Testo di Vincenzo Nicolello – Foto di Stefanino Benni
MODENA – Dopo la fortunatissima esperienza invernale, quando i Simple Minds proposero il 5X5 tour, la band scozzese ha deciso di replicare e “invadere” musicalmente il bel paese con una nuova serie di date estive, che ha toccato anche Piazza Grande a Modena.
La formula del concerto ricalca in qualche modo quella che aveva garantito il sold out all’Alcatraz di Milano in primavera: 5 pezzi estratti dai loro primi 5 album. In poche parole le origini rivisitate e corrette, per raccogliere i fan del passato e conquistare nuovi seguaci. Le date estive, in realtà non offrono una set list così lunga, offrendo qualche brano in meno (19 nello spettacolo modenese), ma la stessa identica emozione di riscoprire le radici di Jimm Kerr e compagni, quella che gli stessi musicisti avevano sepolto per dare spazio ad una sorta di new age fatta di sperimentazione, impegno politico che determinò il lento declino e anche il disinteresse da parte delle major discografiche, Virgin per prima.
Oggi, in linea con quanto stanno facendo molti gruppi che vissero il successo degli anni ’80, viene riproposta questa operazione revival, che accontenta tutti, botteghini per primi.
La data modenese, organizzata da Vivo Concerti (la stessa agenzia curerà anche le prossime uscite dei Simple: 27 luglio Roma, 28 luglio a Grado e 31 luglio a Catania) ha registrato un bel colpo d’occhio di pubblico e cancellato le polemiche emerse quando fu annunciato lo show. In molti, infatti, protestarono ritenendo la piazza inadeguata per un concerto rock: oggi che tutto è passato, lo scetticismo ha lasciato il posto alla soddisfazione.
Che dire del concerto? Jim Kerr continua ad essere un artista a tutto tondo. Anche se la carta di identità dice che per lui sono passate 53 primavere, sul palco canta e si agita come un ragazzino. Pezzi classici come Don’t You o Alive and Kicking, riempiono il cuore di gioia. Ma sentire brani come I Travel, Celebrate o Someone Somewhere in Summertime, fanno capire come sarebbe potuto cambiare la storia di questa band, se solo fosse rimasta fedele alla propria filosofia di partenza.
Resta la soddisfazione da parte dei fan, di vedere che a volte si può fare un passo indietro e chissà che dopo il “Box set x5” non si possa arrivare a qualche nuova produzione, che richiami la gloriosa storia della grande band scozzese.
La scaletta del concerto: I Travel, Love Song, Celebrate, Waterfront, In Trance as Mission, This Fear of Gods, Hunter and the Hunted, The American, Big Sleep, See The Lights, 70 Cities as Love Brings the Fall, Don’t You (Forget About Me), Someone Somewhere in Summertime, New Gold Dream (81-82-83-84), BIS: Theme For Great Cities, Sanctify Yourself, Glittering Prize, Alive and Kicking, Ghostdancing / Gloria.
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