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Il battesimo pagano

di Monica Casalini

Il Battesimo: le radici pagane, il Wiccaning e la Cerimonia del Nome

Battesimo Pagano. È un po’ strano sentire queste due parole nella stessa frase, infatti abbiamo certamente sentito parlare del battesimo infantile, di conversione da una religione ad un’altra oppure di passaggio dall’ateismo alla fede. E in tutti i casi si presuppone che il battesimo sia sempre e solo attribuibile alle religioni Giudaico-Cristiane e Abramitiche in genere. Ma così non è.

 

Facciamo un passetto indietro

Il battesimo è un rito religioso attraverso il quale si entra a far parte di un culto, il tramite con cui ci si affilia alla religione per un atto di fede. I primi a battezzare, secondo un rito che è praticamente rimasto inalte

rato nei millenni, furono gli Egizi che lo praticavano per il culto della dea Iside. Fu poi la volta di tutti i popoli del Mediterraneo e del Medio Oriente: Frigi, Babilonesi, Greci, Persiani e via dicendo. In Grecia e in Italia c’era il culto della dea Cotys/Cotitto, una divinità libertina che presiedeva alla fecondità, i cui sacerdoti – chiamati appunto Bapti – praticavano i battesimi sui fedeli prima di iniziare le celebrazioni a carattere orgiastico. Ed è proprio dal greco baptismòs (= immersione) che proviene il termine odierno. Più tardi, ai tempi di Cristo, erano molti i suoi contemporanei che battezzavano la gente per questa o quell’altra fede.

L’Acqua Sacra

Perché battezzarsi con l’immersione in acqua? Sin dagli albori delle civiltà gli uomini hanno sempre saputo che la vita è nata dalle acque marine; sono innumerevoli i riti e le processioni che vedevano protagoniste le divinità del mare,  i suoi elementi e la sua forza generatrice. Per questo motivo esistono moltissime statue antiche che presentano conchiglie e pesci: basti pensare al mito della nascita di Afrodite che, pur essendo un mito relativamente tardo, conserva alcuni elementi prettamente arcaici. Stesso motivo per cui in chiesa le vecchie acquasantiere erano a forma di conchiglia.

L’acqua possiede il potere lustrale per eccellenza ed è lo strumento di purificazione massima. Per il principio della magia simpatica[1] l’acqua toglie le impurità spirituali così come lava via quelle materiali. Questo concetto è rimasto identico anche nella religione cattolica che utilizza tale sacramento per “togliere il peccato originale”. In Egitto si pensava che le acque sacre del Nilo avrebbero sigillato il rituale grazie alla loro natura divina. Anche in altre zone del Medioriente e dell’Europa si è mantenuta l’usanza di battezzare nei fiumi e la conferma si trova nel Nuovo Testamento in cui si riferisce che Giovanni Battista battezzò Gesù nelle acque del fiume Giordano. Insomma, l’acqua è fonte di vita, e quindi è lo strumento perfetto per far “rinascere” il convertito.

Eh sì. Ho detto convertito e non credente. Perché il senso del rito battesimale era implicito alla convinzione personale di chi riceveva il sacramento. Era un atto volontario e sentito quello che spingeva la persona a voler entrare a far parte del tal culto.

Oggi, come ben sappiamo, la cosa è decisamente diversa. A parte alcune branche del Cristianesimo (come i protestanti, i TdG, i battisti e i pentecostali) si battezzano i neonati quando non sono ancora in grado di capire l’importanza di un atto che li renderà per sempre parte di una religione che in età adulta potrebbe non essere quella voluta.

Sono schiavo del mio battesimo. Genitori, avete fatto la mia e la vostra disgrazia.”

Così scriveva Rimbaud e le sue parole non potrebbero essere più giuste e condivise da migliaia di persone. Ai nostri giorni è sempre più frequente udire la parola “sbattezzo”: un atto formale con il quale si manifesta la propria volontà di rinnego della fede cattolica. Tale atto ha ripercussioni sociali molto forti, soprattutto in ambito politico e per coloro che vorrebbero un’Italia laica a tutti gli effetti… Ma torniamo a noi.

Cerimonia del Nome

In molte zone del mondo ancora oggi si eseguono battesimi pagani, anche se sono da considerarsi vere e proprie Cerimonie del Nome. La differenza sta nel fatto che il rito serve più che altro a stabilire il nome del neonato; molte popolazioni credono che il nome sia la cosa più importante per una persona, perciò va scelto con cura secondo metodi prestabiliti. In India, ad esempio, la madre del bimbo lo immerge in acqua per purificarlo, mentre il padre sussurra nel suo piccolo orecchio il nome, scelto dal sacerdote tramite calcoli astrologici. Per i Maori la cosa è molto simile: il sacerdote purifica il bambino tramite riti magici e poi pronuncia i nomi dei suoi antenati; se il bambino si muove durante la pronuncia di un nome, quello gli sarà dato.

Wiccaning e Battesimo Pagano

Ma a parte le religioni “riconosciute”, esiste un fitto sottobosco di neopagani sempre più crescente (si calcolano alcuni milioni di persone in tutto il mondo); persone che pur svolgendo una vita normalissima vogliono riconoscere ai propri figli tutta una serie di cerimonie e benedizioni che fanno parte della propria identità religiosa.

Il Wiccaning è un rito simil-battesimale che fa parte della religione Wicca, con il quale i genitori danno il benvenuto al piccolo nella famiglia. La differenza sostanziale risiede nel fatto che tale rito non affilia il bambino a nessuna religione e da adulto sarà libero di scegliere la propria strada spirituale. Alcuni sostengono che non si possa parlare di battesimo visto che non c’è l’aderenza al culto, tuttavia, come abbiamo visto, il termine e il concetto stesso provengono dall’idea di purificazione, e quella non ha un’appartenenza religiosa.

Generalmente i genitori si rivolgono ad un officiante (donna o uomo che sia) e la cerimonia verte sulla benedizione del piccolo attraverso i Quattro Elementi: Aria, Acqua, Fuoco e Terra.

Per i neopagani che non si rifanno alla Wicca, la cosa è più o meno identica e possono scegliere con l’officiante l’iter ritualistico che più ritengono adatto.

Una traccia potrebbe essere quella qui di seguito (che poi è quella con cui anch’io ho “battezzato” mio figlio):

– Apertura e benedizione: l’officiante apre il Cerchio[2] e fa entrare il genitori con in braccio il bambino e i due testimoni: padrino e madrina[3];

– Presentazione: i genitori presentano il piccolo agli Dèi chiedendo protezione;

– Unzione del bimbo: l’officiante o i genitori ungono il bimbo con dell’olio consacrato e disegnano con esso una croce solare sulla sua fronte;

– Cerimonia del nome: i genitori pronunciano il nome scelto e il suo significato;

– Benedizione degli Elementi: l’officiante recita una benedizione e consacra il piccolo con i 4 Elementi: sale per la Terra, candela per il Fuoco, incenso per l’Aria ed infine acqua di sorgente (o di mare) per l’Acqua;

– Augurio dei testimoni: madrina e padrino recitano un augurio per il bambino;

– Conclusione e chiusura: l’officiante conclude il rito ringraziando gli Dèi e congedando gli Elementi.

 Conclusioni

Per mia personalissima convinzione, essendo io stessa una battezzata che si è convertita ad altra religione, penso che il battesimo debba essere una presa di coscienza, una scelta critica e sentita… cosa che può avvenire solo con la maturità mentale e spirituale della persona. La costrizione al battesimo e l’attuazione coatta in età infantile, non solo ledono i diritti sociali dell’individuo in età adulta, ma sono una vera presa in giro per la fede stessa. Inoltre chi vuole battezzare perché “non sono credente ma i parenti ci tengono taaaanto” è il manifesto dell’ipocrisia, ed è ancora peggio visto che si tratta di argomenti spirituali, convinzioni individuali che nessuno può imporre agli altri. Credo che anche questa sia una forma di rispetto.


NOTE

1 – la Magia Simpatica è il concetto esoterico secondo il quale ad una azione terrena ne corrisponde una astrale. Ad esempio, l’usanza di buttare via vecchi oggetti nella notte di capodanno serve a liberarsi delle negatività accumulate durante l’anno e degli avvenimenti tristi; come per dire “buttiamoci tutto alle spalle e dimentichiamocene”.

2 – per Cerchio si intende lo spazio sacro entro il quale si svolge il rito

3 – i Testimoni, ovvero il padrino e la madrina, non sono indispensabili e non lo sono nemmeno per i battesimi cristiani. La loro figura risale a tempi – neanche tanto lontani – quando la probabilità di premorienza dei genitori non era poi così rara e quindi, in mancanza delle leggi odierne, serviva una coppia di sposi disposti a prendersi cura del bambino in caso di orfanaggio. Era quindi un ruolo di grande responsabilità. Oggi per fortuna le cose sono molto diverse, ma la loro figura è una presenza ancora largamente apprezzata.

 

2 COMMENTI

  1. Felice giorno, se fosse possibile vorrei fare una domanda riguardante un luogo a me molto caro;mandando anche un immagine per meglio farvi capire
    Non vi scrivo da credente in una religione esistente, ma vi scrivo da persona curiosa e da sempre in lotta con il proprio drago interiore.
    Nessuno del mio paese è in grado di leggere e decifrare il carico di informazioni che io ho raccolto negli anni di studio privato ,tuttavia sto cercando delle risposte da persone con espedienti illuminanti
    In procinto di una grande scoperta aspetto vostre risposte
    Grazie per la vostra attenzione e il tempo dedicato per leggermi

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