“57 giorni. Il Conto alla rovescia di paolo borsellino”Uno spettacolo sulla legalità scritto e diretto da Michele Angrisani Interpretato da Daniele Ferrari

Lara Ferrara

Il 21 e 22 marzo sul palcoscenico del Teatro Planet approda lo spettacolo di Teatro Civile “57 Giorni. Il conto alla rovescia di Paolo Borsellino”.

Dal pomeriggio del 23 maggio fino al 19 luglio, da Capaci a Via D’Amelio.Sarà la voce di Antonio, unico sopravvissuto della scorta di Borsellino, a raccontarci questa corsa contro il tempo.
Gli eventi, ma anche le sensazioni e le emozioni degli agenti e quelle del giudice.Cosa significava essere vicino a Borsellino in quei 57 giorni.

Un viaggio nella memoria unito ad una descrizione dalle tinte noir di ciò che ha portato a quella strage, dei motivi taciuti e delle verità indicibili di quella stagione di sangue.
L’atmosfera di quella lontana domenica di luglio, evocata dalla prospettiva di un giovane agente di scorta.
E’ un racconto di dolore, rabbia, ma anche di gioia e di speranza. Di ombre e di luci che le annullano. Di una terra, la Sicilia, stanca di sentire “il puzzo del compromesso morale”, come disse Borsellino. Così come tutta l’Italia, in quell’estate del 1992.

Così come ancora oggi.
Per questo, “57 giorni il conto alla rovescia di Paolo Borsellino”, ci parla anche del presente. Perché, terminato quel tremendo conto alla rovescia, inizia un tempo diverso per quelle voci di coraggio e impegno civile che diventano un solo respiro di libertà e di vita che continua a parlare alle nostre coscienze.
Alla fine dello spettacolo, approfondimento di Michele Angrisani dei temi trattati nello spettacolo.

Giovedì 21 marzo e Venerdì 22 marzo 2019
giovedì ore 21.00 e venerdì ore 18.00 e ore 21.00

Drammaturgia e regia: Michele Angrisani
con Daniele Ferrari
Produzione: Compagnia Chourmo




Negramaro live @Palazzo dello Sport, Roma

La band salentina ha calcato il palco della Capitale per la seconda serata romana di “Amore che Torni Tour Indoor 2019”.
Foto di Serena De Angelis

Ecco le prossime date del tour:
Venerdì 8    Caserta     Pala Decò
Sabato 9    Caserta     Pala Decò
Lunedì 11     Eboli    Palasele
Mercoledì 13    Bari    Palaflorio
Giovedì 14    Bari     Palaflorio
Venerdì 15    Bari    Palaflorio
Domenica 17    Reggio Calabria    Palacalafiore
Martedì 19    Acireale     Pal’Art Hotel

Biglietti acquistabili su https://www.ticketone.it/




Cyberbullismo, quando la violenza passa per un clic

I rischi della rete e un fenomeno, quello del cyberbullismo, di cui non bisogna smettere di parlare. Si è tenuta oggi nel Salone del Commendatore della ASL Roma 1 una mattinata di confronto interistituzionale sul cyberbullismo e sulle forme di violenza perpetrate attraverso la rete, per condividere esperienze e avviare possibili strategie da mettere in campo a 360° per attività di informazione, sensibilizzazione e prevenzione dei fattori di rischio.

Illustrati nel corso dell’incontro gli interventi di prevenzione e contrasto al cyberbullismo realizzati dalla Polizia Postale e la convenzione in fase di avvio tra la ASL Roma 1 e il Dipartimento di Psicologia di “Sapienza” Università di Roma per favorire interventi di ricerca, formazione e diffusione della conoscenza tra gli operatori sanitari e del mondo della scuola.

All’interno della mattinata si è tenuta la presentazione del volume “La violenza in un clic – Itinerari di prevenzione del cyberbullismo fra adolescenti”, curato dal Prefetto Roberto Sgalla, Direttore Centrale per i Reparti Speciali della Polizia di Stato, e da Annamaria Giannini, Professore ordinario di Psicologia Generale e Psicologia Giuridica e Forense e Direttore Osservatorio Legalità e Sicurezza “Sapienza” Università di Roma. Il testo costituisce uno strumento prezioso per gli adulti per comprendere e affrontare in modo appropriato i comportamenti degli adolescenti e contiene in allegato anche le linee guida Safe Web della Polizia di Stato per la protezione degli studenti in rete.

Tra i presenti Angelo Tanese Direttore Generale ASL Roma 1, Giuseppe Ducci, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Gemma Tuccillo, Capo Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità, Pierluigi Zoccolotti, Direttore del Dipartimento di Psicologia “Sapienza” Università di Roma e rappresentati della ASL Roma 2, ASL Roma 3 e Polizia Postale.




Il Parco Archeologico di Paestum ha approntato il suo piano delle gratuità per l’anno 2019, in approvazione del decreto Mibac del Ministro Bonisoli.

Lara Ferrara

Le grandi novità di Paestum saranno l’ingresso gratuito al museo e all’area archeologica tutti i giovedì da marzo a dicembre dalle ore 18:00 alle ore 19:30 e, anche, il 15 giugno, festa del Santo patrono e il 3 dicembre, giornata internazionale della disabilità. Il Parco, inoltre, darà attuazione alle disposizioni ministeriali in materia di giornate a libero accesso garantendo l’ingresso gratuito nelle prime domeniche del mese da ottobre a marzo e nella settimana della cultura dal 5 al 10 marzo 2019.

“Il Parco Archeologico di Paestum ha cercato di sfruttare al massimo le potenzialità concesse dalla forma di gestione autonoma – dichiara il direttore Gabriel Zuchtriegel – E’ stata così definita una peculiare strategia promozionale che tiene conto delle esigenze degli utenti e dell’ambito territoriale di riferimento. Con questo piano di gratuità, la nostra volontà è quella di far divenire Paestum uno scenario attivo, capace di stimolare e costruire sempre nuove forme di inclusione e accessibilità dal forte valore sociale. Ci siamo immaginati il museo come un’agorà, una piazza di incontri e confronti allietati da momenti di convivialità e diletto”.

Il Parco Archeologico di Paestum sta, oramai da diversi anni, perseguendo questo legame con il territorio e con i suoi pubblici locali su più fronti. Il biglietto annuale Paestum Mia, ad esempio, si pone quale strumento preferenziale per vivere Paestum ogni giorno, al costo di un biglietto del cinema.

A sostegno della campagna di comunicazione per le aperture gratuite pestane, è stato lanciato l’hashtag #iovadoaPaestum che riprende quello ideato dal ministro nella campagna istituzionale nazionale.

Il decreto Mibac, come da regolamento già in vigore, conserva tutte le gratuità per i minori di anni 18, per le scolaresche, per alcune tipologie di studenti e docenti, oltre che per altre categorie protette come i diversamente abili. Inoltre, riduce a € 2 il biglietto ai giovani dai 18 ai 25 anni e non più alla metà del titolo di accesso intero.




Il silenzio è diventato un lusso?La pace ed il silenzio sono importanti per le persone che hanno interesse a crescere,non economicamente ma spiritualmente.

di Lara Ferrara

Il sonno e il silenzio sono diventati prodotti di lusso e questo dice molto dei tempi in cui viviamo.

Viviamo in un mondo in cui lussi, capricci e fantasie si trasformano in bisogni. Questo grazie al meccanismo economico-mediatico. Abbiamo bisogno del nuovo iPhone, del corpo di una modella di Victoria’s Secret o della vita stereotipicamente felice di una famiglia moderna. Mentre questo accade le cose che sono veramente necessarie e naturali, come il silenzio e il sonno, diventano un lusso costoso che solo alcuni possono permettersi.

Serve un forte stabilità mentale per ricordare la loro importanza, ed immersi nella frenesia di tutti i giorni, lo stress diventa l’unica realtà.

Fino a pochi anni fa dormire poco era considerato un segno di successo e ammirazione, dal momento che significava che una persona era molto impegnata, importante e stava trasformando il proprio tempo in denaro. Questo si può ancora vedere in certi contesti urbani competitivi, come a Tokyo, dove si pratica il triste fenomeno dell’inumori: dormire sul lavoro per meritare una maggiore responsabilità, promozione e salario.

Negli ultimi anni gli studi scientifici hanno dimostrato che non c’è praticamente nulla di più dannoso per la salute che non quella di trascurare costantemente il nostro tempo di riposo.

Trascurare il nostro riposo equivale a fare in modo che si accumulino un carico di malattie, stress, cattivo umore e scarse prestazioni.
E anche se alcuni esseri possono essere più resistenti di altri,questo finirà per costare loro molto caro in termini di salute.

Osserviamo attualmente una tendenza in cui il denaro è prioritario per la salute, si crede che il denaro possa risolvere tutto è quindi legittimo dormire poco per guadagnare più denaro (che può riscattare qualsiasi cosa ).

Viviamo in un mondo governato dall’economia, un’economia in cerca di crescita infinita in cui la cosa fondamentale è generare,avere più reddito e più prosperità. Nello sforzo di generare maggiori profitti, abbiamo riempito i nostri spazi di oggetti rumorosi, tecnologia che disturba i cicli naturali.

La nostra visione economica della realtà opera in modo predatorio, dove per estrarre valore occorre sfruttare e saccheggiare la natura.

La società ha portato i cittadini a condurre una vita stressante non favorevole al sonno per perseguire il successo materiale,il sogno aspirazionale è quello di possedere più cose.

Questo per il piacere del sistema capitalista e delle grandi corporazioni,entità astratte, sempre più simili a algoritmi che operano al di fuori del controllo umano.

Dormire bene è diventato un lusso.

Gli studi dimostrano che sono i poveri a dormire peggio e che le persone che dormono meglio,almeno negli Stati Uniti,sono donne bianche dei ceti sociali superiori. Dormire bene non significa solo avere il tempo per dormire, ma è anche necessario essere nel posto giusto (ad esempio un quartiere dove non c’è molto rumore)e persino avere il corpo e la mente giusti: una persona sottoposta a stress elevato , malata o con diversi disturbi difficilmente riesce a dormire bene.

Quando questo fallisce, è necessario avere la capacità di astrarre, rilassare e silenziare. Ma chi ha il tempo di mantenere una disciplina meditativa che gli consenta di mettere a tacere il rumore del mondo e alleviare la follia collettiva altisonante, così come di mettere a tacere i propri pensieri interpenetrati dalle preoccupazioni mondane?

La qualità del sonno è legata al silenzio, che è diventato oramai un prodotto di lusso, riservato ai ricchi o per coloro che si possono permettere di lasciare lavoro e città, scegliendo una vita isolata e tranquilla, pur dovendo superare gli inconvenienti di vivere lontano dal grande supermercato o dal grande centro commerciale.

Vivere in luoghi rumorosi correla con tutti i tipi di malattie come: alta pressione del sangue, aumento della suscettibilità,schizofrenia ed altre malattie mentali. D’altra parte, recenti studi dimostrano che il silenzio favorisce la generazione di nuove cellule cerebrali o neurogenesi.

La pace ed il silenzio sono importanti per le persone che hanno interesse a crescere,non economicamente ma spiritualmente.

Uno stato di silenzio, pace e relax ci permette di sentire la vacuità delle cose con una potenza radiosa ed infinita.
Un luogo dove non c’è nulla da sopprimere e dove la contemplazione diventa naturale come il respiro e il battito del cuore (cioè, pensiero, immaginazione, sensazione e volontà) è un luogo di calma perfetta per la salute.

È il profondo silenzio dei desideri, delle preoccupazioni, dell’immaginazione, della memoria e del pensiero discorsvo. Si potrebbe dire che l’intero essere diventa come la superficie immobile dell’acqua, riflettendo l’immensa presenza del cielo stellato e la sua ineffabile armonia.

Nel tempo il silenzio e la concentrazione senza sforzo diventano un elemento fondamentale sempre presente nella vita dell’anima … Questa “zona di silenzio”, una volta stabilita, ci darà la vera pace e la salute psicofisica necessaria per vivere bene.




Massimo Cacciari – Arte e Terrore – 23 febbraio 2019 ore 18 -Auditorium – Lectio Magistralis – Macro Asilo, Roma.

di Lara Ferrara

Il “bello” è sempre stato avvertito in una doppiezza radicale: attrae e spaesa, diletta e inquieta e mai così radicalmente ha svolto questa duplice prospettiva come nel contemporaneo.

Vi sono ragioni ontologiche che possano spiegarla?

Tutti ricordiamo le movimentate esperienze intellettuali e politiche attraverso cui il giovane Cacciari maturò il proprio inconfondibile stile di pensiero. Interveniva allora con stupefacente versatilità e incisività in molti campi: in filosofia, arte, letteratura, politica ed economia. Si era nei turbolenti anni Settanta, e più che alla costruzione di una filosofia Cacciari lavorava a un intrepido sfondamento dei blocchi compatti delle ortodossie attraverso una riconsiderazione delle esperienze più intriganti della modernità: la letteratura e le filosofie della crisi primonovecentesche (Musil, Hofmannsthal, Roth, Kraus, Loos, Spengler, Wittgenstein), la cultura di Weimar (in particolare Weber e Rathenau), il decisionismo di Schmitt ed Jünger, il pensiero ebraico (Rosenzweig). Un’operazione trasversale che ebbe il merito non solo di provocare scompiglio nell’autocomprensione della sinistra e di sollecitarne un rinnovamento, ma anche di riscoprire e sdoganare autori, testi e passaggi storico-concettuali dimenticati od ostracizzati. L’eclettismo delle sue ricerche non gli ha impedito peraltro di tracciare solchi profondi nel dibattito filosofico e politico. Ha lasciato il segno, per esempio, la sua individuazione e valorizzazione di quella corrente di “pensiero negativo”, antidialettico e nichilistico, che attraversa il pensiero moderno, e che nella Distruzione della ragione Lukács aveva rabbiosamente bollato come irrazionalismo. Contro l’anatema marxista, e in parte contro la cultura einaudiana allora dominante in Italia, in Krisis (1976) Cacciari riabilitava tale pensiero come espressione di un’intellettualità disincantata e come punta avanzata dell’autocoscienza borghese. E ciò gli consentiva di sfruttare per un’analisi critica del presente alcune intuizioni portanti del nichilismo europeo. Un altro solco profondo lo ha tracciato con la sua prima produzione adelphiana: Dallo Steinhof (1980), Icone della Legge(1985), L’Angelo necessario (1986). Termine di confronto è qui la modernità letteraria, filosofica, artistica e musicale, che nella baldanzosa immagine delle avanguardie appare come la definitiva liquidazione dell’antico e della tradizione. Cacciari invece ha portato alla luce le “erranti radici” del mondo moderno, le sue sfuggenze, i conflitti senza conciliazione, i sentieri interrotti, l’assenza di un nomos condiviso. Di qui l’esigenza di riattivare risorse simboliche ancora praticabili. Come quella del Politico, riconsiderata nell’importante dittico filosofico-politico adelphiano: Geofilosofia dell’Europa (1994) e L’Arcipelago (1997). Ma soprattutto quella del Sacro e del Religioso. Un’apertura che inizialmente, nel mezzo del dibattito sulla secolarizzazione, lo poneva decisamente in controtendenza. E spiazzava molti atei di principio. Dell’Inizio (1990) ha costituito la coerente e coraggiosa elaborazione speculativa di quest’apertura: Dio, il Principio, l’Assoluto, nella sua abissale ineffabilità, è qui posto di nuovo al centro della filosofia» (Franco Volpi).
• Ultimi libri pubblicati: Labirinto filosofico (2014) e Il potere che frena (2013), entrambi per Adelphi.
• Nei suoi scritti di filosofia «ama molto le maiuscole e le parole fratturate che diano il senso della profondità (tipo “de-cidere”, al posto di “decidere”)», ma «nei suoi interventi politici abbandona le abissali oscurità e diventa incisivo e caustico. Celebre la risposta a chi gli chiedeva se non avesse per caso voglia di iscriversi al Psi: “Non ne ho bisogno, sono già ricco di famiglia”» (Pietrangelo Buttafuoco).

La sua vita?

Venezia 5 giugno 1944. Nasce Massimo Cacciari,Filosofo. Politico (Pci, Ds, Margherita, Pd). Già sindaco di Venezia (dal 1993 al 2000 e di nuovo dal 2005 al 2010). Accademico.
Il padre, Pietro era un pediatra «molto popolare, molto generoso» (Alberto Sinigaglia), la madre figlia di una famiglia di artisti. Al ginnasio era il migliore. «I primi libri che mi hanno assolutamente appassionato sono stati due, sottratti alla biblioteca di casa: Il castello di Kafka e le Novelle per un anno di Luigi Pirandello. Detestavo i libri che mi davano in classe: di favole, di avventure. Mia madre me li raccontava, io ne facevo il riassunto per la maestra. Dopo dieci pagine crollavo di noia. Piuttosto, leggevo giornaletti: Topolino, Tex Willer, L’intrepido. Il castello fu un’esperienza travolgente. Proprio non riuscivo a staccarmi. E alle elementari mi misi a fare temi in quello stile, suscitando perplessità sul mio stato di salute mentale. Il maestro convocò i genitori e chiese cosa avevo in mente».

“A quattordici, quindici anni cominciai a sentire la piccola vocazione. Comperai all’usato La Volontà di potenza nella traduzione oscena dei Fratelli Bocca, che ho ancora, preziosa perché introvabile. Anche Nietzsche fu, dopo Kafka, un’altra rivelazione”.

La prima rivista che diresse, con Cesare De Michelis, fu “Angelus novus”, dal celebre titolo di Walter Benjamin: «Era il ’64, avevo vent’anni. Quell’antologia, uscita da Einaudi a cura di Sergio Solmi, fu decisiva per me. Una delle opere che hanno aperto la testa della nostra generazione. O chiusa, a seconda dei punti di vista». Toni Negri: «Incredibile vedere un giovane destreggiarsi così con Walter Benjamin quando gli intellettuali dell’epoca non sapevano nemmeno dove stesse di casa». Ancora studente collabora con i professori Carlo Diano (Letteratura e Filosofia greca), Sergio Bettini (Estetica e Storia dell’Arte), Giuseppe Mazzariol (Letteratura Artistica). Laureato nel ’67 con Dino Formaggio (tesi sulla Critica del giudizio di Immanuel Kant), di cui diventa assistente. Dal 1970 al 1971 un incarico di Letteratura artistica. Associato di Estetica nell’80 e Ordinario nell’85. Dall’amicizia con Manfredo Tafuri nascono libri dedicati alla teoria dell’architettura (scrive per Casabella e riceve una laurea honoris causa in Architettura dall’università di Genova).

Come filosofo, Cacciari prevalentemente cita o criptocita. Di solito lui cita senza precisare la fonte, nello stile del “pastiche” involontario.Le sue carte vincenti, le ragioni per cui si comprano i suoi libri senza riuscire a leggerli (nessuno è mai stato capace di recensirli), sono le carte che in Italia hanno il massimo punteggio: la politica (uno spettacolo e un vizio nazionale) e la filosofia (un ipnotico feticcio). Cacciari parla di piccola politica come se parlasse filosoficamente di una Grande politica, che nel nostro piccolo paese non c’è mai stata. Sì, va detto, qualche volta Cacciari esprime pareri politici sensati, che però avevamo già sentito parlando con il vicino di casa o con il tassista. La cosa ovvia lui non la dice come se fosse ovvia per tutti, ma come se fosse ovvia solo per lui che la dice e l’ha capita prima. Il quid che rende unica la recita del nostro uomo è questo solo tono, questo solo tema.

“Io ho capito in anticipo quello che voi non capite neppure in ritardo. Perciò che ci sto a fare io qui con voi?”.

Eppure sta lì. Non se ne va. Anzi torna. E’ sempre pronto a tornare. Basta chiamarlo …

Sabato 23 febbraio 2019 | Auditorium ore 18
#Lectio Magistralis di Massimo Cacciari | Arte e Terrore
Macro Asilo, Roma.




Fotoconcerto: Subsonica live @Roma

Dopo aver attraversato i club di tutta Europa con l’“European reBoot 2018”, i Subsonica arrivano in Italia con il loro “8 Tour”.
Foto di Serena De Angelis




La politica italiana e l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. A che punto siamo?

di Lara Ferrara

Il 27 febbraio presso la Camera dei Deputati, La politica italiana e l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile presenta la prima analisi dell’impatto della legge di Bilancio sulle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile e l’aggiornamento degli indicatori sulla situazione dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu

A oltre tre anni dalla sottoscrizione dell’Agenda 2030 e dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, molti paesi si sono dotati di strategie articolate e vincolanti per contribuire allo sforzo globale necessario per assicurare un futuro al nostro mondo. In questo periodo, l’impegno della comunità internazionale ha consentito di assumere importanti decisioni su tematiche complesse, ma su altre – come la lotta al cambiamento climatico – sono emersi arretramenti e contrasti tra paesi e aree geopolitiche.
Una manifestazione che ha l’obiettivo di sensibilizzare il tema, più che mai attuale, della sostenibilità in tutte le sue sfaccettature. Il fine è quello di trasformare la sostenibilità in una prospettiva condivisa da tutto il Paese.

Gli italiani si sono dimostrati più volte attenti a questo tema, da una recente ricerca condotta dalla Fondazione Unipolis, infatti, è risultato che l’85% degli italiani (la percentuale sale a 93 quando si parla di giovani) è a favore di politiche orientate ad uno sviluppo sostenibile e che il 65% (71% tra i giovani) pensa che la protezione dell’ambiente debba essere una priorità per la politica, anche a discapito della crescita economica.

D’altra parte, come reso evidente da numerosi studi, il moltiplicarsi di eventi naturali estremi e di tensioni socio-politiche rendono incerto anche il futuro economico globale, con ripercussioni sull’occupazione e il benessere di milioni di persone. I fenomeni migratori, in netta crescita anche per cause legate al deterioramento delle condizioni ambientali, continuano a provocare la morte di migliaia di persone e mettono a dura prova la collaborazione internazionale e la solidarietà tra gruppi sociali.

E l’Italia? Guarda all’Agenda 2030 come quadro complessivo per disegnare il suo futuro, orientare gli investimenti, costruire nuove opportunità di collaborazione tra le diverse componenti della società?

Per confrontare la posizione delle diverse forze politiche su queste tematiche, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che riunisce oltre 220 tra i più importanti soggetti dell’economia e della società italiana, organizza un incontro pubblico che, a partire dalle proposte contenute nel Rapporto ASviS, dall’analisi dell’impatto della Legge di Bilancio e dagli impegni assunti ufficialmente da gran parte dei partiti e movimenti alla vigilia delle elezioni politiche del 2018, stimoli l’adozione di provvedimenti concreti per accelerare il cammino dell’Italia verso lo sviluppo sostenibile.

Nel corso dell’evento, al quale parteciperanno il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico e il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, verranno illustrati gli indicatori sintetici aggiornati sulla condizione dell’Italia rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Saranno presenti Roberto Fico, Presidente della Camera dei Deputati

Pierluigi Stefanini, Presidente dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile

Enrico Giovannini, Portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile

Francesco Starace, Amministratore Delegato e General Manager di Enel e membro della “multistakholder platform” della Commissione europea sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile

Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri

Modera e anima il dibattito: Marco Tarquinio, Direttore di Avvenire

Interverranno:

Alberto Bagnai, Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato (Lega)

Guido Crosetto, Membro della Camera dei Deputati (FdI)*

Graziano Delrio, Presidente del gruppo parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati

Alessandro Fusacchia, Presidente della componente +Europa-Centro Democratico alla Camera dei Deputati

Mariastella Gelmini, Presidente del gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera dei Deputati

Gianni Girotto, Presidente della Commissione Industria, commercio e turismo del Senato (M5S)

Rossella Muroni, Membro della Camera dei Deputati (LEU)

Pierluigi Stefanini, Presidente dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile

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Il 4º Ferrara Film Festival rivela il line-up dei film in concorso. Prime mondiali, europee e italiane. Il film di apertura ancora Top Secret.

Lara Ferrara
Ferrara, 19 Febbraio 2019

Kevin Bacon, Misha Barton, Daniel Baldwin, Rosario Dawson, Neve Campbell, Danny Trejo, Raoul Bova, Eric Roberts, Pedro Capò, Nancy Spielberg, Giorgio Coriangeli, Valentina Lodovini. Questi alcuni nomi noti tra i protagonisti delle 34 pellicole selezionate al Ferrara Film Festival 2019. L’evento cinematografico di punta della città estense ha svelato la lista completa dei film “in concorso” in un unico annuncio, che include prime mondiali, prime europee e italiane. Il film prestigioso film di apertura, solitamente una premiere americana di altro richiamo commerciale, non è ancora stato svelato dagli organizzatori. Tutti i film sono anteprime assolute non ancora distribuite in Italia e provengono da nove paesi da tutto il mondo: 11 dagli USA, 15 dall’Italia, seguiti da Germania, Portogallo, Sud Africa, Belgio, Israele, Polonia e Austria. Il programma completo di tutti i film, con il calendario, orari ed eventi collaterali, verrà divulgato questo Venerdì 22 Febbraio.

Il festival come di consueto si svolgerà alla fine di Marzo (dal 23 al 31 precisamente) e, giunti ormai alla quarta edizione, mostrerà al proprio pubblico di quanto è cresciuto in soli quattro anni. “Due parole: Bigger & Better – dichiara il Direttore Maximilian Law dal suo ufficio a Los Angeles – con il duro lavoro della nostra squadra, sempre più numerosa, stiamo crescendo senza sosta. Sono veramente onorato del fatto che ogni anno il nostro pubblico praticamente raddoppia, ed è quindi nostro compito essere sempre al pari delle loro aspettative. Più film, e di qualità sempre più alta, una Via Del Cinema in costante espansione, servizi migliori, red carpet più grande… e saremo il primo film festival in Italia con un Talk Show giornaliero dedicato interamente al Cinema. Avremo anche moltissimi ospiti di alto livello, ma li divulgheremo a breve.”

C’è molto da assaporare nel ricchissimo programma dei film, che copre una vastissima gamma di generi e stili, coinvolgendo una serie di temi forti e contemporanei come l’emancipazione e la rivalsa delle donne, la violenza giovanile e lo sfruttamento minorile. Quest’ultimo è portato alla luce soprattutto grazie alla collaborazione tra Ferrara Film Festival e UNICEF Italia, instaurando una categoria speciale denominata “Young UNICEF”. Inoltre, come sempre, tutti i film e i principali eventi saranno accessibili al pubblico sordo grazie alla campagna sociale #FacciamociSentire di Sara Giada Gerini e al servizio di sottotitolazione fornito da FIADDA Emilia Romagna.

Tra gli “highlights” dei film in concorso segnaliamo il thriller “Hope Lost” con un cast di superstar che comprende Michael Madsen, Daniel Baldwin, Denny Trejo e Misha Barton; “The Perception” con Eric Roberts e Nick Bateman; “Sol De Medianoche” con la superstar latina Pedro Capò; poi “Chi Scriverà La Nostra Storia” prodotto da Nancy Spielberg (sorella di Steven); “Find Your Groove” con Kevin Bacon, Whoopi Goldberg e Rosario Dawson; “I Perfezionisti” prodotto da Raoul Bova; “In Principio” con Giorgio Coriangeli e “Uomo” con Valentina Lodovini.

Il line-up completo si può trovare su www.ferrarafilmfestival.com

Uno dei motivi dell’esistenza del Ferrara Film Festival, oltre a stimolare il turismo locale e internazionale nella città estense, è anche quello di supportare le produzioni cinematografiche locali grazie alla categoria “Emilia-Romagna Filmmakers.

Ogni spettacolo al cinema, come di consuetudine, sarà composto da un cortometraggio seguito da un lungometraggio e biglietti saranno già acquistabili in prevendita a partire dalla prossima settimana sul sito ufficiale e nei punti vendita a Ferrara e in tutta Italia del circuito Ticketland 2000. Per aggiornamenti in tempo reale si può seguire il Ferrara Film Festival su Facebook, Twitter o Instagram.

Il programma dei film, per quanto già molto ricco, non è altro che la punta dell’iceberg di un programma che include eventi a tema e di beneficenza, incontri con i professionisti del cinema da tutto il mondo e feste serali, tra cui il consueto party di apertura al Palazzo Roverella, previsto per Sabato 23 Marzo, che lascerà il segno.

L’appuntamento è quindi rinnovato nella Città di Ferrara, patrimonio mondiale dell’UNESCO, partendo quindi dal 23 Marzo, per poi concludere il tour de force con la cerimonia di premiazione dei “Golden Dragon” che si terrà alla Sala Estense, in Piazza Municipale, Domenica 31 Marzo alle ore 18.

Il programma completo dei film e ulteriori info: www.ferrarafilmfestival.com




Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti In visita al reparto dell’SPDC al San Filippo Neri

Un reparto completamente nuovo quello dell’SPDC (Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura) dell’ospedale San Filippo Neri, inaugurato questa mattina dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, l’Assessore Sanità e integrazione Socio-Sanitaria Regione Lazio, Alessio D’Amato e il Direttore Generale della ASL Roma 1 Angelo Tanese.

Un intervento significativo finanziato con 680 mila euro per questo importante ospedale pubblico del quadrante nord di Roma, il nuovo reparto dispone di 821 mq + 40 mq di giardino terapeutico, oltre il doppio del precedente che presentava diverse carenze logistiche e strutturali essendo peraltro uno dei primissimi SPDC di Roma aperto quarant’anni fa.

Il nuovo reparto è integrato con il Pronto Soccorso per una migliore gestione delle emergenze. L’apertura di questo nuovo reparto contribuisce anche ad una migliore integrazione con gli altri servizi territoriali del Dipartimento di Salute Mentale nel costruire risposte a problemi di salute altamente complessi, come il ricovero dei minori, la gestione delle psicosi sintetiche e della patologia peri-partum, con l’eventuale sviluppo di un’Unità Madre-neonato (MBU) al bisogno. È infine uno dei risultati tangibili di un piano di riorganizzazione e sviluppo dei percorsi di salute mentale che la ASL Roma 1 sta portando avanti con una profonda riorganizzazione dei servizi anche attraverso l’ingresso di nuovi operatori – nel 2018 sono stati assunti 13 psichiatri, 12 psicologi, 5 neurospichiatri infantili, 2 tecnici della riabilitazione psichiatrica, 4 assistenti sociali, 29 infermieri – e con la collaborazione della Consulta per la Saluta Mentale.

Tutti gli spazi e gli arredi sono ispirati a criteri di qualità e sicurezza, con un comfort alberghiero eccezionale per la salute mentale in ospedale. Finestre prive di sbarre ma antisfondamento, porte scorrevoli e bagni assistiti, per garantire la massima sicurezza, tutti i 16 posti di degenza hanno bagno in camera ed è stata creata una ampia zona living per le attività comuni. Particolare attenzione è stata posta nella progettazione di questo spazio per la rispondenza ai necessari requisiti di sicurezza approfondendo la scelta delle protezioni e degli arredi fissi in relazione ai rischi per l’incolumità dei pazienti. Massima la cura anche all’estetica perché gioca un ruolo fondamentale nei rapporti sociali, dove bellezza e accoglienza aiutano a recuperare identità e combattere lo stigma.

Ripensato totalmente il modello di cura, a partire dall’assistenza infermieristica che si sviluppa sul modello del nursing modulare, per proseguire con una maggiore personalizzazione dei progetti terapeutici, migliorando il clima complessivo e riducendo gli elementi di violenza, frequenti in un luogo dove si realizzano anche trattamenti contro la volontà del paziente.

Il giardino terapeutico. Il reparto SPDC è stato dotato (in ottemperanza ai requisiti Strutturali e Tecnologici punto 1.2.4.1 del DCA 8/2001 e s.m.i.) di uno spazio esterno dedicato ai pazienti. La progettazione di questo spazio è stata completata con lo studio del verde con l’intento di creare un luogo studiato per originare nei pazienti sensazioni di benessere. Nel giardino si è tenuto conto dei principi della cromoarmonia partendo dal colore del verde delle piante in grado di trasmettere tranquillità ed equilibrio. Sono state utilizzate essenze sempreverdi come schermatura e piante aromatiche che con i loro colori, con il loro profumo attivano i sensi dei pazienti. Tale spazio, così curato per il benessere, sarà in grado di aiutare la permanenza dei pazienti durante le cure specifiche, favorendo la socializzazione. Alcuni pazienti potranno essere coinvolti anche nella cura delle piante stesse.