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Poesie per San Valentino scelte da ItaliaMagazine

Per San Valentino la redazione di Italiamagazine
ha scelto quattordici poesie d’amore (di quattordici autrici)
di ieri e di oggi, da leggere e rileggere

 

I

Spiegami la fioritura
e il declino
il mistero del nascere
e del morire il cedere
d’ogni cosa vivente e creata
al crollo della fine
tu stesso nell’altrove
dei mondi a me per sempre
perduto il caro viso
dolcezza dello sguardo
la dedizione del cuore.

Giuseppina Luongo Bartolini

 

II

Se devi amarmi, per null’altro sia
se non che per amore.
Mai non dire:
t’amo per il sorriso,
per lo sguardo,
la gentilezza del parlare,
il modo di pensare così conforme al mio,
che mi rese sereno un giorno.
Queste son tutte cose
che possono mutare, amato,
in sé o per te, un amore
così sorto potrebbe poi morire.
E non amarmi per pietà di lacrime
che bagnino il mio volto.
Può scordare il pianto chi ebbe a lungo il tuo conforto,
e perderti.
Soltanto per amore amami – e per sempre, per l’eternità.

 

Elizabeth Barrett Browing

 

III

Amore, oggi il tuo nome
al mio labbro è sfuggito
come al piede l’ultimo gradino…

Ora è sparsa l’acqua della vita
e tutta la lunga scala
è da ricominciare.

T’ho barattato, amore, con parole.

Buio miele che odori
dentro diafani vasi
sotto mille e seicento anni di lava –

Ti riconoscerò dall’immortale
silenzio.

 

Cristina Campo

 

IV

Se potrò impedire a un Cuore di spezzarsi
Non avrò vissuto invano
Se potrò alleviare il Dolore di una Vita
O lenire una Pena
O aiutare un Pettirosso caduto
A rientrare nel suo nido
Non avrò vissuto invano.

 

Emily Dickinson

 

V

Ora attraverso il tempo senza paura

Ora che sei arrivato con un clangore da rivoluzione
dentro al cuore
si mettono in moto i ghepardi della luce
e supplicando implorano il giorno finalmente fecondato
che tu non te ne vada.

Le nuvole colmano la lavagna del cielo di disegni
e mi raccontano le imprese di arditissimi antenati
che sul dorso portavano mazzi di fieno sfuso
e tronchi di betulla.

Ora attraverso il tempo senza paura,
non mi rosicchio più le unghie,
rigetto la vecchia pelle morta tutta intera
così come fa il serpente con la muta.

Mi fido del mondo.
L’anima partorisce da sé stessa nuovi figli
alla tua tana.

Diventi atollo di magnifiche correnti.
E quando vado a letto innalzo insieme a te
quelle persiane d’universo che prima erano ignote
e chiuse a chiave.

 

Monia Gaita

 

VI

Il pavimento forma un verso.
E qui, dove invento una casa nella tua,
poggio le mani sui muri ancora caldi
dell’ultima estate.
Le poggio per misurare chi siamo.

Gli ulivi ci attendono nascosti.
Ora, ad esempio, anche loro stanno fissando
le formiche che trasportano un chicco di grano.

Il verso si completa con la luce che arriva
dalle persiane
tra i nomi delle formiche
che ci osservano.

 

Antonietta Gnerre

 

VII

Il bacio

Il segreto è tutto
in quel bacio

rubato sotto la pioggia
la pelle fremente alla luna

i sogni in un abbraccio
che abbraccia la vita

tra le rughe
che svettano fiere
intorno alle mie labbra
ancora risiede la forza
di quel bacio

e le tue mani
tese
davanti al cuore

 

Cinzia Marulli 

 

VIII

Sogno d’amore

Se dovessi inventarmi il sogno
del mio amore per te
penserei a un saluto
di baci focosi
alla veduta di un orizzonte spaccato
e a un cane
che si lecca le ferite
sotto il tavolo.
Non vedo niente però
nel nostro amore
che sia l’assoluto di un abbraccio gioioso.

 

Alda Merini

 

VX

Giorno per giorno, anno per anno, il tempo
nostro cammina! L’ora ch’è sì lenta
al desiderio, tu la tocchi infine
con le tue mani; e quasi a te non credi,
tanta è la gioia: l’ora che giammai
affrontare vorresti, a cauto passo
ti s’accosta e t’afferra – e nulla al mondo
da lei ti salva. Non è sorta l’alba
che piombata è la notte; e già la notte
cede al sol che ritorna, e via ne porta
la ruota insonne. Ma non v’è momento
che non gravi su noi con la potenza
dei secoli; e la vita ha in ogni battito
la tremenda misura dell’eterno.

 

Ada Negri

 

X

Questi ricordi senza casa

La memoria è un’ombra estesa
un disegno per recuperare la vita
rimasta indietro, la tradizione,
ogni cosa omessa.

Noi siamo le mani alzate nel confine incatenato
siamo noi quell’aria che si muove sui monti!
Se tu fossi nella mia testa capiresti la prua
di ogni traversata, la memoria dei luoghi,

se tu fossi nella mia testa non moriresti mai.

 

Rita Pacilio

 

XI

Ci siamo salutati nella casa inquieta
avevo un vestito bianco perfetto
e addosso una luce nuova
come di famiglia
ho inventato tante volte il profilo delle foglie
non erano come le descrivevi
e quando sono andata via
mi hai detto so che non ci rivedremo
che il sangue si è spezzato
poi ho raccontato ancora questa storia
a chi non era capace di ascoltare
perché il tempo non sistema le cose:
le colloca negli angoli giusti

 

Melania Panico

 

XII

Convegno

Nell’aria della stanza
non te
guardo
ma già il ricordo del tuo viso
come mi nascerà
nel vuoto
ed i tuoi occhi
come si fermarono
ora – in lontani istanti –
sul mio volto.

 

Antonia Pozzi

 

XIII

 

Vorrei all’ombra del tuo
sguardo
sostare e con la
mano disegnare
la tua voce
che cala verso
me a raccontare.

Vorrei al ritmo
del verso
abbandonarmi ma
il tempo stringe
e devo correre
ancora.

 

Goliarda Sapienza

 

XIV

Stringo una mano d’aria, eppure è calda,
mi sveste tutta, entro in sintonia
con frequenze di onde celesti. Una nuvola
basta per inventare il tuo profilo.

Manca all’appello qualche senso. Manca
un profumo silvano di pelle. Mi avverte
però l’angelo muto di fermarmi.
“Quanto ti è giunto è molto. Ora ti basti”.

 

Maria Luisa Spaziani

 

(In alcune poesie il titolo è il primo verso)

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