Henri Cartier-Bresson all’Ara Pacis

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L’occhio del secolo è a Roma. Dal 26 settembre al 25 gennaio 2015 all’Ara Pacis sarà possibile ammirare la retrospettiva di uno dei più grandi fotografi del ventesimo secolo, Henri Cartier-Bresson.

La mostra, resa possibile grazie al Centre Pompidou di Parigi da cui proviene e la collaborazione della Fondazione Henri Cartier-Bresson, viene organizzata a dieci anni dalla morte del fotografo francese e ha come filo conduttore il tema dello sguardo.

Le immagini che si possono ammirare nelle diverse sezioni dell’esposizione sono infatti per la maggior parte raffiguranti persone che guardano qualcosa o qualcuno. Esemplare quindi lo scatto, realizzato nel 1932 a Bruxelles, in cui si vedono due uomini che osservano, o forse spiano, attraverso i fori di una tela.henri-cartier-bresson2

La mostra ripercorre cronologicamente la vita professionale del fotografo con l’ambizione di mostrare che non è esistito un unico Cartier-Bresson, ma diversi.

Esiste però un minimo comun denominatore dell’intero corpus artistico. Il modo assolutamente personale e originale con cui Henri Cartier-Bresson osservava il mondo. Un occhio attento a cogliere il particolare nel quotidiano, offrendo sempre, in ciascuno scatto, un tocco di poesia e suggestione unici.

Nella mostra si possono quindi ammirare le opere del primo periodo, che va dal 1926 al 1935 e che risentono della frequentazione del fotografo con i Surrealisti. Ma questi sono anche gli anni dei primi viaggi e quindi degli inizi nel mondo della fotografia.

La seconda fase artistica di Cartier-Bresson, va dal 1936 al 1946, dieci anni in cui l’impegno politico traspare negli scatti realizzati per reportage di giornali e quotidiani, soprattutto di sinistra. Tra tutti è da menzionare la foto realizzata in occasione dell’incoronazione del re Giorgio VI a Londra e che rappresenta non il nuovo sovrano, ma i sudditi che ne osservano il passaggio per le strade della capitale britannica.

Henri Cartier-Bresson ara pacisInfine il terzo periodo, dal 1947 al 1970, che vede la creazione della cooperativa Magnum Photo e la decisione di abbandonare la fotografia per tornare ad una vecchia passione. Una parte della mostra viene infatti dedicata ai disegni che Cartier-Bresson ha realizzato negli ultimi anni.

Nove sezioni in tutto, 500 opere tra foto (ci sono ben 350 stampe vintage), disegni, dipinti, film e documenti come ritagli di giornali e riviste.

Un modo non solo di ripercorrere la carriera del grande fotografo, ma l’occasione anche di vedere rappresentato il Ventesimo secolo. La mostra infatti ci mette di fronte a momenti storici importanti come la Guerra Civile Spagnola, La Seconda Guerra Mondiale e la decolonizzazione.

Impossibile dire quale delle foto esposte sia la più bella, Henri Cartier-Bresson stesso disse “A volte mi chiedono: ‘Qual è la foto che preferisci tra quelle che hai realizzato?’. Non saprei, non mi interessa. Mi interessa di più la mia prossima fotografia, o il prossimo luogo che visiterò”.

Caterina Ferruzzi

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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