In merito alla lettera di Claudia Cammarata, dell’Associazione culturale e di promozione sociale “Attivarcinsieme”, pubblicata da La Sicilia il 12 novembre, prima ancora di entrare nel vivo devo premettere che per comprendere il senso delle confuse considerazioni che ha voluto esprimere è stato necessario leggere alcuni passaggi almeno tre volte! Naturalmente demerito mio, ma mi piacerebbe sapere quanti altri hanno avuto le mie stesse difficoltà.
Comunque sia…
Dopo l’opera di esegesi, che gioco forza ho dovuto effettuare, sono emersi due elementi strettamente connessi fra loro: il primo è che la signora Cammarata ha offerto un’immagine assolutamente distorta e pretestuosa degli interventi da me svolti in questi mesi sulla questione dell’omofobia; il secondo è che le modalità con cui ha operato questa “manipolazione” della verità dei fatti nascondono, in realtà, l’intenzione di voler conquistare un qualche spazio di visibilità creando polemiche ad hoc. E ciò viene confermato da un erroneo quanto fasullo e fantomatico riferimento della Cammarata ad un mio “intervento del 18 ultimo scorso”. Ma il 18 ottobre scorso, come è facile verificare visitando il mio sito ufficiale (www.alessandropagano.it), i miei interventi hanno riguardato tutt’altro, ossia la vicenda dell’ex patron di Fastweb Silvio Scaglia e il programma Servizio Pubblico di Michele Santoro.
I miei comunicati e i miei interventi sui media sono noti a tutti e, benché in profondo disaccordo con l’ideologia propagandata dalle lobby Glbt e il conformismo del “pensiero unico”, sono e continueranno ad essere sempre estremamente rispettosi della persona in quanto tale.
Di fronte ad una posizione e ad un’azione politica così limpide e cristalline non sono mancati tentativi di delegittimazione, come è accaduto il 24 luglio scorso, quando fasulli e fantasiosi siti mi attribuirono gravissime frasi omofobe che non mi sarei sognato nemmeno di immaginare, in quanto non appartenenti alla mia cultura, tant’è che in quella occasione ho provveduto immediatamente a denunciarli. L’azione intrapresa è attualmente in corso attraverso rogatorie internazionali che in breve tempo porteranno alla scoperta dei calunniatori. La complessa articolazione di queste organizzazioni, con collegamenti locali-internazionali, sono la conferma che queste lobby sono pronte a tutto pur di raggiungere l’obiettivo. L’invettiva, la minaccia, la calunnia, il vittimismo, l’emarginazione sui mass media: le lobby in questione sono disposte a tutto questo pur di raggiungere l’obiettivo di inculcare nella gente una nuova utopia. Dopo la dittatura del proletariato stiamo assistendo alla dittatura dei gender: disastri fece quella, disastri minaccia di fare quest’altra. Ecco perché ci siamo assunti l’onere di una battaglia difficile, irta di pericoli, pur di difendere quel bene prezioso che è la libertà, in particolare la libertà di opinione. Nei miei scritti così come nei miei interventi pubblici ho sempre e solo portato all’attenzione dell’opinione pubblica un importante tema di riflessione, e cioè che in Italia la libertà di opinione e di espressione, nello specifico il sostegno alla famiglia naturale, viene sacrificata in nome dell’interesse di piccole ma influentissime lobby. Per qualsiasi approfondimento rimando a tutti i miei comunicati e interventi a Montecitorio pubblicati sul mio sito.
Ogni tentativo di distorcere la realtà, come da ultimo ha fatto la signora Cammarata, è meritevole intanto di una risposta, rispettosa ma ferma, anche, se del caso, “legale” allo scopo di cautelare la propria immagine e la propria onorabilità.
Alessandro Pagano
Deputato Pdl

