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Nasce Poetry for Peace: versi per la pace

Versi contro la guerra: la poesia fiorisce da radici di pace

“Dopo tanti bombardamenti a tappeto / rimase intatto soltanto un muro della grande chiesa / con l’alta finestra; intatta anche / la bella vetrata della finestra / con colori viola, arancioni, azzurri, rossi / e raffigurazioni di fiori, uccelli e santi. / Perciò confido ancora nella poesia”. (Ghiannis Ritsos)  Poetry for Peace Poetry for Peace Poetry for Peace Poetry 

Cosa può fare uno scrittore, un artista, di fronte al massacro di migliaia di civili?  Aspettare che le uccisioni finiscano e poi piangere e seppellire i morti? Oppure urlare la propria rabbia? O ancora, inviare aiuti ai civili? O chiedere aiuto al mondo e alle Ong affinché si mobilitino contro le ingiustizie? Certo, facciamo tutto questo, ma la cosa più importante che possiamo fare di fronte agli orrori della guerra è valorizzare e celebrare la vita e dimostrare che le parole e l’arte sono potenti mezzi di pace.

A Gaza vivono due milioni e mezzo di persone: agricoltori, ingegneri, medici, insegnanti, piccoli e grandi imprenditori, studenti, lavoratori, accademici e casalinghe… e bambini. Ma anche scrittori, musicisti, drammaturghi, artisti visivi e registi. Il minimo che noi che viviamo al di fuori possiamo fare è essere la loro voce, una voce che testimonia le atrocità della guerra e ribadisca il valore dei diritti umani e della vita.

La Fondazione Action for Hope in associazione con Cine Films, attraverso la piattaforma Raseef22 sta pubblicando i video del progetto “Ecco Gaza” con video letture di testi scritti da poeti, scrittori e drammaturghi che adesso sono sotto le bombe.

Come poeta mi sono sentita chiamata in causa anch’io. Cosa sta facendo la comunità poetica di fronte a quello che sta accadendo non solo in Palestina ma anche in Ucraina, in Siria e in altri luoghi nel mondo? Silenzio, troppo silenzio. Non siamo noi forse parte dell’umanità che sta pagando per colpe non sue?

Perché non testimoniare allora la nostra presenza e il nostro orrore di fronte allo sterminio di interi popoli, come a Gaza? Perché non dare voce alla speranza, alla necessità di trovare un dialogo tra le parti, a ribadire che la guerra è un errore e che vanno trovati altri mezzi di risoluzione dei conflitti. Perché non usare le nostre parole o le parole di altri per gridare a voce alta che noi ci siamo, che stiamo assistendo a tutto quello che accade e che ci fa orrore. Usare le nostre parole e la nostra arte per denunciare che quello che sta accadendo è atroce.

La situazione politica internazionale ci pone di fronte a una presa di coscienza profonda e alla consapevolezza della necessità di porci non più come spettatori degli accadimenti ma come attivisti per i diritti umani e la pace.

Fabio Sebastiani, Marco Colletti, Ilaria Giovinazzo

La voce dei poeti, i più umani tra gli umani, deve allora levarsi alta e squillante a testimoniare che non stiamo assistendo indifferenti a quello che potrebbe essere definito uno dei più grandi disastri umanitari degli ultimi decenni.

Il progetto Poetry for Peace, iniziato col reading Radici di Pace che si è svolto a Roma il 3 dicembre e ha visto la partecipazione di numerosi poeti e poete, vuole essere uno strumento per rendere ognuno di noi partecipe di quello che accade e parte attiva di un processo di salvaguardia dei diritti umani e civili. L’arte al servizio della civiltà e dell’umanità.

Chiediamo quindi a tutti i poeti che vogliono e sentono l’esigenza di dare la propria voce, le proprie parole e la propria faccia, di intervenire, di rendere testimonianza, leggendo una poesia di pace, propria o altrui, per far capire a chi ci governa che noi crediamo ancora che la bellezza salverà il mondo!

E tu puoi contribuire con un verso. 

Ognuno di voi è invitato a caricare una breve video lettura sul gruppo Facebook Poetry for Peace inserendo il tag: #poetryforpeace.
Potete leggere una vostra poesia o la poesia che ritenete opportuna al momento.
Potete leggere in italiano, inglese, spagnolo, arabo, francese ecc. sperando che le nostre voci vadano al di là dei confini, che raggiungano chi in questo momento è sotto le bombe.

Grazie ai poeti che con me portano avanti questo progetto: Fabio Sebastiani  Fabio Giardinetti Marco Colletti Riccardo Frezza

di Ilaria Giovinazzo

 

 

 

 

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