Un approccio contro la malasanità a tutela della donna, durante “l’Open Day Ostetricia”
Umanizzare le nascite è il tema dell’Open Day Ostetricia che si è tenuto oggi alla Casa di Cura Città di Roma. Un’eccellenza romana per la donna che si accinge ad affrontare la maternità, con sicurezza e consapevolezza. Nata negli anni settanta come struttura di riferimento per le donne del quartiere Monteverde, diventa presto un “punto nascita” per le donne della capitale.
Una giornata di visite gratuite, buona informazione e approfondimenti sul tema maternità e “parto sereno”, che ha visto la partecipazione di Beatrice Lorenzin, ministro della Salute e neomamma – buon esempio della integrazione famiglia e carriera, che la donna moderna talvolta gestisce faticosamente accusando instabilità fisiche e psichiche- insieme al dott. Gianluca Sotis , direttore del Servizio Prevenzione e Protezione del CNR.
Ad aprire l’incontro, con la stampa e con i membri del reparto di Ostetricia e Ginecologia, il prof. Garofalo: figlio del fondatore del reparto stesso, che ha sottolineato l’ impegno da sempre del reparto a ricercare una costante modernità, anche grazie alla collaborazione con l’illustre prof. Romano Forleo, ginecologo e sostenitore del concetto di portare “non l’ospedale in casa, ma piuttosto la casa in ospedale”. L’attenzione della giornata è stata dedicata anche a delle “soluzioni in evoluzione” come il rivolgimento podalico, il parto naturale dopo il cesareo, fino all’innovativo concetto di cesaereo dolce con un contatto mamma-figlio più prolungato, e alle nuove tecniche di analgesia epidurale o spinale-epidurale, anche controllata dalla paziente.
Al centro dell’incontro l’intervento del ministro, che dopo aver fatto visita alla struttura, ha sottolineato l’importanza di partorire in ospedali con almeno oltre cinquecento parti all’anno, e si è complimentata con quello che lei ha definito l’ospedale della Donna di Roma,“ che insieme ad elevati standard di sicurezza, garantisce anche l’innovazione e le buone nuove prassi per affrontare il parto con serenità” aggiungendo che “la famiglia inizia da luoghi come questi” dove oltre a nascer un bambino si assiste alla “nascita di due genitori”. Un’atmosfera di famiglia che si respira all’interno della clinica. Meritevole, aggiunge, è anche l’accesso che l’ospedale offre alle donne per affrontare il percorso nascita: dal tipo di parto, all’alimentazione, all’allattamento al seno, sino alla gravosa prevenzione di infezioni, “un vero mostro da battere”.
In chiusura una riflessione sulla “disaffezione al parto naturale” e all’eccessivo numero di parti cesarei in Italia. “L’epidurale è un grande segno di cultura”- conclude la Lorenzin -“ e ancora oggi c’è resistenza nella pratica che, oltre ad avvicinare al parto naturale della donna, è anche un fattore di salute del bambino, non solo della mamma”. Anche in questo la Città di Roma mostra sensibilità, offrendo la corretta informazione sulla pratica (ndr il reparto è la prima struttura in Italia ad aver applicato il parto analgesia in modo gratuito).
Tra le iniziative prossime cui il ministro ha fatto cenno, c’è un programma a tutela della Salute della Donna di dieci punti, che tiene conto del difficile ruolo della donna nel tessuto sociale e culturale, in bilico tra famiglia e realizzazione di sé, onde creare quelle condizioni di serenità fisica e psichica, fondamenti della propria salute. La donna ha il diritto di vivere una vita piena priva di condizionamenti e sensi di colpa, mantenendo quel giusto equilibrio che prevenga lo sviluppo di patologie,e non sempre questo è facile.
Umanizzare il parto è uno dei punti cardine di questo programma, per permettere alla donna di vivere al meglio il suo privilegio naturale. E’ proprio questo concetto ad aver portato vicino, nella giornata di oggi, l’Open Day di Ostetricia allo spirito del progetto del ministro Lorenzin sulla Salute della Donna.
di Daniela Rossi

