Dal 18 al 19 aprile, presso il Writer Monkey, circolo ARCI di via della Rocca 36 a Monterotondo, prende vita la seconda tappa di ScenaLuna, evento dedicato all’arte e alla bellezza che riunisce artisti e pubblico in un’esperienza condivisa di creatività.
Nato per iniziativa di Ilaria Agostini, il progetto si conferma come un luogo di incontro tra linguaggi espressivi differenti: pittura, musica, teatro e installazioni convivono in un dialogo capace di generare atmosfere partecipative e suggestive.

Tra le presenze pittoriche di questa edizione si distingue Ilaria Giovinazzo, artista che costruisce un universo figurativo intimo e riconoscibile, fondato su una raffinata sensibilità cromatica e su una profonda attenzione alla dimensione emotiva del soggetto.
La pittura di Giovinazzo mostra una qualità essenziale: la capacità di trasformare un gesto quotidiano in una visione simbolica. I colori, distribuiti come tessere di un mosaico contemporaneo, suggeriscono protezione, calore, memoria. Non è solo un ritratto, ma una meditazione visiva.
Ciò che colpisce non è soltanto la precisione formale, ma la dimensione emotiva: le figure ritratte da Giovinazzo sembrano trattenere un pensiero, un’attesa, quasi una sospensione interiore, diventano emblema di grazia e introspezione
I soggetti non sono mai semplicemente rappresentati, ma trattenuti in uno spazio di quiete, come se la pittura avesse il compito di conservare un’emozione prima che svanisca.
La sua tavolozza, mai aggressiva, predilige tonalità morbide e armoniche, capaci di suggerire atmosfere raccolte. Anche quando il colore si fa più vibrante, non perde mai una dimensione di intimità.

In un contesto come ScenaLuna, dove diverse arti convivono e dialogano, la presenza pittorica di Giovinazzo contribuisce a costruire un racconto visivo che parla di memoria, identità e delicatezza umana.

