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“Il veleno nella coda”: l’esordio dell’autore Francesco Francio Mazza

In libreria dal 29 aprile il volume d’esordio dell’autore milanese Francesco Francio Mazza “Il veleno nella coda”, un romanzo di formazione che, raccontando gli eventi della vita dell’autore e di quella di suo padre – il dottor Massimo Mazza, ex dentista di Silvio Berlusconi –, racconta anche gli ultimi trent’anni di storia italiana, attraverso il punto di vista di un ragazzo nato all’inizio degli anni Ottanta, formatosi davanti alla TV “all’Università della Fininvest”.

Se è difficile essere padre – sembra dirci l’autore, nelle oltre 600 pagine –  non da meno è  essere figlio. Soprattutto se il padre vive di eroici slanci e rovinose cadute, l’ultima delle quali però voluta, definitiva: un suicidio non annunciato, in una mattina di fine estate, con il quale il dottor Mazza da’ l’addio al mondo.

Francesco Francio Mazza racconta senza veli e con una filigrana di umorismo la propria storia, costellata da successi e delusioni nella Milano furiosa e disorientata degli anni ’90, caratterizzata dal rapporto con un genitore indecifrabile e dal terrore di scoprirsi uguale a lui. Dai tunnel della metropolitana alla redazione di Striscia La Notizia, dal giardino della villa di Arcore alla fuga a New York: un percorso di vita insolito ma rappresentativo di una generazione – la famosa generazione di mezzo, quella troppo giovane per aver conosciuto i privilegi del welfare state ma troppo vecchia per aver sfruttato da subito i meccanismi del digital – culminato da una scoperta: l’autobiografia del padre terminata tre minuti prima di uccidersi, che viene anch’essa pubblicata integralmente nel libro.

Padre e figlio raccontano al lettore – ognuno a suo modo – l’Italia, il sistema mediatico e politico (si scoprirà che destra e sinistra in fondo non sono così diverse), la macchina del consenso, le vie per accedere ai piani alti della società, talvolta grazie a un fortunato gioco del destino, talvolta sotto l’impulso irrazionale e incontrollabile di un “Oscuro Inquilino”. E si entrerà anche nelle vite degli “Altri”, dei nomi da rivista patinata, svelando inediti retroscena.

“Il veleno nella coda” è, soprattutto, una riflessione sul libero arbitrio, sulle motivazioni e sulle conseguenze del suicidio – “l’ultimo taboo della società dello spettacolo” –  sul rapporto padre-figlio, sull’opportunità di essere sempre se stessi anche quando il mondo ci chiede di indossare una maschera perché, prima o poi, saremo costretti a toglierla.

 

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