Ferragosto a 4 zampe al BauBeach di Maccarese

Al BauBeach di Maccarese arriva un Ferragosto a 4 zampe improntato su divertimento, biocompatibilità e spirito libero!foto_10
Nel rispetto dei principi della prima spiaggia per cani liberi e felici, nella splendida riserva naturale di 7000 mq dalla mattina sarà organizzata una giornata interattiva per i cani e i loro amici umani che farà  partecipare la singola coppia alle cosiddette BauOlympics,  una serie di percorsi acquatici tra baie, canoe e cunicoli tracciati in un circuito sportivo ad hoc comprensivo anche di tradizionali giochi di gruppo tra cui il “rubapalletta” (rivisitazione canina del più noto rubabandiera). Un’iniziativa che gode del patrocinio di Fisc (Federazione Italiana Sport Cinofili) e Asc (Attività sportive confederate) e che vedrà premiare le tre coppie che dimostreranno la maggiore empatia. In palio libri e gadget a tema.
L’iscrizione avverrà dell’apertura della spiaggia, alle 9, fino alle 14. Le gare cominceranno alle 16.
A seguire, per rimanere in tema di allegria e spirito nomade, gli Energipsy, gruppo firmato da due dei componenti dei Gipsy King, darà vita ad un concerto ininterrotto di musiche gitane, fino a sera.
La cucina farà ovviamente la sua parte nel bioristoro del BauBeach, con una ricca offerta di  cibi e aperitivi totalmente vegani e dai sapori multietnici.

www.baubeach.net
Infoline : 06 81902352 – Facebook (Gruppo):  Amici del Baubeach




Schiaffo alla crisi, arrivano i Dog Party

Di Stefania Taruffi

Curiosando nel sito più in voga della Capitale in termini di ‘curiosità piccantiwww.sexandrome.it  di Sabina Cuccaro, troviamo anche le tendenze più curiose del momento.

L’ultima, tra le signore capitoline chic, sono i dog party, feste extra lussuose per gli amici a quattro zampe. “A base di ciotoline d’oro e biscotti profumati alla vaniglia, i dog party sono l’ultimo sfoggio dei benestanti a Roma”. Lo scrive la giornalista Sabina Cuccaro nel blog “Sex and Rome”. “I cani di piccola taglia –spiega Nathalie Altomonte, proprietaria del chihuahua Sissi – hanno poche occasioni per socializzare, sono cani da salotto e non frequentano i parchi, così mi è venuta l’idea di fare delle feste con altri cagnolini”.

Ed ecco i dog party. S’invitano non più di 5-6  cani: di più sarebbero difficili da gestire. In inverno si fanno delle intime festicciole in soggiorno, in estate vai con i pic-nic nei giardini delle ville, su tovaglie di raso, ci mancherebbe! Gli ospiti arrivano alla spicciolata, i proprietari cercano di fare sfoggio del nuovo collarino creato apposta dal gioielliere di fiducia o dell’ultimo corpetto Burberry. Ma i veri invitati – scrive la Cuccaro – hanno una solo meta: le ciotoline (dorate) dove sgranocchiare i biscottini a forma di ossa, cuore o fiorellino. E per dessert ci sono i cioccolatini (per cani) fondenti o al latte; i più viziosi possono gustare anche cioccolata bianca alle nocciole. Acqua fresca servita in ciotoline di cristallo. “Molte mie amiche hanno cani di piccola taglia, chihuahua, pincher, o york shire – spiega invece Claudia F., facoltoso avvocato della Camilluccia -. Quando ho invitato i loro amici a quattro zampe al primo party a casa, hanno accettato tutte con entusiasmo. Da allora organizzo un dog party il mese, l’ultimo a bordo piscina, con candele profumate, musica e luce soffusa; ogni volta è un successone”. A prezzo non particolarmente oneroso: offrendo il caffè e i pasticcini anche ai proprietari si arriva a poco più a 100 euro. Altro discorso per il Birthday party, la festa di compleanno: tra i cartoncini d’invito, la torta (per cane) a forma di osso, un ricordino per gli ospiti e lo spumante per i padroni si arriva a 600-700 euro.

Ma come si svolgono queste feste lussuose? “Sissi – riprende Nathalie – vestita di tutto punto con il suo completino in vichy celeste e bianco, riceve in salotto come si addice a una buona padrona di casa e tra un biscottino e l’altro passano un paio d’ore a giocare”. Le più fortunate rischiano di trovare anche un nuovo fidanzato. E così, pure le loro proprietarie si sono ingegnate: tra gli ospiti iniziano a comparire gli scapoloni della capitale, non si sa mai…”.

 

 




Ecologia del vivere: un (capod)anno da cani, in attesa del Grande Cambiamento.

di Stefania Taruffi

E’ stato un anno difficile per molti. Attenti osservatori del movimento dei pianeti attribuiscono la colpa a Saturno (contro), il pianeta delle grandi trasformazioni che starebbe mettendo alla prova anche i più resistenti. Per quanto riguarda la difficile situazione del nostro paese io non andrei molto lontano e avrei nomi e cognomi cui attribuire colpe ben precise. Ora l’anno sta per finire, finalmente, e per quello che mi riguarda, ne sono felice. Più in basso non si poteva scendere e ora ci si aspetta solo di migliorare. Almeno a molti piace pensarla così, a dispetto dei movimenti catastrofisti e apocalittici sulla scia delle ‘previsioni astronomiche dei Maya’, che hanno previsto nel 2012 la fine del mondo.

Speriamo davvero che non accada, dopo tanti problemi e privazioni, credo sia più saggio credere nel movimento opposto, quello del Grande Cambiamento di Era, dell’inizio di un processo di Trasformazione del pianeta in un’ottica di maggiore attenzione all’ambiente, alla persona, ai valori, alla spiritualità, alla crescita interiore di ciascuno e alla salvaguardia del pianeta. Sicuramente meglio. D’altronde da secoli si contano i fiaschi apocalittici, perciò è difficile dargli ancora importanza. E poi per il 2012 sono addirittura cinque le antiche profezie: dei Maya, di Nostradamus, dei nativi americani, dei cambogiani e delle antiche civiltà sudamericane. Se a una Fine dobbiamo credere, che sia la Fine dell’autodistruzione e un nuovo Inizio: il salto verso un nuovo piano di coscienza personale e quindi, collettiva. Una nuova Era in cui si prenda coscienza del livello di decadenza in cui siamo piombati e si cominci a fare qualcosa di concreto per cambiare noi stessi, il paese in cui viviamo, il pianeta.

Pianeta. Altro tema relazionato al 2012. La NASA dice che parecchi pianeti si allineeranno, si parla di fascia fotonica, griglia magnetica, comete in arrivo, terremoti ed eruzioni e che l’attività del sole sarà massima nel 2012. Francamente di quello che accade lassù, non me ne importa molto. E che il sole porti più luce e calore, è certamente più invitante di un’ipotetica Era Glaciale.

Interessante la versione ‘spirituale’ indicata da Gianmarco  Bragadin nel romanzo “L’eredità dell’Ordine di Melchisedek” secondo cui: “Cambieranno le nostre energie, ci sentiremo diversi, nasceranno bambini già preparati al cambiamento, la percezione del tempo sarà più veloce. Tutto ciò porterà al diffondersi di un’energia d’amore, una frequenza diversa, molto più elevata, quella della quinta dimensione. Chi ha lavorato su se stesso, chi vive con amore, aiuta il suo prossimo, diffonde i messaggi positivi, non ha nulla da temere “. Francamente questa versione mi rassicura molto.

La grande trasformazione dunque. Sarebbe davvero necessaria. Non la fine del mondo, ma di un mondo, quello che ha visto il potere del maschile, del denaro, dell’ingiustizia, dell’arrivismo, delle speculazioni, dell’indifferenza, delle guerre, delle ruberie e degli attacchi alla Natura e alla Madre Terra.

E allora ben venga il salto quantico, la modificazione dell’energia, la nostra profonda trasformazione interiore se tutto ciò porterà l’umanità verso una nuova Età dell’Oro. E’ la nostra speranza per il 2012.

Resta un piccolo grande dilemma riguardo la notte di Capodanno, al quale larga parte dell’opinione pubblica sembra essere particolarmente sensibile: quello dei botti. Trovo curioso non tanto il fatto che siano stati vietati in alcune città, ma la motivazione addotta a tale scelta: la sofferenza degli animali, quelli domestici naturalmente, perché quei pochi animali selvatici in giro per i boschi e i prati, semplicemente scambierebbero per un temporale, le deflagrazioni degli umani.  Non che non sia sensibile al mondo animale, ma mi preoccuperei di più del fatto che ogni anno restano mutilati bambini e adulti incauti, a causa di autentiche bombe a mano, come nel caso dei botti napoletani ‘spread’ di questo capodanno. Mi auguro che nel 2012, per acquisire una maggiore sensibilità ambientale e nei riguardi del mondo animale, non ci si dimentichi degli esseri umani. Sempre più persone affermano di amare più il proprio cane, che i propri simili. Forse è proprio su questo, che il prossimo anno dovremmo soffermarci a riflettere. Buona Fine ai miei lettori e alle mie lettrici. Ma soprattutto, un Buon Inizio.




Cani su Facebook

I cani vanno su Facebook. E postano anche avvisi così: “Gli alligatori sono ovunque, state lontani dai fiumi!“. Il fenomeno dei profili di cani e gatti sul social network più grande del mondo, a cui ha ceduto anche il suo fondatore

di Marina Mannino

Nel marzo scorso anche lui ha aperto il profilo Facebook del suo cane, un batuffolino bianco dal nome non troppo tenero di Beast. Mark Zuckenberg, il 27enne inventore del social network più frequentato del mondo (con oltre 750 milioni di utenti) si è unito alla schiera dei moltissimi possessori di cani (e gatti) che hanno deciso di creare una bacheca su FB per il loro amico a 4 zampe. Ma Mark, come tutti i padroni di FB-pets, nel profilo di Beast appare solo in qualche foto per lasciare spazio al cane stesso. Che parla in prima persona, commenta la sua giornata, posta le sue foto. Esattamente come fanno milioni di altri suoi ‘colleghi’ che lo hanno preceduto già da un po’ di tempo.

Infatti, animali di tutto il mondo si ritrovano su Facebook (o meglio, i loro padroni) scambiandosi pareri su come rincorrere i postini, su come affrontare una ‘mom’ o un ‘dad’ arrabbiati perché il pet ha scavato buche in giardino, o sui crocchette più sane da pretendere dai propri ‘genitori’. Ogni profilo ha i suoi vari album di foto, proprio come per gli ‘umani’, e i cani commentano le immagini dei propri amici: “Che bravo nuotatore!” scrive la carlina Milou, svizzera, sotto la foto di Fly, un labrador nero di Udine che sguazza in un lago. Ci sono i cani che si ‘sposano’ virtualmente, come Spino, uno spinoncino milanese che si descrive come il leader della rock band Depeche Dog, ‘marito’ della meticcetta Nikki, di Dallas, impegnata nel controllo della casa e del giardino della sua ‘mom’ contro l’invasione di scoiattoli e conigli. Wilhelm, che vive a Utica nel Michigan, si lamenta perchè la sua mom non gli lascia il computer dato che serve a lei per il tele-lavoro.

Lenny, dalla Florida, avvisa che in questo momento ci sono tantissimi alligatori in giro e di stare lontani dai fiumi. Djò Djò, colossale rottweiler islandese, ha rassicurato gli amici durante tutta l’eruzione del vulcano Grimsvotn (e postando – con ironia – il link ad ebay dove si vendevano, per 10 dollari, le bustine con le ceneri del vulcano stesso), mentre il lupo Michele, verso sera, racconta le leggende del lago d’Orta dove vive e il corgie Piggie, da Orange County, California, invita a giocare con lui a scarabeo. “Today’s word is: GROWL!” posta in inglese, e seguono subito, da parte dei suoi amici, ‘crown’, ‘crows’, ‘swore’ ,’snore’… (già, se volete comunicare con i 4 zampe a livello mondiale dovete conoscere questa lingua; altrimenti, potete restare in terra italica e troverete comunque un’enorme quantità di pets). Inquietanti le osservazioni di Layla, boxer di Durban, Sudafrica, che è infastidita perchè ha troppo serpenti intorno alla sua casa!

E può capitare di incontrare amicizie sincere e inaspettate, come quella tra la bassotta Holly, romana, e il jack russell Sparky, di Adelaide, in Australia, che si scrivono piccoli messaggi tutti i giorni. Spazio anche ai gatti, anche loro in bilico tra esperienze vere e mondo fantastico: Gennarino, un bel gattone rosso, ‘produce’ (virtualmente, ovvio) iI ‘rinomato liquore Cozzoso’ che offre ai frequentatori della sua bacheca. Il gatto Renoir racconta delle sue vittorie ai mondiali di cat-tennis,  e la micia Ginevra confessa di essersi andata a nascondere nell’orto per rotolarsi nella terra.

Ma alla fine a che serve aprire un profilo FB come pet? Di sicuro a divertirsi, a relazionarsi con gli altri con spontaneità e un pizzico di sana stramberia. Ma anche ad aiutare, con una mega colletta, la ‘mom’ di una cagnolina americana, che aveva perso il lavoro e non aveva più soldi per curarsi il diabete (e negli USA non c’è ill sevizio sanitario pubblico). O a far girare appelli per le adozioni di cani abbandonati, o petizioni contro le cosiddette ‘fabbriche di cuccioli per la vivisezione’ o iniziative di sensibilizzazione contro feste tradizionali che ruotano intorno all’utilizzo di animali.
Da queste bizzarre e virtualissime amicizie ‘animalier’, si possono realizzare anche progetti concreti, come il libro “Bassotti… e poi più”, nato quasi per scherzo dall’idea di un gruppo di (padroni di) bassotti-amici su FB e poi diventato una realtà. E’ un libro scritto dai bassotti stessi con racconti, foto, consigli di veterinari, educatori e allevatori, in cui l’effetto straniante (e divertente) di leggere qualcosa scritto dai cani, ne è anche la peculiarità. Tanto che il gruppo dei ‘bass-autori’ (tra i membri, Ginger, Matteo, Petunia e Suppi) si è registrato come onlus (il ricavato del libro va in beneficenza ‘canina’) e ora sta scrivendo il secondo volume. A 4 zampe, ovviamente.

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