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Non c’è verso: il primo album del progetto Piume

Esce domani Non c’è verso, il primo album del progetto Piume, collettivo di artisti che produce musica attraverso l’esplorazione di linguaggi diversi, fondato da Giuliano Dottori e Paolo Marrone, da anni attivi nell’ambito musicale italiano.

L’album digitale esce in contemporanea con l’inedito Schiena, scritto da Marco Rossari, ed è accompagnato da un libro da collezione a doppio verso a tiratura limitata, che raggruppa i testi delle canzoni e le parole degli autori che hanno partecipato. All’interno del libro sarà presente un QRCode che permetterà di scaricare l’album.

Piume è un progetto unico nel panorama culturale italiano odierno, che ha preso vita dal connubio tra i testi nati dalla penna di dieci scrittori contemporanei e i suoni electropop. L’obiettivo è la realizzazione di un progetto organico, che ha dato alla luce la composizione di dieci canzoni originali accomunate tra loro da un forte richiamo per le tematiche sociali.

Le melodie scritte al pianoforte, strumento guida di tutti i brani, sono state sviluppate e arrangiate con l’utilizzo di sample rielaborati e suoni elettronici che restituiscono un sound moderno con richiami retrò. Le voci di Giuliano e Paolo, che interpretano i testi, si alternano con timbri diversi che rispecchiano i vari registri musicali.Piume

I dieci autori che hanno accettato la sfida di cimentarsi per la prima volta in una forma di scrittura diversa, adattando la sintesi e la metrica a testi fatti per essere musicati, sono (in rigoroso ordine alfabetico): Valeria Benatti, Carlo Bevilacqua, Mimmo Borrelli, Massimo Cassani, Francesco Matteo Cataluccio, Nicolai Lilin, Marina Mander, Marco Rossari, Fabio Marco Santopietro, Shi Yang Shi.

Scritti con la massima libertà espressiva, i testi riprendono ideali e tematiche proprie di ciascuno degli autori e raccontano storie di amori difficili, dipendenze, violenza o ingiustizia, dando voce a coloro che di solito non ce l’hanno: dalla vittima di abusi a chi subisce razzismo, fino a chi è oggetto della violenza gratuita della polizia.

Parole e musica che colpiscono diritto al cuore, restituendo con efficacia il ruolo che spetta agli intellettuali: essere osservatori e critici della società. Il percorso musicale di adattamento dei testi alla musica è stato quello di lavorare in contrasto, affiancando allo spessore dei testi leggerezza e ariosità musicali capaci di parlare alle emozioni in maniera più immediata e senza alcuna forma di giudizio.

Un progetto culturale il cui unico precedente può essere fatto risalire solo allo spettacolo di cabaret letterario Giro a vuoto, che l’attrice Laura Betti mise in scena nel 1960, nel quale interpretava brani musicali scritti in amicizia per lei da alcuni dei maggiori scrittori dell’epoca, tra i quali Pier Paolo Pasolini, Ennio Flaiano, Alberto Moravia, Giorgio Bassani e musicati da compositori quali Fiorenzo Carpi, Piero Piccioni, Piero Umiliani.

 

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