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Mostra internazionale di Architettura: al via la 17esima edizione

Nello storico Padiglione Venezia “Sapere come usare il Sapere”

Prende il via sabato 22 maggio la 17esima edizione della Mostra internazionale di Architettura, a firma del curatore Hashim Sarkis. La Biennale di Venezia torna ad animare alcuni tra gli spazi più belli di Venezia, l’Arsenale e i Giardini di Castello, promuovendo artisti e tendenze internazionali. Una tradizione fortemente radicata nel territorio con uno sguardo sempre rivolto al futuro, che fa parte della storia di Venezia e da cui non si può prescindere.

Nel frattempo, nei giorni, a Forte Marghera è stata inaugurata How will we play together?, un progetto dedicato al gioco presentato da cinque partecipanti in concorso alla Biennale Architettura 2021. Gli spazi di Forte Marghera ospitano una sezione Biennale dei bambini, dove forme e materiali diversi invitano a giocare, arrampicarsi, nascondersi ed esplorare. L’esposizione si compone di cinque installazioni: Off Fence; The Playful Eight; Social Equibria; Field of Lines; Level-313.9.
Mostra Internazionale di Architettura

Mostra internazionale di Architettura: “Sapere come usare il sapere”

In un momento così difficile per tutta la comunità umana, la lotta per il presente si deve armonizzare con la visione del futuro. Perché l’inaspettato shock che ha travolto le nostre quotidianità, ha azzerato anche molte certezze e abitudini. Le nostre vite sono state separate dai contesti in cui operavano e le relazioni sociali sono state sospese.

Mai come prima è diventato, quindi, importante domandarci come ricostruire quello che abbiamo perso, come trasformare la tragedia in opportunità, come ripensare al meglio lo spazio in cui vivere. Mai come prima è stato importante domandarci:

Come vivremo insieme? Come vivremo bene insieme? Creando armonia tra uomini e ambiente in cui vivono. Un futuro prossimo fatto di luce, cultura, bellezza, armonia e contratto spaziale.

Questi sono in sintesi i concetti attorno a cui verterà il Padiglione Venezia ai Giardini della Biennale per la 17. Mostra Internazionale di Architettura.

Il progetto, curato da Giovanna Zabotti con la collaborazione del commissario Maurizio Carlin, si muoverà in una continua sperimentazione di luoghi e di spazi, luoghi di visione e, allo stesso tempo, di realtà quotidiana. La Biennale, luogo libero di sperimentazione, di provocazione, di pensiero, diventa un luogo di domande: Cos’è la città? Perché si vive insieme? Nuove stazioni, luoghi terzi nel senso più ampio del termine.

Protagonista principale di questa edizione sarà l’Architetto Michele De Lucchi, con le sue Earth Stations, luoghi non luoghi, stazioni da cui partire, con destinazione la Terra, immagini visionarie con cui poter alimentare la statica fantasia dell’architettura, una riprogrammazione dello spazio legato alle esigenze cangianti al fine di dar vita a luoghi in cui lo stare è esso stesso apprendimento, perché oggi non basta sapere, ma serve sapere come usare il sapere. E dove ricercarlo.

Attraverso la riprogrammazione della società, seguendo le suggestioni di Emilio Casalini, giornalista, perché le basi del vivere bene insieme poggiano anche sul miglioramento delle reali condizioni di benessere, autonomia ed equità. Il 1° spazio è quello di convivenza: contratto sociale e spaziale. Il 2° è la complessità del mutamento in atto. Il 3° è l’azione dell’architettura per creare ordine, armonia, bellezza che diminuisca le frizioni e quindi sia acceleratore di economia locale. Il 4° spazio è la visione delle possibilità delle suggestioni. Lo spazio e il territorio diventano un territorio unico da ripensare: dentro le città, fuori delle città, tra le città, un luogo continuo. La bellezza esterna crea bellezza interna. E viceversa.

Oltre alla mostra principale nel Padiglione Venezia, ci sarà un’iniziativa voluta anche questa dal Sindaco, Luigi Brugnaro e promossa dal Comune di Venezia. “Artefici del nostro tempo”, un concorso attraverso il quale si invitano i giovani artisti interessati a rispondere all’interrogativo: How will we live together? il tema generale di questa edizione.

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