Dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna: Mileva Marić e l’importante contributo che diede alle scoperte del marito, Albert Einstein

di Lara Ferrara

Chi era Mileva Einstein-Maric,moglie del famoso fisico Albert Einstein?
Dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna e Mileva Marić (un nome che probabilmente non suona familiare a molti) è una donna alla quale la comunità scientifica mondiale deve molto.
Mileva, infatti, era una fisica serba, e fu proprio durante i suoi studi al prestigioso Politecnico federale di Zurigo (ETH) che incontrò il suo futuro sposo: Albert Einstein.

Mentre quest’ultimo oggi viene ricordato come uno dei più importanti scienziati del ventesimo secolo, su Mileva non c’è mai stata altrettanta attenzione, eppure dallo scambio di lettere tra i due emerge chiaramente che il suo contributo alle teorie di Einstein fu fondamentale.
Lei insieme ad Einstein condivideva una forte passione per la fisica. Entrambi eccellevano nello studio, ma mentre Albert e i suoi colleghi spiccavano nelle esposizioni orali, Mileva era più portata per il lavoro sperimentale in laboratorio. Nelle cinquantaquattro lettere d’amore tra i due amati, scritte tra il 1897 e il 1903, (edite in italiano da Bollati Boringhieri), appare visibile come tra i due ci fosse un’intesa intellettuale particolarmente spiccata, grazie soprattutto al grande desiderio di conoscenza che li accomunava: “Quando ho letto Helmholtz per la prima volta, mi è sembrato così strano che tu non fossi qui accanto a me oggi, e la situazione non migliora. Trovo che il nostro lavoro sia molto benfatto, insieme è più semplice,” diceva Albert in una lettera a Mileva del 1899, lasciando trasparire un’intimità sia sentimentale che mentale.

Molto è stato scritto negli ultimi decenni a sostegno di Mileva Einstein-Maric e spesso con fervente certezza.

È noto che fu la sua prima moglie e che lo accompagnò e lo sostenne intellettualmente ed emotivamente durante i difficili primi anni della sua ascesa da uno studente di fisica all’inizio nel 1896 alla cima della sua professione nel 1914. Poco si sapeva di lei fino a quando fu scoperta nel 1986 la sua corrispondenza con Einstein.

Ne emerge una storia avvincente.
L’affinità di Mileva e Albert non fu circoscritta solo ad una storia romantica che li condusse dai laboratori di fisica all’altare. Mileva, infatti, era una scienziata brillante e il suo apporto alle ricerche del marito non si limitò a un semplice scambio di lettere: era un’interlocutrice essenziale per la riuscita e per lo sviluppo del lavoro di Einstein.

Purtroppo il matrimonio tra Albert e Mileva finì con un divorzio, formalizzato nel 1919, cinque anni dopo che lei lo lasciò a Berlino e se ne andò insieme ai figli, in seguito a un “amorevole” elenco coniugale che lui si era premurato di farle avere. Il marito aveva avuto per diversi anni, tra le altre, una relazione con una cugina, Elsa, che diventerà poi la sua seconda moglie. Nel frattempo, era diventato uno degli scienziati più acclamati di quegli anni e tra le clausole del divorzio, Mileva specificò che se mai lui avesse vinto il Nobel il premio in denaro sarebbe andato a lei. Albert vinse il premio e la sua carriera diventò quella dello scienziato che oggi tutti conosciamo, la vita di Mileva, al contrario, si concluse nell’ombra, nonostante l’importante contributo che diede alle scoperte del marito. Quelle scoperte che di fatto lo portarono a un immenso successo del quale lei non trasse mai nessun profitto, se non il piacere e la soddisfazione di un lavoro così grande portato avanti insieme…

Insomma un’altra grande donna da non dimenticare.




Ouroboros – Il serpente che divora se stesso simbolo del tutto universale

di Lara Ferrara

Ouroboros(detto anche Uroboro, Oroboro, Oroborus, Uroboros, Uroborus, Ourorboros) L’Uroboro ,dal greco οὐροβόρος, dove οὐρά, urà, sta per “coda” e βορός, boròs, sta per “mordace”, aggettivo riferito al serpente) è l’immagine di un serpente che si morde la coda e la inghiotte. Questa diffusissima figura simbolica rappresenta, sotto forma animalesca, l’immagine del cerchio personificante l’ eterno ritorno.
È un simbolo molto antico associato all’alchimia, all’ermetismo e allo gnosticismo, rappresenta la teoria dell’eterno ritorno, la natura ciclica di tutte le cose. È associabile a tutto ciò che può essere rappresentato attraverso un ciclo che, dopo aver raggiunto la propria fine, ricomincia dall’inizio ancora una volta, all’infinito.

Esso sta ad indicare l’esistenza di un nuovo inizio che avviene tempestivamente dopo ogni fine. In simbologia, infatti, il cerchio è anche associato all’immagine del serpente che da sempre cambia pelle e quindi, in un certo senso, ringiovanisce. L’Uroboro rappresenta il circolo, la metafora espressiva di una riproduzione ciclica, come la morte e la rinascita, la fine del mondo e la creazione.

Può essere associato anche al simbolo dello Yin e Yang, che illustra la natura dualistica di tutte le cose e soprattutto gli opposti che si completano a vicenda.

Il serpente, uno dei più vecchi e più diffusi simboli mitologici,le sue caratteristiche hanno molto spesso spinto l’uomo alla sua associazione a temi sovrannaturali e ultraterreni. Per esempio il suo veleno è associato, come le piante e i funghi, al potere di guarire, avvelenare, o donare una coscienza espansa (addirittura l’elisir di lunga vita o d’immortalità): il cambiar pelle lo rende inoltre un simbolo di rinnovamento e rinascita che può condurre all’immortalità.

È stato un simbolo fondamentale presso le popolazioni precolombiane, mediorientali, presso gli egizi, i celti e tante altre, ma forse è meno noto ai più il fatto che fosse un animale sacro anche presso le popolazioni del Nord e Centro America: in questo caso raffigurava e simboleggiava la rinascita. Il serpente perde la propria pelle quando è giunto il momento propizio ed è passionale fino alla morte.

È anche mutevole in base alla situazione, talvolta tranquillo per ipnotizzare l’avversario, altre volte rapido e letale con il suo morso velenoso. Passionalità e voglia di uccidere quindi.

Rappresentato in moltissime culture e nelle più disparate situazioni: per esempio il serpente che avvolge con le sue spire un bastone o un albero indica il potere (bastone) che si afferma attraverso l’evoluzione (serpente) fino a permeare l’intero pianeta.

Nella simbologia alchemica l’Uroburo è l’immagine allegorica di un processo, in sé concluso, che si svolge ripetutamente e che avviene attraverso l’aumento della temperatura, l’evaporazione, il raffreddamento e la condensazione di un liquido, ciclo che serve alla raffinazione delle sostanze. Per questo motivo il serpente, che va a costituire un cerchio, è spesso raffigurato con due creature che collegano la bocca alla coda. La creatura superiore, segno della volatilità, è rappresentata come un drago alato, quella inferiore, senza ali, come espressione del fisso.
L’incesto filosofale (coniunctio oppositorum) dell’Alchimista che realizza il filius philosophorum, l’immortale Androgino, che si identifica nella Pietra Filosofale, la sua nascita associata ai pianeti. Infatti il Rebis non è che il prodotto delle nozze alchemiche tra il Mercurio, la donna, il principio lunare, e lo Zolfo, l’uomo, il principio solare.

“La Materia Prima si estrae da te, tu sei la sua miniera, la si può trovare presso di te e trarla da te, e dopo che ne avrai fatto esperienza aumenterà in te l’amore per essa” (Testamentum o Liber de compositione alchimiae di Morieno, trad. latina del 1144)

Il simbolo del serpente così diffamato, non ha nulla di malvagio, né di Satanico e tanto meno di diabolico, perché è il veicolo portatore di vita all’intero creato ed è “penetratore” in quanto è lui il “Christi Serpentis” che si perpetua in eterno senza principio né fine, attraverso le generazioni e in tutti gli Universi.




Bair Davaa fisico,matematico della Buryazia che attualmente vive ed insegna a New York dove “vede” e cura l’energia degli uomini

Ayana Sambuu,cantante lirica mongola cresciuta in una famiglia di artisti e studiosi.
Ha studiato musica in Italia con il maestro Paolo Montarsolo dimostrando subito un notevole talento come mezzosoprano leggero. Si è esibita nei più importanti teatri della Mongolia e dell’Italia, interpretando opere del repertorio classico da Rossini a Mascagni, da Mozart a Bizet. Vive a Roma da annicon il marito Marco e la figlia Anita. Ha partecipato al programma televisivo “Alle falde del Kilimangiaro” con Licia Colò, come rappresentante dell’arte mongola in Italia. Collabora al sito mongolia.it e in questo spazio incontrerà personaggi significativi per comprendere la realtà della Mongolia.
Intervista per Italia Magazine l’intellettuale,fisico,matematico della Buryazia odierna, Bair Davaa.

Bair Davaa, vive da tre anni a New York e svolge la sua preziosa attività presso il Centro Buddhista, Mongol Energy Healing, con il suo elaborato sistema di massaggi. Infatti, è l’unica persona alla quale è permesso avvicinare, per i trattamenti e massaggi, il Grande Lama Yondon Mani. Suo figlio Ayan, soltanto 7 anni, sempre grazie al sistema educativo del padre, ha giocato molto professionalmente pareggiando una partita di scacchi con il grande campione mondiale Karpov e diventando così una vera piccola star in Burayzia e nella cerchia degli intellettuali moscoviti. Al momento suo figlio si dedica allo sport e si sta preparando ad entrare all’Università.

Caro Bair akh, sono felicissima di avere la possibilità di intervistarla. Per favore, ci racconta un po’ di se stesso e della sua professione e di quelle attività che svolge adesso? Come è cominciata la sua passione per le scienze e come tutto ciò si è trasformato nella sua professione?

*Cara Ayana, forse sarò un po’ spontaneo nelle mie risposte… Non è facile rispondere su alcune cose in modo breve, ma cercherò di fare del mio meglio… Io studiavo in un villaggio a 120 km da Ulan Ude, e comunque partecipai alle tutte olimpiadi di matematica, fisica , biologia , chimica. Vinsi parecchie olimpiadi in matematica , perciò ai tempi sovietici ero premiato con l’invito ad andare in “ Artek”, il miglior centro estivo dell’ Ex Unione Sovietica. Così dopo la scuola riuscii ad entrare con successo all’ Università Statale di Bauman a Mosca, ma dopo due anni mi trasferii a Ulan Ude di nuovo alla facoltà d’economia dell ‘Università di Agricoltura per laurearmi nel 1994 e subito dopo sposarmi. Appena laureato ebbi una figlia che chiamammo Ayana. Tutto questo cominciava a prepararmi per quello che faccio adesso, il mio destino di voler aiutare le persone a guarire. I lama ed alcuni sciamani mi dicevano di diventare uno di loro, altrimenti non ci sarebbe stata la calma e tranquillità nell’ avvenire per generazioni … Io non ci credevo a quello che mi dicevano e quindi facevo quello che ritenevo giusto per me per sviluppando i miei affari che tra l’altro non andavano bene affatto. Inoltre ci fu una grande tragedia, la perdita della nostra amata figlia in un incidente d’auto all’ età di appena un anno e otto mesi. Neanche adesso riesco a calmare il mio profondo dolore … Così dopo poco più di nove mesi abbiamo avuto un figlio, per me lui ora è tutto … L’ abbiamo chiamato Ayan. La tragedia mi ha convinto a mettermi sulla strada per guarire le persone, aiutarle , e piano piano la vita ricominciò ad andare avanti..Ho fatto gli studi con alcuni grandi maestri buddhisti, e siccome pratico da sempre le arti marziali, sento e direi VEDO l’energia delle persone … Inoltre decisi all’ epoca di approfondire il mio sapere sugli studi di TANTRA ovvero lo scorrimento infinito dell’ energia, quindi tutto ciò ha rinforzato la mia sensibilità e capacità di sentire l’energia..

Quindi, che cos’è l’energia per Lei?

*Allora, parliamo un po’ dell’ energia, delle dimensioni dello spazio e del tempo. Da quando pratico le arti marziali , nei momenti migliori ( ovviamente nei miei limiti) del mio stato fisico e mentale ho avuto esperienze incredibili di rottura delle dimensioni e un certo allungamento del tempo. Durante dei combattimenti con un rivale nel momento in cui davo un colpo, facendo un passo verso di lui … lo attraversavo come fosse un burro e nello stesso tempo vedevo i suoi movimenti tremendamente rallentati, in altre parole avviene il fenomeno di allungamento del tempo. Normalmente e consapevolmente questo è impossibile da ripetere. Il fondatore di aikido Morikhei Uesibo possedeva alla perfezione questo tipo di “ arma” e riusciva consapevolmente ad entrare in questo stato e ripetere questo modo di vedere le cose ed agire. In questo senso, direi, almeno un po’ sono riuscito anche io a “ sfiorare appena appena” quel che si chiama spazio dimensionale e tempo… Queste cose fenomenali accadono solo con la perfezione fisica…
Un’altra esperienza con lo spazio dimensionale e il tempo l’ho sentita tramite la meditazione sul vuoto al lago di Baikal… In quei momenti riuscii a vedere una infinita quantità di cose come :” una sabbia dorata” nella nostra dimensione di spazio,( facendo la meditazione a Mosca, per esempio, la “ sabbia dello spazio” che vedo non è “ dorata” , ma vuota, senza energia)… Quindi, in questo modo vedo l’energia..Quindi tutto dipende dove la respiriamo, nei luoghi “ puliti” respirandola sentiamo subito più forza , ci sentiamo una emozione di gioia che è inconfondibile come, per esempio, stando sulle montagne.. Alle persone è dato di sentirla, ma non vederla..Invece, io scoprii queste due vie di conoscere e riconoscere “ l’energia” tramite una continua perfezione fisica e le pratiche spirituali…

Quindi non solo insegnamenti buddhisti , ma anche tanta fisica e matematica ad alto livello?

*Come dicevo prima, studiavo bene sia a scuola che all’università, ero molto appassionato sia della matematica , che della fisica… la curiosità e il grande interesse per queste materie mi hanno permesso di capire o almeno credo, la profondità degli insegnamenti buddhisti …La fisica delle particelle elementari e il buddhismo sono molto vicini fra di loro, perciò qui vorrei dare come esempio una parte di un articolo “ Secondo la fisica moderna tutto si materializza dal vuoto”…Questo VUOTO prese il nome di “ campo quantistico” , “ campo di zero” o “ matrix”. Il vuoto contiene l’energia che si materializza.

La materia consiste in energia concentrata — questa è una scoperta fondamentale della fisica del ventesimo secolo.
Negli atomi non ci sono particelle dure, mentre tutti gli oggetti consistono dagli atomi .Allora perchè gli oggetti sono duri? Se mettessimo un dito contro il muro, il dito non passa, perche?
Tutto questo dipende dalla diversità delle caratteristiche degli atomi e della loro carica elettrica. Ogni tipo di atomo ha il suo tipo di vibrazione, questo definisce le differenze delle qualità degli oggetti fra di loro dal punto di vista della fisica. Se fossimo capaci di regolare le vibrazioni degli atomi del nostro corpo, saremmo anche capaci di attraversare tranquillamente un muro qualsiasi. Purtroppo la vibrazione degli atomi della nostra mano e degli atomi del muro sono molto simili, perciò si crea resistenza fra di loro.

Per qualsiasi tipo di interazione è necessaria la presenza di risonanza vibrazionale?

*Questo è molto facile da capire con un esempio semplicissimo. Puntando la luce di una torcia contro un muro di pietra, la luce sarà , diciamo, bloccata dallo stesso, ma al contrario le onde del telefono cellulare passano tranquillamente attraverso lo stesso muro. Mentre uno legge questo testo, tramite il suo corpo passano grandi quantità di vari tipi di onde: onde provenienti dallo spazio, segnali degli apparecchi radio, di milioni e milioni di telefoni cellulari , radioattività dalla terra, sole, oggetti della casa etc. etc.

Non riuscite di sentire perché a noi è dato solo vedere la luce, sentire solo il suono. Anche se siete in una stanza silenziosa e state seduti con gli occhi chiusi, tramite sole vostra testa passano milioni di voci delle persone che stanno parlando al cellulare, messaggi radio, notizie televisive .Voi non sentite niente solo perché non c’e la risonanza fra gli atomi del vostro corpo e tutta questa inondazione di onde magnetiche . Ma se c’è il minimo di un tipo di risonanza, voi reagite subito .Per esempio, a voi viene di pensare di una persona cara quando quella persona aveva appena pensato di voi .Tutto in questo mondo è sottoposto alle leggi di risonanza. Il mondo consiste in energia ed informazione. Einstein , dopo lunghissima riflessione disse:” Unica realtà esistente in quest’ universo è il campo.” Come le onde del mare sono la creazione del mare, tutto ciò che è materiale ovvero organismi, pianete , stella, galassie , tutto ciò è la creazione del campo.

Allora, viene spontanea la domanda, come si crea la materia da un campo? Quale forza dirige la materia?
Gli studi degli scienziati hanno condotto verso una risposta molto inaspettata. Fondatore della fisica kvantistica Mark Plank durante il suo discorso per il Premio Nobel disse:” Tutto in questo Universo si crea ed esiste grazie alla forza. Dobbiamo supporre, che dietro questa forza sta la consapevole coscienza che effettivamente è la vera matrix di qualsiasi materia“.

La Materia che dirige la coscienza.

Invece alla fine del 20° secolo e all’inizio del 21° nella fisica teorica sono emerse nuove idee che riescono a spiegare le strane qualità delle particelle elementari. Le particelle possono emergere dal vuoto e scomparire all’ improvviso. Quindi gli scienziati presuppongono la possibilità dell’ esistenza delle galassie parallele. Potrebbe essere che le particelle si trasferiscono da una dimensione dell’ universo all’ altra parallela. Queste idee furono sostenute da grandi celebrità come Stephen Hawking, Edward Witten, Juan Maldacena e Leonard Susskind.

Secondo la fisica teorica,l’universo ricorda qualcosa come una matreshka russa, quindi è fatto da grande quantità di rilievi “matreshki”, ognuno dei quali è il mondo parallelo .Quelli che stanno vicini sono molto simili, più lontani sono, meno si assomigliano. Perciò, per entrare da un rilievo in un altro non servono le navi spaziali. Tutte le possibilità esistono già una nell’ altra. Per la prima volta queste idee furono espresse da alcuni scienziati verso metà del 20°secolo, e alla fine del 20° e l’inizio del 21° secolo hanno avuto le loro prove matematiche. Meno male, perché solo qualche centinaio di anni prima per queste teorie sarebbero stati bruciati al rogo e dichiarati fuori di testa.u
Tutto proviene dalla vuoto. Tutto sta nel movimento. Gli oggetti sono solamente una illusione. La materia consiste di energia, e tutto è creato dal pensiero.

Così tutte le scoperte della fisica quantistica non contengono niente di nuovo, tutto ciò già sapevano gli antichi saggi. Per esempio, nelle antiche scritture segrete buddhiste , raggiungibili solo ai pochi eletti, si diceva che non c’era la differenza fra i pensieri e gli oggetti.

“Tutto in questo mondo è riempito dall’energia,
L’ universo reagisce al pensiero,
L’energia segue l’ attenzione.”

Questo era un esempio tratto da un articolo che, in poche parole è difficile fare più breve di così.
Mentre curo le persone, io lavoro con il campo energetico di queste persone, ch’ è una cosa molto interessante . Se la concentrazione raggiunge i massimi livelli, si può leggere la persona nel pensiero, perché si riesce ad entrare nella stessa risonanza di questa persona. Perciò, quando si parla sul vuoto nella filosofia buddhista , si tratta dell’ energia, ma scoprire come lo sapessero già 2500 anni fa’ , è sorprendente!

Ora una domanda sulla storia…I buryati sono sempre mongoli? Che cosa accadde veramente , perché i buryati furono perseguitati ? Perché diventarono parte dell’ Ex Unione Sovietica?

*Ayana, dunque, parlando di buryat di KHORY. Noi siamo buryati- KHUBDUT . In Russia, i buryati sono tra le prime tre popolazioni per il livello di educazione da tanti anni. Negli anni 30 la Repubblica Sovietica Autonoma di Buryat-Mongola( che non c’entra niente con la Mongolia ) fu rinominata nella Repubblica Sovietica Autonoma di Buryazia con la definizione che “ i buryati hanno meritato di essere chiamati solamente i buryati”, così , praticamente, siamo stati strappati dal mondo della Mongolia. Quel passo fu molto forte e decisivo da parte della Russia, ma non da parte degli amministratori governativi dei Buryat-Mongoli, per come la vedo io, non essendo profondamente consapevoli delle conseguenze di questo cambiamento , apparentemente solo nominativo..In più, la cosa più grave fu l’accettazione dell’ alfabeto cirillico per scordare l’eredità preziosa dell’ alfabeto antico tradizionale, quindi il nostro popolo non fu solamente rinominato , ma subì il danno, nello stesso tempo, per essere istantaneamente diventato una popolazione senza conoscenza della lingua russa e il cirillico perciò “classificata “ come “poco istruita”.
Certamente, sento spesso che ,i buryati sono anche loro i discendenti del grande popolo di Ghengiz Khan e così via sulla grandezza del passato del nostro popolo..Io invece credo che il passato è sempre passato, bisogna continuare vivere oggi e creare sempre più grandi possibilità per i nostri bambini. Vorrei che sempre di più la nuova generazione avesse la possibilità di poter studiare nelle università come Harvard o Cambridge , o altre grandi università del mondo, che riescono ad avvicinarsi all’alta tecnologia ed all’industria, così il nostro popolo sarà sempre competitivo sul mercato mondiale contribuendo a sua volta. Per me, questa è l’ unica strada la più reale per il mio paese odierno..che è assai molto più realistica , e soprattutto appartiene al presente…
Va bene, queste sono solamente, alcune delle cose che penso, che ho detto magari in modo un po’ spontaneo!

Che cosa augurerebbe ai nostri lettori italiani?

*La cultura dell’ Roma che conta circa 770 anni prima della nostra era è la più interessante e ricca nel mondo, e ci sono stati i momenti della storia quando la grande Roma ha avuto contatti con i nostri antenati: gli Unni. L’Italia è sempre stato un paese che tiene una posizione alta, e dai tempi dell’ Impero Romano lo stile di vita e il tenore sono stati sempre molto alti. Vorrei augurare ai lettori italiani la felicità come la cosa più importante della vita, sempre e ovunque in qualsiasi momento e in condizione vi troviate!

Grazie di cuore per la sua intervista e per aver aperto gli occhi almeno un po’ su alcuni aspetti della nostra vita è stato veramente interessante!

Ayana Sambuu


in foto Ayana Sambuu

intervista concessa da Mongolia.it

Nelle foto in alto: Bair Davaa col Dalai Lama; con le modelle di Katya Zol a New York




Il Manifesto Interreligioso dei Diritti – Ogni persona ha il diritto di conoscere ed essere reso consapevole del suo percorso di cura

Un manifesto che definisce i diritti e garantisce, oltre alle cure, il rispetto della dignità e il supporto religioso e spirituale per chi si trova nella fase finale della vita in strutture sanitarie. È il Manifesto Interreligioso dei Diritti nei Percorsi di Fine Vita presentato oggi, martedì 5 febbraio, nel Salone del Commendatore del Complesso Monumentale del Santo Spirito a Roma. Un lavoro importante frutto di una particolare sensibilità nei confronti del dialogo interreligioso in ambito sanitario, volto a creare un percorso che porti ad impegni concreti e che si traduce in nove punti: Diritto di disporre del tempo residuo; Diritto al rispetto della propria religione; Diritto a servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale; Diritto alla presenza del Referente religioso o Assistente spirituale; Diritto all’assistenza di un mediatore interculturale; Diritto a ricevere assistenza spirituale anche da parte di Referenti di altre fedi; Diritto al sostegno spirituale e al supporto relazionale per sé e per i propri familiari; Diritto al rispetto delle pratiche pre e post mortem; Diritto al rispetto reciproco. Il documento è un importante punto di arrivo di un percorso pienamente condiviso con le confessioni religiose che rende possibile la trasformazione dei nove diritti sottoscritti in procedure operative.

È particolarmente significativo il fatto che tutte le confessioni religiose sottoscrivano un testo comune in una data che si colloca all’interno della Settimana Mondiale dell’Armonia Interreligiosa promossa dall’Assemblea Generale dell’ONU. Il Gruppo Promotore, costituito da ASL Roma 1, GMC – Università Cattolica del Sacro Cuore e Tavolo Interreligioso di Roma, vuole essere anche un punto di riferimento per realizzare e sostenere nuove iniziative volte a promuovere il percorso quale modello di accoglienza, sostegno e rispetto della fede di tutti replicabile in altre realtà sanitarie.

Oltre al Gruppo Promotore, i firmatari del Manifesto sono: Centro Islamico Culturale d’Italia, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, Hospice Villa Speranza – Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Unione Buddhista Italiana, Unione Comunità Ebraiche Italiane, Unione Induista Italiana, Unione Italiana Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno, Vicariato di Roma, AVO (Associazione Volontari Ospedalieri), CSV Lazio (Centro Servizio per il Volontariato), Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato, un Operatore Socio Sanitario in rappresentanza della categoria.

Presenti alla cerimonia di firma oltre ad Angelo Tanese Direttore ASL Roma 1, Maria Angela Falà, Presidente Tavolo Interreligioso di Roma e Pier Francesco Meneghini, Presidente GMC – Università Cattolica del Sacro Cuore, il Ministro della Salute, Giulia Grillo, l’Assessore Sanità e integrazione Socio-Sanitaria Regione Lazio, Alessio D’Amato, e il Presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli.

I DIRITTI

1. Diritto di disporre del tempo residuo

e del possibile esito, secondo i protocolli terapeutici più aggiornati, affinché possa gestire la propria vita in modo qualitativamente soddisfacente, anche in relazione alla propria spiritualità e fede religiosa.

2. Diritto al rispetto della propria religione

Ogni persona ha il diritto di comunicare la propria fede religiosa alla struttura sanitaria affinché possa essere rispettata, in conformità alla normativa sulla privacy.

3. Diritto a servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale

Ogni persona ha il diritto di usufruire di servizi rispettosi della sua sfera religiosa, spirituale e culturale, compatibilmente con le possibilità organizzative. A tal fine la struttura sanitaria deve promuovere adeguati percorsi informativi e formativi per gli operatori.

4. Diritto alla presenza del Referente religioso o Assistente spirituale

Ogni persona ha diritto di avere accanto il proprio Referente religioso o Assistente spirituale cui sia garantito l’accesso, compatibilmente con l’organizzazione dei servizi sanitari.

5. Diritto all’assistenza di un mediatore interculturale

Ogni persona ha il diritto nel percorso di fine vita di potersi avvalere di un mediatore interculturale o altra persona competente autorizzata, il cui intervento viene favorito dalla struttura sanitaria.

6. Diritto a ricevere assistenza spirituale anche da parte di Referenti di altre fedi

Ogni persona ha il diritto di chiedere, qualora l’Assistente spirituale della propria fede non fosse disponibile, l’assistenza da parte di un Referente di altra fede.

7. Diritto al sostegno spirituale e al supporto relazionale per sé e per i propri familiari

Ogni persona ha il diritto di ricevere all’interno della struttura sanitaria il sostegno spirituale e il supporto relazionale per sé e per i propri familiari.

8. Diritto al rispetto delle pratiche pre e post-mortem

Ogni persona ha diritto al rispetto delle pratiche pre e post mortem previste dalla religione di appartenenza. La struttura sanitaria è tenuta a conoscere tali pratiche, a formare adeguatamente il proprio personale e a creare le condizioni perché queste pratiche possano essere realizzate, in conformità con la normativa vigente.

9. Diritto al rispetto reciproco

Ogni diritto porta come conseguenza il dovere di ognuno di rispettare il credo religioso degli altri, siano essi pazienti, familiari o personale di cura.

I FIRMATARI

1) ASL ROMA1 – Angelo Tanese – Direttore Generale

2) Tavolo Interreligioso di Roma di Roma – Maria Angela Falà – Presidente

3) Tavolo Interreligioso di Roma – Paola Gabbrielli – Presidente Emerito

4) GMC – Università Cattolica del Sacro Cuore – Pier Francesco Meneghini – Presidente

5) Don Carlo Abbate – Assistente Spirituale Hospice Villa Speranza di Roma – Università Cattolica del Sacro Cuore

6) Vicariato di Roma – Mons. Paolo Ricciardi – Vescovo Ausiliare Delegato per la Pastorale della Salute Diocesi di Roma

7) Unione Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno – Stefano Paris – Presidente

8) Diocesi Ortodossa Romena d’Italia – Padre Ilie Ursachi – Consigliere per la Pastorale Sociale e Sanitaria

9) Federazione delle Chiese Evangeliche – Pastore Luca Maria Negro – Presidente

10) Centro Islamico Culturale d’Italia – Abdellah Redouane – Segretario Generale

11) Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai – Alberto Aprea – Presidente

12) Unione Buddhista Italiana – Giorgio Raspa – Presidente

13) Unione Comunità Ebraiche italiane – Noemi Di Segni – Presidente

14) Unione Induista Italiana – Franco Di Maria Jayendranatha – Presidente

15) CSV – Renzo Razzano – Presidente CSV Lazio

16) AVO – Carla Messano – Vice Presidente Federavo e Rappresentante delle Regioni

17) CITTADINANZATTIVA – Antonio Gaudioso – Segretario Generale

18) OSS – Hospice Villa Speranza – Simone Cicuzza




La coscienza dell’universo

di Lara Ferrara

Gli esseri umani e non solo anche il resto dell’universo, sono sostanza e soprattutto spirito. Un “campo di proto-coscienza” potrebbe estendersi in tutto lo spazio. Fondamentalmente, in termini di lamen, l’intero cosmo potrebbe essere autocosciente.

Christof Koch dell’Allen Institute for Brain Science sostiene che gli organismi biologici siano consapevoli perché quando si avvicinano a una nuova situazione, sono in grado di cambiare il loro comportamento al fine di adattarsi ad essa.

“L’unica teoria dominante che abbiamo della coscienza dice che è associata alla complessità – con la capacità di un sistema di agire sul proprio stato e determinare il proprio destino”, sostiene Koch. “La teoria afferma che potrebbe passare a sistemi molto semplici. In linea di principio, alcuni sistemi puramente fisici che non sono biologici o organici possono anche essere consci. ”

Così com’è il panpsichismo,concetto appartenente all’ambito filosofico che ritiene che tutti gli esseri, viventi e apparentemente non viventi, posseggano delle capacità psichiche. Tuttavia, se gli scienziati saranno in grado di dimostrare la loro teoria, si potrebbe scuotere il focus del mondo della scienza.

È subito chiara l’eccezionalità di questa teoria, che non solo segna di sé la prima filosofia greca, ma si radica nelle più antiche riflessioni umane sul senso del mondo. A patto di accettare una continuità fra le prime forme di filosofia e il pensiero mitico-religioso,risulta infatti piuttosto evidente la filiazione del panpsichismo dall’animismo primitivo. Definito come la visione per la quale “nell’insieme il Cosmo è contemporaneamente un organismo reale, vivo e sacro” (Eliade 1973, 75), l’animismo è forse la più diffusa chiave di lettura mitica del tutto,sia in termini spaziali che temporali: come vedremo oltre infatti, i maggiori studi sulla formazione della cultura e della mente presso i popoli primitivi e nei bambini individuano una fasedi animismo originario che caratterizzerebbe entrambi.

L’insieme di questi dati indirizzerebbe allora la domanda sulle origini del panpsichismo verso la sorprendente conclusione che questa dottrina, intesa in senso lato, sia in qualche modo consustanziale all’apparizione della specie umana sulla terra.

Tutta questa teoria è solo nella fase sperimentale.
Cosa senti l’universo è cosciente? Rimani in ascolto…




Oncologia pratica: domani il convegno della ASL Roma 1 Appuntamento nel Complesso Monumentale del Santo Spirito in Sassia con l’undicesima edizione del meeting promosso con il patrocinio dell’Associazione Italiana Oncologia Medica della Regione Lazio.

XI Meeting di Oncologia Pratica

XI Meeting di Oncologia Pratica
Oncologia pratica: domani il convegno della ASL Roma 1 con la presentazione del Servizio Oncofertilità e
delle Linee Guida per la Preservazione della Fertilità

Appuntamento nel Complesso Monumentale del Santo Spirito in Sassia con l’undicesima edizione del meeting promosso con il patrocinio dell’Associazione Italiana Oncologia Medica della Regione Lazio.

Tutto pronto domani per l’undicesima edizione del meeting di Oncologia Pratica e la seconda edizione di “Oncologia donna. Strategie terapeutiche e nuovi orizzonti”, giornata dedicata al tema dei tumori con particolare attenzione al carcinoma mammario, dal trattamento al follow up, sia dal punto di vista medico che infermieristico.

Ad organizzarlo, a partire dalle ore 8.30 nel Complesso Monumentale del Santo Spirito in Sassia, è la ASL Roma 1 – UOSD Centro Oncologico Santo Spirito-Nuovo Regina Margherita – con il patrocinio dell’Associazione Italiana Oncologia Medica, Sezione Regione Lazio, che offrirà la possibilità di approfondire un tema delicato con particolare attenzione alle giovani donne e alla preservazione della fertilità e della gravidanza dopo la chemioterapia.

A tale proposito sarà presentato il Servizio di Oncofertilità e l’Ambulatorio della giovane donna della ASL Roma 1, già attivo nell’azienda sanitaria capitolina. Il servizio nasce per garantire alle donne di età inferiore ai 40 anni la possibilità di preservare la propria fertilità ed è dedicato alle pazienti con patologia oncologica e oncoematologica. Si tratta di un percorso a 360 gradi il cui obiettivo non è solo la gravidanza ma anche la protezione dell’ovaio per ritardare il più possibile l’insorgenza della menopausa e di disturbi, dall’apparato nervoso a quello cardiocircolatorio.

Nel corso della stessa sessione saranno anche illustrate le Linee Guida per la Preservazione della Fertilità nei Pazienti Oncologici, realizzate da AIOM nazionale alla cui estensione la ASL Roma 1, in particolare la dottoressa Valentina Sini, ha collaborato. Si tratta di un documento importante che oltre ad offrire un quadro dal punto di vista legislativo e tecnico sulle modalità di preservazione della fertilità nell’uomo e nella donna, entra nel dettaglio, tra gli altri, su crioconservazione (seme, tessuto ovarico, ovocitaria e dell’embrione), sull’utilizzo di tecniche di PMA dopo il trattamento di neoplasia maligna e sui trattamenti conservativi per tumori ginecologici.




Siamo perpetuamente pervasi da un mare di energie sottili: possiamo diventarne consapevoli ed imparare ad usarle.

di Lara Ferrara

I nostri pensieri e le nostre emozioni sono una forma di energia potente e quando sono in armonia con il campo di energia universale vivente, ci fanno diventare “canali puliti”.
È allora che la forza vitale del cosmo e della Terra fluiscono attraverso di noi dolcemente ed abbondantemente, guidando la nostra evoluzione rivelando in noi nuove prospettive e capacità avanzate come maggiore creatività, percezione extrasensoriale.

Siamo perpetuamente pervasi da un mare di energie sottili: possiamo diventarne consapevoli ed imparare ad usarle. Le antiche culture avevano capito che viviamo in un ampio mare di energia. Avevano capito che stelle e pianeti sono esseri consci che comunicano tra loro. Credevano che gli alberi servissero come antenne, cosicchè le energie sottili e le informazioni presenti in natura potessero fluire dalla Terra alle stelle e pianeti e viceversa da tutti i corpi celesti alla Terra.

Nikola Tesla ( il fisico le cui invenzioni gettarono le fondamenta per il nostro uso moderno di elettricità e di tecnologie wireless, come la corrente alternata, la radio i raggi X, i radar e il telecomando), scoprì che la terra riceve, immagazzina e trasmette energia.

Nel 1899, a Colorado Springs costruì un laboratorio sulla sommità di Pikes Peak, sito considerato sacro dagli Indiani Hopi e Ute. Mentre vi faceva gli esperimenti, intercettò delle onde di bassissima frequenza (ELF) di energia elettromagnetica che venivano naturalmente trasmesse all’interno della cavità tra la superficie della terra della e la ionosfera, 80 km sopra la terra. Scopri anche che all’interno di queste onde ELF, quelle che vibravano a circa 8cicli al secondo (8 Hz), fluivano più fluidamente tra la terra e la ionosfera, con meno resistenza e maggiore ampiezza Tesla credeva che era possibile usare questa frequenza innata di circa 8 Hz, come onda vettore per trasmettere in ogni parte del mondo, informazioni e corrente senza fili.

Tesla era profondamente interessato a preservare le risorse naturali della Terra per le generazioni future. Parlò con veemenza sul bisogno di interrompere l’uso del carburante come fonte energetica. Il suo obiettivo era imbrigliare “l’ingranaggio” della natura , attingendo all’accumulatore rinnovabile e naturale che esiste tra la Terra e la ionosfera. Non gli fu possibile ricevere sufficienti sovvenzioni per completare i progetti che riguardavano le trasmissioni a corrente senza fili, tuttavia la sua idea di una trasmissione di informazioni in wireless (senza fili), portò all’invenzione della radio sia AM che FM.

Tesla affermò anche che durante il tempo che passò al Pikes Peak, registrò onde radio emesse dal cosmo verso la Terra. E ora ci sono Paesi nel mondo che usano le onde radio per analizzare la composizione di stelle e pianeti.

Nel 1952, un fisico di nome Schumann, misurò in modo piu’ specifico la frequenza di risonanza della cavità Terra-ionosfera e trovò che fosse di 7,83 Hz (confermando così i calcoli di Tesla di circa 8 Hz)

La Terra trasmette e ricevere una frequenza energetica misurabile, che circonda tutta la vita su questo pianeta. È stato scoperto che il cervello umano, in un profondo stato di meditazione, abbassa le oscillazioni delle onde cerebrali per armonizzarsi con la frequenza di risonanza della Terra.

Ne consegue che la forza vitale della terra e del cosmo, fluisce attraverso di noi con piu’ abbondanza e fluidità, guidando la nostra evoluzione, permettendoci nuove prospettive e il risveglio in noi di migliori abilità . Queste abilità includono una superiore creatività, una percezione extrasensoriale e la capacità di far accadere incredibile guarigione fisica.

Questo mare universale di energia, chiamato Qi in China e Prana in India, circola attraversando i nostri corpi, interagisce con lo spettro elettromagnetico ed include altre energie piu’ sottili, che la scienza occidentale non ha ancora compreso.
È un concetto fondamentale della agopuntura, in cui si usano aghi sottili per promuovere il flusso di energia vitale attraverso i meridiani del corpo. E’ la forza interiore che progrediti artisti delle arti marziali coltivano e dirigono verso l’esterno
Gli Hopi del Sud-Ovest americano, usano il termine Kachina per descrivere il mondo delle energie sottili. Fanno rituali e cerimonie per interagire con Kachina per poter attrarre la pioggia e far crescere i loro raccolti e ricevere guarigione ed altri benefici.
I Dogon dell’Africa chiamano Bayuali, il canale attraverso cui la Terra proietta energie attraverso di noi. Chiamano Yenu, il canale attraverso cui riceviamo energie dal cosmo. Dogon credono che sia nostra responsabilità come umani diventare canali puliti per facilitare il flusso di energie cosmiche piuttosto che interferire od ostruirle.
Sebbene la medicina occidentale limiti la sua attenzione alle energie elettromagnetiche, riconosce tuttavia che il corpo umano funziona come un’antenna a due direzioni
I medici usano dei mezzi come l’ECG (elettrocardiogramma) e l’EEG (elettroencefalogramma) per determinare se un paziente è ancora vivo, misurando l’energia elettrica che vien trasmessa da dentro il corpo di un dato paziente. Comprendono che i nostri corpi ricevono informazioni da campi elettromagnetici che sono nel nostro ambiente, per regolare ritmi circadiani, come i cicli di sonno-veglia
Studi scientifici indicano che la colonna vertebrale (che contiene fluido cerebrospinale che è conduttivo) agisce come una antenna naturale e che il DNA serve come una antenna frattale , capace di operare a varie frequenze diverse e simultaneamente

Il corpo sottile, o corpo eterico, è dunque energia che va oltre la materia, lo si può definire come l’altra faccia della materia, perché Materia e Energia, ci insegna la fisica quantistica, sono due facce della stessa medaglia.

La scienza ha ormai dimostrato che tutta la materia fisica è formata da un Etere di energia invisibile.

D’altronde come diceva Deepak Chopra; “Viviamo come onde di energia nel vasto oceano dell’energia”.




Masaru Emoto – Come le vibrazioni del suono trasformano la memoria dell’acqua

di Lara Ferrara

Lo scienziato giapponese Masaru Emoto è stato uno dei più importanti ricercatori dell’acqua che il mondo abbia mai conosciuto.
Per oltre 20 anni ,fino alla sua morte nel 2014, ha studiato come la struttura molecolare dell’acqua si trasformi quando viene esposta a parole, pensieri, suoni e intenzioni umane.

Emoto ha messo a punto una tecnica che ha consentito di scoprire e di ammirare i molteplici segni del linguaggio figurativo con cui l’acqua risponde agli stimoli esterni.
Attraverso tale tecnica è possibile fotografare i cristalli ottenuti dal congelamento di acqua sottoposta alle vibrazioni non solo di parole o brani musicali, ma anche di pensieri e stati d’animo. L’acqua è infatti in grado di registrare la vibrazione di una energia estremamente sottile, definita nella cultura giapponese Hado. I risultati degli esperimenti di Masaru Emoto dimostrano che i cristalli dell’acqua modificano la propria struttura in relazione dei messaggi che ricevono. L’acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri positivi forma dei cristalli bellissimi simili a quelli della neve, l’acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri negativi reagisce creando strutture amorfe e prive di armonia.

Lo ha fatto attraverso la tecnologia della risonanza magnetica e le fotografie ad alta velocità scoprendo così che l’acqua ha una vera e propria Coscienza Vivente.

Che dire degli esseri umani che sono fatti principalmente di acqua?

La Terra è coperta per il 70% della sua superficie di acqua, la stessa proporzione presente in un corpo umano. La neve, che cade sulla terra da milioni di anni, contiene cristalli simili tra loro ma diversi uno dall’altro.
Ogni cristallo porta in sé un’informazione. Più precisamente, la geometria del cristallo è l’informazione
stessa che si cristallizza. L’acqua, attraverso la creazione e la contemplazione dei suoi cristalli, rende possibile un dialogo con l’uomo elevando la sua consapevolezza.

Sicuramente, la vita è ovunque, nel mondo organico e non… Anche in un sasso che troviamo per strada.




Oggi si celebra la giornata internazionale delle persone con disabilità

di Lara Ferrara

Oggi si celebra la giornata internazionale delle persone con disabilità giornata che offre l’occasione per fare il punto delle attività e del forte impegno del governo in questo settore, a favore delle persone che sono in una situazione di particolare fragilità.

Avere accesso all’istruzione, alla salute, ai trasporti, al mondo del lavoro, partecipare alla vita sociale, muoversi senza ostacoli, avere una vita il più possibile indipendente. Questi sono i sacrosanti diritti delle persone con disabilità spesso ancora disattesi, nonostante siano sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite del 2006, ratificata dal nostro Paese nel 2009.

L’intenzione è di sensibilizzare e promuovere i diritti e il benessere delle persone disabili, così da garantire un rapido cammino verso lo sviluppo inclusivo e sostenibile, attraverso l’eliminazione della disparità di genere, il potenziamento dei servizi educativi e sanitari e l’inclusione sociale, economica e politica di ogni cittadino: questo lo scopo della giornata internazionale delle persone con disabilità (3 dicembre), proclamata dall’Onu nel 1981 allo scopo di promuovere i diritti e il benessere dei disabili.

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Questa giornata è l’occasione per accendere un faro sui troppi ostacoli che impediscono una piena inclusione nella società è la giornata internazionale delle persone con disabilità, che ricorre il 3 dicembre, indetta dall’assemblea dell’ONU nel 1992 proprio per promuovere i diritti e il benessere delle persone con disabilità in ogni aspetto della vita. Il tema scelto quest’anno è il coinvolgimento delle persone con disabilità nell’ottica di garantire l’inclusione e l’uguaglianza, come parte dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che ha l’obiettivo di «non lasciare nessuno indietro». In occasione della giornata, il segretario generale delle Nazioni Unite presenterà il rapporto «Disabilità e sviluppo: la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile da, per e con le persone con disabilità», che fa il punto sulle disparità ancora esistenti ma anche sui progressi compiuti e le buone pratiche attuate nelle diverse zone del mondo.
Parlando della situazione italiana, secondo l’Istat, nel nostro Paese sono circa 4 milioni e mezzo le persone con disabilità. Di queste, 2 milioni e 600 mila hanno un’età superiore a 65 anni, una persona su tre vive da sola, quindi con maggior rischio di vulnerabilità in quanto non può contare sull’aiuto di un familiare. Sono «dati molto preoccupanti», secondo gli esperti dell’Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, che opera all’interno di Vihtali, spin off dell’Università Cattolica a Roma. Il problema più grave è la perdita di autonomia: tra le persone con più di 75 anni, una su cinque ha gravi difficoltà in almeno un’attività quotidiana, una persona ultracinquantenne su dieci non è autonoma nell’uso del telefono, nel prendere le medicine o nel gestire le proprie risorse economiche. Oltre una persona su quattro non è in grado di prepararsi i pasti, fare la spesa o svolgere le attività domestiche. Quasi un persona su quattro ha gravi problemi di mobilità, non riesce a camminare o a salire le scale, il 5,3 per cento non riesce a sentire e il 6,6 per cento non vede.

Quello che serve è un cambiamento culturale; «Nel nostro Paese siamo ancora lontani da una cultura della disabilità che sia inclusiva in tutti gli ambiti della vita, è la società stessa che ci rende disabili, non lo siamo noi – sottolinea Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle Persone sordocieche della Lega del Filo d’Oro -. Tutto può essere normale e auspico un giorno che ovunque, nelle case, negli edifici, per le strade, in Tv e sui giornali, siano già inclusi e previsti gli ausili e gli accorgimenti che garantiscono la piena fruibilità e accessibilità anche alle persone con disabilità fisiche e sensoriali. Nessuno oggi entrando in una casa, si chiede se c’è l’acqua o la corrente elettrica, lo diamo tutti per scontato. Vorrei che questo avvenisse anche per le rampe di accesso agli edifici, per i segnali sonori agli attraversamenti per strada e per la lingua dei segni nei programmi tv, così da diventare una cosa del tutto normale».




Riprogrammazione cellulare: l’enzima che trasforma le cellule della cute in neuroni

Individuato, da uno studio di Università degli Studi di Milano e IEO Istituto Europeo di Oncologia, l’enzima che permette il “cambio di identità” delle cellule, trasformando i fibroblasti (cellule della cute) in neuroni. Il processo con cui si definisce l’identità cellulare, grazie al quale cioè le cellule acquisiscono la loro forma e funzione, è un tema di basilare importanza in biologia ma anche il focus centrale della medicina rigenerativa, che punta a rimpiazzare i tessuti malati partendo da altre cellule dello stesso paziente.

Condotto dal gruppo di ricerca guidato da Giuseppe Testa, professore di Biologia Molecolare all’Università Statale di Milano e direttore del Laboratorio di Epigenetica delle Cellule Staminali dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano – individua l’enzima chiave che permette il “cambio di identità” delle cellule, trasformando i fibroblasti (cellule della cute) in neuroni.

La ricerca segna un passo avanti fondamentale anche nella conoscenza della genesi della distonia, grazie al processo con cui si definisce l’identità cellulare, grazie al quale cioè le cellule acquisiscono la loro forma e funzione è non solo un tema di basilare importanza in biologia ma anche il focus centrale della medicina rigenerativa.

Negli ultimi 15 anni, numerose scoperte in questo campo hanno cambiato il paradigma di riferimento. Oggi sappiamo che basta orchestrare l’attività di pochi geni, chiamati fattori di trascrizione, che agiscono a loro volta come interruttori sul coordinamento di molti altri geni, per riportare ad esempio una cellula della cute allo stadio staminale embrionale oppure convertirla direttamente in neurone.

Proprio quest’ultima applicazione, descritta per la prima volta nel 2010, ha aperto la possibilità di riprogrammare (o più precisamente transdifferenziare) i fibroblasti, le cellule di supporto della pelle, in neuroni, funzionali e comparabili a quelli in vivo, il tutto in appena due settimane e senza neanche passare dallo stadio di staminale.

Il meccanismo che presiede questo radicale cambio di identità è rimasto fino ad oggi ignoto: pur conoscendo i fattori necessari a innescare il processo, non si conosceva il modo con cui questo potesse poi effettivamente dipanarsi così da trasformare appunto una cellula della pelle in un neurone maturo.

Durante il transdifferenziamento è infatti necessario un massiccio rimodellamento epigenetico, in quanto fibroblasti e neuroni, derivando originariamente da strati differenti dell’embrione, mantengono configurazioni della cromatina completamente diverse.

Il Laboratorio del professor Giuseppe Testa ha ora identificato questo meccanismo, scoprendo l’enzima della cromatina che partecipa a questa trasformazione cellulare. Si tratta di KMT2B, un enzima noto da tempo, ma che non era mai stato associato prima a questo processo e che ha il ruolo di modificare le proteine della cromatina attorno a cui il DNA è avvolto come in un gomitolo, contribuendo così all’attivazione dei geni.

Nell’articolo pubblicato, la dottoressa Giulia Barbagiovanni e il professor Testa, insieme al gruppo di ricerca, dimostrano infatti che, in assenza di KMT2B, i fibroblasti non riescono a generare neuroni maturi e divengono invece principalmente cellule muscolari. KMT2B è dunque fondamentale tanto per permettere la conversione di identità epigenetica quanto per incanalarla verso la linea neuronale invece che in quella muscolare.

Passo avanti anche nella conoscenza della genesi della distonia

Oltre ad ampliare le nostre conoscenze sul processo di transdifferenziamento e di specificazione neuronale, lo studio della attività di KMT2B durante il processo di riprogrammazione ha consentito ai ricercatori di evidenziarne caratteristiche di particolare interesse per un’applicazione orientata al paziente.

Da circa un anno si sa, infatti, che mutazioni in KMT2B sono alla base della distonia, una patologia a carico del sistema nervoso caratterizzata da gravi disturbi motori. I ricercatori hanno quindi voluto verificare se i geni controllati da KMT2B durante il processo di riprogrammazione potessero essere a loro volta implicati nell’eziologia di questa malattia: attraverso l’analisi delle sequenze genomiche di centinaia di pazienti con distonia, sono stati scoperti tre geni bersaglio di KMT2B, le cui mutazioni li rendono candidati molto promettenti come nuove varianti geniche causanti la distonia e aprendo così la validazione epidemiologica per successivi studi sulla malattia.

Contatti
Giuseppe Testa
DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA ED EMATO-ONCOLOGIA
giuseppe.testa@unimi.it