A New York il pittore Roberto Del Fabbro e le sue eteree foglie

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Intervista a Roberto Del Fabbro

Di Stefania Taruffi

moonlitInaugura il 19 dicembre all’Agora Gallery di New York, la mostra del pittore emergente italiano, Roberto Del Fabbro, nell’ambito della mostra collettiva intitolata “The Odissey within”, aperta fino al 9 gennaio 2014. Del Fabbro ora vive tra Roma e Amelia, un paese dell’Umbria, dove in una piccola casa immersa nel verde, lavora e realizza le sue opere.
Si trasferisce a Venezia, culla dell’arte, dove vive per alcuni anni e si laurea in Architettura. Vive e lavora per un anno a Praslin, un’isola delle Seychelles, dove regna la natura incontaminata. Queste esperienze dirette gli danno la forza e l’ispirazione di trasferire alla gente l’amore per la natura, attraverso la pittura.
Oscillando tra una tecnica completamente meticolosa e fluida, tra l’astrazione e l’ etereo, Roberto Del Fabbro trae ispirazione dai suoi sogni: “Quando dipingo”, spiega l’artista, “traggo ispirazione dal mio immaginario. Viaggio oltre la logica e la conoscenza, per creare mondi sotto gli oceani, sulla solida terra, in aria, e mi spingo fin dentro l’universo. Osservo il mondo dal punto di vista di una foglia in aria, dal ramo di un albero, dal terreno. Nel corso del tempo, ho sviluppato un legame speciale con la natura, nei luoghi, dove ho vissuto e dove mi sono soffermato, come in Umbria e Toscana, a Venezia, Creta e alle Seychelles, a Praslin, dove la natura incontaminata ti stordisce e ti coinvolge, ha il sopravvento e ti fa capire quanto sia superiore all’essere umano, in tutti i sensi. Questa passione è culminata quando mio padre, gravemente malato, mi ha chiesto di poter vedere dal suo letto l’albero che era davanti alla finestra della stanza e che lui amava tanto. Questo momento particolare della mia vita mi ha profondamente ispirato e mi ha dato la forza di condividere la mia esperienza, attraverso l’arte. Amo profondamente la natura, e lei a sua volta m’ispira a dipingere e, allo stesso tempo, mi dà gli strumenti attraverso i quali creo. E ‘come se la natura si esprimesse attraverso di me e la mia arte e diventasse parte di me e dei miei dipinti. Ed ecco che un quadro diventa la materializzazione dell’essenza della natura stessa, messa a disposizione di coloro i quali non hanno familiarità con le emozioni che la natura può offrire”.

Roberto Del Fabbro

Roberto Del Fabbro

Il suo è un contatto ‘speciale’ con la natura. Lo può spiegare?
M’immedesimo nelle foglie, nelle fronde degli alberi e negli alberi stessi e allora immagino i loro punti di vista, quello che vedono nell’uomo e, soprattutto, quello che percepiscono in chi le ama. Ed ecco che diventano esseri viventi. Con le proprie emozioni, i loro pensieri.
Le foglie, tramite una tecnica particolare, diventano gli strumenti con cui creo le mie opere.
E’ come se in questo modo la natura stessa dipingesse attraverso di me ed io diventassi il suo braccio.
Quando realizzo un quadro, penso che sia un modo per portare sul piano materico la sensibilità delle foglie e diffonderla tra tutte quelle persone, che non hanno mai sentito la meravigliosa sensazione che la natura può trasmettere. La natura comunica con gli esseri umani, proprio attraverso le piante. Quello che io cerco di fare attraverso il mio lavoro, è dipingere questi messaggi della natura, per diffonderli e amplificarli.

Flames in maquis

Flames in maquis

Quando è nata questa passione per le piante?
Già da bambino amavo profondamente la natura e vivendo a Udine avevo a disposizione sia il mare sia la montagna, dove due mesi l’anno trascorrevo le vacanze con i miei genitori.
A scuola, già alle elementari, durante le lezioni di aritmetica dipingevo enormi fiori e alberi sul foglio. Molto mi hanno ispirato i miei viaggi e i soggiorni all’estero.
A Venezia, culla dell’arte, dove ho vissuto per alcuni anni, mi sono laureato in Architettura. E’ nata in questo periodo la mia passione per la fotografia che mi ha coinvolto particolarmente, sempre in cerca d’inquadrature e situazioni emozionanti. Poi ho vissuto e lavorato qualche anno nell’isola di Creta (Grecia) dove ho avvicinato artisti e pittori del luogo e assorbito da essi l’amore verso per il mare. Da qui lo slancio artistico e la pittura.

Quali materiali utilizza per le sue tele?
Utilizzo il legno, anche di risulta, elemento della natura e padre delle foglie. Non utilizzo tele, preferisco disegnare le mie foglie sul loro habitat naturale. Sul legno è come se rivivessero nella loro dimora naturale. Riutilizzo casse e compensati facendoli rinascere a nuova vita.

Com’è arrivato a New York?
Ho sempre dipinto per me stesso, per passione. Sono stato selezionato da una commissione dell’importante galleria di New York, l’Agora, e sono da loro rappresentato ufficialmente. Una prima grande opportunità, che mi è stata data non dal mio paese, ma dall’estero.
Una bella occasione, per chi si trovasse a New York durante le feste, per visitare un’importante galleria d’arte, immergendosi nelle opere di pittori italiani emergenti di grande talento che qui, nella Grande Mela, ha avuto la loro prima opportunità di far conoscere la loro sensibilità al mondo.

Agora -Gallery
530 West 25th Street, New York, NY
Tel. 001 (212) 226 – 4151

http://www.robertodelfabbro.it/

http://www.agora-gallery.com/ita/
http://www.agora-gallery.com/artistpage/Roberto_Del_Fabbro.aspx
http://www.agora-gallery.com/Invite/Roberto_Del_Fabbro.aspx
http://www.art-mine.com/artistpage/roberto_del_fabbro.aspx

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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