Attacchi di panico: aver paura della paura

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di Vanessa Mannino

Oggi moltissime persone soffrono di frequenti attacchi di panico. E’ interessante come tale disturbo si leghi inesorabilmente all’etimologia della stessa parola: essa deriva, infatti, dal nome del Dio greco Pan. Secondo la mitologia greca, Pan, mezzo uomo e mezzo caprone, si adirava con chi lo disturbava, emettendo urla terrificanti e provocando nel disturbatore paura. Alcuni racconti ci dicono anche che lo stesso Pan si divertiva a comparire improvvisamente suscitando paura nelle persone e poi scomparendo ancor più velocemente, lasciando le vittime incapaci di spiegarsi ciò che realmente era successo . L’attacco di panico dura pochi istanti, ma in quei secondi la sensazione intensa che si ha è così terribile che quasi si crede di morire. La mente è presa dalle paure più assurde, dai pensieri più brutti e il corpo somatizza tali paure attraverso un senso di soffocamento, “mancanza d’aria”, palpitazioni, rossore al viso, capogiri o aumento della sudorazione. L’attacco di panico assale le persone improvvisamente, a volte senza un motivo preciso, altre volte a causa di periodi di forte stress, dopo i quali, passati gli stimoli stressogeni, anche l’attacco di panico se ne va.

Tuttavia, la sua causa non è dovuta a un malessere fisico, ma ci sono fattori fisiologici che spiegano e mediano l’attacco di panico. E’ importante che tale disagio, non apporti mai cambiamenti nello stile di vita della persona che lo subisce: l’attività quotidiana deve comunque continuare ad essere svolta senza alcuna paura perchè nel momento in cui cambia il nostro modo di vivere, per paura che si possa ripresentare, assume le caratteristiche di un vero e proprio problema. Molte volte, infatti, questo disagio tende a condizionare la persona che ne soffre: si evitano luoghi affollati, soprattutto per il ricordo di attacchi avuti in corrispondenza di questi spazi, si evita di rimanere soli, per paura di non trovare aiuto nel momento di un attacco, ci si isola a livello sociale per paura di mostrare il proprio malessere, ma soprattutto per paura che questo possa presentarsi durante le feste, gli eventi, o gli incontri a cui alla fine si evita di partecipare. I soggetti più esposti all’insorgere di tale disagio sono le donne, per i maggiori fattori di stress a cui sono preposte, e in particolare tutti quegli individui orientati a situazioni d’ansia, con una forte tendenza a preoccuparsi e ad agitarsi anche senza gravi motivazioni.

A volte la causa può essere determinata anche da traumi subiti durante la prima infanzia: dalla perdita o il distacco affettivo da persone importanti, fino a forme di violenze fisiche a cui si è dovuti sottostare. Altre volte la causa è da ricercare in una errata respirazione, motivo fisiologico attraverso il quale si immette nei polmoni una quantità d’aria superiore a quella normale. Una respirazione lenta ed adeguata, favorisce l’allontanarsi della crisi e di una sua possibile ricaduta. L’aiuto di un terapeuta può essere utile nel momento in cui il Disturbo di Panico è ricorrente e soprattutto nel momento in cui non consente alla persona che ne è affetta di vivere una vita normale. Recenti studi mostrano infatti come la psicoterapia cognitivo-comportamentale sia la più efficace soprattutto in un arco di tempo relativamente breve. Questa aiuta nello spezzare il circolo vizioso degli attacchi di panico e nell’attuare comportamenti funzionali e positivi. E’ invece sconsigliata, almeno come unico trattamento e in situazioni di minore gravità, l’assunzione di farmaci che rischiano in primis di dare forte dipendenza al soggetto ed in secundis di non essere funzionali senza essere accompagnati da una terapia che va ad incidere direttamente sul modo di pensare dell’individuo.

Il primo passo per affrontare il D.A.P (Disturbo da Attacchi di Panico) è tuttavia quello di prendere piena coscienza del problema, che può essere facilmente risolto anche attreverso tecniche di Training Autogeno, rilassamento respiratorio e tecniche varie attraverso le quali lavorare sul pensiero positivo: cercando di abbattere le ansie e i fattori di stress che derivano a loro volta da fattori di sovraccarico e atteggiamenti erronei verso se stessi e verso eventi esterni.

Foto: Panic room, foto di LunaDiRimmel/Flickr

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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