Ho divorato questi nove racconti, brevi ma intensi,fallaci, di notte. Perché la notte porta consiglio,dicono.
Una moka di caffè (che ha lasciato il segno sulla copertina) e i nove racconti che mi hanno traghettato nell’esordio editoriale di Biagio Iacovelli, come fossero un Caronte.
La lettura è sempre un viaggio specie se va in profondità, e in queste novantotto pagine si parte alla scoperta dell’animo umano e delle sue fragilità, vagando all’interno di boschi narrativi popolati da perdenti, strani figuri e mitologia greca.
No si può essere troppo magnanimi con “Antropozoologie – Studio verosimile di una realtà grottesca” perché è un manuale di sopravvivenza empirico che da vita a volti angeli biblici e mitologia greca, tra claustrofobiche distopie e mondi alieni, storie di piccole grandi donne e grandi piccoli dèi.
Un giro vorticoso letterario ben strutturato per comprendere l’animo umano, anche se per antonomasia risulta impossibile.
E Biagio lo fa in punta di piedi, come fosse una ballerina sulle punte che si giostra su di un filo teso, tenendosi in equilibrio tra l’eleganza e la debolezza dell’uomo.
Belle le illustrazioni di Eleonora Iacovelli che arricchiscono ancor di più le storie raccontante nell’antologia.
Una breve nota di identificazione: Biagio Iacovelli, chi è?

Classe ’92, Biagio Iacovelli è un attore lucano che ha lasciato la Basilicata per inseguire il sogno del palcoscenico. Dopo aver frequentato la prestigiosa Accademia Teatrale di Roma Sofia Amendolea, ha preso parte a numerosi film e spettacoli, ricevendo il plauso della critica e collaborando, tra gli altri, con Giorgio Albertazzi, Moni Ovadia, Remo Girone e Antonio Catania. Fa parte della compagnia teatrale capitolina I Canisciolti, in scena con “Bunker” e “Sotto il sole l’oscurità”.
Concludendo, se volete farvi un piacevole viaggio leggetevi il libro.




