Adesso Club Tour. Diodato al Monk

Quando un artista possiede quella particolare luce negli occhi, la conserva nonostante la carriera e i successi e riesce a comunicarla al suo pubblico, può sicuramente pensare di aver centrato l’obiettivo. E in Diodato questa luce sembra accendersi sempre più, passo dopo passo. La passione la respiri quando gli sei vicino, la trasmette costantemente, che sia sul palco di Sanremo, dove lo abbiamo visto insieme a Roy Paci in Adesso, in un club o semplicemente nel backstage dopo un concerto.

Ieri sera è stato il palco del Monk di Roma ad accoglierlo, per la settima data del tour Adesso Club che lo vedrà impegnato ancora per due date in Italia per poi spostarsi all’Estero.

L’atmosfera è subito calda sulle note di I miei demoni, dichiarando immediatamente l’impronta rock scelta per la serata; le vibrazioni sotto cassa sono di impatto così forte ed immediato da non riuscire a non muovere almeno una parte del corpo. E si prosegue così tra i rimorsi di Ubriaco e l’incapacità di reagire di Paralisi. Ma poi l’atmosfera si distende sulla delicatezza di Fiori immaginari per approdare ad una cover d’eccezione direttamente dal 1966, Amore che vieni, amore che vai reinterpretata in una veste nuova seppur sempre con quell’aura malinconica che le è connaturata.

Ancora due brani meravigliosamente intimi Cosa siamo diventati e Mi si scoglie la bocca, che forse rappresentano a pieno la capacità di Diodato di entrare e penetrare quei sentimenti reconditi dell’animo umano e nei tormenti che ne derivano e ne esprimono l’abilità di rappresentarle attraverso le parole e la musica.

Finalmente arriva il brano che tutto il pubblico aspettava di sentire dal vivo, Adesso, un meraviglioso inno alla vita vera, a quegli aspetti di quotidianeità semplici che stiamo purtroppo perdendo, ma che sono da cogliere ora, da recuperare perché tutto sommato è “adesso, tutto ciò che avremo”.

Diodato ci saluta poi con l’ultimo brano Di questa felicità, ma il pubblico acclama un bis, prontamente concesso con altri tre brani Babilonia, Se solo avessi un altro e per chiudere uno dei suoi brani più divertenti e autoironici, Cretino che sei per farci ricordare quanto ognuno di noi nella vita lo è stato, soffrendo e guardando la vita con estremo disincanto, ma ricominciando ogni volta da un semplice sguardo.

 

 

 

 




Jacob Collier, un alieno al Monk

Ha deciso di chiudere al Monk di Roma il suo tour mondiale, Jacob Collier, classe 1994, ragazzo prodigio con un talento probabilmente mai visto prima d’ora. Definito ormai come il “nuovo messia del jazz”, in realtà non è facilmente inquadrabile in un unico e prestabilito genere, ma li attraversa facilmente tutti, passando dal funk al jazz anche in uno stesso brano. La sua enorme capacità di polistrumentista gli permette, inoltre, non solo di saltare da un genere all’altro, ma di suonare, per di più anche egregiamente, una molteplicità di strumenti in perfetta armonia tra loro.

Collier è capace non solo di reinterpretare qualsiasi brano, ma di ridisegnarlo a sua immagine e, forse anche con l’aiuto della tecnologia, è capace di portare chi lo ascolta verso un mondo “altro”. Quando inizia il concerto con il primo brano “Don’t You Worry ‘Bout a Thing” sembra siano arrivati gli alieni sul palco del Monk, probabilmente anche sul volto dello stesso Stevie Wonder avremmo potuto notare una strana smorfia di sorpresa.

E l’atmosfera evocativa continua con In My Room, chiara e netta immagine della sua reale stanza dove per anni avrà studiato e sviscerato ogni singolo elemento dei suoi strumenti, quasi a catturarne ogni più piccolo segreto.

Una carica di energia sferzante che non può non farti ballare, ma poi subito un passaggio inaspettato alla dolce carezza di In The Real Early Morning, che appare come un ricordo lontano ancora presente.

A chiudere poi, su richiesta di un pubblico scatenato, Blackbird di Paul McCurtney, reinterpretata in maniera così melodica da rimanere nella mente di ogni singolo ascoltatore che ne cantava e ricantava il ritonello uscendo dal locale e probabilmente anche prima di addormentarsi.

Insomma Jacob è assolutamente un fenomeno raro, giovane, ma di sicuro poco acerbo, pronto a stupirci molto presto.




Med Free Orchestra @Monk per l’Esperantofest

Ultimo appuntamento quello di ieri sera con #EsperantoFest, la nuova rassegna musicale del MONK Roma.

Esperanto fest nasce da un’idea di Francesco Fiore, musicista e fondatore della Med Free Orkestra, ensemble multietnico composto da sedici musicisti provenienti da varie aree del mondo.  Ogni appuntamento ha visto la Med Free Orkestra “dialogare” in note con ospiti musicali che si avvicendano sul palco.

La serata di ieri ha visto sul palco dei Guest davvero speciali, ma soprattutto grandi amici della MFO: Roy Paci, Sandro Joyeux, Matteo Kutso Gabbianelli dei kuTso, Andrea Ruggiero (VIOLINO) Davide Toffolo dei Tre allegri ragazzi morti e Jose Ramon Caraballo Armas
Francesco Fiore crede nell’azione “terapeutica” della musica: «cantiamo le idee per sensibilizzare il mondo, e lo facciamo ballando. Perché tutti abbiamo bisogno di bellezza, di vedere cose belle e sperare soprattutto in cose belle…»
Foto di Serena De Angelis




Fast Animals and Slow Kids: un sold out spettacolare al Monk di Roma!

Foto di Serena De Angelis

Tornano a calcare i palchi d’Italia i FASK, ad un anno esatto di distanza dallo straordinario successo di “Alaska Tour”, terminato con sei sold out e 2.800 paganti all’ultimo concerto all’Alcatraz di Milano.

La band, affermatasi negli anni come una delle più solide ed originali rock band del panorama indipendente italiano riparte con il “FORSE NON È LA FELICITÁ TOUR”, che toccherà quasi ogni regione d’Italia, facendo tappa nei migliori live club della Penisola.

Il tour sarà anticipato venerdì 3 febbraio 2017 dall’uscita del nuovo album, dal titolo “FORSE NON È LA FELICITÁ” (Woodworm Label). Un disco energico e dalle importanti contaminazioni, nato in assoluta libertà espressiva, che sviluppa, con sorprendente continuità rispetto ai dischi precedenti, una risposta ai disordini che la vita impone.




I Julie’s Haircut @Monk il 31 marzo

Venerdi 31 Marzo 2017 // MONK Roma
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ROME PSYCH NITE:
● ● ● Julie’s Haircut ● ● ● live at MONK ● ● ●

I Julie’s Haircut presentano il nuovo album “Invocation and Ritual Dance of My Demon Twin” uscito per la prestigiosa label inglese Rocket Recordings.

+ Special Guest:
● ● ● Uochi Toki ● ● ● live at MONK

#INGRESSO
con Tessera Arci + Contributo all’Attività:

● 6€ + d.p. >>> versando il Contributo online con DO IT YOURSELF (qui:https://www.diyticket.it/events/musica/244/julies-haircuit // riservato ai soci)

● 6€ + d.p. >>> versando il Contributo online con BOXOL
(qui: https://www.boxol.it/it/event/julies-haircut/198498 // riservato ai soci)

● 6€ + d.p. >>> versando il Contributo online con I-TICKET
(qui: http://i-ticket.it/prevendita/index.php?cmd=event&event_id=2300 // riservato ai soci)

● 8€ >>> versando il Contributo direttamente all’ingresso

MONK – Circolo Arci
Via Giuseppe Mirri, 35 ROMA
#staymonk

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● ● ● JULIE’S HAIRCUT ● ● ●

In attività dal 1994, I Julie’s Haircut sono un collettivo di cinque musicisti emiliani. Il loro album di debutto “Fever in the funk house” (Gamma Pop, 1999), uno strano mix di garage rock, psichedelia noise e melodie pop fu salutato dalla critica come uno dei migliori debutti indie-rock italiani ed è stato inserito dalla rivista Rumore nella lista dei 50 album italiani fondamentali degli anni ’90.

Il successivo “Stars never looked so bright” (Gamma Pop, 2001) mescolava questi elementi con un approccio più soul, rispecchiando l’amore per la black music degli anni ’60 maturato in seno alla band. Nel 2003, dopo essere passati sotto l’egida della bolognese Homesleep Records I Julie’s Haircut hanno pubblicato il loro terzo album “Adult situations”, il primo a godere di una distribuzione internazionale. Qui melodia e psichedelia si compenetrano in maniera più personale. Dal 2005 la musica dei Julie’s Haircut si è mossa verso territori più sperimentali, concentrandosi maggiormente sull’improvvisazione e la ricerca sonora, senza perdere contatto con il groove e la melodia che hanno caratterizzato la loro musica fin dal primo giorno. Il frutto più immediato è “After dark, my sweet” (Homesleep, 2006), il quarto fortunato album della band, che vede la partecipazione dell’ex Spacemen 3 Sonic Boom, acclamato come uno dei migliori album dell’anno e inserito dalla rivista Il Mucchio nella top 20 degli album psichedelici italiani dagli anni ’80 in poi. Nel 2006 fungono anche da “sound carriers” per alcune performance dell’ex cantante dei Can Damo Suzuki, entrando così a far parte del Damo Suzuki Network e consolidando una solida relazione con l’artista nippo-tedesco che continua ancora oggi. Nel 2009 esce il quinto doppio album “Our Secret Ceremony” per l’etichetta A Silent Place. Nel 2010 realizzano per la rassegna “Storie di Straordinaria Scrittura” lo spettacolo Transformed a Carpi, nel quale risuonano l’intero album Transformer di Lou Reed accompagnati da diversi ospiti vocali come Violante Placido, Angela Baraldi, Lilith, Giovanni Gulino, Alessandra Gismondi. Lo stesso anno partecipano con Peter Hook all’omaggio ai Joy Division Unknown Pleasures a Reggio Emilia. Un nuovo singolo 10″, che include cover di The Tarot dalla colonna sonora de “La Montagna Sacra” di A. Jodorowsky e di O Venezia Venaga Venusia di Nino Rota dalla colonna sonora del “Casanova di Federico Fellini” viene pubblicato nel giugno 2011 sulla risorta etichetta Gamma Pop. A giungo 2012 esce per Wood Worm & Trovarobato un nuovo EP di 4 tracce inedite intitolato “The Wildlife Variations”. Nel 2012 la band ha dato inizio a una collaborazione con il compositore contemporaneo americano Philip Corner, sfociata in una performance live a Reggio Emilia, in una session di registrazioni di musiche di Corner sotto la direzione del compositore e in una installazione sonora per la prestigiosa mostra “Women in Fluxus and other experimental tales”, tenutasi a Palazzo Magnani a Reggio Emilia. A marzo 2013 Gamma Pop pubblica il singolo in 7″ split “Downtown Love Tragedies”, condiviso con gli amici di lunga data CUT, nel quale rivisitano il classico di Bill Withers Who is he and what is he to you. In ottobre 2013 esce l’album “Ashram Equinox” per Wood Worm / Audioglobe / Rough Trade.

A febbraio 2017, entrati nel roster della prestigiosa label inglese Rocket Recordings, pubblicano il nuovo album “Invocation and Ritual Dance of My Demon Twin”.

● ● MORE:
> http://www.julieshaircut.com/

Julie’s Haircut – photo cover:
Ilaria Magliocchetti Lombi

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● ● ● UOCHI TOKI ● ● ●

Gli Uochi Toki, Rico e Napo, sono un duo che suona le Galassie e le profondità della Terra tramite i campionatori e racconta del Tutto, del Niente e del Qualcosa tramite un rap frastagliato. Si formano durante i primi adolescenziali raduni Fremen sulle sabbie dei deserti delle città dormitorio senza tradizione nel Nord Ovest della Penisola. Hanno fatto i primi dischi a digiuno di nozioni su cosa fossero le etichette e le auto-produzioni, semplicemente lavorando in campagna per guadagnare i soldi necessari alle stampe (in “Scusate secondo voi il dentifricio costituisce ancora uno status symbol?”), per poi incontrare in sequenza i bucanieri della Burp Publications (in “Vocapatch”, “Uochi Toki” e “Laze Biose”) i maniscalchi della Wallace Records (in “La chiave del 20”) e gli architetti della Tempesta Dischi (in “Libro Audio”, “Cuore Amore Errore Disintegrazione” e “Idioti”) per mettere infine in pratica le nozioni apprese e collaborare talvolta con gli alchimisti Corpoc (in “Distopi” e “Cystema Solari”), talvolta semplicemente da soli senza etichetta e senza ufficio stampa (in “Macchina da Guerra”). Nel 2015 escono di nuovo con la Tempesta Dischi mandando alle stampe “Il Limite Valicabile”, una sorta di grande cartina geografica ipertestuale su doppio cd che regala una visione d’insieme prima di passare ad una osservazione ulteriore. Oltre a diversi progetti che li vedono operare da soli (Rico come tecnico del suono live e in studio e Napo come disegnatore sotto lo pseudonimo di Lapis Niger) collaborano entrambi attivamente con Megabaita, un team per la creazione di immaginari animati tramite la modellazione 3d, producendo teaser (per “Cystema Solari”), videoclip destrutturati (Ovo “I Cannibali” e Uochi Toki “Voglio sentire le urla del re”) e ulteriori idee che stanno germogliando sotto il terreno.

● ● MORE:
> http://www.fiscerprais.com/uochi/

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Monk // C’Mon! // Circolo Arci Roma
Via G. Mirri, 35 – Portonaccio – RM
#staymonk

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INFO:
http://www.monkroma.club/
06 6485 0987
INGRESSO con Tessera ARCI

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COME ARRIVARE:

MONK // Via Giuseppe Mirri, 35 // ROMA

>> Clicca qui per vedere la mappa e per capire dove siamo:
https://www.bing.com/maps/default.aspx?v=2&pc=FACEBK&mid=8100&where1=Via+Giuseppe+Mirri+35%2C+00100+Roma&name=MONK+CLUB&mkt=it-I




La Med Free Orchestra il 30 Marzo al MONK di Roma!

● ● ● ESPERANTO FEST ● ● ● dalle h22.00

Giovedì 30 marzo ultimo appuntamento con #EsperantoFest, nuova rassegna musicale che si svolgerà al MONK Roma.

Esperanto fest nasce da un’idea di Francesco Fiore, musicista e fondatore della Med Free Orkestra, ensemble multietnico composto da sedici musicisti provenienti da varie aree del mondo.

Ogni appuntamento vedrà la Med Free Orkestra “dialogare” in note con ospiti musicali che si avvicenderanno sul palco.

La serata del 30 marzo vedrà sul palco dei Guest davvero speciali, ma soprattutto grandi amici della MFO, Roy Paci, Sandro Joyeux, Matteo Kutso Gabbianelli dei kuTso, Andrea Ruggiero (VIOLINO) Davide Toffolo dei Tre allegri ragazzi morti e Jose Ramon Caraballo Armas…Francesco Fiore crede nell’azione “terapeutica” della musica: «cantiamo le idee per sensibilizzare il mondo, e lo facciamo ballando. Perché tutti abbiamo bisogno di bellezza, di vedere cose belle e sperare soprattutto in cose belle…»

>> a seguire:
● ● ● FABIO LUZIETTI // Radio Sonica _ DJSET

#INGRESSO
con Tessera Arci + Contributo all’Attività:

● 8€ + d.p. >>> in prevendita con DO IT YOURSELF
(qui: https://www.diyticket.it/events/musica/276/esperanto-fest // riservato ai soci)

● 10€ >>> versando il Contributo direttamente all’ingresso

MONK – Circolo Arci
Via Giuseppe Mirri, 35
www.monkroma.club
#staymonk




I Dandy Warhols al Monk il prossimo 17 febbraio

Sono due la date annunciate in Italia: il 17 Febbraio al Monk di Roma e il 18 Febbraio al Circolo Magnolia di Milano, la loro hit, “Bohemian Like You”, è stata una delle canzoni più suonate dalle radio di tutto il mondo, e l’album “Thirteen Tales From Urban Bohemia”, li ha consacrati al grande pubblico grazie ad un sound accattivante ispirato a Velvet Underground, Beach Boys, Shadows, Beatles e Rolling Stones.

The Dandy Warhols annunciano il loro ritorno con “Distortland”, il loro ultimo album pubblicato lo scorso 8 Aprile per Dine Alone Records / Caroline, e anticipato dal singolo “You Are Killing Me”.

VENERDÌ 17 FEBBRAIO

ROMA – MONK

www.monkroma.club

Via Giuseppe Mirri, 35, 00159 Roma

Biglietto: € 20,00 + d.p.

Prevendite disponibili su www.boxol.it e www.i-ticket.it

 

 

SABATO 18 FEBBRAIO

MILANO – MAGNOLIA

www.circolomagnolia.it

Via Circonvallazione Idroscalo, 41, 20090 Segrate MI

Biglietto: € 22,00 + d.p.

Prevendite disponibili su www.ticketone.it e www.mailticket.it

da Venerdì 7 Ottobre alle ore 11.00




La Batteria live @Monk di Roma

Un Monk affollatissimo per il live de La Batteria.  Sulla scia dell’uscito del mini album ‘Tossico Amore’, l’album reinterpretazione dei brani di Detto Mariano scritti per il cult movie ‘Amore Tossico’ di Claudio Caligari, in molti hanno così avuto l’occasione per ascoltare la band eseguire dal vivo brani da “LA BATTERIA”, omonimo album, da “Fegatelli” e naturalmente da “Tossico Amore”.

LA BATTERIA, formata da veterani della scena musicale romana più trasversale, propone nei suoi live un’esperienza evento tra passato e futuro, che scrive un altro capitolo della nuova produzione contemporanea italiana.

Foto: Serena De Angelis




La Batteria live al Monk di Roma

Sabato 21 Gennaio, dopo l’esibizione con Stefano Bollani su Rai1, LA BATTERIA sarà LIVE al MONK di Roma.

Sulla scia dell’uscito del mini album ‘Tossico Amore’, l’album reinterpretazione dei brani di Detto Mariano scritti per il cult movie ‘Amore Tossico’ di Claudio Caligari, arriva l’occasione per ascoltare la band eseguire dal vivo brani da “LA BATTERIA”, omonimo album, da “Fegatelli” e naturalmente da “Tossico Amore”.

LA BATTERIA, formata da veterani della scena musicale romana più trasversale, vi propone un’esperienza evento tra passato e futuro, per scrivere un altro capitolo della nuova produzione contemporanea italiana.

INGRESSO
con Tessera Arci + 5€ Contributo all’Attività
MONK – Circolo Arci
Via Giuseppe Mirri, 35 ROMA
#staymonk

> Open > h20.00
> #LaBATTERIA _ live > h22.00
> #RadioSonica _ djset > H.24.00

INFO:
http://www.monkroma.club/
06 6485 0987
INGRESSO con Tessera ARCI

● ● ● LA BATTERIA ● ● ●

Dopo quasi due anni di concerti per la penisola e dopo essere stati chiamati e aver suonato insieme a Stefano Bollani su RAI1, La Batteria arriva live al#MONK di Roma il 21 Gennaio.
Uniti dal comune amore per le colonne sonore e le sonorizzazioni italiane degli anni ’60 e ’70, i quattro componenti de La Batteria sono veterani della scena musicale romana più trasversale, con esperienze che vanno dal post-rock progressivo (Fonderia), al pop (Otto Ohm, Angela Baraldi), al jazz sperimentale (I.H.C.), al hip hop (La Comitiva, Colle Der Fomento) fino alla world music (Orchestra di Piazza Vittorio).
La band propone brani originali ispirati a quel suono e a quella scrittura così particolare che dominava la musica per immagini nel nostro paese negli anni che vanno dal 1968 al 1980, periodo caratterizzato dalla creatività e vocazione sperimentale di compositori come Ennio Morricone, Stelvio Cipriani, Alessandro Alessandroni, Bruno Nicolai e di gruppi come i Goblin e I Marc 4.
Il primo album omonimo de La Batteria, registrato utilizzando tutti strumenti vintage, non è una operazione di revival di un’epoca d’oro, ma piuttosto il tentativo riuscito di riappropriarsi di uno stile e di un suono del passato per proiettarlo nella contemporaneità. Così fra le pieghe del loro prog-funk cinematico si possono ritrovare anche influenze che spaziano dal afrobeat, al hip hop, alla musica elettronica e al rock alternativo degli anni 80 e 90, tutte filtrate però attraverso una sensibilità ed un modo di scrivere e di suonare tipicamente italiani.
Seguono al primo album un Ep ”Fegatelli” e “Tossico Amore” è il tributo personale de La Batteria alle sinistre idee del compositore Detto Mariano e alla pellicola di Claudio Caligari del 1983.
L’ Ep ”Fegatelli” contiene due brani inediti “Superbum”, scritta per la colonna sonora del documentario “Il Cerchio” e ri-registrata per l’occasione, e una rielaborazione del tema principale del telefilm “L’ispettore Derrick” scritta da Les Humphries e registrata per la compilation di Rockit “Game Of Songs”. Inoltre sempre nell’EP si hanno 5 remix di brani tratti dall’album d’esordio de La Batteria, affidati ad artisti e produttori che vanno da Jolly Mare e Roy Paci (con il loro remake di “Chimera” ribattezzata “Iper Chimera”) all’italo-inglese Ad Bourke, che sposta “Formula” in territorio acid, passando per The Johnny Fresh Experience (aka Zizzed aka Vincenzo Catanzaro) che spinge lo stesso brano ai confini dell’EDM. A chiudere il quintetto dei remix ci sono quelli di DJ Stile (“Vice Versa”) e Little Tony Negri (ovvero il batterista David Nerattini) che, con l’aiuto dei Colle Der Fomento in “Persona Non Grata”, rinsaldano invece i legami della band con l’hip hop.
Con “Tossico Amore” La Batteria da pieno slancio al suo bagaglio interpretativo, costruendo un monolite di moderno prog-rock, fatto di numerosi micro-movimenti, che cronometrano l’esperienza pionieristica del maestro Detto Mariano, proiettandola in un nuovo emisfero sonoro. E’ la definitiva affermazione stilistica dei nostri, completamente a loro agio nel rivisitare le idee originali legate alla pellicola che spostano ai primi anni Ottanta il periodo di riferimento sonoro, con echi di new wave e synth-pop che si mescolano alle suggestioni della decade precedente. Una musica che ora prende vita, autonomamente, ricordandoci anche come lo spirito della musica progressiva italiana (si tratti di rock, jazz, library o musica per il cinema) possa tornare a vibrare con il presente, abbracciando il nuovo millennio con decisione. Uno sballo – sul serio – musicale.

Guarda il nuovo video estratto da Tossico Amore, realizzato per il brano M17 da Daniele Spanò, autore dei visual che accompagnano i concerti della band, con la partecipazione di Pierugo Le Bon.
https://youtu.be/teqePRp7woE

Ed ancora ecco M17 Remixes feat. Iceone, king hip-hop da Ostia, e da Cristiano Balducci, autore della colonna sonora di “Non essere cattivo”.
Entrambi i remix sono scaricabili gratuitamente
Bandcamp della Band: https://labatteria.bandcamp.com/




Fotoconcerto: Bugo live @Monk

Foto di Stefano D’Offizi
L’attesa per il completamento del nuovo progetto discografico di Bugo è finita. Il nuovo album è uscito in vinile il 15 aprile in occasione del Record Store Day con il titolo “Nessuna scala da salire” (Carosello Records): scelta non convenzionale e rivoluzionaria che rispecchia a pieno lo spirito e lo stile del personaggio Bugo. I vinili, in tiratura limitata, sono disponibili sul sito di musicfirst.it.  L’album è il completamento dell’EP “Arrivano i nostri” uscito solo in digitale a fine ottobre 2015.

Dopo il successo del tour invernale, che ha visto l’eclettico artista suonare in giro per l’Italia e registrare ovunque il tutto esaurito, Bugo è nuovamente sui palchi italiani e ieri sera ha suonato al Monk di Roma.