Imaginarium – la scatola delle meraviglie dei fratelli Forman, in mostra a Trani per l’unica tappa in Italia a Palazzo delle Arti Beltrani sino a settembre

“Ho sempre pensato che il Teatro fosse l’arte più moderna che esiste: l’evento artistico si verifica davanti ai nostri occhi come un miracolo. È un’arte tridimensionale e oggi, massacrati dalla virtualità delle immagini del piccolo schermo, dà emozioni nuove e inedite rispetto al passato”. Vincenzo Cerami Evidentemente il DNA ha importanza nell’arte. Avallare i diritti della genetica con un ventennale percorso teatrale di alto lignaggio è quello che fanno i gemelli Petr e Matěj Forman. Il loro cognome nel mondo dello spettacolo evoca straordinari successi. Nel firmamento del cinema mondiale del
dopoguerra, la stella di Miloš Forman è stata una delle più luminose. Lo straordinario regista ceco di nazionalità americana, scomparso nel 2018, ha donato al mondo alcuni indimenticabili capolavori come “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, “Amadeus”, “Taking Off”, “Larry Flint”, “Man on the moon”, conquistando, in una carriera di trionfali successi, numerosi riconoscimenti tra cui tanti premi Oscar e Golden globe. Miloš Forman è stato anche attore, sceneggiatore e regista teatrale di spicco. Il suo grande lascito artistico ed intellettuale è stato custodito dal mestiere e dall’arte dei figli Petr e Matěj. Regista uno e scenografo l’altro, dal padre devono aver ereditato l’amore per le storie, la capacità di immaginare e fabbricare emozioni e l’Arte. Sono protagonisti dal ’92 di un teatro che è luogo fisico, ma anche immaginifico, uno spettacolo che rende reale l’irreale, intreccio sapiente di animazione, cinema, circo, teatro e cabaret, applaudito in mezza Europa. Il compendio di questo lungo percorso ventennale, creativo e stilistico, è racchiuso nel dedalo della poetica mostra itinerante con stupefacenti scatole delle meraviglie e incredibili macchine teatrali.
Dal 16 luglio al 6 settembre 2019 a Trani, per la prima volta in Italia, Palazzo delle Arti Beltrani avrà il privilegio di ospitare “Imaginarium”, l’iconica mostra-labirinto che celebra, da “Obludárium” a “Dead Town”, la storia e la straordinaria carriera dell’ultimo esempio di artigianato teatrale al mondo, quello dei fratelli Forman e della loro compagnia “Čeští umělci ve spolupráci s Divadlem bratří Formanů”.

Noti al pubblico pugliese per essere stati protagonisti di due edizioni del Festival internazionale Castel dei Mondi di Andria (BT), tornano per farci immergere in questo viaggio onirico nel mondo della fantasia e della poesia, dell’emozione e della bellezza con questa mostra che è una straordinaria installazione interattiva, con ardite soluzioni scenografiche, affascinanti macchine teatrali ed animali fantastici, a cavallo tra gioco e magia. Un’estensione di circa 300 mq, un percorso non lineare, fruibile liberamente da più punti, che non mortifica la grandiosità scenica e il complesso apparato artigianale che ne costituisce il tessuto espositivo. La narrazione della dimensione del sogno è elevata a cifra artistica unica ed irripetibile. L’esposizione esce dai soliti canoni museali, unendo l’abilità ebanistica e l’estro virtuoso nella creazione di giocattoli e burattini, nati dalle mani di quindici maestri della Repubblica Ceca, guidati dalla regia ammaliantedell’“orchestratore” Matej Forman.
In questi venti anni di ricerca, i due grandi eredi di una leggenda del cinema internazionale hanno generato una filosofia, che è la rotta più autentica di IMAGINARIUM: il teatro inteso come sogno e speranza, libertà e curiosa ricerca di un mondo felice, per evadere dai veli bui che adombrano i nostri giorni e dalle nostre paure. La retrospettiva antologica ci prende per mano e ci conduce in una dimensione di pace e dolcezza, che ci restituisce la parte più autentica ed innocente della nostra vita.
Dopo il grande favore ottenuto in Francia, ora questo emozionante allestimento teatrale, che unisce nello stupore bambini e adulti, dai 4 ai 99 anni, è accolto dalla Puglia, unica tappa in Italia, negli spazi ampi e superbi del piano nobiliare di Palazzo delle Arti Beltrani.
L’attesa e prestigiosa mostra-labirinto nel mondo fantastico del “teatro artigianale” dei fratelli Forman sarà visitabile da martedì 16 luglio a venerdì 6 settembre 2019, dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 16:00 alle 21:00. Essa è voluta e sostenuta da Regione Puglia e Teatro Pubblico Pugliese, con i patrocini di Città di Trani, Ambasciata della Repubblica Ceca, Ufficio culturale Centro Studi Ceco, Festival Internazionale Castel dei Mondi, Palazzo delle Arti Beltrani, in collaborazione conAssociazione Delle Arti e l’Associazione culturale MaleArti.




Jean Dubuffet In mostra a Venezia fino al 20 ottobre 2019. Una rassegna, a cura di Sophie Webel e Frédéric Jaeger

di Lara Ferrara

Uno dei più importanti artisti francesi del dopoguerra, Jean Dubuffet, a Venezia…

Jean Dubuffet, noto per la sua “art brut” ed il suo stile semplice, primitivo, le sue immagini sembrano quasi incrostate sulla tela, il suo tratto unico lo ha reso famoso in tutto il mondo. Infatti la superficie della sua tela è spesso costituita da materiali come catrame, ghiaia, scorie, ceneri e sabbia legati con vernice e colla.
Affascinato dall’arte dei bambini e dei pazzi, l’artista crea il termine “arte grezza” (art brut) che riporta in pittura tutta l’energia violenta di quel mondo.

Molte delle opere di Dubuffet sono assemblaggi, il risultato della combinazione di oggetti trovati ed altri elementi creando un risultato tridimensionale integrato, come per Porta con gramigna (1957, Guggenheim Museum, New York), opera che si compone principalmente di frammenti di dipinti, erba e sassi.

L’artista torna oggi protagonista con una considerevole rassegna, a cura di Sophie Webel e Frédéric Jaeger, che intende rendere omaggio e ricordare l’importanza di due celebri mostre che, proprio nella città lagunare, hanno segnato il percorso dell’artista: le esposizioni a Palazzo Grassi nel 1964 e al padiglione francese della Biennale nel 1984, palcoscenici importanti scelti da Dubuffet stesso per presentare in esclusiva i suoi lavori più recenti dell’epoca. La mostra è ospitata tra i saloni ricchi di storia del piano nobile di Palazzo Franchetti, prestigioso palazzo di origine quattrocentesca con affaccio diretto sul Canal Grande ed è organizzata dalla società che ha in gestione la sede espositiva, ACP, con la preziosa collaborazione della Fondazione Dubuffet. Il catalogo è edito da Five Continents Editions.

La mostra a Palazzo Franchetti presenta i tre cicli più importanti dell’opera di Dubuffet: dalla serie Célébration du sol, in cui l’artista approfondisce negli anni Cinquanta le ricerche sugli infiniti effetti della materia e a cui appartengono le Matériologies e le Texturologies, al ciclo L’Hourloupe, il vero «nucleo centrale» della ricerca di Dubuffet, come scrive Daniel Abadie, «che orienta il versante precedente e seguente», sviluppato tra il 1962 al 1974 e presentato per la prima volta proprio nella mostra a Palazzo Grassi nel 1964. Le circa venti opere selezionate per questa sezione rivelano come la normale percezione del mondo sia messa in discussione dalle sollecitazioni visive dei sinuosi grafismi di questa serie, trasformandosi continuamente nello sguardo dello spettatore. È un’arte affollata, ricca di suggestioni, quasi chiassosa, come indica il termine stesso di “Hourloupe” (dal francese entourlouper, turlupinare), creatrice di un universo alternativo in grado di penetrare il reale stesso. A questo ciclo appartengono anche interessanti sculture, come l’opera monumentale collocata nel giardino del Palazzo, affacciati direttamente sul Canal Grande e quindi grande visibilità, a pochi passi dal Ponte dell’Accademia. Concludono il percorso gli anni Ottanta con la serie Mires, ben rappresentata in mostra da circa quindici dipinti che, con colori vibranti e fluide pennellate, fanno cedere i limiti fisici del quadro. Sono questi i lavori scelti da Dubuffet per rappresentare ufficialmente il suo Paese alla Biennale di Venezia del 1984. A completare ed arricchire il percorso espositivo, è proposta una selezione studiata di disegni, gouache e documenti a testimonianza delle mostre del 1964 e 1984, accompagnati da fotografie, lettere ed articoli che non tralasciano le sperimentazioni musicali dell’artista. Nello stesso periodo si dedica alla scultura, ma in modo insolito. Preferisce infatti utilizzare materiali ordinari come la semplice carta e polistirolo leggero, che modella in maniera molto veloce per poi passare facilmente da un lavoro ad un altro, come bozzetti su carta. Il suo ultimo lavoro ,infatti, è composto da dipinti in poliestere di grandi dimensioni e sculture in resina.
Prevale comunque in tutto il suo lavoro una mitigazione della violenza, alleggerita da elementi di vitalità ed umorismo.




“Curare lo Spirito nei luoghi della Cura del Corpo” al Complesso Monumentale Santo Spirito in Sassia

Nella cornice rinascimentale del Complesso Monumentale del Santo Spirito in Sassia a partire dalle ore 18 ci sarà la premiazione dei progetti del bando promosso da ASL Roma 1, Tavolo Interreligioso di Roma e Area Concorsi Ordine degli Architetti di Roma e Provincia

Realizzare uno spazio di meditazione, silenzio e preghiera aperto a tutte le fedi religiose all’interno degli Ospedali San Filippo Neri e Santo Spirito. Questo è l’obiettivo del concorso di idee “Curare lo Spirito nei luoghi della Cura del Corpo”, promosso dalla ASL Roma 1, in partnership con il Tavolo Interreligioso di Roma e con la collaborazione tecnica dell’Area Concorsi dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia, che il prossimo 26 giugno concluderà il suo percorso a partire dalle ore 18 con la premiazione dei vincitori nel Cortile del Commendatore del Complesso Monumentale del Santo Spirito in Sassia.

Il Concorso, rivolto ad architetti e ingegneri dell’Unione Europea con lo scopo di raccogliere proposte innovative per la realizzazione di questo spazio, ha raccolto ben 41 progetti. Tra questi sono stati individuati i due più meritevoli, che verranno comunicati e premiati nel corso della cerimonia, insieme al riconoscimento per altri oggetto di segnalazioni e menzioni speciali. Le tavole progettuali, che verranno esposte nel corso dell’iniziativa, sono state raccolte in un catalogo pubblicato da Gangemi Editore International.

La cerimonia, condotta da Livia Azzariti, vedrà la presenza dei componenti del Comitato d’Onore e del Comitato Scientifico del concorso, e di altri rappresentanti delle istituzioni, delle religioni e della sanità pubblica e privata.

26.06.2019 – Chiostro del Commendatore Borgo Santo Spirito, 3 Roma

ore 18.00 Premiazione vincitori Concorso di Idee

a seguire breve concerto a cura di Progetto Davka e brindisi




L’estate Della Lazio YOUth Card – Al Castello di Santa Severa tre mesi di sport ed eventi

Lara Ferrara

L’estate della LAZIO YOUth CARD, app dedicata ai giovani tra i 14 e i 30 anni che a poco più di 3 mesi dal suo lancio ha già registrato 18.000 iscrizioni, sarà ricca di nuove agevolazioni e convenzioni dedicate soprattutto ai viaggi e al tempo libero. Tutte le novità saranno presentate in occasione di LAZIO DAY AND NIGHT, un evento speciale che si terrà il 15 giugno al Castello di Santa Severa in cui saranno protagonisti lo sport, l’enogastronomia e lo spettacolo dal vivo.

Le attività partiranno dalle 10: grazie alla collaborazione tra Regione Lazio e CONI “Compagni di Sport”, e in compagnia dell’ottima musica di Radio Rock e della diretta di Radio Roma Capitale che trasmetteranno dalla spiaggia, sarà possibile partecipare a un torneo di beach volley, assistere al campionato regionale di salvamento anche con i cani labrador, provare la disciplina del SUP – Stand up Paddle o del surf e i più tradizionali giochi da spiaggia. Nel corso della mattina previsto anche l’incontro con il campione romano di surf Alessandro Marcianò che ha recentemente cavalcato un’onda di diciotto metri a Nazaré, in Portogallo, conquistando il record italiano.

Nel pomeriggio, all’interno del Castello sarà possibile provare a tirare di scherma, utilizzare i simulatori di tiro a segno e canottaggio, tirare con l’arco o sfidare i propri amici ai calci di rigore, al tennis tavolo o a biliardino. Inoltre, per i possessori della LYC, sarà possibile visitare gratuitamente il Museo del Castello di Santa Severa durante tutta la giornata.

Dopo tanto sport non poteva mancare il buon cibo. Dalle 18 nella Piazza delle Barrozze, prenderà il via il “Fried Food Contest”, gara di street food con prodotti tipici locali, in cui si sfideranno cinque giovani chef provenienti dalle province del Lazio. Il contest è aperto ai possessori della LAZIO YOUth CARD che, dopo essersi accreditati nelle postazioni dedicate e aver degustato i cinque fritti, dovranno votare il proprio piatto preferito. Oltre agli chef saranno premiati anche tre tra i votanti estratti a sorte, che potranno scegliere come premio un biglietto Interrail o un voucher per l’acquisto di attrezzature sportive o tecnologiche.

Un’altra area food sarà allestita nella piazza del Fontanile, antistante il Castello. Qui, per tutto il giorno, saranno presenti delle postazioni di street food “Piazza della Fiducia” organizzate dall’Associazione Abili Oltre, un Mercato-Scuola Food itinerante gestito da uno staff di giovani lavoratrici e lavoratori anche con disabilità denominato “Equipaggio della Fiducia”, e delle postazioni per le bevande dell’Associazione Semi di Libertà Onlus finalizzata alla formazione e all’inserimento professionale di lavoratori svantaggiati.

Per concludere il programma una serata in musica. Dalla finale di LAZIOSound, il programma di sostegno ai giovani talenti musicali della Regione Lazio a “Spaghetti Unplugged + Smash Party”.

“Spaghetti Unplugged” è un open mic a cui tutti potranno partecipare, prenotandosi per suonare sul palco a disposizione e far conoscere le proprie canzoni al pubblico. La serata si concluderà con “Smash Party” che avrà come ospiti Il Tre, giovanissimo rapper in grande ascesa, i Seveso Casino Palace e Marco Rissa, chitarrista e fondatore dei Thegiornalisti, per finire con uno speciale dj set a cura di “Smash”, uno dei party più in voga della Capitale.

La LAZIO YOUth CARD fa parte del circuito delle Youth Card Europee che riserva ai giovani tra i 14 ed i 30 anni non compiuti la possibilità di accedere a delle convenzioni in tutta Europa. Attive già più di 1.300 convenzioni con teatri, cinema, musei, esercizi commerciali, palestre in tutto il territorio laziale e la possibilità di scaricare voucher per l’accesso gratuito al cinema e a eventi culturali e sportivi.

Dal 1° luglio l’offerta di agevolazioni si arricchirà ancora di più con l’inserimento di 735 convenzioni turistiche (come 426 alberghi, b&b, ostelli, strutture ricettive, 38 stabilimenti balneari, ristoranti, 8 parchi divertimento) e grazie alle nuove partnership con player nazionali e internazionali come Alitalia, Best-Western, IH Hotels, AVIS-Budget Autonoleggio, ostelli AIG, Eurostars Hotel e molti altri, per un totale di oltre 2000 esercenti partner.

Durante la primavera sono stati distribuiti ai ragazzi oltre 8.000 biglietti gratuiti, iniziativa che proseguirà durante tutta l’estate mettendo a disposizione nuovi biglietti per assistere gratuitamente ai più importanti appuntamenti culturali e di intrattenimento sul territorio:

·oltre 4.000 biglietti per 22 spettacoli programmati dal Teatro dell’Opera di Roma tra cui le recite di Tosca, Aida, Traviata, Un Romano a Marte e i balletti di Tokyo Ballet e Romeo e Giulietta;

·1.500 biglietti per partecipare a tantissimi concerti presso la Cavea dell’Auditorium e la Casa del Jazz tra cui i Maneskin, Gazzelle, Skunk Anansie, Irama, Bowland e Apparat;

·200 biglietti per il 56° trofeo di Nuoto “Settecolli” dal 21 al 23 giugno;

·200 biglietti per FIVB Beach Volleyball World Tour 2019 dal 4 al 9 settembre al Foro Italico.

A seguito del grande successo registrato lo scorso anno, all’interno delle iniziative estive della LAZIO YOUth CARD, in collaborazione con COTRAL e Trenitalia, la Regione Lazio rilancerà la seconda edizione di LAZIO in TOUR. L’iniziativa, unica al livello europeo, è dedicata ai giovani del Lazio tra i 16 e i 18 anni e consente di viaggiare gratuitamente per un mese sui treni e bus regionali dal 1 luglio al 15 settembre.

Infine, per i ragazzi dai 18 ai 30 anni attraverso un contest fotografico saranno assegnati 50 pass Interrail: un’iniziativa per incentivare i giovani a scoprire le bellezze e le culture delle più belle città europee.




Progetto Anthropocene – La straordinaria mostra al Mast di Bologna fino al 22 settembre 2019

di Lara Ferrara

Il progetto “Anthropocene” arriva alla FONDAZIONE MAST [Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia] con una mostra che indaga su l’impatto dell’uomo sul pianeta.
Frutto della collaborazione quadriennale tra il fotografo di fama mondiale Edward Burtynsky e i pluripremiati registi Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier che, combinando arte, cinema, realtà aumentata e ricerca scientifica, documentano i cambiamenti che l’uomo ha impresso sulla terra e testimoniano gli effetti delle attività umane sui processi naturali.

Viene descritto nella presentazione come “un’esplorazione multimediale che documenta l’indelebile impronta umana sulla Terra: dalle barriere frangiflutti edificate sul 60% delle coste cinesi alle ciclopiche macchine costruite in Germania, dalle psichedeliche miniere di potassio nei monti Urali in Russia, alla devastazione della Grande barriera corallina australiana, dalle surreali vasche di evaporazione del litio nel Deserto di Atacama alle cave di marmo di Carrara e ad una delle più grandi discariche del mondo a Dandora, in Kenya”.

Il progetto si basa sulla ricerca del gruppo internazionale di scienziati “Anthropocene Working Group” impegnato nel raccogliere prove del passaggio dall’attuale epoca geologica – l’Olocene, iniziata circa 11.700 anni fa – all’Antropocene (dal greco anthropos, uomo).
Una ricerca volta a dimostrare che gli esseri umani sono diventati la singola forza più determinante sul pianeta, causa delle sue grandi trasformazioni mediante attività come l’agricoltura, l’estrazione mineraria, l’industrializzazione e l’urbanizzazione; e ancora la proliferazione delle dighe e la frequente deviazione dei corsi d’acqua; l’eccesso di CO2 e l’acidificazione degli oceani dovuti al suo cambiamento.

Dalle barriere frangiflutti edificate sul 60% delle coste cinesi alle ciclopiche macchine costruite in Germania, dalle psichedeliche miniere di potassio nei monti Urali in Russia alla devastazione della Grande barriera corallina australiana, dalle surreali vasche di evaporazione del litio nel Deserto di Atacama alle cave di marmo di Carrara e ad una delle più grandi discariche del mondo a Dandora, in Kenya, Anthropocene è un’esplorazione multimediale che documenta l’indelebile impronta umana sulla terra.
Il progetto si basa sulla ricerca del gruppo internazionale di scienziati Anthropocene Working Group impegnato nel raccogliere prove del passaggio dall’attuale epoca geologica – l’Olocene, iniziata circa 11.700 anni fa – all’Antropocene (dal greco anthropos, uomo). La ricerca è volta a dimostrare che gli esseri umani sono diventati la singola forza più determinante sul pianeta.

Parliamo della mostra …

Un’esposizione interattiva che utilizza diversi mezzi espressivi in quattro distinte sezioni. Trentacinque fotografie di grande formato di Edward Burtynsky. Quattro murales ad alta risoluzione, in cui si abbinano tecniche fotografiche e filmiche, che evidenziano il lavoro sinergico dei tre artisti: grazie a brevi estensioni video di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier integrati in queste enormi fotografie, i visitatori possono esaminare nei più minuti dettagli e in modo immersivo la complessità delle incursioni umane sulla Terra attraverso la App AVARA (scaricabile gratuitamente su Apple App Store e Google Play, sul proprio smartphone/tablet o sui tablet messi a disposizione da MAST).

Tredici videoinstallazioni HD curate dai due registi offrono vivide riflessioni sull’Antropocene, sui singoli scenari che lo rappresentano, e favoriscono la comprensione della portata e dell’impatto del fenomeno. Nel percorso espositivo si trovano inoltre tre installazioni di Realtà Aumentata [RA] che ricreano su smartphone e tablet un modello fotorealistico tridimensionale a grandezza naturale di impressionante verosimiglianza, consentendo ai visitatori di tutte le età di “toccare con mano” alcuni degli effetti devastanti causati dal dominio dell’uomo sulla terra come l’estinzione di una specie animale

Il progetto ha debuttato in Canada nel settembre 2018 con il film “Anthropocene: The Human Epoch” proiettato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival e con la mostra allestita in contemporanea all’Art Gallery of Ontario di Toronto (AGO) e alla National Gallery of Canada di Ottawa (NGC) organizzata in partnership con la Fondazione MAST.

Hanno co-curato la mostra: Urs Stahel, che cura sia la PhotoGallery sia la collezione di Fondazione MAST, Sophie Hackett e Andrea Kunard rispettivamente curatrici della Fotografia dell’Art Gallery of Ontario di Toronto e della National Gallery of Canada di Ottawa.
[tratte dalla collezione di Fondazione MAST o provenienti da musei, archivi e raccolte private], che raccontano il settore produttivo, le comunità dei mestieri e l’occupazione in genere.

Informazioni sintetiche sulla mostra:

ANTHROPOCENE
immagini e filmati di: Edward Burtynsky, Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier
a cura di: Sophie Hackett, Andrea Kunard, Urs Stahel
dove: MAST, via Speranza 42, 40123 Bologna

www.anthropocene.mast.org

Foto articolo:
Edward Burtynsky
Uralkali Potash Mine #4, Berezniki, Russia 2017
photo © Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto.




“Far above the moon” – La Galleria SpazioCima celebra Bowie per i 50 anni di Space Oddity con una mostra “spaziale” dal 4 al 21 giugno.

di Lara Ferrara

ROMA – Cinquant’anni fa nasceva la intro di Space Oddity: era il 4 novembre del 1969 usciva il secondo album di David Bowie e proprio in vista di questo anniversario molto importante a Roma, presso la Galleria SpazioCima si terrà una mostra dedicata al Duca Bianco, e sarà disponibile per tutti i visitatori dal 4 al 21 giugno.

David Bowie è stato per tutta la sua vita un incondizionato amante dell’arte. Letteratura, cinema, teatro. Era un esoso e appassionato collezionista. Amava il Tintoretto a tal punto che chiamò la società fondata per gestire i suoi affari “Jones/Tintoretto Entertainment Company”, ma anche Rubens e Willem De Kooning di cui possedeva diversi esemplari. Il suo modus vivendi però non era solo collezionare e contemplare. Tutto per lui era necessario per portare avanti la sua arte, la musica e la sua immagine. Lui l’arte la studiava, la faceva sua e la metteva in pratica su se stesso…

A 50 anni dalla pubblicazione dell’iconico brano di David Bowie “Space Oddity”, la Galleria SpazioCima a Roma, metterà in mostra una collettiva omaggio al Duca Bianco e al suo “volo” nello spazio.
“Far above the moon” comprenderà circa trenta opere e installazioni, di vari formati, incentrati sul rapporto tra il cantante e l’infinito, che in tante occasioni è stato approfondito.

La figura David Bowie è stata esplorata molte volte da artisti e disegnatori, tanto da dare vita all’immagine dell’alieno sbarcato sulla Terra, come nel film “L’uomo che cadde sulla terra”, diretto da Nicolas Roeg nel 1976.

“Sebbene sia lontano più di centomila miglia, mi sento molto tranquillo e penso che la mia astronave sappia dove andare. Dite a mia moglie che la amo tanto, lei lo sa”. Queste parole sono tratte da Space Oddity, pubblicato nel luglio del 1969, parlano proprio di un astronauta che sta per avvicinarsi alla luna. L’astronauta è spaesato ma sereno, di fronte all’immensità dello spazio che ha di fronte. La canzone fu pubblicata sulla scia degli avvenimenti che stavano accadendo in quel periodo: non solo lo sbarco del primo uomo sulla luna, ma anche l’uscita del film “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick.

Questa mostra prende il nome di “Far Above the Moon” ed è un’esposizione di circa trenta istallazioni di diversi artisti, come Barbara Lo Faro, Eugenio Rattà, Daniela Durisotto, Rosalba Ruggero, Antonella Torquat, e tanti altri ancora.
Organizzata da Roberta Cima, la mostra si concentrerà sul rapporto che il cantante britannico aveva con l’infinito.

Non a caso si affronta il tema dello spazio…
Sempre in occasione dei 50 anni del disco inoltre, il prossimo 12 luglio verrà pubblicato un cofanetto che conterrà de vinili dal titolo David Bowie: Space Oddity, in cui sarà inclusa una nuova versione della canzone remixata da Tony Visonti, collaboratore di lunga data dell’artista britannico.

Tra gli artisti presenti con le loro opere e il loro omaggio a David Bowie alla mostra, figurano Eugenio Rattà, Nino Attinà, Chiara Montenero, Cristina Taverna, Cristina Davoli, Valerio Prugnola, Paola Lomuscio, Marco Giacobbe, Mokodu Fall, Giovanni Sechi, Barbara Lo Faro, Adriana Farina, Valentina Lo Faro, Antonella Torquati, Rosalba Ruggero, Gabriella Annik, Tuono Pettinato, Daniela Durisotto.




Si accende sabato 18 maggio 2019 l’undicesima edizione de “Notte dei Musei”

di Lara Ferrara

Per la nuova edizione de “La Notte dei Musei”, sabato 18 maggio 2019, l’arte a Roma resta accesa fino alle 2 di notte.
Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

Per questa manifestazione che si svolge in contemporanea in 30 paesi europei e che giunge alla sua undicesima edizione,
la città di Roma aderisce all’iniziativa aprendo straordinariamente al pubblico in orario serale i Musei Civici (dalle 20.00 alle 02.00), con la possibilità di ammirare le collezioni permanenti e le mostre temporanee, e di assistere a un ricco programma di concerti e spettacoli dal vivo selezionati tramite l’avviso pubblico “Notte dei Musei 2019”.
Saranno eccezionalmente aperti di sera anche alcuni musei statali, università, istituzioni italiane e straniere, e altri spazi espositivi e culturali con proposte di spettacoli, mostre, eventi e iniziative speciali. Un totale di oltre 50 spazi animati per l’occasione da più di 100 eventi e circa 50 mostre, per una grande festa, accessibile a tutti, dedicata all’arte e alla cultura.

CONTEST
Durante la Notte dei Musei, che quest’anno si svolgerà in concomitanza con la sesta edizione di #MuseumWeek, il più importante evento social dedicato ai musei di tutto il mondo, tutti possono condividere la propria esperienza su Facebook e Twitter e partecipare al contest su Instagram tenendo presente il tema della #MuseumWeek “il posto delle donne nella cultura, ieri, oggi e domani”.
Per partecipare basta condividere, fino alla mezzanotte del 19 maggio, una foto scattata durante la manifestazione con indicazione del luogo dove è stata scattata e degli hashtag del concorso #NDMroma19 e #WomenInCulture, menzionando il profilo Instagram @museiincomuneroma.
I tre autori delle foto più votate che avranno ricevuto più like su Instagram alle ore 12.00 di giovedì 23 maggio 2019, saranno premiati con un ingresso gratuito ciascuno per uno dei “Viaggi nell’antica Roma” (Foro di Cesare o Foro di Augusto).

Vi ricordiamo che il programma de La Notte dei Musei 2019 è suscettibile di variazioni ed è gratis con la MIC card.

Informazioni
Luogo Musei in Comune
Orario
Sabato 18 maggio 2019
dalle ore 20.00 alle 2.00 (ultimo ingresso alle ore 01.00)

http://www.museiincomuneroma.it/it/mostra-evento/notte-dei-musei-2019

Biglietto d’ingresso
Ingresso a 1 euro, salvo che non sia diversamente indicato.

Nei Musei Civici accesso completamente gratuito per i possessori della MIC card; la card potrà essere acquistata anche la sera stessa.

Informazioni
Tel. +39 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00)

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Hashtag #NDMroma19
Facebook: @MuseiInComuneRoma
Twitter: @museiincomune
Instagram: @museiincomuneroma

Organizzazione
La Notte dei Musei è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura.




“Ego Marcus Paulo volo et ordino” – A Palazzo Madama di Torino, il prossimo 14 giugno, verrà presentato il testamento di Marco Polo

Lara Ferrara

Il prossimo 14 giugno, verrà presentato il testamento di Marco Polo, che in seguito sarà esposto al pubblico al Museo d’Arte Orientale in occasione della mostra “Marco Polo segreto”.

Un appuntamento di particolare interesse per la speciale attualità di Marco Polo e la sua straordinaria eredità storica come modello di intelligenza diplomatica, promotore del dialogo interculturale e uomo di pace.

Sono stati per la prima volta illustrati al pubblico i risultati dello studio paleografico e dell’edizione diplomatica del testo del Testamento di Marco Polo, a cura del Prof. Attilio Bartoli Langeli.
L’Istituto Confucio di Venezia, operante all’interno dell’Università degli Studi di Ca’ Foscari – Venezia, ha voluto così esprimere il suo plauso per questa iniziativa di grande attualità e di importante valore simbolico anche per la Cina e dare il proprio contributo al Progetto di Scrinium e della Biblioteca Nazionale Marciana, appoggiando con entusiasmo anche la proposta di una futura edizione cinese/inglese dell’opera.

Quindi è stato ufficialmente dichiarato autentico dopo lunghe ed approfondite indagini paleografiche ed interventi di restauro. Il documento appartiene al vasto patrimonio della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia e costituisce oggi l’ultima e rara testimonianza superstite della vicenda di Marco Polo.

La Biblioteca Nazionale Marciana, co-editrice insieme a Scrinium e responsabile scientifica del Progetto Ego Marcus Paulo volo et ordino – I segreti del testamento di Marco Polo, ha avviato e diretto le operazioni di analisi chimico-fisica sull’antico e fragile documento.

A conclusione delle operazioni di analisi materiale, Scrinium ha curato le fasi di rilievo e di ripresa in alta definizione che hanno consentito di ottenere una riproduzione scientificamente perfetta del reperto storico. Un team di studiosi e ricercatori di fama internazionale, selezionati e coordinati dalla curatrice d.ssa Tiziana Plebani, ha prodotto i saggi inediti contenuti nel prezioso ed elegante volume, in edizione bilingue italiano/inglese, che accompagna il facsimile dell’antica pergamena. Per offrire una prospettiva cinese sul tema, l’Istituto Confucio di Venezia ha fornito una preziosa consulenza specialistica che ha portato alla pubblicazione e alla traduzione dal cinese dell’eccellente contributo del Prof. Zhang Xiping. L’opera, proposta in una tiratura mondiale limitata a pochi esemplari numerati e certificati, ha il pregio di offrire la prima edizione diplomatica corretta e completa del testamento, portando così un fondamentale contributo alla conoscenza, all’interpretazione e alla giusta valorizzazione di questo raro ed esclusivo documento storico.




Mostra “Omaggio ad Istanbul, città ponte tra Occidente e Oriente” organizzata dalla Galleria Russo e dall’Ambasciata della Repubblica di Turchia a seguire ricevimento per accogliere la delegazione diplomatica all’Elizabeth Unique Hotel

Mercoledì 15 maggio, dalle ore 18,00 la Galleria Russo, in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica di Turchia, presenta una mostra collettiva dedicata alla città di Istanbul. “Roma è una scelta non casuale – dichiara la curatrice Maria Cecilia Vilches Riopedre – perché l’antica città di Costantino veniva anche chiamata “Nuova Roma” per la sua somiglianza con la grande città dell’Occidente. Non c’è da meravigliarsi che Istanbul e Roma siano pensate come città gemelle. – prosegue la curatrice – Le due città condividono molteplici memorie imperiali e numerose tradizioni religiose, ed entrambe conservano splendori architettonici, eredità culturali e condividono un passato ed un presente elettrizzante, che lascia spesso senza respiro”.

Gli chef dell’Elizabeth Unique Hotel hanno ideato un gustoso menù per accogliere la delegazione diplomatica dell’Ambasciata e tutti i prestigiosi ospiti della mostra, realizzando per loro un elegante light dinner che, dalle 21,00, verrà allestito negli spazi del Bar Bacharach Bistrot e della sua scenografica terrazza nel cuore della Capitale, idealmente unita dall’arte, per una notte, alla sua “gemella” Costantinopoli.




Ottica Romani – Un invito nel cuore della Capitale per uno sguardo sul futuro – La storica Maison Romana, custode di una grande tradizione artigiana nell’ottica

Con un elegante cocktail nella sua sede di Via Flavia 122 a Roma, Ottica Romani presenterà, alla presenza di Jimmy Ghione, volto noto di Striscia la Notizia, in veste di testimonial, il nuovissimo modello di occhiali “TRENDY Hand Free”, che segna un deciso passo in avanti sul fronte della sicurezza nella vita di tutti i giorni. grazie ai suoi importanti contenuti tecnologici che permettono di usare lo smartphone, compagno ormai inseparabile delle nostre giornate, senza correre rischi in tutte le situazioni quotidiane.

Ottica Romani è stata scelta per il lancio e la successiva assistenza di questo innovativo occhiale che racchiude, nell’eleganza della montatura, un concentrato di tecnologia in cui l’unico limite d’utilizzo è la fantasia. La versione base ingloba un sistema che lo connette, via bluethoot, allo smartphone, consentendo di parlare al telefono rimanendo concentrati sulle proprie attività, senza togliere, ad esempio, le mani dal volante dell’auto o dal manubrio della moto o della bici che si sta guidando, continuando tranquillamente a sciare, a fare jogging, a passeggiare o a leggere un libro in giardino. Le evoluzioni di questo modello sono dotate di telecamere in alta definizione che consentono di riprendere e trasmettere live, attraverso le applicazioni del telefono, le immagini che vedono in nostri occhi, rendendo ancora più semplice e coinvolgente la ripresa di attività sportive o consentendo, da remoto, l’ispezione di luoghi non presidiati o la verifica dello stato di salute di persone care ma purtroppo lontane. Altre applicazioni prevedono, tramite appositi sensori, il monitoraggio di funzioni vitali di chi indossa questo gioiello tecnologico e la trasmissione dei dati rilevati a medici di fiducia o a centri preposti all’analisi degli stessi.