Ecologia del vivere: quei muri che salvano vite

 

Di Stefania Taruffi

In tempi di terremoti e tsunami, disastri ecologici e quant’altro, scoprire fra tante macerie piccole storie a lieto fine, è  sempre un segno di speranza. Quando è la natura a sorprenderci, quando non è l’uomo con la sua ingerenza a causare il male alla terra e ai suoi abitanti, allora è proprio l’uomo, spesso, con la sua lungimiranza, il sesto senso, a salvare anche intere popolazioni.

E’ il caso del sindaco di un piccolo paese di tremila anime sulla costa nord-est del Giappone, Kotako Wamura, morto 14 anni fa, sindaco per oltre quarant’anni, che fece erigere un muro di protezione e una chiusa mobile alta 15 metri e mezzo e larga 205 a difesa del villaggio, per il quale spese una cospicua somma di denaro pubblico (oltre tre miliardi e mezzo di yen, pari a 21 milioni di euro odierni).  Wamura aveva vissuto la sua infanzia con i fantasmi dello tsunami che aveva raso al suolo Fudai nel 1896 e con la terribile realtà vissuta nel marzo del 1933, quando immense onde scatenate da un terremoto, travolsero la costa nordorientale del Giappone e uccisero centinaia di persone nel suo villaggio. Quando divenne sindaco, il suo primo obiettivo fu quello di proteggere la popolazione dalla furia devastante della natura, che in quei luoghi è molto aggressiva e andando contro l’opinione pubblica, che ostacolò in tutti i modi la costruzione di un simile ‘mostro’ in cemento e acciaio, riuscì a terminarlo nel 1967.

Quel muro, l’11 marzo del 2011, quando un’onda terrificante ha distrutto una gran parte del Giappone, ha salvato il villaggio di Fudai. Finanche la scuola addossata è rimasta illesa. Il villaggio non ha subito danni, i cittadini si sono salvati. Da allora la tomba di Wamura è divenuta meta di pellegrinaggio per i sopravvissuti e un esempio per gli altri paesi limitrofi, che avevano muri meno imponenti e invadenti, ma poco efficaci. E l’ex sindaco deceduto, è divenuto un eroe.

Questo dimostra che l’ambiente va rispettato, ma anche temuto. E per farlo occorre coraggio. Il coraggio di lottare per qualcosa in cui si crede fortemente, anche se non è propriamente in linea con l’estetica del paesaggio. E il coraggio di quest’uomo, ha salvato un intero villaggio, che gli è e gli sarà per sempre riconoscente.

Foto in licenza CC: Love_child_kyoto




Ebay: artisti EMI in un’esclusiva asta per il Giappone

Il mondo della musica si mobilita per aiutare il Giappone, la casa discografica EMI ha messo a disposizione su eBay oggetti appartenenti ad alcune tra le star più famose al mondo: Coldplay, Norah Jones, Katy Perry, Gorillaz, Iron Maiden, Jane Birkin, The Beach Boys, David Guetta, Michael Franti, Lady Antebellum, The Chemical Brothers, Depeche Mode, Celtic Woman, 30 Seconds To Mars, Rosanne Cash, Herbert Grönemeyer, Angela Gheorgiu, Keith Urban, Good Charlotte, e The Beatles. Il ricavato andrà alla Croce Rossa giapponese per aiutare le persone colpite dal terremoto e dallo tsunami. EMI Group si è preso l’impegno di raddoppiare i fondi raccolti dall’asta fino ad un massimo di un milione di euro.

La prima parte dell’asta è iniziata il 5 aprile e andrà avanti fino al 15: in vendita oltre 200 esclusivi oggetti “che i soldi non possono comprare”. Una seconda fase dell’asta si terrà fra l’11 e il 21 aprile. Tutti gli oggetti in vendita sono visibili sul sito ebay.com/EMIfamily4Japan

La lista degli oggetti in vendita durante la prima fase dell’asta di beneficenza a partire dal 5 aprile fino al 15 aprile include:

  • 30 Seconds to Mars – 2 biglietti per un concerto negli Stati Uniti a scelta, un incontro con la band, unalimited edition di un oggetto di merchandising firmato, l’accesso ad un concerto a lato del palco; un posto sul palco per accompagnare la band durante la performance di “Kings & Queens”
  • Aaron Neville – un libro di poesia firmato
  • Alice In Chains – una scaletta firmata e 20 poster
  • Angela Gheorghiu – il kimono usato per la “Madame Butterfly”
  • B-52s – un vestito indossato da Kate Pierson, e una chitarra firmata
  • Bat For Lashes – un costume indossato da Natasha, e una lettera firmata
  • Beastie Boys – un disco d’oro giapponese, un MTV Award giapponese e una copia rara della loro bambola BAPE, tutto autografato
  • Celtic Woman – un vestito originale indossato da Mairead Nesbitt nel DVD ‘A Christmas Celebration Live’
  • The Chemical Brothers – due biglietti per Coachella, una meet & greet con la band e una scaletta firmata
  • Coldplay – la giacca usata da Chris Martin durante il “Viva la Vida World Tour” del 2010
  • Darius Rucker – una chitarra firmata, una palla da calcio firmato e un CD firmato
  • Depeche Mode – una litografia limited edition creata per celebrare l’uscita del DVD ‘Tour of The Universe Barcelona’, incornicata e autografata dalla band
  • Dierks Bentley – il testo scritto a mano di ‘Beautiful World’, un CD firmato, una foto firmata, e una palla da calcio firmata
  • Eric Church una chitarra acustica autografata
  • Family Force 5 – una cena privata in compagnia della band, ad Atlanta
  • Good Charlotte – una meet & greet con la band, una chitarra firmata, e biglietti in omaggio per un concerto
  • Herbert Grönemeyer – una cena con lui a Berlino
  • Hot Chip – il disegno originale dall’album ‘Coming On Strong’
  • Huey Lewis & The News – testi incornicati, scritti a mano e firmati, più un album d’oro certificato e personalizato del Greatest Hits, un concerto VIP experience e una chiamata telefonica personale di Huey al vincitore
  • Immodesty Blaize – un vestito anni ‘40 usato per un servizio forografico
  • Jane Birkin – la sua borsa ‘Birkin’ personale
  • Julien Clerc – un disco di platino autografato
  • Keith Urban – due biglietti e un meet & greet privato, durante il suo tour “Closer”
  • Keren Ann – una chitarra firmata
  • The Kooks – il testo di ‘Ooh La’ scritto a mano
  • Lady Antebellum – una chitarra acustica firmata
  • Little Big Town – una chitarra acustica firmata
  • Luke Bryan – una chitarra firmata
  • Melanie Chisholm – la cintura Cavalli indossata durante il tour mondiale delle Spice Girls
  • Michael Franti – cinque notti nel suo centro yoga a Bali
  • Raphael – il premio “NRJ Award for Best Male Artist” del 2006
  • Sick Puppies – una chitarra acustica firmata
  • Simple Minds – una giornata in tour con la band
  • Tinie Tempah – la giacca rosa che indossa nel video di ‘Frisky’
  • Tiziano Ferro – un ritratto di Tiziano realizzato da un’artista tedesca, ispirato ad alcune delle sue più belle canzoni
  • Vasco Rossi – un tappeto nero usato in occasione della conferenza stampa per il lancio del suo nuovo album ‘Vivere o Niente’

 

La lista degli oggetti in vendita per la seconda fase dell’asta per beneficenza dal 11 al 21 aprile include

 

  • Arcade Fire – Quattro biglietti VIP per il loro concerto  in Hyde Park il 30 giugno 2011
  • B-52s – una chitarra firmata
  • Beach Boys – una placca di ‘Pet Sounds’ limited edition e autografata, più il testo incornicato di una canzone degli Beach Boys, scritto a mano e firmato da Brian Wilson, un meet & greet con la band al prossimo show di Brian Wilson in Europa
  • The Beatles – l’ultima delle biciclette ‘Schwinn’ in edizione limitata e decorata con l’artwork di ‘Yellow Submarine’
  • Billy Corgan (Smashing Pumpkins) – una tshirt del tour in edizione limitata, autografata e indossatat da Billy Corgan
  • Chris Tomlin – testi scritti a mano e firmati
  • Corinne Bailey Rae – una dei suoi vestiti preferiti Prada indossata da Corinne durante il suo primo tour, accompagnato da una nota di Corinne
  • Daft Punk – 1987 Ferrari 412, usato nel film Electroma dei Daft Punk
  • David Bowie – 35 album autografati
  • David Crowder Band – una chitarra Yamaha firmata
  • David Gilmour – tre stampe firmate e incornicate di David Gilmour a Gdansk, fotografato da Anna Wloch, tra cui:  David, Polly e Lech Walesa, David sul palco al soundcheck e una selezione delle chitarre di David
  • David Guetta – il suo Apple MacBook, usato per la creazione dei  demo per l’album ‘One Love’.
  • Deadmau5 – il suo famoso costume diamante mau5 che indossa sul palco
  • Dean Martin – l’opportunità di registrare un duetto con Dino agli Capitol Studios famosi in tutto il mondo
  • Duffy – la bicicletta usata da Duffy nello spot della Diet Coke nel 2009
  • Duran Duran – un quadro realizzato dalla band
  • A Fine Frenzy – il vestito indossato da Alison durante i Grammy Awards del 2011, più il testo di una sua canzone a scelta, scritto a mano
  • Gorillaz – una litografia limited edition con certificato di autenticità firmata da Jamie Hewlett e da Damon Albarn
  • Helene Fischer – un vestito indossato da Helene sul palco
  • Iron Maiden – una stampa limited edition di ‘Ed Force One’ firmata, due pezzi dell’artwork originale usati in Giappone nel 2011 e firmati dall’artista Herve Monjeaud, più le bacchette di Nicko McBrain firmate e usate durante il world tour The Final Frontier.
  • Jeff Bridges – una chitarra firmata, e un disegno del labirinto nel suo giardino
  • JLS – le maglie bowling di Aston e Ortise usati durante le registrazioni di ‘Stars & Strikes’, più due album firmati
  • Jonas Brothers – una borsa firmata
  • Juan Luis Guerra – il cappello indossato sulla cover di  “La Llave De Mi Corazon’, firmato dall’artista
  • Katy Perry – il trampolino a forma di muffin usato sul palco del tour California Dreams in corso
  • Kylie Minogue – la scritta ‘Kylie’ realizzata in legno bianco usata nella campagna di promozione dell’album ‘Fever’, firmata dall’artista
  • Marissa Monte – una chitarra firmata
  • Megadeth – una chitarra firmata da dave Mustaine
  • Norah Jones – una chitarra firmata
  • Philippe Jaroussky – disco d’oro firmato e incornicato
  • Priscilla Ahn – un disegno in aqcuarello creato da Priscilla dopo il terremoto in Giappone che si intitola ‘Falling, Tumbling, Raindrop Hearts’
  • The Prodigy – una drum machine firmata che arriva dal loro studio, e una 7” limited edition di ‘Invaders Must Die’
  • Rosanne Cash – la camicia disegnata da Catherine Malandrino che Rosanne indossava durante  ‘The Tonight Show with Jay Leno’ nel 2006, alcune copie firmate dei suoi album “Black Cadillac” e “The List”, una copia firmata del suo memoir “Composed,” e due biglietti per un suo qualsiasi concerto con unmeet & greet dietro le quinte
  • Scouting For Girls – Brits memorabilia firmata
  • Shaila Durcal – una gonna messicana fatta a mano e indossata da Shaila
  • Simply Red – setlist firmata e incorniciata da un concerto a Tokyo
  • Willie Nelson – una chitarra firmata

Tre oggetti messi all’asta provengono dagli studi di Abbey Road, famosi in tutto il mondo, e sono: un tour degli studi (che non sono aperti al pubblico), un paio di casse altoparlanti Quested Q412, un sistema di amplificatori vintage degli anni 80 dallo Studio 3 di Abbey Road, e un pianoforte Steinway del 1921, proveniente dagli Olympic Studios (oggi chiusi), insieme alla foto di Bono che suona proprio quel pianoforte. Oltre a questi, l’asta di beneficenza mette in vendita altri oggetti molto speciali, come la collezione di tutte le 37 edizioni della compilation ‘US hit NOW’, alcuni CD autografati, box set, poster e altri oggetti firmati da artisti come Janes Addiction, Robbie Williams, John Lennon, David Bowie, Radiohead, Pink Floyd e The Band.




Giappone sismico e nucleare: un disastro annunciato?

di Monica Capo

A poco più di due settimane dal grave incidente ancora irrisolto della centrale di Fukushima, causato dal sisma/tsunami dell’11marzo, circa 300 persone, in prevalenza mamme con bimbi, hanno protestato ieri  a Tokyo contro la centrale nucleare di Hamaoka, nella prefettura di Shizuoka. Quello di Hamaoka è un altro impianto ritenuto «ad altissimo rischio», distante solo 200 km a sud di Tokyo e a 120 dalla popolosissima Nagoya, costruito sul punto di congiunzione delle placche tettoniche.

Già il 23 febbraio 2005, il professore Katsuhiko Ishibashi dell’Università di Kobe, comparso dinanzi alla Commissione bilancio della Camera dei Deputati aveva sottolineato i rischi di gestione degli impianti nucleari nel Giappone sismico. Aveva sostenuto che un eventuale terremoto e la sua spinta sismica avrebbero potuto colpire più parti (di una centrale nucleare) e indurre non uno, ma una serie di guasti a catena. Ishibashi, esperto di scienze della Terra e planetarie, aveva aggiunto che tale scenario poteva addirittura mettere fuori uso anche il sistema di backup di sicurezza e possibilmente portare a un “incidente grave”, come il surriscaldamento del nocciolo del reattore o addirittura a una fusione nucleare.

Appelli come questo di Ishibashi e di altri esperti sono rimasti in gran parte inascoltati. La previsione di Ishibashi di una catena di disastri si è dimostrata fin troppo profetica. Due settimane dopo la tragedia che ha colpito la regione di Tohoku, la situazione nell’impianto di Fukushima è peggiorata al punto tale che l’incidente ha provocato la contaminazione di verdure e acqua del rubinetto fino a Tokyo, così come altre fuoriuscite di materiale radioattivo. Tokyo Electric Power Co. ha detto subito dopo il terremoto che lo tsunami era stato più grande di quanto si potesse immaginare, ma gli esperti dicono il contrario e sostengono che le indicazioni erano chiare a chiunque le volesse vedere.

Anche oggi Tepco, si scusa per gli errori nella stima di concentrazione di sostanze radioattive nel reattore n.2. Aveva reso noto che erano pari a 10 milioni di volte i valori soliti: sono, invece, rivisti a 1.000 millisievert/ora, pari a 100mila volte, un livello comunque pericoloso e tale da giustificare l’evacuazione dei tecnici.  Intanto come rivelano fonti del governo, risolta l’emergenza di Fukushima, che al momento e’ la priorita’, si fara’ una revisione ad ampio raggio sul nucleare. Gli esperti confermano la fusione parziale del nocciolo del reattore due mentre l’Aiea parla di un allarme che potrebbe durate mesi.




Ecologia del vivere: quella strana calma dei giapponesi

di Stefania Taruffi


Siamo tutti agghiacciati davanti alle immagini della catastrofe giapponese che in questi giorni ci scorrono davanti su video e tv: Un terremoto di magnitudo 9 e uno tsunami tra i più devastanti della storia umana, che hanno spazzato via con una forza devastante intere città. Una catastrofe che avrebbe messo in ginocchio qualsiasi altro paese e portato disperazione tra la gente, distrutto la maggior parte dei palazzi, gettato nel panico governi e istituzioni, paralizzando il presente e il futuro di un paese. Ma non il Giappone, non i giapponesi, un popolo che è educato e cresciuto con un fortissimo senso di ‘autocontrollo’, attraverso un esercizio psicofisico costante per governare le emozioni che non devono essere mostrate in pubblico in nessun caso, sia in caso di felicità sia di tristezza. Questo popolo è unito da un forte sentimento nazionalista, da un senso di appartenenza alla collettività, al gruppo, piuttosto che alle singole individualità. Costretto a vivere su una piccola terra altamente sismica ad alta densità demografica, ha sviluppato necessariamente un modus vivendi rispettoso del prossimo, degli spazi altrui, in un contesto fortemente organizzato da regole dettagliate e minuziose per ogni situazione. Un sistema basato sulla pianificazione strategica, sul training, sulla preparazione, sul controllo, sulla prevenzione piuttosto che sulla cura, a qualsiasi livello.

D’altronde la tradizione giapponese è stata sempre orientata alla creazione di un codice comportamentale al quale attenersi. Non è un caso che una delle opere letterarie più significative tramandateci dal Giappone è stato Hagakure, pubblicata nel 1906 ma composta due secoli prima. L’opera incentrata sullo spirito e il codice di condotta del samurai, ebbe ampia diffusione, e dopo la pubblicazione subì la strumentalizzazione del militarismo giapponese della prima metà del XX secolo, al punto che i kamikaze portavano con sé questo testo come ultimo compagno di morte.

Il tema principale del testo è la morte, non come semplice estinzione della vita, piuttosto nel senso psicologico dell’eliminazione dell’io. Altro non è che una raccolta di principi morali ma anche di consigli pratici, norme comportamentali, notizie storiche ed episodi esemplari di valore. Alcuni sono di natura assai spicciola (come reprimere uno sbadiglio o come licenziare un servo) e di semplice etichetta, altri invece costituiscono il nucleo del bushido cioè di quell’insieme di principi che costituì per secoli l’etica di tutto il popolo giapponese.

La conseguenza pratica di quest’etica di antico retaggio, tramandata nella tradizione dei secoli, sono gli edifici che non crollano perché costruiti con seri criteri antisismici, i generi alimentari che non finiscono, perché i giapponesi si mettono in fila senza accaparrarsi tutto a discapito degli altri. Servizi che continuano a funzionare seguendo criteri d’emergenza, peraltro già ampiamente previsti; evacuazioni che riescono perfettamente dopo tante simulazioni. Tutto questo ha salvato migliaia di vite umane e renderà possibile un’accurata pianificazione della ricostruzione . Certamente alla fine i giapponesi ne usciranno lacerati, ma certamente a testa alta, ulteriormente rafforzati, come del resto hanno sempre fatto in passato.

Foto in licenza CC: Afredoilde