Meditare: l’ascolto profondo di se stessi

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di Isabella De Acutis

Meditazione. Negli ultimi anni l’uso di questa parola è diventato sempre più frequente, non solo nell’ambito specifico di tradizioni e discipline orientali, ma sempre più introdotto nel concetto occidentale di benessere psicofisico a tutto tondo.
Anche nel campo strettamente scientifico della neurologia, esperti e medici di fama mondiale (ad esempio Richard Davidson, il “padre” della plasticità neuronale) sempre più concordano nell’integrare lo studio della “macchina-cervello” con la Meditazione e le sue varie tecniche.
Ma in parole semplici ed accessibili a un pubblico ampio (e meno tecnico), cos’è la Meditazione?
Meditare è ascoltare se stessi: osservare il corpo, la mente, i pensieri, le emozioni e tutto ciò che ci circonda, allo scopo di conoscere se stessi e in un secondo tempo “trasformare” la mente in un strumento utile al raggiungimento di una profonda e stabile serenità emotiva.
Nella meditazione quando si parla di mente ci si riferisce non al cervello, ma bensì al concetto di intelligenza emotiva, ovvero la mente-cuore, la mente che pensa e si emoziona.
Osservare la mente che si emoziona vuol dire osservare da vicino le nostre sensazioni, i pensieri gioiosi, i desideri, le ansie e le nostre paure.

Myanmar , Shwedagon Pagoda, Yangon

Come osserviamo tutto questo, come procedere?
Il primo passo è cominciare a dedicare tempo a noi stessi.
Non c’è bisogno, soprattutto all’inizio, di “molto tempo”, bastano 5-10 minuti.
Poi in silenzio e tranquillità iniziamo ad ascoltare il nostro “motore naturale”: il respiro, la nostra energia vitale.
Respirare bene e in modo consapevole è la base di ogni tecnica meditativa.
Contempliamo il nostro respiro come se fosse qualcosa di morbido e caldo che entra e esce attraverso il corpo.
Più che respirare aria, respiriamo energia: coscienti di questo meccanismo arriviamo ad una maggiore consapevolezza di noi stessi.
La nostra mente, abituata a pensieri diversificati e fluttuanti, avrà difficoltà a concentrarsi su un unico oggetto (il nostro respiro), e tenderà a distrarsi.
La distrazione è normale e deve diventare da punto di debolezza, un “allarme” utile che ci permette poi di ritornare a concentrarci senza divagare ulteriormente.
La mente-cuore che ascolta il respiro è pian piano sempre più libera da tutti gli altri pensieri; possiamo così focalizzare le nostre energie al raggiungimento di una stabile serenità.
Esistono infinite tecniche di meditazione, tanto quanto sono infiniti gli spazi della nostra mente, però al fine di uno studio più schematico e pratico, risulta utile classificare le diverse tecniche all’interno delle diverse tradizioni.
Troviamo così tecniche di Meditazione Yoga, Vipassyana, Meditazione Zen, Meditazione Tibetana, Meditazione di Concentrazione, Meditazione Analitica, e molte altre ancora.
Conoscerle e praticarle tutte è davvero una grande sfida, una sfida che pochi accolgono e pochi hanno la fortuna di avere tempo e mezzi a disposizione, ma ognuno di noi può cominciare, da solo o con un insegnante, all’ascolto e all’osservazione, e procedere con gioia verso la conoscenza di ciò che siamo veramente: esseri con grandi capacità intellettive e soprattutto emotive, che vanno solo riscoperte e applicate nella vita di tutti i giorni.
Meditare è come ritornare a “casa”, è liberare una gioia profonda che già ci appartiene, è scoprire un “tesoro” che è sempre dove guardiamo di meno: nel nostro cuore.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

2 Comments

  1. silvestri emilio
    20 gennaio 2013

    La meditazione è la via, la coscienza di se è la meta, la meditazione è il mezzo, come conoscere a fondo e utilizzare il mezzo? è assolutamente necessario un maestro e se si dove trovarlo?

  2. isabella de acutis
    20 gennaio 2013

    per studiare a fondo “il mezzo” è preferibile una guida, un maestro. condividere con una persona più esperta di noi questa meravigliosa esperienza di viaggio in noi stessi è senza dubbio di aiuto. il maestro a sua volta è un mezzo, lo strumento che aiuta il praticante. chi cammina siamo noi. nessun maestro ha il potere di lavorare al posto nostro. come trovare un maestro? facendone esperienza. molti i maestri, molte le scuole e i centri dove meditare. bisogna partire da un punto-maestro, la prima scelta è a volte di puro caso (o il caso non esiste??), e non è detto che troviamo subito la persona adatta. io sono stata forunata e a mia volta insegno meditazione, oltre lo Yoga. se “vuoi provarmi” puoi contattarmi su: http://www.facebook.com/studiopramana. ti auguro un cammino di conoscenza sereno e privo di ostacoli. 🙂

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