Vi presento l’homo social

di Miriam Terzanota

Il tipo social è la versione 2.0 dell’uomo che si aggira per i giardinetti con l’impermeabile. Non sai mai cosa possa nascondersi sotto o, almeno, speri di non scoprirlo mai.
Indossa la sua pic migliore (una foto risalente a un decennio prima, nella migliore delle ipotesi; nella peggiore si avvale della foto di Brad Pitt, scaricata da google immagini, nella speranza che nessuno se ne accorga).

Foto in primo piano se ha il panzone; con la testa “tagliata” (che manco Maria Antonietta) se è calvo; con l’amico figo di fianco (creando quella speranza, puntualmente disattesa, che dopo 4999 richieste di amicizia finalmente ha iniziato a seguirti un uomo che non ha lo stesso sex appeal del ragionier Ugo Fantozzi) se il chirurgo estetico gli ha consigliato di andare a Lourdes.
Non esiste però un solo tipo. Abbiamo così tante specie di homo social che Alberto Angela ne farebbe un’intera stagione di “Ulisse-Il dispiacere della scoperta”.

Ma studiamoli più da vicino.
1. Il portinaio: quello che saluta sempre. “Buongiornissimo” al mattino, “buonanottissima” la sera. Ogni volta che entri o esci da Facebook, lui sarà sempre lì pronto a salutarti.
2. Il pescatore: quello che pratica pesca a strascico. Non importa se tu sia bella o brutta, stupida o intelligente, simpatica o antipatica…l’unica cosa che per lui conta è il respiro. Se ancora non è stata dichiarata l’ora del tuo decesso, hai la speranza di imbatterti in lui. Scrive messaggi in cui esalta le tue doti, soprattutto quelle che non hai, ti riempie di complimenti, facendoti sentire l’unica donna al mondo e poi…invia a tutte.
3. L’amico: quello che non hai mai visto né sentito, quello a cui hai accettato la richiesta di amicizia perché stavi cercando di togliere la nutella scivolata sul display del tuo smartphone. Quello che esordisce con fare talmente confidenziale da insinuare in te il dubbio che sia un ex compagno delle elementari che ha subito un trapianto facciale.
4. Il commentatore seriale: colui che non è riuscito a far parte del pubblico della De Filippi e prova la scalata verso il successo, fatta di codici sconto e pubblicità a fitvia, facendo gavetta sulla tua bacheca. Non si fa mai trovare impreparato sull’argomento del giorno perché lui, se in difficoltà, risolve tutto con un emoji, con un commento fuori luogo come un congiuntivo a “uomini e donne” e non manca mai di farti sentire la sua presenza.
5. Lo psicologo: quello che sulla base dei tuoi post riesce a stabilire il tuo umore, capisce i tuoi problemi, vuole aiutarti a risolverli…e magari tu hai postato una frase di Marquez prima e una di Luca Giurato, poi.
6. Il cicerone: colui che esce di casa solo per fare la spesa, quello il cui viaggio più avventuroso è consistito nel trasferimento dal divano al bagno, quello il cui unico ristorante che conosce è la cucina di sua mamma…ti invita a visitare la sua città, offrendosi di fare da Cicerone…per attraversare la strada.
7. Il risorto di figa: colui che scredita tutti gli altri, appellandoli come defunti dell’apparato sessuale femminile, mettendone in mostra i difetti e prendendone le distanze mentre nel frattempo ci sta provando anche con lo scaldabagno. Il suo iter è un calvario; sembra morire mentre cerca di dissimulare il suo vero interesse attraverso: poesie, citazioni colte, ricercata ironia…per poi risorgere al primo accenno di tette. Cosa non si fa per la figa?!
8. Il polemico: è il Vittorio Sgarbi dei social. Se tu sostieni A, lui sostiene B, se tu sei vegana, lui è carnivoro, se tu sostieni la pace nel mondo, lui ti fa la guerra, se tu gli dai ragione, lui cambia versione…è quello che non è riuscito ad avere attenzione nemmeno il giorno del suo compleanno e cerca rivalsa sui social.
9. Il social venditore: è il Giorgio Mastrota di internet; quello che ti contatta per mettere un like alla sua pagina, ascoltare un suo pezzo, leggere un suo libro, vedere un suo film, comprare un set di pentole, un materasso e una bici con cambio shimano.
10. Lo gne gne gne: quello che ti lascia il suo numero, ti chiede il tuo, ottiene un due di picche e, piuttosto che darsi al solitario, rilancia con un maturo “gne gne gne” e insulti a raffica, fino alla frase finale a effetto, con la quale vorrebbe ferirti o dichiarare la sua integerrimità, asessualità…”ma io sono felicemente sposato”, una volta uscito dal programma “non sapevo di avere una moglie”.
11. Il selfatore: quello che passa il tempo a corteggiare se stesso e a farsi più foto di quante ne scattino alla Gioconda.
12. Il prostatore: quello che ti scambia per un andrologo, allegandoti la foto del suo cervello basso.
13. Il pensionato: quello che ti segue, post dopo post, così come si seguono i lavori di un cantiere.
14. L’ufficio di collocamento: quello che esalta le tue doti fisiche, intellettive, morali… e ti propone di lavorare per lui che sono anni che è in cassa integrazione.
15. L’uomo pagine bianche: quello che nel vano tentativo di raccogliere numeri di telefono di donne avvenenti (ma anche non avvenenti; basta che respirino), ti lascia il suo, ovviamente non richiesto, come se fossi un cesso dell’autogrill.
16. Il giocatore di poker: quello che reagisce a un due di picche con la stessa pacatezza e calma con la quale Enrico Varriale reagisce alle parole di Walter Zenga. Ai suoi occhi, ti trasformi da Cindy Crawford a Gegia in una frazione di secondo, senza l’impiego di filtri ma grazie al potere taumaturgico di un “no”.

Le tipologie non sono solamente queste ma spesso tutte sono accomunate da un unico denominatore: dimenticano che ciò che gli viene data è un’amicizia virtuale, non la confidenza.




Andiamo in vacanza, ma social network e web viaggiano con noi

Finalmente le vacanze sono arrivate e si parte. Una nuova indagine, tuttavia, rivela come – arrivati alla meta sognata – le prime 24 ore siano determinanti per la valutazione dell’intero soggiorno. In quale senso? Solo la garanzia di rimanere connessi alla vita sui Social Network e sul Web deciderà la riuscita delle ferie.

Arrivare al mare e pensare solo al primo tuffo?
Dopo tanta attesa è quello che si potrebbe pensare, ma non è così. Lo fa solo il 19% di un campione vastissimo di persone per le quali è arrivato finalmente il primo giorno di ferie. Una giornata che, per più della metà dei viaggiatori (56%), rimane determinante nella valutazione delle sorti dell’intero soggiorno di vacanza. Ancor prima di partire, in realtà, in fase di check-in o addirittura di prenotazione, l’attenzione è rivolta alla certezza di poter rimanere connessi ad Internet. La vacanza nel suo complesso sarà all’altezza delle aspettative solo con una copertura Wi-Fi durante il primo giorno.L’indagine è stata effettuata da Booking.com, il famoso sito di prenotazioni di alberghi e viaggi, che ha analizzato il comportamento di ben 180 mila individui in 25 Paesi nel mondo: prima ancora di ambientarsi nel nuovo luogo, ciò a cui si pensa sono i Social Network e le email.

Non stacchiamo proprio mai?

Sì, i pochi minuti per controllare quante prese elettriche ci sono nel nuovo alloggio e rassicurarci così di poter tranquillamente ricaricare le batterie dello smartphone. Prima ancora di disfare le valige, il 25% delle persone è già a navigare su TripAdvisor, alla ricerca di tutte le recensioni lasciate sui ristoranti e i locali in zona. L’attività che si svolge per prima in assoluto, tuttavia, rimane quella di postare fotografie su Facebook ed Instagram: comunicare al mondo Social cosa si sta vivendo. Prima di viverlo realmente.

 

E’ il comportamento più diffuso sia tra gli adulti che tra i giovani, con picchi del 37% nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni. Con la famiglia, con gli amici, in vacanze di relax piuttosto che on the road la situazione non cambia. A controllare compulsivamente perfino le email di lavoro, durante le prime 24 ore di ferie, è una percentuale che raggiunge il 10% degli intervistati. I dati sono inquietanti, o per lo meno fanno parecchio riflettere. Si attende magari anche un intero anno per allontanarsi dal computer e poi si ricerca al più presto la medesima modalità digitale.

La possibilità di continuare la vita tecnologica di sempre ci influenza a tal punto da sembrare l’unica vita possibile.
Il 54% delle persone scatta foto per i Social, il 56% rimane ancorato in Rete contro un esiguo numero di persone che si concede un bagno in mare o, perfino, un gelato. E, di conseguenza, verificare la potenza della connessione Wi-Fi è per più della metà dei soggetti la condizione primaria per potersi rilassare. Per non parlare di chi è appena arrivato in continenti lontani e si occupa per prima cosa di acquistare la scheda SIM locale. Più che alla qualità della colazione, del terrazzino con vista mare, del materasso o degli agi personali, il 40% dei viaggiatori rimane in ansia prima di aver verificato la disponibilità di una connessione potente.




BauRaduno: il primo raduno dei Cani di Facebook

di Marina Mannino

A Como il primo meeting di cani organizzato su Facebook dai cani stessi! Sabato 26 novembre si terrà il primo “BauRaduno dei Cani di FaceBook” presso l’Happy Dog School, il centro di addestramento cinofilo di Grandate (Como)

Nel suo piccolo è un grande evento: il primo raduno di cani convocato via Facebook. La particolarità dell’evento è che questo incontro è stato organizzato tramite un tam tam tra i tanti possessori di cani che hanno aperto un profilo a nome del proprio cane su questo popolarissimo social network.

Così, all’Happy Dog School di Grandate, centro di addestramento cinofilo gestito da Mirko Lui, istruttore iscritto all’albo ENCI, e da Claudia Fugazza, nota comportamentalista, il prossimo 26 novembre arriveranno cani – e padroni – da tutta Italia e anche dalla Svizzera.

Quello dei profili “a 4 zampe” è un fenomeno bizzarro ma in continua espansione, partito dagli Stati Uniti e diffusosi in tutto il mondo. Chi ha aperto su Facebook un profilo per il proprio cane lo gestisce come se fosse veramente l’animale a scrivere, postare messaggi, caricare foto, fare commenti, in un allegro gioco delle parti in cui alle finzioni e alle banalità umane si sostituiscono gli affetti, gli entusiasmi e gli istinti canini. Questo singolare ‘Raduno’ nell’Happy Dog School sarà un’occasione di incontro insolita e divertente, che unirà cani di ogni tipo, col pedigree e… di fantasia, facendo incontrare persone di tanti posti diversi.

Ad organizzare tutto, ovviamente, è stato – diciamo così – un cane di Como, ovvero Orlando, affettuoso molossoide che anni fa venne riscattato dalla sua padrona Anna Martinelli dal canile in cui era finito, dopo essersi preso un paio di proiettili nel collo per un suo assalto troppo ravvicinato ad alcune pecore.

Oggi Orlando è un cagnone mansueto e serafico: alle pecore non pensa più, ma pensa invece ad organizzare eventi per i suoi amici, o meglio, “BauRaduni”.




Attacco hacker a Facebook

Una vera e propria invasione di immagini pornografiche e violente su Facebook. Nelle ultime quarantott’ore le pagine di un gruppo di utenti del piu’ famoso social network sono state letteralmente bersagliate da una serie di ‘spam’ comparsi sui profili degli iscritti.

“Il nostro team ha risposto velocemente e abbiamo eliminato la maggior parte dei messaggi spazzatura”, ha detto il portavoce della compagnia Frederic Wolens ai media americani. “Siamo al lavoro per migliorare i nostri sistemi di difesa per il futuro, e stiamo effettuando diverse indagini per identificare i responsabili”, ha spiegato ancora il portavoce della societa’, sottolineando che l’attacco non ha compromesso la riservatezza dei dati personali degli 800 milioni di utenti del social network.

Gli iscritti sono stati attirati a copiare e incollare sul proprio browser un indirizzo web che invece di mostrare il video promesso causava l’installazione di un virus che riempiva il profilo di immagini violente e pornografiche. Wolens non ha dichiarato con precisione il numero di utenti colpiti, ma ha detto che si e’ trattato di una “piccola minoranza”.

Secondo Facebook il responsabile dell’invasione di immagini pornografiche potrebbe essere un hacker affiliato al gruppo di Anonymous, ma il colpevole non e’ stato ancora identificato. Un’altra ipotesi e’ che l’attacco sia stato progettato a scopo di lucro. I messaggi-spazzatura, infatti, indirizzavano gli utenti verso altri siti che potevano generare profitto per gli spammer. (Fonte RaiNews24)

 




Il menù degli onorevoli

Il pranzo alla buvette a 1,50 euro? ”Poverini. Hanno troppe spese, almeno su questo possono risparmiare, su”.  Il popolo di Facebook ironizza sui prezzi del menù offerto al Senato, una realtà svelata dal deputato dell’Idv Carlo Monai. Ma c’è anche chi si indigna: ”facciamo sentire il nostro disgusto contro l’ultima ‘vergogna’ messa a segno dalla ‘casta’ di Palazzo Madama: il pranzo alla buvette dei senatori costa 1 euro e 50”. E c’è anche chi commenta: ”semplicemente disgustoso…..Ma quanto rimborsa poi lo Stato per ogni pranzo alla società che gestisce la buvette per ogni pranzo?”. Tra gli utenti del social network si registra un misto tra sarcasmo ed incredulità. Non manca chi si dice semplicemente ”senza parole”. Altri navigatori stilano l’elenco dei prezzi: ”Pasta al ragù, 1 euro e 50; roast beef, 2 euro; birra, 1,60; caffè, 42 centesimi; pasticcino, 0,46; aperitivo o ammazzacaffè, 0,93. E poi ancora, spremuta, 92 centesimi; panino col prosciutto, 1,17; tramezzino, 96 centesimi; cappuccino, 58; tè con fette biscottate, 84 centesimi. Mensa dei poveri? Trattoria popolare di un bassofondo urbano? No, buvette del Senato”, viene spiegato.




Cani su Facebook

I cani vanno su Facebook. E postano anche avvisi così: “Gli alligatori sono ovunque, state lontani dai fiumi!“. Il fenomeno dei profili di cani e gatti sul social network più grande del mondo, a cui ha ceduto anche il suo fondatore

di Marina Mannino

Nel marzo scorso anche lui ha aperto il profilo Facebook del suo cane, un batuffolino bianco dal nome non troppo tenero di Beast. Mark Zuckenberg, il 27enne inventore del social network più frequentato del mondo (con oltre 750 milioni di utenti) si è unito alla schiera dei moltissimi possessori di cani (e gatti) che hanno deciso di creare una bacheca su FB per il loro amico a 4 zampe. Ma Mark, come tutti i padroni di FB-pets, nel profilo di Beast appare solo in qualche foto per lasciare spazio al cane stesso. Che parla in prima persona, commenta la sua giornata, posta le sue foto. Esattamente come fanno milioni di altri suoi ‘colleghi’ che lo hanno preceduto già da un po’ di tempo.

Infatti, animali di tutto il mondo si ritrovano su Facebook (o meglio, i loro padroni) scambiandosi pareri su come rincorrere i postini, su come affrontare una ‘mom’ o un ‘dad’ arrabbiati perché il pet ha scavato buche in giardino, o sui crocchette più sane da pretendere dai propri ‘genitori’. Ogni profilo ha i suoi vari album di foto, proprio come per gli ‘umani’, e i cani commentano le immagini dei propri amici: “Che bravo nuotatore!” scrive la carlina Milou, svizzera, sotto la foto di Fly, un labrador nero di Udine che sguazza in un lago. Ci sono i cani che si ‘sposano’ virtualmente, come Spino, uno spinoncino milanese che si descrive come il leader della rock band Depeche Dog, ‘marito’ della meticcetta Nikki, di Dallas, impegnata nel controllo della casa e del giardino della sua ‘mom’ contro l’invasione di scoiattoli e conigli. Wilhelm, che vive a Utica nel Michigan, si lamenta perchè la sua mom non gli lascia il computer dato che serve a lei per il tele-lavoro.

Lenny, dalla Florida, avvisa che in questo momento ci sono tantissimi alligatori in giro e di stare lontani dai fiumi. Djò Djò, colossale rottweiler islandese, ha rassicurato gli amici durante tutta l’eruzione del vulcano Grimsvotn (e postando – con ironia – il link ad ebay dove si vendevano, per 10 dollari, le bustine con le ceneri del vulcano stesso), mentre il lupo Michele, verso sera, racconta le leggende del lago d’Orta dove vive e il corgie Piggie, da Orange County, California, invita a giocare con lui a scarabeo. “Today’s word is: GROWL!” posta in inglese, e seguono subito, da parte dei suoi amici, ‘crown’, ‘crows’, ‘swore’ ,’snore’… (già, se volete comunicare con i 4 zampe a livello mondiale dovete conoscere questa lingua; altrimenti, potete restare in terra italica e troverete comunque un’enorme quantità di pets). Inquietanti le osservazioni di Layla, boxer di Durban, Sudafrica, che è infastidita perchè ha troppo serpenti intorno alla sua casa!

E può capitare di incontrare amicizie sincere e inaspettate, come quella tra la bassotta Holly, romana, e il jack russell Sparky, di Adelaide, in Australia, che si scrivono piccoli messaggi tutti i giorni. Spazio anche ai gatti, anche loro in bilico tra esperienze vere e mondo fantastico: Gennarino, un bel gattone rosso, ‘produce’ (virtualmente, ovvio) iI ‘rinomato liquore Cozzoso’ che offre ai frequentatori della sua bacheca. Il gatto Renoir racconta delle sue vittorie ai mondiali di cat-tennis,  e la micia Ginevra confessa di essersi andata a nascondere nell’orto per rotolarsi nella terra.

Ma alla fine a che serve aprire un profilo FB come pet? Di sicuro a divertirsi, a relazionarsi con gli altri con spontaneità e un pizzico di sana stramberia. Ma anche ad aiutare, con una mega colletta, la ‘mom’ di una cagnolina americana, che aveva perso il lavoro e non aveva più soldi per curarsi il diabete (e negli USA non c’è ill sevizio sanitario pubblico). O a far girare appelli per le adozioni di cani abbandonati, o petizioni contro le cosiddette ‘fabbriche di cuccioli per la vivisezione’ o iniziative di sensibilizzazione contro feste tradizionali che ruotano intorno all’utilizzo di animali.
Da queste bizzarre e virtualissime amicizie ‘animalier’, si possono realizzare anche progetti concreti, come il libro “Bassotti… e poi più”, nato quasi per scherzo dall’idea di un gruppo di (padroni di) bassotti-amici su FB e poi diventato una realtà. E’ un libro scritto dai bassotti stessi con racconti, foto, consigli di veterinari, educatori e allevatori, in cui l’effetto straniante (e divertente) di leggere qualcosa scritto dai cani, ne è anche la peculiarità. Tanto che il gruppo dei ‘bass-autori’ (tra i membri, Ginger, Matteo, Petunia e Suppi) si è registrato come onlus (il ricavato del libro va in beneficenza ‘canina’) e ora sta scrivendo il secondo volume. A 4 zampe, ovviamente.

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Google sfida ancora FaceBook, stavolta con Google Plus

di Valentino Salvatore

Google riprova a dare del filo da torcere a FaceBook, ormai assurto a ruolo di mostro sacro dei social network. Lo fa col nuovo servizio Google Plus. In più, opta per un restyling della home page del motore di ricerca, con il logo più piccolo e una banda nera in alto con i servizi disponibili. Un’interfaccia semplificata e adattabile anche a tablet, smartphone e altri dispositivi portatili ormai sempre più diffusi.

Ma il piatto forte proposto dal colosso informatico di Mountain View è appunto il nuovo social network Google+, ancora in fase di prova prima del collaudo definitivo. Riprendendo spunti già presenti in servizi come Buzz e Wave, la novità di Google vuole essere strumento per condividere la vita reale facendo leva sulle “cerchie” (Circles) di conoscenti. Ovvero gruppi distinti per interessi o tematiche e non un unico calderone di “amici”, come accade su FaceBook. Il sistema è in questo caso aperto, basandosi sulla logica dell’open web rispetto a quella che in gergo è detta del ‘walled garden’ (giardino recintato). Non serve cioé essere iscritti a Google+ per entrare in una cerchia, è sufficiente l’email. Nuovo servizio di Google Plus è quello dei “videoritrovi” (Hangouts), un servizio di videochat limitata al gruppo che può arrivare fino a dieci amici. Si possono ‘incontrare’ conoscenti in un vero e proprio luogo di ritrovo video, definito in base alla tematica. Il nuovo network introduce anche una modalità di caricamento delle foto scattate con lo smartphone, chiamata Instant Upload. Ma in questo caso le foto non vengono viste da tutti indistintamente, ma si può scegliere a chi mostrarle. Senza contare Huddle, che permette di inviare sms ad un gruppetto di amici per pianificare le occasioni di incontro in una “cerchia”. Interessante anche Sparks (“Spunti”), sezione dedicata a video, siti e post di blog su argomenti che imposta il navigatore in base ai propri interessi. E Google va a scovare notizie su tutto il web, su cui possibile discutere con gli amici. A questo unisce la logica del nuovo tasto +1 associato alle ricerche Google, che permette di esprimere apprezzamenti sui risultati ottenuti.

Non sappiamo ancora se Google+ possa effettivamente impensierire FaceBook, ma un aspetto su cui potrebbe puntare in maniera vincente è una maggiore tutela della privacy degli utenti, questione sulla quale il network di Mark Zuckerberg sta cercato di correre ai ripari con una serie di modifiche negli ultimi mesi. Ma la partita è aperta tra Google Plus e FaceBook. L’esperimento social che sta per partire può giocare alcune carte. Bisogna considerare che Google è una grande forza, capace di investire molto in questa scommessa. Inoltre, sono tantissimi oramai ad invocare un’alternativa meno caotica di FaceBook. Google+ potrebbe offrire strumenti differenti che posso far gola a parecchi utenti, soprattutto con il concetto di “circles”, che dovrebbero garantire in teoria più intimità e permettere una socializzazione più reale.

D’altronde, servizi più recenti messi in campo da Google, come Wave, Buzz e Orkut, hanno avuto una presa limitata sugli internauti, che hanno preferito di gran lunga il social network dipinto di blu. FB non pare mostrare segni di cedimento, anzi va adeguandosi ai tempi e alle esigenze crescenti degli iscritti. Lo fa correggendo il tiro e raffinando le strategie di fruibilità del prodotto, dopo un avvio fulminante e spericolato, specie sul fronte della tutela dei dati. Google non pare invece ingranare nel campo del networking, dopo i flop recenti, senza contare che ormai ha una nomea consolidata piuttosto come motore di ricerca e veicolo di pubblicità. FaceBook, dal canto suo, ha ormai costruito un impero da 700 milioni di profili, di interconnessioni virtualmente infinite e multitasking. Cosa che genera un continuo flusso di informazioni, link e rimandi, magari ridondante e inutile per alcuni, ma sempre fecondo e stimolante.

Il popolo degli appassionati del web intanto attende incuriosito lo sbarco su internet di Google Plus, anche se sulla data del rilascio vige tuttora uno stretto riserbo. Ma ormai è ufficiale. Siamo di fronte ad un nuovo round nel match tra la consolidata azienda di Mountain View e il dinamico social network di quel geniaccio di Zuckerberg.




Facebook riconosce i volti. Ecco come evitarlo

E’ stata annunciata tra le polemiche l’ultima novità del più famoso social network, Facebook: ora è in grado di riconosccere i volti. Ciò è stato reso possibile con un nuovo algoritmo che  riconoscerà  in automatico l’identità delle persone (iscritte al social) che sono ritratte nelle foto caricate on line suggerendo poi  automaticamente i relativi nomi da «taggare», la cosiddetta «tag  suggestions». L’iniziativa, introdotta in dicembre negli Stati Uniti, è stata adesso estesa “alla maggior parte dei Paesi” e dunque anche ai 22 milioni di utenti italiani. Si pone per molti ora la questione della privacy e prontamente arriva anche la posizione dell’Unione Europea. Gerard Lommel, membro dell’Article 29 Data Protection Working Party infatti sostiene che “taggare le persone dovrebbe essere cosa basata sul consenso preventivo dell’interessato e non è cosa che possa essere attivata di default”.

Ecco come fare per disattivarlo:

E’ necessario andare in   «impostazioni account»,  cliccare «impostazioni sulla privacy», poi «personalizza  le impostazioni» (scritto con testo in azzurro e cliccabile, in basso). Infine cerchiamo «Suggerisci agli amici le foto in cui  ci sono io», selezionare «modifica le impostazioni» e spuntare la casella «no». Nonostante gli accorgimenti in molti hanno denunciato disagi: molti utenti, nonostante il diniego successivo del consenso si sono ritrovati taggati  automaticamente in album anche senza avere accettato la richiesta di tag. Facebook ha risposto che deve essere l’utente a disattivarsi, se poi si vuole rimuovere la foto basta comunicarlo all’utente proprietario della foto in oggetto, in quel caso la foto potrà essere rimossa. Se la foto non è stata caricata personalmente non può essere rimossa.




La ragazza che si era tatuata 152 amici sul braccio? Un virale

Solo una pubblicità virale, il video circolato in questi giorni dove una ragazza si faceva tatuare i suoi 152 amici di Facebook sul braccio. Quello che si vede nel filmato infatti è soltanto un tatuaggio-trasferibile, che si può lavare e va via nel giro di pochi giorni. Cliccatissimo il filmato aveva anche destato enorme stupore ed era stato ripreso anche da molti giornali on line, invece era solo un’operazione di marketing. La società in questione, Pretty Social,realizza borse, tazze e altri oggetti con le foto dei propri amici su Facebook.E’ la pubblicità, bellezza!

 




Censis: italiani sempre più violenti e depressi

Un’indagine realizzata dal Censis dal 2004 al 2009 rivela che gli italiani sono diventati sempre più aggressivi e violenti. Una realtà tradotta dalle percentuali pubblicate:  le minacce e ingiurie sono aumentate di oltre il 35%, più 26,5% per le lesioni e le percosse.  Raddoppiato nel corso degli ultimi dieci anni l’uso di farmaci , un vero e proprio assalto agli antidepressivi: +114,2%.  Ciò che appare preoccupante secondo il Censis è la dimensione sempre più distruttiva delle pulsioni. Le dosi giornaliere  di antidepressivo dal 2001 al 2009, sono passate da 16,2 a 34,7 per 1.000 abitanti.

“Siamo una società in cui sono sempre più deboli i riferimenti valoriali e gli ideali comuni, in cui è piu’ fragile la consistenza dei legami e delle relazioni sociali”, si legge nel rapporto del Censis. “In questa indeterminatezza diffusa – prosegue il rapporto – crescono comportamenti spiegabili come l’effetto di una pervasiva sregolazione delle pulsioni, risultato della perdita di molti dei riferimenti normativi che fanno da guida ai comportamenti”.

Inquietante il quadro che emerge di italiani eccessivamente autoreferenziali: credono di poter essere gli unici giudici di loro stessi, questa l’opinione registrata dal Censis per l’85,5% degli italiani.  Nel divertimento è ammessa la trasgressione soprattutto dai più giovani (il 44,8%).  In molti pensano che sia necessario utilizzare  le cattive maniere per difendersi (il 48,6%, quota che sale al 61,3% tra i residenti nelle grandi città). Per raggiungere i propri fini bisogna accettare i compromessi secondo il 46,4%. Si puo’ essere buoni cattolici anche senza tener conto della morale della Chiesa in materia di sessualità per il 63,5% (dato che sfiora l’80% tra i più giovani).

A completare l’analisi del profilo comportamentale del popolo italico la dipendanza dai social network, ritenute manco a dirlo tra le principali cause di  problemi psichici. Hanno stimato che in media l’italiano rapito dal social “trascorre su Facebook mediamente 55 minuti al giorno, e’ membro di 13 gruppi, e ogni mese posta 24 commenti, invia 8 richieste di amicizia, diventa fan di 4 pagine e riceve 3 inviti ad eventi”. E i numeri parlano chiaro d’altronde dal settembre 2008 al marzo 2011 gli utenti di Facebook sono passati da 1,3 milioni a quasi 20 milioni.