Consoli, Gazzè, Fabi, alcuni dei protagonisti di un “Concerto senza Impegno”

11 settembre sul palco di Villa Ada Roma Incontra in Mondo (organizzato da Viteculture e Arci Roma), come ultimo appuntamento della stagione 2016, saliranno tutti insieme sul palco del laghetto più amato della capitale (a partire dalle 19.30) Carmen Consoli, Max Gazzè, Niccolò Fabi, Daniele Silvestri, Bandabardò, Fabrizio Moro, Marina Rei, The Niro, The Bastard Sons of Dioniso, L’Orage, Diodato per Concerto Senza Impegno: una vera e propria festa all’insegna della musica italiana d’autore degli ultimi 30 anni.

 

Un concerto per festeggiare la grande musica italiana dagli anni Novanta a oggi, nata da un’idea del compositore e produttore artistico Roberto “Lobbe” Procaccini, Enrico “Erriquez” Greppi, leader di Bandabardò, e il fonico Matteo Spinazzè con la collaborazione di OTR Live e Viteculture.

Un Concerto Senza Impegno per portare tutti insieme sul palco quei cantautori che hanno radicalmente cambiato la musica italiana degli ultimi 3 decenni, omaggiando chi ha contribuito a rendere questa rivoluzione possibile negli anni e regalando al pubblico di Roma – dove molti dei protagonisti hanno visto i loro natali artistici – un concerto mai visto prima.

 

Tra brani cult e pezzi indimenticabili della nostra storia musicale, insieme agli ultimi grandi successi degli artisti protagonisti, sul palco di Villa Ada si alterneranno Carmen Consoli, Max Gazzè, Niccolò Fabi, Daniele Silvestri, Fabrizio Moro, Bandabardò, Marina Rei, The Niro, The Bastard Sons of Dioniso, L’Orage, Diodato, accompagnati da Bandabardò, band resident per una no stop di quasi 5 ore, alla quale potrebbero ancora aggiungersi ospiti a sorpresa.

Concerto Senza Impegno: inizio 19.30. Prevendite: www.booking.viteculture.com – 20 euro +dp

Info: www.villaada.org



Il noise strepitoso di Lightning Bolt e Zu sull’isola che c’è

Ieri sera il palco due protagonisti d’eccezione, che insieme hanno rotto le barriere della musica canonica, e dato uno scossone sonoro alla lineup del festival estivo Villa Ada Incontra Il Mondo.

Gli Zu arrivano, come sempre, come un fulmine a ciel sereno. Ad aspettarli c’è chi come me ha già idea della potenza del loro sound – e per questo freme già da subito – ma ne rimane folgorato ogni volta come se fosse sempre la prima. La  noise band di Ostia, formatasi nel 1997 dalle ceneri dei Gronge, band degli anni Ottanta che dagli anni Ottanta ha ereditato ben poco, se non la lungimiranza, subisce alcuni cambi di batteria nel tempo, con musicisti di fama internazionale, mentre vede fissi Luca Mai al Sax baritono e Massimo Pupillo al basso. Molte le collaborazioni con artisti come Mike Patton, The Melvins, Dälek, Jim O ‘Rourke, NoMeansNo, Peter Brötzmann, Eugene S. Robinson, Steve MacKay, The Ex, Thurston Moore. Fino ad oggi il gruppo ha inciso 14 album, inclusi due live e tre split, e suonato in festival in Europa, America, Asia ed Africa.

Il trio sale sul palco e ci inonda con il loro consueto impatto sonoro unito alle atmosfere cupe e alle dissonanze tonali create dal Sax. Quello che all’apparenza potrebbe sembrare un suono indecifrabile, che non segue un filo logico, è in realtà una coordinazione incredibile di questi tre strumenti che pare che si inseguano, si lascino violentemente, si ricongiungano in momenti di pace, e poi tornino a fare la guerra.

Gli Zu depongono le armi lasciandoci frastornati come di consueto, per lasciare il posto ad un’altra noise band, il duo di Rhode Island, i Lighning Bolt, ovvero il batterista Brian Chippendale e il bassista Brian Gibson. Se con gli Zu pensavamo di aver toccato il culmine dell’impatto sonoro, ancora non sapevamo cosa i Lightning Bolt avevano da offrirci. Non a caso le loro performances vengono chiamate guerrilla gigs. Il loro sound è caratterizzato dalla distorsione del basso, accordato come un violoncello, e dalle percussioni frenetiche, unite a liriche molto spesso incomprensibili, provenienti da un microfono che Brian Chippendale tiene attaccato alla bocca tramite una maschera colorata che gli copre il volto durante le sessioni live. Il risultato è qualcosa di incredibile, una scarica di energia coinvolgente, che ti fa sudare da fermo. Sempre che sia possibile rimanere fermi. “Fantasy Impero” è il loro sesto album e nei brani che eseguono ritroviamo il ritmo e la potenza che da sempre caratterizza la band.

Tutto in questa band è disorientante. A partire dall’ aspetto di  Brian Gibson, che sembra il ragazzo della porta accanto, tranquillo, pacato, ma in grado di creare un livello di loudness difficile da immaginare per un solo strumento. Per arrivare, dall’altro lato, alla figura di Brian Chippendale, brutale sulla batteria, quasi animalesco, che lascia interdetti quando più volte durante il concerto è costretto a togliersi la maschera per riacquistare fiato e ci mostra un viso tutt’ altro che grottesco, ma anzi cordiale e divertito.

Insomma, questo appuntamento a Villa Ada è quasi come un viaggio dentro una lavatrice. Se ne esce strizzati, un po’ disorientati, ma con la sensazione che tutto sia al suo posto, e la consapevolezza che tutto quel vorticare abbia un suo ordine ben preciso, una sua armonia, una storia interessante da raccontare. Basta solo saper leggere.

di Giorgia Atzeni




Arisa live a Villa Ada con Voce d’Estate Tour

A Villa Ada Roma Incontra il Mondo anche il talento straordinario di Arisa, con il Voce d’Estate Tour. Ad accompagnarla sul palco Giuseppe Barbera al pianoforte, Naif al basso e cori, Giulio Proietti alla batteria, Alessio Graziani alle tastiere e special guest Andrea D’Alessio. La sua voce intensa continua ad emozionare e ad ottenere consensi, dopo la pubblicazione di quattro album in studio, uno dal vivo, un EP e 14 singoli ufficiali e promozionali, la FIMI certifica le sue vendite per oltre 375.000 copie con nove dischi di platino e due dischi d’oro. Arisa esordì nel 2009 al Festival di Sanremo, che vinse con il brano “Sincerità”. Ottenne la vittoria anche nel 2010 nella categoria “Artisti” con il brano “Malamorenò”. Nel 2012 si classificò seconda con il brano “La notte”, vincitore di un Sanremo Hit Award come singolo sanremese più venduto di quell’edizione, nel 2014 con “Controvento”, vincitore della categoria Big, e sempre nella categoria “Campioni” quest’anno.

 

Foto di Andrea Cavallini




Dub FX trasforma “l’isola che c’è” in una Dance Hall

Di Stefano D’Offizi

Dub Fx, conosciuto anche con il suo vero nome Benjamin Stanford, classe 1983 proveniente dall’Australia ed impiantato all’età di appena 19 anni in Europa. Ecco le generalità di quello che ad oggi viene considerato da molti un genio della composizione elettronica Dub. Ieri, di fronte ad un numeroso e calorosissimo pubblico, si è esibito sul palco forse più affascinante dei festival estivi Romani: Villa Ada – Roma incontra il Mondo. Lo stile inconfondibile del Musicista Australiano ha radunato sotto il palco di Villa Ada i propri sostenitori che tra brani vecchi e nuovi hanno accompagnato l’artista per tutta la serata, trasformando l’area del laghetto in una immensa dance hall a cielo aperto. Le innegabili influenze Reggae contaminate dalla potenza dell’elettronica Dub Step, fuse tra loro dalla maestria nell’uso dell’elettronica di questo musicista non-solo-dub, con l’aggiunta di un pizzico di funky dal sapore fresco che presumibilmente ritroveremo nel prossimo disco in uscita (si vocifera entro fine mese). Rimanete dunque sintonizzati, anche perché sarà Mr. Stanford stesso ad annunciare l’imminente uscita, grazie ai propri canali social e web. Intanto ci siamo goduti lo spettacolo!

Foto di Serena De Angelis

 




Il Folk-rock romano dell’ “Orchestraccia” accende Villa Ada

L’Orchestraccia” accende con il suo folk-rock romano l’atmosfera di Villa Ada con il nuovo attesissimo album “Canzonacce”, 15 tracce in cui la tradizione si miscela e fonde con sonorità e canzoni nuove.

Un gruppo che si definisce “itinerante di folk-punk-rock”,  dove c’è sempre posto per autori, fini musicisti, buskers, attori e amici di passaggio. Infatti oltre a Marco Conidi (cantautore,attore), Edoardo Pesce (attore), Luca Angeletti (attore e sceneggiatore),  Giorgio Caputo (attore, regista, sceneggiatore)  Gianfranco Mauto, Salvatore Romano, Fabrizio Lo Cicero in questo album, come nel precedente, l’ Orchestraccia ospita amici che recitano e cantano. In “Canzonacce” troviamo Francesco Montanari in “Sole a mezzanotte”, Lele Propizio in “Nun ce vojo stà”e Stefano Fresi nel “Barcarolo romano”.

Questo gruppo nasce nel 2013 un po’per gioco, ma ha le idee chiare fin dall’inizio, prefiggendosi di portare avanti la tradizione folkloristica romana (dagli stornellatori a Gabriella Ferri) attraverso però sonorità derivate della cultura gitana e di tanta musica popolare del mondo. L’Orchestraccia prende vita grazie all’idea e alla voglia di attori e cantanti di unire esperienze e confrontarle, cercando una forma innovativa di spettacolo, che comprenda musica e teatro. Parte dunque dal folk degli autori romani tra Ottocento e Novecento per riscoprire, in una lettura attuale, tutte quelle canzoni e poesie patrimonio della cultura italiana e perle della tradizione romana.  Ma L’”Orchestraccia” non fa solo rivivere la tradizione perché partendo proprio da questa ha proseguito con la creazione di inediti, in un mix di teatro canzone di grande impatto.

I loro sono ogni volta qualcosa di più di semplici concerti di musica folk, l’esperienza nel mondo dello spettacolo infatti ha di certo influito nelle performance della band sui palcoscenici. E il legame con il mondo da cui provengono alcuni dei componenti del gruppo è forte. Il grande pubblico italiano ha avuto modo di conoscerli attraverso il piccolo schermo in più occasioni: nel 2012 l’Orchestraccia debutta in tv in una puntata di “The Show Must go off” su La 7, nel 2014 la vediamo sul palco del concertone del Primo Maggio a  Roma, trasmesso da Rai3. Il gruppo romano appare anche in una puntata de “I Cesaroni 6”, dove Edoardo Pesce nella fiction ha il ruolo del fratello ritrovato accanto a Claudio Amendola e Antonello Fassari.

di Caterina Ferruzzi




Bandabardò, la band toscana live a Villa Ada

Con lo stile pop ed ironico dei TomArmati & i Disarmati per una nuova tappa del fortunato “Faccio Cose Vedo Gente” tour si apre il concerto dei Bandabardò a Villa Ada.

Poi è la band toscana a far ballare e cantare il pubblico, nel segno del rock, del folk e della canzone. E’ Erriquez, al secolo Enrico Greppi, la voce e leader del gruppo, alle chitarre Alessandro “Finaz” Finazzo, Alessandro “Nuto” Nutini alla batteria, Marco “Donbachi” Bachi al basso, Andrea “Orla” Orlandini alle chitarre, Ramon Caraballo percussioni e tromba e Federico “Pacio” Pacini alle tastiere. Durante il concerto la band ripercorre tutti i brani più dignificativi della loro lunga storia musicale.

Tra questa una canzone realizzata in collaborazione con Legambiente per promuovere e valorizzare la raccolta differenziata e il riciclo dei materiali. Era il 1998 quando la Bandabardò pubblicava Lo sciopero del sole, canzone – filastrocca profetica in cui il sole, indignato e stanco perchè l’aria si è fatta ormai irrespirabile, lascia tutti e va via.

In finale “Beppeanna”, uno dei loro brani più famosi in conclusione della loro esibizione live.

Foto di Andrea Rossi




A Villa Ada Tre Allegri Ragazzi Morti presentano “Inumani”

Ieri 28 luglio, a Villa Ada, è stata la serata della band Tre Allegri Ragazzi Morti che ha presentato al pubblico l’ultimo album Inumani, terzo episodio della trilogia iniziata nel 2010 con “Primitivi del Futuro” e proseguita nel 2012 con “Nel giardino dei Fantasmi”.

Il trio pordenonese che da più di vent’anni calca mascherato le scene musicali arriva sul palco de L’Isola che c’è preceduto in apertura dalla band romana dei KuTso, solari ed irriverenti con il loro alternative Rock fatto di testi segnati da forti dosi di simpatico disfattismo e smielato sarcasmo. Anche se non si tratta di un concerto vero e proprio è possibile comunque cogliere il loro stile fatto di mix esplosivi di nonsense, disperazione, movimenti inconsulti, invettive e travestimenti estemporanei.

Tre Allegri Ragazzi Morti riempiono la calda serata romana con la loro musica con due ore di concerto. Undici i nuovi brani di Inumani, album registrato a Pordenone, prodotto da Paolo Baldini e contenente pezzi come “Persi nel telefono” e “In questa grande città – La prima cumbia”  con la partecipazione di Lorenzo Cherubini.

“Inumani” presenta tutti quegli aspetti che hanno caratterizzato negli ultimi anni la produzione musicale della band con suoni che vanno dal rock al reggae passando per il folk di un’etnia immaginaria. Si possono inoltre riconoscere alcune sorprendenti visioni funk e soul, nonché una vera e propria cumbia. Un album che racconta dunque di luoghi, battaglie e personaggi, spesso narrato al femminile, “Inumani” ha a che fare con i nostri sogni, con le nostre ambizioni, con le nostre ferite esorcizzate dalla forza della musica. Alterna quindi inni e ballate e si lega a doppio filo al mondo dei fumetti, basti pensare al titolo che altro non è che un omaggio all’epica americana dei supereroi.

In questo ultimo album sono molte le collaborazioni musicali che hanno reso “Inumani” uno dei lavori più ricchi del gruppo. Oltre al già citato Jovanotti troviamo il charango e ukulele di Monique Mizrahi, la tastiera di Federico “Tich” Gava e l’incredibile chitarra di Adriano Viterbini. Per quanto riguarda i testi anche qui tanti gli amici autori che hanno contribuito ad “Inumani”, come  Maria Antonietta, Vasco Brondi de Le luci della centrale elettrica, Pietro Alessandro Alosi de Il Pan del Diavolo, Alex Ingram dei Lupetto e la scrittrice Peris.

di Caterina Ferruzzi

Foto di Andrea Rossi

 




Seguendo l’amore con Nada e A Toy Orchestra sull’Isola che c’è

Una veste nuova per Nada, la cantante, scrittrice, cantautrice e attrice livornese che ha alle spalle più di quarant’anni di carriera e che negli anni ha offerto ai suoi fans molteplici aspetti della sua arte. Non ha mai interrotto il suo percorso creativo e la Malanima torna questa volta molto più rock grazie al supporto di A Toy Orchestra, band pop-rock intimista di estrazione sixties/seventies dalle melodie forti e malinconiche.

Sul palco di Villa Ada ieri sera Nada ci ha portato le novità del suo ultimo disco, L’amore devi seguirlo, suo diciottesimo lavoro in studio, dimostrando ancora una volta quante diverse sfumature può assumere la sua musica. Le tematiche sono sempre sue, l’amore è sempre alla base di ogni sua produzione e L’amore devi seguirlo, brano che dà il titolo all’album ne è l’esempio. Ma Nada lo guarda attraverso più forme, in Ballata Triste parla di un amore in cui non c’è comprensione né complicità e che si conclude in tragedia con un femminicidio.

Inoltre temi moderni come in La bestia che affronta paure contemporanee; Aprite le città, ballata nella quale è un personaggio napoletano, Gennaro, che viene scelto per raccontare l’immigrazione attuale. Nada ha conquistato negli anni una sua credibilità plurale, tanto che ai suoi concerti c’è sempre un pubblico eterogeneo che attraversa più generazioni. Ed è forse la sua capacità di passare da una leggerezza estrema al dramma più profondo, attraversando ironia e dolore a renderla così intrigante e sempre attuale.

di Marina Capasso

Foto di Serena De Angelis




Emozioni Pop con il concerto di Luca Carboni a Villa Ada

Atmosfere lunari e futuristiche ieri sera per Luca Carboni, per la prima volta sul palco di Villa Ada con l’ultimo disco, Pop-Up, suo dodicesimo lavoro pubblicato nel 2015 dalla Sony Music. Un viaggio tra i più svariati sentimenti, ma come filo conduttore l’amore che da sempre Carboni mette nei suoi testi. Ma anche un’attenzione particolare verso l’odio, sentimento attualmente sempre più dilagante, nel tentativo di trovare soluzioni per superarlo.

La band resta fedele con Fulvio Ferrari al pianoforte e tastiere, Mauro Patelli e Vincenzo Pastano alle chitarre, Antonello Giorgia alla batteria e Ignazio Orlando al basso e la scaletta è più o meno la stessa del Pop-Up Tour con il quale ha girato e continua a girare l’Italia. Happy, I ragazzi che si amano, Virtuale, Le storie d’amore, Dio in cosa crede, Sarà un uomo, Invincibili, Chiedo scusa, ispirato alla poesia Sotto una piccola stella della poetessa Wisława Szymborska, La nostra strada, Solarium e Milano dall’ultimo disco. Arriva poi la volta dei suoi più grandi storici successi come Silvia lo sai e Farfallina, i due singoli del 1987 che, con oltre 700.000 copie, fecero conoscere Carboni nel panorama della musica italiana ed europea. Ma non solo; Mare mare, del 1992 e Non è del 1995, per poi scoppiare nella sua ormai popolarissima Luca lo stesso, premiata ai Wind Music Award come Singolo Platino e cantata a squarciagola da tutto il pubblico.

Luca ci saluta con Ci vuole un fisico bestiale e gli ultimi tre bis Bologna è una regola, Fragole buone buone e Vieni a vivere con me con un piacevole tuffo negli anni Ottanta.

di Marina Capasso




Niccolò Fabi in concerto a Villa Ada con “Una somma di piccole cose”

A due mesi esatti dal concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma, Niccolò Fabi torna con un sold out nella sua città natale che lo accoglie con la passione di sempre. Il palco ad ospitarlo stavolta è quello di Villa Ada, che per l’occasione era estremamente gremita, una location a lui cara che lo ha visto crescere e diventare il poeta di oggi con quella somma delle sue piccole cose che lo rendono così unico e speciale. Ne ha fatta di strada Niccolò, venti anni di carriera dai suoi esordi e di parole in musica ne ha messe parecchie, ma i seguaci di nicchia che lo amano da tempo si sono moltiplicati. Sarà per le sue parole che arrivano dirette e si insinuano nella mente aprendo lentamente sempre nuove riflessioni, emozioni spesso crude, ma sempre vere. Tanti i brani del suo ultimo disco, Una somma di piccole cose, particolarmente introspettivo, scritto in solitudine quasi come un diario, e forse molto pieno del suo cammino non solo musicale degli ultimi anni. Sul palco la stessa formazione che insieme a lui sta girando l’Italia, con Alberto Bianco, Matteo Giai, Filippo Cornaglia e Damir Nefat ed infine il fedele amico di sempre Roberto Angelini che lo ha accompagnato per Attesa e inaspettata, l’ultimo brano prima di salutarci con i bis Una buona idea e Lontano da me. Probabilmente il periodo professionalmente migliore per lui, torna indietro tutto l’amore che ci ha trasmesso attraverso la sua musica e sarà sicuramente un crescendo. Grazie Niccolò “Dio” delle piccole cose.

di Marina Capasso
Foto di Andrea Cavallini