Genova celebra l’architetto Enrico Davide Bona

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di Elisabetta Rossi

La mostra “Enrico Davide Bona. Il design dagli esordi a EDB STUDIO” presenta, fino al 3 novembre negli spazi dei Musei di Nervi – Wolfsoniana, una ricca e significativa selezione dell´attività del noto architetto nel campo del design dal 1966 ai giorni nostri.image

Come dichiara Enrico Davide Bona: “Una mostra di design normalmente presenta oggetti; in questo caso “dimostra” anche la possibilità di affrontare una vasta estensione di temi. Ciò dipende dalla capacità che la nostra mente ha nell’organizzare i dati che riceve e che ricerca. Non si tratta di coprire il campo dal cucchiaio all´oggetto più complesso ma di cogliere sempre l´occasione per progettare”.

Nei lavori esposti Bona conferma quella tradizione milanese che, attraverso i grandi maestri di varie generazioni (da Ponti ad Albini a Munari, da Joe Colombo a Mangiarotti, da Zanuso a Mendini), ha incoraggiato la crescita del grande ambito del design su cui oggi vivono scuole, studi, case editrici e spazi espositivi. La lezione è che vanno avvicinati più materiali possibili (ognuno ha sempre molto da dire); che il racconto delle tecnologie è infinito e in continua evoluzione; che l´oggetto singolo o sistema ha più ruoli per l´ambiente e per la vita dell´uomo; che il continuo con chi lavora sui modelli, sui prototipi e sulla produzione in serie è indispensabile.

Da qualche anno Enrico Davide Bona lavora con uno studio allargato a più sedi (Genova, Milano e Parigi) sotto il nome di EDB STUDIO e imposta nuove fasi di progettazione praticando molteplici strade di ricerca, proponendo l´oggetto come un costituente dello spazio architettonico fino ad affermare che “qualsiasi oggetto può essere progettato per creare spazio”. Altri temi, che stanno diventando permanenti nel lavoro di EDB STUDIO, sono la predilezione per il servizio alla collettività più che per il consumo individuale e l´attrazione tra oggetto e ambiente come nuova lettura del rapporto materiale/tecnologia (efficienza, risparmio energetico, sostenibilità).

Con la mostra dedicata a Bona, la Wolfsoniana apre un nuovo filone nella sua programmazione espositiva temporanea: nel rispetto della propria mission di documentare, studiare, promuovere e valorizzazione le arti decorative e di propaganda del Novecento, il museo intende allargare il proprio campo di azione anche al design contemporaneo, in particolare quando si possono creare interessanti sinergie con il territorio circostante, come nel caso degli oggetti in vetro progettati da Bona e realizzati ad Altare in provincia di Savona.

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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