Francesca ‘Sofia’ Xefteris: ho assassinato Lady Gaga

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di Mario Masi

Francesca Xefteris, in arte ‘Sofia’ ha avuto coraggio. Dopo la fortunata partecipazione a X Factor Francesca decide di fermarsi, rifiutando un facile successo e tornare alle proprie radici, ad una dimensione ‘artigianale’ di fare musica. L’incontro con la Sunnybit le permette di potere sofia cappello_esprimere pienamente la propria creatività in ‘Radio Lady Gaga’, un EP in cui compaiono anche “Le brave bimbe” e “Comunque“. Una miscela di rock-pop elettronico in cui la splendida voce di Sofia si muove a meraviglia. La incontriamo in una giornata di sole nella suggestiva cornice di Campo dei Fiori a Roma.

Cosa cambia nel far musica per un talent e per se stessi?
In realtà io ho iniziato facendo musica per me. A quindici anni ho formato un gruppo, i Greenwich, abbiamo suonato insieme per dieci anni, facendo concorsi su concorsi, girando per locali con una Volvo scassata. All’epoca eravamo tutti studenti universitari e magari il giorno dopo avevo un esame e questo significava andare a Milano, suonare e tornare nella stessa giornata con ottomila caffè per tenersi su (ride).
Ma questi sono anche i ricordi migliori che ho e rappresentano la parte più romantica della musica. Poi verso i 24-25 anni siamo arrivati ad un bivio, ci siamo chiesti cosa volevamo fare davvero nella vita. Io non volevo smettere di suonare e di scrivere musica, quindi mi sono presa il ‘fagottino’ e sono andata a Milano facendo il giro delle case discografiche. Lì mi è arrivata la proposta del talent, dove ho scoperto un’altra faccia della musica: non facevo più solo musica per me, con i miei tempi, ma è tutto più veloce e più grande di te.

Molti non hanno una grande opinione del talent
Come tutte le cose ha dei pro e dei contro. E’ sicuramente una corsia preferenziale. Quando avevo quindici anni inviavo dei demo e se ero fortunata mi rispondevano dopo sei-sette mesi. Quando invece ti trovi davanti ad una commissione i tempi di risposta sono molto più veloci. Al talent si cantano delle cover e questo mi è servito per completarmi, non ho mai fatto l’interprete, mi sono trovata davanti ai miei limiti ed i limiti per me sono fatti per essere superati.  Di contro, in un minuto e mezzo di esibizione non si riesce sempre a dare tutto.

Sofia chitarra_Che hai fatto dopo quella esperienza?
Ho iniziato a scrivere continuamente, annotavo degli spunti, giravo con un registratore per poi chiudermi a casa per lavorarci su.

Quali strumenti suoni?
Sono una polistrumentista, suono chitarra, basso e pianoforte, ultimamente sto cercando di suonare meglio la batteria.

Come ti arriva l’ispirazione?
Come una polvere sottile. Il lavoro del cantautore assomiglia a quello dell’archeologo. L’ispirazione ti fa vedere in modo chiaro quello che devi scrivere, è tutto quello che hai intorno che ti suggerisce cosa fare o non fare.  Quando scrivo una melodia che mi piace non ho nemmeno bisogno di un registratore, diventa un loop ossessivo nella mente. Poi arriva la parte razionale della costruzione della struttura: come faccio cadere questa nota? Minore, maggiore? La rendo sospesa?  E i bassi? Io faccio ascoltare sempre i miei provini in finto inglese e chi ascolta non può fare a meno di ridere.

Con chi hai collaborato per il tuo EP?
Mi sono rivolta a Frank Head, un paroliere molto bravo, della scuola Mogol. Abbiamo fatto insieme uno studio sulla metrica, ci siamo concentrati su tutte le sfumature della voce, della melodia. Non esiste una formula magica per scrivere una bella canzone, devi sentire la necessità e l’urgenza di dire determinate cose, devi avere quella sensazione che ti prende alla bocca dello stomaco e non puoi fare a meno di esprimerla, con i mezzi e la voce che hai. Frank Head è una autore che rispetta la metrica, non stravolge un brano. La produzione invece è di Cosecomuni, ovvero i Velvet, che ringrazio.

Com’è nata l’idea di Radio Lady Gaga?
Da bambina suonavo continuamente al piano ‘The children dance’, la danza dei bambini, di Béla Bartók. (mi canticchia il motivo) Dopo averlo completamente dimenticato, dopo venti anni ha iniziato a suonarmi nella testa questo riferimento classico e al piano ho composto una melodia su quelle note canticchiando “radio gaga, lady gaga”.  Cercando su internet ho scoperto che Lady Gaga ha scelto questo in omaggio al famoso brano dei Queen. Una canzone dello stesso periodo è ‘Video killed the radio star’ dei Buggles, non a caso negli anni ’80 la televisione ha avuto il sopravvento sulla radio. Oggi è internet ad avere schiacciato la radio. Ho iniziato a riflettere su cosa significa essere collegati. Manca solo il tele-trasporto! Posso parlare con mio cugino che abita dall’altra parte del mondo ma la gente non comunica più, non si guarSofia Ramones_da più negli occhi. Alcune volte potrei andare a citofonare al mio vicino di casa e invitarlo a scendere per un caffè, come facevo a 15 anni, invece uso lo smartphone e il pc. Spesso non facciamo altro che parlarci addosso, accendo la tv e vedo i politici che si vomitano addosso dei monologhi che non capisco.
Avendo una età per ricordarmi com’era prima, penso che tutti questi mezzi che dovrebbero semplificare la vita, ce la stanno invece complicando.
La canzone è uno spaccato di quello che viviamo: lui ha questo tatuaggio enorme sulla schiena, è un laureato in medicina che però non riesce a trovare una occupazione, la crisi gli ha fatto muro e ha deciso di prostituirsi per pagare l’affitto. Lei mangia solo sushi, sta bene economicamente ma ha dei graffi nell’anima, non sa quello che le piace, non si accetta per quello che è. Questi due ragazzi dicono: prendiamoci una pausa e amiamoci il lunedi, perché quello è il nostro spazio di libertà in cui possiamo fare cosa vogliamo e risolvere con l’amore qualsiasi problema.
Il messaggio della canzone è che nonostante il mondo non sempre offra il meglio, bisogna cercare di vivere, non di sopravvivere. E per vivere bene bisogna aprirsi con gli altri, recuperando la propria umanità, gli shock emozionali.
La citazione di Lady Gaga è perché lei rappresenta musicalmente meglio questi anni. Dove i generi si mischiano e si sovrappongono senza una identità precisa.

E chi sono le ‘brave bimbe’ della tua canzone?
A 14 anni sono stata iscritta a un liceo privato. Quello che non dimentico è la divisa. Tutti in giacca e cravatta seguendo il mito dell’ordine e della disciplina.poi magari c’erano tanti episodi di bullismo proprio nel momento di ricreazione.
Ricordo le feste del liceo, a 16 anni, e mi ritrovavo davanti ragazzi che assumevano qualsiasi cosa. Perché si comportavano così? Per riempire il vuoto che avevano dentro, perché vivevano secondo regole che non erano le loro. Le brave bimbe cercano di riempire il loro vuoto con i soldi, vestendo certe marche, inseguendo la materialità, per sentirsi accettate , magari più grandi .  Ma la maturità non è un pezzo di carta che ti prendi a 18 anni, la maturità è la propria consapevolezza. ed è con la consapevolezza di ciò che siamo che possiamo operare delle scelte e di conseguenza prenderci le nostre eventuali responsabilità. Nella canzone canto “smettila di fingere, sei quello che sei”, bisogna accettarsi con tutti i propri difetti per essere credibili e lasciare gli altri liberi di frequentarti o meno.  Se invece si raccontano bugie si è condannati alla solitudine.

Progetti futuri?
Veramente tanti. Sto preparando con una quindicina di canzoni, farò anche qualche cover riadattando il testo in italiano e stravolgendone l’arrangiamento per sentirle meglio addosso. La vera sfida è fare musica elettro-pop in italiano. Il testo nella nostra cultura è fondamentale quanto la musica.
Per tutto il 2013 lavorerò sull’album in uscita. Fortunatamente la mia casa discografica, la Sunnybit, mi ha lasciato carta bianca. Hanno creduto nelle mie canzoni mettendomi a disposizione un grande studio di registrazione e esperti musicisti sempre pronti a dialogare con me per trovare le soluzioni più soddisfacenti.

https://www.facebook.com/pages/Sofia-Xefteris/526515320697393

https://itunes.apple.com/it/album/radio-lady-gaga-single/id633979490

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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