. Il cuore di tutto rimane la musica con i tanti concerti nell’Anfiteatro “P. Tagliani” all’interno della Villa Comunale – Parco Fondazione Cariciv.
Tutto avrà inizio venerdì 19 luglio alle 19.00, quando il Tolfa Jazz 2019 si aprirà con la “Parata in Rosa” per la lotta ai tumori del seno che il Festival sostiene dal 2016 come partner di Susan G. Komen Italia. Più bande musicali si uniranno per invadere le strade, con balli e colori che ricreano l’atmosfera del Mardi Gras neworleansiano. Su questa
scia, nel clima vivace e popolare che caratterizza il Tolfa Jazz si snoderà il ricco programma. Musicisti provenienti da tutto il mondo renderanno omaggio ai “10 anni” del festival e del suo protagonista: il Jazz, dalle origini passando per la sua epoca d’oro, fino alla modernità, dal blues al dixieland, dal gospel al jazz italiano fino ad arrivare al funk e al soul. Tra gli ospiti internazionali Timothy Martin (USA), Leon Beal (USA), Sax Gordon (USA), Fjord og Fjell (Norvegia) oltre ai migliori musicisti italiani come Danilo Rea, Fabrizio Bosso, Mauro Ottolini, Stefano Zenni.

La novità di questa edizione sono gli “Incontri di Jazz” a cura di Stefano Zenni presso l’edificio storico di Palazzo Buttaoni. Gli appuntamenti sono sabato 20 -ore 18.00- per “Riscoprire Satchmo: Louis Armstrong trombettista, cantante, scrittore”: un ritratto inedito dell’artista che ha fatto trionfare la corporeità afroamericana. Domenica 21 -ore 11.00- con “Watch Your Step!”: Come la danza ha plasmato la musica afroamericana, dal cakewalk al charleston. Il jazz è nato per far ballare le persone.
L’altra novità è lo spazio musicale a Piazza Marconi che verrà inaugurato sabato 20 luglio -ore 21.00- con il concerto di Gabriele Coen & Natalino Marchetti. Il duo sax/fisarmonica fonde l’identità Klezmer con la tradizione del Nuevo Tango argentino; passione, condivisione, forte senso di comunità…in due parole: New Orleans.
E ancora New Orleans con il “Bourbon Street Balcony”: proprio come accade nella strada più caratteristica di New Orleans (Bourbon Street), anche a Tolfa sarà allestita un’apposita balconata dalla quale saranno lanciate le famose collanine del “mardi gras”, naturalmente a suon di jazz.

La musica itinerante è sempre stata una caratteristica del Tolfa Jazz fin dai suoi esordi. Quest’anno si aggiunge la Bikestage “musica a pedali” che entrerà in azione sabato 20 e domenica 21, dalle 18.00 a notte fonda: un pedalatore condurrà una bicicletta molto speciale, con un grande cassone che ospiterà due musicisti perché possano dare vita alla loro performance, in movimento.

Le parate sono il cuore dei giorni di festa a New Orleans. A Tolfa è proprio la “Parata in Rosa” ad aprire il Festival venerdì 19 alle 19.00. Sabato 20 e domenica 21, sempre alle 18.00, ci sarà invece la “Disney Parade” accompagnata dalle musiche della “Tiger Dixie Band”. Si tratta delle due parate di cui sono protagonisti i più piccoli. Sempre ai bambini
saranno dedicati molti altri spazi e molte altre attività nel corso di tutto il festival.
Arte e artigianato troveranno spazio nelle mostre in programma. Anche quest’anno
l’installazione a cura di Simona Sarti è affidata ad artisti contemporanei: in “7 note con
7 artisti” le sette opere in successione verticale formeranno un virtuale spartito di cui
tutti gli artisti sono complici e artefici.
Infine un intero settore dedicato all’enogastronomia con i piatti della tradizione culinaria di Tolfa, la “jambalaya” piatto tipico di New Orleans, lo street food e le birre artigianali. Ad accompagnare il tutto la birra celebrativa “Tolfa Jazz 10^ edizione” prodotta dal Birrificio Amerino di Terni. Gli appuntamenti culinari sono la cena solidale di venerdì 19
(in favore di Susan G. Komen) , la Jazz Dinner sabato 20 alle 20.00; il Jazz Brunch di domenica 21 alle 13.00.

Tolfa Jazz è partner della “Susan G. Komen Italia”, associazione onlus che dal 2000 opera nella lotta ai tumori al seno e organizzatrice di “Race for the Cure”: lo scopo è sensibilizzare la prevenzione e la cura ai tumori al seno.
Ad inaugurare il Tolfa Jazz 2019, venerdì 19 luglio alle ore 19, sarà una particolarissima e suggestiva “PARATA IN ROSA” che vede la partecipazione di numerose bande musicali e altrettante associazioni del comprensorio: attraverso balli, musica e colori viene ricreata l’atmosfera del famoso “mardi gras” di New Orleans a dimostrazione che tutti insieme è più
facile lottare.
L’evento sarà impreziosito dalla presenza del Prof. Riccardo Masetti, direttore del Centro Integrato di Senologia del Policlinico “A.Gemelli” e Presidente della Susan G. Komen Italia e dalla vice Presidente Prof.ssa Daniela Terribile.
Il Prof. Gianluca Franceschini, tra i promotori di questa iniziativa, spiega così il senso: “Perché la musica, protagonista dell’evento insieme alle donne ‘in rosa’, ha anche un potere terapeutico e può aiutare le pazienti nel loro percorso contro il cancro e nel recupero del benessere psico-fisico. L’intento di questa ‘parata in rosa’ è promuovere la prevenzione dei
tumori del seno e creare un atteggiamento culturale nuovo e positivo nei confronti della malattia. Una malattia che non è più un tabù, ma che sempre di più si può sconfiggere”.
La serata proseguirà con la “cena solidale” all’interno della Villa Comunale – Parco Fondazione Cariciv; parte dell’incasso sarà devoluto all’ Associazione “Susan G. Komen”.




Trani diventa città tanguera per tutti. Giovedì 11 luglio si apre il sipario della VII edizione del Festival internazionale del tango

Manca davvero poco alla VII edizione del Festival del Tango di Trani. Nelle notti d’estate dall’11 al 14 luglio il cielo sarà velluto scuro trapunto di stelle luminose. Ballerini professionisti di altissimo livello artistico, infatti, animeranno le milonghe notturne che custodiscono gli entusiasmi, le passioni, la nostalgia, la sensualità che il tango ai massimi livelli esprime. Sullo sfondo lei, la scenografia imponente e straordinaria della maestosa cattedrale romanica sul mare.

I promotori del Festival sin dalla prima edizione, Claudia Vernice e Giuseppe Ragno dell’Associazione culturale Inmovimento, si dicono orgogliosi del fatto che ci sia anche Trani nella forte identità culturale che il tango assurge quale simbolo nazionale per l’Argentina. Astor Piazzolla (di cui il 4 luglio scorso si sono celebrati i 27 anni dalla morte, avvenuta nel 1992 a Buenos Aires), straordinario genio musicale, uomo che ha rivoluzionato il tango e ha dato nuova vita e nobiltà a questo genere, nacque il giorno 11 marzo 1921 a Mar del Plata in Argentina, ma le sue origini erano tranesi. Il nonno pescatore, Pantaleone Piazzolla, partì proprio da Trani (sussiste ancora la casa nel centro storico della cittadina pugliese) alla volta dell’Argentina in cerca di fortuna. Trani amava Astor ed era profondamente ricambiata. Molti ricordano ancora il grande compositore e musicista commosso in un concerto in Cattedrale a fine anni ’80. Resta celebre poi la frase pronunciata in un applauditissimo concerto al Central Park a New York nel 1987 in cui Astor presentandosi al pubblico dirà “my name is Astor Piazzolla, I was born in Argentina, I was raised the New York and my parents come from Trani, Italia”. Commemorarlo proprio qui a Trani con una kermesse di tale prestigio inorgoglisce e rafforza quel fil rouge che lega la cittadina del nord barese, Mar del Plata, Buenos Aires e l’Argentina tutta. Anche questo dato ha consentito di essere incoronati quest’anno dalla Fundacion Astor Piazzolla come uno dei migliori festival del tango al mondo, riconoscimento conferito direttamente da Laura Escalada Piazzolla, vedova del compositore-musicista di origini italiane e presidentessa della stessa Fondazione. Patrocinio che fa il paio con quello dell’Ambasciata argentina in Italia, già realtà dall’anno scorso. A sugellare lo straordinario livello della kermesse tanguera un nome prestigioso che firmerà anche per questa VII edizione la direzione artistica del Festival: Miguel Angel Zotto, considerato da critica e pubblico il tango per antonomasia, essendo il miglior ballerino al mondo. D’altronde i numeri parlano chiaro e ogni anno registrano una crescita esponenziale, candidando così di diritto Trani a divenire capitale del tango per una settimana. Attese nella Perla dell’Adriatico più di duemila presenze provenienti non solo dall’Italia ma dai 4 continenti (Russia, America, Europa, Asia) per legarsi tutti assieme in un abbraccio tanghero.

Il Festival gode dei patrocini di Regione Puglia, Comune di Trani, Assessorato Cultura di Trani, Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia, Ufficio culturale Casa Argentina, Fundacion Astor Piazzolla e PiiiL Cultura Puglia 365.

Nei quattro giorni del Festival saranno a Trani i maestri più importanti dello scenario internazionale del tango tra cui le punte di diamante: la leggenda Miguel Angel Zotto e la sua compagna nella vita e nella scena Daiana Guspero. E ancora Vanesa Villalba e Facundo Piñero, Roberta Beccarini e Pablo Moyano, Liza e Juan Manuel, i “Los Rosales”, Valentina Romano e Mariano Palazon, Laila Rezk e Leandro Oliver e gli italiani Giorgia Rossello e Vito Raffanelli, Valentina Guglielmi e Miky Padovano. Ballerini appassionati potranno dilettarsi in stage, masterclass, corsi di tecnica maschile e femminile, tenuti da straordinari maestri, che si svolgeranno nelle sale della Biblioteca Giovanni Bovio di Trani (dalle ore 15,00). Gli stessi 16 ballerini di fama internazionale si esibiranno nel vero e proprio spettacolo delle milonghe notturne in Piazza Duomo, ai piedi della Cattedrale di Trani (dalle ore 22,00). Ingrediente fondamentale sarà la musica, con due Orchestre internazionali dal vivo – l’Hyperion ensemble e la Tango Spleen Orquesta – che accompagneranno le esibizioni, rispettivamente, venerdì 12 e sabato 13 luglio.

Trani diventa città tanguera per tutti. Non solo professionisti, dunque, ma anche coloro che non si sono mai avvicinati a questa danza potranno scoprirne i segreti e assaporarne la sensualità. Oltre a lezioni ed esibizioni dal vivo di artisti di fama mondiale, anche lezioni gratuite per chi non ha mai ballato infatti sono in programma dalle ore 19,30 alle ore 20,30 in Piazza Duomo venerdì 12 luglio a cura dei maestri Valentina Guglielmi e Miky Padovano della Para Dos scuola di Tango argentino di Trani, sabato 13 a cura dei maestri Giorgia Rossello e Vito Raffanelli della scuola Passione Danza di Molfetta e domenica 14 a cura di Silvia Scorpiniti e Vincenzo Balestrucci della Barletta Art Academy. Chiunque abbia voglia di approcciare alle sensuali movenze del tango può farlo da quest’anno, previa prenotazione al numero + 39 3805272776.

Ma il Festival non finisce di stupirci e si lega ad una iniziativa sociale molto interessante e inclusiva. L’organizzazione del Festival de tango Trani ha sposato quest’anno il protocollo “Trani Autism Friendly”, sostenendo il progetto dell’Associazione Contesto di Trani, molto attiva sul territorio, dalla quale i partecipanti e il pubblico della kermesse di danza potranno acquistare sia vino sia borse mare prodotte da ragazzi autistici, i cui proventi serviranno a promuovere altre iniziative a loro favore.

Festival del tango – Trani (BT) || Info: m. ph.: + 39 3805272776

www.festivaldeltangotrani.it; segreteriainformativa@festivaldeltangotrani.it;

www.facebook.com/FestivalDelTangoTrani/

www.instagram.com/festivaltangotrani/




11 luglio 2019, torna a Paestum “Il cavallo di sabbia”, l’opera di Mimmo Paladino realizzata nel 1999

“Il cavallo di sabbia” di Mimmo Paladino

L’opera sarà collocata nell’area archeologica di Paestum, nello spazio libero tra i due templi del santuario meridionale, la c.d. Basilica e il tempio di Nettuno, a creare un nuovo dialogo tra antico e presente.

All’inaugurazione sarà presente l’artista Mimmo Paladino, il direttore del Parco Archeologico di Paestum Gabriel Zuchtriegel e il curatore del Museo MMMAC Nuvola Lista.

PROGRAMMA

ore 11:00: Preview stampa. Sarà presente il direttore del Parco Archeologico di Paestum Gabriel Zuchtriegel e il curatore del Museo MMMAC Nuvola Lista

ore 11:30: Visita in anteprima al Cavallo di sabbia di Mimmo Paladino nell’area archeologica di Paestum

ore 19:30: Inaugurazione dell’opera.