Annunciate due date Italiane per i Tears for Fears

9 luglio Roma, Auditorium Parco della Musica
10 luglio Lucca, Piazza Napoleone – Lucca Summer Festival

Biglietti in vendita dalle ore 12.00 di martedì 27 novembre.

Roland Orzabal e Curt Smith saranno in concerto il 9 luglio a Roma, sul palco del Rome Fest, all’Auditorium Parco della Musica. Il 10 luglio, invece, il duo si esibirà sul palco del Lucca Summer Festival, a Lucca. Le due date fanno parte del calendario del tour che tra giugno e luglio vedrà i Tears for Fears esibirsi sui palchi di alcuni festival europei.

I biglietti saranno in vendita dalle ore 12 di martedì 27 novembre su TicketOne.

I Tears For Fears si sono visti obbligati a rimandare il loro imminente tour già sold out a causa di impreviste ragioni di salute e sotto ordine del medico. Il tour, che avrebbe dovuto partire ad aprile, è stato riprogrammato per l’inizio del 2019.

I Tears For Fears si scusano con i loro fan e sono estremamente dispiaciuti per ogni inconveniente creato. Non vedono l’ora di mettersi al lavoro per completare il materiale per il loro primo nuovo album in quattordici anni, con la speranza di pubblicarlo questo autunno.

Il gruppo fu inizialmente associato ai movimenti new wave e new romantic ma presto irruppe nel mainstream delle grandi hit parade internazionali.

Il nome del duo deriva da un trattamento psicoterapeutico sviluppato dallo psicologo Arthur Janov, nel corso del quale il paziente riprova le primissime sensazioni dell’età perinatale, da cui il nome “Tears for Fears” (lacrime di paura).




Lucca Film Festival e Europa Cinema 2018

lucca film festival 2018

Ospiti internazionali e anteprime italiane per l’evento che si svolgerà dall’8 al 15 aprile tra Lucca e Viareggio

Stephen Frears, Rupert Everett, Martin Freeman e Anton Corbijn al Lucca Film Festival e Europa Cinema 2018

Si parte con l’attrice Sabina Guzzanti e le anteprime dei primi due episodi di Billions,
il film documentario Storie di Altromare di Lorenzo Garzella e Isle of Dogs di Wes Anderson

Stephen Frears, Martin Freeman, Rupert Everett, Anton Corbijn, Bertrand Bonello, Sabina Guzzanti e Laura Morante saranno fra i protagonisti del Lucca Film Festival e Europa Cinema 2018, la manifestazione cinematografica che dall’8 al 15 aprile si terrà nelle città di Lucca e Viareggio. Ad arricchire questo red carpet stellare gli omaggi, le proiezioni, i premi e gli incontri con il pubblico che il Festival ha voluto dedicare a ciascuna delle star presenti. Torna inoltre per il terzo anno consecutivo il Concorso internazionale di lungometraggi, con 14 film in competizione da tutto il mondo in prima italiana, a cui si affiancheranno le Anteprime fuori concorso e il consueto appuntamento con il Concorso internazionale di cortometraggi. Il festival si svolgerà in vari luoghi della città tra cui, a Lucca, nei cinema Astra e Centrale, al Teatro del Giglio, al Palazzo Ducale e alla Fondazione Ragghianti.

“Rendere al territorio un contributo in forma di cultura – ha spiegato Giambattista Chiarelli di Banca Pictet – è uno dei nostri obiettivi principali. Abbiamo investito nel film festival in una città come Lucca dove le iniziative culturali diventano di ampio respiro internazionale. Una manifestazione per il pubblico lucchese, per i turisti internazionali ma anche per i vicini di casa che volessero passare un week end in questa splendida città toscana tra arte e cinema”. 

“Il cinema è entrato come protagonista nella vita cittadina di Lucca e nella nostra società – ha detto Paolo Tacchi di Banca Generali Private Banking – grazie al film festival che ci porta in un mondo internazionale di star e di film imperdibili. Credere in una manifestazione di questo tipo vuol dire credere anche in un territorio e rendere ai cittadini e ai turisti un cartellone di divertimento e cultura cinematografica”.




Mal’aria di città 2011. Italia malata cronica, polveri sottili da record

Di Marco Milano

E’ stato un inverno soffocante, per molte città italiane, che hanno sofferto, e continuano a soffrire, del livello pericolosamente alto di PM10 registrato dalle centraline dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), indicando uno stato di malattia cronica da smog. Nei primi due mesi del 2011, solo in due giorni sono stati monitorati valori di PM10 al di sotto della soglia consentita (50 microgrammi per metro cubo). Questo significa che la quantità di polveri sottili, fumo, micro gocce di sostanze liquide in sospensione nell’atmosfera con un diametro uguale o inferiore a 10 micro-metri (10 millesimi di millimetro) – PM10, appunto.Queste particelle sono potenzialmente causa di patologie alle vie respiratorie, per via delle loro ridotte dimensioni che consentono di introdursi facilmente e in profondità negli organi coinvolti.

E’ il decreto legge n°60 del 2 aprile 2002 che fissa nelle città italian due limiti massimi di 50 µg/m³ come valore medio misurato nell’arco di 24 ore da non superare più di 35 volte all’anno e 40 µg/m³ come valore medio annuale. Già a inizio febbraio, Milano, ad esempio, aveva esaurito i 35 giorni di tolleranza per il superamento dei limiti di PM10 , facendo partire velocemente le infrazioni che costeranno al capoluogo lombardo il record per le città tra le più inquinate. I valori ampiamente fuori legge riguardano però anche alcuni comuni dell’hinterland – 137 a Limito di Pioltello e 121 ad Arese. A nulla sono serviti, quindi, i piani di blocco del traffico pensati dal comune a gennaio proprio per scongiurare questa situazione, che ha visto il superamento anche di tre volte della soglia critica. Si era passati da un blocco di 24 ore della circolazione dei mezzi più inquinanti, fino a uno stop totale del traffico, di domenica 30 gennaio, per il fallimento del provvedimento nel voler coprire 72 ore consecutive di polveri al di sotto della soglia. Le voci di protesta si sono levate a guida, principalmente, di Legambiente. Dopo la pubblicazione del dossier Mal’aria di città, un report negativo relativo all’annata 2010, i rappresentanti dell’associazione ambientalista hanno incontrato il sindaco Letizia Moratti e gli amministratori milanesi, per consegnare una simbolica maschera antismog d’oro. Una provocazione che però non sembra poter trovare facili risposte, quantomeno non immediate. Il pesante inquinamento, che stringe la città e l’entroterra, è probabilmente destinato a crescere, visti i previsti nuovi piani di costruzione di insediamenti abitativi che, inevitabilmente, aumenteranno il traffico automobilistico, causa prima dell’aumento di PM10 – 7% nelle zone periferiche, 23% di traffico commerciale.

C’è stato un segnale di reazione, da parte dell’amministrazione: sabato 5 febbraio, alla vigilia della seconda domenica a piedi, è partita una mini campagna del Comune in collaborazione con Avis – Milano. Per cinque giorni, nelle piazze cittadine, personale sanitario specializzato a bordo di unità mobili dell’Avis hanno offerto ai milanesi la possibilità di test gratuiti per misurare il respiro, e valutare la funzionalità polmonare. Il test è senz’altro utile per monitorare la salute delle vie respiratorie e diagnosticare eventuali malattie – come la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), terza causa di morte nel mondo occidentale. Ma serve, a ben vedere, solo a confermare l’emergenza, con valore apparentemente solo simbolico.Altro obiettivo dovrebbero avere il nuovo piano anti inquinamento, che dovrebbe vietare nei giorni feriali la circolazione dei veicoli a benzina, corrispondenti a circa 13.500, e abbassare le temperature consentite all’interno delle abitazioni. La volontà e l’auspicio degli amministratori è di introdurre un codice comportamentale per la città, più che una misura d’emergenza. Che va però affrontata, prima di immaginare una troppo futuribile Milano ecologica.

Stando sempre a quanto riportato nel dossier Mal’Aria di città, in alto alla lista spiccano tristemente Torino e Frosinone, con 134 e 108 sforamenti. Tra le cause di questi alti e preoccupanti livelli di inquinamento atmosferico ci sarebbe il traffico, le emissioni delle industrie e inefficaci piani che favoriscano la mobilità pubblica invece che quella privata. Torino e Frosinone sarebbero seguite da Asti con 98 sforamenti, Lucca 97, Ancona 96 e Napoli 35. La situazione più terribile è complessivamente quella della Pianura Padana, dove vi sono ben 30  dei 48 capoluoghi “fuori legge” per eccessiva presenza dei PM10. Ogni città la sua pena, Trieste, Padova, Milano e Torino destano la preoccupazione di Legambiente per la forte presenza di benzo(a)pirene, pericoloso agente cancerogeno, particolarmente presente nelle aree industrializzate, dove il traffico rende la situazione insostenibile.

Al primo posto – tra le cause di questo eccessivo “mal d’aria” – troviamo la mobilità, responsabile del 50% delle polveri sottili a Roma e dell’84% degli ossidi di azoto a Napoli: il trasporto su gomme produce ogni anno circa il 34,7% del PM10, il 55,5% del benzene, il 51,7% degli ossidi di azoto, il 43,1% del monossido di carbonio.   Segue l’industria siderurgica e petrolchimica, che produce il 75% degli ossidi di zolfo (SOx), il 31,5% degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e il 28,8% delle polveri sottili (PM10).   Infine, le emissioni prodotte dai riscaldamenti domestici (il 18,7% delle polveri sottili e il 46% degli idrocarburi policiclici aromatici). Il triste bilancio che ne consegue è che più di 15 persone ogni 10.000 abitanti muore per patologie legate all’inquinamento da polveri sottili. Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente sostiene che sarebbero necessari interventi più ampi e strutturali per incentivare il trasporto pubblico ed una legge quadro sulla mobilità che stabilisca criteri uniformi per ogni comune e provincia oltre che lo stanziamento di opportuni fondi per rendere questi obiettivi realizzabili.