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Uomini: il nuovo corto di Alessia Lisenko

Spesso invisibili. Non amano attirare l'attenzione. Artefici, semplicemente fanno il loro mestiere. Solidi, semplicemente sostengono. Danno la forza che permette di volare. Seri e chiusi, in apparenza. Fatti di roccia e fuoco. Capaci di ogni cosa. Eppure fragili e profondi... Uomini

Il nuovo corto firmato da Alessia Lisenko, video-maker, pittrice e designer nata a San Pietroburgo e ora residente in Italia, è dedicato agli uomini.

Ho deciso di girare questo video – racconta Alessia Lisenko – perché ho notato come in Italia si dedichi davvero poca attenzione agli uomini, al loro valore, alla loro importanza. Mi pare che ci si limiti a mettere in luce soprattutto singoli eventi dove gli uomini si comportano in modo sbagliato, con la tendenza a estendere quelle colpe individuali a un intero genere. Non mi è parso né giusto, né corrispondente alla verità delle cose.

Per la giovane regista il mondo maschile, alla pari di quello femminile, è portatore di valori fondamentali per la società e il benessere di tutti. “Credo sia un fatto che senza gli uomini buona parte del mondo che conosciamo, nelle cose concrete come in quelle culturali o spirituali, non esisterebbe. Ed è qualcosa che gli uomini hanno realizzato per tutti, donne comprese, anzi spesso ispirati da donne, che hanno giocato un ruolo complementare e fondamentale. Con i loro pregi e i loro difetti, esattamente come le donne, credo che gli uomini meritino un rispetto e una gratitudine che mi sembra non gli vengano abbastanza riconosciuti. Ecco allora che ho voluto omaggiarli, cercando di mettere in luce quella che, vista dal lato femminile, è la loro essenza, sia con le parole che con le immagini. L’ho fatto con rispetto e ammirazione, sicuramente, e ho provato a farlo, per quanto possibile, anche in modo poetico. Spero di esserci riuscita.”

Il video è stato girato registrando i vari spezzoni in diversi momenti tra la fine del 2020 e l’inizio di quest’anno. “È stato un lavoro lungo perché le restrizioni anti-covid non facilitano le cose, sotto tanti aspetti. Come si vede, in molti casi ho dovuto rinunciare a riprendere i volti scoperti da vicino: la mascherina mi ha obbligata ad accettare in certi casi la mutilazione dei visi, che erano una parte importante del tipo di narrazione che volevo sviluppare. Però, non ho rinunciato alla parte più importante, che è quella dei loro sorrisi, che ho ripreso a distanza di sicurezza e che forse, con la rimozione della mascherina, finiscono per risaltare ancora di più.

La scelta dei protagonisti è stata difficile più che altro a livello concettuale. “Quando ho deciso di dedicare un video agli uomini mi si è presentato un dilemma: come, in che situazioni riprenderli per far risaltare il loro valore? Se si fosse trattato di riprendere soggetti femminili, sarebbe bastata l’immagine della persona in sé per coglierne l’essenza, a prescindere da cosa facesse. L’idea di fare la stessa cosa per gli uomini invece mi ha dato subito un senso di irrisolto, che non comprendevo. Pensare di riprendere un uomo inattivo o in posa mi pareva quasi contro natura, anche si fosse trattato di scegliere modelli bellissimi. Lì ho capito una delle grandi differenze, forse la più profonda, tra i due generi: le donne hanno già valore per ciò che sono, mentre agli uomini non è sufficiente solo essere, ma acquisiscono valore quando fanno qualcosa. In questo la natura ha concepito, a mio avviso, una differenza così perfettamente bilanciata da sfiorare il sublime, che è già arte in sé…”

Quindi la scelta di riprendere gli uomini mentre lavorano, con le mani o con l’intelligenza creativa e artistica, col rischio però di trasformare il tutto in un video sui mestieri più che sugli uomini. “Credo di essere riuscita ad evitarlo – spiega Alessia – In questo devo molto a Sandro, l’uomo che lavora le lamiere (per altro un padre separato, in passato ridotto a vivere nel proprio garage…). Quando mi ha mostrato le rose di metallo che fabbrica sono rimasta folgorata. Forse niente più di quegli oggetti incarna la natura maschile che volevo rappresentare: forgiati nel metallo e nel fuoco, come gli utensili da lavoro o peggio le armi, apparentemente duri e freddi, sanno però prendere la forma gentile di un fiore.

di Mario Masi

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