Tre giorni consecutivi di festa gratuita – da venerdì 19 a domenica 21 luglio – Tolfa Jazz Festival X edizione – partner della “Susan G. Komen Italia”, associazione onlus che opera nella lotta ai tumori al seno

Musica, parate, arte ed enogastronomia, tutto immerso in un paesaggio unico e incontaminato. Parte da questi elementi il Tolfa Jazz Festival, ancora una volta e ancora più in grande, per celebrare il traguardo della X edizione. Tre giorni consecutivi di festa gratuita e aperta a tutti, da venerdì 19 a domenica 21 luglio, rigorosamente nel segno dello “Spirit of New Orleans” che invaderà Tolfa. Il cuore di tutto rimane la musica con i tanti concerti nell’Anfiteatro “P. Tagliani” all’interno della Villa Comunale – Parco Fondazione Cariciv.
Tutto avrà inizio venerdì 19 luglio alle 19.00, quando il Tolfa Jazz 2019 si aprirà con la “Parata in Rosa” per la lotta ai tumori del seno che il Festival sostiene dal 2016 come partner di Susan G. Komen Italia. Più bande musicali si uniranno per invadere le strade, con balli e colori che ricreano l’atmosfera del Mardi Gras neworleansiano. Su questa
scia, nel clima vivace e popolare che caratterizza il Tolfa Jazz si snoderà il ricco programma. Musicisti provenienti da tutto il mondo renderanno omaggio ai “10 anni” del festival e del suo protagonista: il Jazz, dalle origini passando per la sua epoca d’oro, fino alla modernità, dal blues al dixieland, dal gospel al jazz italiano fino ad arrivare al funk e al soul. Tra gli ospiti internazionali Timothy Martin (USA), Leon Beal (USA), Sax Gordon (USA), Fjord og Fjell (Norvegia) oltre ai migliori musicisti italiani come Danilo Rea, Fabrizio Bosso, Mauro Ottolini, Stefano Zenni.

La novità di questa edizione sono gli “Incontri di Jazz” a cura di Stefano Zenni presso l’edificio storico di Palazzo Buttaoni. Gli appuntamenti sono sabato 20 -ore 18.00- per “Riscoprire Satchmo: Louis Armstrong trombettista, cantante, scrittore”: un ritratto inedito dell’artista che ha fatto trionfare la corporeità afroamericana. Domenica 21 -ore 11.00- con “Watch Your Step!”: Come la danza ha plasmato la musica afroamericana, dal cakewalk al charleston. Il jazz è nato per far ballare le persone.
L’altra novità è lo spazio musicale a Piazza Marconi che verrà inaugurato sabato 20 luglio -ore 21.00- con il concerto di Gabriele Coen & Natalino Marchetti. Il duo sax/fisarmonica fonde l’identità Klezmer con la tradizione del Nuevo Tango argentino; passione, condivisione, forte senso di comunità…in due parole: New Orleans.
E ancora New Orleans con il “Bourbon Street Balcony”: proprio come accade nella strada più caratteristica di New Orleans (Bourbon Street), anche a Tolfa sarà allestita un’apposita balconata dalla quale saranno lanciate le famose collanine del “mardi gras”, naturalmente a suon di jazz.

La musica itinerante è sempre stata una caratteristica del Tolfa Jazz fin dai suoi esordi. Quest’anno si aggiunge la Bikestage “musica a pedali” che entrerà in azione sabato 20 e domenica 21, dalle 18.00 a notte fonda: un pedalatore condurrà una bicicletta molto speciale, con un grande cassone che ospiterà due musicisti perché possano dare vita alla loro performance, in movimento.

Le parate sono il cuore dei giorni di festa a New Orleans. A Tolfa è proprio la “Parata in Rosa” ad aprire il Festival venerdì 19 alle 19.00. Sabato 20 e domenica 21, sempre alle 18.00, ci sarà invece la “Disney Parade” accompagnata dalle musiche della “Tiger Dixie Band”. Si tratta delle due parate di cui sono protagonisti i più piccoli. Sempre ai bambini
saranno dedicati molti altri spazi e molte altre attività nel corso di tutto il festival.
Arte e artigianato troveranno spazio nelle mostre in programma. Anche quest’anno
l’installazione a cura di Simona Sarti è affidata ad artisti contemporanei: in “7 note con
7 artisti” le sette opere in successione verticale formeranno un virtuale spartito di cui
tutti gli artisti sono complici e artefici.
Infine un intero settore dedicato all’enogastronomia con i piatti della tradizione culinaria di Tolfa, la “jambalaya” piatto tipico di New Orleans, lo street food e le birre artigianali. Ad accompagnare il tutto la birra celebrativa “Tolfa Jazz 10^ edizione” prodotta dal Birrificio Amerino di Terni. Gli appuntamenti culinari sono la cena solidale di venerdì 19
(in favore di Susan G. Komen) , la Jazz Dinner sabato 20 alle 20.00; il Jazz Brunch di domenica 21 alle 13.00.

Tolfa Jazz è partner della “Susan G. Komen Italia”, associazione onlus che dal 2000 opera nella lotta ai tumori al seno e organizzatrice di “Race for the Cure”: lo scopo è sensibilizzare la prevenzione e la cura ai tumori al seno.
Ad inaugurare il Tolfa Jazz 2019, venerdì 19 luglio alle ore 19, sarà una particolarissima e suggestiva “PARATA IN ROSA” che vede la partecipazione di numerose bande musicali e altrettante associazioni del comprensorio: attraverso balli, musica e colori viene ricreata l’atmosfera del famoso “mardi gras” di New Orleans a dimostrazione che tutti insieme è più
facile lottare.
L’evento sarà impreziosito dalla presenza del Prof. Riccardo Masetti, direttore del Centro Integrato di Senologia del Policlinico “A.Gemelli” e Presidente della Susan G. Komen Italia e dalla vice Presidente Prof.ssa Daniela Terribile.
Il Prof. Gianluca Franceschini, tra i promotori di questa iniziativa, spiega così il senso: “Perché la musica, protagonista dell’evento insieme alle donne ‘in rosa’, ha anche un potere terapeutico e può aiutare le pazienti nel loro percorso contro il cancro e nel recupero del benessere psico-fisico. L’intento di questa ‘parata in rosa’ è promuovere la prevenzione dei
tumori del seno e creare un atteggiamento culturale nuovo e positivo nei confronti della malattia. Una malattia che non è più un tabù, ma che sempre di più si può sconfiggere”.
La serata proseguirà con la “cena solidale” all’interno della Villa Comunale – Parco Fondazione Cariciv; parte dell’incasso sarà devoluto all’ Associazione “Susan G. Komen”.




Fabrizio Bosso e Luciano Biondini un jazz Face to Face.

Si apre su note jazz la quarta serata della rassegna Flautissimo 2018 – Camminando a vista, organizzata dall’Accademia Italiana del Flauto e giunta ormai alla ventesima edizione.

Due gli artisti ad esibirsi ieri sera sul palcoscenico del Teatro Vascello di Roma, alla tromba il musicista piemontese Fabrizio Bosso e alla fisarmonica l’artista spoletino Luciano Biondini.

Un face to face profondo ed empatico il loro, che aveva già dato vita, nel 2012, al lavoro discografico Face to Face e che continua ancora oggi ad emozionarci. Un dialogo continuamente incalzante tra i due strumenti che, in alcuni momenti, sembravano quasi essere uno. L’esibizione inizia sulle note di una splendida Pure Imagination che cattura prontamente l’attenzione degli spettatori.

Ma il repertorio è vario e interpreta a pieno il pathos che scatenano insieme i due artisti ed è sempre contraddistinto da un notevole interplay che li incastra meravigliosamente sotto il costante applauso del pubblico.

Si spazia dai ritmi melodici come in Prima del cuore, alla ballad Bringi, passando per Rumba for Kampei, composta dal trombettista durante un viaggio a Zanzibar e dedicata all’incontro con un bambino masai.

Non è mancato un omaggio ad una delle colonne sonore del Cinema italiano, con una Nuovo Cinema Paradiso in una versione incredibilmente suggestiva e delicata.

Entrambi gli artisti hanno mostrato e mostrano da sempre una tecnica estremamente matura ed un controllo perfetto degli strumenti, ma sono al contempo assolutamente riusciti ad esprimere e a trasmettere una passione tale da intravederne l’anima.

Un viaggio sonoro che ci trascina in luoghi lontani, una musica così altra ma nello stesso momento così presente da dare la sensazione di poterla toccare.

Per salutarci i due musicisti ci concedono una dolcissima rivisitazione di Ninna nanna, ma il pubblico rapito, quasi incurante del tempo, acclama un nuovo un bis, concesso sulle note di Choroso come omaggio alla tradizione brasiliana.

Una collaborazione, quindi, da definire estremamente fertile e che nel tempo ci regalerà di sicuro nuove emozioni.

 

Scaletta:

Pure Imagination

Lembra de win

Prima del cuore

Bringi Stagione

Nuovo Cinema Paradiso

Rumba For Campei

African Friends

 

Bis

Ninna nanna

Choroso

Mathias

 

 




“Cocktail Bar”. Storie di Jazz per La Festa del Cinema di Roma

In occasione dell’apertura della 13a Festa del Cinema di Roma, la Casa del Jazz, ha ospitato un interessante progetto aprendo le sue porte a immagini e musica.

L’idea della rassegna Magico Accordo, ideata da Mario Sesti e patrocinata da Musica per Roma, è, infatti, quella di enfatizzare il connubio di due mondi artistici da sempre in estrema relazione, attraverso un abile intreccio di suggestioni e messaggi. 

Per il primo incontro del 12 ottobre, Stefano Landini e Tony Lama, hanno presentato in anteprima il loro film documentario Cocktail bar, Storie jazz di Roma, di note, di amori, ricostruzione di uno spaccato di vita di uno dei locali storici di una Roma che ha visto nascere molti dei talenti del jazz italiano. Obiettivo del documentario è raccontare quella parentesi storica, i personaggi che l’hanno contraddistinta e le loro influenze, ma soprattutto lasciare una testimonianza di un mondo che probabilmente non esisterà più.

Il club musicale in questione è il Music Inn, fondato negli anni Settanta dal principe Pepito Pignatelli e dalla moglie Picchi, che divenne presto un ritrovo internazionale di musicisti che scrissero uno scorcio importante della storia del jazz. Passarono da qui i più grandi maestri, da Chet Baker a Bill Evans, da Charlie Mingus a Dexter Gordon, ma anche quelle che sarebbero diventate le nuove leve del panorama musicale italiano.

Attraverso la voce di artisti come Pupi Avati, Tommaso, Renzo Arbore, Franco D’AndreaRoberto Gatto, Biriaco, Antonello Salis, Adriano Mazzoletti, il documentario ci racconta la nascita e l’evoluzione del club e i suggestivi aneddoti ad esso legati, ricostruendo il clima di quei giorni, le dinamiche e gli incontri che animarono quelle notti romane.

 

La colonna sonora, caratterizzata da una vena nostalgica, è firmata da Massimo Fedeli, che per l’occasione si è esibito subito dopo la proiezione insieme a Bruno Biriaco alla batteria, Luca Pirozzi al contrabbasso, Aldo Bassi alla tromba, Gianni Savelli al sax tenore e Massimo Fedeli al pianoforte.

La rassegna continuerà con altri due incontri con due autorevoli musicisti, il primo il 22 ottobre con Enrico Pieranunzi, dedicato alla figura di Herbie Hancock e alle sue colonne sonore: Blow Up, Death Wish, Round Midnight,  e il secondo il 27 ottobre con Lino Patruno, dedicato a Woody Allen, che proveranno a raccontare l’affascinante connubio tra musica e cinema.

 

 




Donne tra Mythos e storia

“Donne tra Mythos e storia”

Dal 8 settembre al 9 settembre la cittadina di Bracciano si colora di rosa.
Due giorni molto interessanti dedicati all’arte al femminile.

La manifestazione si aprirà sabato 8 settembre alle ore 18.00 con una conferenza sulla “Storia di Ipazia” tenuta dal professor Stelio W. Venceslai , noto scrittore storico e saggista , in omaggio a questa donna dell’antichità che fu la direttrice della biblioteca di Alessandria d’Egitto e che fu barbaramente trucidata.

Alle 19.00 si inaugura la mostra di pittura che da il nome a tutta la manifestazione “Donne tra Mythos e storia “ a cura dell’artista Margherita Rosito. Si tratta di una mostra retrospettiva che evidenzia in più di 40 opere l’evoluzione del suo percorso creativo e che , in riferimento al tema portante della donna, culmina in 15 opere dedicate a speciali personaggi femminili che si collocano appunto tra mito e storia.

Alle 20.30 concluderà la serata un concerto jazz tenuto dai “Jazz Lab” con una degustazione di vini a cura dell’Associazione sommelier F.I.S.A.R. di Manziana.
Il 9 settembre alle 19.00, sempre nel cortile del Chiostro, vi sarà la presentazione del libro “Sigillo di spine “ dello scrittore e giornalista Maurizio Gregorini, premio personalità europea 2002. L’attrice Vincenza Fava reciterà alcune poesie dell’artista, con sottofondo musicale di accompagnamento eseguito dal maestro Massimo Paffi.




Tra canzone, musica classica e jazz , TrentinoInJazz 2018

Tra canzone, musica classica e jazz i due nuovi appuntamenti del TrentinoInJazz 2018, che si dirige verso il ferragosto. Domenica 12 e lunedì 13 agosto in due località diverse ma egualmente indicative delle peculiarità della rassegna, i Five To Ten e Francesca Tirale.

Si parte con il nuovo concerto di Panorama Music, la sezione del TrentinoInJazz che si svolge nel palcoscenico naturale delle Dolomiti della Val di Fassa, organizzata dalle società di impianti a fune della Val di Fassa, con la direzione artistica di Enrico Tommasini. Domenica 12 agosto al Belvedere del Rifugio Fredarola arrivano i Five To Ten. Sono la nuova formazione della cantante imolese Silvia De Santis, nata dal nucleo dei New Classics, gruppo in cui ha militato per anni. Insieme alla De Santis ci saranno Fabio Biffi in arte “Farian” al piano e Fabio Fenati in arte “Fax” alla batteria, artefici di un “candy pop rock” in lingua inglese. Il repertorio annuncia una svolta nella carriera della cantante che ha calcato anche i palcoscenici televisivi con l”avventura a The voice of Italy 2015. In caso di maltempo il concerto si terrà all’interno del Rifugio Fredarola

Il lunedì è sempre il giorno dedicato a Giudijazz, la parte del programma organizzata dall’Associazione Ars Modi con la direzione artistica del pianista e compositore trentino Edoardo Bruni. Sarà proprio lui il protagonista del concerto di lunedì 13 a Comano Terme (TN): l’arpista Francesca Tirale eseguirà le sette Metatropès per arpa composte da Bruni, ispirate alla storia mitologica dell’isola greca di Paxos (dove nel 2017 sono state eseguite in prima assoluta mondiale), che narra le vicende dell’amore del dio Poseidone per la ninfa Anfitrite. I sette brani musicali sono stati corredati da altrettante poesie composte appositamente dalla poetessa paxiota Eutuchìa Mastori.

Prossimo appuntamento con il TrentinoInJazz 2018 giovedì 16 agosto: Martina Iori al Passo San Pellegrino (TN).




Secondo appuntamento con la sezione Suoni d’acqua


Secondo appuntamento con la sezione Suoni d’acqua, la parte del TrentinoInJazz in collaborazione con il Comune di Madruzzo, nata attorno all’idea della residenza di alcuni musicisti nella Casa degli Artisti di Lagolo. Domenica 29 luglio al Parco delle Feste di Lagolo, il concerto pomeridiano del trio Tango Tres.

Nato nel 1997, Tango Tres propone una ricerca sulle origini del tango e sul repertorio noto come “Guardia Vieja” (Vecchia Guardia), negli stili più in voga tra il 1880 e il 1920 tra Buenos Aires e Montevideo: canzone folklorica e fandango iberico, tanguillo andaluso, contradanza habanera e danza cubana, maxixe brasiliano, milonga creola e candombe uruguayano, milonga campera argentina. Gli autori prediletti sono Agustín Bardi, Eduardo Arolas, Vicente Greco, Enrique Saborido, Angel Villoldo, Rosendo Cayetano Mendizábal, Ernesto Ponzio, Vicente Loduca, Luis Teisseire, Francisco Hargreaves, Gerardo Mattos Rodríguez. Gli arrangiamenti, tutti originali, sono elaborati dal sassofonista ed ideatore del progetto Silvio Zalambani, che si esibirà con Donato D’Antonio (chitarra) e Vittorio Veroli (violino). Tango Tres ha debuttato nel 1997 al Palau de la Musica di Valencia in occasione del “XI Festival Mondiale del Sassofono” esibendosi poi con successo in tutta Italia e anche in Argentina, Cile, Germania e Spagna.

Prossimo appuntamento con il TrentinoInJazz 2018 lunedì 30 luglio: Floraleda Sacchi a Comano (TN).




Trentotto anni di Roccella Jazz Festival

Foto Luciano Rossetti © Phocus Agency – TUTTI I DIRITTI RISERVATI


Questa edizione 2018 è particolarmente importante per vari motivi. In primo luogo il tema centrale ITALIANS, legato al contributo italiano – e in particolare siciliano – alla storia del jazz. Inoltre larga parte dei concerti è costituito da prime nazionali,
Roccella infatti è una vetrina del nuovo che emerge a livello internazionale.

La produzione “Lennie’s song” di Balanescu-Cojaniz è una prima mondiale.
Direction Zappa è stato eseguito solo una volta dal vivo a Sant’Anna Arresi nel 2016; Riccardo Fassi presenterà degli inediti di Zappa;
William Parker New Organ Quartet, a parte Bergamo, non ha fatto altre date in Italia;
Baba Sissoko e Mighy Mo’ Rodgers sarà uno dei tre concerti italiani di “griot blues” accanto a Trasimeno Blues e Castiglioncello del Lago;
i concerti di Valentina Gullace e del balcanico AJS Trio saranno prime nazionali;
Nicky Nicolai & Stefano Di Battista presenteranno una scaletta inedita, con brani legati al tema del Festival.
Di interesse altrettanto importante l’incontro tra jazz e calcio con la canzone “Dybala al corazon”, prima italiana per Minino Garay.

Dal 12 al 22 agosto la storica rassegna calabrese arriva alla XXXVIII Edizione, con il filo conduttore dell’italianità e l’omaggio a Frank Zappa e Lennie Tristano: tra gli ospiti Ray Gelato, William Parker, Rosàlia De Souza, Deborah J. Carter, Nicolai/Di Battista, Enzo Pietropaoli, Balanescu/Cojaniz, Minino Garay, Daniele Sepe e molti altri
Un porto aperto di musica e culture: 38 anni di Roccella Jazz Festival!

Un omaggio all’Italia, al contributo italiano offerto alla musica di tutto il mondo, al nostro Paese come luogo di cultura e accoglienza non solo artistica. E’ questo il filo conduttore della XXXVIII Edizione del Roccella Jazz Festival, una delle rassegne più note, amate e apprezzate del jazz internazionale. Appuntamento a Roccella Jonica (RC) dal 12 al 22 agosto 2018 nelle tradizionali location Porto delle Grazie, Largo Colonne Rita Levi Montalcini e Teatro al Castello, con il tema chiave dal titolo Italians. Italians è la linea guida dell’edizione 2018: confermando il concetto degli spostamenti secondo la rosa dei venti, il Festival del 2018 si dirige verso ovest per scoprire e valorizzare il ruolo avuto dagli italo-americani nella nascita e lo sviluppo del jazz nei paesi d’oltremare. Italians è la cornice ideale per un appassionato tributo a una straordinaria figura del Novecento: Frank Zappa. L’anno scorso il RJF ha omaggiato Rino Gaetano, quest’anno con tre concerti, una conferenza e un film il festival è dedicato a un italo-americano geniale e anticonformista che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica, attraversando tutti i generi.

La prima parte della sessione di agosto – la tradizionale Jamming Around – si divide in due momenti. Il 12 e 13 agosto si terrà al Porto delle Grazie il programma Jazz @ The Sea. Domenica 12 apre il festival l’AJS Trio, uno dei migliori gruppi della scena jazz albanese, recente protagonista del Balkan Jazz Showcase di Tirana, dove il Roccella Jazz ha partecipato come consulente e unico ospite italiano. Sarà un concerto speciale anche per il suo significato storico, visto che il trio di Gent Rushi, Ermal Rod e Emiljan Dhimo fonde jazz e musica balcanica, un tempo proibita dal regime di Enver Hoxha. Chiuderà la serata l’Enzo Pietropaoli Wire Trio con Woodstock Reloaded: una travolgente e orgiastica rilettura dei classici di Woodstock da parte di un originale e ammirato terzetto jazz (Pietropaoli con Zanisi e Paternesi). Lunedì 13 arriva la strepitosa vocalist americana Deborah J. Carter, primadonna del jazz mondiale, con Daniele Gorgone, Marco Piccirillo ed Elio Coppola.

Il 15, 16 e 17 agosto Jamming Around passa con Jazz @ Village al Largo Colonne Rita Levi Montalcini. Serata tutta africana mercoledì 15 con il Wise African Cultural Group, un ensemble creato dall’omonima associazione presieduta da Blessing Ajuka Ngozi e ospitato dal Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria diretto da Demetrio Spagna. Giovedì 16 RJF incontra per la prima volta la figura di Frank Zappa: dopo l’apertura del duo Braga-Mauro, splendida coppia clarinetto e fisarmonica di area ethno-jazz, Marco Pacassoni e la sua band (Alberto Lombardi, Enzo Bocciero, Lorenzo De Angeli e Matteo Pantaleoni) omaggerà Frank Zappa con una interessante chiave di lettura: la centralità di vibrafono e marimba nei pezzi caratterizzati dalla presenza di Ruth Underwood, ideale ispiratrice del nuovo cd di Pacassoni Frank & Ruth. Venerdì 17 dall’Italia all’estero con un musicista assai presente fuori dai confini nazionali: il violinista Luca Ciarla con il suo concerto solo, one man band con violino, voce, loop station ed elettronica. A seguire un cambio radicale, con la cantautrice Valentina Gullace che presenterà in anteprima a Roccella i brani del suo disco d’esordio La mia stanza segreta, in uscita a ottobre.

Il clou del Roccella Jazz, come sempre intitolato Rumori Mediterranei, si tiene dal 18 al 22 agosto nella tradizionale location del Teatro al Castello, che ospita i big del jazz italiano e internazionale, sotto l’egida Going West: A Ovest di Frank Zappa. Si parte sabato 18 con Anthus, eccezionale figura artistica apolide – di origine siciliana – e cantante/compositore amatissimo nel mondo del jazz spagnolo: Anthus presenterà per la prima volta in Italia il nuovo album Calidoscopic, premiato svariate volte in Spagna. Un vocalist che fonde jazz contemporaneo e suoni mediterranei, un novello Demetrio Stratos accompagnato da una formazione coi fiocchi, Pol Padrós, Mark Aanderud, Manel Fortià e Ramón Díaz. Seconda parte dedicata al blues delle origini, quelle antiche, con il griot maliano Baba Sissoko e il bluesman americano Mighy Mo’ Rodgers, insieme con Griot Blues – From Mississippi To Mali. Con loro in una serata che si preannuncia ipnotica e affascinante, Darryl Dunmore, Luca Giordano, Walter Monini, Seydou Diabate Sissokho e Eric Cisbani. Domenica 19 prima mondiale con grande ritorno del duo Alexander Balanescu – Claudio Cojaniz, che a Roccella presenterà Lennie’s Song, un omaggio al leggendario Lennie Tristano. Italians è per l’appunto un format grazie al quale il pianista friulano di origine serba e il celebre violinista rumeno tributano il loro riconoscimento a una figura storica come Lennie Tristano, originario di Aversa (CE) e diventato uno dei grandi pianisti della storia del jazz. L’Italia è anche terra che accoglie e ospita gli artisti, ed è il caso di Rosàlia De Souza: la più famosa interprete di bossa nova al mondo tra quelle operanti al di fuori del Brasile vive in Italia da anni ed è recentemente tornata – dopo nove anni di assenza – con il favoloso disco Tempo, che presenta a Roccella con un quartetto di assi come Antonio De Luise, Sandro Deidda, Aldo Vigorito e Dario Congedo.

Lunedì 20 sarà invece il giorno tutto dedicato a Frank Zappa, a venticinque anni dalla sua scomparsa. Si parte nel pomeriggio con la conferenza Zappa 25—Parthenia a cura del critico Gianmichele Taormina, di Partinico proprio come la famiglia Zappa. Seguirà la proiezione del docufilm RAI 1982 – L’Estate di Frank di Salvo Cuccia, preceduta da un incontro con Eleonora Cordaro, produttrice del docufilm dedicato al concerto di Zappa sospeso a Palermo nell’82. Il primo concerto sarà Riccardo Fassi Tankio Band Plays Frank Zappa: un esemble rodato e di successo, quello del tastierista Riccardo Fassi, che presenterà nuovi arrangiamenti di inediti che abbracciano il periodo 70-90. Con Fassi ci saranno Manlio Maresca, Torquato Sdrucia, Pierpaolo Bisogno, Steve Cantarano, Pietro Iodice. A seguire un musicista iconoclasta come Zappa: Daniele Sepe con il progetto Direction Zappa. Il sassofonista napoletano, una delle figure più eclettiche e sorprendenti in circolazione, avrà accanto a sè due stelle come Dean Bowman e Hamid Drake insieme a Alessandro Morlando, Tommy De Paola e Davide Castigliola. Spettacolare la proposta di martedì 21, un quartetto all star americano, creatore di un suggestivo soul astrale: il William Parker New Organ Quartet in The Language Of Cosmic Truth. Il poderoso contrabbassista William Parker avrà al fianco Cooper Moore, Hamid Drake e James Brandon Lewis. E in un’edizione caratterizzata dall’italianità, non potrà mancare Ray Gelato con i suoi Giants: un’autentica icona swing, figura storica amante dell’Italia e della musica americana degli anni ’50, popolarissimo entertainer adorato in tutto il mondo. Con lui Danny Marsden, Andy Rogers, Olly Wilby, Gunther Kurmayr, Manuel Alvarez, Ed Richardson.

Serata di chiusura mercoledì 22 con due concerti diversi ma complementari. Apertura affidata a una garanzia, il sestetto guidato da Nicky Nicolai e Stefano Di Battista, una delle grandi coppie di artisti del jazz italiano. A Roccella presenteranno una produzione originale con una scaletta che includerà alcuni brani cantati da celebri crooner italo-americani: con la coppia ci saranno personalità quali Andrea Rea, Daniele Sorrentino, Roberto Pistolesi e Aldo Bassi. Chiude il Roccella Jazz 2018 il quintetto guidato dall’esplosivo percussionista argentino Minino Garay, che torna a Roccella dopo nove anni con grande attesa. La sua Tunga Tunga’s Band propone una musica da ballo nata dal connubio tra la nostra tarantella e il Pasodoble di origine spagnola: un’evoluzione dello storico “Quarteto”, fondato a Cordoba nel 1943 dall’immigrato italiano Augusto Fernando Marzano ispirandosi al pianismo della figlia diciassettenne Leonor (una pianista allora diciassettenne). Osteggiata dal regime argentino, la Tunga Tunga è poi tornata in auge e Garay offrirà la sua interpretazione in chiave jazz, con gli stessi strumenti del Quarteto, insieme a Lalo Zanelli, Pajaro Canzani, Jonathan Grande e Christophe Lampidecchia.

Il Roccella Jazz Summer Campus sarà un’altra novità di questa edizione: un insieme di attività didattiche e formative di vario tipo, un ciclo di conference e proiezioni filmiche e alcune mostre. Le attività didattico-formative saranno organizzate con la forma di clinics e master classes condotte da musicisti di primissimo piano che parteciperanno ai concerti. I seminari e workshop avranno come docenti alcuni critici e operatori di grande spessore. Le conferenze e le proiezioni cinematografiche riguarderanno il tema Italians e in particolare il ruolo avuto dai siculo-americani nella nascita e nello sviluppo del jazz. Si cercherà, infatti, di sottoporre a verifica la veridicità dell’assunto ormai diffusa che il jazz è una musica siculo-afro-americana. A discuterne critici, storici e cineasti provenienti dall’Italia e dall’estero.

Roccella Jazz:
http://www.roccellajazz.org/

Roccella Ionica:
http://www.comune.roccella.rc.it/index.asp




Quarta Edizione di Song’ Swing! Evento unico nel suo genere

Sabato 26 e domenica 27 maggio 2018 al Salone Margherita a Napoli si terrà la Quarta Edizione di Song’ Swing! Evento unico nel suo genere, Song’ Swing è il primo festival organizzato a Napoli interamente dedicato alla danza, alla musica e alla cultura Swing. Una due giorni di puro divertimento non solo per appassionati e cultori, ma anche per i neofiti che saranno accompagnati nella scoperta di una cultura popolare straordinaria, che trova a Napoli un luogo di particolare ricettività. I partecipanti sono ballerini di popolarità mondiale come Adam Brozowski, Maté Csike, Tony Jackson e Irene Ragusini, che terranno workshop di Lindy Hop, Jazz e Balboa per vari livelli ma saranno anche protagonisti di esibizioni speciali al suono della grande musica Swing, Jazz, Blues e Dixieland, con due gruppi e tre dj selezionatori.
Anche questa Quarta Edizione di Song’Swing è ideata e organizzata da Swingin’ Napoli, associazione fondata nel 2009 da Luca Chimenti e Irene Vecchia con l’obiettivo di recuperare e diffondere la cultura, la musica e le danze della Swing Era, in particolare il Lindy HopSwingin’ Napoli organizza in Campania corsi, eventi, social dance e seminari dedicati a tutte le espressioni artistiche popolari e non accademiche legate a quel movimento che dalla fine degli anni ’20 agli anni ’50 si è diffuso in tutto l’Occidente, partito da un nucleo afroamericano degli Stati Uniti, fino ad arrivare all’Europa del Dopoguerra.
Sabato 26 dalle 10.30 e domenica 27 dalle 11.30 dopo la registrazione e la presentazione, fino alle 19.00 i docenti terranno lezioni per tutti, dai primi passi ai gradi avanzati, passando per i principianti e gli intermedi. Un modo serio ma divertente, meticoloso ma coinvolgente, per apprendere e trasmettere la cultura Lindy Hop, Jazz e Balboa. I docenti, accanto ai fondatori di Swingin’ Napoli Irene Vecchia e Luca Chimenti, sono l’americano Adam Brozowski, di esperienza ventennale, presente nella National Jitterbug Hall of Fame; l’ungherese Maté Csike, uno dei più noti al mondo come “following” e specializzato in “swivel”; Tony Jackson (inglese) e Irene Ragusini (italogreca), una coppia di docenti tra le più autorevoli al mondo.
Venerdì 25 alle 21.30 in Galleria Umberto I l’evento sarà anticipato da un welcome party. Sabato 26 maggio alle 21.30 Gala Party nel salone centrale, con le esibizioni di Brozowski, Csike, Jackson e Ragusini, mc Dalila Del Giudice, “Mix & Match” (competizione di danza) e grande musica. Una serata speciale dove mettere a frutto l’insegnamento della giornata grazie a una squadra di grandi musicisti, con due formazioni irresistibili quali i greci The Speakeasies Swing Band e i napoletani Uanema Swing Orchestra, entrambe specializzate in vasti repertori Swing, Blues, Jazz e Dixieland. Presenti anche tre tra i migliori Dj in questo genere: DJ Alec (aka Alessandro Curti ), Dj Longlegs Teo (aka Matteo De Stefano ) e Dj Tone Cooper. Spazio all’eccellenza per una due giorni in cui Napoli incontra il mondo all’insegna della danza Swing.
Info e costi iscrizioni:
Song’ Swing #4:
Song’ Swing #4 Facebook:



Jacob Collier, un alieno al Monk

Ha deciso di chiudere al Monk di Roma il suo tour mondiale, Jacob Collier, classe 1994, ragazzo prodigio con un talento probabilmente mai visto prima d’ora. Definito ormai come il “nuovo messia del jazz”, in realtà non è facilmente inquadrabile in un unico e prestabilito genere, ma li attraversa facilmente tutti, passando dal funk al jazz anche in uno stesso brano. La sua enorme capacità di polistrumentista gli permette, inoltre, non solo di saltare da un genere all’altro, ma di suonare, per di più anche egregiamente, una molteplicità di strumenti in perfetta armonia tra loro.

Collier è capace non solo di reinterpretare qualsiasi brano, ma di ridisegnarlo a sua immagine e, forse anche con l’aiuto della tecnologia, è capace di portare chi lo ascolta verso un mondo “altro”. Quando inizia il concerto con il primo brano “Don’t You Worry ‘Bout a Thing” sembra siano arrivati gli alieni sul palco del Monk, probabilmente anche sul volto dello stesso Stevie Wonder avremmo potuto notare una strana smorfia di sorpresa.

E l’atmosfera evocativa continua con In My Room, chiara e netta immagine della sua reale stanza dove per anni avrà studiato e sviscerato ogni singolo elemento dei suoi strumenti, quasi a catturarne ogni più piccolo segreto.

Una carica di energia sferzante che non può non farti ballare, ma poi subito un passaggio inaspettato alla dolce carezza di In The Real Early Morning, che appare come un ricordo lontano ancora presente.

A chiudere poi, su richiesta di un pubblico scatenato, Blackbird di Paul McCurtney, reinterpretata in maniera così melodica da rimanere nella mente di ogni singolo ascoltatore che ne cantava e ricantava il ritonello uscendo dal locale e probabilmente anche prima di addormentarsi.

Insomma Jacob è assolutamente un fenomeno raro, giovane, ma di sicuro poco acerbo, pronto a stupirci molto presto.




Giordano in Jazz 2016, concerto del pianista Alberto Pizzo

Domenica 11 dicembre, il pianista Alberto Pizzo sarà in concerto a Foggia presso la Sala Fedora del Teatro Giordano (Piazza Cesare Battisti – ore 11.00), nell’ambito della rassegna Giordano in Jazz 2016. In quest’occasione Alberto Pizzo terrà un discorso dal titolo “La contaminazione dei cosiddetti “generi musicali”, il crossover, la musica infinita”, e presenterà “Memories” (Sony Classical), il disco realizzato con la co-direzione artistica del Maestro Luis Bacalov, già disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming. «”Memories” ripercorre tutto il mio lungo cammino artistico – racconta Alberto Pizzo – Da Bach alle mie composizioni, quelle che avevo realizzato e custodito durante i viaggi e che, soprattutto, hanno segnato momenti importanti della mia esistenza. Quando lo ascolto, è come se sfogliassi un album musicale della mia vita, quella dedicata alla musica classica, alle mie radici e al mio mondo musicale che, oggi, esemplificando, qualcuno chiamerebbe ‘crossover’».

Uscito anche in Giappone, questa la tracklist di “Memories”: “Paris 2011” (A. Pizzo); “My Secret” (Yuki/A. Pizzo); “Kronos” (A. Pizzo/G. Fronda); “Il viaggio dell’anima” (A. Pizzo); “After the Rain” (A. Pizzo); “Preludio n. 2” (F. Chopin/A. Pizzo); “Miyabi” (A. Pizzo); “Valentine’s day” (A. Pizzo); “Nostalgia” (A. Pizzo); “Preludio n. 1” (F. Chopin/ A. Pizzo); “Sonata K87” (D. Scarlatti/A. Pizzo); “Concerto n. 5 BWV 1056” (J. S. Bach).

Arrangiatore della musica di “Memories” insieme ad Alberto Pizzo, il Maestro Luis Bacalov ha partecipato al progetto anche in qualità di Direttore di una delle orchestre più prestigiose del mondo, la London Symphony Orchestra che, nella maggior parte dei brani del disco, registrato agli Abbey Road Studios di Londra, accompagna il piano del compositore napoletano. A conferma della profonda stima reciproca che lega Alberto Pizzo e il Giappone, la NHK, televisione pubblica nazionale giapponese, ha realizzato un film documentario della durata di 35 minuti sul Cuore di Napoli visto attraverso la vita e l’arte del pianista. Passando dalla prima scuola di pianoforte del pianista al Conservatorio, dallo storico Gambrinus all’antico centro della città, la musica è il filo conduttore tra il protagonista e la sua Napoli.

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