Torna l’ora legale

Alle 2 del mattino di domani, domenica 27 marzo, si dovranno infatti spostare in avanti di un’ora le lancette ed i display degli orologi. Il ritorno all’ora solare è previsto per domenica 30 ottobre. Durante i mesi in cui sarà in vigore l’ora legale, verranno risparmiati 646,4 milioni di Kwh di energia, analizza Terna, che equivalgono alla quantità di energia che l’Abruzzo consuma in 38 giorni. Un altro effetto positivo legato al minor consumo di energia è la riduzione di emissioni di CO2 nell’atmosfera per un valore stimato di oltre 300 mila tonnellate.



L’Italia e i suoi ritardi. Cosa fanno Roma e il Lazio?

L’Italia e il superamento dei grandi ritardi in campo energetico, infrastutturale, produttivo, sociale. Qual è il contributo di Roma e del Lazio? Questo il tema su cui si incentrerà il Convegno che si svolgerà a  Roma, 24 marzo 2011, ore 16,45 presso il Ristorante Cecilia Metella, Via Appia  antica, 125.

A salutare i presenti e ad introdurre il dibattito, moderato da Enea Franza,  sarà Domenico Cambareri. Vi prenderanno parte l’ On. Stefano Zappalà, Assessore al Turismo e Marketing della Regione Lazio, il Cons.Reg. Giovanni Di Giorgi, Presidente Commissione Mobilità della Regione Lazio, Cons. Reg Franco Fiorito, il Presidente Commissione Bilancio economico- finanziaria, partecipazione della Regione Lazio, Claudio Tedeschi, il Direttore de Il Borghese, Bianca Spadolini, Univ. Roma 3 – il Direttore Editoriale Armando Armando Mino Mini, l’Architetto, critico e libero professionista Giulio Simeone, l’Avvocato, Presidente ISMEF ONLUS, Istituto Mediterraneo di formazione per le professionalità nautiche

Interverranno il Prof Vincenzo Pepe- Fare Ambiente, l’A.D. Enrico Iacometti- Vicepresidente AIE, l’Ing. Amleto Mattei, il Dr. Alberto Savastano – ModelloSavastano srl, il Prof. Nicolò Costa – Sociologia del Turismo – UniRoma 2 Tor Vergata

Per  info: 3203804403




Progetto Enea per la “rinascita verde” de L’Aquila

L'Aquila, Piazza Duomo prima del sisma

Di Marco Milano

Per rinascere, l’Aquila trova nuovi alleati: innovazione tecnologica e sostenibilità.

Dopo più di un anno dal sisma che ha colpito il capoluogo abruzzese con conseguenze drammatiche, il 6 Aprile 2009, si apre una nuova fase di ricostruzione per la città, puntando sulla collaborazione dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile). I giorni scorsi è stato deliberato dalla giunta comunale, infatti, un protocollo d’intesa che verrà sottoscritto tra il Commissario dell’Agenzia, l’ing. Giovanni Lelli, e il sindaco di L’Aquila, Massimo Cialente. Gli specialisti dell’Enea forniranno il loro contributo per tutto ciò che concerne la sicurezza sismica e la prevenzione dei rischi naturali in genere, l’efficienza energetica, l’uso di fonti rinnovabili e la mobilità sostenibile. L’accordo con il comune prevede di identificare le strutture dimostrative e i progetti pilota per l’applicazione delle più idonee tecnologie.

L’iniziativa congiunta arriva dopo la presa di coscienza che la situazione di emergenza sismica richiede il supporto di competenze ad ampio spettro, che l’Enea può garantire per una rinascita sostenibile della città – e ci si riferisce, nello specifico, a competenze di carattere strutturale, energetiche, geologiche, di pianificazione territoriale energetico-ambientale e di mobilità urbana. E non solo. Il progetto prevede il coinvolgimento di altri protagonisti, avvalendosi della collaborazione di Università e di altri Enti ed Organismi pubblici e privati, puntando ad una sinergia di forze scientifiche e ad auspicabili nuove forme di occupazione sul territorio e mantenendo vivo l’impegno di una diffusione delle migliori pratiche disponibili in tutti i settori di interesse.

Non è il primo intervento che vede l’Agenzia protagonista: L’Enea ha infatti operato da subito in Abruzzo nella prima fase di emergenza post-sisma, collaborando attivamente con il Dipartimento della Protezione Civile e offrendo supporto tecnico-scientifico per la definizione e la progettazione di interventi di adeguamento sismico con le tecniche più efficaci. In particolar modo per ciò che riguarda il patrimonio culturale, per gli edifici di interesse storico, l’Enea ricorda di aver proposto “soluzioni innovative che utilizzano le più avanzate tecnologie”. La continuità della presenza sul territorio aquilano dell’Agenzia comporterà il proseguo nello studio, già avviato, sulla vulnerabilità sismica di edifici danneggiati dal sisma, continuando le sue attività nelle fasi di realizzazione e collaudo in corso d’opera di edifici da adeguare con l’isolamento sismico. Oltre ad applicazioni ‘sul campo’, la partenrship tra Enea e Comune de L’Aquila prevede che si dia inizio ad un percorso educativo, sempre in linea con l’obiettivo di avvicinamento ai principi di sostenibilità: gli esperti Enea saranno tra i docenti di un master in Ingegneria sismica di prossima attivazione presso l’Università de L’Aquila.

C’è entusiasmo e speranza, a livello di istituzioni, per l’opportunità che si sta realizzando a favore della città.  “Siamo certi – ha affermato l’assessore all’Ambiente del Comune dell’Aquila, Alfredo Moroniche questa prestigiosa collaborazione saprà dare un apporto fondamentale, grazie alle specifiche competenze dell’Enea, ad una ricostruzione sostenibile, per una città più bella, più moderna e rispettosa dell’ambiente”.

Come approfittare di un futuro tutto da riscrivere: un caso speciale questo, a cui potrebbero seguire numerose ‘rinascite’.




Ravenna 2010, Educare all’ecosostenibilità

Di Marco Milano

E’ possibile parlare di rifuti, acqua e energia divertendosi e facendo cultura? E’ stata questa la scommessa del Ravenna 2010 e, stando ai risvolti della manifestazione, la risposta sembra positiva. Si è conclusa infatti con successo il 1 ottobre la terza edizione de la tre giorni dedicata ai temi cruciali di eco sostenibilità, organizzata da Labelab – network di professionisti indipendenti che operano nei settori propri del festival – col patrocinio del Ministero per lo Sviluppo Economico, per dare spazio a forme di dialogo, formazione e confronto su Economia Ambientale e buone pratiche in tema di rifiuti, acqua ed energia, appunto.
Dopo il successo delle due passate edizioni, la scelta è ricaduta di nuovo sulla città di Ravenna, anche per quest’anno trasformata in salotto e palcoscenico per 60 appuntamenti, 4 conferenze, 27 workshop e 8 eventi culturali, tutti rigorosamente ‘open’ e completamente gratuiti.  Lo scorso anno la città ha conosciuto un’edizione molto attenta a veicolare tutti i ‘livelli’ di comunicazione del messaggio di tutela dell’ambiente, dall’immediatezza delle opere degli artisti di Emergenze Creative e dei giochi proposti in piazza, alle conferenze e workshop fino alla proposta formativa per tecnici fornita attraverso lo strumento dei labmeeting.
L’organizzazione 2010 non ha tradito lo spirito delle scorse edizioni, aggiungendo anzi degli elementi in più.
Tra i numerosi incontri di Ravenna 2010, meritano menzione la conferenza sulla società creativogenica – cioè stimolatrice di energie creative per un nuovo sviluppo – con Carlo Brumat, esperto di livello internazionale sulle tematiche dell’innovazione e tra i pionieri di Silicon Valley; la Conferenza internazionale sul tema della sostenibilità; l’incontro con Richard Bagozzi, della Ross School of Business of the University of Michigan – uno dei più influenti studiosi in fatto di Marketing e Metodologia della Ricerca – sul tema “Antropologia, comunicazione e marketing in materia ambientale”. Ma c’è stato spazio anche per forme di comunicazione più di intrattenimento, ideali anche per i non addetti ai lavori. Tra gli eventi culturali: Emergenze creative – ovvero come rappresentare acqua, rifiuti ed energia nell’arte contemporanea – a cura di Maria Livia Brunelli, Anna Cirelli e Silvia Cirelli, che ha ospitato  tre installazioni realizzate da tre artisti italiani internazionalmente noti; CinemAmbiente – una selezione di cortometraggi su tema ambientale presentati al festival di Torino, o l’Ekobusking, la musica di strada a servizio dell’ambiente.
Tutte le iniziative presenti durante la manifestazione sono sintetizzabili con le 4 ‘IN’ INnovazione delle buone pratiche e nelle sfide tecnologiche;  INvestimenti nell’economia verde;  INternazionalizzazione come scambio di conoscenze e opportunità;  INtegrazione fra i saperi e le culture per la crescita dei settori rifiuti, acqua ed energia.
Gli organizzatori hanno inoltre ricordato come la manifestazione sia cresciuta sia dal punto di vista della qualità che della quantità, con oltre duemila tecnici di riferimento di vari settori presenti a Ravenna durante la tre giorni, a conferma di una volontà di realizzare subito le buone pratiche esibite in varie forme. Qualche esempio? Durante i vari eventi è stata servita solo acqua di rubinetto, sono state compensate tutte le emissioni di anidride carbonica con la piantumazione di alberi nel corso del Mese dell’albero in festa e  anche quest’anno gli eventi sono stati a chilometro zero, facendo attenzione al contenimento delle emissioni di CO2 associate alle manifestazioni.
Una kermesse per approfondire temi specifici di eco sostenibilità, quella di Ravenna, in linea con lo spirito più attuale di comunicazione scientifica e che non ha mancato di lanciare proposte e progetti a medio-lungo termine, proprio per la città.  Il sindaco, Fabrizio Matteucci, ha infatti indicato tre obiettivi da raggiungere nei prossimi anni, ispirati dal festival: 65% di raccolta differenziata; aumento dell’utilizzo potabile dell’acqua e dell’acquedotto; affermazione di Ravenna come capitale delle energie rinnovabili.
Il festival si è concluso con l’attribuzione del Premio Ambiente 2010 alle categorie di impresa, scuole superiori, ricerca e sperimentazione, sotto la conduzione di Patrizio Roversi.

L’opportunità di un’educazione più attenta all’eco sostenibilità del quotidiano passa per uno scenario culturale. Ancora una volta.




Ambiente, società ed economia sotto un nuovo sole

Di Francesca Lippi

Si esauriscono le fonti di energie proprie della seconda rivoluzione industriale e stiamo per andare incontro, invece, a una terza rivoluzione dove le energie solari saranno protagoniste. E’ questo il panorama dipinto da alcuni studiosi questa settimana ed è su questi concetti che si è basato il seminario  “Il futuro dell’energia, interdipendenza energetica e indipendenza economica”, organizzato dalla fondazione Fare Futuro in collaborazione con il Circolo Europeo per la terza rivoluzione industriale Cetri-Tires. Lo scopo dell’evento è stato di esporre i nuovi modelli energetici ad alta intensità di lavoro che non siano inquinanti e che portino a una definitiva indipendenza economica.

L’economista empatico

Durante la giornata di studi i migliori esperti del Cetri-Tires hanno esposto le loro idee e teorie, nel corso di due sessioni di lavori interattive, inframmezzate dalla lectio magistralis dell’economista americano Jeremy Rifkin dal titolo “Un secondo Rinascimento: il mondo verso la civiltà dell’empatia”. La lezione introdotta dal Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, e trasmessa in videoconferenza dalla Sala della Lupa di Montecitorio, ha avuto come protagonista l’energia distribuita, cioè quella ottenuta grazie allo sfruttamento di fonti rinnovabili e trasportata tramite reti ampie e orizzontali. Rifkin è convinto che l’unica strada percorribile è quella di costruire edifici che siano in grado di produrre un maggiore rispetto ai consumi: la sua idea è quella di concepire ogni nuova abitazione e ogni altro tipo di immobile come “collegato in rete per distribuire il surplus energetico prodotto”. Per non rischiare “l’estinzione del 70% delle specie della terra” con conseguente “perdita di biodiversità difficile da recuperare” bisogna agire subito: “i grandi cambiamenti sono un’evoluzione della coscienza e dell’empatia”. Il nuovo consumatore  citato da Rifkin e plasmato dall’attuale crisi economica, non sarebbe niente altro che un soggetto con la pretesa di stare al centro delle preoccupazioni delle aziende. Viene da sé che se costui pretende una maggiore attenzione all’ambiente anche il mercato cambierà la sua offerta.

Si può smettere di dipendere dalle fonti fossili?
“Siamo in una fase di transizione energetica che ha generato una crisi economica”. Secondo gli studiosi della Cetri-Tires questo momento storico che stiamo attraversando, quindi,  rappresenta “la crisi delle energie della seconda rivoluzione industriale” oramai in fase di esaurimento. “Si profila però una terza rivoluzione industriale e questa sarà alimentata dalle fonti di origine solare”. Petrolio, carbone, gas sono sostanze  concentrate ad alto impatto ambientale il cui sfruttamento intensivo è stato la causa della crisi climatica e di inquinamento non più sostenibili, ma in più ha avuto anche pesantissime ripercussioni sugli equilibri socio economici mondiali. E’ venuto il momento –dicono dal Cetri-Tires- di limitare lo sfruttamento delle fonti di origine ‘mineraria’ che sfruttiamo da 200 anni “come materie prime per l’industria, interrompendone l’uso energetico per il quale c’è e ci deve bastare il sole che ha alimentato l’uomo sin dalle sue origini 170.000 anni fa”.

E’ possibile basare i consumi industriali e civili sul Sole?
“Allo stato attuale delle tecnologie non è ancora possibile” uno scatto qualitativo di questo tipo. Eppure gli scienziati del Circolo Europeo per la terza rivoluzione industriale dicono che “l’evoluzione tecnologica permette già di fare massa critica in casi specifici e ambienti geografici circoscritti”. Attualmente infatti, in alcuni comuni e regioni che si sono dotati di risorse energetiche, si può già profilare un futuro a zero emissioni: energia pulita da mettere in rete per poter creare indipendenza economica e “liberarci dalla dipendenza delle fonti fossili concentrate, attraverso un interscambio energetico a livello territoriale e dando nuovo protagonismo agli enti locali e alla piccola e media impresa”. Ma non basta. E’ necessario anche sviluppare sia il mercato che la ricerca. Si potrebbero creare “economie di scala necessarie ad una transizione rapida verso la Terza Rivoluzione Industriale e una Europa Post-Carbon, innescando meccanismi virtuosi in grado di creare rapidamente crescita e occupazione”.