Carlo La Porta racconta la natura ne ‘Il Coppo del Principe’

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di Maria Rosaria De Simone

È da poco uscito il libro “Il Coppo del Principe”, dell’avvocato romano Carlo La Porta, edito dalla Società Dante Alighieri Editore.

L’autore è al suo primo libro, ma è conosciuto come pittore e come tale è molto stimato.

Bello il titolo. Bella la grafica della copertina. Sei racconti, tutti ambientati in montagna, con personaggi e vicende che hanno, come sfondo, periodi diversi.

Sei racconti,  tutti molto maschili. Una letteratura agli antipodi della nuova letteratura tutta al femminile che sta emergendo.

Non aspettatevi storie d’amore e non aspettatevi nemmeno volti femminili tra i personaggi, tranne un delicato accenno ad una donna che attende il suo alpino dalla guerra.

Non aspettatevi che l’autore indugi sulla bellezza della natura, attraverso aggettivazioni forzate, contemplazioni estatiche, ricche di descrizioni minuziose.

Quello che troverete, invece, sarà un intenso rapporto uomo natura, in cui i pensieri, i sogni, i desideri camminano tra sentieri carichi di neve, in mattini ed albe umide. Aspettatevi di sentire, mentre leggerete, l’umido entrarvi nelle ossa, il freddo pungente sul volto, le mani gelate, un timido sole a rinfrancarvi.

I racconti non sono brevissimi. Circa 30-40 pagine ognuno. E conducono in una dimensione del tempo così lontana da quella a cui siamo abituati in città, veloce, incalzante, forse stressante.

I racconti infatti inducono a leggere a passo di falcata. Seguono il passo del guardiacaccia, della guida, del conducente di corriera, dell’alpino, degli animali nel bosco.

Un passo ritmato, a volte lento ma continuo, dove la storia si svela pian piano e non nella direzione che noi lettori ci aspetteremmo. Ci sono infatti dei colpi di scena a rendere la storia interessante.

A me è parso che l’autore, nei suoi racconti, la natura la dipingesse, pennellata dopo pennellata, tra albe e tramonti, spezzando con macchie di colore il biancore della neve e la solitudine dei luoghi.  E in effetti lui, dipinge davvero quadri molto apprezzati e quotati.

E i personaggi, in questa enorme tela, grande come la natura dei luoghi, camminano, conversano con la propria anima. E la ascoltano questa anima.

E ascoltano anche la natura intorno, bella sì, ma insidiosa e pericolosa. La ascoltano e trovano la maniera per conviverci e divenirne amici.

Una grande storia d’amore dunque, quella del libro, tra l’uomo e la natura del Parco Nazionale d’Abruzzo.

L’ultimo racconto, “Il risveglio” ha ricevuto il premio speciale “Futuro remoto” e la Presidentessa della giuria esaminatrice è stata la scrittrice Dacia Maraini. Ed é il racconto che più mi piace, per la sua originalità, per la storia, che pensi di leggere una cosa ed invece, alla fine scopri che arrivi a tutt’altro. Il racconto in questione si libera delle maglie di una sintassi e di una punteggiatura perfetta. Insomma, lascia un poco l’ordinato campo grammaticale, ma solo un poco, per correre senza freni tra i boschi. Quando leggerete, capirete cosa intendo.

 

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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