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Vi presento un poeta: Giuseppe Vetromile

Questa settimana Antonietta Gnerre ha scelto tre poesie di Giuseppe Vetromile. La poesia riflette sugli eventi che scorrono, sul senso della vita, sui nostri sentimenti. La parola è una clessidra che misura il tempo, ciò che fermiamo nella memoria, mentre tutto intorno le immagini svaniscono in un perenne divenire.

Giuseppe Vetromile

 

Ritiro gli occhi

Osservo il rutilare di tutto questo gran putiferio

da un segreto andito sotto la ragione

appena posso svetto una mano bianca

e attraverso l’intercapedine del mondo

capto un vento bofonchiante

È il dire di infiniti demoni oppure di fantocci

di cartapesta

instabili sibille negli antri dismessi di questi palcoscenici

dove tutto è razzia ed è delitto

è il dire dissennato dei tiranni

è il canto fasullo dei pifferai di Hamelin

che trascinano masse e noi

senza sapere né vedere

andiamo in abissi definitivi

Ritiro gli occhi e la mano

mi sottraggo all’oro degli idoli

e non ho più casa né città né mondo

in questo genere di tempo sfrangiato

e la morte che muore senza suono né pianto

un dolce lago di silenzio ci accoglie

perduti tra le vette e l’azzurro

e l’eternità finisce in quest’attimo solo

di solenne cupidigia

(da Il lato basso del quadrato, La Vita Felice, 2017)

***

Questo sentimento di nullità che mi pervade

Avrei voluto fermare il tempo a mezz’aria

al culmine dello svago

o nel bel mezzo d’una poesia sulla punta delle labbra

concludere un anno di felicità

e ripensare a quello successivo ancora più gaio

Avrei voluto proseguire il sogno nel sogno

continuare i miei passi sul mare o nel cielo

libero da ogni stagione e da ogni panno indecente

trastullarmi ancora un poco con le parole in croce

affannarmi a trovare quelle giuste

quelle adatte a significare un amore

Ma poi il grigio

ma poi l’ombra sospetta e deleteria accanto agli occhi

ma poi il dubbio che si insinua nelle fessure dell’anima

e questo sentimento di nullità che mi pervade

e ricado indietro

nel vortice ineluttabile

che tutto vanifica

Avrei voluto fermare il tempo

ma la foglia cade ancora e sempre

quand’è autunno!

e tutto ricomincia di nuovo dopo

anche senza più il mio sorriso

e il mio affannoso cercare.

(da Proprietà dell’attesa, RPlibri, 2020)

***

Non ditemi più niente

(A Mario I., febbraio 2019)

Non ditemi più niente: ho ascoltato fino in fondo il respiro del vento

ho seguito lo sguardo dei girasoli mentre

si abbeveravano di luce

in un campo di pace

Ora che sono tornato alla vecchia casa dei mulini

e la terra mi fa festa accogliendomi fra le zolle grasse

e la fontana della piazza zampilla più di prima

non ho più debiti di vesti né di soprammobili

e la mia faccia riderà di nuovo all’ombra del fienile

Io me ne vado tra i miei antichi

che mi aspettano nel vecchio uliveto

ho appuntamento lì inderogabile

e non rimpiango nulla se non qualche sogno

fugace d’amore

Ora che sono tornato finalmente

lasciatemi dormire nel ronzio delle api

a primavera

nel silenzio frusciante e carezzevole

delle fronde al vento

non tornerò che dopo l’infinito

e il mio nome lasciatelo risorgere

a un nuovo improbabile mattino

(Inedito)

 

Giuseppe Vetromile è nato a Napoli nel 1949. Attualmente svolge la sua attività letteraria a Sant’Anastasia (Na), città in cui risiede dal 1980. Ha ricevuto riconoscimenti sia per la poesia che per la narrativa in importanti concorsi letterari nazionali. Numerosissimi sono stati i primi premi.

Ha pubblicato più di venti di libri di poesie, gli ultimi dei quali sono Cantico del possibile approdo (Scuderi, 2005), Inventari apocrifi (Bastogi, 2009), Ritratti in lavorazione (Edizioni del Calatino, 2011), Percorsi alternativi (Marcus Edizioni, 2013), Congiunzioni e rimarginature (Scuderi, 2015), Il lato basso del quadrato (La Vita Felice, 2017), Proprietà dell’attesa (RPlibri, 2020), ed il libro di narrativa Il signor Attilio Cìndramo e altri perdenti (Kairos, 2010).

Ha curato diverse antologie, tra le quali, recentemente, Percezioni dell’invisibile, L’Arca Felice Edizioni di Mario Fresa, Salerno, 2013; Ifigenia siamo noi (2015) e Mare nostro quotidiano (2018) per la Scuderi Editrice di Avellino. È il fondatore e il responsabile del Circolo Letterario Anastasiano. Fa parte di giurie in importanti concorsi letterari nazionali. Organizza incontri ed eventi letterari sul territorio. È l’ideatore e il coordinatore del Premio Nazionale di Poesia “Città di Sant’Anastasia”. È presente in rete con diversi blog letterari (Circolo Letterario Anastasiano, Transiti Poetici, Taccuino Anastasiano, Selezione di Concorsi Letterari), ed inoltre collabora attivamente con altre associazioni e operatori culturali del territorio nella realizzazione di eventi letterari di rilievo, prodigandosi anche nella ricerca di nuovi “talenti” poetici.

Tra le sue iniziative attuali è la realizzazione dell’Antologia Poetica Virtuale “Transiti Poetici” (https://antologieditransiti.blogspot.com/) in più volumi (ogni volume comprende 10 autori di rilevanza nazionale).

di Antonietta GnerreAntonietta Gnerre

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