Milano applaude un fantastico Morrissey

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testo: Vincenzo Nicolello – foto:  Stefanino Benni

Un bel “sold out” al Teatro degli Arcimboldi di Miano ha accolto l’esibizione meneghina di Steven Patrick Morrissey, o come tutti lo chiamano, semplicemente Morrissey. Per l’ex leader della band anglosassone indie-pop, The Smiths è stato un trionfale ritorno nella nostra penisola, in un’estate che davvero sta regalando innumerevoli proposte musicali di grande qualità, alcune addirittura in sovrapposizione di date.

In sala ad attenderlo c’era un pubblico estremamente eterogeneo. Se le prime file erano occupate dai fan della vecchia guardia, quelli che per intenderci hanno comprato il biglietto perché amano il loro beniamino e hanno incrociato le dita fino all’ultimo con il timore che un improvviso calo di umore potesse portare all’annullamento delle date (così come era avvenuto in un recente passato); al loro fianco si sono sedute nuove generazioni di appassionati: ragazzi poco più che  ventenni che negli anni ’80, quando gli Smiths furoreggiavano, forse non erano nemmeno nati.

Morrissey si è presentato in ottima forma, oseremmo dire splendida, per un 53 enni che è da una vita sulle scene. Qualche chiletto in meno, una simpatica verve che lo ha portato ad interagire con il pubblico e le sue immancabili camicie, che sembrano provenire da un antico baule di un’appassionata di patchwork.

Anche la sua scaletta ha fatto risaltare questa “new age” dell’artista. In oltre 90 minuti di esibizione c’è stato spazio per i suoi Ouja board,ouja board e Everyday is like Sunday, per tante chiacchiere ed anche per qualche pezzo del repertorio degli Smiths: tanto per fare un titolo “Meat is murder”. Questo brano non è altro che un chiaro proclama contro chi si ciba di carne ed un invito a tutti quanti di abbracciare una dieta strettamente vegetariana. Come tradizione le note del pezzo sono state accompagnate da immagini truculente su sevizie degli animali negli allevamenti.

D’altra parte sono celebri le prese di posizione da parte del cantante su queste e altre tematiche animaliste (vedi spettacoli circensi): «Essere vegetariani è un gesto politico e quindi non può non influenzare la nostra vita – ha dichiarato in un recente passato -. Diventando vegetariani si rifiuta uno stile di vita dominante. I vegetariani sono anche spesso antipatici in quanto provocano così tante persone a fare ciò che vorrebbero non fare: pensare».

Insomma uno spettacolo completo, che il pubblico ha sottolineato con lunghi applausi. La nuova stagione di Steven Patrick è ricominciata dalle public relations e dalla voglia di stare sul palco a fare ciò che più gli piace al mondo suonare e cantare. Lo spettacolo è stato pari alle attese e alla fine tutti sono tornati a casa felici e contenti, pronti magari a bissare in una delle due prossime date italiane: Firenze (oggi 11 luglio) e Grado (13 luglio) (dopo quelle di Roma e appunto Milano).

Ad aprire il live di Morrissey, l’eclettica musicista (keyboard) e cantante americana Kristeen Young.

Organizzazione Evento LiveNation

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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