Singapore esoterica

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di Monica Casalini

In questi giorni di festa natalizia, freddo e neve tutti italiani, per ragioni imputabili alle cosmiche vie della sincronicità, mi trovo a Singapore. Una città cosmopolita, una NY orientale fatta di audaci grattacieli, parchi naturali dalle dimensioni bibliche, shopping centre a non finire e una notevole quantità di posti in cui mangiare qualsiasi genere di cibo asiatico di qualità sopraffina.

In questa Singapore equatoriale le temperature dicembrine sfiorano i 31°C (ben più sopportabili dei 37 di maggio); il che rende assai surreale la magistrale decorazione nataliza che adorna l’intera città-stato. Alberi alti fino a 10 metri che di sera brillano come stelle, addobbi di grandezza smisurata e una quantità di luci che da sole potrebbero illuminare intere città. Insomma, i Singaporiani non badano a spese.

Peccato che il clima sia decisamente fittizio, dato che qui sono pochissimi coloro che festeggiano davvero il Natale alla maniera occidentale. I Singaporiani (essendo di molte etnie diverse) sono in maggioranza buddhisti, induisti, taoisti, musulmani e – in minor quantità – di fede baha’i, cristiani ed ebrei (questi ultimi due sono però in maggioranza di etnia occidentale). Insomma… le renne, i pupazzi di neve e vari alberi sono solo una cornice commerciale, anche se bisogna ammetterlo, graditamente spettacolare.

Rubbing the Buddha for good luck, Singapore

A parte questa breve introduzione per farvi capire appena vagamente la strabiliante ambientazione di questi giorni, tengo a sottolineare che c’è una Singapore devota e spiritualmente avanzata in termini di consapevolezza e tolleranza che mai mi sarei aspettata di trovare. I superbi templi buddhisti e induisti che arricchiscono ogni quartiere sono a dir poco la manifestazione divina in terra: sgargianti colori sfavillano dalle facciate dei templi di Kali e di Vishnu nel quartiere di Little India; mentre dragoni e demoni protettivi spiccano dai tetti a pagoda dei templi di China Town. Ma attenzione! Esistono “zone franche” se vogliamo chiamarle così, in cui templi di diversa estrazione religiosa convivono uno accanto all’altro come fratelli.

E’ il caso di Waterloo Street che, a dispetto del nome ricordante lontani avvenimenti nefasti, contiene la più vasta quantità di sfaccettature spirituali, coesistenti in serena e pacifica armonia.

Il quartiere di Waterloo Street (che possiamo tranquillamente definire “quartiere esoterico”) è caratterizzato principalmente da due templi uno accanto all’altro: uno è indù e l’altro buddhista! Durante le maggiori festività, come l’Hungry Ghosts Festival (la festa dei defunti) è facile vedere i fedeli dell’una o dell’altra religione spartirsi gli insensi e le offerte senza alcun precocetto su chi professa la religione “più vera”. Insomma, per farla breve, i fanatismi religiosi che siamo abituati a vedere nel nostro paese (e non solo), qui non esistono. E infatti non c’è una religione “di stato” poiché tale idea è

parete delle preghiere

semplicemente inconcepibile. Come si può dare più importanza politica ad un culto rispetto ad un altro? E su quali basi? Sarebbe bene che anche in occidente si rivedesse questo discriminante modo di pensare.

Ma torniamo a Waterloo Street.

Per strada si incontrano guaritori, indovini, venditori di incensi e di offerte per il tempio; la via è quindi affollatissima e piena di colori e di profumi. L’odore caldo e speziato del sandalo che brucia all’entrata del Kwan Yin Temple è avvolgente, tanto quanto il chiassoso pregare a suon di tamburi che provengono dal vicino tempio indù dedicato a Krishna. Fiori di loto e orchidee sono ovunque insieme a candele, frutta esotica e preghiere di carta da bruciare, in un vortice di suoni e sensazioni che difficilmente possono essere descritti a parole.

Sulla sinistra c’è una guaritrice cinese, rasata a zero come i monaci buddhisti e con gli occhi più neri che abbiate mai visto. Lei cura ogni afflizione corporea attraverso la pulizia dei blocchi energetici: impone le mani sulla schiena, sul torace o sulla testa e con gesti decisi toglie le energie stagnanti; dai movimenti che compie con la mano sembra quasi che stia gettando a terra dell’acqua in eccesso.

Poco più avanti c’è un cartomante che ha sempre attorno un capannello di persone ed è facile capire perché: sul tavolo c’è una gabbietta aperta dalla quale il suo fedele cocorito verde fa avanti e indietro per scegliere le carte disposte sul tappetino. A seconda della carta estratta l’indovino tira fuori un foglietto su cui c’è scritto il responso.

Ma la divinazione non è esclusivamente in mano ai vari indovini di strada. All’interno del Kwan Yin Temple, infatti, si posso richiedere i tipici bastoncini di legno con cui divinare. Ci si toglie le scarpe e ci si inginocchia sul grande tappeto al centro del tempio; si comincia a shakerare il barattolo con i bastoncini mentre si domanda agli Déi e si continua finché un solo bastoncino non esce dal barattolo. A quel punto si lancia in aria una coppia di “mezzi fagioli” in plastica e a seconda di come ricadono a terra il responso è valido o meno. Se non lo è si ricomincia. Se invece è valido si riporta il barattono ai custodi, essi leggono il numero sul bastoncino estratto e in cambio porgono un foglietto con un preciso responso.

Verso la fine di questa variopinta strada fa bella mostra di sé un enorme Buddha Felice, ovvero quello panciuto e dorato. Sulla pancia ha una fessura nella quale i fedeli inseriscono monetine per le offerte. Ma badate bene! Non sono offerte che finiscono chissà dove… tutto il ricavato di queste piccole donazioni va a finanziare tangibilissimi progetti a carattere spirituale come libri, musica, arte decorativa e così via. Tale risultato è facilmente visibile sia nelle piccole edicole gratuite che si trovano nei templi, sia un negozietto di Waterloo Street. Si tratta di un locale semplice e minimalista al cui interno chiunque può prendere in maniera totalmente gratuita qualsiasi cosa vi sia esposta (sì, avete capito bene). Senza esagerare ovviamente, anche perchè si invita a regalare agli altri quello che si è preso, una volta esaurita la sua funzione per noi. Io ho preso un bel libro di preghiere per Kwan Yin, un cd di musica rilassante e un paio di belle illustrazioni. Il fine di questa splendida iniziativa è la divulgazione e la conoscenza accessibili a tutti. E funziona. Altro che il fallito bookcrossing italiano! Qui il concetto di condivisione senza possesso e senza scopo di lucro è vivo e recepito da tutti.

Ma Waterloo Street non è solo templi: ci sono vari negozi e bancarelle specializzati nella fornitura di ogni tipologia di strumento spirituale ed esoterico, come bastoncini per la divinazione, incensi, amuleti, lancia-preghiere, statue degli Dèi e musiche per la meditazione. Il centro commerciale principale si chiama Fortune Center in cui – a parte le centianaia di negozi che vendono pietre, talismani, unguenti e via dicendo – si possono trovare anche alcuni centri in cui si eseguono massaggi per fluidificare l’energia corporea, reiki, pulizia dei chakra, agopuntura, riflessologia e – rullo di tamburi – lettura dell’aura… cosa che ovviamente ho deciso di provare. Ti fanno accomodare su di una seduta metallica di fronte ad una specie di macchina fotografica; si deve stare immobili per qualche secondo e attendere poi la stampa della “foto”. Quello che esce fuori è una particolare immagine in cui la persona è appena visibile, ma contornata da strane luci e colori vividi. La mappa che tali luci disegnano viene infine letta da una specialista che spiega il responso. Devo ammettere che, almeno nel mio caso, ci hanno preso.

All’interno del Fortune Centre, che è alto diversi piani, ci sono anche ristoranti che servono esclusivamente cibo etico e vegano. La cosa sorprendente è che non solo si mangia molto bene, ma il prezzo è bassissimo: in quattro persone, mangiando a crepapelle, si spende un totale di 20 sindollars, ovvero 13/15 euro.

Poco distante dal Fortune Center c’è un piccolo centro di culto; si tratta di un ampio locale allestito in modo che tutti possano ritualizzare i propri intenti: ci sono statue all’interno di piccole vasche in cui si immerge una sorta di mestolo per poi bagnare la statua stessa. Ci sono altari votivi con offerte di ogni genere e le pareti sono piene di minuscole caselline in cui vengono apposte le preghiere che i fedeli chiedono ai monaci. Al centro del locale si trova una grossa statua del Buddha tricefalo “in meditazione” completamente ricoperta d’oro… funziona così: i fedeli acquistano cinque foglie d’oro per un dollaro e poi le attaccano sulla statua. Nel momento in cui si attacca la foglia il fedele recita una preghiera o chiede una particolare grazia.

All’interno di questo piccolo centro vi sono diversi monaci che concedono benedizioni e pregano per chi ne fa richiesta.

Insomma, pur avendo deciso tempo fa che avrei passato il mio 21 dicembre 2012 in maniera diversa rispetto a quella che mi si prospetta, accetto volentieri che le vicissitudini della vita mi abbiano portata qui, per chissà quale motivo.

Non mi resta quindi che consigliare vivamente un viaggio in questa splendida “Terra del Leone”, perla indiscussa della magnificienza e del ben-essere orientale, certa che tornerete arrichiti spiritualmente e rinfrancati mentalmente.

Nel frattempo auguro buone feste a tutti voi.

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

One Comment

  1. Ramon
    19 dicembre 2012

    Cara Monica, forse la sua è stata un visita frettolosa perché la religione cristiana è molto diffusa a Singapore. E la sua presenza non è una moda recente, ma risale fino alla diaspora che spinse i cristiani di etnia cinese a scappare dalla Cina maoista con l’avvento della RPC.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Religion_in_Singapore

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